Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • “Materiale pedopornografico nel cellulare”, arrestato un sacerdote

    “Materiale pedopornografico nel cellulare”, arrestato un sacerdote

    Lo hanno arrestato per detenzione di materiale pedopornografico. E’ l’ipotesi di reato contestata a Guido S., 31 anni, un sacerdote che opera a Sant’Agata dei Goti, fermato dalla polizia postale.

    Secondo una prima ricostruzione, il prete è stato destinatario di una perquisizione eseguita dagli agenti su ordine della Procura di Torino, titolare di una inchiesta che per l’ennesima volta ha messo nel mirino il fenomeno.

    Le sorprese sono saltate fuori dal telefonino dell’indagato, nel quale sarebbero stati rinvenuti files di contenuto pedopornografico che il 31enne avrebbe scaricato e visionato.

    Dichiarato in arresto, il sacerdote è stato sottoposto ai domiciliari. Questa mattina, assistito dall’avvocato Vincenzo Sguera, è comparso dinanzi al gip Pietro Vinetti, al quale ha rilasciato alcune dichiarazioni spontanee con cui ha respinto ogni addebito.

    Nelle prossime ore la decsione del giudice sull’adozione di una eventuale misura. Guido Santagata

    https://www.ottopagine.it/bn/cronaca/369851/materiale-pedopornografico-nel-cellulare-arrestato-un-sacerdote.shtml

  • “Minori abusati”, sacerdote e Arcidiocesi condannati a risarcire i danni

    “Minori abusati”, sacerdote e Arcidiocesi condannati a risarcire i danni

    La pena è già stata interamente scontata dall’imputato, ora arriva la condanna in sede civile, e non solo per lui. L’ha stabilita il giudice del Tribunale di Benevento Aldo De Luca, che ha deciso che don Jesus Vasquez, ex parroco di San Nicola Manfredi, e l’Arcidiocesi di Benevento, nella persona dell’Arcivescovo, risarciscano con più di 130 mila euro, oltre agli interessi, i due minori, rappresentati dagli avvocati Angelo e Biancamaria Leone, di cui il sacerdote avrebbe abusato.

    E’ una vicenda che sette anni fa era stata scandita dall’arresto del prete, scattato in una indagine della Mobile avviata dopo le querele presentate dai genitori dei ragazzi. Nel mirino erano finiti  due distinti episodi che si sarebbero verificati nel settembre 2008 e nell’aprile 2009.  Quando don Jesus, che ha sempre sostenuto la sua estraneità ad ogni contestazione, avrebbe costretto un 13enne ed un 14enne a subire atti sessuali.

    Nel marzo 2010 il rinvio a giudizio e il via al processo di primo grado, concluso l’8 giugno 2011: il pm Marilia Capitanio aveva proposto la condanna a 7 anni, mentre la difesa – l’avvocato Marcello D’Auria – aveva chiesto l’assoluzione del sacerdote  per non aver commesso il fatto o, in subordine, perchè il fatto non sussiste.

    Il Tribunale aveva accolto le conclusioni del rappresentante della pubblica accusa, decidendo anche il pagamento di una provvisionale di 7.500 euro in favore di ciascuna delle parti civili (oltre al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede) e l’interdizione dai pubblici uffici.

    La sentenza era stata riformata nell’ottobre 2014, quando i giudici della Corte di appello, dopo la concessione delle attenuanti generiche equivalenti all’aggravante, avevano ridotto la pena: da 7 anni a 5 anni e 3 mesi. Una condanna diventata definitiva nel marzo 2017, alla quale è adesso seguita la pronuncia in sede civile, con il risarcimento dei danni.

    https://www.ottopagine.it/bn/cronaca/369003/minori-abusati-sacerdote-e-arcidiocesi-condannati-a-risarcire-i-danni.shtml

  • Pedofilia: l’arcidiocesi cilena consiglia ai sacerdoti di non “baciare i bambini in bocca”

    Pedofilia: l’arcidiocesi cilena consiglia ai sacerdoti di non “baciare i bambini in bocca”

    Nel pieno dello scandalo di pedofilia all’interno della Chiesa cattolica cilena, l’arcivescovado di Santiago ha pubblicato brevemente su Internet una guida destinata ai sacerdoti consigliando loro di “evitare” di praticare “massaggi”, di “baciare sulla bocca” dei bambini o di “toccare i loro genitali”. ”.

