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Tag: Augusta
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“La molestò durante la confessione”, 5 anni a prete di Augusta
Molestò una giovane donna durante la confessione: per questo un sacerdote di Augusta è stato condannato a 5 anni di reclusione dai giudici di primo grado del tribunale di Siracusa. La sentenza è stata emessa nei confronti di Gaetano Incardona, 76 anni, che era stato arrestato dai carabinieri il 28 febbraio del 2013 al termine di un’indagine nata dopo la denuncia di una ventunenne. La ragazza, nella sua deposizione agli inquirenti, raccontò di essere stata molestata dall’arciprete durante la confessione. Per incastrarlo, i carabinieri piazzarono delle microcamere che ripresero le attenzioni morbose nei confronti della vittima. -

Chiesa e abusi: Augusta, accusa don Gaetano Incardona, viene emarginata dai suoi concittadini
«Sei una puttana» è probabilmente l’insulto meno offensivo che abbia ricevuto, sicuramente meno umiliante di chi l’ha cacciata via dal proprio negozio, come se avesse la peste.
Per gli abitanti di Augusta (Sr), Mary (nome di fantasia) è una puttana perché ha provocato Gaetano Incardona, all’epoca dei fatti arciprete della basilica siracusana. E’ colpa sua se in un pomeriggio del febbraio di quasi due anni fa don Gaetano non ci ha visto più e anziché confessarla le si è avventato addosso, trascinandola quasi con forza in sacrestia, come testimonia il suo racconto, e ha cominciato a palpeggiarla, a toccarla e baciarla contro la sua volontà. In nome di Dio, sia ben chiaro, voleva solo toglierle il demonio di torno e assolverla dai peccati. E magari da ogni turbamento.
Troppo bella Mary, con le sue forme sinuose, quei riccioli da bambolina e quel viso luminoso. Come avrebbe potuto un uomo non approfittare di lei? Colpa sua, le sta bene, non doveva andare a disturbare la quiete ormonale di un sacerdote rintanatosi tra le mura sacre di una chiesetta e in procinto di celebrare un funerale. Già, il funerale, tanto belli quei riccioli da dimenticarsi che ai piedi dell’altare c’è un morto che aspetta la benedizione per l’ultimo, estremo saluto.
Quando la giovane 21enne riesce finalmente a liberarsi dalle grinfie del presunto molestatore, raggiunge suo padre in lacrime. E vomita. Sente ancora la puzza addosso di don Gaetano. Suo padre la convince a recarsi in caserma, ma lì, come accade spesso, trova l’amara sorpresa. Strane le leggi italiane, seppur comprensibili in tutta la loro controversia. I carabinieri, purtroppo, non possono agire se non hanno prove. Così, la vittima è costretta a ritornare nello stesso posto, a farsi molestare di nuovo, per dimostrare semplicemente che i suoi racconti non sono frutto della fantasia. Ma stavolta, sparse sul “corpo del reato” ha un po’ di telecamere nascoste, che registrano tutto. Per Gaetano Incardona scattano immediatamente le manette, che lo vedono alle prese, per un po’ di giorni, con la misura cautelare domiciliare e successivamente con un inquietante silenzio innanzi al Gip. Per Mary, però, l’incubo è tutt’altro che finito.
Bella la Sicilia, con i suoi panorami unici e mozzafiato, tanto bella quanto arretrata, per certi aspetti. Un popolo, come accade ancora nel sud in generale, che non è ancora pronto per scagliarsi contro uomo di Chiesa. Neanche di fronte all’evidenza. Che poi le Ave Maria e i Padre Nostro non bastano più per ridare verginità alla coscienza. Maglio prendersela con chi le molestie le ha subite. D’altronde se Mary non avesse quel corpo, probabilmente nessuno le avrebbe messo un dito addosso. E questo fa di lei una poco di buono, una peccaminosa provocatrice.
