Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: TV e programmi radio

  • Il Papa denunciato al Tribunale dell’Aja

    Il Papa denunciato al Tribunale dell’Aja

    Il Papa e altri vertici del Vaticano accusati di crimini contro l’umanità. L’iniziativa è stata presa da due associazioni statunitensi che da tempo contestano la Chiesa per gli scandali dei preti pedofili e degli abusi sessuali su minorenni. Hanno consegnato una denuncia corredata da 20 mila pagine di documenti al Tribunale penale internazionale dell’Aja.

  • Pedofilia, accusato in Irlanda ex segretario di tre Papi

    Pedofilia, accusato in Irlanda ex segretario di tre Papi

    La chiesa irlandese coprì abusi sessuali su minori compiuti nella diocesi di Cloyne, nella contea di Cork, dal 1996 al 2009.

    La denuncia emerge da un nuovo rapporto sulla pedofilia dei sacerdoti in Irlanda. Ad essere chiamato in causa John Magee, ex vescovo di Cloyne ed ex segretario personale di tre pontefici, ultimo dei quali fu Giovanni Paolo II.

  • Chiesa & pedofilia MATRIX

    Chiesa & pedofilia MATRIX

    Il caso don Riccardo Seppia

  • Prete pedofilo a Genova: “Voglio bambini e con problemi in famiglia”

    Prete pedofilo a Genova: “Voglio bambini e con problemi in famiglia”

    Quattordicenni, massimo quindicenni. A volte bambini e con problemi di famiglia. Secondo quanto trapelato dalla procura di Genova, era questa la richiesta di don Riccardo Seppia, parroco della chiesa di Santo Spirito a Genova – Sestri Ponente, arrestato per violenza sessuale su minore e cessione di stupefacenti, a un pusher che gli avrebbe procurato cocaina e ragazzini.

    Il pusher reclutava i ragazzi nel centro storico e al centro commerciale della Fiumara. Il sacerdote resta in carcere, così come deciso dal gip Annalisa Giacalone, perché “potrebbe violentare ancora” o inquinare le prove. Quaranta pagine di ordinanza dalle quali emerge sconcertante. L’INTERVISTA DI AFFARI Paolo Bonanni, avvocato di Don Riccardo ad Affari: “Chiederemo un nuovo interrogatorio.

    Stiamo valutando la perizia psichiatrica” Don Seppia in cambio di prestazioni sessuali avrebbe offerto cocaina o denaro, cinquanta euro alla volta. Di fronte al gip si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nei prossimi giorni il suo avvocato, Paolo Bonanni, chiederà un interrogatorio con il pm, Stefano Puppo. L’ORDINANZA – La personalità di un demonio, si legge nell’ordinanza. La bestemmia, nel linguaggio di Don Riccardo, fa parte del linguaggio abituale. Saluta gli amici con un “Che Satana sia con te”.

    L’elenco di telefonate, messaggi, intercettazioni ambientali è “inequivocabili” secondo il giudice è infinito. Tutto avveniva nella parrocchia del Santo Spirito di Genova. Il contento dei messaggi è davvero choccante. L’ADESCADORE – Don Riccardo aveva un ‘adescatore’, un ex seminarista di 40 anni che aveva lasciato gli studi teologici per diventare barista.

    Era lui il suo spacciatore di droga che procacciava su ‘ordinazione’ ragazzini, adescandoli nel centro commerciale “Fiumara” di Sampierdarena e nel centro storico. LE RICHIESTE – Don Riccardo Seppia, detto don Ricchiardo dai ragazzini della parrocchia che da sempre avevano il sospetto della sua omosessualità per telefono parlava apertamente: “Non li voglio di sedici anni, ma più giovani. Quattordici anni vanno bene e, mi raccomando, che abbiano dei problemi di famiglia” chiedeva il parroco mentre ignorava di essere ascoltato dai carabinieri del Nas che, su di lui, indagavano già da un anno. E ancora: “Portami un bambino, mi raccomando l’età, meglio un moretto, un negretto” dice.

    E l’amico risponde: “Vado nella zona della Fiumara e vedo di trovarti qualcosa”. Oppure: “Mandami quel ragazzo, ho tanta roba”. La roba è la droga di cui Don Seppia sempre disponeva e che avrebbe dato in cambio degli incontri. E quando la cocaina mancava, a quel punto scattavano 50 euro, “il solito regalino”. E c’è un’altro scambio di messaggi che la dice lunga sul comportamento del sacerdote.

