Osservatorio della Rete L'ABUSO

Autore: Redazione Media Web

  • Il prete pedofilo pakistano latitante nella diocesi di Calcagno – Repubblica Tv

    Il prete pedofilo pakistano latitante nella diocesi di Calcagno – Repubblica Tv

    Nel 2004, mentre Domenico Calcagno è vescovo della diocesi di Savona – Noli, un reporter del Dallas News fotografa in una parrocchia di Albissola Marina Yusuf Dominic, un prete di origine pachistana ricercato per abusi sessuali su minori, mentre celebra la messa domenicale.

    Dominic era stato arrestato nel 1996 a Londra per pedofilia e successivamente rilasciato su cauzione. Una volta libero il prete scappa e dopo otto anni di latitanza viene pizzicato in Liguria.

    Successivamente il prete viene trasferito dal vescovo nell’abbazia benedettina di Finalpia, complesso monastico che si trova di fronte alla scuola elementare di Finale Ligure, dove rimane fino al 6 dicembre 2009, giorno della sua presunta morte.

    di ELENA AFFINITO e GIORGIO RAGNOLI

  • Salvatore Domolo introduzione

    Salvatore Domolo introduzione

    Alba Montori legge l’introduzione del libro In Nomine Patris di Salvatore Domolo alla presentazione del 28 novembre al mario Mieli di Roma

  • Intervista di Emanuele Melfi a Francesco Zanardi Portavoce della Rete L’ABUSO

    Intervista di Emanuele Melfi a Francesco Zanardi Portavoce della Rete L’ABUSO

    Intervista di Emanuele Melfi a Francesco Zanardi Portavoce della Rete L’ABUSO

  • FUORI DAL OMBRA

    FUORI DAL OMBRA

    Il progetto consiste in una serie di foto di sopravvissuti e le loro testimonianze. Durante l’incontro di Roma, nell’Ottobre del 2010, la fotografa italiana SIlvia Amodio ha iniziato il suo progetto “Fuori dall’ombra”. Durante l’incontro di Roma, sono stati fotografati oltre 30 sopravvissuti e una parte di queste foto e testimonianze é stata raccolta in un video. Silvia continua a seguirci in tutti i nostri incontri ed a raccogliere foto e testimonianze da aggiungere al video.

  • Erik Zattoni in piazza per l’appello a Papa Bergoglio

    Erik Zattoni in piazza per l’appello a Papa Bergoglio

    Il figlio che ha denunciato lo stupro della madre a 14 anni da parte di un prete, suo padre, chiede giustizia a Papa Francesco

  • ESCLUSIVA: Il primo FILM sui crimini sessuali della chiesa cattolica italiana. THE PREY SILENCE IN THE NAME OF GOD

    ESCLUSIVA: Il primo FILM sui crimini sessuali della chiesa cattolica italiana. THE PREY SILENCE IN THE NAME OF GOD

    Per i milioni di fedeli cattolici di tutto il mondo, la chiesa è un luogo di pace, di santità e di serenità per adorare Dio. Ma per alcuni bambini della parrocchia, dietro le alte mura della chiesa è dove si scatena l’inferno.

    La Chiesa cattolica ha circa 50 milioni di bambini che rientrano nella sua congregazione in tutto il mondo, ma il Vaticano non ha alcuna politica di protezione dell’infanzia in atto. L’unico criterio è quello di mantenere le cose come profondamente sepolti in segreto il più possibile.

    In esclusiva PRESS TV documentario,” The Prey: Silenzio in nome di Dio “, esploreremo i segreti più oscuri all’interno del Vaticano si assisterà alla cultura prevalente di segretezza e di paura che porta vescovi cattolici di mettere gli interessi del Vaticano. .

    Chiesa in vista della sicurezza dei bambini si vede che anche il più vulnerabile dei bambini non sono risparmiati Naturalmente la giustizia non può mai essere pienamente realizzato per le vittime,. l’unica speranza che rimane è che nessun bambino sarà mai più essere oggetto di abusi all’interno della confini della Chiesa.

