Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: abusi sessuali

  • Pedofilia: arrestato il prete di Aadorf

    Pedofilia: arrestato il prete di Aadorf

    La magistratura turgoviese ha avviato un’indagine nei confronti del parroco, uno svizzero 40enne sospettato di abusi sessuali su minori

    La magistratura turgoviese ha avviato un’indagine penale nei confronti del parroco di Aadorf (TG), uno svizzero di 40 anni sospettato di abusi sessuali su minori, in carcere da venerdì scorso.

    L’indagine ha già permesso di confermare un episodio di abuso, ha indicato oggi la polizia turgoviese. Il Ministero pubblico ha già richiesto la detenzione preventiva.

  • Abusi, “Vaticano ostacola indagini” Accusa ministro della Giustizia tedesco

    Abusi, “Vaticano ostacola indagini” Accusa ministro della Giustizia tedesco

    Abusi, “Vaticano ostacola indagini” Accusa ministro della Giustizia tedesco

    Il ministro della Giustizia tedesco, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, ha accusato il Vaticano di aver ostacolato le indagini sugli episodi di abusi sessuali commessi nelle scuole cattoliche tedesche. “In numerose scuole e istituti – ha spiegato – c’è stato un muro di silenzio. Fatto in linea con una direttiva del 2001 secondo cui abusi così gravi vengono sottoposti al Papa in modo confidenziale e non devono essere rivelati all’esterno”.

    “Penso che proprio questo muro di silenzio sia legato certamente nelle scuole cattoliche anche al fatto che, in linea con una direttiva del 2001, abusi così gravi vengono sottoposti al Papa in modo confidenziale e non devono essere rivelati all’esterno della Chiesa”, ha spiegato infatti Leutheusser-Schnarrenberger.

    Secondo questa direttiva, i casi di sospetti abusi sessuali vengono esaminati internamente alla Chiesa, ha proseguito il ministro, sottolineando che la direttiva non prevede in modo specifico l’intervento immediato della Procura.

    Il ministro dell’Istruzione chiede tolleranza zero
    Sulla vicenda interviene anche il ministro dell’Istruzione Annette Schavan, che chiede tolleranza zero per i sospetti casi di pedofilia nelle scuole e nei collegi tedeschi. “Gli abusi commessi sugli studenti costituiscono la più grave violazione immaginabile del rapporto di fiducia”, ha detto la Schavan, evidenziando che “non ci deve essere alcuna tolleranza in caso di sospetto di abusi sessuali o di violenze verso bambini e adolescenti nelle scuole o nei collegi. Si dovrà fare luce su tutto”.

    La linea dura del ministro si va ad aggiungere a quella della Santa Sede che, in una nota pubblicata sull’Osservatore Romano, ha annunciato di voler fare “chiarezza” con l’obiettivo principale “di rendere giustizia alle eventuali vittime”. Il Vaticano, comunque, nella stessa nota ha auspicato “che altrettanta chiarezza venga fatta anche all’interno di altre istituzioni pubbliche e private, se veramente sta a cuore di tutti il bene dell’infanzia”.

    Del resto, secondo alcune indiscrezioni, la lettera pastorale che Benedetto XVI sta preparando per i casi di abusi sessuali in Irlanda, potrebbe subire qualche modifica proprio alla luce degli scandali emersi anche in Germania, suo Paese d’origine, rendendo la linea vaticana, che già prometteva rigore, ancor più implacabile. E venerdì prossimo, intanto, è previsto l’atteso faccia a faccia tra il pontefice, che ha visto indirettamente toccato dallo scandalo anche il fratello maggiore, don Georg Ratzinger, come ex direttore del Coro di Ratisbona, e il capo della Chiesa tedesca Robert Zollitsch.
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  • PRETI PEDOFILI: 20 CASI NELLA DIOCESI DI TREVIRI IN GERMANIA

    PRETI PEDOFILI: 20 CASI NELLA DIOCESI DI TREVIRI IN GERMANIA

    PRETI PEDOFILI: 20 CASI NELLA DIOCESI DI TREVIRI IN GERMANIA

    fonte repubblica it

    Sono venti tra attuali ed ex sacerdoti della diocesi di Treviri in Germania i religiosi accusati di abusi sessuali. Lo ha dichiarato il vescovo Stephan Ackermann: ‘Da parte mia vorrei incoraggiare queste vittime che non hanno ancora trovato il coraggio di denunciare questi abusi di farlo’, ha esortato il presule. Dieci dei preti accusati sono morti ed altri due si sono ritirati, ha spiegato Ackermann .

