Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Genova, scarcerato il parroco arrestato per violenza sessuale su minori: andrà in una comunità

    Genova, scarcerato il parroco arrestato per violenza sessuale su minori: andrà in una comunità

    Padre Andrea Melis, parroco e preside della scuola Assarotti di Genova, è stato arrestato poiché accusato di aver compiuto abusi sessuali su un chierichetto 12enne ed un ex studente in cambio di regali. Le accuse a suo carico sono di violenza sessuale su minorenne, prostituzione minorile e tentata violenza aggravata.

    Come riportato da Il Secolo xix, il giudice gli ha concesso gli arresti domiciliari dopo che lo stesso religioso ha accettato di seguire cure specifiche per i sexual offender in una comunità speciale dell’Umbria che opera sotto la supervisione della Cei, conferenza episcopale italiana.

    L’appello di Papa Francesco: “Condannare e curare”

    La scarcerazione di Padre Andrea Melis arriva pochi giorni dopo l’intervento di Papa Francesco che dal Belgio aveva invitato i vescovi a “denunciare gli abusi compiuti dai religiosi” ma aveva invocato per gli autori “una cura pastorale”.  Il sacerdote è pronto ora, secondo i suoi legali, ad “intraprendere un percorso terapeutico in una comunità ecclesiastica umbra”. 

    Le accuse e i precedenti

    Come è emerso dalle indagini, coordinate dal pm Federico Panichi, la vittima era un ragazzino che faceva il chierichetto. A far scattare le indagini una denuncia sporta della madre della vittima. Nel corso dell’inchiesta era anche emerso come lo stesso sacerdote fosse sieropositivo.

    Padre Andrea Melis compiva atti sessuali con il minore, in cambio di regali e denaro. Ricariche sulla Postapay, abiti griffati e videogiochi: questi erano solo alcuni dei doni che il giovane riceveva dopo le violenze. Molto del materiale, come abiti firmati e altro, è stato sequestrato nell’abitazione di padre Melis. Sotto sequestro anche farmaci per la stimolazione sessuale.

    Genova, scarcerato il parroco arrestato per violenza sessuale su minori: andrà in una comunità 

  • “Assassine che assumono sicari”. Le donne e i medici secondo papa Francesco, Parla lo scapolone senza figli, servito e riverito da altre donne in Vaticano

    “Assassine che assumono sicari”. Le donne e i medici secondo papa Francesco, Parla lo scapolone senza figli, servito e riverito da altre donne in Vaticano

    Papa Francesco è tornato ancora una volta ad attaccare l’aborto, definendo “assassine” le donne che abortiscono e “sicari” i medici che lo praticano. Non è la prima volta che Bergoglio usa queste parole: nel 2021 in un’intervista al TG5 aveva detto che le donne “affittano un sicario” per “risolvere il problema” di una gravidanza indesiderata; nel 2022, intervistato dall’agenzia stampa Reuters sul ribaltamento della sentenza Roe v. Wade negli Stati Uniti, utilizzò ancora una volta la stessa metafora, presente anche nella sua autobiografia Life. La mia storia.

    Dal massimo rappresentante della Chiesa cattolica non dobbiamo certo aspettarci parole in sostegno del diritto d’aborto, ma le condanne del pontefice sull’interruzione di gravidanza sono non solo più frequenti, ma anche sempre più dure e colpevolizzanti nei confronti delle donne. Sulle imminenti elezioni americane, ad esempio, il papa ha detto che sia Trump che Harris sono “contro la vita”, il primo per il trattamento dei migranti, la seconda per il suo sostegno pubblico al diritto di aborto.

    Dal punto di vista della dottrina, nel 2016 il papa ha concesso a tutti i sacerdoti di assolvere dal peccato di aborto, una facoltà prima riservata soltanto ai vescovi, ma non ha eliminato la scomunica per chi lo procura. La notizia era stata accolta con grande entusiasmo dalla stampa e dall’opinione pubblica, che lesse questo gesto come un atteso segnale di apertura di un papa “moderno” e “progressista”. Tuttavia, diversi teologi e canonisti hanno più volte fatto notare che questo gesto non equivale a un perdono generalizzato nei confronti dell’aborto, che infatti Bergoglio ha continuano a condannare pubblicamente più e più volte. Non è tanto diverso da quanto fatto con la comunità LGBTQ+: se da un lato il papa ha concesso la benedizione delle coppie omosessuali, dall’altro continua a parlare di “ideologia gender” come “pericolo” o “manifestazione del male”.

    La risoluzione contro il “gender nelle scuole”: così la destra vuole vietare una cosa che non esiste

    Solo pochi mesi fa, nella dichiarazione apostolica Dignitas Infinita Bergoglio stilava una lunga ed esplicita condanna all’aborto, inserendolo insieme alla guerra e alla violenza contro le donne fra le più gravi violazioni della dignità umana. Nel testo, il papa ribadiva che l’aborto deve essere sempre chiamato, citando Giovanni Paolo II, “l’uccisione deliberata e diretta […] di un essere umano” e che terminologie a suo dire “ambigue” come “interruzione di gravidanza” servono solo ad attenuare la gravità del fatto. Come fa notare il vaticanista Marco Grieco, il lungo paragrafo non parla mai delle donne, ma fa un riferimento all’operato di Madre Teresa di Calcutta, che nel suo discorso di accettazione del Nobel per la pace nel 1979, si scagliò contro il diritto di aborto.

    In quegli anni, diversi Paesi occidentali stavano depenalizzando l’interruzione di gravidanza: gli Stati Uniti nel 1973, la Francia nel 1975, l’Italia nel 1978. Madre Teresa non si limitò a parlare da religiosa, ma entrò appieno nella politica del tempo, stringendo un sodalizio col presidente americano Ronald Reagan, che sin dalla sua campagna elettorale si presentò come un antiabortista che voleva abolire la sentenza Roe v. Wade.

    La posizione della Chiesa sull’aborto è chiara ed è stata stabilita una volta per tutte con la scomunica per l’aborto volontario di Pio IX nel 1869, con l’enciclica Humanae Vitae di Paolo VI, scritta nel pieno della rivoluzione sessuale nel 1968, e infine con l’Evangelium Vitae di Giovanni Paolo II del 1995. Perché allora Francesco insiste così tanto su questo tema, e con parole così dure?

    Da un lato c’è la politica. Il tema dell’aborto è al centro dell’attuale campagna elettorale statunitense, che sta creando diversi grattacapi a Bergoglio, che si deve scontrare con un clero che gli è molto ostile e che propende per l’elezione di Trump. Trump, dal canto suo, ha detto che se diventerà presidente non imporrà ulteriori restrizioni all’aborto e i sempre più frequenti riferimenti del papa al tema potrebbero essere letti come un segnale per ribadire che l’ultimo baluardo della “difesa della vita” resta la Chiesa cattolica.

    Dall’altro lato, non si può non notare come il lessico di papa Francesco sull’aborto sia cambiato, e per certi versi addirittura tornato indietro rispetto a quello dei suoi predecessori. Giovanni Paolo II nella sua famosa “Lettera alle donne” condannò l’aborto come grave peccato, pur dicendo che “prima di essere una responsabilità da addossare alle donne, è un crimine da addebitare all’uomo e alla complicità dell’ambiente circostante”. Francesco, invece, se la prende spesso e volentieri con le donne, accusandole di cercare una soluzione facile e veloce per non prendersi la responsabilità di un figlio. In tutti questi anni non ha mai rivolto una parola sul ruolo degli uomini.

    La visione di Bergoglio delle donne è stata spesso criticata. Anche le recenti parole sull’aborto arrivano al culmine di un viaggio in Belgio durante il quale ha descritto il ruolo delle donne nella società con parole retrograde e conservatrici. In più di un’occasione si è scagliato contro il “chiacchiericcio” e le maldicenze, definendole abitudini “da donne”. Ha inoltre chiuso una volta per tutte la questione del sacerdozio femminile, dicendo che le donne “servono come donne”.

    Sull’aborto, il papa si ritrova a osservare inerte ciò che la politica fa con i diritti riproduttivi: dal 2020 a oggi l’Argentina, la Colombia, l’Uruguay, la Guyana, l’Ecuador e il Messico hanno depenalizzato l’aborto. La Francia lo ha inserito in Costituzione. Gli Stati Uniti lo hanno limitato, ma grazie al contributo e all’influenza delle chiese protestanti che accusano Francesco di essere un comunista libertario. Incapace di incidere sulla politica mondiale come vorrebbe, al papa non resta che attaccare le dirette interessate, facendo leva sul senso di colpa individuale per aver commesso il più grave dei peccati. Un atteggiamento più da pontefice medievale che da papa moderno come Bergoglio vorrebbe apparire.

    https://www.fanpage.it/politica/assassine-che-assumono-sicari-perche-papa-francesco-attacca-ancora-le-donne-sullaborto/

  • In Belgio, il papa chiede scusa per gli abusi del clero; il primo ministro afferma che le parole da sole non bastano

    In Belgio, il papa chiede scusa per gli abusi del clero; il primo ministro afferma che le parole da sole non bastano

    Il 27 settembre, Papa Francesco ha dato il via al  suo viaggio di tre giorni in Belgio chiedendo perdono per il vergognoso record della Chiesa in materia di abusi da parte del clero, ma il primo ministro del Paese gli ha risposto con una sfida: “Le parole da sole non bastano”.

    “Abbiamo anche bisogno di misure concrete”, ha affermato il Primo Ministro belga Alexander De Croo. “Le vittime devono essere ascoltate. Devono essere al centro. Hanno diritto alla verità. Le malefatte devono essere riconosciute”.

    Le dichiarazioni insolitamente taglienti del primo ministro hanno messo in luce una questione che incombe sulla visita del papa fin da quando è stata annunciata per la prima volta e in cui la chiesa locale è scossa dalle conseguenze di un  documentario incriminante del 2023 sugli abusi del clero.

    Il documentario ha spinto il Parlamento federale belga e l’assemblea regionale fiamminga ad  avviare indagini sulla gestione dei casi da parte della Chiesa e a riesaminare il modo in cui le forze dell’ordine del Paese hanno potenzialmente pasticciato una  precedente inchiesta sugli abusi, circa 15 anni fa. 

    “Quando qualcosa va storto non possiamo accettare insabbiamenti”, ha detto il primo ministro al papa, di fronte a un pubblico composto dalla famiglia reale del paese e da altri funzionari governativi. “Per poter guardare al futuro, la chiesa deve fare chiarezza sul suo passato”.

    Anche re Filippo ha espresso una ferma condanna per la condotta della Chiesa in materia di abusi, affermando che ci è voluto “troppo tempo” prima che le grida delle vittime fossero ascoltate e riconosciute dalla Chiesa.

    La Chiesa in Belgio, ha affermato il re, “deve continuare con risolutezza e instancabilmente” a sradicare gli abusi e a fornire assistenza ai sopravvissuti.

    Nel 2023, il re Filippo, cattolico, si recò in visita privata a Roma per fare personalmente pressione sul papa affinché visitasse il paese per celebrare il 600° anniversario della fondazione dell’Università  cattolica di Lovanio .

    Sebbene il Papa visiterà Lovanio più tardi oggi, insieme alla sua controparte francese domani, si prevede che la presa di coscienza della Chiesa sugli abusi si farà sentire durante la sua visita dal 26 al 29 settembre, dove i cattolici stanno  chiedendo che i loro nomi vengano rimossi dai registri dei battesimi in numeri record.

    Quando è giunto il momento per il Papa di rispondere sia al primo ministro che al re, Francesco ha affermato che gli abusi sono una “piaga che la Chiesa sta affrontando con fermezza e decisione, ascoltando e accompagnando quanti sono stati feriti e implementando un programma di prevenzione in tutto il mondo”.

    Ma a braccio ha aggiunto: “La Chiesa deve vergognarsi, chiedere perdono e cercare di risolvere questa situazione con umiltà cristiana e mettere in atto tutte le possibilità affinché ciò non accada più”.

    «Anche se si trattasse di un solo caso, sarebbe sufficiente vergognarsi», ha detto Francesco. 

