Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Angelino Alfano

  • Nasce il telegiornale tematico sulla pedofilia clericale in Italia

    Nasce il telegiornale tematico sulla pedofilia clericale in Italia

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    Unico e primo al mondo, rivoluzionario e a detta di alcuni giornalisti geniale.

    Nel mese di maggio partirà in via sperimentale il TG della Rete L’ABUSO, diretto dalla giornalista Francesca Lagatta e trasmesso in 3 lingue, italiano, inglese e spagnolo. Un servizio di informazione tematica che ha l’obiettivo di informare l’opinione pubblica sulla reale entità di quello che è in Italia il problema sociale dei preti pedofili.

    Un tema che l’Italia non ha mai affrontato a partire dalle istituzioni, le quali dallo scandalo iniziato nel 2009 ad oggi non solo hanno dimostrato l’incapacità di prendere una posizione seria e coscienziosa che tutelasse i cittadini, come contrariamente è accaduto negli Stati Uniti e negli altri paesi dell’UE, ultima tra questi la Francia, che per un vescovo che ha coperto solamente 3 preti pedofili, si è immediatamente attivata avviando una commissione di inchiesta indipendente. Il governo italiano invece, dal 2009 non è ancora riuscito a quantificare l’entità del problema.

    Molti di voi si sono domandati perché nei titoli di coda del film Spotlight non appare l’Italia. La risposta è molto semplice, in Italia l’unico dato che quantifica parzialmente l’entità del fenomeno siamo noi, la Rete L’ABUSO. Sembra paradossale ma è così, malgrado che l’UE abbia stanziato da tempo fondi per creare un database nazionale, in Italia non è mai stato creato.

    Vanno ricordati almeno due aspetti inquietanti accaduti nel nostro paese, il primo risale al 2007 quando Santoro ad Anno Zero propose il documentario della BBC “Sex crimes and the Vatican”, il programma fu sospeso dopo la messa in onda di quel servizio.

    L’altro invece riguarda l’autorità giudiziaria, parlo del caso del Procuratore Aggiunto di Milano dott. Pietro Forno che nel 2010 ventilò l’ipotesi già accertata e consolidata negli Stati Uniti, ovvero che le coperture della chiesa cattolica nei confronti degli abusi commessi da membri del clero, fossero sistematici. In quella occasione il ministro Angelino Alfano ordinò un’ispezione nei confronti del Procuratore Aggiunto Forno.

    L’obiettivo di questo TG è quello di portare all’attenzione dell’opinione pubblica decine di casi che emergono in continuazione nel nostro paese, ma di cui non se ne sa nulla  perché le notizie vengono divulgate troppo spesso solamente a livello locale.

    Un caso in particolare ci ha spinti a tentare questo esperimento, il caso di don Francesco Zappella, un sacerdote della diocesi di Albenga, tra le altre cose l’unica commissariata dal Vaticano. Il caso Zappella è emblematico perché si svolge non solo in Italia, ma anche in Uruguay, ma con modalità davvero distanti anni luce tra loro.

    Zappella in Uruguay faceva il missionario, portava “cultura e civiltà” in un paese che invece dovrebbe insegnare a noi e non al contrario. Nello stesso procedimento penale, attualmente in corso, è accaduto, in Italia che il sacerdote, il giorno stesso che è stato indagato, ha ricevuto dal vescovo di Albenga Guglielmo Borghetti, la promozione a dirigente della Caritas. Non è mai stato sospeso dai suoi incarichi, malgrado sia emerso che era già stato condannato nel 1992 per abusi sessuali a danno di 2 infraquattordicenni. Il vescovo Borghetti ha sempre manifestato nei suoi confronti la massima stima e fiducia. Attualmente ha lasciato la parrocchia, ma lo ha fatto volontariamente.

    Anche la politica, malgrado la notizia di una precedente condanna e le nuove indagini, o non si è pronunciata, o lo ha fatto con modalità davvero tristi. Ricordiamo le dichiarazioni del consigliere comunale Paolo Villa alla Zanzara su Radio 24.

    In Uruguay invece le cose sono andate diversamente.