  • Abusi in Germania, il New York Times “La diocesi di Ratzinger sapeva”

    Abusi in Germania, il New York Times “La diocesi di Ratzinger sapeva”

    Abusi in Germania, il New York Times
    “La diocesi di Ratzinger sapeva”

    l sito Web del giornale americano lancia una durissima accusa a Ratzinger: “L’Arcidiocesi di Monaco, guidata all’epoca dal futuro Papa Benedetto XVI, ignorò ripetuti avvertimenti, scritti e orali, lanciati nei primi anni Ottanta”

    L’Arcidiocesi di Monaco, guidata all’epoca dal futuro Papa Benedetto XVI, ignorò ripetuti avvertimenti, scritti e orali, lanciati nei primi anni Ottanta da uno psichiatra che aveva in cura un prete accusato di aver abusato sessualmente di alcuni minori. In particolare Werner Huth, questo il nome del medico, chiese espressamente se non fosse il caso di impedire a quel sacerdote, Peter Hullermann, di continuare ad avere contatti con i ragazzi. Lo scrive il sito web del New York Times, in una corrispondenza da Essen, citando un’intervista pubblicata giovedì allo stesso medico. Nonostante gli avvertimenti dello psichiatra, scrive il giornale, Padre Hullermann, dopo un periodo di terapia, tornò alla sua attività ecclesiastica che prevedeva anche contatti con minori. Il dottor Huth sottolinea nell’intervista di non aver mai avuto comunicazioni dirette con Ratzinger e di non sapere con certezza che il futuro Papa fosse informato dei suoi allarmi. Afferma però di aver avuto molti colloqui con il vescovo del tempo, Heinrich Graf von Soden-Fraunhofen, scomparso nel 2000. Il sacerdote individuato dal medico è stato arrestato nel 1986 per abusi sessuali su minori.

    Venerdì 19 marzo 2010 07.00

  • Pedofilia. Dopo trent’anni sospeso il prete accusato di abusi nella diocesi di Ratzinger. C’è voluto uno scandalo.

    Pedofilia. Dopo trent’anni sospeso il prete accusato di abusi nella diocesi di Ratzinger. C’è voluto uno scandalo.

    http://gaynews24.com/?p=10706

    Pedofilia. Dopo trent’anni sospeso il prete accusato di abusi nella diocesi di Ratzinger. C’è voluto uno scandalo.
    16 mar
    2010

    L’arcivescovado di Monaco di Baviera e Freising ha sospeso il prete che aveva compiuto abusi sessuali su minori quando il papa era arcivescovo proprio a Monaco. La decisione è stata annunciata dallo stesso arcivescovado in un comunicato. Il sacerdote è stato sospeso per avere violato il divieto di occuparsi di bambini e adolescenti. Il suo diretto superiore, Josef Obermaier, ha rassegnato le dimissioni. Il prete, 62 anni, era stato trasferito nel 1980 dalla diocesi di Essen (in Westfalia), dove aveva commesso violenze su minori, a quella di Monaco di Baviera: all’epoca Joseph Ratzinger era arcivescovo del capoluogo bavarese e di Freising.

  • Pedofilia in Germania, Der Spiegel: il Papa sapeva

    Pedofilia in Germania, Der Spiegel: il Papa sapeva

    http://www.vitadidonna.org/in-primo-piano/…apeva-4048.html

    Pedofilia in Germania, Der Spiegel: il Papa sapeva

    Sabato 13 Marzo 2010 14:10

    Pedofilia in Germania, Der Spiegel: il Papa sapevaLa questione è delicata e di difficile gestione. Ci sono due elementi che da soli bastano ad innalzare l’allarme: abusi sessuali e Chiesa.