    All’inizio di quest’anno, il papa ha finalmente  ridotto allo stato laico l’ex vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe, che aveva ammesso di aver abusato sessualmente del nipote 14 anni fa. Il defunto cardinale Godfried Danneels del Belgio, un caro amico di Francesco, aveva  fatto pressione sul nipote del vescovo affinché tacesse sulla questione e, fino a marzo 2024, Vangheluwe non aveva affrontato alcuna punizione formale da parte del Vaticano.

    Durante la sua permanenza in Belgio, si prevede che il Papa incontrerà privatamente 15 vittime di abusi, anche se i sostenitori delle vittime hanno già criticato la Chiesa per aver scelto personalmente chi sarà presente all’attesissimo incontro.

    Prima di quell’incontro, Lieve Halsberghe, un’attivista belga che sostiene le vittime di abusi, ha dichiarato al National Catholic Reporter di aver assistito a troppi incontri tra il Papa e le vittime che non hanno ancora prodotto risposte concrete.

    “Cosa fai con le parole?” chiese. “Sono le azioni che contano.” 

    https://www.ncronline.org/vatican/vatican-news/belgium-pope-apologizes-clergy-abuse-prime-minister-says-words-alone-are

  • Nel libretto della messa del Papa c’era un canto scritto da un prete accusato di violenza sessuale

    Nel libretto della messa del Papa c’era un canto scritto da un prete accusato di violenza sessuale

    Un canto di Chiesa scritto da un prete autore di violenze sessuali inserito nella messa del Papa. Il viaggio di Francesco I in Belgio e Lussemburgo sta riservando non poche sorprese e motivi di imbarazzo al pontefice, seppur consapevole di una situazione delicata. Il brano, scritto da un prete molto noto nelle Fiandre e deceduto di recente, è stato eliminato all’ultimo secondo dal programma ufficiale, ma il caso la dice lunga su quanto la Chiesa belga sia immersa in scandali legati ad abusi sessuali, per troppo tempo coperti dai vertici ecclesiali. La canzone non sarà cantata in segno di rispetto verso le vittime, ha informato il portavoce della Conferenza episcopale, ma il vaso di Pandora della Chiesa cattolica (belga e non solo) appare più profondo che mai.

    Le insidie della visita del Papa in Belgio

    Dopo la visita in Lussemburgo, Papa Bergoglio è arrivato a Bruxelles in 27 settembre. Sarà impegnato tra eventi accademici, istituzionali e di natura ecclesiale. L’evento clou ufficiale sarà la messa da celebrare domenica 29 settembre nello stadio Re Baldovino della capitale europea. Il momento chiave ufficioso sarà invece l’incontro, i cui dettagli sono stati tenuti in gran segreto, con una quindicina di vittime degli abusi del clero. Esplosi negli anni duemila, gli scandali non hanno cessato di scuotere la popolazione belga. Un documentario trasmesso lo scorso anno dalla tv fiamminga ha acceso nuovamente i riflettori sulle vittime ma sopratutto sull’impunità di sacerdoti e suore. A questo si aggiungono le accuse contro le monache che per anni hanno sottratto bambini ai genitori per “venderli” a famiglie adottive.

    Il prete Schollaert responsabile di abusi sessuali

    Il prete e compositore del brano originariamente previsto nel programma della messa del Papa è Paul Schollaert, morto di recente. La personalità, molto nota nelle Fiandre dove le sue opere vengono suonate ogni domenica, è stato riconosciuto come l’autore di abusi sessuali. Schollaert era comparso davanti alla commissione parlamentare sugli abusi sessuali nella Chiesa, nota come “Commissione Halsberghe”.

    Secondo il vescovo di Hasselt, monsignor Patrick Hoogmartens, il caso si era chiuso nel 2002 sulla base di un accordo tra le parti coinvolte, con l’impegno a rispettare “discrezione”. Lo stesso vescovo ha deciso di non partecipare pubblicamente alle celebrazioni della visita del papa, dopo che su internet era stato diffuso un necrologio in cui elogiava l’autore della violenza sessuale. Non potendo contare sul migliore dei biglietti da visita, Hoogmartens si è fatto da parte.

    Il clero belga chiede aiuto a psicologi e avvocati

    Dopo che l’organizzazione della visita pontificia ha eliminato il brano, che era già stato stampato sul libretto della messa, è intervenuto l’arcivescovo Luc Terlinden a Radio 1 dell’emittente fiamminga VRT. “Il controllo sugli autori dei canti è un tema che dovremo esaminare attentamente, a partire da lunedì, dopo la visita del papa”, ha dichiarato monsignor Terlinden. “Questo rappresenta per noi una grande sfida, ma bisogna pensarci seriamente con l’aiuto di avvocati e psicologi. Dovremo collaborare con le autorità in futuro. In particolare, aspettiamo un osservatorio che monitori gli autori. Questa era una delle raccomandazioni formulate dalla commissione Dutroux quasi 30 anni fa”, ha messo in evidenza l’arcivescovo. Una dichiarazione che suona quantomeno tardiva.

    Le dure parole del primo ministro belga nei confronti del Papa

    Il tema delle violenze sessuali da parte del clero belga è stato al centro anche dell’incontro nella mattinata del 27 settembre tra Bergoglio e il re Filippo, che lo ha accolto nel castello di Laken insieme al primo ministro Alexander De Croo. Entrambi hanno pronunciato un discorso molto atteso. “Santissimo Padre, lei ha intrapreso azioni concrete per lottare contro questa abominevole violenza”, ha affermato il sovrano belga. “I bambini erano orribilmente feriti, segnati per tutta la vita. Lo stesso vale per le vittime delle adozioni forzate. C’è voluto così tanto tempo prima che le loro grida fossero ascoltate e riconosciute. C’è voluto così tanto tempo per cercare modi per ‘riparare’ l’irreparabile”, ha detto il re Filippo.

    De Croo da parte sua ha chiesto misure concrete da parte della Chiesa per riconquistare la fiducia compromessa. “Quando qualcosa va storto, non possiamo accettare un insabbiamento. Ciò danneggia il prezioso lavoro di tutti. Oggi le parole non bastano più. Servono misure concrete. Le vittime devono essere ascoltate. Devono essere al centro. Hanno diritto alla verità. Le atrocità devono essere riconosciute. E giustizia va fatta”, ha affermato il primo ministro. Un messaggio duro, che trasmette l’idea di non voler più soprassedere su errori ritenuti ormai inaccettabili.

    https://europa.today.it/attualita/canto-messa-papa-belgio-absui-sessuali.html

  • Il Papa davanti al Re del Belgio: “Gli abusi sono una vergogna, chiediamo perdono”

    Il Papa davanti al Re del Belgio: “Gli abusi sono una vergogna, chiediamo perdono”

    In Belgio in occasione del suo 46 viaggio apostolico il pontefice sta toccando temi globali e importanti per la Chiesa. Con il motto “Pour servir”, in questo suo 46mo viaggio apostolico, è obiettivo del Papa – affrontare nel Vecchio Continente – temi cruciali come pace, educazione, ambiente e accoglienza. Dal cuore dell’Europa il Santo Padre torna a parlare non solo di un ponte di pace necessaria e urgente “per cui servono onorevoli compromessi” – ha detto  – nei conflitti in corso in Ucraina e Medio Oriente, ma rompe ogni indugio su una terribile piaga sociale che interessa il Belgio: la pedofilia all’interno della Chiesa.

    Ne parla il Re Philippe accanto a lui la Regina Matilde. Rivolgendosi al papa riconosce “l’intransigenza” con la quale il pontefice ha denunciato “l’indicibile tragedia degli abusi sessuali nella Chiesa”. “Dei bambini sono stati orribilmente feriti, segnati per la vita. Lo stesso dicasi per le vittime di adozione forzata. C’è voluto così tanto tempo perchè le loro grida venissero ascoltate e riconosciute. C’è voluto così tanto tempo per cercare la via, per “riparare” l’irreparabile”. Il Re riconosce gli sforzi fatti dalla Chiesa ma chiede che vengano “perseguiti con determinazione, senza sosta”.

    La risposta del pontefice non si fa attendere: gli abusi sono “la vergogna che oggi tutti noi dobbiamo prendere in mano e chiedere perdono, risolvere il problema degli abusi contro i minori”. “La chiesa deve vergognarsi e chiedere perdono e cercare di risolvere questa situazione” perchè “queste cose non succedano più”, ha detto Bergoglio nel discorso alle autorità del Belgio paragonando i pedofili della Chiesa ad Erode. 

    La pedofilia del clero in  Belgio, “Piaga che la Chiesa sta affrontando”

    La Chiesa Cattolica vuole essere una presenza che “aiuta tutti ad affrontare le sfide e le prove, senza facili entusiasmi né cupi pessimismi”, con la certezza che l’essere umano “ha una vocazione eterna di pace e di bene e non è destinato alla dissoluzione e al nulla”. La Chiesa sa al tempo stesso di essere “fragile, santa e peccatrice” e “mancante nei suoi membri”. Lo ha sottolineato Papa Francesco. “In questa perenne coesistenza di santità e peccato”, “di luce e ombra vive la Chiesa, con esiti spesso di grande generosità e splendida dedizione, e a volte purtroppo con l’emergere di dolorose contro-testimonianze. Penso alle drammatiche vicende degli abusi sui minori – quale hanno riferito il primo ministro e il re -, una piaga che la Chiesa sta affrontando con decisione e fermezza, ascoltando e accompagnando le persone ferite e attuando in tutto il mondo un capillare programma di prevenzione”, ha aggiunto il Pontefice.

    Per Papa Francesco una nuova giornata ricca di impegni

    Oggi Francesco tornerà alla Nunziatura apostolica per poi, alle 16, recarsi alla Katholieke Universiteit Leuven dove terrà l’incontro con i docenti e pronuncerà alle 16.30 il secondo discorso della giornata.

    Alle17.30 il Pontefice raggiungerà la Grote Markt, la piazza principale di Lovanio, per salutare i presenti e dove sono previste circa ventimila persone. Quindi il ritorno in Nunziatura per la cena.

    Non è nell’agenda ufficiale del Papa ma oggi potrebbe anche esserci l’incontro con una quindicina di vittime di abusi, come riferito da fonti locali.

    Oltre alle guerre e alla pedofilia, incontrando le autorità politiche e religiose, gli imprenditori e i rappresentanti della società civile e della cultura nella Grande Galerie del Castello di Laeken di Bruxelles, Francesco ha parlato anche dell’inverno demografico che attanaglia il vecchio continente:  “La storia, magistra vitae troppo spesso inascoltata, dal Belgio chiama l’Europa a riprendere il suo cammino, a ritrovare il suo vero volto, a investire nuovamente sul futuro aprendosi alla vita, alla speranza, per sconfiggere l’inverno demografico e l’inferno della guerra!”. “E sono due calamità, lo stiamo vedendo”, ha detto a braccio. “Fare figli, fare figli”, ha esortato sempre a braccio.

    Ieri arrivando aveva detto “Sono venuto tra voi per servirvi”

    ”’Pour servir” (Per servire): con questo motto sono venuto tra voi”, le prime parole rivolte dal Papa alle autorità del Lussemburgo e -nel ricordare il motto del suo 46esimo viaggio apostolico che ” si riferisce direttamente ed eminentemente alla missione della Chiesa”.

    ”Il servire -ha spiegato – è anche per ognuno di voi il più alto titolo di nobiltà, il compito principale, lo stile da assumere ogni giorno. Il buon Dio vi conceda di farlo sempre con animo lieto e generoso”. Bergoglio si rivolge a braccio anche a chi non ha fede: ”Chi non ha fede lavori per la patria, per la società, per il bene comune che è la strada per tutti’.

    https://www.rainews.it/articoli/2024/09/papa-a-bruxelles-primo-appuntamento-lincontro-con-le-autorita-9fc32d29-ba9e-42b1-a7f1-0fc2afcff7cb.html

  • L’orribile eredità degli abusi in Belgio offusca il viaggio del Papa

    L’orribile eredità degli abusi in Belgio offusca il viaggio del Papa

    Fresco di un tour di quattro Paesi in Asia, dove ha visto folle da record e comunità ecclesiali vibranti, Papa Francesco si reca in Belgio, il Paese con la spaventosa eredità di abusi sessuali da parte del clero e successivo insabbiamento istituzionale.