    PRESS TV Documentaries

    INTERVISTA DI FRANCESCO ZANARDI ALLA PRODUTTRICE DEL FILM, SILVIA LUZI

  • Perché è morto Dino Marafioti, giornalista di Radio Radicale che indagava su Emanuela Orlandi?

    Perché è morto Dino Marafioti, giornalista di Radio Radicale che indagava su Emanuela Orlandi?

    Una frase campeggia sulla pagina Facebook di Dino Marafioti, il suo penultimo post il giorno prima che venisse ritrovato, da amici e compagni radicali, il suo corpo esanime accanto a una bottiglia di alcool e alcune pasticche. E’ molto indicativa: “Oggi finalmente ho capito che siamo tutti diversi. C’è chi ha la bellezza, chi il talento, chi ha il denaro, e poi ci sono io, che ho l’ansia.”

    Quale era l’ansia del giornalista trovato morto? Il post precedente è il link al video musicale di Simon & Garfunkel “The sound of silence” presentato da poche battute “No way out”: nessuna via di uscita.

    Ed il “suono del silenzio” era un suo refrain abituale in questi ultimi tempi, quasi come se stesse attendendo una rottura del muro di silenzio in cui giacciono fatti che non ci è dato conoscere.

    Come se Dino attendesse da tempo una risposta.

    Cosa stava accadendo a Dino Marafioti? Il giornalista, 53 anni di cui 22 passati in Radio Radicale, aveva pubblicato da circa un mese un servizio dedicato al trentennale della scomparsa di Emanuela Orlandi dal titolo: “Caso Orlandi: pensieri, parole, opere e omissioni.” Era il suo primo servizio video, della durata di un’ora, che raccoglie in modo critico e analitico i fatti e le informazioni sul caso della ragazza scomparsa che vede pesantemente coinvolto lo Stato Vaticano.

    Ne era particolarmente fiero e auspicava una sua diffusione anche attraverso altri canali, comprese le televisioni.

    Era certamente sotto stress, anche per una dieta severa che gli aveva fatto perdere dodici chili in dieci settimane.

    Ma non accennava a nessun motivo di depressione.

    Certo sibillina la frase di Massimo Bordin, il giornalista già direttore di Radio Radicale e a cui spesso Dino Marafioti curava la famosa rassegna stampa del mattino “Stampa e Regime“, che ha detto “Temo che sulla morte di Dino sia necessaria una riflessione seria, bisognerà riflettere su questa morte”.

    Una coppia notevole e ben nota sia agli ascoltatori abituali di Radio Radicale che ai giornalisti e politici che ritengono irrinunciabile l’ascolto di “Stampa e Regime”.

    Qualche giorno fa aveva raccontato che era ferma da tempo una donna in una station wagon sotto casa sua che pettinava insistentemente una bambola: la cosa fu presa a scherzo dagli amici ma ora assume anche una luce seriamente inquietante.

    Un messaggio sulle attenzioni al caso Orlandi?

    Speriamo come sempre che si faccia luce sui misteri italiani, limitandoci oggi ad una punta di tristezza in più per la perdita di un ottimo giornalista che ha insegnato molto nelle sue dirette e nella sua capacità di stare sul campo.

    I funerali di Dino Marafioti si terranno giovedì alle 10nella parrocchia Gesù Divino Lavoratore, in via Oderisi da Gubbio 16, Roma.

    https://it.blastingnews.com/cronaca/2013/08/perche-e-morto-dino-marafioti-giornalista-di-radio-radicale-che-indagava-su-emanuela-orlandi-0026673.html

