Categoria: Toscana
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PEDOFILIA: ARRESTATO PARROCO A PRATO; MONS. SIMONI: «LA GIUSTIZIA FACCIA CHIAREZZA AL PIU’ PRESTO»
C’é anche un religioso, parroco a Galcetello, nel comune di Prato, tra le persone arrestate dalla squadra mobile di Roma nell’operazione contro la pedofilia che ha portato ieri all’emissione di 32 ordinanze di custodia cautelare.
A renderlo noto è la stessa Diocesi di Prato che in un comunicato diffuso in serata spiega che si tratta del sacerdote della Congregazione della Missione, padre George Denis Onyebuchi Asomugha, parroco di Galcetello, al quale è stata notificata una misura cautelare agli arresti domiciliari.
Nella nota si spiega che il vescovo di Prato, mons. Gastone Simoni ha appreso nel tardo pomeriggio “solo da fonti giornalistiche, che il giudice per le indagini preliminari di Roma ha disposto la custodia cautelare” per il religioso, e che il reato contestato è quello di abuso sessuale su minorenni. Monsignor Simoni, prosegue il comunicato, “profondamente addolorato, è il primo interessato a conoscere se un’accusa così grave corrisponde al vero. Per questo auspica che la giustizia faccia celermente e fino in fondo il suo corso.
La Curia diocesana sottolinea che se l’accusa corrispondesse al vero il religioso sarebbe automaticamente sospeso dalle sue funzioni. Al tempo stesso, nell’attesa della piena chiarificazione, padre Denis non potrà svolgere il ministero pastorale».
«Il Vescovo – si legge ancora nella nota – ha già preso contatto con il superiore della Congregazione al quale padre Denis appartiene. Nella carità comunque doverosa per ogni Pastore, mons. Simoni fa proprie le parole che il Santo Padre Benedetto XVI ha di recente pronunciato: “I casi dolorosi di abusi sessuali sui minori sono ancora più tragici quando a compierli è un ecclesiastico”».http://www.toscanaoggi.it/Italia/PEDOFILIA-ARRESTATO-PARROCO-A-PRATO-MONS.-SIMONI-LA-GIUSTIZIA-FACCIA-CHIAREZZA-AL-PIU-PRESTO
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Cardinale Silvano Piovanelli
21 novembre 2002.- Firenze Il cardinale Silvano Piovanelli, 78 anni, al processo per presunti atti di libidine violenti che un parroco del Chianti di 65 anni avrebbe compiuto ai danni di un minorato, in cambio di alcune camicie.
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Firenze – Il cardinale Silvano Piovanelli, 78 anni, al processo per presunti atti di libidine violenti che un parroco del Chianti
Firenze – Il cardinale Silvano Piovanelli, 78 anni, al processo per presunti atti di libidine violenti che un parroco del Chianti di 65 anni avrebbe compiuto ai danni di un minorato, in cambio di alcune camicie.
(Anonimo, Piovanelli depone in aula “Quel prete era estroverso”, La Nazione 21 novembre 2002).
21 novembre 2002. http://www.stefanobolognini.it/attualita/preti.html
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Indagato insegnante di religione E il sacerdote accusato si difende: solo motivi di studio
il Tirreno — 16 ottobre 2002 pagina -1 sezione: PISTOIA
PISTOIA. Anche un insegnante di religione di una scuola pistoiese tra i cinquanta indagati dalla procura della Repubblica per la pedofilia via Internet. Nella sua abitazione i carabinieri hanno sequestrato un computer attraverso il quale l’uomo si sarebbe collegato a siti porno. Sarà la perizia sull’hard-disk a dover accertare se l’insegnante abbia scaricato anche immagini di abusi sessuali di bambini.
Un ‘ipotesi che lui ha già negato con forza, sostendendo di essere vittima di un errore. Intanto, si è saputo che è stato un professore universitario pistoiese a far scattare l’indagine: navigando su Internet ed entrando in un sito porno, si è accorto che all’interno di questo c’erano delle «chatroom» in cui si vendevano immagini pedopornografiche. E la mattina successiva è andato dritto dritto dai carabinieri per denunciare il fatto. Così, dal nome del sito scoperto, ha preso il via, lo scorso giugno, l’inchiesta «Master». Man mano che le perizie sui computer verranno portate a termine, alcune di queste usciranno dall’inchiesta (il sostituto procuratore Jacqueline Magi chiederà l’archiviazione).
Come si è verificato già per i due avvocati indagati: dalla rete hanno scaricato unicamente immagini pornografiche, niente di riconducibile alla pedofilia. Nell’abitazione del sacerdote indagato sarebbero state trovate invece prove schiaccianti. «Si tratta di uno studio sugli usi e i costumi del nostro tempo», ha tentato di giustificarsi con gli inquirenti. Ancora tutta da verificare la posizione del politico e dei medici (almeno tre, fra cui uno psichiatra) coinvolti. Le perizie in corso hanno anche lo scopo di accertare se qualcuno degli indagati abbia diffuso a sua volta via e-mail immagini pedopornografiche.
Oltre a quella di detenzione, nei loro confronti scatterebbe anche l’accusa assai più grave di divulgazione. L’articolo 600 quater del codice penale punisce con una pena che va fino a 3 anni di reclusione chiunque si procura o dispone di materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di minori. Ma l’articolo 600 ter punisce con una pena che arriva fino a 5 anni di reclusione e 51mila euro di multa chiunque, anche per via telematica, distribuisce, divulga o pubblicizza tale materiale pornografico. (m.d.) altro servizio a pagina.
