Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Adria

  • “Abusata dal prete”. Ma in appello è assolto

    “Abusata dal prete”. Ma in appello è assolto

    “La Diocesi di Adria-Rovigo accoglie positivamente la conclusione di una dolorosa vicenda, che ha riguardato un sacerdote diocesano. In data 22 maggio la Corte di Appello di Venezia ha riformato la sentenza di condanna da parte del Tribunale di Rovigo, emessa nei confronti di don Peter Onyenso. Questi era stato accusato di violenza sessuale da parte di una donna maggiorenne e nel giudizio di primo grado gli era stata inflitta la pena di tre anni di reclusione. La Corte di Appello ha accolto il ricorso del sacerdote, assolvendolo e revocando il risarcimento dei danni stabilito a favore della parte civile”.

    E’ con questo comunicato che la diocesi di Adria Rovigo accoglie la notizia della sentenza di secondo grado che ha del tutto ribaltato la pronuncia del 29 gennaio 2024 del Tribunale di Rovigo, a carico del sacerdote polesano, del quale, all’epoca, La Voce di Rovigo aveva scelto di non divulgare le generalità. A difendere l’imputato, l’avvocato Cecilia Tessarin del foro di Rovigo.

    La vicenda verteva su fatti che si sarebbero verificati nel luglio del 2022, in un Comune del Medio Polesine. A subire i presunti abusi – secondo una ricostruzione accusatoria sconfessata dalla sentenza di secondo grado – sarebbe stata una ragazza di 28 anni. Già nel corso della discussione a Rovigo, comunque, la vicenda aveva mostrato tutta la propria complessità.

    A quanto contestato dalla Procura, durante un incontro nell’abitazione del sacerdote, pare per sistemare il suo computer, l’uomo avrebbe fatto sedere la ragazza sulle sue ginocchia, quindi le avrebbe infilato una mano nelle mutande, poi una nel reggiseno, obbligandola quindi a subire atti sessuali. Un episodio che la giovane avrebbe anche immortalato col proprio cellulare, col quale avrebbe poi lanciato l’allarme alla madre.

    La discussione, a Rovigo, era stata piuttosto lunga, proprio alla luce degli elementi di complessità che il caso presentava. In primo luogo per le condizioni psichiche e cognitive della vittima: per l’accusa afflitta da un ritardo, per quanto non grave, per la difesa in realtà sofferente di dislessia, ma per il resto senza altre limitazioni, tanto da essere stata in grado di diplomarsi e di andare all’Università.

    Molto si era discusso anche della veridicità delle sue affermazioni, alla luce di precedenti invenzioni e bugie, non relative a questa vicenda: per l’accusa questi episodi non avrebbero in alcun modo inficiato la verosimiglianza del racconto della violenza, mentre la difesa aveva dato una lettura del tutto differente della questione.

    Ora, in Appello, una pronuncia di segno completamente opposto a quella di primo grado. Resta ora da vedere se la vicenda si sposterà anche in Cassazione.

    https://www.polesine24.it/cronaca/2025/05/23/news/abusata-dal-prete-ma-in-appello-e-assolto-349143/

  • L’intervento di Federica Tourn e Antonio Messina – Il rimprovero degli attivisti al papa

    L’intervento di Federica Tourn e Antonio Messina – Il rimprovero degli attivisti al papa

    L’intervento di Federica Tourn e Antonio Messina alla conferenza organizzata da ECA Global e dalla Rete L’ABUSO svolta in Piazza Adriana, accanto a Castel Sant’Angelo, a Roma.

     

  • Rovigo. Fa sedere una ragazza su di sé, poi la tocca fra le gambe e sul seno: sacerdote condannato. Chi è don Peter Onyenso

    Rovigo. Fa sedere una ragazza su di sé, poi la tocca fra le gambe e sul seno: sacerdote condannato. Chi è don Peter Onyenso

    Un sacerdote e una ragazza, poco più che maggiorenne. E degli atti di natura sessuale che hanno visto il prete, condannato ieri a una pena di 3 anni di reclusione, oltre all’interdizione in perpetuo da tutela e curatela e per cinque anni dai pubblici uffici. Secondo quanto accertato dal tribunale di Rovigo, il prete, dopo aver fatto sedere sulle proprie gambe la giovane, le avrebbe infilato le mani dentro i pantaloncini, toccandola nelle parti intime, poi le avrebbe baciato il collo e, dopo averle slacciato il reggiseno, l’avrebbe palpeggiata. Un atto sessuale inaspettato per la ragazza, affetta da una fragilità psicologica, che ha configurato il reato di violenza sessuale, pur nella sua ipotesi lieve e senza il riconoscimento dell’aggravante, che invece l’accusa aveva contestato, ovvero di abuso dei poteri inerenti alla qualità di ministro di un culto.

