Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Liguria

  • Alassio: presto una fiaccolta contro don Luciano

    Alassio: presto una fiaccolta contro don Luciano

    Alassio: presto una fiaccolta contro don Luciano

    Dopo la fiaccolata per don Luciano Massaferro è pronta ora la controfiaccolata che potrebbe essere organizzata addirittura per domani sera sempre ad Alassio. Ad organizzarla potrebbe essere il neonato gruppo su Fb “Dalla parte delle bambine di Alassio”, che chiede appunto la tutela della bambina, vittima dei presunti abusi da parte del sacerdote.

    r.c.

    Giovedì 29 Aprile 2010 ore 10:09

  • La fiaccolata del vice vescovo per il parroco presunto pedofilo

    La fiaccolata del vice vescovo per il parroco presunto pedofilo

    Alla veglia di preghiera per don Luciano Massaferro in carcere erano un migliaio. Tra loro anche monsignor Giorgio Brancaleoni, vescovo vicario di Albenga e parroco reggente nella parrocchia di “don Lu”. “E’ un bravo sacerdote.

    Non voglio interferire con il giudizio dei magistrati, ma ho l’intima convinzione che questo sacerdote sia innocente”
    di WANDA VALLI

    La fiaccolata del vice vescovo per il parroco presunto pedofilo Don Luciano Massaferro

    L’altra sera era alla testa del corteo, la fiaccolata di preghiera voluta dai parrocchiani di Alassio che credono nell’innocenza di don Luciano Massaferro, il sacerdote in carcere, con l’accusa di pedofilia. Per aver molestato, violato, una ragazzina, una bimba. Adesso monsignor Giorgio Brancaleoni, vescovo vicario di Albenga e parroco reggente nella parrocchia di don Luciano, racconta a Repubblica, il perché di quel gesto pubblico.

    E spiega che la fiaccolata l’ha autorizzata e organizzata lui, convinto com’è che don Luciano sia innocente. Se la magistratura dimostrasse il contrario? Monsignor Brancaleoni sarebbe il primo a inginocchiarsi chiedendo il perdono della vittima. Ma oggi è più forte la convinzione che un “bravo sacerdote” sia in galera ingiustamente. Anche se a accusarlo è una bimba. A cui i magistrati credono.

    Monsignor Giorgio Brancaleoni, don Luciano è in carcere con accuse pesanti. Perché ha partecipato a quella manifestazione?
    “Intanto non era una manifestazione, ma una veglia di preghiera e l’ho organizzata io, su richiesta dei fedeli”.

    Il Papa ha pianto di fronte alle vittime di soprusi, lei organizza una veglia per un sacerdote sospettato di pedofilia. Al di là della presunzione di innocenza, perché l’ha fatto?
    “Per pregare per don Luciano, perché i suoi parrocchiani vogliono stargli vicino e per il bene della nostra diocesi”.

    Il magistrato che indaga ha sottolineato di avere usato tutte le precauzioni, prima di arrivare a un’accusa così difficile. Il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di libertà. Tutto ciò non mette in dubbio le sue certezze?
    “No, per nulla, ho l’intima convinzione che questo sacerdote sia innocente”.

    Una bimba lo accusa. Non ha pensato a lei?
    “Io non so, non ho fatto gli interrogatori, so soltanto che la bimba non la mettiamo da parte, abbiamo pregato anche per lei, frequenta la scuola diocesana. All’inizio della veglia di preghiera, ho precisato che non voglio interferire con il giudizio dei magistrati”.

    Lei dice: don Luciano è innocente. Da dove nasce la sua convinzione?
    “L’insieme della sua vita da sacerdote me lo fa pensare. Chi è malato di pedofilia, dicono, non commette reato una sola volta, don Luciano ha vissuto in mezzo ai giovani, senza che mai venisse fuori qualcosa del genere, qualcosa di brutto”.

    Don Luciano vi ha ringraziato dal carcere, che messaggio volevate mandargli con la fiaccolata?
    “Fargli sentire che non l’abbiamo abbandonato, noi sappiamo che è stato un bravo prete”.