    “Vieni da me, sono solo”, scrive don Seppia a un quindicenne che risponde: “Non posso sono a scuola”. Risponde il prete: “Sono solo anche domani mattina. Di’ alla mamma che sei a scuola e vieni da me”. Sono al vaglio degli inquirenti almeno cinquanta sms e altrettante telefonate definite “inequivocabili” e che confermerebbero gli assidui rapporti tra don Seppia e altri due spacciatori genovesi, un commerciante di abiti e un marocchino dediti all’uso e alla cessione di cocaina. Nell’ordinanza non si fa cenno, tuttavia, dei presunti, conseguenti incontri sessuali con i ragazzini.

    Trapela in ambienti giudiziari che nelle prossime ore, in ambiente protetto, saranno ascoltati i ragazzini presunti oggetto degli scambi tra droga e favori sessuali. Da ciò che emergerà dagli interrogatori la posizione del parroco potrebbe ulteriormente aggravarsi. Emerge dall’ordinanza inoltre che la violenza sessuale sarebbe consistita in un bacio sulla bocca dato ad un chierichetto sedicenne della parrocchia, con l’aggravante di avere commesso il reato su una persona che gli era stata affidata dai genitori.

    “Ora è fatta, gli ho dato un bacio con la lingua” scriveva in un sms il parroco ad un suo confidente, un ex seminarista quarantenne residente nella zona di Sestri, che sarebbe stato al corrente di tutti i rapporti del sacerdote. Ed è proprio questo il messaggio che lo incastra è per cui è accusato di violenza sessuale. Lo sterro chierichetto, interrogato, ha confermato l’accaduto. MINACCE FUORI DALLA CHIESA – “Giù le mani dai bambini. Don Riccardo infame pedofilo”. Questa la scritta comparsa nella notte sulla facciata della chiesa di Santo Spirito di via Calda. Martedí 17.05.2011 FONTE: affaritaliani.it

  • Savona, Zanardi in piazza Sisto per denunciare i pedofili e dire no alla censura

    Savona, Zanardi in piazza Sisto per denunciare i pedofili e dire no alla censura

    Savona. Non ha potuto, come avrebbe voluto, parlare di pedofilia nella Sala Rossa del Comune di Savona. Francesco Zanardi, ancora una volta, non si è però arreso e ha voluto essere presente lo stesso, davanti a Palazzo Sisto, per portare avanti la sua battaglia. Dopo che un’ordinanza del sindaco ha fatto rimuovere i manifesti di denuncia di Zanardi dai muri della città, l’omosessuale savonese se li è “attaccati” addosso nel vero senso della parola mostrandoli a tutti i cittadini che passavano dalle parti di piazza Sisto.

    Zanardi ha indossato i panni dell’uomo “sandwich” e ha mostrato, da un lato, il manifesto che è stato fatto rimuovere, dall’altro un cartello con scritto: “Almeno una cosa buona l’abbiamo fatta, Briano a Lavagnola non c’è più”. Il grande accusatore della diocesi, in piazza, si è reso disponibile a fornire informazioni e a raccontare la “sua” verità sui casi di pedofilia nella diocesi di Savona. L’omosessuale savonese ha voluto, attraverso questo “flash mob contro l’ipocrisia” protestare contro la decisione del sindaco che, a suo giudizio, ha voluto censurarlo.

    “In piazza Sisto, sede del Comune di Savona, ad attenderci abbiamo trovato molta più gente di quella che ci aspettavamo. Tanti cittadini savonesi: cattolici, credenti, arrabbiati e indignati. Molti non si sono avvicinati ma leggevano da lontano i cartelloni che Pennestri ed io avevamo appesi tipo sandwich. Tra noi anche i genitori di Alessandro e di altre vittime: difficile trattenere le lacrime” ha detto Zanardi.

    “Domani sarò ospite a Pavia presso la comunità per minori Piccolo Alan. Da molto voglio andare ma purtroppo il tempo e le poche risorse economiche mi costringono a rimandare. Anche lì ci sono tante vittime, vittime dell’indifferenza e dell’ipocrisia di molti, di quelli che sentenziano, giudicano ma non producono nulla per migliorare la società nella quale viviamo. Ringraziamo i cittadini savonesi che sono intervenuti oggi abbattendo il muro dell’ipocrisia savonese, tutti coloro che ci hanno ugualmente sostenuti con SMS ed e-mail, l’associazione Piccolo Alan nella persona Alberto Sala, la sezione UAAR di Savona nella persona di Francesca Marzadori, l’associazione Radicale Certi Diritti nella persona di Sergio Rovasio, l’Italia Dei Valori nella persona di Vincenzina Ascanio, le vittime dell’istituto Antonio Provolo di Verona e l’associazione nazionale A.N.N.A. no AIDS Onlus” ha concluso l’omosessuale savonese.