    Un episodio che risale al 3 luglio del 2022. E che, un mese dopo, la giovane ha denunciato ai carabinieri. I fatti si sono svolti a casa del sacerdote, a Lusia, paese polesano in riva all’Adige, dove ha ricoperto l’incarico di collaboratore pastorale. Ordinato nel 2011, don Peter Onyenso, originario della Nigeria è stato a lungo anche riferimento della Chiesa del Cristo a Rovigo, dove la domenica viene celebrata la messa in lingua inglese.

    Nel corso del processo è stata ascoltato il racconto della vittima, che, secondo la difesa, affidata all’avvocato Cecilia Tessarin, sarebbe caduta in alcune contraddizioni tali da minare la piena validità delle sue parole. La difesa ha poi chiamato a testimoniare alcuni sacerdoti, compresi i parroci dei quali don Peter è stato collaboratore pastorale. Da parte sua, il religioso africano ha spiegato di aver ingenuamente toccato la pancia della ragazza, ma di non aver compiuto atti di natura sessuale come quelli descritti dalla giovane.

    L’ACCUSA
    L’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Sabrina Duò ha rimarcato la presenza di una foto, che sarebbe stata scattata dalla ragazza, nella quale si vedono delle mani sul corpo, ma non i volti. Per questo aveva chiesto una condanna ad una pena di 2 anni e 6 mesi. Il collegio giudicante ha poi stabilito una pena più severa, con l’ulteriore condanna al pagamento di una provvisionale di 10mila euro a titolo di immediato indennizzo del risarcimento, il cui ammontare sarà da determinarsi in sede civile, per il danno morale subito dalla ragazza, costituita in giudizio con l’avvocato Sandra Passadore.
    Proprio l’avvocato Passadore spiega come la sua assistita, «che ha delle fragilità e non è stata presente in aula perché per lei era una situazione troppo pesante, ha accolto con una sensazione di sollievo la sentenza, perché temeva di poter essere vittima due volte e che le sue parole non fossero credute: quando è stata sentita, infatti, è stata sottoposta a una forte pressione per aggredire la sua credibilità, ma è chiaro che le eventuali imprecisioni sono dovute al ricordo di un fatto traumatico, all’ansia di rivivere ciò che ha passato con un uomo nel quale riversava massima fiducia».

    LA DIOCESI
    Dalla Diocesi si sottolinea come, già dopo il rinvio a giudizio il vescovo di Adria e Rovigo, Pierantonio Pavanello, ha provveduto, in via cautelare, a proibire al sacerdote l’esercizio del ministero pubblico e ha aperto una procedura penale canonica tuttora in corso. Poi, si aggiunge, «il sacerdote ha contestato l’accusa proclamandosi sempre innocente nel corso del processo ed è intenzionato a ricorrere in appello». Infine, si precisa, che «i fatti addebitati al sacerdote hanno avuto luogo in un contesto estraneo all’esercizio di compiti affidati dall’autorità ecclesiastica, come riconosciuto dallo stesso Tribunale, che ha escluso l’aggravante dell’abuso della qualità di ministro di culto».

    https://www.ilgazzettino.it/nordest/rovigo/sacerdote_condannato_palpeggiato_ragazza_gambe_seno_don_peter_onyenso-7902249.html

  • QUELLA CHIAMATA DEL PAPA … non è per me …

    QUELLA CHIAMATA DEL PAPA … non è per me …

    Penso a Diego Esposito … in questi giorni la notizia del suo sciopero della fame rimbalza su alcuni giornali … ed è possibile conoscere tutta la sua vicenda tramite l’Associazione ReteL’ABUSO …

    Vicenda che non può lasciare indifferenti, vicenda dolorosa e che ha dell’incredibile, come la maggior parte delle vicende delle vittime dei preti pedofili.

    E Diego qualche giorno fa ha scritto una lettera aperta al Papa, si è rivolto a lui come un figlio si rivolgerebbe a un padre, gli ha aperto il cuore, ha manifestato il suo dolore e smarrimento … ma anche la sua Fede … e non è scontato mantenere la Fede dopo tutto quello che è successo a Diego.