    E’ il 1980 a Monaco di Baviera, in quel periodo Papa Benedetto XVI è l’arcivescovo di Monaco e Freising. Succede che un prete tedesco, con precedenti abusi sessuali ai danni di minori, viene assegnato a lavorare nella comunità della chiesa locale.

    In Baviera il prete pregiudicato, secondo la stampa, cede di nuovo a violenze pedofile, ma non durante il periodo di Ratzinger.

    E’ un quotidiano tedesco a scriverlo. Il caso, si legge, assume una forza particolarmente esplosiva poiché vede coinvolto l’attuale Papa.

    Bemedetto XVI sarebbe stato coinvolto nella decisione di sostituire il prete sospettato di pedofilia per una cura presso la sua diocesi, pur non sapendolo. Ma non era d’accordo che lavorasse in una parrocchia locale. Questa è la precisazione della diocesi di Monaco e Freising: il sacerdote venne trasferito nella diocesi di Monaco nel gennaio del 1980, su richiesta di quella di Essen.

    I documenti mostrano che verosimilmente la ragione di un trasferimento per la cura in una canonica, fosse l’aver intrattenuto relazioni sessuali con minori, hanno spiegato le autorità religiose.

    L’allora arcivescovo partecipò alla decisone, ha spiegato la diocesi in una nota, aggiungendo che l’allora vicario generale Gerhard Gruber, assegnò poi il prete alla parrocchia di Monaco senza restrizioni.

    Gruber ha la piena responsabilità per le decisioni sbagliate, precisa la nota che segue di poco un’altre precisazione della Santa Sede. Ed è padre Federico Lombardi ha spiegare che l’allora vicario generale, mons. Gruber, ha riconosciuto l’errore di avere affidato il sacerdote a nuovi incarichi pastorali e si è assunto la piena responsabilità di quel che è accaduto.

    E padre Lombardi attacca, “falliti tutti i tentativi di coinvolgere il Papa nella questione degli abusi”. Il caso sembra chiuso, ma in realtà non è così, perché solo ad avvicinare le due parole genera un terremoto.

    I giornali tedeschi rilanciano le notizie con diverse interpretazioni. Il Der Spiegel attacca pesantemente il Papa: sapeva. Più morbido invece il Rheinische Post: Papa profondamente scosso dalla vicenda.

    13-03-2010

    PEDOFILIA: ”FALLITI I TENTATIVI DI COINVOLGERE IL PAPA”

    Il direttore della Sala Stampa vaticana Padre Federico Lombardi, ha criticato gli sforzi di chi ”negli ultimi giorni” ha cercato ”con un certo accanimento, a Regensburg e a Monaco, elementi per coinvolgere personalmente il Santo Padre” nello scandalo pedofilia che non accenna a placarsi in Germania e che ha sfiorato anche papa Benedetto XVI in riferimento al periodo in cui era arcivescovo di Monaco di Baviera, sottolineando come sia evidente che tali tentativi siano ”falliti”.

    In una nota alla Radio Vaticana, Lombardi ha affermato che la linea di Papa Ratzinger di fronte ai casi di pedofilia dei preti, sia da pontefice che quando era alla guida della Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede, e’ ”stata sempre quella del rigore e della coerenza nell’affrontare le situazioni anche piu’ difficili”.

    Il direttore della Sala Stampa vaticana ha evidenziato la ”importante e ampia intervista concessa dal promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede, mons. Charles Scicluna” che ”spiega dettagliatamente il significato delle norme canoniche specifiche stabilite dalla Chiesa negli anni scorsi per giudicare i gravissimi delitti di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di ecclesiastici”.

    ”Diventa assolutamente chiaro – ha osservato Lombardi – che tali norme non hanno inteso e non hanno favorito alcuna copertura di tali delitti, ma anzi hanno messo in atto un’intensa attivita’ per affrontare, giudicare e punire adeguatamente questi delitti nel quadro dell’ordinamento ecclesiastico”. ”E’ giusto ricordare – ha spiegato – che tutto cio’ e’ stato impostato e avviato quando il cardinale Ratzinger era prefetto della Congregazione. La sua linea e’ stata sempre quella del rigore e della coerenza nell’affrontare le situazioni anche piu’ difficili”.