    Appena si è saputo che il missionario italiano era formalmente indagato anche dall’autorità giudiziaria Uruguagia, insieme a lui altri casi che la Rete L’ABUSO aveva segnalato, la stampa ha iniziato (stile Spotlight) a verificare le nostre segnalazioni, risultate poi fondate. La TV nazionale allora ha deciso di dedicare un appuntamento settimanale di 2 ore per informare i cittadini e raccogliere segnalazioni. Persino la Conferenza Episcopale Uruguagia è intervenuta istituendo un numero per le vittime e aprendo anche nel caso del missionario Zappella, un’indagine canonica.

    Non si sono fatte attendere neppure le istituzioni, che in precedenza avevano assegnato al missionario italiano la cittadinanza onoraria, immediatamente revocata.

    Questo è un caso emblematico che la Rete L’ABUSO ha sollevato, ma in Italia ne abbiamo tanti come questo .

    Con il nostro TG settimanale vogliamo portare a conoscenza l’opinione pubblica, non solo di quanto accade nel nostro paese, ma anche confrontarci con quelle che sono negli altri paesi, le realtà della società della quale anche noi facciamo parte.

    Il materiale da proporre è molto, darà a tutti voi l’opportunità di poter sapere, valutare, ed eventualmente potersi tutelare.

    Ci auguriamo di fornire un servizio gradito e di pubblica utilità.

    L’Ufficio di Presidenza della Rete L’ABUSO Onlus.

    Direttore responsabile Francesca Lagatta

    Per info tg@retelabuso.org

    Diretta streaming TV http://retelabuso.org/live-tv/

  • Maurizio Turco: i segreti di Ratzinger

    Maurizio Turco: i segreti di Ratzinger

    In questo video Maurizio Turco, deputato del Partito Radicale, svela alcuni retroscena relativi ai precedenti di Papa Ratzinger come Cardinale. Turco racconta gli insabbiamenti sui casi di preti pedofili, commissionati da Cardinal Ratzinger.

    Negli Stati Uniti iniziano a imperversare gli scandali legati ai preti pedofili in alcune parrocchie americane.
    Joseph Ratzinger e Tarcisio Bertone, rispettivamente Prefetto e Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, inviano a tutti i vescovi e preti la lettera De Delictis gravioribus, un testo che contiene informazioni aggiornate sui comportamenti da tenere in materia di abusi sessuali e molestie. I termini di prescrizione vengono spostati a 10 anni dal compimento della maggiore età del violentato. Inoltre nel testo viene ribadito fatto che tutte le cause sono soggette a “segreto pontificio”.
    Le sanzioni cui il Tribunale Ecclesiastico condanna i preti che si rendono colpevoli di molestie su minori spesso prevedono semplicemente un trasferimento ad altra parrocchia.

    2003
    Daniel Shea
    , avvocato americano ed ex seminarista, scopre un documento segreto, risalente al 1962, citato in una nota della lettera di Ratzinger: ilCrimen Solliciationis, “Istruzioni sulla procedura nella cause di molestie”.

    Si tratta di un documento inviato a tutti i membri della Chiesa durante il pontificato di Giovanni XXIII, in cui si danno precise direttive sui comportamenti da tenere nel momento in cui si venga a conoscenza di molestie e abusi.
    La premessa contiene la richiesta di segretezza:

    DA CONSERVARSI DILIGENTEMENTE NELL’ARCHIVIO SEGRETO DELLA CURIA IN RAPPORTO ALLA NORMA INTERNA DA NON PUBBLICARE E DA NON ACCRESCERE CON ALCUN COMMENTO

    Le indicazioni sono molto precise, in particolare il riferimento alla scomunica immediata senza comunicazione alcuna per chi diffondesse informazioni riguardanti abusi sessuali e molestie. In questo modo si evita che i casi vengano sottoposti al giudizio della magistratura civile.

    Il testo integrale

    Nell’agosto dello stesso anno gli eurodeputati radicali presentanoun’interrogazione alla Commissione Europea e al Consiglio d’Europaper chiedere quali iniziative conoscitive, preventive e sanzionatorie nonché diplomatiche intende prendere in relazione al fatto che le istruzioni contenute in questi documenti sono in contrasto con le politiche dell’Unione e degli Stati membri in materia di diritti dell’uomo e libertà fondamentali e di lotta agli abusi sessuali
    La Commissione e il Consiglio rispondono declinando le loro responsabilità.

    2005
    Il Cardinale Joseph Ratzinger viene chiamato dal Tribunale del Texas a rispondere di cospirazione contro la giustizia. L’accusa per il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede è quella di aver coscientemente tenuto nascosti numerosi casi di pedofilia con i documenti da lui approvati e divulgati.