Ovunque vada le puntano il dito contro, si mormora, gli sguardi sprezzanti si sprecano, c’è anche chi si sente in dovere di uscire dalla proprio bottega e indirizzarle qualche offesa in mezzo alla strada. Succede anche che quando la ragazza fa stampare dei manifesti per chiedere che venga fuori la verità, qualcuno, di notte, vigliaccamente, glieli fa a pezzi. La situazione diventa insopportabile, smette di andare all’università ed entra in analisi. Ma non basta. Per sottrarsi alla furia cieca delle comari casa e chiesa, è costretta all’esilio a Palermo. Don Gaetano Incardona, invece, come vuole la prassi, viene trasferito dal Vescovo in una parrocchia poco lontano, in attesa del processo. Ma lì, per fortuna, la gente si ribella, protesta, nessuno vuole quell’uomo. Qualcosa evidentemente sta cambiando. Viene nuovamente trasferito e mandato in un’altra parrocchia alle porte di Augusta, anche qui, come se niente se fosse. Ma il tempo, si sa, a differenza di certi uomini, è galantuomo.
La stampa locale raccoglie le testimonianze di altre presunte vittime, spinte dal coraggio della ragazza, tra le quali quella del padre di una bambina di dieci anni, che sarebbe stata addirittura violentata tempo prima. Mary non è più sola e neanche più una bugiarda. Torna nella sua Augusta e affronta con caparbietà tutte le fasi di un processo, che però va a rilento, tra continui ritardi e forse la beffa. Si riprenderà il prossimo novembre con l’imputato rinviato a giudizio per molestie e non per violenza sessuale.
Poco male, la giovane grazie all’amore della sua famiglia, nonostante i violenti attacchi d’ansia che da quel giorno non l’hanno più lasciata, è tornata a vivere e a sperare di avere la sua fetta di giustizia. Perché in fondo quello che chiede è di essere creduta, per riavere indietro la sua dignità e per evitare che succeda ancora, a chiunque. Anche nella Sicilia bigotta e ancora troppo timorata di Dio.
*Si ringraziano l’associazione “Rete l’abuso” e il suo Presidente Francesco Zanardi
http://www.notia.it/2015/10/chiesa-e-abusi-augusta-accusa-don-gaetano-incardona-viene-emarginata-dai-suoi-concittadini/
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Augusta, sesso con migranti minorenni: arrestato professore di religione
Stava facendo sesso con due minorenni extracomunitari. E’ stato arrestato così, in flagrante, Giuseppe Abbate, un insegnante di religione di 50 anni. Abbate era stato fino a pochi anni fa anche assessore provinciale al Bilancio e al Patrimonio e si era candidato al consiglio comunale di Augusta, in provincia di Siracusa, senza poi essere eletto.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Catania, sono iniziate dopo le dichiarazioni che un migrante minorenne ha rilasciato alla Squadra mobile di Roma. Il ragazzo, un egiziano arrivato in Italia diversi mesi fa e ospitato in una casa famiglia della Capitale, alle forze dell’ordine ha detto che Abbate, nominato tutore di diversi minorenni, era solito consumare rapporti sessuali con giovani migranti ricompensandoli con regali o denaro.
A quel punto gli agenti hanno chiesto alla Procura di Catania, competente in materia di prostituzione minorile, l’autorizzazione a svolgere una serie di accertamenti. Al termine dei quali gli investigatori, coordinati dal dirigente Tito Cicero, hanno sorpreso l’uomo con i due minorenni, di 15 e 16 anni. Il più grande gli era stato affidato dal Tribunale. Abbate è stato rinchiuso nel carcere di Cavadonna di Siracusa. La diocesi diSiracusa intanto, fa sapere che l’arcivescovo Salvatore Pappalardo ha emesso per Abbate un decreto di sospensione dall’insegnamento.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/05/augusta-sesso-con-migranti-minorenni-arrestato-professore-di-religione/1750596/
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Augusta. Insegnante di religione arrestato: “atti sessuali con minorenni extracomunitari”
Lo hanno sorpreso mentre stava “consumando” con due minorenni extracomunitari. Ha provato a balbettare qualche spiegazione che certo non gli ha risparmiato l’arresto in flagranza di reato. In manette un insegnate di religione di Augusta, Giuseppe Abbate, cinquant’anni.
Si sono chiuse così le indagini coordinate dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, con la collaborazione della Squadra Mobile di Siracusa.
Tutto comincia con le dichiarazioni rese alla Mobile di Roma da un migrante minorenne egiziano, giunto in Italia con uno sbarco diversi mesi addietro. E’ il primo ad accusare Abbate, nominato tutore di diversi minorenni: “era solito consumare rapporti sessuali con giovani migranti ricompensandoli con regali o denaro”, racconta.
