Categoria: Film
-

Esame di coscienza
Nelle interviste a sopravvissuti, religiosi, giornalisti e altri esperti si affrontano le accuse di abusi sessuali all’interno delle istituzioni cattoliche spagnole.Su NETFLIX https://www.netflix.com/it/title/80991879 -

Summer in Red
L’ispettrice di polizia María Ruíz indaga sul legame inquietante tra un adolescente assassinato a Madrid e una giovane scomparsa a Pamplona, collegando entrambi i casi a una scuola coinvolta in accuse di abusi su minori. Con l’aiuto della giornalista Luna, troverà un indizio cruciale che rivela l’identità dell’assassino enigmatico.
https://www.primevideo.com/-/it/detail/Summer-in-red/0NM96Q7FZFK7MUZGDP2DKIG4FV
-

Examen de conciencia | Trailer oficiale | Netflix
Examen de conciencia pretende abrir una reflexión sobre el alcance de los abusos en la Iglesia española, una realidad que ha permanecido escondida durante mucho tiempo bajo un manto de silencio.
A través del testimonio revelador de Miguel Ángel Hurtado, que ha mantenido su caso en silencio durante 18 años, esta serie documental da voz a víctimas, religiosos e investigadores para entender la complejidad y el alcance de esta devastadora situación.
-

Marcial Maciel: Il lupo di Dio | Trailer ufficiale | HBO Max
Marcial Maciel: The Wolf of God, la nuova serie di documentari originali di Max, espone e approfondisce le molteplici dimensioni di una delle figure più controverse della Chiesa cattolica.
Disponibile dal 14 agosto su HBO Max. HBO Max è una piattaforma di streaming premium dove troverai i tuoi programmi e film preferiti di Warner Bros., DC, Cartoon Network, TNT, Adult Swim, HBO, Max Originals e Discovery.
Tutto in un unico posto, così puoi guardarlo quando, dove e con chi vuoi. Ecco alcuni link utili per rimanere in contatto: 👀: Sito web: https://www.max.com/
-

“Rapito”
È l’ultimo capolavoro di Marco Bellocchio, “Rapito”, a chiudere il primo ciclo di “Al cinema con…” con la presentazione di Maria Latella, in onda in prima visione sabato 1° febbraio alle 21.20 su Rai 3.
Bologna, metà dell’Ottocento. Un gruppo di funzionari dello Stato Pontificio si presenta in casa dell’ebreo Salomone Mortara con l’ordine di portare via il suo sesto figlio, il piccolo Edgardo.
A quanto pare il bambino, all’insaputa dei genitori, era stato battezzato quando aveva pochi mesi, e secondo le leggi del Vaticano non può crescere in una casa di ebrei. Il piccolo viene portato a Roma, in un collegio destinato ai figli degli ebrei convertiti.
È l’inizio di una lunga e appassionata vicenda familiare e politica. Il film, con Fausto Russo Alessi, Paolo Pierobon, Fabrizio Gifuni, Filippo Timi, Barbara Ronchi, ha ottenuto sei Nastri d’argento (fra cui miglior film e miglior regia) e cinque David di Donatello.
Finito il film, Maria Latella ne parlerà in studio con monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita e consigliere spirituale della Comunità di Sant’Egidio.
-

