Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Angelo Blanchetti

  • Pedofilia: viola obbligo di dimora, sacerdote ai domiciliari

    Pedofilia: viola obbligo di dimora, sacerdote ai domiciliari

    Torna agli arresti domiciliari don Angelo Blanchetti, il sacerdote bresciano di Darfo, in Vallecamonica, arrestato un anno fa con l’accusa di violenza sessuale ai danni di un ragazzino di 12 anni che ha raccontato, prima ai genitori e poi agli inquirenti, di essere stato costretto ad avere rapporti per diversi anni. Il prete ha violato l’obbligo di dimora nel comune di Capo di Ponte, dove si era trasferito a casa di un parente, e così per lui è scattata la misura degli arresti domiciliari.

    http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_10/pedofilia-viola-obbligo-dimora-sacerdote-domiciliari-b2cfb65a-354e-11e7-ae5c-ac92466523f8.shtml

  • Darfo Boario Terme: abusi sessuali su minore, chiesto il rinvio a giudizio per don Angelo Blanchetti

    Darfo Boario Terme: abusi sessuali su minore, chiesto il rinvio a giudizio per don Angelo Blanchetti

    La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per don Angelo Blanchetti, ex parroco di Corna di Darfo accusato di abusi sessuali nei confronti di un ragazzino di 14 anni

    Sarà probabilmente rinviato a giudizio (anche se la data non è ancora fissata) il prete don Angelo Blanchetti, ex parroco di Corna, frazione di Darfo Boario Terme, accusato di abusi sessuali dopo le confessioni di una sua giovane (e ancora presunta, in attesa del processo) vittima.
    Secondo quando raccontato dal ragazzo, un 14enne di origini straniere, don Angelo avrebbe chiesto e ottenuto anche “rapporti sessuali completi”. Gli abusi si sarebbero perpetrati proprio a casa del parroco, dove gli inquirenti avrebbero trovato anche dei preservativi, e sarebbero proseguiti per circa due anni.
    Il giovane si stava preparando a un percorso di avvicinamento al battesimo: sempre secondo l’accusa, don Angelo avrebbe addirittura chiesto sesso in cambio di lezioni di catechismo, utili per ricevere appunto il battesimo.

    http://www.bresciatoday.it/cronaca/darfo-Angelo-Blanchetti.html

  • «Se parli finisci all’inferno». Minorenne inchioda il parroco: «Mi violentava»

    «Se parli finisci all’inferno». Minorenne inchioda il parroco: «Mi violentava»

    Il prete ha rigettato le accuse del minorenne: «Sono tranquillo e non ho assolutamente fatto nulla».

    Non si è tirato indietro. E a fatica (evidentemente provato) ha ripercorso e ribadito punto per punto la sua versione. Confermando anche davanti al gip Giovanni Pagliuca le accuse a quel sacerdote che, invece di aiutarlo ad affrontare il suo percorso spirituale di catechesi indispensabile per conseguire il battesimo, avrebbe ripetutamente abusato di lui: la ricostruzione delle presunte violenze sessuali a carico di don Angelo Blanchetti, adesso, sono state cristallizzate anche in sede di incidente probatorio. Quindi, fonte di prova utilizzabile a tutti gli effetti nel corso di un eventuale processo – racconta il Corriere della Sera.

    Parroco di Corna di Darfo e di Bessimo, 55 anni, il prete è finito agli arresti domiciliari su ordinanza del gip il 14 giugno scorso con la pesantissima accusa di violenza sessuale su minore: un ragazzino che ha compiuto 14 anni due mesi prima, in aprile. E che ha trovato il coraggio di confidarsi e raccontare tutto a un pastore milanese prima che agli inquirenti bresciani coordinati in fase di indagine dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani. Stando al suo racconto il minore avrebbe subito addirittura per un paio di anni: da gennaio 2015 fino al 31 maggio scorso. Violenze che si sarebbero consumate nella piccola cucina di don Angelo: almeno due rapporti intimi al mese, ha detto il ragazzino. Una ricostruzione avvalorata peraltro dai riscontri recuperati dagli investigatori: la coperta imbottita che a detta della presunta vittima il sacerdote era solito adagiare per terra (sotto sequestro ne è finita una identica a quella descritta dal 14enne), ma anche le confezioni di preservativi recuperati in cassaforte così come le creme lubrificanti.