    ”Nonostante la tempesta, la Chiesa vede bene il cammino da seguire, sotto la guida sicura e rigorosa del Santo Padre”. ”Come abbiamo gia’ avuto modo di osservare – aggiunge padre Lombardi -, speriamo che questo travaglio possa essere alla fine di aiuto alla societa’ nel suo insieme per farsi carico sempre meglio della protezione e della formazione dell’infanzia e della gioventu”’.

    Nell’intervista ad Avvenire, segnalata dalla Sala Stampa vaticana, mons. Scicluna, ha definito ”un’accusa falsa e calunniosa” quella secondo cui il card. Joseph Ratzinger, oggi papa, e’ stato il responsabile oggettivo di una politica di occultamento dei reati di pedofilia dei preti da parte della Santa Sede quando era prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

    Secondo Scicluna, Promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede, ovvero il pubblico ministero del tribunale dell’ex sant’Uffizio che ha il compito di indagare sui cosiddetti delicta graviora, in Italia, il fenomeno della pedofilia dei preti ”non sembra abbia dimensioni drammatiche”, anche se ”preoccupa” una ”certa cultura del silenzio che vedo ancora troppo diffusa nella Penisola”.

    PROCURATORE VATICANO, 3000 CASI IN 9 ANNI, SOLO 300 SU BAMBINI

    Dal 2001 al 2010 sono state complessivamente 3000 le segnalazioni di ‘delicta graviora’ commessi negli ultimi 50 anni da preti arrivate alla Congregezione per la Dottrina della Fede, ha spiegato Scicluna.

    I ‘reati piu’ gravi’, per cui il Sant’Uffizio ha la competenza esclusiva, comprendono non solo la pedofilia ma anche i reati contro l’Eucaristia, quelli contro la santita’ del sacramento della penitenza, oltre ai crimini contro il sesto comandamento (”non commettere atti impuri”) di un chierico con un minore di diciotto anni.

    Dei 3000 casi segnalati, mons. Scicluna sottolinea che solo per una minoranza del 10% si tratta di casi di ”vera e propria pedofilia, cioe’ determinati da una attrazione sessuale per bambini impuberi”. C’e’ poi un 60% di casi di efebofilia, ”cioe’ dovuti ad attrazione sessuale per adolescenti dello stesso sesso”, e un 30% di rapporti eterosessuali. ”I casi di preti accusati di pedofilia vera e propria sono quindi circa trecento in nove anni – ha sottolineato il procuratore vaticano -. Si tratta sempre di troppi casi – per carita’! – ma bisogna riconoscere che il fenomeno non e’ cosi’ esteso come si vorrebbe far credere”.

    Di questi casi, ”un processo vero e proprio, penale o amministrativo, si e’ svolto nel 20% dei casi e normalmente e’ stato celebrato nelle diocesi di provenienza – sempre sotto la nostra supervisione – e solo rarissimamente qui a Roma. Facciamo cosi’ anche per una maggiore speditezza dell’iter”. In un 60% dei casi, invece, per l’eta’ avanzata degli accusati, non c’e’ stato processo, nei cui confronti sono stati emanati dei provvedimenti amministrativi e disciplinari, come l’obbligo a non celebrare messa coi fedeli, a non confessare, a condurre una vita ritirata e di preghiera. ”E’ bene ribadire – ha precisato mons.

    Scicluna – che in questi casi, tra i quali ce ne sono alcuni particolarmente eclatanti di cui si sono occupati i media”, come quello del fondatore dei Legionari di Cristo Marcial Maciel Degollado, ”non si tratta di assoluzioni. Certo non c’e’ stata una condanna formale, ma se si e’ obbligati al silenzio e alla preghiera qualche motivo ci sara’…”. In un 10% di casi particolarmente gravi e con prove schiaccianti,il papa ha firmato la dimissione dallo stato clericale del prete accusato, ”un provvedimento gravissimo, preso per via amministrativa, ma inevitabile”, mentre nel restante 10% ”sono stati gli stessi chierici accusati a chiedere la dispensa dagli obblighi derivati dal sacerdozio”, ”prontamente accettata”.