    Riceverà un’accoglienza interlocutoria: le vittime degli abusi hanno scritto una lettera aperta a Francesco, chiedendogli di attivare un sistema universale di riparazione e di assumersi la responsabilità per il disastro che gli abusi hanno provocato nelle loro vite.

    Il Pontefice ha salutato i giornalisti prima del volo, ma ha rifiutato di camminare lungo il corridoio per salutarli uno per uno, come fa di solito. “Non mi sento all’altezza del viaggio. Vi saluterò da qui”, ha detto, riferendosi al percorso lungo il corridoio.

    Il portavoce vaticano, Matteo Bruni, ha detto che la decisione era legata alla logistica dell’aereo, con un solo corridoio, e alla breve durata del volo, e non rifletteva lo stato di salute di Francesco.

    Lo scandalo abusi da parte del clero

    In una cascata di eventi, che sottolineano la facilità con cui gli scandali vengono ancora a galla, un vescovo ha dovuto prima ritirarsi dal viaggio del Papa perché di recente aveva elogiato un sacerdote, noto per essere stato coinvolto in un caso di abusi.

    Mercoledì scorso, la Messa del Papa ha dovuto essere cambiata perché l’inno finale era stato composto da un noto abusatore.

    La lettera aperta sarà consegnata a Francesco quando incontrerà 15 vittime di abusi durante la sua visita di quattro giorni, che inizierà giovedì. A darne notizia il reverendo Rik Devillé, che da oltre un quarto di secolo si batte al fianco delle persone abusate.

    L’indagine del parlamento belga

    La visita avviene anche nel contesto dell’iniziativa del parlamento belga, che ha annunciato un’indagine sulle violenze perpetrate dal clero. Al centro del dossier il modo in cui le autorità giudiziarie e di polizia belghe hanno gestito un’enorme indagine penale del 2010 sui crimini sessuali della Chiesa.

    Nulla di tutto questo era stato previsto quando il 14 settembre 2023 il re belga Philippe e la regina Mathilde hanno incontrato Francesco nel Palazzo Apostolico Vaticano e lo hanno invitato per la celebrazione del 600° anniversario della fondazione delle due università cattoliche del Belgio.

    Questo anniversario è tecnicamente il motivo del viaggio di Francesco, che prevede anche una sosta in Lussemburgo giovedì e una Messa domenica a Bruxelles per la beatificazione di una suora mistica del XVII secolo.

    Anche immigrazione e clima in agenda

    In Belgio, Francesco parlerà di due delle sue priorità durante le visite ai campus francese e fiammingo dell’università di Lovanio: l’immigrazione e il clima. Ma il portavoce vaticano ha riconosciuto, in una rara anteprima, che Francesco solleverà certamente il problema degli abusi in Belgio.

    “È chiaro che il Papa è consapevole della difficoltà, e che per anni c’è stata sofferenza in Belgio, e certamente possiamo aspettarci un riferimento in questo senso”, ha detto Bruni.

    Scoperchiato il ”vaso di Pandora” delle violenze sessuali

    Le rivelazioni sull’orribile scandalo degli abusi in Belgio si sono susseguite per un quarto di secolo, scandite dall’anno bomba del 2010, quando il vescovo più longevo del Paese, il vescovo di Bruges Roger Vangheluwe, fu autorizzato a dimettersi senza essere perseguito, dopo aver ammesso di aver abusato sessualmente di suo nipote per 13 anni.

    Due mesi dopo, la polizia belga ha compiuto un’incursione senza precedenti negli uffici della Chiesa belga, nella casa dell’arcivescovo Godfried Danneels, da poco in pensione, e persino nella cripta di un prelato – una violazione che il Vaticano ha definito “deplorevole”.

    Danneels, amico di lunga data di Francesco, è stato ripreso mentre cercava di convincere il nipote di Vangheluwe a tacere finché il vescovo non fosse andato in pensione.

    Infine, nel settembre 2010, la Chiesa ha pubblicato un rapporto di 200 pagine redatto dallo psichiatra infantile Peter Adriaenssens, secondo il quale 507 persone si erano fatte avanti raccontando di essere state molestate da sacerdoti, anche quando avevano solo due anni. Ha identificato almeno 13 suicidi di vittime e tentativi di altri sei.

    “Abbandonato da Dio”

    Nonostante tutto quello che si sapeva e che era già di dominio pubblico, lo scandalo è riemerso in modo nuovo e scioccante l’anno scorso, quando un documentario fiammingo in quattro episodi, “Godvergeten” (Godforsaken), è andato in onda sull’emittente pubblica VRT nelle settimane precedenti la visita dei reali in Vaticano.

    Per la prima volta, le vittime belghe hanno raccontato le loro storie una dopo l’altra, rivelando agli spettatori fiamminghi la portata dello scandalo nella loro comunità, la depravazione dei crimini e la loro sistematica copertura da parte della gerarchia cattolica.

    “Non abbiamo detto nulla di nuovo. Abbiamo solo messo tutto insieme. Abbiamo messo insieme le voci”, ha detto Ingrid Schildermans, ricercatrice e regista di Godvergeten. “Abbiamo messo tutte le cose che sono successe su una linea temporale, in modo che non potessero dire: “È una mela marcia””.

    Le testimonianze delle vittime

    In seguito all’indignazione dell’opinione pubblica, sia una commissione parlamentare delle Fiandre che il parlamento federale belga hanno aperto inchieste ufficiali e hanno ascoltato per mesi le testimonianze delle vittime, degli esperti e della gerarchia cattolica.

    A marzo, con una visita papale già annunciata, Francesco ha finalmente agito e ha sconsacrato Vangheluwe, 14 anni dopo aver ammesso di aver molestato suo nipote. La laicizzazione è stata vista come un chiaro tentativo da parte del Vaticano di placare l’indignazione e rimuovere un problema evidente che offuscava la visita di Francesco.

    Un’atmosfera più fredda

    Tutto ciò ha lasciato un sapore piuttosto amaro nell’opinione pubblica belga in vista della visita di Francesco, anche perché quest’ultimo è rimasto legato a Danneels dopo che il suo insabbiamento è stato smascherato, e ha nuovamente mostrato di ignorare il problema del Belgio quando ha nominato il vescovo in pensione di Gand cardinale nel 2022. Il vescovo ha rifiutato l’onore a causa dei suoi precedenti in materia di abusi.

    In alcuni casi, la visita ha anche ritraumatizzato le vittime, alcune delle quali avevano cercato di incontrare il Papa per poi sentirsi dire dalle autorità ecclesiastiche che non erano state selezionate, ha detto Schildermans.

    È un’atmosfera molto diversa dall’accoglienza entusiastica che Francesco ha ricevuto in Asia meno di due settimane fa e molto lontana dall’eccitazione che ha circondato San Giovanni Paolo II quando ha visitato il Belgio nel 1985.

    Monta l’indignazione

    Persino De Standaard, uno dei principali quotidiani belgi, che per lungo tempo è stato considerato il più cattolico, ha pubblicato un grande articolo nel fine settimana con il titolo “Quanto è davvero rivoluzionario Papa Francesco?

    Martedì si è avuta un’ulteriore prova di come la terribile storia del Belgio in fatto di abusi, insabbiamenti e insensibilità verso le vittime abbia offuscato la visita di Francesco.

    Il vescovo Patrick Hoogmartens, del Limburgo settentrionale, ha annunciato che non avrebbe preso parte agli eventi papali celebrativi. Una decisione che arriva dopo le rivelazioni secondo cui il prelato avrebbe elogiato calorosamente un sacerdote, che era noto per essere stato coinvolto in un caso di abusi.

    “Non ho valutato che ciò avrebbe danneggiato una vittima di abusi degli anni ’70”, ha dichiarato alla TV Limburg.

    Mercoledì scorso, un portavoce delle autorità ecclesiastiche, Geert De Kerpel, ha confermato un articolo della rete VRT secondo cui il coro dovrà esercitarsi in un nuovo inno di chiusura, poiché altrimenti il Papa avrebbe ascoltato la melodia di un prete compositore noto per gli abusi.

    https://it.euronews.com/2024/09/26/lorribile-eredita-degli-abusi-in-belgio-offusca-il-viaggio-del-papa

  • Pedofilia, omertà e bambini “venduti” dalla Chiesa. Il difficile viaggio del Papa in Belgio

    Pedofilia, omertà e bambini “venduti” dalla Chiesa. Il difficile viaggio del Papa in Belgio

    Preti accusati di abusi sessuali, bambini “venduti” e vertici della Chiesa conniventi o comunque silenti. Il vaso di Pandora che attende Papa Francesco per il suo viaggio in Belgio e Lussemburgo non è una novità del suo pontificato. Ha dovuto affrontare casi analoghi in Spagna, Francia, Irlanda e Canada, ma il Paese che ospita gran parte delle istituzioni europee sembra intenzionato a guarire a modo suo dalle malattie del cattolicesimo.

    Bergoglio proverà a riunire un gregge ormai disperso, che si è allontanato sempre più dal Vaticano, nonostante continui ad avvertire il bisogno di un pastore. Lo dimostrano le innumerevoli chiese protestanti ed evangeliche che proliferano nei quartieri, in particolare quelli con forti componenti migranti, ma soprattutto la piccola chiesa Don Bosco, rimasta cattolica ma che ha preso una strada tutta sua. A causa di un approccio “progressista” è stata ripudiata dal Vaticano, ma i fedeli non cessano di frequentarla.

    Gli abusi sessuali del clero belga

    Appena rientrato dal mega-viaggio nella regione Asia-Pacifico e nonostante l’influenza dichiarata il 23 settembre, Papa Francesco non intende rinunciare ai quattro giorni di impegni previsti in Europa tra Lussemburgo e Belgio a fine settembre. Alla base del viaggio numero 46 del suo pontificato ci sono i festeggiamenti per il 600° anniversario dell’Università Cattolica di Lovanio, dove incontrerà studenti e corpo docente per parlare di cambiamenti climatici. L’evento clou si svolgerà allo stadio Baldovino, dove sono attese circa 35mila persone. Tutta l’attenzione sarà però centrata sulla capacità di Jorge Bergoglio di riportare fiducia e fede in un Paese tradizionalmente cattolico, sfregiato però da numerosi casi di violenza sessuale sui minori da parte di membri del clero.

    Lo scandalo del vescovo di Bruges

    Quelli che sembravano casi episodici e isolati si sono rivelati l’humus di un vasto terreno di pedocriminalità in veste talare. Aggravante: la reazione morbida, talvolta inesistente, dei vertici ecclesiali. Come il caso del vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe che nel 2010 ammise di aver abusato sessualmente del nipote, minimizzando l’accaduto. “Non ho affatto l’impressione di essere un pedofilo”, aveva dichiarato alla tv belga. “Era un po’ una ‘relazione’. Non avevo l’impressione che mio cugino fosse contrario, anzi”, disse durante un’intervista che fece scandalo. All’epoca il Vaticano non gli impose alcuna punizione degna di nota e solo 14 anni dopo, all’inizio di quest’anno, Papa Francesco lo ha ridotto allo stato laico. Una mossa in extremis che i belgi vedono come un tentativo di respingere le critiche prima della sua visita.

    Il sacerdote ribelle Rik Deville

    La lunga sequenza di scandali e insabbiamenti ha indebolito l’influenza del Vaticano a Bruxelles e dintorni. Il calo è quello che tipico che si riscontra in altre parti dell’Occidente. Come registrato dall’Università di Lovanio, quasi il 65% della popolazione belga si dichiara cristiana, col 58% che si identifica come cattolica. È proprio da questo mondo che arrivano le critiche più aspre nei confronti del Vaticano. Come quelle mosse dal sacerdote in pensione Rik Devillé, che per anni ha guidato la chiesa Don Bosco di Buizingen ad Halle, una cittadina nel Barabante Fiammingo a mezz’ora circa da Bruxelles.

    Già nel 1992 questo prete sui generis aveva condannato la Chiesa cattolica nel libro “L’ultima dittatura”, per poi scrivere di recente Corridoi bui (dal fiammingo Donkere gangen), in cui ha raccolto le testimonianze di stupri, umiliazioni, abusi da parte di preti e monache nei monasteri. Nel 2009 Devillé aveva preso le redini della Don Bosco, plasmandola in una maniera sempre più distante dai canoni del cattolicesimo come lo conosciamo oggi.