    Nel mese di aprile dello stesso anno Joseph Ratzinger viene nominato papa e chiede di avvalersi, in quanto capo di stato, dell’immunità diplomatica.

    L’allora presidente degli Stati Uniti George Bush gliela concede, motivando la decisione come una scelta di politica estera.

    2007- 2008
    Maurizio Turco, deputato radicale, presenta la stessa interrogazione presentata in Europa. La prima volta, nel 2007, come deputato della Rosa nel Pugno, al Governo Prodi, la seconda volta, il 29 aprile 2008, come radicale nel Partito Democratico al Governo Berlusconi.

    Il 5 agosto 2008 Elio Vito, Ministro senza portafoglio per i Rapporti con il Parlamento, risponde all’interrogazione di Turco. La risposta del Governo si riferisce chiaramente agli accordi tra Stato Italiano e Chiesa e alla non ingerenza dello stato italiano nei fatti giuridici della Chiesa.

    2009
    Il 16 giugno, per la prima volta il Comune di Roma si costituisce parte civile in un processo per violenza sessuale nei confronti di minori. Mario Staderini, ora segretario di Radicali Italiani e ai tempi consigliere municipale a Roma, compie una azione popolare, richiedendo di costituirsi parte civile a nome del Comune di Roma nell’udienza di giudizio immediato nei confronti di Don Ruggero Conti, sacerdote della chiesa Natività di Maria Santissima, accusato dal PM Francesco Scavo dei reati di violenza sessuale e prostituzione minorile.
    2010
    Il 2 aprile il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, invia degli ispettori presso il Tribunale di Milano per fare delle verifiche su alcune dichiarazioni del procuratore aggiunto Forno, capo del pool specializzato in molestie e stupri, sui sacerdoti coinvolti in reati sessuali.Il magistrato aveva dichiarato: “Nei tanti anni in cui ho trattato l’argomento non mi è mai, e sottolineo mai, arrivata una sola denuncia nè da parte dei vescovi nè da parte dei singoli preti. Le indagini sono sempre partite da denunce dei familiari delle vittime che si rivolgono all’autorità giudiziaria dopo che si sono rivolti all’autorità religiosa, e questa non ha fatto assolutamente niente”.

    Il 12 aprile sul sito della Santa Sede vengono rese pubbliche le linee guida, che il Vaticano dichiara di aver scritto nel 2003, che dovrebbero fare da compendio al Codice di diritto canonico del 1983 e al documentoSacramentorum sanctitatis tutela del 2001. Nel documento si sottolinea come:“va sempre osservata la legge civile in materia di denuncia di crimini alle autorità appropriate”

    Il testo integrale in inglese

  • Critiche del rabbino capo al predicatore della Casa pontificia.

    Critiche del rabbino capo al predicatore della Casa pontificia.

    Preti pedofili, Di Segni: assurdo parallelo con antisemitismo. Altro caso in Arizona
    Critiche del rabbino capo al predicatore della Casa pontificia. Polemiche per l’ispezione di Alfano a Milano

    ROMA (3 aprile) – Dure critiche da parte del mondo ebraico per il parallelo fatto da padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia, durante la liturgia del Venerdì Santo in Vaticano tra gli attacchi alla Chiesa per i preti pedofili e «gli aspetti più vergognosi dell’antisemitismo». Il New York Times cita la reazione «incredula» del rabbino capo di Roma Riccardo di Segni. Mentre in Arizona emerge un altro caso di pedofilia, in Italia è polemica per la decisione del ministro della Giustizia Angelino Alfano di avviare un’ispezione a Milano sulle dichiarazioni del procuratore aggiunto Forno che in un’intervista aveva dichiarato che la Chiesa aveva coperto i casi di pedofilia.

    Di Segni: assurdo il parallelo con l’antisemitismo. «Con un minimo di ironia potrei dire che, visto che oggi è il Venerdì Santo, quando la Chiesa prega il Signore che illumini i nostri cuori perchè riconosciamo Gesù – ha detto il rabbino alludendo al passo della preghiera sulla conversione degli ebrei – che anche noi preghiamo il Signore perchè illumini i loro cuori». Il New York Times cita comunque anche la precisazione fatta dal portavoce vaticano, padre Federico Lombardi: «Non credo che si tratti di un parallelo appropriato. La lettera dovrebbe essere interpretata come un messaggio di solidarietà da parte di un ebreo. Non voleva essere un attacco al mondo ebraico, assolutamente no». Un’associazione Usa di vittime di abusi sessuali da parte di preti, inoltre, ha definito il parallelo «un insulto sia alle vittime degli abusi che alla popolazione ebraica».