    «Se parli guarda che finisci all’inferno», altro che battesimo, avrebbe intimato don Angelo al minore. Ma lui non ci sta e rigetta le accuse: «Non c’entro nulla con questa storia» ha detto il parroco, dicendosi «tranquillo» anche in relazione al sequestro del suo computer da parte dei carabinieri. Il ragazzino non sarebbe peraltro l’unica vittima. Nel corso dell’inchiesta è emerso un «super testimone» che nero su bianco, nella pagina virtuale del suo profilo, ha raccontato la sua storia. Precisando di essere «ancora in cura, da anni» per quanto vissuto: «Ne avevo nove quando ho subito gli abusi, adesso ne ho 35». Nome e cognome, lo ha scritto su Facebook un ragazzo camuno, una volta scoppiato il caso. Dopo tanto tempo, convocato in caserma, ha ricostruito a sua volta i presunti abusi da parte di don Angelo (che all’epoca aveva 29 anni ed era viceparroco ad Artogne) ripercorrendo con estrema fatica e dolore il suo passato. Ai militari ha raccontato peraltro di averli in un certo senso «rimossi», quegli abusi. Fino al momento in cui, in concomitanza con un episodio che gli avrebbe causato un forte choc, ci ha fatto i conti. In maniera molto nitida. E identico, pur a oltre 20 anni di distanza, sarebbe il modus operandi del sacerdote: «Mi faceva sdraiare su una coperta imbottita nel suo ufficio…» ha raccontato anche il 35enne. Troppo precisa nei dettagli (oltre che emotivamente partecipata) la sua ricostruzione – secondo gli inquirenti – perché si tratti di suggestione. Di queste violenze don Angelo Blanchetti non potrebbe essere accusato: 26 anni dopo il reato è ampiamente prescritto. Ma resta un ragazzino di 14 anni, che conferma gli abusi sessuali.

    http://www.internapoli.it/47764/lo-scandalo-se-parli-finisci-allinferno-minorenne-inchioda-il-parroco-mi-violentava
  • «Don Angelo mi ha violentato a 9 anni», nuovo testimone contro il parroco bresciano

    «Don Angelo mi ha violentato a 9 anni», nuovo testimone contro il parroco bresciano

    Impresse nero su bianco sulla pagina virtuale. Chiare, inequivocabili. E riconducibili a un nome e un cognome. Digitate d’impeto – ma non per questo senza sofferenza o dopo una riflessione attenta sulle conseguenze – davanti all’ennesima «difesa» di chi, di quel sacerdote, si è sempre fidato. E che alle accuse non ci crede.

    Ma «io sono ancora in cura, da anni. Ne avevo nove quando ho subito gli abusi da lui, adesso ne ho 35». Lo ha scritto su Facebook un giovane camuno, mettendoci la faccia. O meglio, il suo profilo. Quello vero. E «lui» è don Angelo Blanchetti, 55 anni, parroco di Corna di Darfo e di Bessimo, agli arresti domiciliari da martedì con l’accusa di violenza sessuale su minore: un ragazzino che ha compiuto 14 anni in aprile ha trovato il coraggio di confidare a un pastore milanese prima e agli inquirenti coordinati dal pm Ambrogio Cassiani poi, gli abusi che avrebbe subito per circa due anni. Da gennaio 2015 al 31 maggio scorso. Nella piccola cucina del sacerdote, che incontrava per un percorso di catechesi diventato poi un incubo: almeno due rapporti al mese, stando alle confidenze del minore.