    Don Bosco: la “parrocchia senza Papa”

    Come raccontato dal giornale fiammingo De Morgen, in questa piccola chiesa prevale un approccio comunitario, con coppie che sposano altre coppie e donne che possono celebrare alcuni sacramenti. La virata “progressista” è stata tale, che da marzo di quest’anno il Vicariato del Brabante Fiammingo e di Mechelen ha deciso che la Don Bosco non potrà continuare ad essere parrocchia. Le viene riconosciuto il ruolo di “comunità religiosa indipendente”, ma non di essere parte di una diocesi. Eppure il suo successo non si interrompe e la domenica durante le celebrazioni i posti vuoti si contano sulle dita di una mano.

    Devillé, che ha promosso l’idea di una “parrocchia senza Papa”, all’inizio degli anni duemila aveva raccolto 84 fascicoli di abusi. Adesso risultano circa 1.950 bambini “che hanno subito abusi in questo piccolo granello di terra”, ha dichiarato al giornale The Independent. “All’inizio, sono andato dal cardinale”, ha detto Devillé. “Non è successo niente. Non sapeva niente. Non poteva fare niente. Oppure ha scritto: ‘Ho pregato per te’”, ha affermato indignato il sacerdote in pensione.

    L’incontro del Papa con le vittime di abusi sessuali in Belgio

    La “fuga” della Don Bosco dall’alveo del Vaticano fa temere altre diserzioni. Soprattutto dopo il la serie televisiva Godvergeten (Il dio dimenticato), tratta dai racconti contenuti nel libro Corridioi Bui, che ha riaperto le ferite degli scandali sessuali commessi dai sacerdoti, ma soprattutto l’omertà del mondo cattolico rispetto a questi gravi reati. Per frenare un’emorragia ulteriore di fedeli, la Conferenza episcopale belga ha organizzato per Bergoglio un incontro privato, definito “discreto”, con 15 vittime di violenze sessuali, di cui non sono noti né il luogo né la data. “In passato c’è stata una cultura del segreto e del silenzio all’interno della Chiesa, che ha reso ognuna di queste tragedie ancora più difficile da sopportare”, ha dichiarato il vescovo Luc Terlinden,  che vede nell’incontro col Papa “un importante passo simbolico”.

    I bambini “venduti” dalla Chiesa cattolica 

    Le vittime belghe però non sembrano volersi accontentare di una pacca sulla spalla e di un rosario. In una lettera aperta, pubblicata il 5 settembre dal quotidiano Le Soir, alcune di loro hanno chiesto a Bergoglio di esprimersi con forza su questo tema durante la sua visita. Altro tema caldo su cui potrebbe esprimersi l’argentino è quello delle “adozioni forzate”. Secondo il quotidiano fiammingo Hln tra il 1945 e gli anni ’80 in Belgio circa 30mila bambini sono stati sottratti alle madri con la complicità delle suore. In base alle accuse la Chiesa li avrebbe venduti alle famiglie adottive. Lo scorso anno è stata promessa un’inchiesta specifica da parte della Conferenza episcopale, ma il sacerdote ribelle Devillé è pessimista e ritiene che dopo la visita del papa, questi fascicoli verranno rapidamente richiusi. A quel punto il gregge saprà con certezza di non poter contare sul pastore argentino.

    https://europa.today.it/attualita/pedofilia-papa-visita-belgio.html

  • Report REGIONALI sugli abusi sessuali su minori – Gli interventi singoli dei relatori– VIDEO

    Report REGIONALI sugli abusi sessuali su minori – Gli interventi singoli dei relatori– VIDEO

    ATTENZIONE! TESTO PARLATO – Potrebbero esserci delle incorrettezze


    Francesco Zanardi – Presidente Rete L’ABUSO

    Perfetto Io direi che si può cominciare Eh Mi son fatto un taccuino Per non perdermi poi nel discorso che è abbastanza lungo e impegnativo intanto ringrazio eh i garanti per l’infanzia e l’adolescenza che sono intervenuti qui quest’oggi per il Lazio la dottoressa Monica Sansoni per la regione Liguria la dottoressa Giulia Tanda che mi sembra non sia ancora entrata e per la Regione Sardegna invece c’è la dottoressa Carla pugli gedu per la Provincia autonoma di di Trento Fabio Biasi e la dottoressa manoela Paganini che Eccola la vedo Scusatemi ma ci vuole un po’ aiuto e poi per la campagna dottor Giovanni galano e la dottoressa Antonella D’Andrea che mi sembra di aver visto prima sono io aiuto Non la vedo buongiorno ah ecco ok ok chiedo scusa ma la perdo sono vi ho su uno schermo grosso sentite Sì sì sì la sentiamo la sentiamo Anzi io spero di aver aperto il microfono a tutti poi vabbè ve lo Aprite diciamo quando è il vostro momento per parlare poi ringrazio i relatori Io vabbè presenterò il report Federico Tulli che è giornalista e in particolare studioso della materia non solo sulla chiesa il coordinatore legale della rete l’abuso che è il dottor Mario Caligiuri poi il dottor Ghezzi del cismai Giorgio che è del comitato sportivo e del CONI Ludovic Eugenio di Italy Church 2 Poi ci saranno come ospiti l’avvocato Pasquale Lattari l’avvocato Luca battaglieri Giorgio Toselli che ho visto prima Dino shild maab e Maurizio gualerni Va bene Andiamo a scoperchiare un po’ quello che è un vaso di Pandora in Italia perché Io ho iniziato all’inizio estate a fare a voler fare questo report ho detto domandiamoci quanto Quante sono le vittime dei sacerdoti pedofili in Italia

    Poi diciamo allestendo questo report e poi domandando a colleghi e via dicendo insomma in molti uno di questi è stato proprio Giorgio Barone dei primi che mi dice ma guarda anche noi nei comitati sportivi abbiamo lo stesso identico problema soprattutto nell’ambito del volontariato in quello agonistico no E quindi mi sono un po’ più soffermato Al di là che ci sono dei vuoti legislativi che poi vedremo che denunciamo da anni e già nel 2019 abbiamo portato come associazione l’attenzione del comitato ONU che ha convocato l’Italia e l’ha ascoltata l’Italia poi m se sarà il caso c’è un breve video che vi ho già mandato nella documentazione e come vedrete non risponde alla domanda sulla prevenzione risponde Quali sono le pene che si applicano in Italia Ma viene da sé che se tu mi rispondi che ci sono delle pene e vuol dire che prima deve esserci l’abuso no quindi manca tutta la parte che deve esserci prima in più se andiamo a vedere siamo un paese europeo però dove diciamo la pietra fondante dell’Europa era avere stessi diritti stessa moneta stessi documenti Beh certo Quando un cittadino europeo viene con un minore in Italia io non so fino a che punto il minore almeno ha gli stessi diritti perché in realtà non c’è una prevenzione quindi diciamo che il minore resta in qualche modo scoperto entrando entrando in un paese che è carente ho guardato un po’ anche i dati che ci sono in giro quelli ministeriali e sono davvero pochissimi tipa tipo 6000

    abusi nel 2021 Se non ricordo male in tutta Italia ma non abusi sessuali cioè vari tipi di abusi sia violenza fisica poi vado a vedere sono dati presi dalla polizia e in effetti sia io che altri colleghi avevamo più volte provato a chiedergli all’osservatorio nazionale quello ministeriale del Ministero delle pari opportunità e non ci erano stati dati non non hanno forniti fornito dati e e quindi di fatto non ce ne sono almeno i dati che ci sono sono estremamente carenti Allora ho pensato perché non visto che il nostro report che è vero che sui preti però è documentale poi come vedrete anche a altamente eh dettagliato nei cioè viene dettagliato negli abusi in ogni regione Uomini Donne abusati da sacerdoti abusati da laici adesso diciamo la parte Laica è ancora una parte scoperta perché in realtà anche lì c’è pochissimo materiale e l’ andremo a allestire tutto Tuttavia è un eh report preciso perché fatto su base documentale e quindi diciamo esprime un dato che eh possiamo poi eh utilizzare per ah scusate vedo che c’è della gente che entra Abbiate pazienza un dato che possiamo poi usare per eh fare una proiezione sia percentuale che proporzionale dicevo in Italia ci sono appunto anche se non sono tantissimi i numeri 6.000 Casi Ma non vediamo poi al tempo stesso anche al di là degli allarmi che vengono dati sulla pedofilia online non vediamo alcun tipo di indagine no Quindi o non vediamo notizie sui giornali che vengono fatte indagini che ci siano arresti e e cose del genere no Quindi diciamo troviamo parecchie discrepanze ehm proprio anche confronto agli altri Stati viene da dire questi pedofili dove vengono messi e e ci siamo anche domandati quali sono poi in effetti gli strumenti concreti eh per fare prevenzione adesso cercheremo prima darò i dati l’obiettivo del report quindi diciamo anche se il dato è della chiesa Siamo andati a analizzarlo in una particolare categoria che è quella del volontariato Perché Perché in Italia per esempio il volontariato è resta scoperto dall’esibizione del cosiddetto certificato antipedofilia che viene introdotto nel 2014 con la con la ratifica di Lanzarote che però diciamo che è più complicato spiegare come mai è stato lasciato un vuoto cioè come mai è stato esentato il volontariato che spiega cioè perché bisogna spiegare ci deve essere un motivo no per il quale il volontariato è sollevato di fatto Questa falla fa sì che chi non può esibire certificato chi non può andare eh diciamo negli altri posti perché il certificato è da esibire e la persona è pregiudicata è questo dove va a cercare ragazzini va proprio nell’ambito del volontariato proprio perché questa falla lo permette e tra l’altro è una falla grave perché se ci riflettete non non parliamo di casi di sospetti No no parliamo di pedofili conclamati perché se hai il certificato macchiato vuole dire che hai già commesso degli abusi c’è una condanna del tribunale quindi diciamo che quel 100% Elimina che cioè evita che quel 100% di pregiudicati entrino in in in questo ambiente abbiamo fatto quindi tre report Abbiamo quantificato quello il numero nostro cioè i dati che avevamo Noi abbiamo quantificato i dati che dà la chiesa che ha dato la chiesa durante le ultime gli ultimi due report della CEI e dati che ha dato in precedenza Poi scusate poi li abbiamo

    sommati li abbiamo sommati e non li abbiamo messi insieme per due motivi Il primo motivo è che appunto i nostri sono molto dettagliati quelli della CEI ad esempio non si sa neanche la regione geografica Ma si sa un numero non si sa il numero di Vit Quindi nel caso della CEI il dato elaborato è minimale come vedrete perché e va a In pratica a contare una vittima per ogni pedofilo che è una cosa improbabile Però diciamo che non potendo dare un num numero di vittime certe si è dato il dato di base che è ovviamente se c’è un pedofilo almeno una vittima c’è e quindi ne abbiamo contata solo uno una e abbiamo appunto quantificato il dato all’interno del chiesa le dinamiche Purtroppo però sono le stesse che poi noi ritroviamo nell’ambito del volontariato perché non c’è un obbligo di denuncia in Italia e chi di voi lavora nella materia sa bene che a volte si rischiano anche le contro querele denunciando dei casi

    non se uno si prova a mettersi in nei panni di un’associazione che si trova un pedofilo in casa un caso di pedofilia e uno riflette e dice la denuncia non è obbligatoria e è anche poi rischiosa No perché se non ho non ho le prove rischio la controquerela al tempo stesso è vero faccio una buon azione Eh ma poi divento responsabile civile e qualora ci fosse un processo perché ragazzino è stato abusato nella mia associazione mi tocca ancora sborsare dei soldi e questo capite che è un ragionamento che porta poi a Esistere chi non ha obblighi come in questo caso e a non a non intervenire o magari intervenire senza denunciare Infatti se noi guardiamo le denunce anche lì sono tutte denunce quasi di ambiti familiari non esiste nessun altro tipo di denuncia non non troviamo associazioni che hanno problemi neanche quelle sportive di pedofilia al loro interno non troviamo nulla del genere e questo diciamo è alquanto sospetto direi niente Apriamo un attimo i dati proviamo un attimino a condividere lo schermo Eh allora condividi lo schermo aiuto Eccolo qua Forse schermo due