    Reazioni critiche anche da parte di Elan Steinberg, vice-presidente della associazione americana dei Superstiti dell’Olocausto e i loro Discendenti.

    Nuovo caso in Arizona. Il caso di un prete pedofilo dell’Arizona denunciato al cardinale Josep Ratzinger nel 1992, come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ma risolto solo dodici anni dopo nonostante gli ammonimenti del clero Usa è emerso oggi sui media americani. Le molestie di Padre Michael Teta ai bambini che confessava nella sua parrocchia a Tucson (Arizona) erano cominciate negli anni ’70 ma solo due decenni dopo il prete era finito sotto inchiesta e rimosso dal vescovo Manuel Moreno dal suo ministero. Ma la richiesta di rimuovere totalmente Teta dai ranghi della Chiesa, giunta a Ratzinger nel 1992, era rimasta inevasa per dodici anni nonostante le ripetute richieste inviate al Vaticano del vescovo Moreno che giudicava «satanico» il comportamento del prete nei confronti dei minorenni. I documenti sul caso sono stati diffusi da un legale che rappresenta due delle vittime di padre Teta.

  • Pedofilia: Forno, non ho mai voluto criminalizzare Chiesa

    Pedofilia: Forno, non ho mai voluto criminalizzare Chiesa

    Pedofilia, interviene la Curia “Non abbiamo mai coperto abusi”
    La replica a un’intervista al padre di una bambina che avrebbe subito abusi da un salesiano. E per un’altra intervista al procuratore aggiunto Forno il ministro Alfano ha disposto l’invio degli ispettori in Procura

    Pedofilia, interviene la Curia “Non abbiamo mai coperto abusi” Il procuratore aggiunto Pietro Forno

    La Curia di Milano “non ha in nessuno modo coperto i presunti abusi o ostacolato le indagini”. E’ l’incipit di una nota della Diocesi ambrosiana in merito a un’intervista al padre di una bambina che avrebbe subito abusi da un salesiano apparsa sul Giornale con il titolo “La Curia copri’ gli abusi su mia figlia”. Sulla vicenda è in corso un processo al Tribunale di Milano.

    Alla Curia di Milano fa eco l’ispettore dei Salesiani di Milano, don Agostino Sosio, il quale – sempre in relazione all’accusa di “copertura” di un presunta molestia che coinvolge uno dei suoi preti – attesta “di essere convinto della sua innocenza e di avere rigettato la richiesta di denaro da parte del padre della presunta vittima”.

    “Il sacerdote indagato – si legge nella nota della Curia – appartiene a una Congregazione religiosa e non ha incarichi diocesani. Interpellata dalla Procura di Milano nel settembre 2008 a proposito di questo caso, la Curia ha provveduto a indirizzare gli inquirenti all’ordine religioso di competenza”. L’ispettore dei Salesiani di Milano, don Sosio, rimarca inoltre che la congregazione ha preferito “difendere in tribunale l’ innocenza del sacerdote: è stata talmente trasparente e collaborativa la nostra azione che il prete – saputo delle indagini – è di sua iniziativa rientrato dall’estero per mettersi a disposizione degli inquirenti”.

    Un’altra intervista pubblicata sullo stesso quotidiano, quella al procuratore aggiunto Pietro Forno, ha portato a un intervento del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha disposto una verifica da parte dell’ispettorato ministeriale. Il ministro – si legge in una nota del ministero – “lette le dichiarazioni rese alla stampa dal dottor Forno, che ha accusato le gerarchie ecclesiastiche di coprire i sacerdoti responsabili di gravi fatti di pedofilia, considerato il carattere potenzialmente diffamatorio di tali dichiarazioni, ha dato mandato al suo ufficio ispettivo di verificare se il dottor Forno con tale condotta abbia violato i doveri di correttezza equilibrio e riserbo che devono essere particolarmente osservati nella trattazione di procedimenti delicati come quelli per reati di pedofilia, reati che vanno perseguiti con estrema decisione ma evitando pericolose generalizzazioni”.

