Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Agrigento

  • Violenza su minore: arrestato e sospeso “a divinis” prete licatese. “Non ditelo a mamma”

    Violenza su minore: arrestato e sospeso “a divinis” prete licatese. “Non ditelo a mamma”

    Un sacerdote di cinquant’anni originario di Licata, Agrigento è stato esonerato dalle funzioni e dalle attività sacerdotali e sospeso a divinis dopo l’arresto avvenuto a Napoli per violenza sui minori.

    A emettere il decreto di sospensione ed esonero nei confronti di don Camillo Sessa è stato l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Salvatore Nunnari che ha reso noto il provvedimento con un comunicato stampa della curia. Il religioso è stato fermato e arrestato dal nucleo tutela minori della polizia municipale mentre era intento a palpeggiare un ragazzo all’interno di un Internet point. Gli agenti hanno quindi aperto una delle cabine, trovando all’interno il ragazzino con i pantaloni abbassati in compagnia dell’uomo che lo toccava mentre guardava un filmato pornografico al computer. “Non fatelo sapere a mia mamma”avrebbe chiesto Camillo Sessa agli agenti che lo stavano arrestando. “

    Monsignor Nunnari ha dichiarato di avere appreso “dell’arresto per l’ignobile delitto di pedofilia”, di essersi raccolto in preghiera e, come prevede il regolamento, di avere informato le autorità ecclesiastiche competenti e la Congregazione della Fede.

    L’arcivescovo cosentino ha espresso vicinanza, affetto e solidarietà alla famiglia della vittima il sacerdote in oggetto, originario di Licata accolto ed ordinato dal mio predecessore, dopo alcuni anni di servizio pastorale nel territorio dell’Arcidiocesi ha ricoperto il ruolo di cappellano del mare coordinato dall’Ufficio Nazionale di Pastorale marittima che si è concluso da circa un anno. Dopo aver rifiutato un nuovo impegno pastorale in diocesi, non rispondente ai suoi desiderata, è tornato in famiglia senza dare notizie di sè da qualche mese, si legge nella nota con la quale l’arcivescovado “esprime fiducia nell’azione della magistratura attendendo ogni sua decisione con spirito di reale collaborazione”. Il sacerdote, originario di Licata, dopo alcuni anni di servizio pastorale nel territorio dell’Arcidiocesi (per un breve periodo è stato pure nella parrocchia di Donnici), ha ricoperto il ruolo di cappellano del mare coordinato dall’Ufficio nazionale di Pastorale marittima che si è concluso da circa un anno.

    Nel 2012 si trovava sulla Costa Allegra, la nave da crociera alla deriva al largo delle Seychelles, nell’Oceano Indiano, dopo un incendio in sala macchine. Dopo aver rifiutato un nuovo impegno pastorale in diocesi, non rispondente al suo desiderio, informa una nota dell’Ufficio comunicazioni sociali della diocesi cosentina, è tornato in famiglia senza dare notizie di sè da qualche mese.«L’Arcivescovo dinanzi a questo ulteriore dolore arrecato alla nostra Chiesa», continua la nota, «implora una preghiera unanime per la conversione dei cuori. Monsignor Nunnari esprime infine «fiducia nell’azione della magistratura attendendo ogni sua decisione con spirito di reale collaborazione»

    http://www.grandangoloagrigento.it/violenza-su-minore-arrestato-e-sospeso-a-divinis-prete-licatese-non-ditelo-a-mia-madre/

  • Prete della Diocesi di Cosenza arrestato a Napoli  per sesso con minorenne, il vescovo Nunnari lo sospende

    Prete della Diocesi di Cosenza arrestato a Napoli per sesso con minorenne, il vescovo Nunnari lo sospende

    L’arcivescovo Nunnari ha subito disposto la sospensione del presule che, nei mesi scorsi, aveva rifiutato l’incarico che gli era stato attribuito

    di SAVERIO PUCCIO

    COSENZA – Un sacerdote della Diocesi di Cosenza, don Camillo Sessa, è stato arrestato a Napoli sorpreso in flagrante mentre aveva un rapporto sessuale con un minorenne all’interno di un internet point di piazza Garibaldi.