Verso l’Oscar docu su abusi dei preti sui bambini nativi indiani
C’è una storia poco nota, almeno in Italia, e che punta dritto all’Oscar di quest’anno per il miglior documentario avendo tutte le carte tematiche e di qualità cinematografica.
Ha già fatto breccia al Sundance dove ha vinto per la migliore regia e ora smuove le coscienze in sedi istituzionali come il Senato americano che gli ha dedicato una proiezione speciale.
Presentato da National Geographic si vedrà su Disney+ entro l’anno e in anteprima proiezione speciale alla Festa del cinema di Roma il 22 ottobre. E’ Sugarcane, il film di Julian Brave NoiseCat ed Emily Kassie, che racconta emozionando una storia di abusi lunga quattro generazioni nella missione cattolica di Saint Joseph, vicino Williams Lake in British Columbia, Canada.
E’ una storia simbolo di razzismo bianco, dell’annientamento culturale dei nativi americani, a colpi di indottrinamento, divieti di tradizioni e linguaggio e sottomissioni fisiche con la cifra religiosa, cattolica, e le violenze sessuali dei sacerdoti sui bambini e le bambine che vivevano lì strappati alle famiglie per ‘educarli’. Abusi sessuali con in più il raccapriccio delle gravidanze con i feti buttati nell’inceneritore per sbarazzarsi del problema.
Papa Bergoglio in Vaticano ha ricevuto alcuni testimoni e si è scusato ed è anche andato in “pellegrinaggio di penitenza” (parole sue) nel luglio del 2022 in quei luoghi ma ai capi delle comunita’ autoctone First Nations non basta perchè quello che sta venendo fuori di un’epoca di Chiesa colonialista e complicità governative mette i brividi.Ma Sugarcane è anche un film nel film. “Da reporter per The New Yorker e New York Times ho affrontato vari temi – ha detto all’ANSA a Roma il co-regista Julian Brave Noisecat – e quando la collega di giornalismo investigativo Emily Kassie mi ha proposto di realizzare un documentario sui nativi indiani in Canada ho accettato senza sapere che il film sarebbe diventato per me qualcosa di molto personale”.
Sugarcane, prodotto dal giovane candidato all’Oscar Kellen Quinn, segue con il ritmo dell’inchiesta una sorta di auto-indagine che dal 2021 con tenacia stanno portando avanti alcuni sopravvissuti, mettendo insieme dolorose testimonianza, scavi (per trovare fosse comuni di bambini), foto, reperti, tutto quello che la stessa comunità dei nativi indiani riesce a tirare fuori per documentare che le voci su questi fatti sono verità nascoste. Uomini e donne tenaci che non vogliono dimenticare quello accaduto a loro stessi e ai loro familiari e proprio durante questa indagine è emerso che il 64enne padre di Julian che per tutta la vita ha vissuto una dipendenza dall’alcol (come moltissimi nativi) e ha avuto un rapporto assente con lui, è figlio dell’abuso di un prete con una bambina, sopravvisse all’inceneritore della missione per caso e fu adottato da una famiglia insieme ad altri 10 nativi, sette dei quali si suicidarono. “Mai mi ero interessato a quello che il mio paese aveva fatto ai suoi primi abitanti e via via che si lavorava a questo film via via emergevano pezzi della mia famiglia. La mission dove nacque mio padre Ed Archie è stata scelta su 139 presenti sul territorio. E’ stato uno choc. Ho cercato mio padre, sono tornato con lui su quei luoghi e quello che era stato scoperto ha avuto la sua devastante conferma. C’è un potere e una responsabilità in chi testimonia e in chi documenta e Sugarcane è importante perchè a queste persone che hanno vissuto la vita senza rispetto, diciamo loro che sono importanti, che al mondo importa di loro”. C’è una “sofferenza che ha bisogno di giustizia” ha dettoe ancora Julian, “Chiesa e governo canadese continuano a rifiutare di aprire gli archivi e tutto viene portato avanti dalla comunità”, ha aggiunto il regista. C’è Charlene Belleau, abusata da bimba, che da 30 anni si batte con forza, c’è Rick che da capo della comunità ha guidato la piccola delegazione in Vaticano ed a lui, morto nel frattempo, è dedicato il film, c’è il tenerissimo anziano MacGrath, il cui Dna ha confermato che per metà è di sangue nativo, per metà scozzese (figlio dell’abuso di un reverendo) che a Roma ha avuto il coraggio di andare dai missionari oblati di Maria Immacolata a chiedere ‘perchè?’.
I numeri di questo orrore non sono definitivi, migliaia sono le vittime, un’intera comunità di nativi continua a vivere con questo fardello ma se il tempo della riconciliazione è solo iniziato, quello dell’orgoglio dell’accettazione che forse porterà i colori orange, i cappelli con le piume e i nativi sul palco di Hollywood la notte dell’Oscar il 2 marzo 2025 è arrivato.
https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/cinema/2024/10/06/verso-loscar-docu-su-abusi-dei-preti-sui-bambini-nativi-indiani_8a7093a3-b431-4308-af1c-d1ab6dc8a74f.html
-