    Monsignor Gariboldi, e se, alla fine, la giustizia umana avesse le prove che don Luciano è colpevole, che farebbe?
    “Ci inginocchieremmo a chiedere il perdono della vittima”.

    http://genova.repubblica.it/cronaca/2010/04/28/news/fiaccolata-3674916/

  • Alassio: centinaia di “fiammelle” per don Luciano Massaferro

    Alassio: centinaia di “fiammelle” per don Luciano Massaferro

    Alassio. Hanno certezze che nemmeno le indagini della magistratura sembrano aver scalfito. Si attaccano alle fiammelle fioche delle candele che tengono in mano, come se queste potessero far luce su una vicenda in gran parte ancora “oscura”. Sono i parrocchiani e amici di don Luciano Massaferro, che sfilano per le vie alassine per testimoniare la propria vicinanza a quel sacerdote che, per loro, è uno di famiglia.

    “Non siamo qui nè per fare accuse, nè per fare notizia – esordisce monsignor Giorgio Brancaleoni, vicario della Diocesi e attuale reggente della parrocchia affidata a “don Lu” – ma solo per pregare per un nostro fratello in difficoltà. Vogliamo solo la verità”. Parole a cui fanno seguito quelle scritte su un telegramma dal prete alassino chiuso in carcere con la pesante accusa di pedofilia, il quale ha voluto essere idealmente vicino ai suoi parrocchiani: “Sono con voi – ha scritto nero su bianco don Luciano – pregherò insieme a tutti voi nel corso di questa serata”. Una sorta di ringraziamento per chi, nel mare di dubbi sollevato dalle indagini, crede ciecamente nella sua innocenza.

    Sono quasi 500 i partecipanti alla fiaccolata partita alle 21,30 dalla chiesa di Sant’Ambrogio ad Alassio e intitolata “Canta e cammina, preghiamo insieme per don Luciano, i sacerdoti e la comunità”. Sul sagrato della chiesa di Sant’Ambrogio ci sono auto e pullman con a bordo fedeli che non hanno voluto mancare all’appuntamento di questa sera. A tutti è stato consegnato un libretto su cui è scritto: “Questa sera desideriamo camminare e cantare insieme e per essere vicini a don Luciano e a tutti i sacerdoti che sono nel bisogno. Desideriamo che le nostre voci entrino nel cuore Dio per affidargli don Luciano e la nostra chiesa”.

    Questa sera, nei cuori dei partecipanti, c’è solo la speranza – anzi, la convinzione – che i racconti di una ragazzina di undici anni che parlano di abusi e violenze ripetute, siano un grosso equivoco che non potrà che essere chiarito al più presto.

    Guarda le foto della fiaccolata qui: http://www.ivg.it/2010/04/26/alassio-centi…ro/#postcomment

    Lontano dalle fiaccolate e “dalla parte delle bambine di Alassio”

    Sono indignati, alcuni perfino disgustati, davanti alla difesa incondizionata di “un presunto pedofilo in attesa di giudizio”, come si legge online. Alcuni di loro hanno anche assistito alla fiaccolata “pro-don Luciano” organizzata ieri sera per le vie di Alassio, con gli occhi increduli di chi non condivide per nulla il pensiero delle centinaia di persone che sfilavano con le candele in mano e con la convinzione che il proprio amico-parroco sia vittima di un grosso equivoco.

    “Appena assistito alla processione per don Luciano – scrive Sonia su Facebook -. Mi auguro davvero che sia innocente perchè non voglio pensare a come possano essersi sentiti i familiari della bambina quando passava tutta quella gente con le fiaccole, striscioni e cartelli, cantando e pregando il Signore per riavere il prete libero! Ma possibile che tra tutta quella gente nessuno abbia il minimo dubbio che possa essere colpevole?”.

    Sonia è uno dei 277 membri del gruppo “Dalla parte delle bambine di Alassio” che trova scandaloso che si additi la presunta vittima di un abuso come “una bugiarda patologica e inattendibile” e un presunto pedofilo come persona innocente a prescindere. “Vergogna” è la parola più “battuta” sulla tastiera del computer e lanciata online. “Davanti all ingresso della chiesa hanno messo uno striscione gigantesco con scritto: “don Lu siamo con te”…vergogna!”: a dirlo è Sabina e a farle da eco arrivano in tanti. “E’ veramente nauseante, nauseante la diocesi e nauseanti i pecoroni” aggiunge Mara, mentre Donata non usa mezzi termini quando scrive: “Non una parola di carità cristiana verso la bambina, che vergogna, le ‘pie donne’ delle parrocchie di san Giovanni e di san Vincenzo dovrebbero vergognarsi”.