    Quanto alla provenienza delle segnalazioni di abusi, negli anni 2003-2004 quelle proveniente dagli Usa rappresentavano circa l’80% del totale di casi, mentre nel 2009 lo ‘share’ statunitense e’ sceso a circa il 25% dei 223 nuovi casi segnalati da tutto il mondo. ”Negli ultimi anni (2007-2009), infatti, la media annuale dei casi segnalati alla Congregazione dal mondo e’ stata proprio di 250 casi”, spiega mons. Scicluna, a fronte di un numero complessivo di sacerdoti diocesani e religiosi nel mondo e’ di 400mila: ”Questo dato statistico – ha aggiunto – non corrisponde alla percezione che si crea quando questi casi cosi’ tristi occupano le prime pagine dei giornali”.

    Nella maggior parte dei casi, i processi ”sono finiti con una condanna dell’accusato. Ma non sono mancati quelli dove il sacerdote e’ stato dichiarato innocente o dove le accuse non sono state ritenute sufficientemente provate”. Ingiusto, quindi, accusare la giustizia vaticana di lentezza: smaltita la valanga di segnalazioni arrivate dagli Usa nel 2003 e 2004, ”negli ultimi anni, grazie a Dio, il fenomeno si e’ di gran lunga ridotto. E quindi adesso cerchiamo di trattare i casi nuovi in tempo reale”, conclude Scicluna.

    PEDOFILIA: DER SPIEGEL, ABUSI IN CORO RATISBONA FINO AL 1992

    Stamane il settimanale tedesco Der Spiegel rivela che sarebbero durati fino al 1992 gli abusi all’interno del coro Domspatzen, i ‘Passeri del Duomo’ di Ratisbona, diretto per 30 anni, dal 1964 al 1994, dal fratello di papa Benedetto XVI, mons. Georg Ratzinger. Der Spiegel ha raccolto la testimonianza di un ex corista, Thomas Mayer, che racconta di essere stato abusato da colleghi piu’ anziani, mentre anche nell’abitazione di uno degli educatori del convitto avrebbero luogo sodomizzazioni tra i coristi stessi.

    Sarebbero stati proprio gli alunni piu’ grandi a costringere i piu’ giovani a subire ”la pressione di un sistema totalitario”.

    La diocesi di Ratisbona, riferisce Der Spiegel, non ha voluto rilasciare dichiarazioni su queste nuove accuse, cosi’ come l’ex-direttore, mons. Georg Ratzinger. Secondo gli ex-membri del coro interpellati dal settimanale, il fratello del papa era una persona ”estremamente collerica e irascibile”. Ancora alla fine degli anni, avrebbe lanciato sedie contro i cantanti durante degli eccessi di rabbia.

    Intanto il dibattito sul celibato nella Chiesa cattolica, dopo il crescere degli scandali di pedofilia, si allarga e il presidente dell’influente Comitato centrale dei cattolici tedeschi, che riunisce tutte le associazioni laiche cattoliche della Chiesa in Germania, ha chiesto una revisione dell’obbligo di non sposarsi per i preti cattolici di rito latino.

    In una intervista alla Sueddeutsche Zeitung di oggi, il presidente Alois Glueck, politico del partito conservatore bavarese Csu, ha invitato la Chiesa a trarre le conseguenze ”strutturali” della crisi legata agli abusi sessuali. A questo tema, spiega, ”e’ legato senza dubbio il confronto con tutto il tema della sessualita’, cominciando dal rapporto che si ha con essa fino alla scelta del personale ecclesiastico”. Anche l’allentamento dell’obbligo del celibato potrebbe essere ”una strada” per affrontare il problema, anche se non basterebbe questo solo per risolverlo.

  • Pedofilia, un caso a Monaco quando il Papa era arcivescovo

    Pedofilia, un caso a Monaco quando il Papa era arcivescovo

    Pedofilia, un caso a Monaco quando
    il Papa era arcivescovo

    ROMA (12 marzo) – Un prete tedesco con precedenti di abusi sessuali ai danni di minori fu assegnato per questo motivo a lavorare nella comunità della chiesa locale a Monaco di Baviera, durante il periodo
    in cui Papa Benedetto XVI era arcivescovo di Monaco e di Baviera e di Freising. Lo scrive il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung in un articolo che verrà pubblicato domani.

