Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Anthony Sablan Apuron

  • Condanna in appello per il vescovo dei Neocatecumenali di Guam, ma senza ridurlo allo stato laicale

    Condanna in appello per il vescovo dei Neocatecumenali di Guam, ma senza ridurlo allo stato laicale

    di Franca Giansoldati

    Città del Vaticano – Il vescovo vicino ai Neocatecumenali dell’isola di Guam è stato definitivamente riconosciuto colpevole di abusi su minori (persino su suo nipote) anche in appello, Il Vaticano ha reso nota oggi la sentenza, confermando il giudizio in primo grado del Tribunale della congregazione della Fede. Monsignor Anthony Sablan Apuron, cappuccino ed ex arcivescovo di Agaña, sull’isola di Guam, ha continuato a dichiararsi innocente. Le pene imposte riguardano la privazione dell’ufficio; il divieto perpetuo di dimorare anche temporaneamente nell’arcidiocesi di Agaña; il divieto di usare le insegne proprie dell’ufficio di vescovo. Tuttavia il Vaticano non lo ha dimesso dallo stato clericale. Questa decisione rappresenta la conclusione definitiva del caso. Non è possibile ulteriore appello.

    La prima condanna era stata decisa lo scorso 16 marzo 2018 dal Tribunale Apostolico della Congregazione per la Dottrina della Fede che lo aveva giudicato in Prima Istanza dichiarando l’imputato colpevole di delitti contro il Sesto Comandamento con minori.

    Sono 5 i minori che lo accusano, tra i quali sia Roy Taitague Quintanilla, violentato nel 1972, quando era dodicenne, che il proprio nipote Mark Apuron. Quest’ultimo in un’intervista rilasciata ad un’agenzia di notizie guamegna ha raccontato di aver subito a 16 anni, nel bagno di casa, durante una cena di famiglia, le attenzioni del vescovo cappuccino.

    Lo stupro di Mark risalirebbe agli anni 1989-1990, secondo quanto affermato dall’uomo difeso dall’avvocato David Lujun abuso, da parte dello zio, Il presule ha sostenuto però di non aver mai frequentato quel ramo della propria famiglia. Gli altri quattro accusatori sono ex chierichetti che affermano di essere stati violentati nella parrocchia di Our Lady of Mount Carmel dall’allora parroco don Anthony.

    L’anno scorso il vescovo in sedia a rotelle per ragioni di salute aveva incontrato in Vaticano Papa Francesco. Il Papa lo aveva abbracciato e confortato.  A difendere  il vescovo pedofilo c’era il Cammino presente sull’isola con diverse famiglie di missionari laici.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/papa_francesco_neocatecumnali_abusi_pedofilia_guam-4407789.html

  • Guam, diocesi sull’orlo della bancarotta: deve risarcire 115 milioni di dollari alle vittime di abusi

    Guam, diocesi sull’orlo della bancarotta: deve risarcire 115 milioni di dollari alle vittime di abusi

    CITTA’ DEL VATICANO – Sull’orlo della bancarotta. L’arcidiocesi di Guam – l’isola americana in Micronesia – è prossima al fallimento a causa  di 180 denunce per abusi sessuali. Il Guam Daily Post ha parlato di un risarcimento di circa 115 milioni di dollari, una cifra monstre, che obbligherà la Chiesa a vendere molte delle sue proprietà per risarcire le vittime e per curare i sopravvissuti agli abusi.

    L’annuncio del ricorso al fallimento e’ stato accolto da alcuni degli avvocati che rappresentano alcune vittime di abusi sessuali. “La bancarotta fornisce l’unico percorso realistico per liquidare le richieste pendenti e future”, ha detto l’avvocato Leander James, dello studio legale James, Vernon e Weeks, che rappresenta diverse vittime di abusi accanto al procuratore locale Tony Perez.

