Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Angelo Spinillo

  • Presunti abusi, parroco sospeso Lui si difende: «Qui inviso ai fedeli»

    Presunti abusi, parroco sospeso Lui si difende: «Qui inviso ai fedeli»

    Quel parroco non è mai stato simpatico ad alcuni fedeli. Ora, è stato sospeso. Don Michele Mottola della chiesa di San Giorgio Matire a Trentola Ducenta è stato raggiunto da un provvedimento disciplinare cautelativo a firma della diocesi di Aversa. «Dopo la segnalazione di una minore di 14 anni e della famiglia di quest’ultima in diocesi di atti configurabili come abuso su una persona di minore età – si legge nel comunicato stampa della Diocesi – nei confronti del sacerdote il 25 maggio è stato emanato un provvedimento disciplinare con immediata interdizioni dalle funzioni di parroco. Nello stesso tempo sono state avviate tutte le procedure previste dal Codice canonico per accertare la gravità delle responsabilità del sacerdote per assicurare ogni tutela alla persona minore coinvolta in questa situazione».

    LO SHOCK
    Un macigno sulla parrocchia di San Giorgio, molto cara ai fedeli di Trentola Ducenta. «Non ho parole, non ho mai avuto problemi nelle altre parrocchie in cui sono stato, da Crispano a Cardito, da Qualiano ad Aversa – spiega don Michele raggiunto al telefono – da quando sono qui sono arrivati persino i carabinieri che si occupano di tutela dei beni archeologici perché io avevo fatto restaurare un tabernacolo. E alcuni cittadini aveva segnalato la cosa alla Soprintendenza. Finalmente in quel caso la verità venne a galla e poi ho anche ricevuto i complimenti in seguito».

    L’ACCUSA
    Ma perché stavolta son Michele è stato addirittura interdetto? Stando al racconto di una bambina che frequentava la chiesa e i corsi, il parroco avrebbe abusato di lei nei giorni di metà maggio. La piccola si sarebbe confidata con una coetanea che avrebbe poi raccontato il tutto ai genitori. E così, la famiglia della piccola si è in seguito recata in curia per segnalare al vescovo Angelo Spinillo l’accaduto. Il vescovo il 25 maggio ha convocato in Diocesi don Michele chiedendo spiegazioni. Dopo il colloquio Spinillo avrebbe così deciso di intraprendere il provvedimento disciplinare, allontanando il sacerdote dalla parrocchia.

    LA DENUNCIA
    Una mossa che ha un duplice effetto: la sospensione dalle funzioni di don Michele ma anche una denuncia ufficiale. La Curia, dunque, fa la sua parte. Non è ancora chiaro se la famiglia della piccola si sia però rivolta alle forze dell’ordine per sporgere denuncia nei confronti del sacerdote.

    IL PRECEDENTE
    Intanto, don Michele si dice sereno. Ha cambiato la sua immagine su Facebook e ha scritto una frase di Madre Teresa di Calcutta sulla sua bacheca multimediale, ieri sera. E pensare che solo nel 2018 i grattacapi gli erano arrivati per colpa del restauro del tabernacolo antico del 1777 che la Soprintendenza bloccò. Ai fedeli Mario Andolfi, dalla Soprintendenza casertana ai beni culturali, dichiarò: «Il parroco non ha chiesto ai nostri uffici nessuna autorizzazione per il restauro. Inoltre, non doveva estrapolare il tabernacolo per l’intervento di restauro, non è la tecnica indicata, ma al contrario il lavoro va effettuato sul posto». L’episodio acuì le incomprensioni tra il parroco, giunto da poco nella parrocchia di Ducenta, anche se è originario del posto, e i fedeli. Ma i dissapori sembravano terminati, col tempo. Ora, don Michele dovrà vedersela con accuse ben più pesanti.

    https://www.ilmattino.it/caserta/ha_abusato_di_una_minorenne_parroco_sospeso-4527145.html?fbclid=IwAR03Z_XZc_EE4jwDBPttoVkRToybf231F0w2aMyLwZuRw_bNwAIekCo1zuo

  • Abusi su un minore, sospeso un prete della diocesi di Aversa

    Abusi su un minore, sospeso un prete della diocesi di Aversa

    L’accusa è grave: abusi su un minore. A commetterli sarebbe stato un sacerdote. Per questo il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo ha sospeso  don Michele Mottola, parroco della chiesa di “San Giorgio Martire” di  Ducenta (Ce). La notizia è stata diffusa dalla stessa Diocesi.