    Immediata la replica del procuratore Forno: ‘Non ho inteso fare alcuna generalizzazione e anzi ho dato atto che migliaia di preti compiono con scrupolo la loro missione. Ho constatato che le vicende che ho trattato non sono nate da denunce da parte dell’autorità ecclesiastica. Ribadisco, tuttavia, che, una volta iniziate le indagini, non ho mai incontrato ostacoli di alcun tipo da parte delle gerarchie ecclesiastiche”.

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/04/02/news/pedofilia_interviene_la_curia_non_abbiamo_mai_coperto_abusi-3093788/?ref=rephp


    02 aprile, ore 17:27

    Milano, 2 apr. – (Adnkronos) – ”Non ho mai inteso generalizzare ne’ criminalizzare l’intera Chiesa. Io ho fatto condannare una decina di sacerdoti mentre migliaia di preti compiono con scrupolo la loro missione”. E’ questa la precisazione del procuratore aggiunto Pietro Forno apparsa oggi su ‘Il Giornale’, dopo l’intervista sullo stesso quotidiano che ha determinato la decisione del ministro della Giustizia di avviare una ispezione sul caso.

  • Pedofilia, procuratore denuncia la Chiesa E il ministro Alfano manda gli ispettori

    Pedofilia, procuratore denuncia la Chiesa E il ministro Alfano manda gli ispettori

    Il procuratore aggiunto di Milano, Pietro Forno, denuncia coperture da parte delle autorità ecclesiastiche nei confronti di sacerdoti responsabili di abusi sessuali sui minori. L’intervista rilasciata al Giornaleaccende il dibattito politico e il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, decide di inviare gli ispettori nel capoluogo lombardo per fare luce sulla vicenda.

    LA SCELTA DEL MINISTRO – Il ministro – si legge in una nota – «lette le dichiarazioni rese ieri alla stampa dal Procuratore aggiunto di Milano dott. Forno, che ha accusato le gerarchie ecclesiastiche di coprire i sacerdoti responsabili di gravi fatti di pedofilia, considerato il carattere potenzialmente diffamatorio di tali dichiarazioni, ha dato mandato al suo ufficio ispettivo di verificare se il dott. Forno con tale condotta abbia violato i doveri di correttezza equilibrio e riserbo che devono essere particolarmente osservati nella trattazione di procedimenti delicati come quelli per reati di pedofilia, reati che vanno perseguiti con estrema decisione ma – si precisa nella nota – evitando pericolose generalizzazioni».

    LA REPLICA DI FORNO – «Non ho inteso fare alcuna generalizzazione e anzi ho dato atto che migliaia di preti compiono con scrupolo la loro missione», ha precisato Forno. «Ho constatato che le vicende che ho trattato non sono nate da denunce da parte dell’autorità ecclesiastica. Ribadisco, tuttavia, che, una volta iniziate le indagini, non ho mai incontrato ostacoli di alcun tipo da parte delle gerarchie ecclesiastiche. Poiché si tratta di indagini concluse, sarò ben lieto di fornire agli ispettori tutti i chiarimenti ritenuti utili, anche sulla base della esperienza che ho maturato durante questi anni in tutte le indagini per casi di pedofilia e abuso su minori», ha concluso il procuratore aggiunto.

    LA DIFESA DELLA CURIA – La Curia di Milano, intanto, ha fatto sapere con una nota che «non ha in nessuno modo coperto i presunti abusi o ostacolato le indagini». Alla Curia di Milano fa eco l’ispettore dei Salesiani di Milano, don Agostino Sosio, il quale – sempre in relazione all’accusa di «copertura» di una presunta molestia che coinvolge uno dei suoi preti – attesta «di essere convinto della sua innocenza e di avere rigettato la richiesta di denaro da parte del padre della presunta vittima». «Il sacerdote indagato – si legge nella nota della Curia – appartiene ad una Congregazione religiosa e non ha incarichi diocesani. Interpellata dalla Procura di Milano nel settembre 2008 a proposito di questo caso, la Curia ha provveduto a indirizzare gli inquirenti all’ordine religioso di competenza». L’ispettore dei Salesiani di Milano, don Sosio, sottolinea inoltre che la congregazione ha preferito «difendere in tribunale l’ innocenza del sacerdote: è stata talmente trasparente e collaborativa la nostra azione che il prete – saputo delle indagini – è di sua iniziativa rientrato dall’estero per mettersi a disposizione degli inquirenti».