    Un nuovo super testimone contro don Angelo

    Ma non sarebbe l’unico, come sospettano gli investigatori. A partire dal «super testimone» che ha ricostruito le presunte violenze subite sempre da don Angelo (facendo due conti all’epoca aveva 29 anni e faceva il viceparroco ad Artogne): non solo su un social network. Convocato in caserma, il ragazzo – che adesso ha una famiglia e un lavoro – ha confermato tutto ai militari. E ripercorso, a fatica, il suo passato remoto forzatamente declinato tuttora nel presente, viste le terapie psicologiche di sostegno. Non si è tirato indietro. E ai militari ha specificato di aver rimosso i presunti abusi sessuali, salvo poi realizzarli e farci i conti in occasione di un episodio della sua vita che tempo dopo gli avrebbe causato un forte choc.
    I dettagli, i tempi, tutto è ancora molto nitido. Come identico, a oltre 20 anni di distanza, sarebbe il modus operandi del sacerdote: «Mi faceva sdraiare su una coperta, nel suo ufficio…» ha raccontato il 35enne. E gli investigatori escludono che certi particolari possa averli riferiti dopo averli semplicemente letti e ascoltati nei notiziari in questi ultimi giorni. Troppo precisa la sua ricostruzione. E troppo «sentita»: il ragazzo era ancora provato. Balbettava, mentre tornava ai suoi 9 anni violati: «Scusatemi».

    Il parroco: «Sono tranquillo», sabato l’interrogatorio di garanzia

    Don Angelo Blanchetti, sia chiaro, non potrebbe comunque essere accusato anche di queste violenze: 26 anni dopo, il reato è ormai ampiamente prescritto. Ma è chiaro che la presunta seconda vittima potrebbe diventare un testimone importantissimo per l’accusa in fase processuale. Prima però c’è l’interrogatorio di garanzia, fissato per sabato mattina, alle nove: davanti al giudice il parroco potrà difendersi e fornire la sua versione dei fatti. Fino ad ora don Angelo Blanchetti ha sempre respinto le accuse mosse dal 14enne, dichiarandosi «sereno» in merito al sequestro di computer, preservativi e creme lubrificanti. Ma di lui e delle sue «attenzioni», ora, qualcun altro si ricorderebbe fin troppo bene.

    http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/16_giugno_17/brescia-parroco-don-angelo-violenza-sessuale-testimone-mara-rodella-4787ae8c-3457-11e6-a404-40e2630a61a7.shtml

  • Brescia, 14enne inchioda il prete:  «Mi ha violentato per due anni»

    Brescia, 14enne inchioda il prete: «Mi ha violentato per due anni»

    Non si è tirato indietro. E a fatica (evidentemente provato) ha ripercorso e ribadito punto per punto la sua versione. Confermando anche davanti al gip Giovanni Pagliuca le accuse a quel sacerdote che, invece di aiutarlo ad affrontare il suo percorso spirituale di catechesi indispensabile per conseguire il battesimo, avrebbe ripetutamente abusato di lui: la ricostruzione delle presunte violenze sessuali a carico di don Angelo Blanchetti, adesso, sono state cristallizzate anche in sede di incidente probatorio. Quindi, fonte di prova utilizzabile a tutti gli effetti nel corso di un eventuale processo.

    La ricostruzione del 14enne

    Parroco di Corna di Darfo e di Bessimo, 55 anni, il prete è finito agli arresti domiciliari su ordinanza del gip il 14 giugno scorso con la pesantissima accusa di violenza sessuale su minore: un ragazzino che ha compiuto 14 anni due mesi prima, in aprile. E che ha trovato il coraggio di confidarsi e raccontare tutto a un pastore milanese prima che agli inquirenti bresciani coordinati in fase di indagine dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani. Stando al suo racconto il minore avrebbe subito addirittura per un paio di anni: da gennaio 2015 fino al 31 maggio scorso. Violenze che si sarebbero consumate nella piccola cucina di don Angelo: almeno due rapporti intimi al mese, ha detto il ragazzino. Una ricostruzione avvalorata peraltro dai riscontri recuperati dagli investigatori: la coperta imbottita che a detta della presunta vittima il sacerdote era solito adagiare per terra (sotto sequestro ne è finita una identica a quella descritta dal 14enne), ma anche le confezioni di preservativi recuperati in cassaforte così come le creme lubrificanti.

