Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Pedofilia. Vacilla l’alibi di don Andrea Margutti. Due testimoni e una fotografia lo smentisco. Caso seguito dalla Rete L’ABUSO

    Pedofilia. Vacilla l’alibi di don Andrea Margutti. Due testimoni e una fotografia lo smentisco. Caso seguito dalla Rete L’ABUSO

    Secondo i testimoni del pm il ‘don’ sarebbe stato presente alla festa. Ma la difesa contrattacca attraverso i tabulati telefonici

    Vacilla l’alibi del parroco 60enne accusato di aver commesso atti pedofilia verso il figlio di una coppia a cui aveva dato ospitalità nella propria abitazione. Durante l’ultima udienza in rito abbreviato il pm Alberto Savino ha chiamato in aula due nuovi testimoni, la cui versione dei fatti potrebbe smentire – almeno in parte – la ricostruzione degli eventi fornita dall’avvocato difensore Claudio Maruzzi. Che durante le ultime sessioni aveva presentato un alibi “di ferro” per il suo assistito: il “don”, quel giorno, non avrebbe mai potuto molestare il bambino, visto che contemporaneamente era impegnato in una funzione religiosa in un altro paese.

    La vicenda ha inizio nel 2010, quando una famiglia di origine straniera giunge nel ferrarese e viene ospitata dal parroco, che offre loro vitto e alloggio. Ben presto la convivenza inizia a stare stretta e il prete invita la famiglia ad andarsene. Il 35enne capofamiglia non la vede allo stesso modo e ne nasce una causa civile che darà ragione al sacerdote. La famiglia – marito, moglie e due figli piccoli – però non trasloca nemmeno dopo la sentenza di occupazione abusiva dell’appartamento, e passa anzi al contrattacco denunciando il parroco per violenza sessuale, per le “particolari attenzioni” ricevute dal figlio durante una festa di compleanno nell’abitazione. In più la famiglia, assistita dall’avvocato Giovanni Montalto, deposita un’altra denuncia, questa volta per truffa, contro il prete: con raggiri gli avrebbe sottratto 43mila euro.

    Diversi procedimenti i cui esiti sono inevitabilmente destinati a influenzarsi l’uno con l’altro. A partire dal giudizio che il tribunale darà sui presunti atti di pedofilia. L’alibi proposto dalla difesa, pur trovando riscontro nelle testimonianze, potrebbe non bastare a sollevare il prete da ogni sospetto. Tra gli ultimi testimoni ascoltati dal tribunale vi è infatti anche un altro ‘don’ di un paese della provincia estense, che pur confermando l’impegno “professionale” dell’imputato il giorno dei fatti, ha specificato di averlo visto solo durante la funzione religiosa, iniziata verso le 17 e conclusa circa un’ora dopo. Tempistiche che non coprono l’intero arco temporale in cui, secondo l’accusa, il parroco potrebbe aver commesso la violenza sessuale. Ma la tesi accusatoria troverebbe riscontro anche nelle parole di un secondo testimone – tra gli ospiti della festa in cui si sarebbero svolti i fatti -, che conferma di aver visto il religioso alla festa, oltre che da una fotografia, portata dall’avvocato di parte civile Giovanni Montalto, che ritrae il parroco tra gli invitati.

    A supportare la tesi difensiva vi sono invece i tabulati telefonici di quel pomeriggio portati dall’avvocato Maruzzi, che mostrano l’utenza telefonica del ‘don’ spostarsi nelle celle di varie località della provincia per poi tornare nell’abitazione solo attorno alle ore 19, nelle fasi finali della festa, in accordo con la versione dell’imputato. Il processo, celebrato in rito abbreviato, continuerà in maggio con le ultime testimonianze, mentre rimane ancora ‘stoppato’ il procedimento che vede fronteggiarsi il prete e i suoi accusatori  a parti invertite: il don sostiene infatti di essere stato inizialmente minacciato dal suo ospite (che gli avrebbe detto: “se mi sfratti di denuncio per pedofilia”). Su questo fronte la richiesta di archiviazione della procura ha trovato la richiesta di opposizione dell’avvocato Maruzzi: la questione è ora al vaglio del gup.

    In discussione l’alibi del prete accusato di pedofilia

  • Prete accusato di atti sul bimbo

    Prete accusato di atti sul bimbo

     Il processo entra nel vivo: il giudice ammette prove e controprove e nuovi testimoni in aula.