Verificata l’attendibilità delle dichiarazioni del giovane egiziano, la Mobile di Siracusa ha chiesto alla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, competente in materia di prostituzione minorile, l’autorizzazione a svolgere una serie di attività tecniche.Fino ad ieri, quando hanno sorpreso l’indagato nella flagranza del reato con due minorenni migranti, in atteggiamento inequivocabile.
I due minori, ascoltati dagli agenti, hanno fornito importanti elementi di prova a carico dell’insegnante di religione. Che è stato arrestato con l’accusa di prostituzione minorile e atti sessuali con minorenni.
Si trova a Cavadonna, a disposizione della Procura della Repubblica di Siracusa per la convalida dell’arresto.
https://www.siracusaoggi.it/augusta-insegnate-di-religione-arrestato-atti-sessuali-con-minorenni-extracomunitari/?print=print
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Rimesso in libertà don Gaetano Incardona
L’arciprete, che deve rispondere di abusi sessuali su una ragazza, non potrà risiedere ad Augusta. Nuove accuse da un’altra donna
VITTORIA. Il gip del tribunale di Siracusa Michele Consiglio ha disposto la revoca della misura degli arresti domiciliari per don Gaetano Incardona, l’arciprete della chiesa Madre di Augusta di 74 anni, originario di Buccheri da ma oltre quarant’anni residente ad Augusta, colpito da una misura restrittiva eseguita il 28 febbraio scorso dai carabinieri del Nucleo operativo con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di una studentessa universitaria di 21 anni.
Il giudice, accogliendo un’istanza di scarcerazione presentata dai difensori del sacerdote, gli avvocati Ettore Randazzo e Pucci Piccione, ha imposto all’indagato unicamente il divieto di soggiorno nel comune di Augusta. Sull’istanza, accompagnata dall’imposizione dell’obbligo di legge, ha espresso un parere favorevole il pubblico ministero Antonio Nicastro che coordina le indagini tuttora in corso.
Il magistrato inquirente ha sottoposto padre Gaetano Incardona a un secondo interrogatorio, dopo il primo condotto subito dopo l’esecuzione della misura cautelare, nel corso del quale il sacerdote ha ribadito la propria estraneità alla vicenda giudiziaria.
Chi si aspettava un’ammissione di responsabilità, di fronte alle intercettazioni ambientali ed alla ripresa effettuata con una videocamera nascosta dalla vittima d’intesa con i carabinieri, è andato deluso.Don Gateano Incardona ha negato tutte le accuse sostenendo di non avere nutrito alcuna intenzione di molestare la ragazza e non di averlo fatto in precedenza ai danni di altre donne. Al termine dell’interrogatorio la difesa ha presentato al gip l’istanza di remissione in libertà sostenendo che non sussiste né il pericolo di inquinamento delle prove né di fuga o di reiterazione del reato.
Il rappresentante della pubblica accusa si è dichiarato favorevole a condizione che al sacerdote venisse imposto il divieto di soggiornare ad Augusta. Le indagini sul caso, che presenta ancora adesso alcuni lati poco chiari, intanto proseguono. Al vaglio degli investigatori vi sono le dichiarazioni di un’altra donna che, dopo avere appreso dell’arresto del sacerdote, si è recata dai carabinieri per denunciare un’analoga vicenda che l’avrebbe trovata vittima.
Nel fascicolo principale vi è tuttavia al momento il nominativo di una sola parte offesa, la studentessa che, dopo avere denunciato ai carabinieri di avere subito molestie durante l’atto della confessione all’interno della sagrestia della chiesa, si è ripresentata allo stesso sacerdote, ma questa volta munita di telecamera nascosta fornitale dai carabinieri, registrando in audio ed in video le presunte perverse attenzioni sessuali esercitate per la seconda volta.
Sul conto dell’arciprete pesa anche la denuncia per atti non consoni alla figura rivestita all’interno della comunità ecclesiastica di Augusta sporta in commissariato nel novembre dello scorso anno dai genitori di un ragazzino di 12 anni schiaffeggiato dal sacerdote fuori dalla chiesa per avere disturbato, assieme ad altri minorenni, le funzioni religiose.
http://siracusa.gds.it/2013/04/04/rimesso-in-liberta-don-gaetano-incardona-251734_177840/
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VITTORIA. Il gip del tribunale di Siracusa Michele Consiglio ha disposto la revoca della misura degli arresti domiciliari per don Gaetano Incardona
di DANIELA FRANZO’
VITTORIA. Il gip del tribunale di Siracusa Michele Consiglio ha disposto la revoca della misura degli arresti domiciliari per don Gaetano Incardona, l’arciprete della chiesa Madre di Augusta di 74 anni, originario di Buccheri da ma oltre quarant’anni residente ad Augusta, colpito da una misura restrittiva eseguita il 28 febbraio scorso dai carabinieri del Nucleo operativo con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di una studentessa universitaria di 21 anni.