    Non è scontato mantenere la Fede quando ti ha fatto del male proprio chi doveva, invece, essere d’esempio per trasmetterti valori positivi, e insegnarti che Dio è amore … già, non è scontato.

    Eppure Diego ha confermato la sua fiducia in Dio e nella Chiesa davanti a tutti in quella lettera, nonostante tutto …

    Cosa ha chiesto a Papa Francesco?

    Ha semplicemente chiesto di restituirgli quella dignità che la Chiesa locale gli ha negato. Ha chiesto di essere ascoltato, di essere capito, ha espresso il suo smarrimento rispetto alla decisione di Papa Francesco di riconfermare il Card. Sepe alla guida della Diocesi.

    Eppure il Cardinale, tra pochi mesi, compirà 75 anni …  sarebbe perfino passata in sordina la notizia del suo pensionamento, forse nessuno l’avrebbe collegata alla gestione allucinante della vicenda di Diego … e invece Papa Francesco lo ha elogiato pubblicamente e lo ha riconfermato per almeno altri due anni.

    Come si è sentito Diego?

    Diego ha iniziato lo sciopero della fame. E siamo all’undicesimo giorno.

    Ma Diego non è solo.

    La Rete di vittime dei preti pedofili sta soffrendo con lui.

    Sì, perché forse il Papa non sa, forse la gente non sa, forse non è una notizia che fa rumore, nessuno ne parla: ma le vittime si “conoscono tra loro”, si intendono, si comprendono … e se anche molte non si sono mai incontrate di persona ci sono gli sms, ci sono i social network, c’è il telefono … e si creano relazioni profonde e incredibili, senza forzature, ognuno sa che l’altro c’è, ci si vuole bene … e, attraverso l’Associazione, anche “l’ultimo arrivato” può essere ascoltato, può trovare qualcuno con cui parlare, semplicemente, spontaneamente.

    Il telefono.

    Anche il Papa utilizza tantissimo il telefono. Le sue telefonate fanno notizia, hanno un grande rimbalzo mediatico. Non era mai successo, in 2000 anni, che il Papa si occupasse di telefonare alla gente: è subito piaciuto, un Papa vicino alla gente comune, un Papa che si interessa delle piccole cose, dei particolari, un Papa umano e non lontano dalla quotidianità … già …

    Papa Francesco ha telefonato alla sig.ra Adria che compiva 100 anni; ha telefonato all’edicolante di Buenos Aires e al calzolaio; alla ragazza Anna che è stata lasciata dal compagno; a Salvatore Mellone, seminarista; a Francesco Maria, un ragazzino che ha la zia malata; a Benito, un bambino di 9 anni ammalato …

    Ma ha telefonato anche a Rita Pavone, e dichiara lui stesso che le telefonate son ben di più di quelle che si conoscono. Qualcuno ha scritto anche un libro sulle telefonate del Papa …

    I media riportano anche una telefonata importante: quella a Marco Pannella. Qual è la notizia? Il Papa chiede a Marco Pannella, che è ricoverato in ospedale, di interrompere lo sciopero della sete, intrapreso per protestare contro la situazione nelle carceri italiane.

    E Diego Esposito?

    Fa male pensare che “non farebbe notizia” telefonare alla vittima di un prete pedofilo. Per il Papa sarebbe come ammettere di avere sbagliato a confermare il Card. Sepe?

    Fa male pensare che il Vicario di Cristo in terra abbandona proprio i suoi figli. Diego si definisce “un figlio che vuole solo essere difeso dal suo papà”.

    Il silenzio del Papa nei confronti di Diego Esposito fa pensare … forse tutte quelle telefonate agli altri erano solo come le tante “belle parole” sulla lotta alla pedofilia, sulla “tolleranza zero”?

    Solo una enorme propaganda mediatica? Solo la costruzione di un “personaggio simpatico”?

    Si gioca così la sua credibilità?

    Forse a Diego Esposito, che è in sciopero della fame dal 29 gennaio, il Papa non è più così simpatico …

    e forse nemmeno a me …

    Mamma di una vittima, lettera firmata

  • Fu condannato per molestie. All’età di 88 anni si è spento don Angelo Lavalle.

    Fu condannato per molestie. All’età di 88 anni si è spento don Angelo Lavalle.

    TERAMO – Si è spento all’età di 88 don Angelo Lavalle, per decenni sacerdote della parrocchia di Fano Adriano e, più di recente, anche di Valle Castellana ma in generale molto conosciuto nella zona montana come anche a Pietracamela dove spesso aveva officiato messa in assenza dei parroci don Marco o, prima, don Archimede.