    Don Angelo: «Sono tranquillo», ma spunta un’altra vittima

    «Se parli guarda che finisci all’inferno», altro che battesimo, avrebbe intimato don Angelo al minore. Ma lui non ci sta e rigetta le accuse: «Non c’entro nulla con questa storia» ha detto il parroco, dicendosi «tranquillo» anche in relazione al sequestro del suo computer da parte dei carabinieri. Il ragazzino non sarebbe peraltro l’unica vittima. Nel corso dell’inchiesta è emerso un «super testimone» che nero su bianco, nella pagina virtuale del suo profilo, ha raccontato la sua storia. Precisando di essere «ancora in cura, da anni» per quanto vissuto: «Ne avevo nove quando ho subito gli abusi, adesso ne ho 35». Nome e cognome, lo ha scritto su Facebook un ragazzo camuno, una volta scoppiato il caso. Dopo tanto tempo, convocato in caserma, ha ricostruito a sua volta i presunti abusi da parte di don Angelo (che all’epoca aveva 29 anni ed era viceparroco ad Artogne) ripercorrendo con estrema fatica e dolore il suo passato. Ai militari ha raccontato peraltro di averli in un certo senso «rimossi», quegli abusi. Fino al momento in cui, in concomitanza con un episodio che gli avrebbe causato un forte choc, ci ha fatto i conti. In maniera molto nitida. E identico, pur a oltre 20 anni di distanza, sarebbe il modus operandi del sacerdote: «Mi faceva sdraiare su una coperta imbottita nel suo ufficio…» ha raccontato anche il 35enne. Troppo precisa nei dettagli (oltre che emotivamente partecipata) la sua ricostruzione – secondo gli inquirenti – perché si tratti di suggestione. Di queste violenze don Angelo Blanchetti non potrebbe essere accusato: 26 anni dopo il reato è ampiamente prescritto. Ma resta un ragazzino di 14 anni, che conferma gli abusi sessuali.

    mrodella@rcs.it

    http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/16_settembre_22/brescia-abusi-sessuali-don-angelo-blanchetti-minorenne-conferma-mara-rodella-a4893b28-8092-11e6-8c4f-1739fe9f1372.shtml

  • Ragazzino chiede il battesimo, il parroco lo violenta

    Ragazzino chiede il battesimo, il parroco lo violenta

    Al prete i carabinieri hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare. Adesso è ai domiciliari nella parrocchia in cui era arrivato nel 2007.

    Brescia, 15 giugno 2016 – «Se racconti quello che è successo andrai all’inferno». Così don Angelo Blanchetti, 55 anni, parroco di Corna di Darfo e di Bessimo in provincia di Brescia, avrebbe detto a un ragazzino di quattordici anni al termine di ogni rapporto sessuale completo consumato con lui. Le attenzioni del don sarebbero iniziate due anni fa e i rapporti si sarebbero avvenuti tra il cucinino e lo studio dell’abitazione del parroco, su una coperta che il sacerdote gettava per terra e che ora è stata sequestrata. A don Blanchetti ieri mattina i carabinieri hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare. Adesso è ai domiciliari nella parrocchia in cui era arrivato nel 2007, dopo essere stato viceparroco ad Artogne dal 1987 al 1997 e parroco in una frazione del comune di Pian Camuno, in bassa Val Camonica, dal 1997 al 2007.