    Nei mesi scorsi la diocesi di Guam è stata al centro delle preoccupazioni del Papa perché tra gli accusati di pedofilia c’era l’arcivescovo vicino ai neocatecumenali Anthony Sablan Apuron, un caso che è stato trattato con grande attenzione.

    Il Tribunale Apostolico della Congregazione per la Dottrina della Fede, composto da cinque giudici, ha emesso la sentenza di primo grado, dichiarando l’imputato colpevole di alcune delle accuse e imponendo all’imputato le pene di cessazione dall’ufficio e il divieto di residenza nell’Arcidiocesi di Guam.

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/papa_abusi_vaticano_pedofilia_guam_usa_vittime_bancarotta-4091559.html

  • Pedofilia, per l’arcivescovo di Guam una condanna a metà: niente riduzione allo stato laicale

    Pedofilia, per l’arcivescovo di Guam una condanna a metà: niente riduzione allo stato laicale

    Città del Vaticano Colpevole di abusi, ma non del tutto. Una specie di punizione a metà per l’arcivescovo neocatecumenale di Guam, accusato di pedofilia, per commesso abusi su minori e di conseguenza messo sotto processo – previa complicata indagine – in Vaticano. La decisione finale emessa dal tribunale della Congregazione della Dottrina della Fede prevede che il prelato venga rimosso con il divieto di mettere piede sull’isola del Pacifico. Nessun altro provvedimento, invece, è stato preso sul suo status di prete e di vescovo. In pratica monsignor Anthony Sablan Apuron, 73 anni, frate cappuccino, continuerà come sempre a fare il prete, a celebrare la messa come se niente fosse. Papa Francesco ha acconsentito a non ridurlo allo stato laicale probabilmente per il suo stato di salute. Una decisione che la comunità cattolica di Guam farà fatica a comprendere ma che si uniforma ad altre decisioni miti sulla pedofilia, per esempio quella nei confronti del prete cileno Karadima. Anche per lui è stato evitato che venisse ridotto allo stato laicale, tanto che ora vive da pensionato in un buen retiro cileno.

    A rendere noto il risultato del processo vaticano è uno scarno bollettino della sala stampa che ancora una volta non rende pubblico nessun particolare, nemmeno sui reati che sono stati contestati all’arcivescovo. «Il Tribunale Apostolico della Congregazione per la Dottrina della Fede, composto da cinque giudici ha emesso la sentenza di primo grado, dichiarando l’imputato colpevole di alcune delle accuse e imponendo all’imputato le pene di cessazione dall’ufficio e il divieto di residenza nell’Arcidiocesi di Guam».

    Nel comunicato si fa riferimento ad «Alcune accuse», ma senza spiegare all’opinione pubblica di cosa si tratta. La trasparenza che tante volte Papa Francesco aveva promesso ai fedeli per rendere loro conto della mano ferma nel giudicare i preti pedofili sembra venire meno. Naturalmente la sentenza potrà essere oggetto di un eventuale ricorso in appello.

    Apuron che si è sempre dichiarato innocente, anche a verdetto pronunciato ha ribadito la sua estraneità. «Mentre sono sollevato dal fatto che il Tribunale apostolico abbia respinto la maggior parte delle accuse contro di me, ho impugnato il verdetto. Dio mi è testimone; sono innocente e attendo che la mia innocenza sia dimostrata nel processo di appello».

    Il caso era scoppiato nel 2016 quando l’arcivescovo si era auto-sospeso dalle sue funzioni dopo essere stato accusato di abusi sessuali da alcuni chierichetti. Le vicende risalgono alla fine degli anni Settanta. A questi guai se ne erano aggiunti altri, stavolta di natura finanziaria. L’arcivescovo aveva lasciato le casse della diocesi di Guam al verde e coperte di debiti per spese immobiliari non andate a buon fine. Nel 2016 il Vaticano aveva nominato un amministratore esterno nella persona di monsignor Savio Hon attuale nunzio in Grecia. Al lavoro svolto dall’amministratore si è poi aggiunto un ulteriore indagine affidata al cardinale ultra conservatore Leonard Burke, canonista, che si era recato a Guam nel 2017 per raccogliere tutte le prove per il processo vaticano. Anche un nipote dell’arcivescovo lo accusa di molestie.