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Pedofilia, parroco sotto processo
IL PRESIDENTE della Conferenza episcopale degli Stati Uniti ha chiesto perdono per gli abusi sessuali compiuti da sacerdoti sui bambini. Il vescovo di Boston è stato chiamato in causa per non aver protetto i bambini dai preti con tendenze pedofile. Qualcosa di simile potrebbe accadere anche nella diocesi di Firenze? E’ in corso un processo contro un sacerdote di 65 anni, da quasi 20 anni parroco in un piccolo centro della Val di Pesa, accusato dal Pm Pietro Suchan di aver abusato di un ragazzo oligofrenico, a cui (si sostiene) regalava camicie in cambio di rapporti sessuali orali.
Sembra che il sacerdote sia stato denunciato soltanto una volta davanti alla giustizia terrena, ma molto più di frequente alle autorità religiose. Che – per quel che risulta ai testimoni – lo hanno trasferito da una parrocchia all’ altra, ma senza mai avvertire le comunità del pericolo. Esattamente ciò per cui oggi sono sotto accusa (e chiedono perdono) le autorità religiose americane. Per ora si tratta, naturalmente, soltanto di accuse. Il sacerdote, che è assistito dagli avvocati Rodolfo Lena e Alessandro Becattini, nega vigorosamente e si è difeso anche nella sua chiesa, durante un’ omelia, dalle insinuazioni che da anni si inseguono in paese. I parrocchiani schierati con lui credono che una parte del paese gli abbia girato le spalle proprio a causa della sua generosità. Aveva aperto un centro di accoglienza, ospitava ragazzi albanesi.
In paese la cosa non piacque a molti. Poi il centro fu chiuso perché i carabinieri ci trovarono della droga. Ma al processo il giovane oligofrenico ha confermato gli abusi. Era il ‘ 91, lui aveva 25 anni. Un giorno un ragazzo lo incontrò in paese, vide che sputava e sputava per terra, gli chiese il perché. E lui glielo spiegò. Il suo amico non se ne stupì. Anche lui, anni prima, quando era ancora un bambino, era stato molestato dal sacerdote. Erano in macchina insieme, – ha raccontato – il parroco lo aveva preso sulle ginocchia, lo aveva fatto guidare e intanto lo toccava. E ricorda che anche altri suoi amici avevano avuto problemi con il parroco.
In paese le voci circolavano, sempre più insistenti. Alcuni parrocchiani, sempre più allarmati, andarono in Curia. Non accadde niente. Qualche anno più tardi tornarono alla carica. Nel dicembre ‘ 96 scrissero al cardinale Silvano Piovanelli, senza ricevere risposta. Nel frattempo erano in contatto con un anziano sacerdote, vicario del vescovo per la zona del Chianti. Nel gennaio ‘ 97 ci fu una tempestosa riunione con lui. C’ erano 16 parrocchiani. Alcuni di loro hanno deposto in aula. Una mamma ha raccontato di aver saputo dagli abitanti di un paese vicino e da alcuni sacerdoti che il suo parroco aveva avuto guai in tutte le comunità in cui era stato. Agli inizi degli anni ‘ 80 era stato sorpreso da un genitore mentre molestava un ragazzino.
Il padre era andato a parlare con il cardinal Benelli e gli aveva detto: «O lo spostate e lo togliete di mezzo voi, o lo tolgo di mezzo io». Il parroco era stato trasferito ed era arrivato nel paese nel quale, secondo le accuse, sono avvenute le violenze per cui oggi è sotto processo.
La testimone ha raccontato in aula alcuni colloqui avuti con il vicario, che a suo dire confermava le sue preoccupazioni. «Gli ho detto: “Essere madre non vuol dire essere mamma di uno solo~ come si permette la Curia di lasciare una persona del genere o di spostarla da un posto ad un altro a fare dei danni che nessuno conosce?”. E lui mi chiese scusa a nome della Curia». «Ma mi spiegava anche che la Chiesa è un’ istituzione che ha dei tempi molto lunghi».
Ci fu anche un incontro con il cardinale Silvano Piovanelli, che volle parlare da solo con uno dei ragazzi che sostenevano di essere stati molestati. Il parroco rimase al suo posto. E’ ancora lì. Raccontano i testimoni che nella tempestosa riunione del gennaio ‘ 97 il vicario era quasi disperato, allargava le braccia e parlò dei suoi colloqui con il vescovo: «Ma Silvano, ma ti rendi conto di quello che fai? cioè continuare a lasciare una persona così~». Un babbo ricorda: «Al vicario io dissi: “Ma scusi, io sono un bancario, se da noi qualcuno ha il vizio di rubare non lo mettiamo alla cassa. Mi sembrerebbe ovvio trovare a questo sacerdote una collocazione non a contatto con i bambini». Non è avvenuto. Nella prossima udienza (il 25 settembre) deporrà il vicario, convocato dalla difesa. Che poi chiamerà a testimoniare anche il cardinale Piovanelli.
FRANCA SELVATICI
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/03/15/pedofilia-parroco-sotto-processo.html