    LE REAZIONI – Una decisione, quella del ministro Alfano, che ha scatenato la reazione dell’Italia dei Valori: «Alfano dovrebbe congratularsi con il pm milanese – è il commento di Leoluca Orlando- e dovrebbe, invece, fornire più strumenti al comparto per arrestare i criminali e fermare l’abominio della pedofilia. I pedofili e chi li copre vanno comunque puniti e denunciati». Non solo: Alfano, secondo Orlando che lo definisce «il ministro dell’ingiustizia», si dovrebbe vergognare perché «con questa ispezione, sembra voler intimidire i magistrati che lavorano per difendere i bambini dagli orchi, solo perché sarebbero coinvolti alti prelati e sacerdoti. Alfano chiarisca la sua condotta in Parlamento o si dimetta». Di opinione opposta il pdl Maurizio Lupi: «Le parole di Forno sono gravissime e assolutamente fuori luogo. Il giudizio del Papa su questo argomento è netto e ben espresso nella lettera inviata ai cattolici d’Irlanda. Non c’è alcuna volontà di coprire o insabbiare quelli che il Papa definisce con durezza atti peccaminosi e criminali. È ora di smetterla con questi attacchi strumentali che, colpendo la Chiesa, minano le basi stesse della nostra società».

    LA DENUNCIA DEL PROCURATORE – Le parole del procuratore Forno erano state chiare: «Nei tanti anni in cui ho trattato l’argomento non mi è mai arrivata una sola denuncia, né da parte dei vescovi né da parte dei singoli preti e questo è un po’ strano». Forno aveva spiegato che «la lista dei sacerdoti inquisiti per reati sessuali non è corta», ma in nessun caso la denuncia è partita dall’ambiente ecclesiastico, bensì dai familiari delle vittime «dopo che si sono rivolti all’autorità religiosa e questa non ha fatto assolutamente niente». Con episodi così numerosi, il procuratore aggiunto avanza anche un dubbio: «che ci siano sacerdoti che scelgono di fare i sacerdoti perché è oggettivo che nella scelta del sacerdozio c’è un’enorme facilitazione nell’avvicinare le vittime». Non solo, conclude, i colpevoli «non vengono cacciati, ma nemmeno messi nelle condizioni di non nuocere più». Lo stesso direttore Vittorio Feltri era intervenuto con un editoriale: «Pensavamo che la piaga della pedofilia fosse estranea al clero italiano – ha scritto Feltri in prima pagina – e invece nessun uomo è immune da vizi e debolezze, nemmeno i preti di casa nostra».

    http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_02/pedofilia-forno-denuncia-coperture-chiesa-ispettori-alfano_5806b44e-3e5c-11df-b5a6-00144f02aabe.shtml

  • Preti pedofili, Alfano invia ispettori a Milano Il procuratore: “Non ho accusato la Chiesa”

    Preti pedofili, Alfano invia ispettori a Milano Il procuratore: “Non ho accusato la Chiesa”

    ROMA – Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, invia ispettori a Milano dopo le dichiarazioni del procuratore aggiunto di Milano, capo del pool specializzato in molestie e stupri, sui sacerdoti coinvolti in reati sessuali.

    Il ministro – si legge in una nota del ministero – “lette le dichiarazioni rese ieri alla stampa dal Procuratore aggiunto di Milano dott. Forno, che ha accusato le gerarchie ecclesiastiche di coprire i sacerdoti responsabili di gravi fatti di pedofilia, considerato il carattere potenzialmente diffamatorio di tali dichiarazioni, ha dato mandato al suo ufficio ispettivo di verificare se il dott. Forno con tale condotta abbia violato  i doveri di correttezza equilibrio e riserbo che devono essere particolarmente osservati nella trattazione di procedimenti delicati come quelli per reati di pedofilia, reati che vanno perseguiti con estrema decisione ma – si precisa nella nota – evitando pericolose generalizzazioni”.

    Nell’intervista a “Il Giornale”, il procuratore Forno, cattolico, aveva detto: “Nei tanti anni in cui ho trattato l’argomento non mi è mai, e sottolineo mai, arrivata una sola denuncia nè da parte dei vescovi nè da parte dei singoli preti. Le indagini sono sempre partite da denunce dei familiari delle vittime che si rivolgono all’autorità giudiziaria dopo che si sono rivolti all’autorità religiosa, e questa non ha fatto assolutamente niente”. E ancora: “Si creano legami di difesa, di protezione. E c’è soprattutto la paura dello scandalo”.