Shellac lancia le vendite globali del documentario sugli abusi sessuali nella Chiesa cattolica “The Deposition” a Locarno (ESCLUSIVO)
La società francese di vendita e distribuzione Shellac lancerà le vendite internazionali per il prossimo documentario sugli abusi sessuali della Chiesa cattolica ” The Deposition ” a Locarno prima di distribuire il film in Francia questo ottobre. In concomitanza con l’annuncio, Variety ha avuto accesso esclusivo al trailer del film, visibile sopra.
“The Deposition” è la storia di un ragazzino di nome Emmanuel che, nel 1993, raccontò ai genitori di essere stato molestato da un nuovo prete popolare del villaggio di nome Hubert. All’epoca, i genitori decisero di tenere segrete le accuse del ragazzo.
Trent’anni dopo, il padre di Emmanuel, Robert, non riesce più a sopportare il senso di colpa e affronta Hubert, che nega tutto. Diversi mesi dopo, dopo aver parlato con un rapporto commissionato dal governo sulla violenza sessuale all’interno della Chiesa cattolica, Emmanuel viene incoraggiato a condividere la sua storia con le autorità.
Per oltre tre ore, Emmanual condivide il suo racconto con la polizia locale, registrando l’intero incontro sul suo telefono. Quella registrazione è la base su cui è stato costruito “The Deposition”.Secondo la regista Claudia Marschal, il film dà voce a innumerevoli altre persone che sono state messe a tacere quando hanno cercato di parlare dei propri traumi. “Donne e uomini si sono fatti sentire prima di #MeToo, ma non sono stati ascoltati. ‘The Deposition’ racconta la storia di un ragazzino che ha parlato con i suoi genitori negli anni ’90, ma è stato zittito. Trent’anni dopo, in una società che sembra più incline ad ascoltare, lo sentiamo sporgere denuncia per la prima volta”.Secondo il produttore del film Pierre-Olivier Bardet, “il secondo lungometraggio sottile e necessario di Claudia non è né giudicante né denunciante. Con l’accuratezza di una testimonianza registrata sul posto, il film segue passo dopo passo la deposizione di Manu, abusato da un prete cattolico in gioventù. ‘By the Grace of God’ di Ozon trova qui la sua controparte documentaria e la storia di Manu svela l’intero meccanismo perverso dell’abuso”.
Parlando con Variety , Thomas Ordonneau, fondatore e CEO di Shellac, ha spiegato perché la sua azienda ha sentito la necessità di presentare “The Deposition” al pubblico francese.
“Siamo onorati di collaborare con Claudia Marschal e Pierre-Olivier Bardet e di occuparci delle vendite internazionali di questo potente documentario. Negli ultimi anni, abbiamo assistito a un movimento di sollievo per liberare le voci di coloro che hanno subito abusi all’interno della Chiesa cattolica”, ha spiegato. “Nei film, è stato affrontato principalmente attraverso la finzione, in particolare con ‘Spotlight’ o più di recente ‘In the Grace of God’ di Ozon, ma pochissimi documentari hanno affrontato questo problema, soprattutto con una grazia e un’attenzione così straordinarie.
“La testimonianza intima dell’abuso sessuale è anche un riflesso profondo e politico dei cambiamenti di cui la nostra società ha ancora un bisogno cruciale. Siamo convinti che troveremo i partner giusti nei territori chiave per portare questo film toccante e urgente al pubblico di tutto il mondo”, ha aggiunto.
https://variety.com/2024/film/global/shellac-the-deposition-locarno-france-1236064083/
-

PER ELISA – IL CASO CLAPS (2023) | Promo tv
“Per Elisa – Il caso Claps”, prodotta da Fastfilm Srl e Cosmopolitan Pictures Limited, in collaborazione con Rai Fiction per la regia di Marco Pontecorvo, in onda da martedì 24 ottobre alle 21.25 su Rai 1.
Elisa Claps esce di casa per andare a messa in un’assolata domenica mattina del settembre 1993 a Potenza. Da quel momento nessuno avrà più sue notizie, fino al ritrovamento del suo corpo 17 anni dopo, nel sottotetto della chiesa dove era stata vista viva l’ultima volta.
A novembre 2002 a Bournemouth, sulla costa meridionale dell’Inghilterra, Heather Barnett, una madre single di due adolescenti, viene trovata in casa a terra, coperta di sangue, orribilmente mutilata. Il giorno della scomparsa, Elisa Claps aveva appuntamento con Danilo Restivo, poco più grande di lei, proprio nella chiesa dove poi fu ritrovato il suo corpo.
Danilo Restivo era anche il vicino di casa di Heather Barnett, e su di lui la polizia inglese appuntò presto i suoi sospetti. Ma ci vollero anni per connettere i due delitti e far condannare il colpevole.
Un ruolo fondamentale perché questo avvenisse è stato svolto dalla famiglia Claps e, soprattutto, da Gildo, fratello maggiore di Elisa, che aveva 24 anni all’epoca della scomparsa della sorella.
“Per Elisa – Il caso Claps” è la storia dell’ininterrotta battaglia di Gildo Claps e della sua famiglia per fare luce sulla scomparsa di Elisa, assicurare il suo assassino alla giustizia e sul perché la verità sia potuta rimanere oscurata per così tanto tempo.
-