    “A seguito della segnalazione pervenuta alla Diocesi di Aversa, in data 24 maggio 2019 da parte di alcuni fedeli della Parrocchia “S. Giorgio M.” in Ducenta (Ce), – è scritto nella nota dell’ufficio comunicazioni –  che attribuiva al Parroco della stessa chiesa, Sac. Michele Mottola, atti configurabili come abuso su una persona di minore età, nei confronti dello stesso Sacerdote, in data 25 maggio 2019, è stato emanato un Provvedimento Disciplinare Cautelativo con l’immediata interdizione dalle funzioni di Parroco”.

    Nei confronti del sacerdote sono state avviate tutte le procedure previste dal Codice canonico per accertare la gravità delle responsabilità e per assicurare ogni tutela alla persona di minore età coinvolta in questa situazione.

    https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/05/31/news/caserta_interdetto_parroco_accusato_di_abuso_sessuale_su_minore-227612204/?fbclid=IwAR2Zz9NJYi0LAgAE5rwNQry6sqDSzPG6p1sMBSHiKDp3U6Y2mT88UigHvMw

  • Esorcismi e abusi, il vescovo è all’estero e non testimonia in aula

    Esorcismi e abusi, il vescovo è all’estero e non testimonia in aula

    Il vescovo di Aversa, Angelo Spinillo, avrebbe dovuto testimoniare stamane al processo a don Michele Barone, ma ha inviato al tribunale di Santa Maria Capua Vetere una giustifica. È in pellegrinaggio all’estero, Spinillo, per cui non è stato presente all’udienza in cui avrebbe dovuto raccontare quanto in sua conoscenza in merito alla storia del sacerdote finito sotto processo per abusi e violenze. Religioso che il vescovo ha sospeso dopo che la storia è diventata di dominio pubblico perché avrebbe praticato esorcismi senza autorizzazione.

    Sul banco dei testimoni è invece salito quest’oggi l’esorcista ufficiale della Diocesi di Aversa, Carlo Aversano. Ai pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone e agli avvocati, il religioso ha spiegato quali pratiche sono autorizzate dalla Chiesa nei riti di esorcismo e quali no. Del collegio difensivo fanno parte, tra gli altri, i penalisti Carlo De Stavola, Maurizio Zuccaro, Camillo Irace, Giuseppe Stellato. Per le parti civili, l’avvocato Rossella Calabritto.

    https://www.ilmattino.it/caserta/esorcismi_e_abusi_il_vescovo_da_forfait_e_non_testimonia_al_processo-4027815.html

  • I poliziotti nella setta dell’esorcista: agenti-adepti per fermare l’inchiesta su don Michele

    I poliziotti nella setta dell’esorcista: agenti-adepti per fermare l’inchiesta su don Michele

    Dove può arrivare una ragnatela intessuta in lunghi anni di silenzi, omissioni, con la complicità di amicizie influenti? Lontano, molto lontano, a leggere ciò che emerge, giorno dopo giorno, dall’inchiesta su don Michele Barone, il prete dei vip arrestato per avere picchiato una minorenne dopo aver fatto credere a lei, e ai suoi genitori, che fosse indemoniata. La si può fare franca, almeno fino a un certo punto. Poliziotti-adepti, e il gioco è fatto. Dagli atti depositati al Riesame si parla di almeno tre ispettori che «pregano con i gruppi carismatici» e che, quando si sono trovati di fronte l’esposto contro don Barone, potrebbero aver deciso, deliberatamente, di chiudere un occhio. Perché, prima degli arresti dello scorso febbraio, la denuncia contro il sacerdote è passata per una questura e due commissariati, attraverso i servizi sociali di Maddaloni ed è finita finanche nelle mani del sindaco di Novara, al quale scrisse la zia della vittima per chiedere aiuto quando si rese conto che la nipote veniva maltrattata e, nonostante le denunce sporte dalla sorella, né il prete né i genitori venivano fermati. Influenze e amicizie che pesano, dunque. Ma andiamo con ordine.