    Questo documento, intitolato “Orientamenti per lo sviluppo di buone relazioni e di una sana convivenza pastorale” e firmato dall’arcivescovo della capitale cilena Ricardo Ezzati, è stato pubblicato sul sito ufficiale dell’arcidiocesi, prima di essere ritirato alla fine della settimana scorsa di fronte di grido.

    Mons. Ricardo Ezzati dovrà essere ascoltato mercoledì dalla procura regionale di Rancagua per rispondere alle accuse di aver coperto le violenze sessuali, nel pieno dello scandalo di pedofilia e omertà che scuote il clero cileno. La sua udienza in tribunale, inizialmente prevista per agosto, è stata rinviata su richiesta dei suoi avvocati.

    “Modi inappropriati di mostrare affetto”

    In queste nove pagine un passaggio è dedicato ai “segni di affetto”. Vi si legge: «se la nostra missione consiste nel mostrare l’amore del Padre e favorire l’incontro con Cristo, ci sono modi inappropriati di manifestare il suo affetto e la sua vicinanza, che vanno evitati».

    Il testo raccomanda quindi di “evitare” “abbracci eccessivamente prolungati”, “schiaffi sulle natiche, toccare i genitali o il petto”, “sdraiarsi o dormire accanto a bambini o adolescenti”.

    L’arcidiocesi sconsiglia inoltre di “praticare massaggi”, “giochi che comportano contatti inappropriati”, “baciare sulla bocca bambini, adolescenti o persone vulnerabili”.

    “Stato di choc”

    L’avvocato cileno per l’infanzia Patricia Muñoz si è dichiarata in “stato di shock” dopo aver letto questo documento. “Abbiamo commesso un errore e provvederemo a rimediare”, ha spiegato il vescovo ausiliare di Santiago, Cristian Roncagliolo.

    “Abbiamo chiesto perdono. Ci sono stati degli errori (nella versione ritirata della guida), forse il nostro errore è stato quello di voler portare cose di altre culture. Stiamo riparandoli, molto presto potremo portarlo (di nuovo) all’attenzione dell’opinione pubblica”, ha aggiunto l’arcidiocesi.

    La Chiesa cattolica cilena è in subbuglio dopo la visita di Papa Francesco a gennaio e il proliferare di indagini legali – attualmente 119 – su presunte aggressioni sessuali commesse da membri della Chiesa su minori e adulti a partire dagli anni ’60.

    https://www.20minutes.fr/monde/2346643-20181002-pedophilie-archeveche-chilien-deconseille-pretres-embrasser-bouche-enfants

  • Report REGIONALI sugli abusi sessuali su minori. L’enorme potenziale dell’Italia – VIDEO della conferenza

    Report REGIONALI sugli abusi sessuali su minori. L’enorme potenziale dell’Italia – VIDEO della conferenza

    Quante vittime ha fatto la pedofilia in Italia e quante sono a livello regionale?

    Quali sono i vuoti legislativi e quale il livello di sicurezza dei minori?

     

           RELATORI;

    Francesco Zanardi – Presidente Rete L’ABUSO

    Federico Tulli – Giornalista e autore

    Mario Caligiuri – Avvocato e coordinatore legale della Rete L’ABUSO, supervisore dell’Osservatorio permanente

    Monica Sansoni – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza del Lazio

    Carla Puligheddu – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Sardegna

    Fabio Biasi – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Provincia autonoma di Trento e la consulente dott.sa. Manuela Paganini

    Guia Tanda – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Liguria

    Giovanni Galano – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Campania e la dott.sa Antonella D’Andrea

    Giorgio Barone – CBI – Pres. Medical & Antidoping Commission – PCSOS Project Mgr. – Protecting Children in Sport – Compliance Lead Auditor FMSI / CONI-NADO / IAAF

    Dante Ghezzi – psicologo, psicoterapeuta, supervisore Emdr, membro dell’équipe Tiama e membro del coordinamento italiano CISMAI

     

  • LIVE CONFERENZA STAMPA  – Report REGIONALI sugli abusi sessuali su minori. L’enorme potenziale dell’Italia

    LIVE CONFERENZA STAMPA – Report REGIONALI sugli abusi sessuali su minori. L’enorme potenziale dell’Italia

    L’Osservatorio della Rete L’ABUSO scoperchia il vaso di Pandora italiano sugli abusi a danno di minori e persone vulnerabili, le inerzie dei Governi susseguiti e più volte richiamati dagli organi sovranazionali, ad oggi ancora inadempienti di fronte alle raccomandazioni.