    Monsignr Muellerr: dal ministro toni diffamatori. Il vescovo di Ratisbona, monsignor Gerhard Ludwig Mueller, ha nuovamente definito come «falsa e diffamatoria», in una nota pubblicata oggi sull’Osservatore Romano, l’affermazione del Guardasigilli tedesco riguardo ai presunti silenzi della Chiesa sullo scandalo degli abusi sui minori all’interno di istituti religiosi. «Il ministro della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger – si afferma nella nota – accusa la Chiesa cattolica in Germania di ostacolare le sanzioni penali previste nei casi di abuso sessuale». «L’affermazione del ministro – afferma Mueller – è falsa e diffamatoria. Per la diocesi di Ratisbona la rifiuto nella maniera più assoluta. Chiedo al ministero di presentare la prova dell’accusa secondo la quale la Chiesa ostacolerebbe le indagini. Se non può portare questa prova, le chiedo di non strumentalizzare la sua autorità per soprusi del genere».

    Alto Adige: sconcerto per abusi in un convento. Anche in Alto Adige, come nella vicina Austria, esplode lo scandalo degli abusi sessuali in convento. Il caso viene portato alla ribalta dal quotidiano in lingua tedesca Tageszeitung, che pubblica la notizia di un ex allievo che ha subito abusi in un istituto religioso bolzanino negli anni Sessanta: l’uomo, all’epoca 15enne, racconta di essere stato costretto dai frati a prestazioni sessuali in cambio di piccole somme di denaro. La Diocesi di Bolzano e Bressanone, sulla home page del suo sito internet, prende posizione dichiarando che «ogni abuso è uno di troppo» e rinnovando l’invito ai fedeli a segnalare via e-mail all’indirizzo molestie bz-bx.net casi di molestie e violenze, per valutarli, aiutare le vittime e punire i responsabili.

    Un’iniziativa che ha provocato la reazione del procuratore di Bolzano Guido Rispoli: il magistrato, pur lodando l’iniziativa della Curia, ha invitato il vescovo a segnalare eventuali episodi di abusi di cui fosse a conoscenza alla magistratura perchè vengano avviate le indagini penali.