    Luciano Moggi ha riferito che lui e Barone erano amici perché «quel prete era accreditato in Vaticano e amico del cardinale Liberio Andreatta», potente prelato già a capo dell’Opera pontificia per i pellegrinaggi e tra i religiosi più ricchi del mondo. Un caso, forse. Come gli anni di «indifferenza» che si sono vissuti in Curia, ad Aversa, rispetto a quanto il prete, e non solo lui, facevano a Casapesenna e dintorni, e fino a Medjugorie e Cracovia. Perché, a sentire i tanti fedeli del Napoletano e del Sannio, certi sacerdoti del Casertano sono conosciuti proprio per le presunte capacità di «guaritori» dalle possessioni demoniache. Ma della fama di quei preti e delle gesta di don Barone nessuno si era accorto ai piani alti della Chiesa locale. Il vescovo, secondo il gip, cercò anche di insabbiare la faccenda. Angelo Spinillo chiese alla ragazza di ritirare la denuncia. Poi il prelato ha chiarito, dicendo che in quel momento faceva riferimento «alle diatribe familiari». E che il prete fu punito con l’ammonizione. Ma era già troppo tardi. Barone è andato avanti, per anni e anni e, forse non solo dentro la Chiesa, aveva trovato una rete di protezione. Altrettanto «blindato» sembra infatti fosse all’esterno, quel sacerdote cugino omonimo del camorrista Michele Barone, oggi pentito.

    La sua rete oltrepassava le mura sacre per arrivare fin dentro la polizia. Il vicequestore Luigi Schettino è finito agli arresti con lui con l’accusa di non aver fermato quelle pratiche «medievali», che in realtà erano abusi e maltrattamenti, e di aver tentato di indurre la sorella della vittima a ritirare l’esposto contro il sacerdote. Eppure, durante l’udienza di Riesame, il poliziotto è apparso «turbato» di fronte alle immagini di un cruento esorcismo contenute in un filmato sequestrato nel corso delle indagini. Di quei rituali violenti ha detto di non sapere nulla Schettino che, difeso dall’avvocato Carlo De Stavola, ha ottenuto l’annullamento della seconda ordinanza per la lesione permanente alla 13enne. Di quella denuncia sfociata in arresto solo a febbraio, erano però al corrente almeno tre uffici di polizia, non il solo Schettino che comunque si difende spiegando che non tentò di far ritirare la denuncia ma cercò di dirimere la diatriba familiare nato dopo l’esposto della sorella della vittima.

    https://www.ilmattino.it/caserta/i_poliziotti_nella_setta_dell_esorcista_agenti_adepti_per_fermare_l_inchiesta_su_don_michele-3640659.html

  • CASAPESENNA . L’AVVOCATO TAORMINA CHIEDE GLI ARRESTI DOMICILIARI PER DON MICHELE BARONE

    CASAPESENNA . L’AVVOCATO TAORMINA CHIEDE GLI ARRESTI DOMICILIARI PER DON MICHELE BARONE

    Nelle prossime ore  il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere   potrebbe decidere se concedere o meno i domiciliari a don Michele Barone, il sacerdote di Casapesenna (Caserta) finito in carcere venerdì scorso con l’accusa di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti di tre ragazze, una delle quali di 13 anni, che sarebbero state sottoposte a suo dire a riti di esorcismo, in quanto «possedute».