    Violenza sessuale continuata, il reato contestato dalla procura di Brescia al sacerdote nato a Breno nel 1961 che la Diocesi ieri mattina, una volta appresa la notizia dell’arresto, ha deciso di sospendere affidando le sue parrocchie a un amministratore. Il parroco avrebbe approfittato dell’adolescente di origine straniera durante il percorso di catechesi che il quattordicenne stava affrontando per poter ricevere il battesimo. Per due anni il ragazzino non ha raccontato nulla di ciò che accadeva nell’abitazione di don Angelo, poi sabato non è più riuscito a mantenere quel pesante segreto e si è confidato con il pastore della chiesa evangelica apostolica di Milano che il giovane frequenta con la famiglia. Il pastore dopo averlo ascoltato gli ha detto di denunciare tutto ai carabinieri. Ieri mattina i militari sono arrivati nell’abitazione di don Blanchetti e lì oltre alla coperta hanno trovato chiusi dentro una cassaforte anche diversi preservativi e lubrificanti. Gli stessi che il ragazzino aveva raccontato di avere visto nella casa di don Angelo. Al sacerdote è inoltre stato sequestrato il computer per verificare la presenza o meno di immagini pedopornografiche. Nei prossimi giorni don Blanchetti sarà ascoltato dal gip Giovanni Pagliuca.

    «Il mio cliente è molto provato – dice Benedetto Maria Bonomo, il legale del sacerdote – Stiamo valutando le carte per poter chiarire tutti gli elementi». L’indagine potrebbe non essere conclusa. La procura cercherà di capire se anche altri ragazzini possano essere stati vittime di abusi. Fuori dalla parrocchia dove il sacerdote è ai domiciliari alcune mamme del paese gli hanno espresso solidarietà: «Sono tutte calunnie, don Angelo è sempre stato buono e qualcuno può averne approfittato».

    http://www.ilgiorno.it/brescia/parroco-violenta-minorenne-1.2255653

  • FEDERICO TULLI – Chiesa e pedofilia: “Lo vuole Gesù”

    FEDERICO TULLI – Chiesa e pedofilia: “Lo vuole Gesù”

    In un’intervista rilasciata a “il Giornale” il primo aprile 2010 uno dei maggiori esperti europei di crimini contro i minori, il procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno, spiegò come nessuno aveva fatto fino ad allora su un organo di stampa italiano cosa significa l’abuso sessuale da parte di un sacerdote: «Il discorso viene spesso liquidato come un problema di pedofilia. Ma il prete che abusa di un bambino è più paragonabile a un genitore incestuoso che a un pedofilo di strada che insidia i bambini ai giardinetti. Bisogna partire da un dato di fatto: il sacerdote ha un enorme potere spirituale, tanto che spesso viene chiamato ‘padre’, e questo è significativo. Se guardiamo questi episodi in senso non biologico ma spirituale e morale, ci troviamo di fronte più a un abuso incestuoso che a un classico stupro. Ricordo che anche nelle cronache si parla di atti avvenuti in confessionale. E io mi chiedo: perché proprio in confessionale? Perché proprio in quel luogo e in quel momento? Perché è in quel momento che più intensamente il sacerdote si presenta come rappresentante di Dio. A Milano – concluse Forno – è stato condannato un sacerdote che nel confessare ragazze di 14 o 15 anni le faceva spogliare e le palpeggiava dicendo: ‘Lo vuole Gesù’. Ecco, il concetto del ‘lo vuole Gesù’ è il punto d’arrivo dell’incesto spirituale».

    Forno sapeva e sa bene che, come qualsiasi pedofilo, anche quello in tonaca circuisce la vittima giocando sull’ambiguità e inducendola alla confusione. Quando c’è un rapporto di fiducia o affettivo, l’abuso è compiuto in maniera subdola, rasentando la linea di demarcazione che ci può essere con un rapporto amicale. La sua è una condotta violenta ma è raramente esercitata con violenza.

    Alcuni giorni fa scorsi un adolescente di Corna di Darfo, in Val Camonica, nel bresciano, si è confidato con un sacerdote a Milano raccontando di essere stato abusato quando aveva 12 anni dal parroco del suo paese, don Angelo Blanchetti. Il prete lo ha subito invitato a rivolgersi ai carabinieri. Lunedì 13 giugno Blanchetti è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale continuata su un minore. Gli stupri sarebbero stati compiuti sul ragazzino per due anni di seguito.