    www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=94444&sez=HOME_NELMONDO

  • PAPA: SGOMENTO PER ABUSI COMMESSI IN GERMANIA

    PAPA: SGOMENTO PER ABUSI COMMESSI IN GERMANIA

    (AGI) – CdV, 12 mar. – Benedetto XVI ha “preso atto con grande sgomento, attento interesse e profonda commozione” dei casi di abusi commessi da sacerdoti in Germania. Lo ha riferito il presidente dei vescovi tedeschi, mons. Robert Zollitsch. Non vi e’ altro gruppo in Germania che sta reagendo come la Chiesa”, ha aggiunto il presule assicurando che i vescovi sono pronti ad assumersi le nostre responsabilita’, non vogliono scusare nulla e rilevano che le attuali norme ecclesiastiche possono essere migliorate ma gia’ ora sono severe e non ostacolano affatto la giustizia penale dello Stato. Subito dopo l’incontro, Benedetto XVI ha parlato del sacerdozio al Convegno teologico promosso dalla Congregazione del clero in occasione dell’Anno Sacerdotale, sottolineando che la Chiesa intende mantenere il celibato e ricorda che anche l’abito e’ una forma di testimonianza. “Quella del sacerdote – ha ribadito – e’ un’altissima vocazione, che rimane un grande Mistero anche per quanti l’abbiamo ricevuta in dono. I nostri limiti e le nostre debolezze devono indurci a vivere e a custodire con profonda fede tale dono prezioso, con il quale Cristo ci ha configurati a Se’, rendendoci partecipi della Sua Missione salvifica. Infatti, la comprensione del Sacerdozio ministeriale e’ legata alla fede”. In proposito, il Pontefice ha lamentato che oggi troppe volte il sacerdote viene presentato “quasi come un ‘operatore sociale”, con cio’ rischiando di “tradire lo stesso Sacerdozio di Cristo”. Ed ha esortato i 400 mila sacerdoti della Chiesa Cattolica a non conformarsi alla mentalita’ del mondo. “In un contesto di diffusa secolarizzazione, che esclude progressivamente Dio dalla sfera pubblica, e, tendenzialmente, anche dalla coscienza sociale condivisa, spesso il sacerdote – ha spiegato – appare ‘estraneo’ al sentire comune, proprio per gli aspetti piu’ fondamentali del suo ministero, come quelli di essere uomo del sacro, sottratto al mondo per intercedere a favore del mondo, costituito, in tale missione, da Dio e non dagli uomini”. “Per tale motivo – ha scandito il Pontefice – e’ importante superare pericolosi riduzionismi”. Lo stesso Papa Ratzinger ha fatto sapere subito dopo – attraverso la Sala Stampa della Santa Sede – di aver deciso di rinunciare quest’anno alle consuete vacanze in montagna, che si riteneva volesse trascorrere nel seminario di Bressanone, trattenendosi per l’intero periodo estivo nell’austera residenza estiva di Castelgandolfo, secondo la tradizone seguita dai suoi predecessori fino a Papa Wojtyla. Da parte sua, incontrando i giornalisti dopo l’udienza concessagli da Benedetto XVI, mons. Zollitsch ha rivelato oggi anche di aver avuto un colloquio con la Congregazione della Dottrina della Fede, che riguardo agli abusi commessi da sacerdoti “sta raccogliendo proposte e usi in atto nei singoli Paesi, dal quale pensa poi di elaborare proprie norme”. Come vescovi tedeschi, intanto, ha promesso, “vogliamo portare alla luce tutta la verita’ sullo scandalo degli abusi sessuali senza riguardi per nessuno, anche rispetto ad eventi accaduti alcuni decenni fa”. E questo anche se, ovviamente, lo scandalo pedofilia non e’ un problema specifico della Chiesa Cattolica.
    “Tutti i numeri che abbiamo – ha osservato mons. Zollitsch – ci dicono che non e’ un problema particolare della Chiesa Cattolica. Certo – ha ammesso – e’ particolarmente terribile quando gli abusi vengono compiuti da educatori, persone di riferimento e di responsabilita’ morale”. Ma, “non vi e’ altro gruppo in Germania che sta reagendo come la Chiesa”, ha detto mons. Robert Zollitsch. “Quando c’e’ un sospetto di abuso, c’e’ sia il procedimento penale da parte dello Stato che quello interno da parte della Chiesa”, ha chiarito in una conferenza stampa il presidente dei vescovi, rispondendo alle critiche rivolte dal ministro tesdesco della giustizia riguardo alle norme volute da Papa Wojtyla nel 2001, quando su suggerimento dell’allora card. Ratzinger e’ stata assegnata alla Congregazione della Dottrina della Fede la competenza sui procedimenti riguardanti casi di pedofilia proprio per evitare che i vescovi locali continuassero a sottovalutare la gravita’ del fenomeno finendo col coprire i responsabili. “Sono ambiti giudiziari differenti – ha aggiunto il presule – totalmente separati e indipendenti”. “Il procedimento statale non e’ subordinato a quello della Chiesa e l’esito dell’uno non influisce su quello dell’altro, ne’ sul sostegno della Chiesa alle autorita’ giudiziarie”. La Conferenza Episcopale Tedesca, ha ricordato, riferisce all’autorita’ giudiziaria i sospetti salvo che “in circostanze eccezionali”, come quando questo viene esplicitamente chiesto dalla vittima oppure quando la sicurezza della vittima potrebbe ancora essere messa a repentaglio da una denuncia. “Sono grato a Benedetto XVI – ha concluso – per il suo sostegno positivo alla decisa azione della Conferenza Episcopale Tedesca”. (AGI) .

    www.agi.it/cronaca/notizie/20100312…ssi_in_germania

  • Scandalo abusi, è rissa tra Vaticano e Germania

    Scandalo abusi, è rissa tra Vaticano e Germania

    http://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it….&view=ZW50aXR5

    Scandalo abusi, è rissa tra Vaticano e Germania
    Il vescovo di Ratisbona: la ministra che ci accusa è una massona
    • ROMA. Uno dei vescovi tedeschi più vicini a papa Benedetto XVI ed in prima linea nell’operazione trasparenza sullo scandalo degli abusi sessuali nella Chiesa cattolica in Germania ha reagito ieri a recenti critiche del Guardasigilli di Berlino sostenendo che la ministra non ha i titoli per pronunciarsi su questo tema dato che sarebbe vicina alla massoneria e vorrebbe in sostanza depenalizzare la pedofilia.

