Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: abusi sessuali

  • Germania: copri’ prete pedofilo, vescovo Ratisbona sotto accusa

    Germania: copri’ prete pedofilo, vescovo Ratisbona sotto accusa

    BERLINO – Altri preti coinvolti in casi di pedofilia in Germania. Il vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Mueller, e’ stato accusato di aver coperto un prete pedofilo, tornato poi a compiere abusi sessuali sulle sue giovani vittime. Lo rende noto la “Sueddeutsche Zeitung”. Il vescovo avrebbe ignorato il divieto imposto ai “sacerdoti condannati per pedofilia di tornare ad esercitare la loro missione pastorale in ambienti in cui possono venire a contatto con i giovani”. (Agr)

    http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews.jsp?id={75577B3C-6776-4123-89D9-9AAF8A5347BC

  • La curia di Firenze si chiude a riccio a difesa del suo vescovo e invoca la mordacchia della censura:

    La curia di Firenze si chiude a riccio a difesa del suo vescovo e invoca la mordacchia della censura:

    CURIA FIRENZE: SI RIPROMETTE DI AGIRE PER VIE LEGALI

    (AGI) – Firenze, 18 set. – “A tutela della onorabilita’ del Vescovo Ausiliare, ci si ripromette di adire le vie legali”.
    Cosi’ la Curia di Firenze risponde a notizie di stampa, apparse oggi 18 settembre, riguardo all’indagine sul “caso Cantini” con un pesante coinvolgimento del Vescovo Ausiliare Monsignor Claudio Maniago.

    “Non possono – si legge in una nota – che creare turbamento, insieme a sconcerto per le incredibili affermazioni di presunti testimoni; affermazioni tutte da dimostrare, a quanto si apprende dagli stessi giornali, e comunque pubblicate prima che la Magistratura, verso la quale confermiamo la nostra fiducia, abbia compiuto le sue verifiche”.

    La curia ribadisce “la solidarieta’ al Vescovo Claudio, per la sua indiscussa fedelta’ alla Chiesa e per la stima che largamente gode”. Infine “ci si augura che questo nuovo capitolo della vicenda Cantini, che oggi chiama in causa cosi’ pesantemente il Vescovo Ausiliare di Firenze, sia dai mezzi di informazione presentato con il rispetto dovuto alle persone, senza ricorrere a scoop sensazionalistici, che finiscono per alimentare un’ingiustificata gogna mediatica”.

    http://www.agi.it/firenze/notizie/20070918…012218-art.html

    FIRENZE, BUFERA SUL VESCOVO “E’ LUI QUELLO DEI FESTINI”
    Accuse contro l’ausiliare Maniago: “Orge sado-maso e minacce ai testimoni”
    martedì 18 settembre 2007 , di la Stampa

    di GUIDO RUOTOLO

    INVIATO A FIRENZE

    Anche il Vescovo ausiliare di Firenze, Claudio Maniago, chiamato in causa da alcuni testimoni tra cui due sacerdoti e due dipendenti civili della Curia stessa, è finito nel tritacarne dei sospetti, dei veleni, delle accuse indicibili che stanno destabilizzando la Chiesa fiorentina, e che ha visto già una testa cadere, quella di don Lelio Cantini, ex parroco della chiesa «Regina della Pace», indagato – insieme alla sua perpetua «veggente», Rosanna Saveri – dalla Procura di Firenze per violenze sessuali, psicologiche e plagio.

    Lo scandalo di don Cantini

    Don Cantini è già stato «condannato» dal Vescovo, il cardinale Ennio Antonelli, al termine di un processo canonico – «essendo i fatti a lui contestati ormai lontani nel tempo e giuridicamente prescritti» -, al divieto (per cinque anni) di confessare, di celebrare messa e gli altri sacramenti, di assumere incarichi ecclesiastici. Ma quelle accuse, anche se lontane nel tempo (le violenze anche contro ragazze minorenni dai 12 ai 17 anni) sono state ritenute fondate. E l’inchiesta aperta dalla Procura di Firenze avrebbe anche raccolto testimonianze di abusi e di violenze più recenti.

