Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Il prete e i ragazzi, dubbi già 20 anni fa

    Il prete e i ragazzi, dubbi già 20 anni fa

    Il prete e i ragazzi, dubbi già 20 anni fa

    Il rettore del seminario disse no all’ordinazione di Bicchiarelli. Ma prevalse il volere del vescovo

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    Fano Se i comportamenti di un sacerdote contrari ai precetti morali e anche alle norme di legge possono essere paragonati a un cancro per il corpo della Chiesa, nei confronti di Armando Bicchiarelli l’istituzione religiosa non è riuscita ad attuare né un’efficace prevenzione né una terapia precoce.

    Infatti, le perplessità sulle condotte dell’ex parroco di Isola del Piano, dimesso dallo stato clericale dalla Santa Sede un anno fa e arrestato dai carabinieri martedì scorso per violenza sessuale e stalking su un giovane, non sono nate nell’ultimo periodo ma risalgono a vent’anni fa, ai primi anni del suo ministero sacerdotale e addirittura al tempo della formazione ecclesiale, che Armando Bicchiarelli, oggi quarantaquattrenne, svolse a Fano come seminarista dell’arcidiocesi di Urbino.

    Nonostante questo la metastasi ha avuto modo di svilupparsi al punto da corrompere il tessuto civile di Isola del Piano, piccolo comune di 650 abitanti, dove nel novembre scorso si è addirittura tenuta una riunione straordinaria del Consiglio comunale alla quale hanno partecipato prefetto, questore e comandante provinciale dei carabinieri per affrontare il problema delle intimidazioni e delle minacce che sul piano investigativo e su quello sociale viene ricondotto in qualche modo alla figura dell’ex parroco.

    Quando, all’inizio del 2011, la Chiesa cattolica con un atto formale inibì al prete, rimosso dalla parrocchia nell’agosto 2008, ogni attività ecclesiastica le ferite erano già profonde e corrispondevano a vere e proprie lacerazioni personali (tra cui quella di don Alceo Volteggi, che prese il posto di don Armando). Tanto che ora si deve ricostruire anche la fiducia dei cittadini verso la giustizia, rispetto alla sensazione di pericolo e paura che si percepiva nel paese. Mentre nei confronti della Chiesa qualcuno prova punte di rancore, con un danno al sentimento religioso che va ben oltre il territorio di Isola del Piano, perché sembra aver prevalso un malinteso senso della comprensione verso condotte del tutto perniciose o un riflesso di tutela dell’immagine dell’istituzione.

    Eppure all’inizio degli anni Novanta operò con discernimento, nel suo ruolo di rettore del seminario di Fano, monsignor Vittorio Tomassetti (non ancora vescovo della diocesi locale) dando parere negativo al conferimento dell’Ordine sacro al giovane Armando Bicchiarelli. Prevalse però il parere dell’arcivescovo di Urbino, monsignor Donato Bianchi, che lo volle prete. Un errore di valutazione ripetuto all’inizio del ’95 allorché don Armando era viceparroco a Urbania, a San Cristoforo, e gestiva l’oratorio. Nella comunità montarono voci di protesta contro quel giovane prete che organizzava serate con i ragazzi, alcuni dei quali minorenni.

    “Si parlò pubblicamente di attenzioni e frequentazioni inopportune – ricorda il parroco don Piero Pellegrini – ma erano voci, non ci fu nessuna denuncia. L’unica testimonianza la raccolsi in confessione ma su quella ho l’obbligo del segreto. Segnalai la situazione al vescovo che volle dare a don Armando un’altra possibilità mandandolo in una comunità religiosa per un percorso spirituale. Non fu rilevata alcuna anomalia ma io non lo vollì più con me. Impiegai tanto tempo a ricostruire rapporti di fiducia nella comunità. Don Armando non eccelleva nell’obbedienza, tanto che si iscrisse e si laureò all’università di Urbino contro le indicazioni del vescovo”. Eppure, qualche anno dopo, lo stesso vescovo lo nominò parroco a Isola del Piano.
    venerdì, 24 febbraio 2012
    Lorenzo Furlani,

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  • “Da quando ho preso il posto di Armando Bicchierelli, è stato un inferno”

    “Da quando ho preso il posto di Armando Bicchierelli, è stato un inferno”

    Ex prete molestatore, parla il successore: “Ho subìto minacce”
    Don Alceo Volteggi

    “Da quando ho preso il posto di Armando Bicchierelli, è stato un inferno”

    Pesaro, 22 febbraio 2012 – DON ALCEO Volteggi, lei è stato il parroco di Isola del Piano dopo don Armando e fino a pochi mesi fa. E’ sorpreso per l’accaduto?
    «Sorpreso? Al contrario, io avevo avvertito tutti del pericolo che stavamo correndo, ma mi faccia prima fare una premessa doverosa».
    Quale?
    «Io non godo per l’arresto di un fratello, anche se ammetto che ci voleva».
    Perché?
    «Perché tutti in paese sapevano di don Armando. Se ne dicevano di tutti i colori, pur senza prove: sentivo parlare di sesso, di omosessualità e altro ancora. Ora qualcosa è uscito. Ma sarà tutto?»
    Cosa le è accaduto dopo che è diventato parroco di Isola?
    «Da quando ho preso il suo posto, è stato un inferno. Don Armando mi diceva che non avevo nessuna colpa ma che dovevo pagare per averlo sostituito. Poi sono cominciate le telefonate minatorie, gente che chiamava a casa mia dicendomi che mi avrebbero gambizzato, i danni alle auto, hanno rotto il vetro alla mia 500 e me l’hanno pure verniciata, il gatto impiccato davanti a casa».
    Sapeva dell’accusa di violenza sessuale a don Armando?
    «Non ne avevo le prove. Posso dire invece che accadevano cose strane: le famiglie del paese non mandavano più i bambini al catechismo. Nessuno ha mai avuto il coraggio di denunciare nulla, anche perché i genitori tendono a proteggere i loro bambini. Inoltre dalla chiesa sono spariti oggetti sacri. Un dolore: io quelle chiese le ho restaurate coi sacrifici di tanti parrocchiani, altroché. Insomma, si era creata una situazione invivibile».
    Proprio per verificare il problema della pedofilia, alcuni mesi fa è arrivata una ispezione dal Vaticano: è vero?
    «A questa domanda non voglio rispondere, posso solo dire che avevo avvisato anche i vertici della chiesa di alcune situazioni che non mi erano chiare. Purtroppo c’è stato molto silenzio fino ad ora e il silenzio, come si vede, non sempre aiuta. Ho vissuto una congiura del silenzio. C’è voluta la recente visita del Prefetto per fare scattare certi meccanismi».

    E adesso?
    «Nessun rancore, ma la giustizia faccia il suo corso. E io su certe mie vicende potrei scrivere un libro».

    http://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/2012/02/22/671517-pesaro-alceo-volteggi-minacce.shtml