Il giudice, accogliendo un’istanza di scarcerazione presentata dai difensori del sacerdote, gli avvocati Ettore Randazzo e Pucci Piccione, ha imposto all’indagato unicamente il divieto di soggiorno nel comune di Augusta. Sull’istanza, accompagnata dall’imposizione dell’obbligo di legge, ha espresso un parere favorevole il pubblico ministero Antonio Nicastro che coordina le indagini tuttora in corso.
Il magistrato inquirente ha sottoposto padre Gaetano Incardona a un secondo interrogatorio, dopo il primo condotto subito dopo l’esecuzione della misura cautelare, nel corso del quale il sacerdote ha ribadito la propria estraneità alla vicenda giudiziaria.
Chi si aspettava un’ammissione di responsabilità, di fronte alle intercettazioni ambientali ed alla ripresa effettuata con una videocamera nascosta dalla vittima d’intesa con i carabinieri, è andato deluso.Don Gateano Incardona ha negato tutte le accuse sostenendo di non avere nutrito alcuna intenzione di molestare la ragazza e non di averlo fatto in precedenza ai danni di altre donne. Al termine dell’interrogatorio la difesa ha presentato al gip l’istanza di remissione in libertà sostenendo che non sussiste né il pericolo di inquinamento delle prove né di fuga o di reiterazione del reato.
Il rappresentante della pubblica accusa si è dichiarato favorevole a condizione che al sacerdote venisse imposto il divieto di soggiornare ad Augusta. Le indagini sul caso, che presenta ancora adesso alcuni lati poco chiari, intanto proseguono. Al vaglio degli investigatori vi sono le dichiarazioni di un’altra donna che, dopo avere appreso dell’arresto del sacerdote, si è recata dai carabinieri per denunciare un’analoga vicenda che l’avrebbe trovata vittima.
Nel fascicolo principale vi è tuttavia al momento il nominativo di una sola parte offesa, la studentessa che, dopo avere denunciato ai carabinieri di avere subito molestie durante l’atto della confessione all’interno della sagrestia della chiesa, si è ripresentata allo stesso sacerdote, ma questa volta munita di telecamera nascosta fornitale dai carabinieri, registrando in audio ed in video le presunte perverse attenzioni sessuali esercitate per la seconda volta.
Sul conto dell’arciprete pesa anche la denuncia per atti non consoni alla figura rivestita all’interno della comunità ecclesiastica di Augusta sporta in commissariato nel novembre dello scorso anno dai genitori di un ragazzino di 12 anni schiaffeggiato dal sacerdote fuori dalla chiesa per avere disturbato, assieme ad altri minorenni, le funzioni religiose.
http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/siracusa/dettaglio/articolo/gdsid/251734/
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Cronaca Siracusa : don Gaetano Incardona davanti il giudice per le accuse di molestie
Cronaca Siracusa : don Gaetano Incardona davanti il giudice per le accuse di molestie. Si è avvalso della facoltà di non rispondere nella sua prima comparsa in Tribunale. Don Gaetano Incardona ha preferito non proferire neanche una parola sui fatti che gli sono contestati, l’episodio di molestie sessuali ai danni di una ragazza di ventuno anni. L’ex arciprete della chiesa madre di Augusta resta per il momento agli arresti domiciliari, ma la partita tra difesa ed accusa è tutta da giocare.