    Paradossalmente il dato meno inquietante che emerge dal report, sono le migliaia di vittime prodotte ogni anno nel paese. Più preoccupante invece quella “FREE ZONE” prodotta da vuoti legislativi, tanto evidenti che non esiste possibilità di ragionevole dubbio; lo Stato per inerzia è il diretto responsabile.

    I report governativi ogni anno restituiscono dati come il numero di vittime, spesso preso dai report della Polizia di Stato (le sole denunce quindi, a vedere pure poche) che tuttavia, se pur a nostro avviso risulti sottostimato nel panorama europeo, restituisce diverse migliaia di vittime a fronte delle quali però, non si legge sulla cronaca di indagini o di arresti.

    La domanda ovvia che sorge è; dove sono i pedofili che le hanno prodotte?

    Un report prodotto in mesi di lavoro analizzando i dati a nostra disposizione che disegnano un quadro davvero inquietante. Questa volta non sul clero ma il quadro generale dell’Italia, paese che si può tranquillamente definire il terzo mondo europeo in materia di tutela di minori e persone vulnerabili.

    Lo illustreremo nella presentazione del Report giovedì 12 settembre, ore 10 e ne discuteremo con i tecnici ed alcuni Garanti regionali.

    Potete seguirci a partire dalle ore 10 su tutti i social della Rete L’ABUSO o direttamente dal nostro sito web.

    Per accrediti – SOLO GIORNALISTI; accrediti@retelabuso.org

    Interverranno:

    Francesco Zanardi – Presidente Rete L’ABUSO

    Federico Tulli – Giornalista e autore

    Mario Caligiuri – Avvocato e coordinatore legale della Rete L’ABUSO, supervisore dell’Osservatorio permanente

    Monica Sansoni – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza del Lazio

    Carla Pugligheddu – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Sardegna

    Fabio Biasi – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Provincia autonoma di Trento e la consulente dott.sa. Manuela Paganini

    Guia Tanda – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Liguria

    Giovanni Galano – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Campania e la dott.sa Antonella D’Andrea

    Ludovica Eugenio – Coordinamento Italy Church Too

    Giorgio Barone – CBI – Pres. Commissione Medica e Antidoping – PCSOS Project Mgr. – Protezione dei Bambini nello Sport – Compliance Lead Auditor FMSI / CONI-NADO / IAAF

    Luca Battaglieri – Avvocato che collabora con Rete L’ABUSO e in ambito sportivo

    Giorgio Toselli – Presidente “No Child Abuse”, padre di due sopravvissuti, Maurizio Gualerni vice Presidente “No Child Abuse”

    Dante Ghezzi – psicologo, psicoterapeuta, supervisore Emdr, membro dell’équipe Tiama e membro del coordinamento italiano CISMAI

  • COMUNICATO STAMPA – Presentazione del report regionale sugli abusi sessuali nell’ambito del volontariato

    COMUNICATO STAMPA – Presentazione del report regionale sugli abusi sessuali nell’ambito del volontariato

    Quante vittime ha fatto la pedofilia in Italia e quante sono a livello regionale?

    Tanti numeri ma pochi dati, quelli che ogni anno vengono divulgati in Italia. Sembra più un annuale “bollettino dei caduti” dietro al quale poi però non troviamo a fronte dei dati, politiche di prevenzione e sensibilizzazione sul territorio.

    Quanto e dove è esteso dunque il fenomeno nel paese e quali sono le lacune o le circostanze che lo favoriscono?

    Abbiamo passato l’estate cercando di produrlo qualitativamente, con atti giudiziari e quanto reperibile e ci siamo riusciti. Un dato che è in assoluto difetto con la realtà, tuttavia non poco preoccupante, sia per le vittime prodotte, sia per l’impossibilità di prevenire cioè, di impedire che si replichi producendone altre.