    L’arresto è stato eseguito dagli agenti del nucleo tutela minori della polizia municipale. I vigili hanno notato l’uomo che contrattava con il ragazzino e hanno iniziato a seguire i movimenti dei due. Quando il minorenne è entrato nell’internet poit, seguito dopo qualche minuto dal prete, è scattato il blitz.

    Gli agenti hanno aperto una delle cabine dell’internet point e hanno scoperto il ragazzino con i pantaloni già abbassati e l’uomo che lo toccava mentre guardava un filmato pornografico al computer. Quando è stato arrestato il presule cinquantenne ha implorato: «Non fatelo sapere a mia mamma».

    L’ALTRO CASO NELLA DIOCESI DI CROTONE: LEGGI

    Dura la reazione dell’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, monsignor Salvatore Nunnari che, appena appresa la notizia dell’arresto del sacerdote, «si è raccolto in preghiera e subito dopo ha emesso il Decreto di sospensione a divinis ed esonero dalle funzioni e da ogni attività sacerdotale informando parimenti le competenti Autorità ecclesiastiche e la Congregazione della Fede».

    Il sacerdote, originario di Agrigento, «dopo alcuni anni di servizio pastorale nel territorio dell’Arcidiocesi – precisa la nota della Diocesi – ha ricoperto il ruolo di cappellano del mare coordinato dall’Ufficio Nazionale di Pastorale marittima che si è concluso da circa un anno».

    «Dopo aver rifiutato un nuovo impegno pastorale in diocesi, non rispondente ai suoi desiderata, è tornato in famiglia senza dare notizie di sè da qualche mese», si legge ancora nel comunicato. «L’Arcivescovo dinanzi a questo ulteriore dolore arrecato alla nostra Chiesa implora una preghiera unanime per la conversione dei cuori», conclude il comunicato. «Esprime fiducia nell’azione della magistratura attendendo ogni sua decisione con spirito di reale collaborazione».

  • Abusi su minori, ex parroco di Sciacca rimane ai domiciliari

    Abusi su minori, ex parroco di Sciacca rimane ai domiciliari

     SCIACCA. Davide Mordino rimane agli arresti domiciliari. Per l’ex parroco della Basilica di San Calogero, di 43 anni, accusato di avere compiuto atti sessuali con minorenni, ragazzi dai 14 ai 18 anni, durante la sua permanenza in città, i giudici del tribunale hanno disposto la proroga dei termini di custodia cautelare che sarebbero scaduti il 17 dicembre. Si andrà fino al completamento dell’istruttoria dibattimentale. La richiesta era stata avanzata dal pubblico ministero e dalla parte civile, basata sulla complessità del processo, con molti testi.

    I giudici hanno fissato la prossima udienza per il 17 dicembre. E’ previsto il giuramento di un consulente tecnico che dovrà analizzare dei supporti informatici. Mordino, in una delle ultime udienze, ha risposto, per circa tre ore, alle domande dei giudici, respingendo le accuse. Tre le presunte persone offese tre si sono costituite parte civile, assistite dagli avvocati Pietro Casandra e Carmela Re. In tutto, secondo la ricostruzione dell’accusa, le persone offese sarebbero sette. L’ex sacerdote avrebbe respinto tutte le accuse mosse a suo carico e la difesa, con gli avvocati Antonino Agnello e Luca Giordano, si prepara a sostenere questa tesi anche con riferimenti specifici: la possibilità anche per altri di accedere ai computer che si trovavano nella parrocchia dove sarebbe stato rinvenuto materiale finito agli atti del processo e di accedere allo stesso telefonino di Davide Mordino.

    http://agrigento.gds.it/2014/12/13/abusi-su-minori-ex-parroco-di-sciacca-rimane-ai-domiciliari_278493/

  • Sciacca, l’ex prete: “Non commisi degli abusi sessuali”

    Sciacca, l’ex prete: “Non commisi degli abusi sessuali”