    Don Angelo è venuto a mancare l’altra notte, nella clinica Nostra Signora del Sacro Cuore a Roma, dove da tempo era ricoverato. La salma, assistita dal vescovo Michele Seccia e dal Presbiterio diocesano, è arrivata oggi nella Cattedrale di Teramo dove domattina alle 10.30 saranno celebrati i funerali, prima della sepoltura che avverrà nel cimitero di Fano Adriano.

    http://www.emmelle.it/Prima-pagina/Cronaca/All-eta-di-88-anni-si-e-spento-don-Angelo-Lavalle/11-41488-1.html

  • Autoerotismo al parco acquatico,  sacerdote finisce in manette

    Autoerotismo al parco acquatico, sacerdote finisce in manette

    MONZA – Atti osceni in luogo pubblico. Con queste accuse un sacerdote milanese è stato denunciato. Il prete è stato stato scoperto mentre si masturbava all’interno di una piscina, in un parco acquatico a Concorezzo (Monza).

    Nella vasca erano presenti bagnanti (anche minori), che lo hanno segnalato al responsabile del parco, il quale ha telefonato al 112. Il sacerdote era nella vasca idromassaggio, ma alcuni suoi atteggiamenti hanno fatto insospettire chi era con lui che ha così allertato i responsabili.

    http://www.corriereadriatico.it/attualita/masturba_parco_milano_sacerdote-1882106.html

  • Le Iene, Riccardo Trombetta incontra Andrea Bardon: “Incastra-preti gay” VIDEO

    Le Iene, Riccardo Trombetta incontra Andrea Bardon: “Incastra-preti gay” VIDEO

    ROMA – Foto, messaggini e video hot di sesso con preti e sacerdoti. A svelare i preti omosessuali, bisessuali e “sporcaccioni” è Andrea Bardon, un ragazzo di 32 anni di Adria, in provincia di Rovigo. Riccardo Trombetta, inviato de Le Iene, ha intervistato Andrea e si èfatto spiegare la sua strategia per incastrare e smascherare i preti gay.

    (Per vedere il video del servizio di Riccardo Trombetta “Incastrapreti” clicca qui).

    Andrea spiega a Trombetta di essere rimasto molto scandalizzato dai preti corrotti che fanno voto di castità e poi cercano sesso in chat. Il giovane, che il servizio di Trombetta ribattezza come “Incastrapreti”, mostra i messaggi e le foto usate per indurre i preti a rivelare la loro vera natura.

    Qualcosa però nella storia non quadra: come il fatto che nonostante Andrea, che ha presentato le denunce alla curia, dice di fare questo lavoro per spirito cristiano, un quotidiano pugliese ha raccontato che le foto gli sono state proposte in cambio di soldi. Su un sito poi appare anche un annuncio per un ragazzo che cerca compagnia di altri uomini e che riporta il suo numero di telefono.

    Andrea allora spiega che a cercare compagnia di omosessuali e a vendere le foto è stato Nicola, il suo fratello gemello, che non combatte per la purezza della Chiesa come invece fa lui….

    (Per vedere il video del servizio di Riccardo Trombetta “Incastrapreti” clicca qui).

    http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/le-iene-roberto-trombetta-incontra-andrea-bardon-incastra-preti-gay-video-2174019/

  • Belgio, indagini su più di cento preti sospettati per pedofilia

    Belgio, indagini su più di cento preti sospettati per pedofilia

    Le procure del Belgio stanno indagando su un centinaio di preti accusati di abusi sessuali su minori. Per reati spesso commessi parecchi anni fa. La lista è stata ricostruita proprio grazie alle informazioni raccolte con le perquisizioni effettuate nel palazzo episcopale di Malines e in altri uffici nel giugno del 2010. La maggior parte dei religiosi coinvolti vive nell’area nord, in particolare nelle Fiandre. Vatican Insider parla di preti “omosessuali”.

    http://www.uaar.it/news/2011/11/21/belgio-…-per-pedofilia/

    Belgique : la justice reçoit les noms d’une centaine de prêtres soupçonnés de pédophilie

    Publié le 19-11-11 à 17:10 Modifié à 17:23 par Le Nouvel Observateur avec AFP 4 réactions
    Un commission spéciale avait recueilli des centaines de témoignages, après des aveux de l’évêque de Bruges en avril 2010.

