Osservatorio della Rete L'ABUSO

Autore: Alessio Di Florio

  • «Una voce contro il silenzio»: Francesco Zanardi ospite della diciassettesima puntata di 30 minuti con…

    «Una voce contro il silenzio»: Francesco Zanardi ospite della diciassettesima puntata di 30 minuti con…

    Si è conclusa con una puntata dirompente la prima stagione di “30 minuti con…”, il format indipendente trasmesso sui canali social di WordNews.it e condotto da Paolo De Chiara, giornalista e direttore della testata. Un finale di stagione senza sconti, che ha dato voce a uno dei protagonisti più scomodi della denuncia contro gli abusi sessuali nella Chiesa cattolica: Francesco Zanardi, fondatore di Rete L’Abuso.

    Insieme a De Chiara, anche il collaboratore Antonino Schilirò e il vicedirettore Alessio Di Florio, per un confronto serrato, lucido, documentato.

    Una puntata necessaria

    «Una voce che rompe il silenzio, denuncia l’omertà, pretende giustizia», così Paolo De Chiara ha presentato Zanardi, sopravvissuto agli abusi da parte di un sacerdote e oggi attivista instancabile. Zanardi ha ricostruito la sua vicenda personale, il trauma, la denuncia arrivata dopo decenni, e la nascita di un’associazione che raccoglie testimonianze, dati, denunce, costruendo il più aggiornato database italiano sugli abusi ecclesiastici.

    Il quadro emerso è drammatico: oltre 1.200 offender censiti in Italia, più di 4.600 vittime, con una percentuale di sommerso che sfiora l’80%. In Molise 16 preti risultano coinvolti, in Sicilia 99, in Calabria 50. Numeri agghiaccianti. Ma ancora più inquietante è il dato sul sommerso: in molte regioni, la maggior parte degli autori è nota ma non è mai stata processata o condannata.

    Leggi assenti, omertà presente

    Zanardi ha puntato il dito su un sistema che “non vuole vedere”: lo Stato italiano, che non obbliga alla denuncia, che esclude le attività di volontariato – comprese le parrocchie – dal certificato antipedofilia, che non ha mai istituito una commissione indipendente sugli abusi come avvenuto in Francia o negli Stati Uniti.

    E ha ricordato che Papa Francesco ha parlato molto, ma ha fatto ben poco. La CEI, ha sottolineato Zanardi, continua a non trasmettere alla magistratura le denunce ricevute, trincerandosi dietro al fatto che la legge italiana non lo impone. La Chiesa “rispetta la legge”, ha detto amaramente, “ma una legge che tutela i carnefici e abbandona le vittime”.

    Nel corso della puntata è stato evidenziato un altro punto critico: l’assenza di una narrazione giornalistica organica sugli abusi. «In Italia non si è mai fatta una vera inchiesta giornalistica di sistema. I casi vengono raccontati come eccezioni, le vittime isolate, i colpevoli nascosti dietro lo schermo dell’istituzione».

    Zanardi ha confermato: «Non esistono giornalisti italiani nelle grandi testate che si siano occupati sistematicamente del fenomeno. Le voci che ci hanno seguito sono pochissime, spesso freelance e fuori dal circuito mainstream».

    Dalle mancanze legislative alla complicità informativa, passando per la passività dei fedeli e la sistematica promozione ecclesiastica di chi è coinvolto in casi di abusi: la fotografia scattata durante la puntata è quella di un’Italia senza anticorpi, incapace di difendere i più fragili. «I cattolici italiani non protestano – ha detto Zanardi – neppure davanti all’evidenza.».

    «Serve una coscienza collettiva, un’educazione civile che ci faccia sentire corresponsabili, anche quando il problema non ci tocca direttamente».