Il sacerdote si è presentato nell’aula del gip, Michele Consiglio accompagnato dai suoi legali Ettore Randazzo e Pucci Piccione. La difesa sta valutando in queste ore se proporre o meno ricorso al Tribunale della Libertà di Catania, anche perché a carico del sacerdote c’è un’altra accusa di molestie sessuali avanzata da un’altra ragazza uscita allo scoperto nei giorni scorsi. Intanto l’arcivescovo di Siracusa, Salvatore Pappalardo, ha nominato monsignor Sebastiano Amenta come amministratore parrocchiale della Chiesa Madre di Augusta. Amenta si occuperà della vita ordinaria della parrocchia, delle altre rettorie della città, e delle celebrazioni pasquali. Si tratta di una figura che provvisoriamente sostituisce il parroco nelle sue funzioni. La nomina si è resa necessaria dopo l’arresto dell’arciprete di Augusta, don Gaetano Incardona.
http://www.giornalesiracusa.com/notizie/2013/03/08/don-gaetano-incardona-davanti-il-giudice-per-le-accuse-di-molestie
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Parla il padre della vittima di violenza sessuale del prete di Augusta
Pubblicato in data 08/mar/2013
La testimonianza del padre di una delle ragazze che hanno denunciato di aver subito abusi sessuali da Don Incardona, il parroco della chiesa Madre di Augusta.
Video a cura di Antonio Condorelli -

Augusta: Arciprete, scena muta davanti al Gip
Augusta: Arciprete, scena muta davanti al Gip
6 marzo 2013 – Don Gaetano Incardona, arciprete della chiesa Madre di Augusta,agli arresti domiciliari dallo scorso giovedi con l’accusa di molestie sessuali nei confronti di una giovane donna , si è avvalso della facoltà di non rispondere. Scena muta dunque nel corso dell’interrogatorio di garanzia. La posizione del sacerdote pare si sia ulteriormente aggravata a causa di un’altra denuncia presentata presso la Compagnia dei Carabinieri di Piazza Carmine nei giorni scorsi. Si è appreso che il sacerdote ha presentato le dimissioni da Arciprete, un atto dovuto che consentirà all’arcivescovo Salvatore Pappalardo di procedere in maniera più spedita alla nomina di un sostituto, in vista dell’intensa attività religiosa delle tradizionali celebrazioni della Santa Pasqua.Augusta : Una seconda denuncia contro l’arciprete
1 marzo 2013 – Una seconda donna pare si sia presentata nella caserma di Piazza Carmine, dal tenente Vincenzo Alfano che coordina le indagini del caso Incardona, raccontando un episodio di presunte molestie sessuali. I fatti riferiti risalirebbero ad un anno e mezzo fa circa, stesse modalità di approccio da parte del prelato. I carabinieri stanno valutando la testimonianza resa spontaneamente. Se saranno accertati i riscontri potrebbe aggravarsi la già delicata posizione del prelato che ha trascorso presso la sua residenza le prime 24 ore di arresti, in attesa dell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice con l’assistenza di un avvocato di fiducia. In città e sui social network la girandola di pettegolezzi e di particolari, come accade in simili casi, si è scatenata la gogna mediatica. C’é chi parla di antichi rancori e vendette trasversali contro un prete considerato “sopra le righe”, le voci circolano in un turbinio di sacro e profano, di fede e interessi. Inevitabilmente si spettacolarizza la vicenda, con possibili gravi ripercussioni per la stessa privacy delle vittime che dovrebbero, invece, essere più tutelate, da tutti. Volantinaggi e altre iniziative, magari in buona fede, non fanno altro che aumentare la curiosità morbosa dell’opinione pubblica che non ha volto ma che non usa mezzi termini e cautele per affondare la lama nella piaga. La città attualmente sembra prigioniera di un destino funesto, dove moralità e cultura sono al livello minimo.www.augustaonline.it/arresto_augusta_280213.html
28 febbraio 2013 – Questo giorno sarà ricordato nel mondo come ultimo di pontificato di Papa Benedetto XVI, ad Augusta come il giorno dell’arresto eccellente dell’arciprete Gaetano Incardona con un’accusa grave : presunta violenza sessuale. Questa mattina presto il tenente Vincenzo Alfano, della Compagnia carabinieri di Augusta ,ha bussato alla porta dell’abitazione del sacerdote per notificare un’ordinanza di custodia cautelare , agli arresti domiciliari, emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Siracusa su richiesta del pubblico ministero Antonio Nicastro. Ad inchiodare il prelato “un quadro probatorio di assoluta gravità” come riferito dagli inquirenti che hanno portato avanti una delicata attività di indagine, con l’acquisizione di “riscontri” che vedono coinvolta una giovane donna di 21 anni. La notizia ha presto fatto il giro della città, anche per via di un volantinaggio nel centro storico che non ha risparmiato il portone centrale della chiesa Madre sulla quale, ignoti, hanno incollato