    Nell’ambito di questa indagine sono emerse le accuse nei confronti del vescovo ausiliare, Claudio Maniago, che «sapeva» cosa faceva don Cantini e lo avrebbe protetto, coprendolo anche nella gestione (privatistica) del patrimonio immobiliare, frutto delle «donazioni» dei parrocchiani. Di più, secondo le testimonianze raccolte in Procura, anche il Vescovo Maniago avrebbe partecipato a degli incontri sessuali, l’ultimo nel 2003, e avrebbe «minacciato» i testimoni esortandoli al silenzio.

    L’alto prelato non sarebbe stato ancora formalmente iscritto sul registro degli indagati, anche se la Procura di Firenze ha avviato nei suoi confronti delle verifiche investigative sulla base dei testimoni che lo accusano: sono stati setacciati i tabulati telefonici del cellulare a lui riferibile e portate a termine, sembrerebbe con esiti positivi, delle prime verifiche bancarie.

    Storie indicibili, di festini a luci rosse. Le vittime delle violenze subite da don Cantini già nel 2004 si rivolsero al Vescovo Maniago, per chiedere aiuto. Ma non accadde nulla. Solo un anno dopo, si rivolsero al Vescovo Antonelli e il 20 marzo del 2006 addirittura a Sua Santità Benedetto XVI, a papa Ratzinger.

    Il 21 aprile scorso, il pm Paolo Canessa, riceve nel suo ufficio un uomo, P. C., gay dichiarato, che ha riconosciuto nella foto pubblicata sulle pagine locali di un quotidiano il vescovo Maniago, come colui che partecipò, nell’agosto di dieci anni fa, a un incontro «sadomaso». «Feci un annuncio sul periodico “Contattiamoci” nella rubrica “sadomaso” – verbalizza il testimone – e un giorno fui chiamato da una persona che poi seppi essere un sacerdote che si presentò come “don Andrea”, che mi diede appuntamento alla Certosa del Galluzzo a Firenze e che poi mi portò sulla costa vicino Cecina. Ebbi un primo rapporto con don Andrea, che poi mi ospitò in quella che indiscutibilmente era la canonica di una chiesa. La mattina dopo, don Andrea e un altro sacerdote, don Mauro, mi dissero di prepararmi che sarebbe arrivato il “padrone”. C’erano anche due “ragazzi di vita”, meridionali… Il “padrone” l’ho riconosciuto in fotografia, era Claudio Maniago…».

    Storia incredibile, quella verbalizzata da P. C. (in parte accennata sulle pagine locali di un quotidiano e per questo l’uomo è stato minacciato).

    Il testimone racconta della sua crisi, quella sera, del suo abbandono, della fuga. E che fu ricontattato da don Andrea che gli offrì (e poi diede) dei soldi, oltre tre milioni di lire: «Avevo paura – ha verbalizzato – che si potesse pensare a un’ estorsione per comprare il mio silenzio… ma loro dicevano di volermi fare soltanto un’offerta…».

    I soldi e la crisi

    P. C. ha indicato al pm Canessa la possibilità di trovare dei riscontri: «Quei soldi mi furono bonificati sul conto della agenzia 1 della Banca di Iesi (poi Banca delle Marche ndr.)». Effettivamente, dai primi accertamenti confermano una movimentazione proprio in quel periodo. Un «indizio» che non prova nulla ma che, evidentemente, rappresenta per gli inquirenti un punto a favore della credibilità del testimone. Ma non è soltanto questa «accusa» ad aver convinto la Procura di Firenze ad allargare le indagini sugli abusi sessuali compiuti da don Cantini, il padre spirituale, il «maestro» che ha guidato il Vescovo Maniago nel suo percorso che lo avrebbe portato ad indossare la tonaca. Ci sono i testimoni della Curia. E l’inchiesta del pm Canessa adesso vuole verificare la fondatezza di quelle «accuse».

  • Germania. I Vescovi proteggevano i preti criminali, Pedofilia anche nel coro di Georg Ratzinger

    Germania. I Vescovi proteggevano i preti criminali, Pedofilia anche nel coro di Georg Ratzinger

    http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews….D9-9AAF8A5347BC}

    13 set 15:51
    Germania: copri’ prete pedofilo, vescovo Ratisbona sotto accusa
    BERLINO – Altri preti coinvolti in casi di pedofilia in Germania. Il vescovo di Ratisbona, Gerhard Ludwig Mueller, e’ stato accusato di aver coperto un prete pedofilo, tornato poi a compiere abusi sessuali sulle sue giovani vittime. Lo rende noto la “Sueddeutsche Zeitung”. Il vescovo avrebbe ignorato il divieto imposto ai “sacerdoti condannati per pedofilia di tornare ad esercitare la loro missione pastorale in ambienti in cui possono venire a contatto con i giovani”. (Agr)