    E ancora: “Si professano cristiani e poi lapidano in pubblico una bimba indifesa, senza neanche porsi il minimo dubbio di chi sia veramente la vittima”, aggiunge Luca, mentre tutti guardano al 24 maggio, giorno dell’inizio del processo, come ad una data che renderà giustizia a quella bambina a cui nessuno sembra pensare. “Il 24 maggio inizierà il processo. Speriamo che la giustizia faccia del suo meglioe poi facciamo un pulmino per andare a trovare il don e dirgli tutto ciò che pensiamo!”.

  • Lontano dalle fiaccolate e “dalla parte delle bambine di Alassio”

    Lontano dalle fiaccolate e “dalla parte delle bambine di Alassio”

    Sono indignati, alcuni perfino disgustati, davanti alla difesa incondizionata di “un presunto pedofilo in attesa di giudizio”, come si legge online. Alcuni di loro hanno anche assistito alla fiaccolata “pro-don Luciano” organizzata ieri sera per le vie di Alassio, con gli occhi increduli di chi non condivide per nulla il pensiero delle centinaia di persone che sfilavano con le candele in mano e con la convinzione che il proprio amico-parroco sia vittima di un grosso equivoco.

    “Appena assistito alla processione per don Luciano – scrive Sonia su Facebook -. Mi auguro davvero che sia innocente perchè non voglio pensare a come possano essersi sentiti i familiari della bambina quando passava tutta quella gente con le fiaccole, striscioni e cartelli, cantando e pregando il Signore per riavere il prete libero! Ma possibile che tra tutta quella gente nessuno abbia il minimo dubbio che possa essere colpevole?”.

    Sonia è uno dei 277 membri del gruppo “Dalla parte delle bambine di Alassio” che trova scandaloso che si additi la presunta vittima di un abuso come “una bugiarda patologica e inattendibile” e un presunto pedofilo come persona innocente a prescindere. “Vergogna” è la parola più “battuta” sulla tastiera del computer e lanciata online. “Davanti all ingresso della chiesa hanno messo uno striscione gigantesco con scritto: “don Lu siamo con te”…vergogna!”: a dirlo è Sabina e a farle da eco arrivano in tanti. “E’ veramente nauseante, nauseante la diocesi e nauseanti i pecoroni” aggiunge Mara, mentre Donata non usa mezzi termini quando scrive: “Non una parola di carità cristiana verso la bambina, che vergogna, le ‘pie donne’ delle parrocchie di san Giovanni e di san Vincenzo dovrebbero vergognarsi”.

    E ancora: “Si professano cristiani e poi lapidano in pubblico una bimba indifesa, senza neanche porsi il minimo dubbio di chi sia veramente la vittima”, aggiunge Luca, mentre tutti guardano al 24 maggio, giorno dell’inizio del processo, come ad una data che renderà giustizia a quella bambina a cui nessuno sembra pensare. “Il 24 maggio inizierà il processo. Speriamo che la giustizia faccia del suo meglioe poi facciamo un pulmino per andare a trovare il don e dirgli tutto ciò che pensiamo!”.

    www.ivg.it/2010/04/27/lontano-dalle…ine-di-alassio/

  • Vergogne che sarebbe meglio non fossero mai accadute, ma purtroppo accadono. Un’intera comunità schierata contro la vittima, una bambina di 12 anni. Sarebbe lei la tentatrice del povero parroco.

    Vergogne che sarebbe meglio non fossero mai accadute, ma purtroppo accadono. Un’intera comunità schierata contro la vittima, una bambina di 12 anni. Sarebbe lei la tentatrice del povero parroco.

    Vergogne che sarebbe meglio non fossero mai accadute, ma purtroppo accadono. Un’intera comunità schierata contro la vittima, una bambina di 12 anni. Sarebbe lei la tentatrice del povero parroco.

    Ricordare per non dimenticare……

    Il video della fiaccolata organizzata per dimostrare affetto nei confronti di Don Luciano Massaferro, il parroco alassino in carcere da dicembre con l’accusa di pedofilia

  • I parroci promuovono una fiaccolata per don Luciano

    I parroci promuovono una fiaccolata per don Luciano

    25 aprile 2010

    Una fiaccolata dei fedeli per don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio arrestato il 29 dicembre scorso con l’accusa di aver violentato una sua chierichetta di 12 anni, è stata promossa dalle parrocchie di San Vincenzo e San Giovanni insieme alla diocesi di Albenga/Imperia per domani sera. Hanno annunciato l’adesione sia i parrocchiani sia diversi sacerdoti della stessa diocesi.

