Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Avezzano

  • Violenza sessuale su minore in parrocchia, parroco rinviato a giudizio dopo le accuse di una ragazza

    Violenza sessuale su minore in parrocchia, parroco rinviato a giudizio dopo le accuse di una ragazza

    Avezzano. Abusi sessuali su una ragazza in parrocchia. Questa la pesante accusa nei confronti di un sacerdote che è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale dopo il racconto di una ragazza minorenne. Dovrà presentarsi davanti al collegio del tribunale di Avezzano il 5 marzo prossimo.

    E’ quanto stabilito ieri pomeriggio dal giudice per l’udienza preliminare, Maria Proia, dopo una lunga camera di consiglio a seguito del processo a carico di un sacerdote sudamericano M.A.I., 40 anni, della diocesi di Cassino, accusato dalla procura di aver abusato di una (altro…)

  • Violenza sessuale su minore in parrocchia, parroco rinviato a giudizio dopo le accuse di una ragazza

    Violenza sessuale su minore in parrocchia, parroco rinviato a giudizio dopo le accuse di una ragazza

    Avezzano. Abusi sessuali su una ragazza in parrocchia. Questa la pesante accusa nei confronti di un sacerdote che è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale dopo il racconto di una ragazza minorenne. Dovrà presentarsi davanti al collegio del tribunale di Avezzano il 5 marzo prossimo.

    E’ quanto stabilito ieri pomeriggio dal giudice per l’udienza preliminare, Maria Proia,  dopo una lunga camera di consiglio a seguito del processo a carico di un sacerdote sudamericano M.A.I., 40 anni, della diocesi di Cassino, accusato dalla procura di aver abusato di una ragazza la quale lo accusa di abusi anche neinconfronti di un gruppo di altri giovani all’epoca minorenni. Il religioso, che era stato parroco per un periodo di tempo in una chiesa della Valle Roveto, si è presentato ieri mattina davanti al gup Proia per fatti che risalirebbero al 2001. Davanti al sostituto procuratore di Avezzano, Lara Seccacini, a giugno c’era stato l’incidente probatorio. La ragazza, che ha tirato in ballo il parroco, era stata ascoltata dai magistrati per più di quattro ore. A marzo scorso il religioso era stato ascoltato dal pm e aveva respinto ogni addebito.

    Il sacerdote, finito sotto accusa anche con un processo canonico a Cassino, è accusato dalla ragazza che avrebbe subito gli abusi. Nella vicenda è coinvolto anche un altro sacerdote, colui che ha raccolto la testimonianza della minorenne. Un ruolo determinante quello del sacerdote accusatore. Infatti la minorenne si sarebbe confidata con lui, raccontando quello che era avvenuto. Dall’inchiesta era emerso, a seguito delle testimonianze della ragazza anche cn un incidente probatorio, che altre minorenni che risiedevano nella zona avrebbero subito molestie da parte del sacerdote.

    Secondo l’accusa della Procura, il sacerdote 40enne, difeso dall’avvocato Pasquale Milo che sostiene la sua innocenza dicendosi pronto a dimostrarla nel corso del dibattimento, deve rispondere dell’accusa di violenza sessuale mediante abuso di autorità, cioè quella di parroco, nei confronti della ragazza e di altri ragazzi tra i 14 e 15, costretti a subire atti sessuali. Il sacerdote non è mai stato sospeso dalla Chiesa e il processo canonico si è concluso favorevolmente a ottobre scorso con la dichiarazione di non colpevolezza. Ora dovrà tenersi invece il processo penale davanti al tribunale dello Stato italiano.

    https://marsicalive.it/violenza-sessuale-su-minori-in-parrocchia-parroco-rinviato-a-giudizio-dopo-le-accuse-di-una-ragazza/

  • Sacerdote a processo per abusi sessuali su una ragazzina, la Chiesa lo ha già assolto

    Sacerdote a processo per abusi sessuali su una ragazzina, la Chiesa lo ha già assolto

    Comparirà davanti al tribunale il 5 marzo del prossimo anno per rispondere di violenza sessuale: un sacerdote è stato rinviato a giudizio dal Gup del Tribunale di Avezzano, Maria Proia, e sarà processato col rito ordinario perchè il difensore Pasquale Milo si è battuto fino in fondo per il non luogo a procedere, ovvero l’archiviazione.

    Il sacerdote straniero, parroco per un periodo di tempo in una chiesa della Valle Roveto, è stato accusato da una ragazza minorenne per presunti abusi commessi nel 2001. Il prete era finito sotto accusa anche con (altro…)

  • Valle Roveto: sacerdote accusato di violenza sessuale su minori

    Valle Roveto: sacerdote accusato di violenza sessuale su minori

    Secondo la Procura della Repubblica di Avezzano il sacerdote, che deve rispondere dell’accusa di violenza sessuale mediante abuso di autorità, avrebbe costretto a subire rapporti sessuali, approfittando del suo ruolo di parroco, una ragazza e di altri minori di 14 e 15 anni.