    La reazione, che alimenta un attrito in corso fra Chiesa cattolica e parte del governo tedesco, è venuta dal vescovo di Ratisbona, Gerhard Mueller: a margine di un convegno teologico alla Pontificia università lateranense di Roma, davanti a telecamere, l’alto prelato ha affermato che «la nostra ministra della Giustizia appartiene all’Unione umanistica», l’ «Humanistische Union». Il vescovo ha sostenuto che questa associazione è una sorta di massoneria che «considera normale la pedofilia e vuole depenalizzarla. Questa signora ci critica, mentre dovrebbe criticare la sua stessa ideologia».

    Le critiche cui ha fatto riferimento Mueller sono le accuse di «silenzio» rivolte al Vaticano dalla Guardasigilli, la liberale Sabine Leutheusser-Schnarrenberger. L’espo – nente della Fdp nei giorni scorsi aveva accusato il Vaticano di avere di fatto ostacolato le indagini sugli abusi sessuali commessi negli anni passati in scuole cattoliche tedesche e ha chiesto che le vittime vengano risarcite. L’accusa aveva costretto la cancelliera Angela Merkel, cristiano-democratica (Cdu), a correre ai ripari affermando pubblicamente che la Chiesa prende «molto seriamente» la questione degli abusi sessuali su minori.

    La ministra, come ha annun ciato ieri in tv un suo sottosegretario, ha proposto per il 25 marzo un incontro chiarificatore al presidente della conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch, che ieri incontrerà il papa a Roma per parlargli anche di questo tema.

    Non c’è bisogno comunque, ha detto Mueller, di coinvolgere il papa: «si tratta di casi di 40-50 anni fa» amplificati da «un gran clamore dei mass media mentre i problemi che abbiamo oggi in Germania sono altri». Nel Paese inoltre «abbiamo vescovi forti» e «capaci» di affrontare la questione anche se «per la maggior parte si tratta di casi del passato ed il passato non può essere modificato».

    Il pulpito da cui sono venute le notazioni sulla ministra, considerata di tendenze progressiste e nota per dire apertamente come la pensa, è autorevole. Gerhard Ludwig Mueller, come è stato ricordato ieri al convegno presentando il suo intervento, è docente di dogmatica e fondatore dell’isti – tuto che sta curando l’edizione in 16 volumi di «tutta l’opera di Joseph Ratzinger» di cui ad aprile uscirà il terzo tomo.

    Mueller, inoltre, è impegnato in una missione delicata: far luce su eventuali abusi nel coro dei «passerotti del Duomo« (i Domspatzen, le celebri voci bianche di Ratisbona) di cui è stato direttore il fratello di papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger.

  • Abusi sessuali e botte a studenti minorenni

    Abusi sessuali e botte a studenti minorenni

    Abusi sessuali e botte a studenti minorenni

    10 marzo, 14:14

    BERLINO – Si allarga in Germania lo scandalo degli abusi sessuali commessi in passato negli ambienti cattolici del Paese: secondo quanto è emerso oggi, violenze su minori sarebbero state commesse anche in una scuola della diocesi di Magonza (sudovest), negli anni ’60 e ’70. Secondo quanto ha reso noto oggi il portavoce della diocesi, i sospetti si concentrano sul direttore dell’istituto e su un prete, che avrebbero abusato sessualmente dei ragazzi. Gli studenti, ha aggiunto il portavoce, sarebbero stati anche picchiati per motivi futili. La scuola in questione, a Bensheim, in Assia, è stata poi chiusa nel 1981. Questo ennesimo caso di abusi su minori giunge in un momento particolarmente delicato per la Chiesa cattolica tedesca, che da giorni è sotto i riflettori dei media internazionali per le centinaia di episodi risalenti agli anni passati ed emersi solo nelle ultime settimane. Proprio questo tema, sarà oggetto di un incontro in Vaticano – venerdì – tra il Papa e il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch.

    www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mo…1732036492.html