    Un dato che per la carente disponibilità di quelli governativi abbiamo prodotto utilizzando i nostri e che per l’accuratezza di analisi – vista qualitativamente e non numericamente – abbiamo suddiviso tra donne, uomini, maggiorenni ecc. quindi è proiettabile a livello statistico.

    Se pur il dato analizzato sia quello della chiesa al quale abbiamo aggiunto il suo indotto laico volontario e analizzato un periodo limitato – circa 15 anni con una integrazione dei pochi casi registrati dal 2000 al 2010 – l’analisi è stata fatta nell’ambito della categoria a cui appartiene anche il clero, il volontariato. Una categoria da sempre ad alto rischio, oggi ancora di più a causa di alcune introduzioni normative che in Italia, anziché tutelare i minori, hanno favorito nella loro applicazione proprio il volontariato come terreno di “caccia” per i predatori.

    A questo scopo abbiamo allestito una sessione perpetua del report sul nostro portale “Abuse Tracker Italia”. Sessione che resterà aggiornata in tempo reale e integrata con più dati di quelli che andremo a presentare il prossimo 12 settembre, già ampiamente sufficienti.

    Quali le soluzioni efficaci possibili nell’immediato?

    Relatori;

    • Francesco Zanardi – Presidente Rete L’ABUSO
    • Federico Tulli – Giornalista e autore
    • Mario Caligiuri – Avvocato e coordinatore legale della Rete L’ABUSO, supervisore dell’Osservatorio permanente
    • Monica Sansoni – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza del Lazio
    • Carla Puligheddu – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Sardegna
    • Fabio Biasi – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Provincia autonoma di Trento e la consulente dott.sa. Manuela Paganini
    • Guia Tanda – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Liguria
    • Giovanni Galano – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Campania e la dott.sa Antonella D’Andrea
    • Giorgio Barone – CBI – Pres. Medical & Antidoping Commission – PCSOS Project Mgr. – Protecting Children in Sport – Compliance Lead Auditor FMSI / CONI-NADO / IAAF
    • Luca Battaglieri – Avvocato che collabora con la Rete L’ABUSO e in ambito sportivo
    • Ludovica Eugenio – Coordinamento Italy Church Too
    • Giorgio Toselli – Presidente “No Child Abuse”, padre di due sopravvissuti, Maurizio Gualerni vice Presidente “No Child Abuse”
    • Dante Ghezzi – psicologo, psicoterapeuta, supervisore Emdr, membro dell’équipe Tiama e membro del coordinamento italiano CISMAI

     

  • Trasferiti al Nord Italia i due preti napoletani accusati di violenza sessuale

    Trasferiti al Nord Italia i due preti napoletani accusati di violenza sessuale

    Padre Silvestro e frate Gildi sono accusati di violenza sessuale e, nel caso di Gildi, anche di concorso in rapina aggravata. Entrambi erano stati arrestati il primo agosto scorso, insieme a due imprenditori di Afragola, Giuseppe Castaldo e Antonio Di Maso, accusati di rapina aggravata in concorso. La rapina è stata eseguita materialmente da due giovani, Danilo Bottino e Biagio Cirillo, noti alle forze dell’ordine e sospettati di far parte di un clan criminale locale.

    Mentre gli imprenditori sono stati posti agli arresti domiciliari, i due giovani malviventi rimangono in carcere a Poggioreale per la loro pericolosità sociale. La Curia di Napoli potrebbe aver già avviato il processo ecclesiastico per la sospensione “a divinis” di padre Silvestro, un provvedimento che lo escluderebbe dall’amministrazione dei sacramenti, inclusi la celebrazione della messa e la confessione.

    Le indagini

    Le indagini, condotte dalla procura di Napoli Nord sotto la direzione di Maria Antonietta Troncone, hanno rivelato che i due religiosi costringevano le loro vittime, un italiano e un extracomunitario, a partecipare a rapporti sessuali e orge di gruppo in cambio di cibo, supporto economico e promesse di lavoro stabile e ben retribuito. Questa situazione è durata tre anni, fino a quando le vittime si sono rivolte a un avvocato per difendere i propri diritti. L’avvocato delle vittime ha richiesto un risarcimento significativo per gli abusi subiti, supportato da prove registrate sui telefoni delle vittime, comprese conversazioni su app come “Tinder” e “Amigos”.