    Il sacerdote di nazionalità straniera, parroco per un periodo di (altro…)

  • VALLE ROVETO: SACERDOTE ACCUSATO DI MOLESTIE A MINORI, FU SOSPESO E POI PROSCIOLTO DALLA CURIA

    VALLE ROVETO: SACERDOTE ACCUSATO DI MOLESTIE A MINORI, FU SOSPESO E POI PROSCIOLTO DALLA CURIA

    AVEZZANO – Molestie sessuali nei confronti di ragazze minorenni da parte di un sacerdote. E’ un macigno l’accusa rivolta ad un prete sudamericano che ha esercitao per anni a San Vincenzo Valle Roveto (L’Aquila). Una storia venuta fuori in circostanze misteriose, dato che non sono ancora state rese note le dinamiche che hanno portato a far scattare l’inchiesta per un fatto che, se confermato, risalirebbe al 2000.

    L’incidente probatorio si è tenuto pochi giorni fa al Tribunale di Avezzano, davanti al gip Carla Mastelli e al pm Lara Saccacini. Una ragazza, oggi maggiorenne, ha denunciato di essere stata molestata dal sacerdote quando era ancora minorenne.

    L’indagato si è difeso respingendo ogni addebito parlando di “calunnie” e ha sporto denuncia contro gli accusatori, tra cui un altro sacerdote, considerato l’artefice delle diffamazioni.

    Una vicenda dai contorni ancora poco chiari. L’ipotesi è che una delle ragazze, confidandosi con l’altro sacerdote, sia stata convinta a rivolgersi agli inquirenti. Alla sua si sarebbero aggiunte le testimonianze di altre ragazze che hanno raccontato di aver subito molestie durante gli incontri con il sacerdote. Il prete non esercita più da anni nei centri dove si sarebbero verificati gli episodi.

    Del caso si era occupata anche la Curia Vescovile, svolgendo accurate indagini e sospendendo il sacerdote. Una volta svolte accurate indagini e chiarita la sua posizione era tornato alla sua attività.

  • Prete accusato di molestie, donna straniera chiede alla Curia 50mila euro di risarcimento

    Prete accusato di molestie, donna straniera chiede alla Curia 50mila euro di risarcimento

    Avezzano. Il papa non le risponde, così chiede i soldi per il risarcimento alla Curia di Avezzano e alla diocesi dell’Aquila. A chiedere 50mila euro una ragazza straniera vittima secondo i giudici di molestie da parte dell’ex parroco di Trasacco, don Duilio Testa.

    Ad avanzare la richiesta è stato il legale Cesidio Di Salvatore, che assiste la giovane marocchina. La ragazza madre, contrariamente al processo penale in cui non si è costituita parte civile, ha chiesto un risarcimento danni soltanto contro il parroco don Duilio Testa. Dagli accertamenti patrimoniali eseguiti, però, è emerso che il parroco è nullatenente e quindi anche in caso di una sentenza di condanna favorevole non potrà ottenere nulla a titolo risarcitorio. La ragazza, tramite il suo avvocato, aveva anche inviato una lettera al pontefice, ma non c’è stata risposta.

    “Stando così le cose e considerato che non ha avuto alcun esito anche la supplica inviata al Papa”, afferma DI Salvatore, “non resta altra soluzione che coinvolgere le diocesi”. Secondo il legale, oltre a quella di don Duilio, ci sarebbe anche “la responsabilità del vescovo del Marsi Pietro Santoro e dell’arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Petrocchi per i quali operava il sacerdote e in virtù della speciale relazione gerarchica tra il vescovo e i suoi sacerdoti”. La ragazza straniera chiede un risarcimento per danni morali e materiali di 50mila euro, oltre alle spese legali entro sette giorni. In caso contrario il difensore incaricato procederà nei confronti della diocesi.

    Nel processo, don Duilio, 84 anni, originario di Castellafiume, ha patteggiato un anno e 40 giorni di reclusione. Attualmente è parroco a Pescocanale. Secondo la difesa, il sacerdote, 40 anni fa, fu colpito da impotenza a causa dei contagi della malaria e delle situazioni climatiche estreme che fu costretto a vivere in Congo, dove era missionario.