    https://www.ivg.it/2010/11/savona-zanardi-in-piazza-sisto-per-denunciare-i-pedofili-e-dire-no-alla-censura/?amp

  • Incontro mondiale delle vittime dei preti pedofili

    Incontro mondiale delle vittime dei preti pedofili

    Si è svolto a Roma, lo scorso 3 ottobre, il primo incontro delle vittime dei preti pedofili.

    Hanno partecipato associazioni e singoli da 12 paesi del mondo. La ong Survivor’s Voice che ha promosso la giornata, chiede all’Onu che consideri le violenze sessuali sui minori crimini contro l’umanità e alla Chiesa più efficaci misure contro la pedofilia al proprio interno. Servizio di Laura Preite.

    Riprese Daniela Sala.

  • Primo incontro dei sopravvissuti in Italia – RSI Svizzera

    Primo incontro dei sopravvissuti in Italia – RSI Svizzera

    Primo incontro dei sopravvissuti in Italia nella sede del Partito Radicale

  • SURVIVAR’S VOICE A ROMA- 30 e 31 ottobre 2010. Nasce la Rete L’ABUSO

    SURVIVAR’S VOICE A ROMA- 30 e 31 ottobre 2010. Nasce la Rete L’ABUSO

    ROMA – Sono arrivati da tredici Paesi per manifestare, a Roma, contro la pedofilia nella Chiesa. I rappresentanti delle organizzazioni delle vittime di pedofilia, guidati dagli americani di Survivors Voice, hanno dato vita a un sit-in davanti a Castel Sant’Angelo e poi intendono procedere in fila indiana in direzione di San Pietro anche se la loro manifestazione non è autorizzata. Nel corso della manifestazione hanno contestato padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, che si era avvicinato ai manifestanti. Lombardi ha poi detto alle agenzie di stampa di essere passato per esprimere solidarietà e ha precisato che «non c’è stato nessun problema e nessun incidente con i partecipanti alla manifestazione».

    DA OGNI PARTE DEL MONDO – Sono venuti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Belgio, Paesi Bassi e Australia. Presenti anche alcuni italiani, di Verona e Francesco Zanardi, di Savona, in sciopero della fame da 11 giorni contro il vescovo della sua città, monsignor Vittorio Lupi, perché «provveda a denunciare i preti pedofili». Nel sit-in alcuni cartelli con scritto: «Giù le mani dai bambini», «Chiesa senza abusi», «Il Papa protegge i preti pedofili». «E’ venuto il momento di agire pubblicamente – spiegano gli organizzatoriu della manifestazione -. Vogliamo aiutare i ragazzi che ancora possono essere vittime di abusi nel mondo», aggiunge Bernie McDaid, cofondatore di Survivors Voice e lui stesso vittima di abusi da parte di un sacerdote quando era bambino. «Il nostro non è un attacco alla fede o alla religione, chiediamo solo più trasparenza, questa è una questione di condotta morale», ha spiegato Marco Lodo Rizzini, portavoce dell’associazione delle vittime dell’istituto Antonio Provolo, di Verona. E ancora: «Troppi bambini di troppi Paesi sono stati violentati. Oggi siamo qui per portare un messaggio di speranza e per chiedere al mondo di sposare la nostra causa», dice Gary Bergeron cofondatore di Survivors Voice.

    «PROTEGGERE I BAMBINI»- In mattinata i fondatori di Survivors Voice avevano incontrato alcuni alunni dell’istituto per sordi veronese Provolo, investito da uno dei principali casi scoppiati in Italia nel campo della pedofilia nella Chiesa. «Quello che è capitato a noi – ha aggiunto Bergeron – potrebbe capitare anche ad altri bambini. Siamo qui per chiedere aiuto al mondo, per chiedere al mondo di sposare la nostra causa». «La nostra presenza qui – ha sottolineato McDaid – è più potente di quanto si possa credere. Dobbiamo dire a tutti di proteggere i bambini. Anche da quello che potrebbe capitare loro navigando su internet».

  • TG Primo Canale del 22-10-10

    TG Primo Canale del 22-10-10

    TG Primo Canale del 22-10-10