    L’istanza è stata avanzata dal legale del prete, Carlo Taormina, che difende anche il padre e la madre della minore, finiti ai domiciliari nell’ambito della stessa indagine; per i due coniugi Taormina ha chiesto invece il ritorno in libertà. Non sono molte però le speranze che lo stesso gip che ha firmato l’ordinanza di arresto, accolga ora le richieste del difensore degli indagati; per questo Taormina ha presentato analoghe istanze al Tribunale del Riesame, la cui udienza però non è stata ancora fissata.

    L’indagine sulla vicenda incrocia più fronti: c’è quello delle presunte violenze che sarebbero state perpetrate dal sacerdote nei confronti della 13enne e delle altre due vittime, e quello dell’autorizzazione che Barone avrebbe ricevuto dalla Diocesi di Aversa per praticare i riti esorcistici. Sul primo fronte, la Procura ha ricostruito un quadro da libro dell’orrore, con il prete che avrebbe più volte abusato sessualmente delle ragazze che sottoponeva ad esorcismo; sia Don Michele che i genitori della 13enne, sentiti dal gip nel corso degli interrogatori di garanzia, hanno però categoricamente smentito le contestazioni della Procura, parlando di pratiche connesse al rito di esorcismo.

    «Abbiamo portato nostra figlia da medici specialisti, era in cura anche quando è stata presa in carico da Don Michele» hanno spiegato i coniugi, che si sono detti convinti che la figlia fosse «posseduta perché tutti i medici dicevano che non soffriva di alcun disturbo o patologia psichica, ma lei comunque non stava bene». Il legale della coppia dice oggi che «dopo le pratiche di Don Michele la piccola sta benone»; annuncia inoltre che depositerà un video del viaggio a Cracovia del 20 febbraio scorso da cui emerge «come la piccola sia guarita definitivamente». La ragazza potrebbe anche essere sentita, magari attraverso un incidente probatorio. «Non ci opporremo ad un tale eventualità» dice Taormina.

    Sul secondo fronte, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere guidata da Maria Antonietta Troncone ha sempre sostenuto che Barone avrebbe agito senza alcuna autorizzazione della Curia, cosa confermata dallo stesso Vescovo di Aversa Angelo Spinillo, che attraverso una nota aveva spiegato di aver già ammonito il prete nel dicembre scorso dopo aver saputo dei riti da lui praticati, e di averlo sospeso a metà febbraio.

    Peraltro la Curia ha fatto sapere che l’unico sacerdote autorizzato a compiere riti di esorcismo è don Carlo Aversano, parroco della Chiesa del Santissimo Salvatore di Casal di Principe ed ex superiore di don Peppe Diana prima che questi divenisse parroco della chiesa di San Nicola di Bari e venisse poi ucciso nella sacrestia dal killer dei Casalesi.

    Di Don Carlo hanno parlato i genitori della bimba e lo stesso Barone nel corso degli interrogatori, in cui è stato affermato a chiare lettere che i riti erano regolarmente autorizzati dalla Diocesi. «Dopo le pratiche di don Michele – hanno spiegato i genitori della presunta vittima – ci rivolgemmo a Don Carlo che confermò che nostra figlia era posseduta ma stava guarendo».

    13ENNE ALLE IENE: “STO PEGGIO DI PRIMA” Intanto Le Iene nella puntata di ieri sera hanno parlato ancora del sacerdote:  parlano sia Arianna, dalla cui denuncia è partita l’inchiesta sulla presunta setta del sacerdote, sia la sorellina Giada, vittima dello stesso don Michele. «Tutte queste cose che hanno detto su don Michele, sai come mi ero affezionata a lui… Ora sto più male di prima», dice la bambina, che difende ancora il prete. Colpisce il modo in cui Giada si mostri ancora totalmente soggiogata da lui: attualmente ha iniziato un percorso di riabilitazione con uno psicologo.