    Sempre secondo la difesa, il parroco non avrebbe mai avuto la possibilità in sede penale di difendersi da queste pesanti accuse, prima a causa del patteggimanto per il quale aveva firmato una delega, e sia perché quando è iniziato il processo civile le notifiche arrivavano alla parrocchia di San Cesidio di Trasacco, già lasciata da tempo dal parroco. Al riguardo è stata presentata una eccezione per difetto di contraddittorio.

    http://www.marsicalive.it/?p=82741

  • Prete accusato di violenze a una straniera in canonica, l’avvocato scrive al papa: risarcitela

    Prete accusato di violenze a una straniera in canonica, l’avvocato scrive al papa: risarcitela

    Avezzano.  Ha scritto a papa Francesco per chiedere il risarcimento da parte della Chiesa nei confronti di una ragazza straniera vittima di molestie da parte dell’ex parroco di Trasacco, don Duilio Testa. Il legale Cesidio Di Salvatore ha inviato la lettera “in nome e per conto dell’assistita per mere ragioni umanitarie e cristiane, affinché sappia dell’esistenza di certe cose, gestite in maniera tutt’altro che cristiana”.
    Secondo l’avvocato, nell’aprile del 2010 la ragazza nordafricana madre di una bimba, mentre era ospite nella parrocchia della Basilica do San Cesidio a Trasacco, ha subito atti di violenza sessuale aggravati da parte del parroco a seguito dei quali è stato aperto procedimento penale dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avezzano, definito con il patteggiamento da parte del sacerdote con oltre un anno di reclusione.
    Secondo la difesa, invece, il sacerdote, 40 anni fa, fu colpito da impotenza a causa dei contagi della malaria e delle situazioni climatiche estreme che fu costretto a vivere in Congo, dove era missionario. Nei suoi confronti, però, pende una richiesta di risarcimento di 50mila euro nei confronti della donna straniera. Sempre secondo la difesa, il parroco non avrebbe avuto la possibilità nemmeno di difendersi da queste pesanti accuse. Infatti quando è iniziato il processo civile è stata presentata una eccezione per difetto di contraddittorio. In sostanza, le notifiche arrivavano alla parrocchia di San Cesidio di Trasacco, già lasciata da tempo dal parroco.
    Ora il legale della donna straniera ha chiesto al papa di prendere posizione “in questa sconfortante situazione, laddove una ragazza madre straniera, sprovvista di proprie entrate, sola con una figlia minore, è stata completamente abbandonata, senza che nessuno intervenisse in qualche maniera a lenire perlomeno i gravissimi danni soprattutto morali subiti, per giunta costretta ad abbandonare il paese di Trasacco, dove, peraltro, ha dovuto subire, nell’imminenza dei fatti, anche pesanti “ritorsioni”. Il legale interviene anche sulla situazione presbiteriale del sacerdote ed etico-morale del sacerdote quasi 85enne. “Nel contempo”, afferma, “il parroco Don Duilio è stato trasferito dalla Diocesi di Avezzano a quella di Sora e continua a celebrare le messe in un paesino vicino ad Avezzano, ma dipendente, come parrocchia, da un’altra diocesi. Rivolgendosi al Papa, il legale conclude “ripensando al monito, denso di significato per noi cristiani e non, pronunciato da Lei qualche giorno fa in occasione di una visita pastorale: ‘Uccidere in nome di Dio è sacrilegio’. Ci chiediamo come dobbiamo definire commettere la violenza sessuale aggravata su una giovane ragazza madre indifesa? E il fatto che tali gravi e odiosi delitti non siano stati in nessun modo risarciti a tutt’oggi, come dobbiamo configurarlo?”. Don Duilio Testa, attualmente è parroco a Pescocanale.

    http://www.marsicalive.it/?p=79736

  • “Ci molestava”, anziano prete citato per danni da una donna a Trasacco

    “Ci molestava”, anziano prete citato per danni da una donna a Trasacco

    AVEZZANO. Una richiesta di risarcimento di 50mila euro per un reato di violenza sessuale. È la richiesta di una delle due donne marocchine vittime di presunte avance da parte dell’ex parroco di Trasacco, don Duilio Testa, che ha patteggiato nel 2010 per abusi sessuali.

    Dopo la vicenda penale, la straniera, difesa dall’avvocato Cesidio Di Salvatore, ha avviato una causa di risarcimento danni. Sono stati ascoltati dei testimoni e analizzati gli atti del procedimento penale. Alla fine di settembre si terrà l’udienza. Don Duilio Testa, 84 anni, originario di Castellafiume, ha patteggiato un anno e 40 giorni di reclusione, davanti al giudice del tribunale di Avezzano.

    Il sacerdote fu trasferito nel 2004 a Trasacco dall’allora vescovo Lucio Renna, da Castellafiume, per sostituire padre Emilio, l’unico frate francescano rimasto nella Chiesa della Madonna del Perpetuo soccorso, al centro di una violenta protesta dei fedeli che occuparono il luogo sacro per diversi mesi contro il trasferimento dello stesso frate. Secondo l’accusa, avrebbe costretto due giovani originarie del Marocco a subire le sue avance nella casa canonica della chiesa. Le indagini, che si sono protratte per diversi mesi, avrebbero permesso di accertare, anche con registrazioni messe in atto dalle ragazze, la veridicità delle accuse.