    «Se non ti concedi finirai all’inferno». Questo avrebbe detto tra le altre cose don Angelo al ragazzino che, come racconta il Corsera, seguiva personalmente per avvicinarlo al sacramento del battesimo. Una versione alternativa di “Fatti violentare, lo vuole Gesù”.

    Vedremo come andrà a finire questa vicenda che se non altro segnala che un sacerdote con un suo consiglio ha molto probabilmente impedito che un pedofilo colpisse ancora indisturbato.

    Volete sapere quali conseguenze ebbe invece nel 2010 l’intervista a Pietro Forno?

    Qualche giorno dopo si vide arrivare in ufficio gli ispettori ministeriali. Li aveva mandati l’allora ministro della Giustizia, Angelino Alfano, per verificare che uno dei massimi esperti internazionali nel campo della prevenzione e della lotta alla pedofilia non avesse rivelato segreti d’ufficio.

    Federico Tulli

     

  • Darfo: trovati alcuni preservativi a casa di Don Angelo „Preservativi nella casa di Don Angelo: “Rapporti sessuali completi col ragazzino”

    Darfo: trovati alcuni preservativi a casa di Don Angelo „Preservativi nella casa di Don Angelo: “Rapporti sessuali completi col ragazzino”

    Sesso in cambio di lezioni di catechismo per ricevere il battesimo. E’ uno degli agghiaccianti particolari che sarebbero emersi dalla testimonianza resa dal 14enne ai carabinieri. Stando alla versione dei fatti resa dal ragazzino di origine straniera, gli abusi sessuali si protraevano da circa due anni e sarebbero terminati solo una ventina di giorni fa.

    Gli incontri sarebbero avvenuti a casa del prete, Don Angelo Blanchetti, dove gli inquirenti avrebbero trovato, chiusi nella cassaforte, anche alcuni preservativi. Durante la perquisizione domiciliare, effettuata dai militari nei giorni scorsi, sono stati sequestrati anche il computer e il telefono del parroco oltre ad altro materiale – pare una trapunta – che sarebbe stato utilizzato durante i rapporti.

    Il ragazzino avrebbe subìto forti pressioni psicologiche da parte del prete che lo stava preparando a ricevere il sacramento del battesimo e con il quale avrebbe avuto rapporti sessuali completi sia attivi, che passivi. Solo dopo aver parlato con un altro religioso, la giovane vittima avrebbe trovato la forza per recarsi dai carabinieri e denunciare gli abusi.

    La testimonianza e il materiale trovato durante la perquisizione hanno portato all’arresto del parroco di Corna e Bessimo, ai domiciliari da martedì mattina.  Una notizia che ha scioccato la comunità. Parte dei parrocchiani lo difende a spada tratta. Le mamme e molti ragazzini dell’oratorio non nutrono alcun dubbio sull’innocenza di Don Angelo, che nei prossimi giorni verrà ascoltato dagli inquirenti.

    http://www.bresciatoday.it/cronaca/darfo-boario-terme-don-angelo-blanchetti-preservativi-.html
  • Darfo, parroco arrestato per violenza sessuale su un 12enne

    Darfo, parroco arrestato per violenza sessuale su un 12enne

    La notizia e’ arrivata alle prime ore di martedì in diocesi, direttamente al vescovo di Brescia monsignor Luciano Monari: i carabinieri hanno arrestato don Angelo Blanchetti, 55 anni domani, della parrocchia Corna di Darfo. Pesantissimo il reato contestato al parroco, ora agli arresti domiciliari: violenza sessuale continuata su un minore. Gli abusi sarebbero stati compiuti sul ragazzino quando aveva 12 anni e per due anni di seguito. Gli inquirenti non si sbilanciano, ma in paese la voce circolava da tempo. L’inchiesta della procura, coordinata dal pubblico ministero Ambrogio Cassiani, è stata condotta dai carabinieri.