  • Le vittime di pedofilia denunciano da adulti, assurda la prescrizione

    Le vittime di pedofilia denunciano da adulti, assurda la prescrizione

    “Ci vogliono molti anni per prendere coscienza degli abusi subiti, superare la vergogna e sentire la necessità di raccontare quello che subito nell’infanzia”, spiega lo psichiatra Alfonso Rossi, il terapista di Diego, vittima a 11 anni di un prete suo insegnante di religione. “Nel nostro apparato di giustizia la vittima occupa un ruolo poco rilevante, la sua sofferenza non è tenuta in conto”, prosegue il medico: “Un prescrizione di dieci o vent’anni è un termine troppo breve per i reati di pedofilia, perché una vittima prende consapevolezza solo da adulto, quando il reato è già stato cancellato dalla prescrizione. Il suo bisogno di giustizia rischia di non essere mai soddisfatto” di ELENA AFFINITO e GIORGIO RAGNOLI

  • Per le vittime di pedofilia, la vera cura è la giustizia

    Per le vittime di pedofilia, la vera cura è la giustizia

    Il dottor Alfonso Rossi, lo psichiatra che oggi ha in cura Diego, vittima di un prete pedofilo suo insegnante di religione, spiega le strategie terapeutiche scelte per curare il giovane: “La rabbia di questo ragazzo va indirizzata verso le istituzioni, dando risposta alla sua richiesta di giustizia”. E’ stato il medico ad insistere affinché fosse fatta una denuncia ai Carabinieri ed è stato lui a stabilire un contatto con la Curia napoletana. Dopo alcuni colloqui con il vescovo, il prete accusato è stato allontanato dalla parrocchia, ma poco tempo dopo Diego ha scoperto che continua a insegnare in una scuola a pochi chilometri da Napoli. “A questo punto alla vittima è caduto il mondo addosso, ci aspettavamo che il giovane venisse riabbracciato dalla Chiesa e il responsabile degli abusi fosse giustamente punito, ma le cose non sono andate così” di ELENA AFFINITO e GIORGIO RAGNOLI

  • Servizio La Nuova Tg ” Preti pedofili, tra i nomi anche quello di un prete lucano” 28-06-2013

    Servizio La Nuova Tg ” Preti pedofili, tra i nomi anche quello di un prete lucano” 28-06-2013

    Un giro di giovani romeni reclutati per diversi preti pedofili. A denunciare il tutto un ex sacerdote, già condannato a 5 anni di reclusione proprio per reati sessuali e ora testimone in un’inchiesta della procura di Roma. Patrizio Poggi, 46 anni, ha fatto agli inquirenti nomi e cognomi, tirando in ballo anche Don Franco Camaldo, originario di Lagonegro e attuale cerimoniere del Papa. Sulla vicenda, ovviamente, i pm della capitale stanno cercando di mantenere il massimo riserbo, smentendo, almeno per il momento, che ci siano degli indagati. Secondo quanto raccontato dalla “talpa” diversi ragazzi romeni sarebbero stati adescati da un ex carabiniere nei locali notturni o nei pressi della stazione Termini, o addirittura fatti arrivare di proposito nella capitale, per poi prendere parte a dei festini con preti pedofili in cambio di poche centinaia di euro. Se confermata, la versione dell’ex sacerdote getterebbe nuove ombre sulla Chiesa. Dietro le rivelazioni, secondo quanto trapelato fino a questo momento, ci sarebbe anche la grande voglia di Papa Francesco di dare un netto segnale di rottura rispetto al passato e portare alla luce tutti i misteri che il Vaticano sembra custodire al suo interno. Per adescare i giovani romeni, l’ex carabiniere avrebbe utilizzato delle automobili con scritte dalla parvenza istituzionale. I minorenni avrebbero poi accettato l’assurda offerta pur di guadagnare un po’ di soldi. Negli anni scorsi Don Franco Camaldo era stato ascoltato dagli inquirenti in relazione ad una delle tante vicende oscure accostate al Vaticano, ovvero alla sparizione di Emanuela Orlandi, scomparsa 30 anni fa e mai più ritrovata. Nel 2006, infatti, quando era segretario particolare del cardinale Ugo Poletti, il sacerdote lucano era stato ascoltato in relazione alla presenza all’interno della basilica di Sant’Apollinare della tomba di Enrico De Pedis, uno dei capi storici della Banda della Magliana.