    E’ un processo che si svolge con il rito abbreviato, ma «allungato» dalla necessità del giudice di acquisire tutte le prove possibili richieste dalle parti, accusa, difesa e parte civile: l’udienza preliminare per decidere sulla sorte di un sacerdote di 60anni accusato di molestie sessuali su un bimbo di 3 anni della città, diventa un vero processo con prove e controprove e testimoni in aula. I primi due il prossimo 23 aprile quando verranno sentiti dal giudice Silvia Marini un sacerdote di una frazione qui in città e un amico del padre del bimbo che sarebbe stato presente il 5 maggio 2012 alla festa di compleanno del piccolo di 3 anni che, secondo l’accusa, avrebbe subito attenzioni sessuali da parte del sacerdote 60enne.

    Il processo dunque entra sempre più nel vivo per le parti il pm Ciro Alberto Savino, il difensore del sacerdote accusato di molestie sessuali, Claudio Maruzzi e il legale del padre del bimbo, Giovanni Montalto, costituito a sua tutela per le molestie sessuali.

    Ma sono troppe le contraddizioni, secondo la difesa, nelle accuse del padre del bimbo. Per questo motivo il giudice Silvia Marini ha valutato necessarie le prove richieste della difesa e soprattutto quelle dell’accusa, proposte dal pm Savino: i tabulati delle celle telefoniche innescate dal cellulare del sacerdote per stabilire dove fosse quel giorno il prete. Anche la parte civile produrrà fotografie di quel compleanno che attestano la presenza del prete.

    Per la difesa, da qui la testimonianza dell’altro prete, sarebbe stato in una parrocchia a dire messa e no a casa alla festa. Almeno non negli orari indicati da chi lo accusa. La giudice Marini ha anche acquisito al processo, a riprova della volontà di approfondire il più possibile la vicenda, la video-intervista – e la trascrizione – al padre del bimbo, pubblicato su You Tube dalla Rete contro l’abuso: il difensore del sacerdote ha annunciato denuncia per diffamazione per l’intervista, contro il padre del bimbo e chi ha pubblicato il video.

    L’avvocato Montalto produrrà fotografie della festa sulla presenza del prete, e ha criticato in modo deciso il video- intervista del suo assistito, che esula dal processo, che si deve celebrare solo nelle aule giudiziarie. (d.p.) andrea margutti

  • FERRARA: il parroco ha violentato mio figlio di 3 anni

    FERRARA: il parroco ha violentato mio figlio di 3 anni

    Il drammatico racconto di Daniel, il papà che sorprende il vicino di casa, il parroco, mentre tocca nelle parti intime il figlio di 3 anni. La denuncia e subito dopo i soprusi per mano del parroco.

    Oltre alla tragedia, l’uomo si trova tutti contro, viene perseguitato nel vero senso della parola. Ma non molla, per amore del figlio e per amore del prossimo e grida “quell’uomo deve pagare”.

    Il 5 febbraio 2014 arriva dal tribunale di Ferrara la richiesta di rinvio a giudizio per don Andrea Margutti, uno spiraglio di luce per l’uomo, come tanti, troppi che vengono messi alla gogna per avere avuto il coraggio di denunciare di aver subito un crimine. Il suo racconto.

  • FERRARA: il parroco ha violentato mio figlio di 3 anni. Intervista telefonica al papà. Un caso seguito dalla Rete L’ABUSO

    FERRARA: il parroco ha violentato mio figlio di 3 anni. Intervista telefonica al papà. Un caso seguito dalla Rete L’ABUSO

    Ferrara 7-2-2014

    Il drammatico racconto di Daniel, il papà che sorprende il vicino di casa, il parroco, mentre tocca nelle parti intime il figlio di 3 anni.

    La denuncia e subito dopo i soprusi per mano del parroco. Oltre alla tragedia, l’uomo si trova tutti contro, viene perseguitato nel vero senso della parola. Ma non molla, per amore del figlio e per amore del prossimo e grida “quell’uomo deve pagare”.

    Il 5 febbraio 2014 arriva dal tribunale la richiesta di rinvio a giudizio per don Andrea Margutti, uno spriraglio di luce per l’uomo, come tanti, troppi che vengono messi alla gogna per avere avuto il coraggio di denunciare di aver subito un crimine.

    Il suo racconto.