    Dopo l’avvio del procedimento, il sacerdote sarebbe stato convinto a optare per il patteggiamento. Due anni fa il sacerdote arrivò sulle pagine di cronaca nazionale anche per la sua decisione di celebrare messa in una sala giochi e cercare così di rompere l’apatia degli adolescenti che disertano la chiesa. Don Duilio ha trascorso 33 anni nel Congo come missionario in situazioni di povertà e difficoltà anche dal punto di vista climatico. È stato inoltre cappellano in diverse strutture ospedaliere, tra cui quella di Tagliacozzo, per diversi anni. Il parroco, che attualmente celebra a Pescocanale, frazione di Capistrello, ma diocesi non più di Avezzano bensì di Sora, è nullatenente e la Curia di Sora, tantomeno quella di Avezzano, non possono rispondere di una colpa personale. Nonostante ciò, la donna dovrà pagare 1.500 euro di imposte di registro, ma anche lei è nullatenente.
    Pietro Guida
    12 agosto 2014

  • EX FRATE DI PANTELLERIA CONDANNATO A 9 ANNI DI CARCERE PER PEDOFILIA

    EX FRATE DI PANTELLERIA CONDANNATO A 9 ANNI DI CARCERE PER PEDOFILIA

    Un ex frate, Biagio Alberto Almanza, 38 enne, originario di Pantelleria, è stato condannato dal Tribunale di Marsala a nove anni di reclusione per violenza sessuale aggravata su minore. Con questa accusa, il frate, il 28 novembre 2012, era stato sottoposto agli arresti domiciliari, con precedenti specifici, dagli agenti della Squadra mobile de L’Aquila, trascorsi presso il convento dell’Abruzzo, a Trasacco, dove aveva preso i voti dopo essere stato coinvolto anni prima in un’altra vicenda di pedofilia, per la quale era stato condannato, per violenza sessuale, con sentenza divenuta irrevocabile dalla Corte di Appello di Milano. La vittima degli abusi in quell’occasione aveva meno di dieci anni. Allora, nel capoluogo lombardo, spacciandosi per andrologo aveva palpeggiato il bambino. I fatti, avvenuti sull’isola di Pantelleria, risalgono al 2008. Almanza, prima di diventare un “uomo di Dio”, avrebbe abusato sessualmente del figlio di una coppia di amici che all’epoca dei fatti aveva solo dodici anni. Caro amico di famiglia, spesso era in visita a casa della vittima, approfittando del bambino nei momenti in cui era lasciato fiduciosamente da solo con lui. Il frate dal passato burrascoso, dopo aver commesso violenza sul dodicenne, si era trasferito in Abruzzo, cambiando vita. Aveva bussato alla porta di un istituto religioso di Avezzano, dicendo di avere avuto la “chiamata” e smessi i panni dell’orco aveva indossato il saio. Le indagini, condotte dalla squadra mobile della questura di Trapani, coordinate dal sostituto procuratore di Marsala, Giulia D’Alessandro, erano state avviate in seguito ad una segnalazione pervenuta nel 2011 al “Telefono Azzurro”. A chiamare era stato il minorenne, costretto a convivere con un segreto più grande di lui che aveva segnato la sua esistenza. All’operatore, con la voce rotta dal pianto, l’adolescente aveva raccontato il suo calvario. “L’amico dei miei genitori si è approfittato di me”. Dalle indagini sarebbe poi emerso che, in più di una circostanza, l’uomo, che frequentava da tempo i familiari del ragazzo, sarebbe rimasto da solo con il minore costretto a subire violenza e restare in silenzio. Il saio non l’ha sottratto all’arresto, ma soprattutto non ha cancellato il suo passato con cui è stato chiamato a fare i conti.
    REDAZIONE Siciliauno Polis del 9.4.14

  • Avezzano, in corteo per don Duilio, condannato per molestie

    Avezzano, in corteo per don Duilio, condannato per molestie

    di Luca Sabatini – AVEZZANO. Più di cento fedeli in difesa di don Duilio Testa, l’ex sacerdote di Trasacco che ha patteggiato un anno e 40 giorni di reclusione per molestie sessuali su due giovani extracomunitarie.

    Questa mattina in piazza Risorgimento i sostenitori del parroco originario della Valle Roveto si sono incontrati per manifestare la propria solidarietà, arrivando davanti la sede della diocesi dei Marsi. I fedeli hanno avuto anche la possibilità di un breve colloquio con il vescovo.

    «Sappiate che voglio bene a don Duilio» ha detto monsignor Pietro

    Santoro, vescovo della diocesi dei Marsi. I fedeli, arrivati da Trasacco, Civitella Roveto, Morino, Civita d’Antino e Luco, hanno sfilato in corteo per le strade del centro di Avezzano con striscioni e cartelli.