  • Omicidio di Fabrizio Franciosi: le indagini su Don Gelmini

    Omicidio di Fabrizio Franciosi: le indagini su Don Gelmini

    Omicidio di Fabrizio Franciosi: le indagini su Don Gelmini

    Don Pierino Gelmini15/09/2007 16 anni fa il misterioso omicidio. Un episodio che ora sarebbe all’attenzione dei Giudici di Terni, che stanno indagando su Don Gelmini, accusato di molestie sessuali.

    “Fino ad ora non siamo stati contattati dalla Procura di Terni, stiamo comunque valutando la possibilità di metterci volontariamente a loro disposizione per fornire informazioni eventualmente utili alle indagini”. Questa dichiarazione, di Carlo Franciosi, è stata raccolta da un amico.

    Il padre di Fabrizio – il giovane trovato senza vita a Rimini, 16 anni fa – non esclude dunque future collaborazioni con gli inquirenti, che stanno indagando su Don Pierino Gelmini. Il leader della comunità “Incontro” deve rispondere di abusi sessuali su alcuni ragazzi ospitati ad Amelia. Proprio ad Amelia, per qualche tempo, era stato Fabrizio Franciosi; poi – alcune settimane prima della morte – l’abbandono della comunità.

    Fabrizio aveva ripreso gli studi di Giurisprudenza e conduceva una vita piuttosto riservata. La sera del delitto aveva partecipato a una festa di laurea al ‘Paradiso’. Piu’ tardi, il ritrovamento del cadavere, con la gola tagliata, nell’auto, parcheggiata sotto il grattacielo. Le indagini, coordinate dal pm Paolo Gengarelli, non portarono ad arresti. Durante l’inchiesta, però, il gemello della vittima – Federico – aveva reso dichiarazioni, che ora potrebbero rivelarsi di grande interesse per i Giudici di Terni. Fabrizio gli avrebbe infatti confidato di essere venuto a conoscenza di molestie compiute all’interno della comunità di Amelia; e per questo motivo sarebbe stato picchiato, minacciato e cacciato dal centro.

    http://www.sanmarinortv.sm/attualita/default.asp?id=35&id_n=22301

  • CSM: TRASFERITO IL PM CHE INDAGA SU DON GELMINI

    CSM: TRASFERITO IL PM CHE INDAGA SU DON GELMINI

    (AI) CSM: TRASFERITO IL PM CHE INDAGA SU DON GELMINI
    Il procuratore capo di Terni, Carlo Maria Scipio, titolare dell’inchiesta sui presunti abusi sessuali compiuti da Don Gelmini, dovra’ lasciare l’incarico di dirigente dell’ufficio giudiziario. Lo ha stabilito il plenum del Csm che ha nominato al suo posto Fausto Cardella, attuale consigliere di Cassazione.

    Quest’ultimo, infatti, si era rivolto alla giustizia amministrativa (Tar e Consiglio di Stato), dopo che Palazzo dei Marescialli, un anno e mezzo fa, aveva nominato Scipio a capo della procura umbra. Il Consiglio di Stato dunque aveva accolto il ricorso di Cardella e quindi il Csm ha dovuto riconsiderare il caso.

    Il plenum, votando le due proposte di nomina presentate dalla quinta commissione, ha approvato a maggioranza la nomina di Cardella. A favore di Scipio ha votato infatti soltanto il gruppo di Unicost, nonche’ i laici Vincenzo Siniscalchi (Ds) e Michele Saponara (Fi). Astenuti, invece, il primo Presidente della Cassazione Vincenzo Carbone e il Procuratore Generale Mario Delli Priscoli. Anche il vice presidente Nicola Mancino ha sostenuto la nomina di Cardella.

    http://www.repubblica.it/news/ired/ultimor…tml?ref=hpsbdx2


    I consiglieri cattolici contro il PM che indaga su don Gelmini

    http://www.telereggiocalabria.it/dettaglio_news.php?id=2061

    Via Pruratore inchiesta Don Gelmini, spaccatura in Plenum
    Giovedì 13 Settembre