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    Le parquet fédéral belge a communiqué aux parquets locaux du pays les noms d’une centaine de prêtres et religieux encore en vie soupçonnés d’actes pédophiles, souvent anciens, afin notamment de mieux les surveiller, rapporte samedi un quotidien belge.

    Selon le quotidien néerlandophone Het Laatste Nieuws, qui cite des sources judiciaires, il s’agit avant tout d’éviter qu’ils ne fassent de nouvelles victimes.

    La liste a été établie sur la base des données récoltées lors des saisies effectuées durant des perquisitions menées notamment au palais épiscopal de Malines, au nord de Bruxelles, siège de l’archidiocèse de Malines-Bruxelles, en juin 2010.

    Des données recueillies par une commission spéciale consacrée aux abus sexuels dans l’Eglise catholique belge, qui a rassemblé des centaines de témoignages, ont également été utilisées pour la confection de cette liste, précise le journal.

    Ces derniers mois, la liste a été complétée par des victimes d’abus sexuels qui ont relaté les abus sexuels dont elles avaient été victimes parfois des dizaines d’années auparavant.

    Ils exercent surtout en Flandre

    La plupart des religieux identifiés vivent dans le nord du pays, en Flandre, et tous les parquets flamands ont reçu des noms de prêtres suspects, a précisé le journal.

    Certains procureurs ont déjà clairement fait savoir aux religieux concernés qu’ils sont au courant de leur passé, selon la même source.

    A l’instar des Etats-Unis, de l’Irlande et de l’Allemagne, l’Eglise catholique belge a été éclaboussée par des scandales de pédophilie.

    Des centaines de témoignages ont été adressés à une commission spéciale, après les aveux de l’évêque de Bruges, Roger Vangheluwe, qui a démissionné en avril 2010 après avoir reconnu des actes pédophiles.

    Cette démission avait délié de nombreuses langues, principalement en Flandre.

    En septembre dernier quelque 70 victimes d’abus sexuels commis par des prêtres ont déposé une plainte collective devant le tribunal de Gand (ouest) contre les plus hautes autorités de l’Eglise catholique belge et le Saint Siège, qu’elles accusent d’avoir laissé faire, voire couvert des actes de prêtres pédophiles pendant des années.

    Le Nouvel Observateur – AF

    http://tempsreel.nouvelobs.com/monde/20111…pedophilie.html

    9/11/2011
    Belgio, 100 preti gay nel mirino della giustizia
    Una protesta contro gli abusi nella Chiesa

    Una protesta contro gli abusi nella Chiesa
    Sono sospettati di aver commesso in passato abusi sessuali. I loro nomi sono statti rivelati alle autorità locali
    La Giustizia belga ha identificato un centinaio di preti omosessuali sospettati di avere commesso abusi sessuali ed ha inviato i loro nomi a numerose autorità locali del Paese.

    Secondo quanto riporta la stampa nazionale, i reati commessi da queste persone – che per la maggior parte vivono nelle Fiandre – risalgono al passato, ma la Procura federale belga ha comunque deciso di rivelare le loro identità alle varie autorità locali. In questo modo, scrive la stampa belga, potranno sorvegliare i religiosi per assicurarsi che non commettano altri reati.

    La lista di nomi è stata messa a punto grazie alle informazioni raccolte durante alcune perquisizioni nell’ambito della cosiddetta ’Operazione Kelk’ contro la pedofilia nella Chiesa. Hanno contribuito a completare la lista, sottolinea la stampa, anche le stesse vittime degli abusi sessuali, le quali hanno parlato delle violenze subite – in alcuni casi – anche una decina di anni fa.

    Tutte le procure fiamminghe hanno ricevuto la lista dei nomi dei preti pedofili, «nessuna regione è stata risparmiata», hanno commentato fonti giudiziarie. E alcune di queste procure hanno già detto ai diretti interessati che sono al corrente del loro passato.

    Le parquet livre les noms de centaines de prêtres pédophiles aux autorités locales

    Le parquet livre les noms de centaines de prêtres pédophiles aux autorités locales

    La justice a identifié une centaine de religieux pédophiles encore en vie et la majorité d’entre eux vivent en Flandre.

    Redaction en ligne

    Publié le 19/11 à 10h37

    Les faits dont ils se sont rendus coupables sont anciens mais le parquet fédéral a communiqué les identités des religieux pédophiles aux diverses autorités locales. Ces dernières doivent veiller à ce que ces religieux ne fassent pas d’autres victimes, indique samedi le journal Het Laatste Nieuws.