    Verso la seconda stagione

    La puntata ha chiuso la prima stagione del format. «Abbiamo raccontato storie di mafia, di stragi di Stato, di sanità pubblica smantellata, di testimoni di giustizia dimenticati – ha ricordato Paolo De Chiara –. E ora anche questa pagina, sporca, che pochi vogliono leggere. Ma noi non spegneremo i riflettori».

    «Una voce contro il silenzio»: Francesco Zanardi ospite della diciassettesima puntata di 30 minuti con…

  • Violento attacco informatico contro Rete L’Abuso

    Violento attacco informatico contro Rete L’Abuso

    Ci sono temi, denunce, lotte, tabù per l’italiota media. Non se ne deve parlare, omertà assoluta pena lo scandalo, l’isolamento, la delegittimazione, i rutti dei branchi servili. Martin Luther King disse di temere il silenzio degli onesti più della violenza dei malvagi. Di onesti, soprattutto intellettualmente, ne vediamo sempre meno, rari più delle mosche bianche. Mentre i silenzi abbondano.

    Al di là di chiacchiere, propagande e menzogne la difesa dei bambini, la lotta contro gli orchi e le reti strutturate e consolidate della pedocriminalità è patrimonio di pochi. Si toccano fili pericolosi, nervi scoperti, potentati e colletti bianchi. Dovrebbe scandalizzare, se questo fosse un Paese che conosce la parola dignità, la violenza, l’abuso, lo stupro. Invece scandalizza chi denuncia, scatena orde e branchi chi non si piega e non tace. E più si sale nelle alte sfere più queste complicità di fatto e queste squallide vigliaccherie aumentano.

    In Italia esiste, ormai da molti anni, l’unica associazione di sopravvissuti agli abusi sessuali del clero, Rete L’Abuso.

    Dovrebbe essere una battaglia comune a tanti quelle di vittime e sopravvissuti, dovrebbe scandalizzare ogni abuso contro l’infanzia. Francesco Zanardi può, invece, raccontare quante censure, quante verità di comodo, quanta omertà e quanti intrighi e trame per nascondere, occultare, difendere gli abusatori proliferano in Italia. Rete L’Abuso è online, ha un sito strutturato che è una potente fonte di informazione e conoscenza. Nel settembre scorso è ripartito Tg L’Abuso, una news settimanale in cui vengono riportate notizie e denunce di abusi in Italia e nel mondo.

    WordNews.it è nata per scrivere quel che non si può scrivere, perché eravamo (e siamo) stanchi di una informazione omologata, prona, omertosa.

    Che non informa ma si piega servile ed accondiscendente. Per questo, sin dalla prima edizione, siamo al fianco di Francesco e della Rete.

    E sulle nostre pagine stiamo, ogni settimana, rilanciando tutte le edizioni.

    La mattina del 23 aprile abbiamo ripubblicato l’ultima edizione, la numero 33. Nelle stesse ore un’amara e gravissima notizia: il sito di Rete L’Abuso è andato offline diverse ore per un violentissimo attacco informatico. Che giunge a distanza di poche settimane da segnalazioni e censure sui social a post e pubblicazioni di denunce di abusi e di sistemi di omertà, connivenza, difesa dell’abusatore.

    Questo non è il primo attacco subito da www.retelabuso.org negli anni. Ma è il più violento e devastante. È una realtà che conosciamo fin troppo bene, avendo subito un attacco che fece crollare il nostro sito tre anni fa. E ricordiamo i silenzi, le omertà, i volti girati dall’altra parte.

    Per questo esprimiamo oggi tutta la nostra solidarietà a Francesco Zanardi e a Rete L’Abuso.

    Contro ogni censura, ogni squadrismo, ogni violenza siamo al loro fianco e continueremo a sostenere ancor di più ogni denuncia, lotta, battaglia, preziosa informazione di Rete L’Abuso.

    Le nostre pagine, il nostro sito erano, sono e resteranno a totale disposizione della Rete.

    https://www.wordnews.it/violento-attacco-informatico-contro-rete-labuso