    “Aveva atteggiamenti camorristi verso di noi, ci minacciava di bruciarci”, hanno dichiarato alcune vittime,

    «Mi fa stare male il fatto che lei non voglia vedermi – si sfoga Arianna – don Michele l’ha convinta che io fossi il diavolo». Quando Arianna e Giada si rivedono, davanti alle telecamere delle Iene (che mostrano le immagini oscurate facendo sentire solo l’audio), Giada è ancora confusa: per la psicologa non ricorda molto di ciò che è successo. «Per me questo non è stato per niente un aiuto, anzi sto più male di prima – dice la ragazzina – Don Michele lo hanno messo in carcere perché dicono che mi ha violentato ma non è vero».

    CASAPESENNA . L’AVVOCATO TAORMINA CHIEDE GLI ARRESTI DOMICILIARI PER DON MICHELE BARONE

  • Scandalo esorcismo, Don Michele Barone accusa il vescovo Spinillo: “Sapeva tutto”

    Scandalo esorcismo, Don Michele Barone accusa il vescovo Spinillo: “Sapeva tutto”

    Il prete di Casapesenna è accusato di avere abusato sessualmente di due ragazze tra le quali una minorenne

    CASAPESENNA – Arrivano le prime dichiarazioni di don Michele Barone, il sacerdote arrestato dopo il filmato alla trasmissione televisiva Mediaset Le Iene. Il prete è accusato di violenza sessuale a danni di minori.

    Nell’interrogatorio dinnanzi al gip Ivana Salvatore, secondo quanto riporta la testata giornalistica Il Mattino, don Michele ha accusato anche il vescovo della diocesi di Aversa Mons. Angelo Spinillo, dicndo che il religioso sapeva tutto degli esorcismi e che erano atti di purificazione.

    Il prete di Casapesenna, accusato di avere abusato sessualmente di due ragazze tra le quali una minorenne, ha anche quindi respinto le accuse ed ha chiesto di essere scarcerato.

    Scandalo esorcismo, Don Michele Barone accusa il vescovo Spinillo: “Sapeva tutto”

  • Riti esorcisti e violenza sessuale su donne, arrestato sacerdote. Abusi anche su minorenne

    Riti esorcisti e violenza sessuale su donne, arrestato sacerdote. Abusi anche su minorenne

    Un sacerdote del Casertano di 42 anni, è stato arrestato con l’accusa di aver compiuto “medievali e brutali riti esorcisti” su numerose donne, tra cui una minore e una giovane, le cui modalità – secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere – hanno concretizzato la realizzazione della violenza sessuale aggravata. Ai domiciliari sono finite altre tre persone, due delle quali sono genitori della minore vittima e un dirigente della Polizia, amico del sacerdote.

    Il sacerdote arrestato, Michele Barone, era stato sospeso appena una settimana fa per un anno dalle funzioni sacerdotali dal vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo. Del caso si erano occupate le Iene in un servizio in cui si denunciavano esorcismi praticati su una tredicenne che avrebbe avuto problemi psichici.

    Il dirigente di Polizia finito ai domiciliari è Luigi Schettino, alla guida del commissariato di Maddaloni fino a pochi giorni fa. Secondo la Procura era vicino al sacerdote appartenente a una congregazione di diritto diocesano.Il poliziotto avrebbe fatto pressioni sulla sorella di una vittima affinchè ritirasse una denuncia contro il sacerdote e non avrebbe impedito il compimento delle azioni violente. Gli altri due finiti ai domiciliari sono i genitori di una vittima minorenne che sarebbero state consapevoli e addirittura permesso esorcismi irrituali sulla figlia.

    http://www.ansa.it/campania/notizie/2018/02/23/riti-esorcisti-e-violenza-sessuale-su-donne-arrestato-sacerdote.-abusi-anche-su-minorenne_79f80c34-814e-4584-99a6-dfa61d0bbcdf.html