     SCIACCA. Si protesta innocente e vittima di un complotto nei suoi confronti. Così Davide Mordino, di 43 anni, ex parroco della Basilica di San Calogero, accusato di avere compiuto atti sessuali con minorenni, ragazzi dai 14 ai 18 anni, durante la sua permanenza in città. Mordino ha risposto, per circa tre ore, alle domande dei giudici nel processo che lo vede imputato al Tribunale di Sciacca. Tre le presunte persone offese tre si sono costituite parte civile, assistite dagli avvocati Pietro Casandra e Carmela Re. In tutto, secondo la ricostruzione dell’accusa, le persone offese sarebbero sette. L’ex sacerdote avrebbe respinto tutte le accuse mosse a suo carico e la difesa, con gli avvocati Antonino Agnello e Luca Giordano, si prepara a sostenere questa tesi anche con riferimenti specifici: la possibilità anche per altri di accedere ai computer che si trovavano nella parrocchia dove sarebbe stato rinvenuto materiale finito agli atti del processo e di accedere allo stesso telefonino di Davide Mordino.

    http://agrigento.gds.it/2014/10/18/sciacca-lex-prete-non-commisi-degli-abusi-sessuali_247769/?utm_source=immediafeed&utm_medium=feed&utm_campaign=hp_agrigento

  • ABUSI SU MINORI, EX PARROCO AGRIGENTINO SARÀ PROCESSATO A LUGLIO

    ABUSI SU MINORI, EX PARROCO AGRIGENTINO SARÀ PROCESSATO A LUGLIO

    Mercoledì 26 Giugno 2013

    AGRIGENTO – Preti pedofili, continuano i procedimenti penali a riguardo. Davide Mordino, 42 anni, l’ex parroco della basilica di san Calogero a Sciacca accusato di aver compiuto atti sessuali con minorenni, sarà processato al tribunale della città nell’Agrigentino il prossimo 17 luglio: lo ha disposto il Gip presso il tribunale di Palermo Marina Petruzzella.

    DOMICILIARI Mordino, riferisce il ‘Giornale di Siclia’, si trova agli arresti domiciliari dopo un perodi di detenzione in carcere e per lui è arrivata da tempo la dispensa dal sacerdozio e la riduzione allo stato laicale. Secondo l’accusa, l’ex prete avrebbe compiuto atti sessuali con quattro ragazzi durante la sua permanenza a Sciacca, mentre con altri due avrebbe tentato ma non sarebbe riuscito nell’intento per il loro rifiuto. Mordino, che ha lasciato la basilica di San Calogero poco prima del Natale 2009 ed arrestato a luglio dello scorso anno per poi essere posto ai domiciliari, è accusato ance di aver indotto minori a posare nudi per delle foto che lui stesso avrebbe realizzato.

  • Sciacca, prete accusato di pedofilia e prostituzione perde il sacerdozio

    Sciacca, prete accusato di pedofilia e prostituzione perde il sacerdozio

    Nuovi guai per Davide Mordino, 41 anni, originario di Palermo, ex parroco della Basilica di San Calogero, a Sciacca, arrestato nel luglio scorso dalla polizia perché accusato di aver compiuto atti sessuali, con numerosi minori di sesso maschile di età compresa a tra i 14 ed i 18 anni in cambio di denaro, con l’aggravante di aver commesso i fatti in danno di minori e con l’abuso di poteri e con violazione dei doveri inerenti la propria qualità di ministro di culto. Mordino, attualmente agli arresti domiciliari in attesa che la Procura di Palermo chiuda le indagini preliminari, ha perso di fatto il sacerdozio. Nei giorni scorsi, infatti, gli è stata notificata la dispenza dal sacerdozio e la riduzione allo stato laicale. Il provvedimento è stato emesso dal Vaticano dopo che l’Ordine religioso a cui Mordino appartiene, il Terz’Ordine Regolare, lo aveva allontanato da Sciacca per un periodo di riflessione e aveva avviato un’indagine interna.

