Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Anthony Apuron

  • Condannato per pedofilia l’arcivescovo di Guam

    Condannato per pedofilia l’arcivescovo di Guam

    Anthony Apuron era stato accusato di pedofilia. Si è concluso il processo del Tribunale apostolico di primo grado

    Anthony Sablan Apuron, arcivescovo di Agana, a Guam, 72 anni, è stato condannato in primo grado per abusi sessuali. Il Tribunale Apostolico della Congregazione per la Dottrina della Fede, composto da cinque giudici, ha emesso la sentenza di primo grado, dichiarando l’imputato colpevole di alcune delle accuse e imponendo all’imputato le pene di cessazione dall’ufficio e il divieto di residenza nell’Arcidiocesi di Guam.

    Nel maggio 2016 l’arcivescovo americano venne accusato di aver abusato sessualmente di un uomo, Roy Taitague Quintanilla, all’epoca dodicenne, nel 1972, quando era ancora un semplice sacerdote. Apuron negò tali accuse, ma la vicenda portò a dimettersi dai loro incarichi alcuni membri di uffici diocesani.

    Appartenente all’Ordine dei frati minori cappuccini, si autosospese da ogni funzione dopo essere stato accusato di aver commesso abusi sessuali su minori.

    http://www.repubblica.it/vaticano/2018/03/16/news/condannato_per_pedofilia_l_arcivescovo_guam-191445017/

  • Accuse di abusi e tensioni con i neocatecumenali avvelenano la Chiesa di Gaum

    Accuse di abusi e tensioni con i neocatecumenali avvelenano la Chiesa di Gaum

    Ma che accade nell’Isola di Guam? Una legge locale ha (giustamente) eliminato la prescrizione per quanto riguarda gli abusi sessuali sui minori e la Chiesa locale è stata travolta da richieste milionarie di indennizzi, essendo i presunti colpevoli quasi tutti morti o ultranovantenni. Le accuse hanno toccato anche la persona dell’arcivescovo cappuccino, monsignor Anthony Apuron, che è stato denunciato da 4 chierichetti, che dicono di essere stati abusati da “fr. Anthony” nella sacrestia della sua parrocchia, e da un nipote che ha raccontato di essere stato violentato in occasione di un pranzo familiare. Il presule sostiene però di non aver mai frequentato quel ramo della famiglia e questa circostanza smonterebbe la veridicità delle asserzioni della vittima (ma non quella delle tre altre denunce).

    Papa Francesco mercoledì scorso ha abbracciato (nella foto) il vescovo, che è gravemente ammalato, ma i suoi atti di governo sono andati nella direzione di un’applicazione corretta e senza sconti delle norme. Infatti ha prima provveduto a nominare un delegato apostolico, monsignor Hon Tai-Fai, già segretario del dicastero dell’Evangelizzazione dei popoli e attualmente nunzio in Grecia, e poi un coadiutore con pieni poteri, il presule statunitense Michael Byrnes, mentre il cardinale Leo Raymond Burke (noto per la sua strenua opposizione al Papa ma da questo considerato un giudice preparato e competente) ha ricevuto il mandato di presiedere in loco un processo canonico del quale si attende il verdetto.

    Le difficoltà della Chiesa – racconta il sito specializzato Vaticaninsider in due documentati reportage – sono poi aggravate da un conflitto che si è creato tra monsignor Byrnes e il Movimento Neocatecumenale, che sull’Isola è presente con diverse famiglie di missionari laici e aveva aperto un grande seminario “Redemptoris Mater” destinato a formare sacerdoti provenienti dall’intera area del Pacifico. L’amministratore apostolico non condivide l’impostazione di questo Movimento e ritiene inoltre che Guam non sia il luogo adatto a un seminario internazionale. E qualche giorno fa il Papa ha ricevuto un ricorso canonico firmato da circa venticinque tra sacerdoti, avvocati e personalità preminenti di Guam, che si appellavano al Pontefice per intervenire sulla decisione di Byrnes in quanto essa – si legge – “ha inflitto un danno spirituale, morale e fisico ai fedeli di Guam come risultato del suo agire senza rispettare il diritto canonico”. In effetti però rientra pienamente nelle competenze di un coadiutore con pieni poteri (o di un vescovo ordinario) decidere in merito alla pastorale sul suo territorio, comprese le spiacevoli decisioni che hanno riguardato il Movimento Neocatecumenale a Guam.
    Insomma nell’Isola affiliata agli Stati Uniti (e che la Corea del Nord ha minacciato di voler bombardare con i suoi missili nucleari) Papa Francesco si trova a dover affrontare un puzzle molto complesso, nel quale si mischiano malvagità e buone intenzioni in un groviglio apparentemente inestricabile.

  • Pacifico, indagini su un arcivescovo accusato di abusi su minori  Il Vaticano invia il cardinale Burke

    Pacifico, indagini su un arcivescovo accusato di abusi su minori Il Vaticano invia il cardinale Burke

    Il porporato americano guiderà le indagini di un tribunale nell’arcipelago delle Marianne. Dovrà raccogliere testimonianze e documenti per la Congregazione

    CITTÀ DEL VATICANO Il Vaticano ha spedito il cardinale americano Raymond Burke, capofila degli oppositori a Francesco, su un’isola del Pacifico, nell’arcipelago delle Marianne. Nessun esilio né ritorsione contro il porporato ultraconservatore che si proponeva di «correggere» la dottrina del Papa, comunque. Il fatto è che il cardinale, ha spiegato ieri la Santa Sede, era stato scelto il 5 ottobre come presidente di un «tribunale di prima istanza» della Congregazione per la Dottrina della fede, l’ex Sant’Uffizio, per indagare un caso di abusi su minori che vede accusato l’arcivescovo di Guam Anthony Apuron, 71 anni. Del tribunale fanno parte altri quattro giudici, tutti vescovi. È stato il quotidiano locale Pacific Daily News a informare ieri che il cardinale era arrivato sull’isola per raccogliere la deposizione di un ex chierichetto, prevista oggi.

    Deposizioni

    I fatti risalirebbero agli Anni Settanta: l’arcivescovo Apuron è inseguito da quattro diverse accuse – tre uomini, tutti ex chierichetti, e la madre di un quarto, morto nel frattempo – e per parte sua si dice innocente. Francesco, in ottobre, ha nominato il vescovo Michael J. Byrnes come «coadiutore» della diocesi di Agana, con pieni poteri. Il «tribunale di prima istanza» presieduto da Burke dovrà raccogliere testimonianze e documentazione da trasmettere alla Congregazione. Ancora non si sa, si spiega Oltretevere, quanto tempo dovrà restare il cardinale, fino al 2014 prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura apostolica e poi trasferito all’incarico meno prestigioso di «patrono» dell’Ordine di Malta.

    http://www.corriere.it/cronache/17_febbraio_15/pacifico-indagini-un-arcivescovo-accusato-abusi-minori-vaticano-invia-cardinale-burke-6d33119a-f3b9-11e6-92b7-e122e5d79b5c.shtml