    https://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/vaticano_guam_arcivescovo_papa_francesco_pedofilia_condanna-3611022.html

  • Abusò di chierichetti e nipote. Condanna mite per l’arcivescovo di Guam: perde l’incarico ma non l’ordine sacro

    Abusò di chierichetti e nipote. Condanna mite per l’arcivescovo di Guam: perde l’incarico ma non l’ordine sacro

    “Colpevole di alcune delle accuse”. Dunque una condanna a metà (che lascia un po’ perplessi). Questa la soluzione che il Tribunale Apostolico della Congregazione per la Dottrina della Fede, presieduto su incarico del Papa dal cardinale arcitradizionalista Leo Raymond Burke, ha escogitato per risolvere la penosa vicenda dell’arcivescovo di Agana (la diocesi dell’Isola di Guam), monsignor Anthony Sablan Apuron, frate cappuccino accusato di abusi sessuali su 5 minori, tra i quali sia Roy Taitague Quintanilla, violentato nel 1972, quando era  dodicenne, che il proprio nipote Mark Apuron. Quest’ultimo in un’intervista rilasciata ad un’agenzia di notizie guamegna ha raccontato di aver subito  a 16 anni, nel bagno di casa, durante una cena di famiglia, le morbodse attenzioni del vescovo cappuccino.

    Lo stupro di Mark risalirebbe agli anni 1989-1990, secondo quanto affermato dall’uomo difeso dall’avvocato David Lujun abuso, da parte dello zio,  Il presule ha sostenuto però di non aver mai frequentato quel ramo della propria famiglia. Gli altri quattro accusatori sono ex chierichetti che affermano di essere stati violentati nella parrocchia di Our Lady of Mount Carmel dall’allora parroco don Anthony.

    Una sentenza di compromesso (la pena prevista per gli abusi sui minori è la riduzione allo stato laicale) conclude dunque “il processo canonico in relazione alle accuse, incluse quelle di abusi sessuali su minori” a carico del presule. “Il Tribunale Apostolico della Congregazione per la Dottrina della Fede, composto da cinque giudici, ha emesso – si legge nella nota diffusa dlla Sala Stampa della Santa Sede – la sentenza di primo grado, dichiarando l’imputato colpevole di alcune delle accuse e imponendo all’imputato le pene di cessazione dall’ufficio e il divieto di residenza nell’Arcidiocesi di Guam”. La sentenza “rimane soggetta ad eventuale ricorso. In assenza di appello, la sentenza diventa definitiva ed effettiva. In caso di appello, le pene imposte sono sospese fino alla risoluzione finale”.

    Qualche mese fa il vescovo – che è in sedia a rotelle per ragioni di salute – aveva incontrato in Vaticano Papa Francesco. “Santo Padre, prima di morire volevo vederla”, aveva spiegato al Papa che pur abbracciandolo e confortandolo ha posto fino ad ora, nella gestione del caso, atti di governo nella direzione di un’applicazione corretta e senza sconti delle norme. Infatti ha prima provveduto a nominare un delegato apostolico, monsignor Hon Tai-Fai, già segretario del dicastero dell’Evangelizzazione dei popoli e attualmente nunzio in Grecia, e poi un coadiutore con pieni poteri, il presule statunitense Michael Byrnes, mentre il cardinale Leo Raymond Burke (noto per la sua strenua opposizione al Papa ma da questo considerato un giudice preparato e competente) ha ricevuto il mandato di presiedere in loco un processo canonico del quale è arrivato questo non chiaro verdetto.

    Attualmente le difficoltà della Chiesa sull’isola di Guam sono aggravate da un conflitto che si è creato tra monsignor Byrnes e il Movimento Neocatecumenale, che sembra credere all’innocenza di Apuron ed è presente con diverse famiglie di missionari laici.