    La decisione di nominare Cardella alla guida della procura che sta indagando su Don Gelmini in sostituzione di Carlo Maria Scipio ha spaccato il plenum del Csm. I voti a favore dell’ex pm perugino, ora in Cassazione, sono stati 16: con lui si sono schierati il vice presidente del Csm , Nicola Mancino, i togati di Magistratura Indipendente, di Magistratura democratica e del Movimento per la Giustizia, oltre ai laici di centro-destra (ad eccezione di Michele Saponara, di Fi) e quelli di centro-sinistra (escluso Vincenzo Siniscalschi, dei Ds, relatore della proposta pro-Scipio). Per la riconferma del procuratore di Terni si è schierata Unità per la Costituzione, convinta- come ha spiegato per il gruppo Giuseppe Maria Berruti- che la sentenza del Consiglio di Stato non imponesse affatto la nomina di Cardella, ma semplicemente di motivare meglio la scelta di Scipio. Si sono astenuti il primo presidente Vincenzo Carbone e il procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli. Sulla decisione di oggi, afferma Siniscalchi, non ha pesato l’inchisetsa su don Gelmini:” non ha pesato ed escludo che vi possano essere ripercussioni su questa inchiesta delicatissima”. Al Csm c’é chi sostiene, chiedendo di non essere citato, che pressioni a favore della sostituzione siano venute da esponenti della Margherita e dell’Udc. (ANSA)

  • “Non eleggete il card. George, complice dei preti pedofili”

    “Non eleggete il card. George, complice dei preti pedofili”

    Un gruppo di laici: “Non assegnate quel posto al Cardinal George”…

    di Susan Hogan/Albach

    Speciale del “Daily Southtown” (traduzione di Stefania Salomone)

    2 settembre 2007

    Un gruppo di laici cattolici sta appellando ai vescovi americani affinché non eleggano il Cardinale Francis George come nuovo presidente della Conferenza episcopale, a causa della sua trascorsa complicità nei casi di abusi sessuali.

    Nella lettera ai vescovi, “Voice of the Faithful” riferisce il coinvolgimento del card. George nel caso di un prete pedofilo, Daniel McCormack, arrestato in luglio per aver molestato un ragazzo.

    Fonti ufficiali ecclesiastiche confermano, che il cardinale non ha seguito le procedure del comitato di revisione, che prevedevano la rimozione di McCormack dal ministero dopo l’abuso denunciato nel 2005.

    Dopo un’altra denuncia, McCormack fu arrestato nel gennaio del 2006. Si è dichiarato colpevole la scorsa estate nei 5 casi in cui era stato accusato di molestie a minori.

    La Conferenza Episcopale Americana eleggerà il suo nuovo presidente in novembre. Tale posizione di solito spetta al vice-presidente, che attualmente è George.

    “Rispettosamente chiediamo che suggeriate al Cardinal George di farsi da parte così che possa essere eletto un vescovo che invece ha protetto le vittime”, scrive il gruppo nella sua lettera.

    La portavoce del cardinale ha riferito che la lettera e il suo allegato contengono errori nella loro descrizione delle imputazioni di George, senza però entrare in dettaglio.

    Dopo l’arresto di McCormack, l’arcidiocesi di Chicago ha intrapreso ulteriori azioni per migliorare il proprio programma di prevenzione contro gli abusi,su minori, hanno detto fonti ufficiali ecclesistiche.

    Voice of the Faithful si è costituita cinque anni fa a Boston sulla scia dello scandalo degli abusi sessuali che portarono alle dimissioni del Cardinale Bernard law. Il gruppo, che auspica una riforma della chiesa, ha sezioni in tutto il paese, anche a Chicago.

    I rappresentanti hanno affermato che la decisione di chiedere ai vescovi la non elezione di George è sopravvenuta dopo “lunga preghiera e discernimento”.

    “L’elezione del prossimo presidente della Conferenza Episcopale indicherà chiaramente al popolo di Dio e a tutti che la chiesa cattolica sta cercando di riparare i torti che noi abbiamo subito da cinque anni a questa parte”, conclude la lettera.

  • Val Scalve: prete condannato per pedofilia

    Val Scalve: prete condannato per pedofilia

    Val Scalve: prete condannato per pedofilia
    Cronaca Inserito da montagnatv il Ven, 2007-07-13 16:32

    BERGAMO — Come la bellezza delle montagne può essere rovinata dalle miserie umane. La vicenda che andiamo a raccontarvi viene dalla Valle di Scalve, in Bergamasca. Un sacerdote di 36 anni è stato condannato a quattro anni di reclusione per abusi sessuali su una ragazzina di 16 anni che, all’epoca in cui cominciarono le violenze (nel 2002), era solo undicenne.