    Il prete attualmente si trova rinchiuso nel carcere di Valle Armea a Sanremo e il prossimo 24 maggio dovrà presentarsi in tribunale a Savona per la prima udienza del processo. A difendere il prete saranno gli avvocati Mauro Ronco e Alessandro Chirivì che più volte hanno presentato istanza di scarcerazione per il loro assistito. Inizialmente detenuto nel carcere di Chiavari, don Luciano Massaferro era stato poi trasferito in quello sanremese ospite in una cella dove sono detenute altre sette persone.

  • Don Luciano Massaferro verso il processo: è accusato di aver abusato di una chierichetta

    Don Luciano Massaferro verso il processo: è accusato di aver abusato di una chierichetta

    Don Luciano Massaferro verso il processo: è accusato di aver abusato di una chierichetta
    *Ida Artiaco

    È stata fissata per il prossimo ventiquattro luglio la prima udienza in Tribunale a Savona del processo contro Don Luciano Massaferro, il parroco arrestato lo scorso dicembre con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di una chierichetta undicenne.

    La procura della Repubblica ha chiuso l’inchiesta sul sacerdote quarantacinquenne e avanzato l’istanza di giudizio immediato al giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Savona, Emilio Flois, che ha fissato l’udienza davanti al collegio.

    Don Luciano Massaferro, 45 anni

    Don Luciano, che si dichiara innocente, attualmente è detenuto nel carcere di Villa Armea a Sanremo. Tre sarebbero gli episodi descritti dalla vittima, per i quali il reggente delle parrocchie di San Vincenzo e San Giovanni Battista, nonché responsabile dell’ufficio scolastico della Diocesi, è stato indagato.

    Episodi avvenuti sullo scooter del prete, nella biblioteca dell’ufficio parrocchiale e nella baracca dell’orto gestita da Don Lu, come è chiamato dai suoi fedeli, dove avrebbe fatto giurare alla ragazzina in un momento di intimità di non raccontare nulla di quegli incontri proibiti.

    Ma, secondo i legali del prete, la ragazzina si sarebbe contraddetta più volte e le relazioni effettuate dagli psicologi del Gaslini di Genova sarebbero contraddittorie. “Ovviamente per un sacerdote il regime carcerario è pesante- ha detto Alessandro Chirivì, legale di Don Luciano- e vive in una cella insieme ad altri sette detenuti a seconda delle esigenze del carcere”. Intanto è stata depositata anche la perizia psichiatrica ordinata dalla Procura su Don Massaferro, dalla quale si evince, secondo l’avvocato, che il prete era capace di intendere e di volere.

    Potrebbe essere aperto anche un processo canonico nei confronti del sacerdote di Alassio. A decidere sarà il vescovo della Diocesi di Albenga e Imperia, Mario Oliveri, che già al tempo dell’arresto, aveva inviato una segnalazione alla Congregazione dei Vescovi in Vaticano. In caso di eventuale avvio del processo canonico, e in caso di condanna, il massimo della pena che rischia don Luciano sarebbe la riduzione allo stato laicale. Intanto l’intera Diocesi e le parrocchie di Alassio si mobilitano per il parroco, organizzando una fiaccolata per il prossimo ventisei aprile.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/don-luciano-massaferro-verso-il-processo-e-accusato-di-aver-abusato-di-una-chierichetta-335176/

  • Don Lu, processo a maggio

    Don Lu, processo a maggio

    16 aprile 2010

    È stata fissata al prossimo 24 maggio la prima udienza in Tribunale a Savona del processo contro don Luciano Massaferro, il parroco in carcere dal 29 dicembre scorso con l’accusa di aver abusato sessualmente di una chierichetta di 11 anni (all’epoca dei fatti).

    «Questa mattina – ha riferito il suo legale Alessandro Chirivì – ho ricevuto il fax dal tribunale che ha fissato l’udienza dopo la richiesta avanzata dalla Procura pochissimi giorni fa. Ora avremo quaranta giorni di tempo per presentare al meglio la difesa del nostro assistito».