BELLOCCHIO INCRIMINA A CANNES L’ABUSO DI POTERE DELLA CHIESA CATTOLICA CON “RAPITO”
Cannes (Francia), 24 maggio (EFE).- Il veterano Marco Bellocchio accusa l’abuso di potere della Chiesa cattolica durante il periodo dello Stato Pontificio attraverso la storia vera di un bambino ebreo di sei anni rapito per ordine di Papa Pio IX in “Rapito”, film in concorso al Festival di Cannes
Sebbene Bollocchio abbia assicurato questo mercoledì durante una conferenza stampa di aver fatto un film “né contro il papa né per condannare la Chiesa cattolica”, la verità è che “Rapito” racconta una storia terribile, quella di Edgardo Mortara, battezzato di nascosto da un domestico da bambino e rapito all’età di sei anni per essere portato a Roma ed educato come cattolico.
“C’è un principio di fede che è la tolleranza, ma è come se la religione avesse qualcosa che la rende intollerante, perché ci sono dei dogmi che vanno assolutamente rispettati, altrimenti le religioni sparirebbero”, ha sottolineato Bellocchio in conferenza stampa.
In ogni caso, ha aggiunto, “questo non giustifica l’atteggiamento del Papa nel film”, ispirato al libro “Il caso Mortara”, di Daniele Scalise.
Bellocchio lo lesse e iniziò a indagare sui documenti raccolti durante il processo giudiziario che la famiglia di Edgardo aveva avviato per cercare di recuperare il figlio, rapito nel 1857 quando l’Emilia-Romagna apparteneva allo Stato Pontificio.
Era il momento in cui il potere dello Stato Pontificio e del Papa stava crollando e che portò alla riduzione del territorio pontificio nel Lazio nel 1861 quando fu proclamato il Regno d’Italia.
“Il papa non ha voluto lasciare il potere” e per questo ne ha abusato, come hanno fatto nella storia tanti altri dittatori politici e spirituali, ha sottolineato Bellocchio, per il quale il bambino “è diventato il simbolo della temporanea difesa di un sistema” che stava per scomparire.
Per questo motivo, la cosa più importante nella realizzazione di questo film è stata trovare il ragazzo giusto per interpretare Edgardo, che Belloccio ha trovato in Enea Sala.
“Enea mi ha sorpreso con il suo sguardo e la sua voce, che descrive la situazione (…). Ha portato la sua umanità, il suo dolore nascosto e l’enigma di uno sguardo”, ha sottolineato il regista.
È proprio il fatto di non aver trovato il figlio adatto al ruolo a far dimettere Steven Spielberg, che stava preparando anche un film sulla sua storia.
“Ho scoperto che Spielberg voleva preparare un film sulla vita di Edgardo ma basato su un altro libro. Aveva già contattato collaboratori e location in Italia e aveva anche contattato attori per ruoli importanti”, ha spiegato Bellocchio.
Ma ha abbandonato il progetto quando non è riuscito a trovare l’attore di Edgardo, ha detto il regista italiano, che ha ritenuto che fosse una storia “che non si può fare in una lingua diversa dall’italiano, con dialetti regionali ed ebraico”, come i protagonisti parlato. . reale di quello che è successo.
Accanto a Sala, attori come Leonardo Maltese, Fausto Russo, Barbara Ronchi, Filippo Timi, Fabrizio Gifuni o Paolo Pierobon.
Per la Ronchi, che interpreta Marianna Mortara, la madre di Edgardo, la cosa importante del suo personaggio è che lei è “una donna che era stata tagliata in due ma che ha conservato la sua dignità non essendosi convertita al cattolicesimo – cosa che ha chiesto al Papa di ottenere figlio e difendere la storia e la fede della sua famiglia.
Le famiglie ebree, durante il sabato, erano obbligate ad avere una domestica cattolica che potesse occuparsi di ciò che non potevano fare, «e spesso accadeva che i bambini fossero battezzati di nascosto dalle domestiche, come accadde a Edgardo», ricorda Bellocchio.
Alice García de Francisco