    Il giudice ha condannato per lo stesso reato, ma con una pena di sei anni, anche un altro uomo di 64 anni, interdetto a vita dai pubblici uffici.
    Secondo l’accusa, nel 2001 fu l’uomo ad avvicinare per primo la bambina. Due anni più tardi la piccola conobbe il curato del paese, ma il rapporto di affetto, stando a quanto appurato durante il processo, si sarebbe poi trasformato in attenzioni piu pesanti.

    VALLE SCALVE – Don Matteo Diletti, 32 anni, attualmente vicario interparrocchiale di Gorno, Oneta, Chignolo e Cantoni d’Oneta, è destinato alla Valle di Scalve come vicario interparrocchiale per la pastorale giovanile. Nato l’1 aprile 1974 a Clusone, ma della parrocchia di Castione, dopo l’ordinazione (1° giugno 1996) era stato inviato nella Valle del Riso come vicario interparrocchiale.

    (23/08/2003)

    Su L’Eco di Bergamo del 24/08/2003

    www.montagna.tv/?q=node/5534

  • Il card. Poletto acccusa la Stampa:

    Il card. Poletto acccusa la Stampa:

    L’intervento del cardinale Poletto sulla vicenda dei presunti abusi sessuali di alcuni sacerdoti nel torinese

    “Amarezza per le accuse, ma anche piena stima nei confronti dei sacerdoti torinesi”. Così l’arcivescovo del capoluogo piemontese, il cardinale Severino Poletto, in un messaggio riferito alla recente indagine giudiziaria su estorsioni e reati a sfondo sessuale che vede coinvolti anche alcuni sacerdoti. Il porporato, nel messaggio che verrà letto domani in tutte le chiese e comunità dell’arcidiocesi, ribadisce piena fiducia nella magistratura ed invita la comunità “ad esercitare il retto discernimento per rimanere nell’equilibrata valutazione delle situazioni”. Massimiliano Menichetti lo ha intervistato:

    R. – E’ una settimana in cui tutti i giorni le nostre comunità, sui giornali nazionali ma anche sulle pagine locali di questi giornali, sono martellate dalle notizie intorno a questo tema; ho ritenuto che una nuova parola dell’arcivescovo, più articolata, animata da fede e da speranza, fosse necessaria. La solennità dell’Assunta mi sembrava l’occasione propizia per parlare ai miei fedeli, chiedendo appunto ai sacerdoti di leggere questo messaggio durante tutte le Messe di domani.

    D. – Vicende giudiziarie che vedono coinvolti sacerdoti in episodi di corruzione e reati a sfondo sessuale: lei cosa dice?

    R. – Io ribadisco due cose: primo, che la magistratura nella quale riponiamo fiducia, deve fare il suo lavoro e faccia il suo lavoro. Allora, io invito i miei fedeli ad usare un discernimento ispirato dallo Spirito per rimanere in una equilibrata valutazione delle situazioni. Non dobbiamo insinuare o lasciare che si infiltri nella mente della gente questo virus di sospettare che queste piaghe, se ci fossero – tutta cosa da dimostrare – siano piaghe di molti.

    D. – Lei sostiene anche che se venissero dimostrate colpevolezze, bisognerà prenderne atto:

    R. – Sì. Se si dimostrerà che il comportamento di qualche sacerdote non è stato coerente con la sua vocazione, allora dovremo prendere atto con amarezza e con la preghiera che questo ha dato scandalo nella comunità ed ha arrecato un danno alle vittime. Ma prenderemo atto di questo quando sarà dimostrato.

    D. – Secondo lei, c’è in un certo qual modo una sorta di aggressione alla Chiesa, in questo periodo?

    R. – Posso confidarle l’amarezza di aprire tutte le mattine il giornale e di vedere due-tre pagine e insistentemente la foto di un mio sacerdote, tutti i giorni: questa è un’amarezza. Quindi, che poi sia un’insistenza o un’aggressione mediatica, io non mi permetto di usare questa espressione. Dico che però il vedere tutti i giorni queste cose, dico: ma possibile che ci sia materia quotidiana per riempire due pagine di giornale?