    La situazione è peggiorata ulteriormente quando frate Gildi ha chiesto l’intervento degli imprenditori, i quali hanno organizzato una rapina per sottrarre i cellulari contenenti le prove incriminanti. La rapina ha avuto un successo parziale: uno dei cellulari è stato rubato, mentre l’altro è stato consegnato alle autorità dalle vittime, che hanno indicato padre Gildi come mandante del crimine.

    Trasferiti al Nord Italia i due preti napoletani accusati di violenza sessuale

  • Abusi sessuali, arrestati due frati. Uno di loro ha commissionato una rapina per nascondere le prove

    Abusi sessuali, arrestati due frati. Uno di loro ha commissionato una rapina per nascondere le prove

    Una rapina in casa, come purtroppo se ne vedono tante, ha svelato una storia di abusi sessuali nei quali sono coinvolti preti e frati: sono sei le persone arrestate dai carabinieri, tra cui padre Nicola Gildi, frate del Convento di Santa Maria Occorrevole a Piedimonte Matese, nel Casertano e padre Domenico Silvestro, parroco della Basilica di Sant’Antonio da Padova ad Afragola, nella provincia di Napoli, accusate a vario titolo di violenza sessuale e rapina aggravata. I due prelati, infatti, sono accusati degli abusi sessuali nei confronti delle due vittime della rapina, che sarebbe stata commissionata proprio da padre Gildi per coprire le tracce delle violenze.

    Tutto comincia dalla denuncia di due uomini di Afragola, che riferiscono ai militari dell’Arma di aver subito una rapina in casa: due soggetti armati di mazza e coltello hanno fatto irruzione e hanno portato via i telefoni cellulari delle due vittime. Le indagini dei carabinieri della stazione di Afragola, coordinate dalla Procura di Napoli Nord, in poco tempo hanno permesso di individuare i responsabili della rapina, nonché il movente: nei cellulari erano documentati, con video e chat, gli abusi sessuali subiti dalle due vittime per mano dei due prelati arrestati.

    Le violenze sessuali in cambio di favori e aiuti
    L’attività investigativa dei carabinieri ha permesso così di svelare plurimi episodi di violenza sessuale commessi dai due religiosi in danno ai due uomini di Afragola. Padre Gildi, allora, per paura che lui e padre Silvestro potessero essere denunciati, si era rivolto a due conoscenti, che hanno ingaggiato poi i due autori materiali della rapina. Inoltre, le indagini hanno rivelato l’esistenza di una lettera, inviata dall’avvocato delle due vittime ai Frati Superiori, nella quale venivano citati gli abusi sessuali, avvenuti in cambio di assistenza lavorativa e sociale che i due religiosi avrebbero promesso alle due vittime.

    Pertanto, alle prime luci di questa mattina, giovedì 1° agosto, i carabinieri hanno arrestato i due frati, nonché un 52enne e un 43enne di Afragola, a cui padre Gildi si è rivolto per commissionare la rapina, oltre a un 20enne di San Vitaliano e un 19enne di Marigliano, che hanno poi materialmente commesso la rapina.

    continua su: https://www.fanpage.it/napoli/abusi-sessuali-arrestati-due-frati-uno-di-loro-ha-commissionato-una-rapina-per-nascondere-le-prove/

  • Abusi su bimbi all’asilo, maestro di religione condannato a 6 anni e 8 mesi

    Abusi su bimbi all’asilo, maestro di religione condannato a 6 anni e 8 mesi

    E’ stato condannato con rito abbreviato a sei anni e otto mesi di carcere per violenza sessuale aggravata il maestro di religione di 35 anni arrestato nel marzo 2023 per aver molestato sessualmente quattro bambini tra i 4 e i 5 anni in una scuola materna di Milano. Per l’insegnante la gup Angela Minerva ha stabilito anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la misura di sicurezza del divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati da minori e dell’obbligo di comunicare i suoi spostamenti e la sua residenza per due anni.