  • Pedofilia, arresti domiciliari per padre Davide Mordino

    Pedofilia, arresti domiciliari per padre Davide Mordino

    L’indagine a suo carico scattò nel corso dell’operazione antidroga “Mata Hari” in quanto, secondo gli inquirenti, il parroco avrebbe intrattenuto rapporti sessuali con uno degli indagati
    di Redazione 19/09/2012

    Sciacca, rapporti sessuali in cambio di denaro: arrestato sacerdote Sciacca, rapporti sessuali in cambio di denaro: arrestato sacerdote

    Il Tribunale del Riesame di Palermo ha concesso gli arresti domiciliari a padre Davide Mordino, per anni parroco della basilica di San Calogero a Sciacca, arrestato con l’accusa di aver compiuto atti sessuali con minorenni in cambio di denaro.

    L’indagine a suo carico scattò nel corso dell’operazione antidroga “Mata Hari” in quanto, secondo gli inquirenti, il parroco avrebbe intrattenuto rapporti sessuali con uno degli indagati.

    Secondo una prima ricostruzione, padre Mordino avrebbe avvicinato ii giovani con la scusa di effettuare un test sensoriale, al quale sarebbero seguiti i rapporti sessuali con pagamenti di cifre che si aggiravano dai 50 ai 300 euro. Il parroco, inoltre, avrebbe fatto firmare ai ragazzi un modulo intestato a una nota società televisiva tramite il quale avrebbero potuto partecipare a diversi programmi televisivi.

    Padre Mordino ha respinto tutte le accuse e avrebbe fornito elementi che sosterrebbero la sua estraneità ai fatti.

  • Pagava minorenni per prestazioni sessuali: arrestato prete a Sciacca

    Pagava minorenni per prestazioni sessuali: arrestato prete a Sciacca

    Il sacerdote è un palermitano di 41 anni, Davide Mordino. Adescava le sue giovani vittime con la scusa di fargli fare un “test sulla sensibilità corporea”

    SCIACCA. La polizia di Sciacca (Agrigento) ha arrestato un sacerdote palermitano di 41 anni, Davide Mordino, già parroco della basilica di San Calogero, con l’accusa di aver pagato, per avere rapporti sessuali con lui, un minorenne coinvolto in un’operazione antidroga che risale al 2009. Furono gli investigatori, nell’ambito dell’inchiesta principale, a scoprire casualmente il reato e ad aprire un’indagine parallela.
    Secondo gli agenti, il prete adescava le sue giovani vittime con la scusa di fargli fare un “test sulla sensibilità corporea”, cui seguivano diverse prestazioni sessuali, pagate singolarmente tra 50 e 300 euro. Stando a quanto riferito dalla polizia, inoltre, il sacerdote faceva sottoscrivere un modulo falso facendo credere ai ragazzi desiderosi di entrare nel mondo dello spettacolo di essere in grado di farli partecipare al programma televisivo “Amici” di Maria De Filippi. Il religioso è stato rinchiuso nel carcere palermitano dell’Ucciardone.

  • Pedofilia/ Palermo, adescava minori: in manette sacerdote

    Pedofilia/ Palermo, adescava minori: in manette sacerdote

    Avrebbe pagato fino a 300 euro per rapporti sessuali coi giovani.

    Palermo, 23 lug. (TMNews) – Gli agenti della polizia di Sciacca hanno arrestato un prete di 41 anni, parroco della basilica di San Calogero, nel paese in provincia di Agrigento, accusato di avere abusato sessualmente di un minorenne. Il ragazzino adescato dal sacerdote era stato coinvolto in un’operazione antidroga tre anni fa, e proprio nell’ambito di quelle indagini sono emersi i rapporti fra il parroco e il giovane. Gli abusi sarebbero andati avanti fino al 30 dicembre 2009 e avrebbero riguardato anche altri ragazzi tra i 14 e i 18 anni, i quali sarebbero stati pagati dal parroco fino a 300 euro ciascuno. Il sacerdote è stato rinchiuso nel carcere dell’Ucciardone a Palermo.