    Sì eccoci qua priam un attimino e andiamo ad esaminare un attimo i dati poi ci sono delle premesse che che poi con calma potete leggere io adesso faccio solo i passaggi fondamentali Allora questo primo pannello abbiamo le due parti quella verde e quella blu che è un conteggio preliminare Cioè abbiamo trovato prodotti da 330 sacerdoti 29 laici e una suol un potenziale di vittime No un potenziale un effettivo di vittime di

    1570 vedremo dopo il ragionamento il dei numeri della chiesa la chiesa dichiara di fatto dal 2000 913 casi che Sommer Remo poi ai nostri vi spiego il perché la chiesa dice che questi casi sono casi raccolte dagli sportelli o in mano ai loro uffici ma sono esclusi diciamo i casi passati attraverso la magistratura noi Quindi questi 330 casi che abbiamo utilizzato sono casi invece passati dalla magistratura quindi diciamo c’è una improbabilità che siano gli stessi poi qualcuno lo potrebbe anche essere purtroppo son così scarni Tuttavia andiamo a vedere la prima mappa perché è anche importante l’effetto ottico poi ovviamente potete schiacciando su ogni puntino troverete i cioè i casi e i dettagli questa diciamo è la mappa sono un po’ i casi messi sulla mappa italiana di pedofilia derivante dal tiero cioè quelli raccolti Però dalla rete l’abuso nel pannello sotto Anzi ci arriviamo dopo ecco qui siamo Questa è la seduta di cui parlavo all’inizio delle Nazioni Unite che se potrei anche anche metterla e così sentite un attimo i punti ma magari potete anche vedervi io ve li leggo un attimo il comitato diciamo alla fine della seduta dopo la nostra istanza e dice che accoglie favorevolmente il piano nazionale per la prevenzione la lotta agli abusi e lo sfruttamento sessuale dei bambini 2015-2 la rivitalizzazione dell’osservatorio per contrastare la pedofilia la e la pornografia e poi inizia con una serie di lamentele dicendo che è preoccupato per i numerosi casi di bambini vittime di abusi sessuale da parte di personale religioso della chiesa cattolica nel territorio dello Stato membro e per il basso numero di indagini criminali e azioni penali da parte della magistratura italiana che poi raccomanda di adottare cosa che in Italia Ecco non abbiamo non c’è una ehm educazione civica ai nelle scuole per i bambini senza dover spiegare nulla eh di così specifico sul sesso e si possono spiegare i comportamenti che gli adulti con i bambini non devono avere e il bambino Diciamo che è il primo campanello d’allarme No perché quando si accorge di un comportamento inappropriato e lo vaa a un genitore o a un maestro Non lo so di fatto sarebbe già uno dei primi passi eh preventivi preventivi poi dice vabbè di istituire una commissione di inchiesta indipendente imparziale per esaminare are tutti i casi di abuso sessuale di bambini da parte del personale religioso della chiesa cattolica garantire l’indagine trasparente ed efficace di tutti i casi di violenza sessuale presumibilmente commessi da personale religioso della chiesa cattolica il perseguimento dei presunti autori l’adeguata punizione penale di coloro che sono stati giudicati colpevole e il risarcimento oltre che la riabilitazione delle vittime minorenni e di quelle che ormai sono diventate adulte Ecco anche qui altro grosso gradino no poi per le vittime da da affrontare perché spesso non non c’è c’è un difficile accesso come puoi vedremo alla giustizia e spesso anche non ci sono soccorsi tranne il Cim che poi ne parlerà meglio sicuramente il dottor Ghezzi a volte è inappropriato poi dice di stabilire canali sensibili ai bambini e per i bambini per riferire sulle violenze subite proteggere i bambini da ulteriori abusi Tra l’altro assicurando che le persone condannate per l’abuso di minore sia impedito e dissuaso il contatto con i bambini in particolare in particolare a livello professionale intraprendere tutti gli sforzi nei confronti della Santa Sede per rimuovere gli ostacoli all’efficacia dei procedimenti penali contro il personale religioso della chiesa cattolica sospettato di di violenza su minori in particolare nei Patti Lateranensi eccetera eccetera qui però arriviamo di nuovo rendere obbligatorio arriviamo al certificato antipedofilia Infatti dice rendere obbligatorio per tutti anche per il personale religioso della chiesa cattolica la segnalazione di qualsiasi caso di presunta violenza su minori alle autorità competenti dello Stato membro poi ho sbagliato è questo qua sotto modificare la legislazione che attua la convenzione di Lanzarote in modo da garantire che non escluda il volontariato compreso il personale religioso della chiesa cattolica dai suoi strumenti di prevenzione e protezione e è proprio qua il campo che accomuna poi in sostanza la nostra Analisi La Nostra analisi ripeto abbiamo usato i dati della chiesa Ma uno dei vuoti che poi Appunto ci siamo accorti non ha solo la chiesa ma ha l’intero volontariato è proprio questo Poi qui c’è il commento e arriviamo ai dati cioè diciamo tutta la cran storia per vedere dove abbiamo preso i dati che andiamo a presentare e c’è la seconda mappa Questa è la seconda mappa che è semplicemente appoggiata sotto quella di prima e pur non sapendo quanti cioè dove sono stati commessi i casi m che la chiesa ha registrato sono quelli blu li abbiamo un po’ divisi per tutta la penisola E questo è solo il panorama che abbiamo all’interno della chiesa e parliamo di circa 1200 potenziali stupratori perché qua sono segnati coloro che vengono intesi come pedofili 1200 su un totale perché la chiesa ha in Italia 53.000 quindi c’è una percentuale alta che poi Appunto vedremo se i motivi sono quelli che abbiamo individuato e diventa davvero letale perché nel volontariato son ben di più di 53.000 preti qui facciamo il conteggio e arriviamo a alla tabella finale dove compariamo i dati quelli contati dalla rete sono 360 casi quelli dalla CEI 113 parliamo di soli abusatori ora sappiamo che il dato è molto in ribasso perché Vincent Hey che è un collega un tecnico ha fatto questa tabella statistica in base alle commissioni inchiesta Diciamo che allora in Italia esce quasi un 35% se non sbaglio eh da 500 501.000 casi e in effetti poi noi troviamo questo dato che è circa un 4% nella somma dei dei dati che andiamo a fare che ci porta a 5559 casi che sono quelli Censiti solo da noi in questo report nell’ambito della chiesa abbiamo poi qui Ci sono vari dettagli Tornando al nostro quello iniziale no quello che fa campione che dà il primo risultato di 1570 sopravvissuti che poi appunto viene proiettato e dà il risultato di

    5000 Abbiamo appunto leggiamo che abbiamo 330 sacerdoti che hanno prodotto 1426 vittime minori 29 laici che ne hanno prodotti un totale di 90 41 negli scout 49 come catechisti ci sono gli adulti vulnerabili conteggiati ci sono le suore quelle sopra sono quelle abusanti e quelle sotto sono quelle abusate perché L’obiettivo è anche poi di allestire appunto di più queste queste due sezioni che sono quella dei laici e delle suore abbiamo un totale di 192 donne e 137 8 uomini poi qui abbiamo tutta la tabella in Abruzzo 13 in Basilicata 19 poi all’interno delle schede Diciamo che adesso andiamo ne andiamo a vedere una avremo tutti i vari dettagli No Abbiamo appunto il nostro totale e siamo riusciti anche a fare un paragone Allora 1570 casi di cui 551 non hanno ottenuto nessun tipo di giustizia dal tribunale dello Stato 1404 su 1570 invece sono casi che sono poi stati denunciati anche all’autorità ecclesiastica che semplicemente non ha proceduto poi vabbè qui c’è il calcolo di come abbiamo ottenuto appunto il dato proporzionale che su

    1570 vittime della rete va a sommarsi alle 3990 di ate e calcolate Dalla Chiesa Appunto per questo totale adesso siamo andati a fare un’altra operazione cioè quella di provare con il dato percentuale che ci ha restituito 1273 casi che sono i preti preti Censiti su un totale di 35.000 ci dà un 3,4% che si siamo andati a proiettare Questa volta non più sulla base di soli 35.000 unità di persone cioè i sacerdoti Ma a quanto ci dà il base il dato Istat di personale volontario nelle associazioni parliamo di 4.

    661.1 3 e 64% a vedere cosa produce Questo ovviamente Questo è un dato una proiezione quindi è eh ipotetico Tuttavia eh Lo abbiamo questo risultato qua viene fatto perché nel report della chiesa Siamo andati a vedere anche quanti Quante vittime riusciva a produrre un sacerdote ne sono uscite cinque perché ovviamente come ho già detto il report è carente e quindi abbiamo poi moltiplicato per 5 il risultato che è 169.000 cioè il 64% e da 848.800 e potenziali vittime queste nell’ambiente Appunto eh del volontariato Ok son tornato quindi diciamo che questi dati a noi sembrano gravi già di loro le ulteriori problematiche e e poi gli aspetti legali li tratteranno gli avvocati Però come dicevo prima no che c’è un Una tendenza da parte di qualunque associazione ma è sono onesto anche la nostra avessimo un caso impr è improbabile che qualche pedofilo venga a chiedere di diventare socio in un’associazione antipedofilia questo è forse il dato più improbabile Però ripeto avessimo anche noi Un caso al nostro interno saremo costretti davvero interrogarci no su come muoverci perché c’è anche poi questo aspetto di responsabilità civile dell’associazione che è sicuramente un’associazione non non potrebbe supportare cioè la porterebbe alla chiusura quindi diciamo ci sono una serie di problematiche con l’obbligo di denuncia e la problematica intanto quella di rischiare la controquerela si risolve da sé perché se il cittadino è obbligato a denunciare eh È ovvio che non può poi essere cioè denunciare il sospetto È ovvio che poi non può essere contro qu relato e in quel caso però avremmo la denuncia e la sicurezza del cittadino una protezione per il minore e la polizia che fa le adeguate indagini Cioè non le facciamo noi non cerchiamo noi di raccogliere delle prove ci siamo e perché qualcheduno l’ha fatto in malo modo e qualche volta ci siamo trovati anche dei processi invalidati proprio dall’inquinamento che c’era stato anche nel dialogo Tra queste persone e le vittime stesse no che hanno poi invalidato eh la credibilità e la sostenibilità del della della tesi e dicevo qui vedete già la situazione si ribalterà Anzi sarebbe l’associazione in un caso del genere a a farsi carico con l’obbligo di renuncia ovviamente a farsi carico di assicurarsi che nell’associazione seppur di volontariato non entrino persone no che hanno già un certificato anti pedofilia sporco perché questo purtroppo questa è lo capirete bene È la realtà la linea purtroppo porta in questa direzione No perché sia per convenienza sia per tante altre questioni quindi qui spezzo una lancia per la chiesa davvero perché effettivamente sui giornali si legge solo dei casi della chiesa e Ma i casi qui ne vengono conteggiati molti di più e sembra un po’ diciamo no la chiesa qualche uno dirà solo matto ma sembra un po’ nell’occhio del ciclone e e non sono poi nell’occhio del Ciclone questi vuoti che ripeto sono gravi li ha riconosciuti anche l’ONU Ma insomma ve ne rendete conto da soli Ecco perché questo questo questo buco porta a non isolare poi di fatto chi noi sappiamo che è pregiudicato no e Mento il buco della mancanza dell’obbligo di denuncia porta difficoltà a denunciare a terze persone perché le prove difficilmente si hanno in un caso d’abuso no Difficilmente sei presente Quindi puoi avere un sospetto puoi denunciare un sospetto difficilmente la prova certa e quindi diciamo c’è questo impedimento e il rischio della controquerela nel denunciare cosa che appunto non ci sarebbe lì inizierebbe un discorso preventivo contiamo poi che anche lo stesso certific ato antipedofilia funziona con un un una condanna precedente e quindi se non c’è la denuncia no se non c’è l’obbligo di denuncia e capite bene che poi non sei segnato sul certificato antipedofilia Ecco diciamo che è un po’ una situazione un cane che si morde la coda Io direi di aver concluso


    Federico Tulli – Giornalista e autore

    Allora intanto grazie Francesco Zanardi re dell’abuso per l’invito e cercherò di essere più sintetico possibile e quindi per poterlo fare per ridurre i tempi Perdonatemi se mi auto Cito in diversi passaggi Allora io mi concentrerò in particolare sulla questione della della pedofilia nella chiesa in Italia anche qui per questioni di tempo Francesco e poi anche l’avvocato Mario Car giuri parlano più in maniera più estesa appunto della questione che riguarda anche il volontariato in generale.