un volantino che è stato poi rimosso da un cittadino che ha affermato :”trovo sconveniente questo volantinaggio che condanna una persona prima che siano confermate le accuse infamanti di cui è oggetto”. Presto fatto, come accade in questi casi, processo e condanna avvengono alla velocità della luce, in pubblica piazza e sui social network. La città si è subito divisa in innocentisti e colpevolisti, incredulità e certezze si miscelano in un vortice di pettegolezzi che per le prossime settimane occuperanno le giornate di molti augustani. Padre Incardona , originario di Buccheri, 74 anni, è molto conosciuto in città. E’ stato cappellano all’ospedale, parroco della chiesa del Sacro Cuore, da oltre sei anni è arciprete e rettore delle chiese Madre, San Domenico, Annunziata, San Giuseppe, Anime Sante e Carmine. L’indagine scaturisce dalla denuncia di una 21enne, la giovane donna ha raccontato ai Carabinieri che nel recarsi presso la chiesa Madre, per la confessione, in più circostanze e in maniera pressante, è stata oggetto delle attenzioni sessuali da parte del parroco, all’interno della sagrestia, con baci e palpeggi. A quanto pare i militari dell’Arma , con una successiva attività investigativa, hanno riscontrato quando affermato dalla giovane. Nei prossimi giorni l’arciprete sarà ascoltato, l’interrogatorio di garanzia assistito da un legale di fiducia davanti al giudice per le indagini preliminari. L’arciprete a novembre era già stato coinvolto in un altro fatto di cronaca, denunciato dai genitori di un adolescente per una presunta aggressione. Imbarazzo e sorpresa dalla curia arcivescovile, l’Arcivescovo di Siracusa, Monsignor Salvatore Pappalardo,tramite l’ufficio stampa ha rilasciato la seguente nota: “Informato dell’arresto di padre Incardona, sono rimasto sorpreso perché ho avuto modo di conoscere in questi anni l’arciprete e la sua opera pastorale nel territorio di Augusta. Lo accompagno nella preghiera, e sono fiducioso del lavoro della magistratura che chiarirà eventuali responsabilità”. Come nel caso del Pontefice , anche ad Augusta , si apre un periodo di “sede vacante” a cui la curia dovrà dare una risposta tramite un sostituto per l’ordinaria amministrazione pastorale, fino a quando la posizione giudiziaria del prelato sarà definita. – 2013 © www.augustaonline.it
Abusi sessuali, l’arciprete tace
Arciprete Gaetano Incardona L’arciprete Gaetano IncardonaSi è svolto questa mattina l’interrogatorio di garanzia dell’arciprete Gaetano Incardona, 74 anni, parroco della Chiesa Madre di Augusta, finito ai domiciliari poichè accusato di violenza sessuale ai danni di una ragazza di 21 anni, reato aggravato dall’essere l’indagato ministro del culto. L’anziano sacerdote, assistito dagli avvocati Puccio Piccione e Ettore Randazzo, si è avvalso della facoltà di non rispondere, lasciando con il suo pur legittimo comportamento irrisolti tutti gli interrogativi sollevati dal suo arresto eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Augusta a seguito della denuncia presentata dalla parte offesa che ha riferito di essersi recata alla Chiesa Madre per confessarsi e che l’anziano prete, uscendo dal confessionale, si è avvicinato a lei e, quando è giunto a non più di un metro da lei, ha allungato entrambe le mani, le ha palpeggiato i seni e subito dopo ha tentato di abbracciarla e di baciarla. La ragazza, pur rimanendo sconcertata dall’atteggiamento del sacerdote, ha fatto un passo indietro e, dopo aver vanificato i tentativi del suo molestatore, si è data a precipitosa fuga, rifugiandosi nella sua abitazione dove ha raccontato quanto accaduto ai propri genitori, che l’hanno accompagnata al comando della Compagnia dei Carabinieri per presentare la denuncia. Alla domanda rivoltagli dal Gip Michele Consiglio, se intendeva protestarsi innocente o colpevole dell’infamante reato contestagli nell’ordinanza cautelare agli arresti domiciliari, l’anziano arciprete non ha risposto nè con un sì nè con un no, ma si si è premurato a far scrivere nel verbale la classica frase di circostanza: “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”. Il Gip Consiglio ha confermato la misura cautelare agli arresti domiciliari e ha restituito il fascicolo al Pubblico Ministero Antonino Nicastro affinchè svolga le ulteriori indagini non solo sulla violenza sessuale ai danni della ventunenne ma anche su eventuali altri casi verificatisi all’interno della Chiesa Madre ad opera del parroco augustano, che, alla luce del suo coinvolgimento nella vicenda sessuale. potrebbe anche anticipare il pensionamento. I difensori di don Gaetano Incardona stanno svolgendo investigazioni difensive per capire bene cosa sia successo il 20 febbraio scorso all’interno della Chiesa Madre. Dopodichè decideranno se rivolgersi al Riesame oppure no.