  • Pedofilia: abusi su disabile, sacerdote condannato a 6 anni

    Pedofilia: abusi su disabile, sacerdote condannato a 6 anni

    28 aprile, 11:48

    (ANSA) – ENNA, 28 APR – La Corte d’Appello di Caltanissetta ha confermato la condanna a sei anni di reclusione per padre Giovanni Butera, 44 anni, il sacerdote originario di Menfi accusato di avere abusato di un ragazzo disabile di 15 anni, ospite del Villaggio del Fanciullo di Pergusa.

    Gli abusi, risalenti a 14 anni fa, sarebbero avvenuti proprio nella struttura di accoglienza dove il religioso, appartenente all’ordine dei frati minori, lavorava come educatore. La Corte d’Appello ha anche confermato le pene accessorie quali l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, quella legale per la durata della pena e l’interdizione perpetua da qualunque ufficio attinente tutela e curatela, da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonche’ da ogni servizio in istituzioni, strutture pubbliche o private frequentate da minori. Il tribunale di Enna aveva gia’ condannato l’imputato ad una pena superiore a quella richiesta dal pubblico ministero che aveva sollecitato 4 anni di reclusione; il frate era stato invece assolto ”perche’ il fatto non sussiste” dall’accusa di abusi su un altro ragazzo, per la mancanza di riscontri probatori alle dichiarazioni del giovane. (ANSA).

    www.ansa.it/web/notizie/regioni/sic…_896778986.html

    PEDOFILIA: ABUSI SU UN DISABILE IN COMUNITA’, 6 ANNI A SACERDOTE

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    11:30 28 APR 2011

    (AGI) – Enna, 28 apr. – La Corte d’Appello di Caltanissetta ha confermato la condanna a 6 anni di reclusione per il sacerdote accusato di avere abusato di un minore ospite di una struttura di accoglienza. Il religioso, Giovanni Butera, 44 anni, originario di Menfi (Agrigento), e’ stato ritenuto colpevole di abusi sessuali su un ragazzino di 15 anni portatore di handicap. Le violenze sarebbero avvenute nel “Villaggio del Fanciullo” di Pergusa, vicino a Enna, dove la vittima era ospite e dove padre Butera appartenente all’ordine dei frati minori, prestava la sua opera di educatore. Confermate le pene accessorie dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici, di quella legale per la durata della pena e dell’interdizione perpetua da qualunque ufficio attinente tutela e curatela, da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonche’ da ogni servizio in istituzioni, strutture pubbliche o private frequentate da minori. La condanna del Tribunale di Enna era stata superiore anche alla richiesta del Pubblico ministero che per il sacerdote aveva sollecitato una pena a 4 anni di reclusione. Il frate era stato assolto “perche’ il fatto non sussiste” dall’accusa di abusi su un secondo ragazzo, per la totale mancanza di riscontri probatori alle dichiarazioni del giovane. La vicenda risale a 14 anni fa.

    http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/2…nni_a_sacerdote

    I fatti risalgono a 15 anni fa
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    sacerdote condannato a 6 anni
    di Redazione
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    28 aprile 2011 – La Corte d’Appello di Caltanissetta ha confermato la condanna a sei anni di reclusione per padre Giovanni Butera, 44 anni, il sacerdote originario di Menfi accusato di avere abusato di un ragazzo disabile di 15 anni, ospite del Villaggio del Fanciullo di Pergusa.

    Gli abusi, risalenti a 14 anni fa, sarebbero avvenuti proprio nella struttura di accoglienza dove il religioso, appartenente all’ordine dei frati minori, lavorava come educatore.

    La Corte d’Appello ha anche confermato le pene accessorie quali l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, quella legale per la durata della pena e l’interdizione perpetua da qualunque ufficio attinente tutela e curatela, da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonchè da ogni servizio in istituzioni, strutture pubbliche o private frequentate da minori.

    Il tribunale di Enna aveva già condannato l’imputato ad una pena superiore a quella richiesta dal pubblico ministero che aveva sollecitato 4 anni di reclusione; il frate era stato invece assolto ”perchè il fatto non sussiste” dall’accusa di abusi su un altro ragazzo, per la mancanza di riscontri probatori alle dichiarazioni del giovane.