    La pm Rosaria Stagnaro aveva chiesto una pena di 9 anni per il 35enne, i cui abusi erano stati documentati grazie alle videocamere installate dal Nucleo tutela donne e minori della polizia locale di Milano, con la collaborazione delle altre maestre e dei Servizi educativi del Comune. Il risarcimento del danno sarà stabilito in sede civile, ma il giudice ha stabilito una provvisionale di 10mila euro per ciascuno dei genitori dei quattro bambini abusati.

    “La cosa importante” è che la sentenza riconosca “l’assoluta intangibilità del corpo delle bambine e dei bambini, ancor più in luoghi in cui sono affidati alle cure di terze persone”, commenta con soddisfazione l’avvocato Ilaria Boiano, legale che rappresenta le famiglie delle vittime insieme alle colleghe Maria Teresa Manente, Rossella Benedetti e Virginia Dascanio.

  • Udienza davanti al Gip del tribunale di Enna per i due giornalisti Filippo Occhino e Pierelisa Rizzo

    Udienza davanti al Gip del tribunale di Enna per i due giornalisti Filippo Occhino e Pierelisa Rizzo

    Udienza davanti al Gip del tribunale di Enna, Ornella Zelia Futura Maimone, per i due giornalisti Filippo Occhino e Pierelisa Rizzo, denunciati da Giuseppe Rugolo, il sacerdote condannato a 4 anni e sei mesi per violenza sessuale aggravata su minori, per diffamazione e diffusione di atti procedurali.

    Oggi si decideva sull’opposizione alla richiesta di archiviazione. La denuncia, infatti, era stata ritenuta infondata dalla Procura di Enna, ma i legali del prete hanno presentato opposizione.

    Il Gip Maimone si è riservato. In aula il legale di Rugolo, assente, è stato sostituito da un avvocato del Foro di Enna, Alessandro Manno mentre i giornalisti erano rappresentati dall’avvocato Eleanna Parasiliti Molica e Pierelisa Rizzo anche dall’avvocato Giovanni di Giovanni, del Foro di Caltanissetta.

    Il pm Michele Benintende ha reiterato la richiesta di archiviazione alla quale si sono associati gli avvocati dei due giornalisti. La Parasiliti ha prodotto l’ordinanza di archiviazione di Savona che riguardava il presidente di Rete l’Abuso Francesco Zanardi, denunciato anche lui per diffamazione e diffusione di atti procedurali e che pone la parola fine alla vicenda che riguarda il presidente dell’unica associazione italiana che si occupa di sopravvissuti agli abusi sessuali clericali. Ha poi messo in evidenza come nella richiesta di opposizione siano citati alcuni nomi di persone che nulla centrano con i due articoli, per i quali è stata presentata la denuncia, pubblicati su Enna Live e Sant’Anna Today.

    L’avvocato Di Giovanni ha sottolineato come Rugolo non avesse i titoli per denunciare considerato il fatto che la vicenda che viene riportata negli articoli riguarda il vescovo Rosario Gisana e non invece il sacerdote. Oggetto della denuncia, così come si legge negli atti, sarebbe l’articolo del 12 luglio 2023, pubblicato su Enna Live dal titolo “Enna, processo Rugolo. Sentito in aula il sacerdote” .

    Il pezzo incriminato sarebbe quello riportato dal quotidiano on line relativamente ad una registrazione ,fatta sentire in aula nel corso del processo al sacerdote, che Rugolo avrebbe fatto al vescovo all’insaputa del prelato. < Tra le parti di quella registrazione fatta da Rugolo a Gisana, in aula, è stato fatto ascoltare anche un altro pezzo nel quale il vescovo avrebbe detto a Rugolo che nella diocesi c’era un altro sacerdote “che ha fatto cose molto peggiori delle tue, ma non viene fuori.

    Nessuno lo denuncia e, certo, non posso farla uscire io. Invece tu, un giovane di 38 anni stai passando tutto questo” si legge nell’articolo a firma di Pierelisa Rizzo che conclude -Rugolo, nel corso di questa conversazione invita più volte il vescovo a raccontare la sua vicenda personale, facendo intendere che tra le due vicende, quella che stava vivendo Rugolo e quella vissuta da Gisana ci sarebbero molti punti di contatto>