    La replica.
    Nicola Cerrato, procuratore capo di Milano facente funzione in assenza del titolare Manlio Minale, garantisce che “gli ispettori del ministro faranno il loro lavoro con grande senso di responsabilità e professionalità, come in tante altre occasioni”. E, a proposito delle dichiarazioni di Forno al ‘Giornale’, chiarisce che aveva già chiesto al procuratore aggiunto di precisare e puntualizzare e che “Forno lo ha fatto”. “Il ‘Giornale’ aveva enfatizzato le sue dichiarazioni –  aggiunge Cerrato -. Alcune parole del mio collega sono condivisibili, altre dovranno essere spiegate ulteriormente e lo farà lui. Io non posso impedire la libera manifestazione del pensiero. Lo stesso Forno successivamente ha precisato di aver trattato nella sua vita professionale soltanto una decina di casi di preti sottolineando che migliaia di sacerdoti fanno scrupolosamente il loro lavoro”.

    Parla Forno. Poche ore dopo arriva una dichiarazione dello stesso Pietro Forno: “Non ho inteso fare alcuna generalizzazione e anzi ho dato atto che migliaia di preti compiono con scrupolo la loro missione. Ho constatato che le vicende che ho trattato non sono nate da denunce da parte dell’autorità ecclesiastica. Ribadisco, tuttavia, che, una volta iniziate le indagini, non ho mai incontrato ostacoli di alcun tipo da parte delle gerarchie ecclesiastiche”. Poi il magistrato aggiunge: “Poichè si tratta di indagini concluse, sarò ben lieto di fornire agli ispettori tutti i chiarimenti ritenuti utili, anche sulla base della esperienza che ho maturato durante questi anni in tutte le indagini per casi di pedofilia e abuso su minori”.

    Idv attacca Alfano. “E’ grave che il ministro della Giustizia abbia avviato un’ispezione nei confronti del magistrato Pietro Forno, che ha avuto il coraggio di denunciare le presunte omertà sui casi di pedofilia all’interno delle gerarchie ecclesiastiche”. Così Leoluca Orlando, portavoce dell’Italia dei Valori, in una nota molto critica verso la decisione di Alfano. “Dovrebbe congratularsi con il pm milanese  –  prosegue il documento – e dovrebbe fornire più strumenti (al pool antimolestie) per arrestare i criminali e fermare l’abominio della pedofilia”. “Lo sa il ministro – aggiunge l’esponente di Idv – che, con la ex Cirielli, approvata per accorciare la prescrizione per favorire Berlusconi, non è stato possibile condannare in via definitiva molti pedofili che oggi sono a piede libero? L’Italia dei Valori è vicina al pm Forno e a tutti quei bambini violentati nel corpo e nell’anima le cui ferite non cadranno mai in prescrizione”. “Alfano si dovrebbe vergognare di questa ispezione, sembra voler intimidire i magistrati che lavorano per difendere i bambini dagli orchi, solo perché sarebbero coinvolti alti prelati e sacerdoti. Alfano chiarisca la sua condotta in Parlamento o si dimetta. La Chiesa, come popolo di Dio, è la prima ad avere interesse che si faccia luce per ogni eventuale errore o reato commesso da credenti o dai rappresentanti delle gerarchie ecclesiastiche”.

    Curia: “Mai coperto abusi”.
      Dopo le dichiarazioni di Forno, oggi “Il Giornale” pubblica un’intervista al padre di una bambina che avrebbe subito abusi da un salesiano. La reazione della Diocesi Ambrosiana in una nota a difesa della Curia di Milano, che “non ha in nessuno modo coperto i presunti abusi o ostacolato le indagini”.
    Alla Curia fa eco l’ispettore dei Salesiani di Milano, don Agostino Sosio, il quale – sempre in relazione all’accusa di “copertura” di un presunta molestia che coinvolge uno dei suoi preti – attesta “di essere convinto della sua innocenza e di avere rigettato la richiesta di denaro da parte del padre della presunta vittima”.

    http://www.repubblica.it/cronaca/2010/04/02/news/preti_pedofili_alfano_inva_ispettori_a_milano_il_procuratore_aveva_accusato_la_chiesa-3085801/