  • Sesso con ventenni e video hot, sequestrato smatphone del sacerdote

    Sesso con ventenni e video hot, sequestrato smatphone del sacerdote

    SUCCIVO – Si amplia l’indagine sullo scandalo che si è abbattuto a inizio dicembre sulla chiesa della Trasfigurazione di Succivo che ha portato ai domiciliari Mario Donadio e Yevheneik Borysyuk, di 22 e 24 anni, con l’accusa di aver tentato di estorcere del denaro al parroco, don Crescenzo Abbate, per evitare di pubblicare un video hard. I carabinieri della compagnia di Marcianise, diretti dal capitano Luca D’Alessandro, infatti, hanno sequestrato anche il cellulare del sacerdote, nel frattempo sospeso dalle sue funzioni dal vescovo di Aversa, Monsignor Angelo Spinillo.

    Sequestro disposto dal magistrato della Procura di Napoli Nord, Giovanni Corona, che sta svolgendo un’indagine a 360 gradi. Vista la delicatezza del caso, gli inquirenti vogliono capire se vi siano state anche responsabilità che costituiscano reato da parte del prete. Responsabilità non solo legate all’episodio della denuncia per estorsione sporta dal sacerdote nei confronti dei due ragazzi, ma capire se vi siano stati in precedenza contatti anche con adolescenti di età inferiore ai 18 anni. Al momento sul tavolo non vi sarebbero elementi concreti che porterebbero in questa direzione, ma la scrupolosità della Procura e degli investigatori non sta lasciando nulla al caso.

    Solo l’analisi tecnica dello smartphone del parroco – molto chiacchierato già prima che lo scandalo raggiungesse le cronache nazionali – metterà un punto fermo sulla questione. Così come saranno fondamentali, per quanto riguarda i fatti legati all’estorsione, i risultati che i consulenti stanno svolgendo sui cellulari dei due ragazzi, sequestrati subito dopo l’arresto, il 5 dicembre scorso, e che dovrebbero arrivare sul tavolo del magistrato il prossimo mese.

    Dagli atti risulta che fu il 24enne di origine ucraina, Borysyuk, a filmare il 7 novembre scorso il prete mentre con lui consumava un rapporto orale. Rapporto che lo stesso parroco ammise di esserci stato in fase di denuncia ai carabinieri. «Ci devi dare mille euro da questo momento e per ogni mese, altrimenti noi facciamo i cattivi e diffondiamo ovunque il video»; questo il messaggio vocale che il sacerdote consegnò ai militari dell’Arma ai quali raccontò di aver dato dei soldi ai due ragazzi anche in precedenza «perché ne avevano bisogno».

  • La Diocesi, dopo 8 anni, sta per intervenire sul caso del prete condannato per pedofilia

    La Diocesi, dopo 8 anni, sta per intervenire sul caso del prete condannato per pedofilia

    Dopo 8 anni dall’arresto, avvenuto nel dicembre del 2007 in flagranza di reato dopo un inseguimento dei carabinieri, la chiesa sembra si sia decisa ad intervenire fattivamente sul caso di don Marco Cerullo, prete di Casal di Principe condannato per un episodio d pedofilia. La condanna a 6 anni e 8 mesi è diventata definitiva nel 2010 dopo la conferma della Cassazione. Il prete fu arrestato in una zona di campagna tra Villa Literno e Casal di Principe, era con un 12enne suo alunno, (insegnava nella scuola media di Villa Literno).

    La notizia di un concreto intervento dell’attuale vescovo di Aversa Angelo Spinillo per ridurre il sacerdote allo stato laicale è stata diffusa dall’avvocato Sergio Cavaliere, law firm di San Cipriano d’Aversa noto per la sua attività nella difesa nelle vittime di atti pedofoli commessi da religiosi.

    L’arresto

    Il sacerdote fu arrestato dopo che i militari notarono un’auto ferma in una stradina isolata, si avvicinarono, e secondo le accuse, contestate dal Pm Antonio Ricci, notarono che il parroco avrebbe costretto il ragazzino a subire inequivocabili atti sessuali. Cerullo, secondo fonti legali, vistosi scoperto avrebbe tentato di scappare: mise in moto l’auto costringendo i carabinieri ad un inseguimento, lo raggiunsero quando la sua macchina rimase bloccata in un punto in cui la strada campestre era impercorribile.