    Ovviamente la questione della pedofilia nella chiesa è solo una parte del problema che è quello della pedofilia nella società civile in Italia Allora io da circa 20 anni mi occupo da giornalista di violenze su bambini e Donne e bambine compiute in ambiente ecclesiastico e non solo e da oltre 10 anni anni collaboro con rete l’abuso oltre ad aver molto studiato intervistato avvocati storici filosofi magistrati sociologi psichiatri e psicoterapeuti che hanno fatto Ricerca Scientifica su questi temi o che hanno avuto vittime tra i loro pazienti e mi sono avalo del loro contributo nei miei libri e nelle inchieste che ho scritto per 17 anni sul settimanale left Ma ho anche intervistato di persona centinaia di vittime de Paesi diversi ho visto l’orrore e la disperazione nei loro occhi quasi tutte avevano impiegato anche decine di anni a elaborare per quanto possibile e denunciare la violenza subita da bambini secondo uno studio australiano passano in media 33 anni prima che ci si ci riescano molte vittime di preti pedofili ho potuto riscontrare hanno pesantissime disabilità congenite che vanno dalla sordità la cecità e così via E questo le Ha rese ancor più vulnerabili tra gli esseri umani più vulnerabili moltissime di quelle che ho incontrato sono cresciute senza uno o entrambi i genitori oppure in ambiente familiare assente ea affettivo e di questa carenza affettiva aveva approfittato lucidamente il pedofilo per Avvicinarsi al bambino o alla bambina sapendo che difficilmente un adulto li avrebbe protetti.

    Io ricordo il racconto di una ragazza era stata stuprata per 4 anni fin da bambina da un sacerdote di oltre 40 anni più grande di lei non aveva praticamente mai avuto il padre e la mamma era la collaboratrice domestica del suo superatore e le chiesi Ma quando il paroco ti mise le mani addosso non dicesti nulla a tua madre Certo mi rispose come reagì mi dette uno schiaffo mi accusò di aver inventato tutto e non ne parlò mai più lei aveva 13 anni nessuno l’aiutò e denunciò tutto appena divenuta maggiorenne ad accompagnarla in caserma in un’altra città fu una zia Ecco io l’indifferenza mortale della madre di questa ragazza è la stessa che riscontro da anni a livello istituzionale cosa voglio dire in Italia stato e chiesa non hanno mai preso in considerazione l’idea di realizzare un’indagine su scala nazionale o di delegare una commissione realmente indipendente a farlo tempo fa chiesi a una ministra per le pari opportunità e a portavoce della Santa Sede che allora era Monsignor Lombardi Come mai L’Italia non prendesse esempio da altri paesi molto simili al nostro per tradizione cattolica che hanno deciso di affrontare indagando a fondo il fenomeno criminale della pedofilia nella chiesa la ministra mi rispose che la questione non era nel programma di governo Monsignor Lombardi mi disse che da noi il problema non sussiste un breve inciso io rivolsi questa domanda alla ministra In occasione della ratifica da parte dell’Italia della convenzione di Lanzarote di cui si è molto parlato fin qui e se ne parlerà ancora seduta accanto alla ministra c’era un vescovo sebbene la Santa Sede non aderisca alla convenzione non molto convinto di queste risposte Mi sono messa a indagare e nel 2014 ho scritto il mio secondo libro chiesa e pedofilia il caso italiano dopo oltre 200 pagine di inchiesta fonti verificate documenti e testimonianze alla mano sono giunta alla conclusione opposta rispetto a quella del Monsignor Lombardi avendo scoperto che dall’unità d’Italia in poi la pedofilia di matrice clericale attraversa senza soluzione di tutta la storia del nostro paese fino a oggi.

    In Italia non esistono come ha detto anche Francesco molto bene statistiche ufficiali sulla diffusione della pedofilia in generale Bench meno su quella di matrice clericale il Ministero per le pari opportunità non rende pubblici i dati dell’osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile contribuendo Secondo me a far passare l’idea falsa nell’opinione pubblica che si tratti di un fenomeno occasionale circoscritto a determinati ambiti o specifiche realtà di degrado sociale tra il 2022 e l’inizio del 2023 in assenza appunto di statistiche ufficiali Grazie anche al sostegno di rete l’abuso con i suoi dati ho realizzato per leeft una lunga inchiesta lavorando anche su fonti giornalistiche documenti testimonianze sentenze passate in giudicato e così via da qu dalla quale è emerso che in Italia in 23 anni dal 2000 sono stati denunciati 146 sacerdoti 113 sono state le condanne definitive per reati di natura pedofila le vittime accertate di minori di 14 anni sono state almeno 516 minori di 14 anni e questo conferma il dato che poco fa ha detto Francesco parlando di proiezioni cioè la media è 4,56 vittime in media di vittime accertate minori di 14 anni per caso giunto in sentenza passato in giudicato e e dico che almeno 516 sono state perché è impossibile anche solo stimare il numero delle vittime di peto pornografia online un altro dato nessuna delle 146 denunce alla magistratura italiana è mai partita da un vescovo e ancora il 17 dicembre 2022 Monsignor baturi segretario generale della Conferenza Episcopale ha rivelato che Dal 2010 al 2020 sono stati 613 fascicoli trasmessi dalle diocesi italiane al dicastero per la dottrina della fede cioè la Santa Sede altri 100 fascicoli eran stati trasmessi tra il 2000 e 2010 sommando questi numeri viene fuori che tra il 2000 e il 2023 in Italia sono stati denunciati almeno 859 casi di pedofilia nella chiesa.

    A questo conteggio mancano una trentina di casi di cui ha parlato Francesco poco fa perché io nell’inchiesta non sono arrivato all’ultimo report della ce di ti fa quindi 859 casi di pedofilia nella chiesa in Italia dal 2000 al 2023 di questi appunto 713 fascicoli della CEI nemmeno questi sono mai stati condivisi con la magistratura sempre in virtù del diritto lo metto molto tra virgolette a non collaborare con la magistratura sancito dall’articolo 4 del concordato solo per fare un paragone veloce Spotlight del boston globalo di giornalisti Insomma che nel 2001 ha dato il via Le inchieste negli Stati Uniti che hanno portato alla Banc rotta 15 Diocesi per risarcimenti dovuti alle migliaia di vittime riconosciute sportlight è partita dall’indagine su 89 casi la commissione Sias in Francia di cui tanto si è parlato qui da noi 2021 ha scoperchiato un’orrenda situazione molto simile a quella statunitense partendo dalla denuncia di 70 casi qui da noi dopo 859 casi acc stti e chissà quante migliaia di vittime ancora non si muove nulla.

    La mia indagine giornalistica conferma quanto scoperto e accertato appunto dall’Associazione rete l’abuso hollus che è anche l’unica realtà della società civile del nostro paese che si occupa di tutela delle dei diritti delle vittime di preti violentatori questo report che io che vedete nello schermo è è ormai superato da quello che Francesco ha fatto vedere poco fa è bene ribadire a questo punto che la cosiddetta giustizia ecclesiastica Francesco prima cità i tribunali ecclesiastici si fonda sulla convinzione che il più violento dei crimini nei confronti di un bambino o una bambina sia prima di tutto un peccato un delitto contro la morale qui nelle slide vedete commenti di persone che rifiutano totalmente questa impostazione e come tale cioè come un peccato viene trattato nei Tribunali ecclesiastici il punto non è tanto evitare che un pedofilo GM Misca la sua preda ma che un prete e la sua vittima facciano del male a Dio è l’offesa alla divinità che È intollerabile sta qui la tolleranza zero di Papa Francesco e ma anche di Benedetto XV sopra decore tanto esaltata anche dalla stampa Laica italiana si tratta a mio modo di vedere di una visione umanamente inaccettabile di cui l’Italia uno Stato laico per Costituzione non tiene conto nel tenere in vita Il concordato e l’articolo 4 in particolare ma anche nell’applicare parzialmente come ha denunciato poco fa Francesco la convenzione di Lanzarote Cosa comporta questa situazione comporta che il pedofilo prete come che come tutti i pedofili è una persona gravemente malata di mente ma non di quelle che danno in escandescenza sia lucidamente consapevole di poter agire pressoché indisturbato potendo contare sulla copertura delle proprie istituzioni e su un credito socialmente e politicamente riconosciuto molto più alto di qualche di qualsiasi altro membro della società civile.

    Questo significa che la vittima I sopravvissuti durante la loro vita non dovranno combattere solo contro le conseguenze della violenza in sé e solo pure qui a molto tra virgolette ma anche contro tutto ciò che è un sacerdote rappresenta ancora oggi spesso inspiegabilmente nell’immaginario comune E dovranno combattere contro l’istituzione religiosa di cui il pedofilo fa parte capace di condizionare in maniera profonda media politica opinione pubblica i suoi onnipresenti organi di propaganda e informazione al fine di preservare in primis l’immagine pubblica del papa e poi che importa a costoro se questo atteggiamento abbia come diretta conseguenza la lesione di un diritto umano fondamentale la salute psicofisica della persona e concludo lasciando aperta l’ultima slide che in parte e intanto vi ringrazio sintetizza quello diciamo la parte finale dell’intervento di Francesco e secondo me Ecco è Ess anche utile per introdurre quella del dell’avvocato Mario Caligiuri che se non ricordo male parlerà dopo dopo di me Grazie.


    Mario Caligiuri – Avvocato e coordinatore legale della Rete L’ABUSO, supervisore dell’Osservatorio

    Passerei la parola a Mario Caligiuri che è coordinatore legale del un legale della rete lauso Mario Buongiorno a tutti e grazie della della partecipazione e noto che abbiamo 23 partecipanti Quindi io necessariamente devo calibrare il mio intervento e grazie anche a quelli ai due che mi hanno preceduto con particolare riferimento ai punti che sono stati toccati che riguardano da un lato le violazioni delle disposizioni sopranazionali citando appunto Lanzarote ma direi anche Istanbul in stretta relazione

    con la tutela dell’integrità psicofisica della donna all’interno dei contesti relazionali eccetera io Permettetemi una rapidissima quindi mi occuperò delle proposte e e per poi riservarmi di intervenire successivamente prego Francesco stai dicendo qualcosa Ah ok mi mi sentite mi senti si sente Sì sì Ah ok ok Scusatemi ma non ho ho le cuffie Non Allora io la prima il primo passaggio che farei è l’inquadratura di una necessità di modificare le disposizioni correnti Per quanto riguarda la questione che è stata toccata relativamente all’obbligo di denuncia Noi abbiamo delle disposizioni che si Rad sulle cosiddette inizialmente erano definite nuove norme sulla violenza sessuale ma sono molto datate venivano citate Itali ma non sono e non sono tali perché si radicano nelle nella riforma del 96 la numero 66 molto rapidamente io vorrei considerare questi questi passaggi che hanno determinato poi e reati contro la sfera sessuale che prima erano a quera di parte Anzi erano inesistenti Per quanto riguarda dei Minori No la la la la figura del minore era assolutamente inesistente e devo consentitemi questa forzatura dare merito a due eh figure importanti nell’ambito culturale che ha fatto sì che vi fosse questa promulgazione in realtà ha tre elementi Il primo è dato dalle motivazioni politico ideali che hanno hanno portato al movimento femminista Che riuscì così a raccogliere eh in quel in quel in quel In quella particolare congiuntura 300.000 firme per affermare la necessità che questo diritto venisse riconosciuto cioè la trasformazione di un reato contro la persona da diventare tale anziché una visione assolutamente dev e quindi riuscì a raccogliere per affermare appunto con quel disegno di legge la dignità della donna e integrità in quanto persona quindi è l’affermazione del diritto di autodeterminazione del proprio corpo e sulla propria sessualità grazie a queste disposizioni Noi ci troviamo in un contesto sov sov sia per quanto riguarda gli impulsi derivati dal Movimento determinati dal Movimento femminista sia per quanto riguarda la condizione specifica delle leggi ad una apparato di norme che possiamo dire è fermo è sostanzialmente fermo da 30 anni se non sbaglio è vero che abbiamo avuto i vari soccorsi e scusate i Cici i codici Rossi il codice rosso rimod ificato ulteriormente e tutto ciò che è inutile C ma è altrettanto vero che ci si trova di fronte ad una situazione di assenza di garanzie che incidono in prevalenza sulla prevenzione quindi coniugare prevenzione e tutela significa capire se effettivamente nel concreto l’attuale

    situazione che noi registriamo è tollerabile o no E gli elementi che sono stati considerati poc’anzi segnalano una situazione diversa quindi grazie a

    due persone attive che all’epoca io devo necessariamente citarle rapidissimamente la dottoressa Annamaria Serafini che era deputata alla camera e senatrice della Repubblica che poi ha ricoperto per incarichi parlamentari e il dottor Pietro forno procuratore aggiunto