    D. – Nella seconda parte del suo messaggio c’è lo spunto forte di vicinanza a tutti i preti che testimoniano il Vangelo quotidianamente …

    R. – Sento l’esigenza di affermare con convinzione tutta la mia stima nei più di mille preti che abbiamo a Torino tra diocesani e religiosi, e lo faccio con la serenità di chi sa che è sotto gli occhi di tutti la testimonianza quotidiana di dedizione, di fede, di carità, di servizio alle comunità che i nostri preti hanno. Per cui, questa nostra città e questa nostra diocesi hanno dovere di riconoscenza e sanno quanto la città stessa, quindi anche il mondo cosiddetto non-credente ha ricevuto dal clero torinese. Questo è il messaggio forte che intendo dare: la fiducia nei preti!

  • Meluzzi. Gelmini day: San Michele Arcangelo sconfiggerà i demoni

    Meluzzi. Gelmini day: San Michele Arcangelo sconfiggerà i demoni

    DON GELMINI/ PORTAVOCE: 15 AGOSTO NON SARA’ CHIAMATA A RACCOLTA

    “San Michele Arcangelo l’unico in grado di sconfiggere i demoni”

    Roma, 8 ago. (Apcom) – Non sarà “una chiamata a raccolta del partito gelminiano”, un ‘Gelmini day’, come era stato ventilato all’inizio, ma “una festa degli amici di don Pierino”, “una riunione attorno all’eucarestia”, l’incontro del 15 agosto che si svolgerà a Zervò, in Aspromonte, in onore del fondatore della comunità Incontro finito sotto inchiesta alla Procura di Terni per accuse di abusi sessuali.

    “Se chiamiamo a raccolta qualcuno non è Berlusconi, Fini, Gasparri, uomini della politica o dello spettacolo, ma san Michele Arcangelo”, afferma il portavoce di don Gelmini, Alessandro Meluzzi. Il santo, a cui è dedicata una delle quattro giornate di festa annuali della comunità Incontro, “è l’unico che può sconfiggere i demoni che stanno arrivando da ogni parte”, aggiunge.

    Il portavoce tiene a sottolineare che quella del 15 agosto, festa dell’Assunzione, è solo uno dei quattro appuntamenti annuali della comunità fondata da Gelmini: oltre al 27 settembre, anniversario della fondazione dedicato, appunto, a san Michele Arcangelo, al venerdì santo e al 26 dicembre. Ma a Ferragosto, spiega Meluzzi, in Aspromonte si raccoglieranno “i ragazzi di don Pierino, le famiglie, i suoi amici”. Anche qualche politico, “quelli di sempre”.

  • Don Gelmini: «Non ci penso proprio a lasciare la Comunità»

    Don Gelmini: «Non ci penso proprio a lasciare la Comunità»

    ROMA (8 agosto) – Di autosospendersi, come aveva consigliato il cardinale Marchisano, non ci pensa proprio. Don Gelmini indagato per presunti abusi sessuali su alcuni ragazzzi ospiti della Comunità Incontro non ne vuole sapere di lasciare il timone. «Quel cardinale dovrebbe dimettersi lui, casomai», è la lapidaria risposta di don Gelmini al Gr2. «E la mia – spiega il sacerdote – non è un’istituzione religiosa, è laica».

    Don Gelmini ha anche aggiunto che non farà più dichiarazioni dopo che uno dei suoi difensori ha rimesso il mandato per le sue troppe esternazioni.

    L’avvocato Franco Coppi, ha rinunciato all’incarico ritendendo il sacerdote «ingestibile», da qui la scelta di Don Glemini: «Coppi si è dimesso dall’incarico – afferma don Gelmini al Gr2 – perchè dice che “è difficile gestire don Pierino”, per le mie esternazioni. E quindi non voglio fare altre esternazioni». Il sacerdote aggiunge: «io non intendo fare polemiche con nessuno, tanto meno con uomini di Chiesa».

    Intanto nella Procura di Terni il lavoro degli inquirenti procede anche se il pm dell’inchiesta Barbara Mazzullo ha precisato: «Non lavoro per apparire sui giornali».«Lasciatemi lavorare». Facendo capire ai cronisti che non le si può chieder di violare il segreto istruttorio e che continua a fare il suo «lavoro» con serenità.

    http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=6714&sez=HOME