    Il vescovo: «L’arresto di don Angelo ci addolora profondamente»

    Il comunicato stampa della Diocesi è stato spedito in posta prioritaria, alla lettera: «Il vescovo Luciano Monari ha appreso questa mattina la notizia del provvedimento cautelare imposto dalla magistratura a carico di don Angelo Blanchetti, parroco di Corna di Darfo e di Bessimo. “La notizia dell’arresto di don Angelo ci addolora profondamente. Il dramma di chi è vittima di abusi non può essere in alcun modo sottovalutato e tanto meno eluso a maggior ragione se coinvolge sacerdoti. La delicatezza della situazione di chi si trova accusato di una colpa tanto grave e deve dimostrare la sua innocenza è pure di grande portata. Confidiamo che si giunga il più rapidamente possibile a chiarire i fatti e le responsabilità. Manifestiamo la nostra vicinanza alle comunità cristiane di Corna di Darfo e di Bessimo e a tutte le persone coinvolte”. Don Angelo è stato cautelativamente sospeso da ogni ufficio ed è stato nominato un amministratore parrocchiale delle due parrocchie».

    http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/16_giugno_14/darfo-sacerdote-arrestato-violenza-sessuale-un-12enne-0a45b2f0-320c-11e6-9479-1c0658e56669.shtml

  • «Se non ti concedi finirai all’inferno»: parroco arrestato per violenza sessuale su un ragazzino di 12 anni

    «Se non ti concedi finirai all’inferno»: parroco arrestato per violenza sessuale su un ragazzino di 12 anni

    «Se non ti concedi finirai all’inferno». Questo avrebbe detto don Angelo Blanchetti, parroco di Corna di Darfo, in Val Camonica, a un ragazzino di 12 anni che seguiva personalmente per avvicinarlo al sacramento del battesimo: l’hanno arrestato per abusi sessuali su minore. La notizia e’ arrivata alle prime ore di martedì in diocesi al vescovo di Brescia monsignor Luciano Monari. Pesantissimo il reato contestato al parroco, 55 anni domani, ora agli arresti domiciliari: violenza sessuale continuata su un minore. Gli abusi sarebbero stati compiuti sul ragazzino, pare si tratti di uno straniero che voleva essere battezzato, quando aveva 12 anni e per due anni di seguito. Gli inquirenti non si sbilanciano, ma in paese la voce circolava da tempo. L’inchiesta della procura, coordinata dal pubblico ministero Ambrogio Cassiani, è stata condotta dai carabinieri. I rapporti sessuali completi e le minacce si sarebbero protratti per due anni finche’ mei giorni scorsi il ragazzo si e’ confidato con un sacerdote a Milano che lo ha invitato a rivolgersi subito ai carabinieri. Nel corso della perquisizione disposta dalla procura di Brescia sarebbero stati trovati riscontri alle dichiarazioni de ragazzo. Il sacerdote in cassaforte aveva alcune confezioni di profilattici.

    Il vescovo: «L’arresto di don Angelo ci addolora profondamente»
    Il comunicato stampa della Diocesi è stato spedito in posta prioritaria, alla lettera: «Il vescovo Luciano Monari ha appreso questa mattina la notizia del provvedimento cautelare imposto dalla magistratura a carico di don Angelo Blanchetti, parroco di Corna di Darfo e di Bessimo». La sua dichiarazione: «La notizia dell’arresto di don Angelo ci addolora profondamente. Il dramma di chi è vittima di abusi non può essere in alcun modo sottovalutato e tanto meno eluso a maggior ragione se coinvolge sacerdoti. La delicatezza della situazione di chi si trova accusato di una colpa tanto grave e deve dimostrare la sua innocenza è pure di grande portata. Confidiamo che si giunga il più rapidamente possibile a chiarire i fatti e le responsabilità. Manifestiamo la nostra vicinanza alle comunità cristiane di Corna di Darfo e di Bessimo e a tutte le persone coinvolte». Don Angelo è stato sospeso da ogni ufficio ed è stato nominato un amministratore parrocchiale delle due parrocchie.

    http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/16_giugno_14/darfo-sacerdote-arrestato-violenza-sessuale-un-12enne-0a45b2f0-320c-11e6-9479-1c0658e56669.shtml