  • Chiusa l’inchiesta su don Luciano: prove sufficienti, si va a processo

    Chiusa l’inchiesta su don Luciano: prove sufficienti, si va a processo

    Giudizio immediato per don Luciano Massaferro, il parroco alassino accusato di aver abusato di un’undicenne sua parrocchiana. Secondo i magistrati ci sono prove a sufficienza per poter sostenere in un processo la grave accusa di pedofilia.

    La procura della Repubblica ha dunque chiuso l’inchiesta sul sacerdote quarantacinquenne (reggente delle parrocchie di San Vincenzo e San Giovanni Battista e responsabile dell’ufficio scolastico della Diocesi) e chiesto al giudice delle indagini preliminari, Emilio Fois, di fissare l’udienza davanti al collegio.

    Don Luciano, detenuto da mesi nel carcere di Sanremo, ha sempre negato e respinto ogni accusa. Ma i racconti della ragazzina, a quanto pare, sembrano convincenti. Tre sarebbero infatti gli episodi da lei descritti. Uno sarebbe avvenuto su uno scooter, un altro nella biblioteca dell’ufficio parrocchiale ed il terzo nella baracca dell’orto di proprietà don Luciano Massaferro dove il parroco avrebbe fatto giurare all’undicenne, in un momento di intimità, di non raccontare nulla dei loro incontri proibiti.

    Secondo i legali del prete però (gli avvocati Alessandro Chirivì di Albenga e Mauro Ronco di Torino), la ragazzina si sarebbe contraddetta più volte e le due relazioni effettuate dagli psicologi sarebbero contradditorie. La prima definisce credibile il racconto dell’undicenne. Per la seconda, la ragazzina “fa fronte al disagio emozionale ricorrendo a modalità difensive, quali il diniego e la tendenza alla fantasia”. E sempre i difensori avevano dato un’altra chiave di lettura alla testimonianza dell’undicenne in sede di incidente probatorio, ritenendola inattendile, perchè quando le sono state mostrate le foto, non avrebbe riconosciuto il capanno agricolo. Nell’ottica accusatoria, invece, l’undicenne dice il vero. E ora don luciano dovrà prepararsi ad un duro processo.

  • Pedofilia: malumori cattolici, reazioni e nuove rivelazioni

    Pedofilia: malumori cattolici, reazioni e nuove rivelazioni

    (per tutti i links andare all’articolo originale, ndr)