    La liste des noms a été établie sur base des données récoltées lors des saisies effectuées pendant l’Opération Kelk – l’action judiciaire et les perquisitions menées notamment au Palais épiscopal – ainsi qu’auprès de la commission Adriaenssens.

    Ces derniers mois, la liste a été complétée par des victimes d’abus sexuels qui ont relaté les abus sexuels dont elles avaient été victimes parfois des dizaines d’années auparavant. Tous les parquets flamands ont reçu des noms de prêtres pédophiles.

    “Aucune région n’a été épargnée”, indiquent des sources judiciaires. Certains procureurs ont déjà clairement fait savoir aux religieux concernés qu’ils sont au courant de leur passé.

    http://www.lameuse.be/actualite/belgique/2…es-918620.shtml

  • Pedofilia/ “Canonico rosso” belga Houtart ammette abusi su minore

    Pedofilia/ “Canonico rosso” belga Houtart ammette abusi su minore

    16:46 – ESTERI- 29 DIC 2010

    Confessione su quotidiano Le Soir: Commessi 40 anni fa su cugino
    Bruxelles, 29 dic. (TMNews) – Francois Houtart, considerato il “papa” belga della sinistra, fautore dell’altermondialismo, ha confessato di aver abusato, 40 anni fa, di un cugino minorenne. Lo rivela lo stesso sacerdote, in una lettera inviata al quotidiano belga “Le Soir” e pubblicata oggi. Il teologo e sociologo 85enne, fondatore dell’organizzazione non governativa Centro Tricontinental, ha ammesso di essere uno dei sacerdoti descritti in una delle 475 testimonianze di abusi raccolti nella primavera scorsa dalla commissione Adriaenssens, istituita per fare luce sui casi di pedofilia nella chiesa belga. Nell’ottobre scorso, dopo che migliaia di sostenitori di Houtart in 74 Paesi aveva avanzato la sua candidatura per il premio Noble per la pace 2011, la sorella della vittima del canonico, ha inviato una lettera all’organizzazione denunciando gli abusi commessi 40 anni prima dal sacerdote, ha riferito Bernard Duterme, direttore del Cetri. Houtart ha dichiarato a “Le Soir” di essere “personalmente turbato” dall’incidente “dal momento che ero consapevole della contraddizione che rappresentava con la mia fede cristiana e con la mia funzione di prete”. Il canonico ha detto di essere pronto a “rinunciare al sacerdozio” e ad assumersi tutte le conseguenze delle sue azioni. Il sacerdote ha anche chiesto la sospensione della campagna a favore della sua candidatura al premio Nobel.

  • Pedofilia: strappo Bruxelles-Vaticano

    Pedofilia: strappo Bruxelles-Vaticano

    Si sono dimessi in massa i membri della commissione creata dalla Chiesa per esaminare i casi di pedofilia in Belgio ad opera di sacerdoti. Il primo a gettare la spugna è stato Peter Adriaenssens,  docente di psichiatria all’Università di Lovanio e presidente della commissione che da lui prende il nome.

    Il suo ritiro è un atto di protesta contro le indagini condotte dalla magistratura belga che, a suo parere,  scavalcano il lavoro della commissione.

    In particolare, Adriaenssens ha condannato le recenti perquisizioni all’arcivescovado di Mechelen, che hanno portato al sequestro di 475 dossier su denunce di abusi sessuali commessi da preti.

    “Siamo serviti da esca”, ha commentato Adriaenssens che dal 2000 riceveva le denunce e forniva assistenza psicologica, medica e legale alle vittime di sacerdoti. Tra queste, molte avevano scelto di appellarsi alla commissione evitando il ricorso alla giustizia ordinaria, che avrebbe messo a rischio la loro privacy.

    Il Vaticano  ha duramente criticato l’operazione. Lo stesso Papa  ha giudicato il sequestro dei fascicoli un’operazione  “deplorevole e sorprendente”, perché la giustizia deve fare il suo corso “nel rispetto della specificità e autonomia” della Chiesa.

    La magistratura belga ha agito in questo modo “a fronte della convinzione che noi volessimo nascondere le cose, truffarli in un qualche modo”, ha aggiunto Adriaenssens rivolgendosi alla stampa belga.

    E, mentre gli inquirenti esamineranno i dossier sequestrati, la Chiesa dovrà decidere se ricostruire la commissione con altri membri o mettere un punto a questa esperienza.

    Guarda il servizio

    https://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-48ed2771-8dfb-4099-bbe5-01ad97366646-tg3.html