    Allora presso la Procura della Repubblica prima di Torino e poi di Milano sono totalmente assenti queste figure dalle citazioni che vengono normalmente fatte per rievocare diciamo così l’attività o meno nei cambiamenti legislativi Io credo che sia doveroso in quest’ultimo soprattutto per quanto riguarda l’attività del dottor forno che è stato ideatore E direi realizzatore di tematiche investigative a mio parere tra ma non so a mio parere tra le più avanzate d’Europa fatta questa questa doverosa premessa di dare il riconoscimento a chi effettivamente ha lavorato per la promulgazione della riforma ripeto congelata nel 96 sulla violenza sessuale che ha diciamo così reso la figura del minore sicuramente più centrale No però abbiamo Questa situazione ormai che richiama una un cambiamento io arrivo subito ad un evito di riprendere varie questioni che sono state trattate e per dare appunto spazio a 23 persone ora che che stanno ascoltando e arrivo alla necessità di intervenire e quindi è un aspetto immediatamente propositivo che si collega che è stato citato poc’anzi si collega

    alla espresso indirizzo che ha dato l’ono noi in quell’occasione Eravamo presenti alle agli incontri che in tre giorni sono stati tenuti ed Eramo presenti quando se vi vi collegate vedete quel video quando è stata redarguita efficacemente cioè prima di aver formalizzato quegli ammonimenti nei confronti del nostro paese c’è stato Appunto Una considerazione dell’inattività del nostro paese no E da lì è derivato questo impulso al cambiamento che come dicevo prima a mio parere e arrivo subito all’aspetto tecnico è possibile realizzare ma anche subito e qual è Noi abbiamo già nel nostro codice eh penale di merito i colleghi che sono in ascolto capiranno ma io devo reiran al volo quello che dirò ma io devo essere e il più possibile chiaro nei confronti di tutti coloro che che ascoltano Noi abbiamo già un articolo che è espressamente rubricato omessa denuncia di reato da parte del cittadino ed è limitato Permettetemi che prenda il Vangelo il nostro Vangelo E di chi opera in questo ambito perché non vorrei dire delle inesattezze che il

    364 lo leggo rapidissimamente vi sta consentendo Allora il cittadino che avendo avuto notizia di un delitto con contro la personalità dello Stato per il quale la legge stabilisce la pena di morte l’ergastolo non ne fa immediatamente denuncia all’autorità indicata nell’articolo 361 è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa da euro 103 a euro eccetera eccetera io non mi soffermerei ovviamente sulla condizione reattiva del legislatore in relazione alla pena ma a noi interessa che si centralizz in modo molto chiaro e e quindi un comando un precetto normativo questa integrazione quindi si potrebbe eh

    alla Punto iniziale dove viene appunto evidenziato Chi ha notizia di un delitto contro la persona dello Stato per il quale legge stabilisce l’ergastolo si potrebbe aggiungere nonché dei delitti di violenza sessuale a danno di minore di atti sessuali con minorenne quando procedibili d’ufficio di corruzione di minorenne di adescamento di minorenni di prostituzione minorile di pornografia minorile e di detenzione di materiale ografico da qui c’è diciamo così la l’espressione che ne obbliga la denuncia Quindi come condotta omissiva appunto di questo Pretto che non ne fa immediatamente denuncia l’autorità indicata quindi che vuol dire non limitare quindi questo questa disposizione al a chi è a conoscenza di reati commessi nella menzione di reati contro la stato Chi ha notizie di di un terrorista diciamo così che prepara un attentato all’obbligo viene ricalibrato questa questa questa unicità diciamo così parzialità della disposizione e allargata alle questioni che ci interessano e di cui stiamo trattando vorrei aggiungere e mi avvio alla conclusione perché a me interessa molto anche il come nei territori nelle varie realtà del nostro paese viene considerata e viene recepita la condizione del minore dicevo queste disposizioni e prima mi sono espresso in modo critico nei confronti delle ultime anche delle ultime modifiche Ma perché Perché non è con l’inasprimento

    della reazione dello stato di fronte a determinate condotte che eh quindi inasprendo le leggi inasprendo la pena si possa ottenere un risultato basti considerare i femminicidi no dove e qui arrivo l’altro punto dove e un reato predittivo della del femminicidio ma aggiungerei anche della violenza sessuale agita nei confronti delle donne e dei bambini e il maltrattamento il reato di maltrattamenti nel nostro sistema pratico quindi parlo mi riferisco all’attività specifica delle procure Con le dovute eccezioni ovviamente ma mi assumo la responsabilità di ciò che sto affermando è veramente difficile trovare una coerenza su questo ma soprattutto anche anche per quanto riguarda l’emanazione di misure eh cautelari che si agganciano alle finalità eh centrali della della prevenzione e quindi si può fare un ragionamento più concreto sulla tutela effettiva no riprendendo il filo e concludo sull’altro Aspetto che viene m eh non viene disvelato Eh che appunto Eh si identifica nel reato di maltrattamenti eh vi sono dei segni tangibili dei comportamenti chiari e questi e dei comportamenti Chiari che rispetto ai quali se intervenendo tempestivamente come è accaduto in nel in un recentissimo femminicidio dove praticamente la procura la procura o quantomeno le forze dell’ordine ma sicuramente il soccor il i nuovi codici portano a questo alla all’intervento No al binario preferenziale no se si fosse intervenuto prima quella donna sarebbe ancora viva ora vi è quindi anche la possibilità e direi anche la necessità quantomeno culturale di considerare anche l’inclusione nella modifica che pocanzi del 364 anche per il reato dei maltrattamenti nei confronti dei Minori perché io posso anche vedere notare che un genitore dà uno schiaffo ad un bambino se lo vedo una volta due volte ma poi se questi schiaffi o queste queste queste condotte qualificabili come percosse sono reiterate non parliamo più di percorso non parliamo più o quanto meno di quelli di quell’ indicatore educativo diciamo così tollerato nel rapporto con un con un bambino con una bambina parliamo di maltrattamento e quindi è estremamente importante che si ragioni su questo allora io mi fermo veramente questa volta e do la parola Mi riservo Quindi se se è possibile se mi dà spazio per gli altri interventi Buona continuazione Grazie


    Carla Puligheddu – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Sardegna

    Allora eh passo Allora intanto che risolviamo il problema alla dottoressa Carla pugli gedu che è il garante della Regione Sardegna Sì buongiorno a tut la quale chiedo scusa per averle storpiato il cognom Non si preoccupi Capisco capisco la complicazione Buongiorno eh quindi mi sentite Benissimo allora Grazie innanzitutto per avere organizzato questo momento di informazione di formazione di conoscenza perché reperire dati è veramente difficile su tutti i fronti anche all’interno delle istituzioni e per conto delle istituzioni Quindi è un problema che io affronto quotidianamente la regione Sardegna è colpita ovviamente da questo fenomeno che si sviluppa principalmente per una questione di povertà educativa che riguarda l’ambito minorile nella sua completezza considerando tutti i soggetti che si occupano della della formazione della crescita dei bambini e delle bambine in Sardegna si verificano fenomeni di maltrattamenti di abusi sessuali soprattutto nei confronti delle bambine che mi mi è capitato spesso di incontrare nelle comunità di accoglienza in un numero veramente esagerato e sorprendente direi che la la questione della prevenzione sia dirimente non c’è una formazione sulla e un supporto alla genitorialità la violenza assistita è frequente e determina tutta una catena di privazioni di diritti di mancanze di tutela il sistema di tutela minorile giuridico è molto lento e questa lentezza determina uno sviluppo ulteriore di violenze credo che si debba partire dalla famiglia per la per la formazione che manca appunto da molti genitori giovani anche che sono il frutto di un modello educativo che in questo momento non è più valido un modello educativo che guarda soprattutto alla prestazione propria all’immagine e quindi trascura tutta una serie di importanti funzioni genitoriali che sono soprattutto quelle dell’ascolto l’ascolto non soltanto ovviamente in famiglia a livello giuridico è un diritto che penalizza i minori perché non sono ascoltati adeguatamente non sono considerati nel momento in cui riescono ad esprimere un disagio Inoltre la questione della denuncia è molto scoraggiante nel nostro sistema perché la denuncia la denuncia C delle violenze quando quando le donne soprattutto riescono ad affrontare coraggiosamente un processo giudiziario che anche si si sviluppa E si e si realizza la come dire il la violenza stessa si accerta Ecco può subire ulteriori processi per diffamazione Perché il soggetto violento a sua volta denuncia la propria vittima riconosciuta pure vittima e quindi la donna si trova ad affrontare sempre e soltanto processi a se stessa alla propria esistenza pertanto Grazie Ne approfitto per riflettere e per sostenere le proposte che sono state oggi presentate Grazie


    Fabio Biasi – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Provincia autonoma di Trento e la consulente dott.sa. Manuela Paganini

    passo Allora il la parola a Fabio Biasi garante dell’infanzia e dell’adolescenza provincia autonoma di Trento che credo sia sostituito dalla dottoressa Manuela Paganini se non sbaglio giusto Eh sì buongiorno Sono Manuela Paganini in questo momento il dottor Biasi purtroppo non ha potuto collegarsi perché aveva un impegno e niente io lo rappresento ringrazio per per questa opportunità perché ritengo che sia veramente soprattutto questa raccolta vostra di dati e questa rappresentazione di questa purtroppo triste realtà mi è piaciuto mi sono piaciute le proposte a livello Insomma di di modifica eventualmente legislativa quello che si potrebbe fare le proposte perché credo che si debba sempre no partire da partire da delle proposte per poter no cambiare anche noi nella nostra realtà Trentina in questi 5 anni di mandato del dottor Biasi lui adesso è in scadenza stanno nominando il nuovo garante abbiamo potuto purtroppo osservare un un fenomeno molto molto forte quindi diffuso insomma in tutta Italia ma purtroppo in tutto il mondo che è quello effettivamente della violenza sulle donne sono stati numerosi i casi che sono arrivati all’interno appunto del nostro ufficio questa violenza domestica spesso purtroppo Ehm etichettata no si perde Eh si perde a volte il riferimento quando poi si parte passa anche in fase giudiziale dove Eh la violenza domestica spesso viene letta come conflitto genitoriale e e lì e lì cominciano i guai Nel senso che eh come dire no si perde un po’ effettivamente il Focus e chi ne va di mezzo sono Naturalmente le parti più deboli che sono i bambini e sono le donne eh Ecco noi abbiamo osservato questo ci rattrista molto eh Abbiamo ascoltato tantissime persone abbiamo cercato di di aiutarle in in tutte le maniere però veramente nel nostro piccolo secondo me si potrebbe fare molto molto molto di più anche perché nel momento in cui veramente la violenza domestica viene confusa con conflitto genitoriale si perde davvero il nome reale del del