    Il “Cammino neo catecumenale” aveva aperto un grande seminario “Redemptoris Mater” destinato a formare sacerdoti provenienti dall’intera area del Pacifico. L’amministratore apostolico non condivide l’impostazione di questo Movimento e ritiene inoltre che Guam non sia il luogo adatto a un seminario internazionale. Inn merito, il Papa ha ricevuto un ricorso canonico firmato da circa venticinque tra sacerdoti, avvocati e personalità preminenti di Guam, che si appellavano al Pontefice per intervenire sulla decisione di Byrnes in quanto essa – si legge – “ha inflitto un danno spirituale, morale e fisico ai fedeli di Guam come risultato del suo agire senza rispettare il diritto canonico”. In effetti però rientra pienamente nelle competenze di un coadiutore con pieni poteri (o di un vescovo ordinario) decidere in merito alla pastorale sul suo territorio, comprese le spiacevoli decisioni che hanno riguardato il Movimento Neocatecumenale a Guam.

  • Condannato per pedofilia l’arcivescovo di Guam

    Condannato per pedofilia l’arcivescovo di Guam

    Anthony Apuron era stato accusato di pedofilia. Si è concluso il processo del Tribunale apostolico di primo grado

    Anthony Sablan Apuron, arcivescovo di Agana, a Guam, 72 anni, è stato condannato in primo grado per abusi sessuali. Il Tribunale Apostolico della Congregazione per la Dottrina della Fede, composto da cinque giudici, ha emesso la sentenza di primo grado, dichiarando l’imputato colpevole di alcune delle accuse e imponendo all’imputato le pene di cessazione dall’ufficio e il divieto di residenza nell’Arcidiocesi di Guam.

    Nel maggio 2016 l’arcivescovo americano venne accusato di aver abusato sessualmente di un uomo, Roy Taitague Quintanilla, all’epoca dodicenne, nel 1972, quando era ancora un semplice sacerdote. Apuron negò tali accuse, ma la vicenda portò a dimettersi dai loro incarichi alcuni membri di uffici diocesani.

    Appartenente all’Ordine dei frati minori cappuccini, si autosospese da ogni funzione dopo essere stato accusato di aver commesso abusi sessuali su minori.

    http://www.repubblica.it/vaticano/2018/03/16/news/condannato_per_pedofilia_l_arcivescovo_guam-191445017/

  • Il Papa richiama monsignor Hon. A Guam un coadiutore da Detroit

    Il Papa richiama monsignor Hon. A Guam un coadiutore da Detroit

    Si è conclusa la missione dell’arcivescovo salesiano cinese Savio Hon Tai-Fai quale amministratore apostolico “sede plena” della diocesi di Agana in Guam, un piccolo arcipelago dell’Oceano Pacifico nei pressi delle Isole Marianne Settentrionali che fa parte degli Stati Uniti. Il Papa ha nominato, infatti, oggi arcivescovo coadiutore con facoltà speciali di Agana (Guam), nelle Isole del Pacifico, il vescovo statunitense Michael Jude Byrnes, finora ausiliare di Detroit.

    Il salesiano Hon – che, come ricorda l’Agi, il Papa Emerito Benedetto XVI aveva voluto alla Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli su suggerimento del cardinale Tarcisio Bertone – formalmente aveva mantenuto anche l’incarico di Curia a Roma. L’arcivescovo di Agana il francescano minore Anthony Sablan Apuron, 70 anni, era stato accusato di recente di aver compiuto molestie sessuali su minori prima di diventare vescovo. In seguito a queste accuse, alcuni membri della commissione diocesana hanno rassegnato le proprie dimissioni. In passato lo stesso prelato paragonò l’attivismo per i diritti gay al terrorismo islamico. Il vescovo francescano è di fatto rimosso anche se gli rimane il titolo, in quanto i pieni poteri erano andati prima all’amministratore inviato dal Vaticano e vanno ora al nuovo coadiutore.