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Augusta, prete arrestato per molestie Un’altra giovane donna lo accusa
02/03/2013 –
La ragazza ieri sera è andata dai carabinieri dichiarando di essere rimasta vittima delle attenzioni del sacerdotedi GAETANO SCARIOLO
AUGUSTA. Ha raccontato nuovi dettagli ai carabinieri, spiegando come il sacerdote avrebbe approfittato di lei. La testimonianza non è quella dell’universitaria di 21 anni, la cui denuncia ha consentito ai militari di arrestare Gaetano Incardona, 73 anni, l’arciprete della chiesa Madre accusato di violenza sessuale. A parlare adesso è stata un’altra giovane donna che, ieri sera, accompagnata dai genitori, si è recata dai militari per svelare di essere rimasta vittima delle attenzioni del sacerdote.
Secondo la sua ricostruzione, le molestie si sarebbero verificate oltre un anno fa, in un momento particolarmente delicato per lei. Aveva alcuni problemi di salute ed aveva varcato il portone della chiesa per pregare, trovando, in un primo momento, il conforto dell’arciprete che avrebbe provato a consolarla. Da quel che ha raccontato ai carabinieri, il settantatreenne l’avrebbe poi condotta in sagrestia e li, poi, sarebbero avvenute le molestie. Quel segreto lo avrebbe tenuto per sè, sigillato nei meandri dei suoi ricordi, ma la notizia dell’arresto dell’arciprete ha fatto riemergere dalla sua memoria quell’incubo. Ne avrebbe discusso con i genitori, che hanno deciso di accompagnarla nella caserma della Compagnia. I carabinieri, al comando del tenente Vincenzo Alfano, prima di prendere per oro colato la sua testimonianza, cercheranno dei riscontri. L’indagine, coordinata dal sostituto Antonio Nicastro, si fonda soprattutto sui filmati delle telecamere piazzate dagli investigatori nella sagrestia. Qui sono stati ripresi i palpeggiamenti del sacerdote nei confronti della ventunenne universitaria, che aveva subito le attenzioni dell’indagato qualche giorno prima, il 20 febbraio. Dopo la sua denuncia, i carabinieri hanno piazzato telecamere e cimici per verificare che le accuse della ragazza fossero vere. Oltre alle immagini, che gli inquirenti ritengono inequivocabili, ci sarebbe anche la voce del sacerdote e quelle parole lascerebbero spazio a pochi dubbi. Per i militari, sia nel caso della ventunenne che dell’altra presunta vittima, c’è uno stesso modus operandi, cioè quello di avvicinare le donne per poi stringerle a sè nella sagrestia.
Questa la ricostruzione degli investigatori ma l’arciprete della chiesa Madre, che ha trascorso la sua seconda notte ai domiciliari, potrà difendersi non appena il giudice per le indagini preliminari, Michele Consiglio, lo stesso che ha spiccato il provvedimento di arresto, disporrà l’interrogatorio di garanzia. Ci sarebbero, comunque, altre testimonianze alle quali gli inquirenti non danno molto peso, perchè prive, per il momento, di solidità; ma l’appello, specie della famiglia della vittima, è quello di non avere timore di denunciare. I carabinieri della Compagnia, guidata dal comandante Giuseppe Musto, stanno compiendo nuovi accertamenti per blindare la loro inchiesta, mentre in città c’è ancora sgomento per il terremoto giudiziario che si è abbattuto sull’arciprete della chiesa Madre e sono in molti a farsi mille domande sulla vicenda.http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/siracusa/dettaglio/articolo/gdsid/244634/