    Lo scandalo-pedofilia continua a tenere banco. I malumori serpeggiano, e non sono ormai limitati soltanto all’eterno dissidente Hans Kung, del quale Repubblica ha pubblicato ieri l’articolo Benedetto XVI ha fallito, i cattolici perdono la fiducia. Di “strategia fallimentare” parla anche la BBC, citando esponenti cattolici. In Germania, il paese natale di Joseph Ratzinger, le apostasie stanno aumentando a ritmo allarmante: la diocesi di Friburgo ha comunicato che 2.711 fedeli hanno lasciato la Chiesa nel solo mese di marzo, una cifra più che doppia rispetto allo stesso mese del 2009; 2676 invece le defezioni nella diocesi di Rottenburg-Stoccarda, molte più che a gennaio (921) e febbraio (1.011).
    Di fronte al malumore dei fedeli, il papa ha invitato ieri la Chiesa a fare “penitenza”. Ma la Chiesa ha anche deciso di serrare le fila, pur a costo di suscitare nuove polemiche. Il vescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi, per esempio, ha fatto cancellare la rubrica delle “lettere dai lettori” del settimanale diocesano Vita Nuova soltanto perché aveva ospitato le lettere di nove sacerdoti “controcorrente”: Claudio Magris ha scritto una lettera aperta al vescovo, il quale gli ha risposto definendo la soppressione “una salutare provocazione”, anche perché il giornale “vende poco e costa alla poverissima Diocesi di Trieste una barca di soldi”.
    Tornando alla questione degli abusi sessuali commessi da sacerdoti, nuove rivelazioni continuano ad aggiungersi. La Associated Press ha elencato l’altro ieri trenta casi di sacerdoti cattolici accusati di abusi sessuali che sono stati trasferiti in altro luogo. Due di questi sono finiti in Italia: padre Mario Pezzotti, ‘attivo’ in Amazzonia, ora residente a Parma, e don Vijay Vhaskr Godugunuru, trasferito presso la diocesi di Montepulciano. Su quest’ultimo caso La Libre rileva il silenzio del Vaticano: il vescovo, mons. Rodolfo Cetoloni, si difende affermando alla AP che non gli erano state date “sufficienti evidenze per provare le accuse”. A Foggia, don Nicolangelo Rossi è stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver palpato quattro ragazzine in un confessionale. Il 24 maggio comincerà invece il processo contro Don Luciano Massaferro, arrestato lo scorso dicembre e difeso a spada tratta dal vescovo (cfr. Ultimissima del 29 dicembre 2009). Il sito francese Golias ha nel frattempo rintracciato e pubblicato una lettera del 1991 dell’allora prefetto della Congregazione del Clero, il cardinale colombiano Dario Castrillon Hoyos, con la quale il porporato si congratulava con il vescovo di Bayeux, mons. Pierre Pican, fresco di condanna a tre mesi per non aver denunciato un prete pedofilo: il porporato si congratulava con lui per aver “agito bene”, preferendo rischiare la prigione piuttosto che denunciare “il suo figlio-prete”. Il Vaticano ha rilasciato in proposito una nota ambigua: “Questo documento è una riprova di quanto fosse opportuna l’unificazione della trattazione dei casi di abusi sessuali di minori da parte di membri del clero sotto la competenza della Congregazione della Dottrina della Fede, per garantirne una conduzione rigorosa e coerente, come avvenne infatti con i documenti approvati dal Papa nel 2001″.
    Non mancano tuttavia le reazioni: Radio Vaticana ha diffuso le dichiarazioni di padre Thomas Brundage, vicario giudiziale dell’arcidiocesi di Milwaukee dal 1995 al 2003, che ha accusato di “antipapismo” il New York Times per aver voluto affidarsi alle “menzogne di mons. Rembert Weakland, il grande accusatore, una persona fatta passare per testimone credibile, costretto a lasciare la guida dell’arcidiocesi di Milwaukee dopo il coinvolgimento in una storia omosessuale con un ex studente di teologia”.
    In questo difficile momento le gerarchie ecclesiastiche possono comunque sempre contare sul sostegno della politica italiana: il presidente Giorgio Napolitano, in occasione degli 83 anni di Benedetto XVI, compiuti oggi, ha fatto pervenire al papa la sua “profonda considerazione per il suo alto magistero”. Il consiglio dei ministri ha invece espresso “solidarietà per l’inqualificabile campagna diffamatoria contro la Chiesa e il Papa”.

    Il Vaticano ai ferri corti con il mondo 
    di Alessandro Capece [15 apr 2010]

    Le denunce degli abusi sui minori sono in costante aumento. Le strategie adottate finora per riprendere in mano il gregge allo sbando si sono rivelate inefficaci. Le gerarchie ecclesiastiche sembrano smarrite davanti alla scelta tra riconoscere le proprie colpe, ammettendo implicitamente che gli abusi sono stati occultati, e denunciare i colpevoli alla magistratura, concorrendo alla distruzione definitiva della sua immagine, oppure continuare a sorvolare.
    Addossare la colpa agli omosessuali è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il Segretario Generale della Conferenza dei vescovi cattolici ha precisato – riporta il Telegraph – che la pedofilia non ha niente a che fare con l’orientamento sessuale e che l’abuso è una fissazione che nasce dalla difficoltà di sviluppare relazioni mature con gli adulti e dalla conseguente necessità di focalizzare le pulsioni sessuali sui bambini.

    Un attivista di “Outrage!”, l’associazione che difende le vittime della pedofilia, ha aggiunto che arroccarsi in una difesa aggressiva mentre il gregge scappa danneggia la reputazione della Chiesa più degli attacchi che subisce.

    La rabbia dei fedeli per quello che sta accadendo – riporta il sito Voz Nueva (www.lavozcolorado.com) – ha fatto crescere il numero dei detrattori del Papa, scioccati dalla constatazione che la Chiesa ha tenuto nascosto i suoi scheletri nell’armadio chissà per quanto tempo senza curarsi minimamente di punire i colpevoli e risarcire le vittime.

    Questa inarrestabile crisi di fiducia non può avere che due sbocchi: un rinnovamento profondo della Chiesa Cattolica o la perdita definitiva del suo prestigio.

    http://www.uaar.it/news/2010/04/16/pedofilia-malumori-cattolici-reazioni-nuove-rivelazioni/