    Le motivazioni di primo grado

    Il giudice Chiaromonte nelle motivazioni della sentenza di primo grado scrisse che Cerullo una volta fermato dai carabinieri “ammetteva spontaneamente quanto accaduto, aggiungendo anche ulteriori particolari”, poi in sede di convalida dell’arresto “ridimensionava se non addirittura escludeva le sue responsabilità”. Lo aveva portato con se per andare ad acquistare colori che dovevano servire ad addobbare il presepe. Dallo stesso atto si è appreso anche che il ragazzino ha rivelato agli inquirenti che don Cerullo, gli avrebbe chiesto di avere rapporti sessuali anche in precedenti occasioni. Il Consulente della procura nella sua perizia aveva sostenuto che gli abusi sarebbero avvenuti più di una volta, e il giudice nelle motivazioni scrisse che il prete avrebbe mandato al 12enne: “messaggi amorosi e persino paventandogli la possibilità di morire qualora non avesse accondisceso ai suoi approcci sessuali”. Abusi che sarebbero avvenuti non solo in auto ma anche nell’abitazione di don Cerullo, in merito a questo il difensore nel tentativo di farlo scagionare, ha ricordato che in casa potevano esserci anche i suoi parenti, inoltre lo ha descritto come un promettente teologo. Dall’inchiesta è emerso che Don Marco Cerullo, aveva contatti con il 12enne non solo perché era il suo insegnante di religione in un scuola media (secondaria di primo grado) di Villa Literno, ma era considerato dalla famiglia dell’adolescente una figura di riferimento.

    http://www.corrierediaversaegiugliano.it/component/content/article/1-notizie/24258-la-diocesi-dopo-8-anni-sta-per-intervenire-sul-caso-del-prete-condannato-per-pedofilia

  • Sergio Cavaliere: “Il vescovo Spinillo mi ha comunicato che don Marco Cerullo, prete condannato in Cassazione per pedofilia, è stato dimesso dallo stato di sacerdote”

    Sergio Cavaliere: “Il vescovo Spinillo mi ha comunicato che don Marco Cerullo, prete condannato in Cassazione per pedofilia, è stato dimesso dallo stato di sacerdote”

    Il vescovo di Aversa, mons. Angelo Spinillo, comunica le dimissioni dallo stato clericale di don Marco Cerullo, prete pedofilo.
    Nel corso della serie di iniziative telematiche promosse dalla diocesi di Aversa su Facebook per comunicare con i fedeli, su mia precisa domanda riguardante lo status del sacerdote pedofilo don Marco Cerullo, incardinato nella diocesi di Aversa, condannato in Cassazione a 6 anni e 8 mesi per pedofilia su un bimbo di 12 anni, da me assistito, il vescovo Spinillo ci ha risposto in privato che don Cerullo è stato dimesso dallo stato clericale. Mons. Spinillo ha precisato che si è trovato a dover gestire la pesante eredità lasciatagli dal predecessore e si è augurato che sia la vittima che don Marco possano ritrovare la serenità.
    Su nostra richiesta di avere le documentazione relativa al caso ci ha invitao a presentare richiesta scritta alla diocesi, che la vittima e il sottoscritto procuratore hanno regolarmente inviato con lettera racc. a.r.
    Mentre restiamo in attesa della consegna della documentazione vaticana, da parte della Congregazione per la dottrina della fede, competente in materia di abusi sessuali su minori, e, per essa, dalla diocesi di Aversa, segnaliamo che sulla pagina facebook della diocesi di Aversa https://www.facebook.com/chiesadiaversa è stata riproposta l’iniziativa di dialogo per il 9 luglio 2015.
    La intera vicenda del sacerdote don Marco Cerullo è possibile ricostruirla qui:
    Avv. Sergio Cavaliere“