    fenomeno io non ho altro da aggiungere perché credo ci siano persone anche molto più no competenti e più e più formate di me su altri argomenti su quello che soprattutto avete affrontato voi come dire non sono Digiuna purtroppo di queste esperienze rappresentate dal vostro report e condivido effettivamente anche il dato che avete dato triste che una vittima Solamente dopo una media di 33 anni riesce effettivamente a parlare e purtroppo quando i bambini invece parlano noi ci siamo accorti che vengono sottovalutati vengono i bambini non non raccontano direttamente della violenza raccontano sostanzialmente ci Lanciano dei messaggi come prima è stato no quando la bambina aveva raccontato no alla madre quell’episodio successo con il prete lì è l’adulto che deve interpretarlo purtroppo suon di diritto a volte viene no il debole rimane sotto questa questa macchina no anche della giustizia Ci vuole un apparato forte un apparato che crede che crede realmente che purtroppo queste cose accadono e e che riesca davvero a dar voce perché questo è importante dare la voce reale ai bambini avere dei tecnici che G ascoltano realmente e che possano rappresentarli in giudizio Questo è grazie Grazie dottoressa Paganini e aggiungo una cosa perché in realtà bisogna calcolare che noi adulti ci rendiamo di un abuso sessuale dal bambino No io sono stato V dagli 11 ai 15 anni e io non me ne rendevo conto perché c’era la mia maturazione ormonale che mi dava novità no fisiche no nuovi effetti fisichi fisici pardon e e e Insomma sembrava Perino tutto normale non c’era stata un’istruzione unazione civica come dicevo prima che mi permettesse di percepire il pericolo che io in quel momento sono sincero non percepivo e riguardo la maturazione che lei ha detto 33 anni e anche qui di nuovo Torna utile l’obbligo di denuncia perché capite che la denuncia avviene verosimilmente abbastanza vicina agli abusi no insomma in un al temporale relativo e la vittima viene aiutata perché il bambino anche lì non sa che e questo TR questo un trauma e può dargli No delle problematiche quindi matura poi naturalmente il trauma E infatti si arriva poi io ho denunciato a 40 anni Ecco Oggi faccio il presidente Purtroppo Purtroppo quello Purtroppo quello che noi abbiamo visto e ci rammarica davvero moltissimo abbiamo avuto casi in cui sono venute delle donne le mamme a denunciare gli abusi subiti dai loro figli magari in tenera età sto parlando di bambini di 2 di 3 anni e purtroppo non sono state credute Il problema è che anche l’ufficio ovviamente noi siamo pubblici ufficiali Quindi abbiamo denunciato no alla Procura abbiamo fatto le segnalazioni sugli elementi che ci venivano fornite poi è la parola della madre col suo avvocato contro quella del padre e si apre una cosa lunghissima eterna dove questi bambini comunque vengono eh Eh vengono esposti perché fino alla fine che non si fino a quando non si arriva alla fine del procedimento il bambino rimane all’interno di questo no delle scelte degli adulti e che sono che sono armati che sono armati soprattutto quando devono proteggere no se stessi da delle accuse che sono pesanti veramente pesanti però purtroppo abbiamo visto delle mamme che non hanno nemmeno i mezzi economici per poter poi affrontare queste situazioni e quindi noi abbiamo le le abbiamo sostenute con tutti i mezzi che avevamo e però poi è la giustizia che deve fare il resto e deve essere la vera giustizia


    Guia Tanda – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Liguria

    la dottoressa Giulia Tanda che è il garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione dove ha anche sede l’avete l’abuso che è la Liguria dottoressa prego Eccomi Grazie innanzitutto saluto tutti e ringrazio per l’invito La questione è credo molto complessa ha mille sfaccettature che vanno Appunto dai maltrattamenti dagli abusi dalla difficoltà eh di segnalarli dallo stesso anonimato che cerca la vittima di di di di di questi abusi quindi la La questione è veramente complessa se devo concentrarmi su quello che ho acquisito le nazioni che ho acquisito in questa interessantissima riunione Sono proprio questi dati allarmanti di abusi che avvengono all’interno della chiesa perché qui si giustifica effettivamente il fatto che le cose fino a quando non non viene effettivamente costituita una commissione Non non si potrà trovare una vera prevenzione o una vera diciamo condanna e espulsione dal dal ruolo del dell’artefice di un delito così

    grave TR l’altro ripeto ho premesso che è una questione che ha mille sfaccettature perché da un lato è difficilissimo come diceva acquisirne le prove ma questo sotto sia nell’ambito familiare che nell’ambito extrafamiliare che e in questo senso Quindi secondo me la cosa importante è che sia supportata la famiglia che concordo con la garante della Sardegna esiste una carenza Almeno io trovo che ci sia un non Perdonatemi il termine ma un decadimento della responsabilità genitoriale importante che nasce sia dalla difetto di ascolto e sia dal difetto di assumere posizioni di riferimento di protezione e di accudimento effettivo troppo concentrati sulla propria realizzazione la secondo il secondo invece che riuscirebbe a portare a termine effettivamente il diritto all’ascolto sarebbe l’ambito scolastico cioè Bisognerebbe far sì che nell’ambito della scuola questi ragazzi siano si Sian si sentano forti nel poter parlare ma più che altro nell’essere ascoltati perché diritto all’ascolto al diritto d’ascolto deve essere presa in considerazione anche l’adulto che prende in consider aone il bambino quindi io vabbè ho avuto delle questioni spesso molto brutte Perché spesso vengono nell’ambito della conflittualità genitoriale vengono vengono messe in dubbio diciamo la veridicità delle denunce in quanto viene considerata una strumentalizzazione per portarsi la vittoria nell’ambito della di un procedimento tra i coniugi o o nella coppia eh D’altra parte eh certe volte effettivamente queste queste situazioni vengono strumentalizzate quello che trovo molto grave è il non recepimento totale di quello che dice ora la Cassazione eh A volte la conflittualità porta il bambino a voler allontanare una delle due figure genitoriali ecco questo comporta spesso da parte dell’autorità giudiziaria l’allontanamento del bambino dal nucleo familiare questo lo trovo una cosa gravissima perché Innanzitutto la bigenitorialità è un diritto Ricordiamoci e non è un dovere da parte del bambino secondo il sostegno alla bigenitorialità può essere portato nell’ambito domiciliare strappare un bambino alla madre trovo che sia un effetto traumatico e non può che aggiungere danno su danno e questo sono forme comunque di maltrattamento queste decisioni normalmente sono supportate da relazioni da parte degli assistenti sociali psicologi Ecco sotto questo profilo a me piacerebbe che ci fosse una maggiore informazione che ci fossero dei diciamo dei percorsi dei tirocini dei corsi in cui si spiega bene che cosa quali sono i diritti sanciti dalla nostra Costituzione dall’onu dalla convenzione di Strasburgo sui bambini perché secondo me siamo rimasti un pochino indietro sotto questo profilo dichiarare un diritto all’ascolto quando in realtà i bambini sono ascoltati se hanno la capacità di discernimento che è un concetto molto discrezionale solo quando sono tirati dentro un procedimento non mi sembra la Real di un diritto ad ascolto Grazie comunque grazie


    Monica Sansoni – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza del Lazio

    Allora Eccoci

    qua Francesco buongiorno Buongiorno Sentite signori Sì bene ok Mi dispiace ho messo anche delle cuffie ma non non ho risolto nulla quindi io mi sento molto bene e ho ascoltato tutti gli interventi dall’inizio saluto di nuovo rete l’abuso e te Francesco con il quale ormai abbiamo un contatto quotidiano Saluto i colleghi delle altre regioni d’Italia che come me svolgono questo importante e delicatissimo ruolo che ci vede tante volte e in prima linea sulle situazioni che riguardano appunto anche l’abuso sessuale psicologico dei nostri minori d’età saluto anche non so se sono ancora collegati da Tivoli no Child abuse proprio ieri c’è stata un’altra udienza presso il Tribunale di tiboli dove io sono nuovamente costituita parte civile Ciao ciao a tutti buongiorno buongiorno anche all’avvocato che ho avuto modo di seguire proprio in questi procedimenti penali io per chi un po’ conosce la mia storia istituzionale sono costituita parte civile in diversi processi penali che

    porografia sia per quanto riguarda il Tribunale di Latina sia per appunto la provincia di Roma e il tribunale di

    Tivoli Io ho avuto modo di avvicinarmi Purtroppo alla fenomenologia della pedofilia e della pedopornografia anche prima dello svolgimento di questo mio ruolo istituzionale sono ormai più di 20 anni che tratto questa materia ed è anche una delle materie che insegno all’interno delle scuole di polizia di stato come criminologa e quindi la materia di criminologia soprattutto in riguarda proprio questi questi fenomeni non nascondo Purtroppo una certa

    difficoltà Questo argomento soprattutto con come dire i ragazzi e le ragazze i bambini e le bambine all’interno di quei progetti di Porto all’interno delle scuole Anche quest’anno abbiamo già presentato varie progettualità che riguardano proprio prevenzione sensibilizzazione e contrario dei fenomeni dell’abuso perché poi quando parliamo di abusi È ovvio che diciamo la mia attenzione riguarda e si concentra sulla tutela e sulla protezione del minore affinché i suoi diritti vengano garantiti e quindi uno dei miei compiti uno delle mie funzioni una delle mie funzioni è anche quella di formare i nostri ragazzi affinché loro stessi possan individuare quei campanellini d’allarme che ahimè stanno conducendo il minore proprio alla vittimizzazione Quindi ad essere bersaglio del pedofilo e diciamo che ho più facilità Io vi porto anche un po’ la mia esperienza di questi anni e quotidiana diciamo No ho più facilità ad approcciare l’argomento sotto il punto di vista del web Razzi e anche le famiglie diciamo si aprono un po’ di più all’argomento del grooming per esempio d adescamento online del figlio o della figlia che appunto altro non è che Eh la pedofilia onine quindi tutto quello che è pedopornografia quando invece andiamo a toccare tutti quei segnali di rischio che visavì i nostri giovani invece potrebbero avere li trovo più difficoltà all’approccio perché c’è difficoltà ad affrontare proprio l’argomento sulla sessualità sulla come dire sul poter indicare ai nostri giovani Quali sono i comportamenti che noi adulti dobbiamo mantenere verso i minori d’età e quali sono quelli illeciti invece c’è un bellissimo progetto che io non mollo continuo a seguire un po’ a distanza che è la campagna di sensibilizzazione del Consiglio d’Europa si chiama One on Five e l’Italia è nel tavolo tecnico di questo progetto che attraverso dei fumetti attraverso dei video dei cortometraggi adatti dai dai 3 anni ai 18 anni conduce proprio minore Alla scoperta di quello che è consentito e quello che non è consentito si intitola qui non si tocca e c’è un personaggio che è chiko che si Acc che è un bambino Insomma è un piccolo pupazzetto che rappresenta un bambino e si accompagna alla mano e appunto insegna il qui non si tocca qualche anno fa Lo raccontavo tempo fa appunto anche a Francesco provato a proporlo all’interno degli uffici scolastici eccetera però non ha trovato molto molta adesione come dire e in qualche modo però nella divulgazione di quelli che sono ITI dell’infanzia e dell’adolescenza è chiaro che io continuo a come dire formare i ragazzi rispetto a quelle che sono le convenzioni internazionali no E ovviamente all’interno se noi pensiamo a tutti quelli che sono i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza troviamo appunto anche quello che è il diritto alla buona e giusta crescita psicofisica psicoemotiva di un minore in qualche modo di approcciare anche l’argomento appunto dell’abuso sessuale però è innegabile io mi sento oggi di parlare comunque a tecnici a professionisti che ben hanno presente cosa sia la pedofilia dal punto di vista teorico e anche purtroppo ahimè dal punto di vista pratico Io ho avuto e ho ancora modo di supportare i ragazzi che sono stati inglobati in un reato di pedofilia c’è chi diciamo ne è uscito anche se poi punto di vista non se ne esce mai definitivamente No per il trauma che si trascina dietro un essere umano che è stato appunto vittima di un reato del genere è eterno io lo chiamo reato irreversibile no anche se l’elaborazione con il tempo con la crescita personale si modifica però sarà un segno bile nella vita dei nost ragazzi è Chavo Anche se mi dispiace

    l’ultimo appto il fatto di dover ascoltare i ragazzi ha una fondamentale importanza infatti una delle Mission del garante quello ascolto minori d’età ed è me da quando poi io il piacere di poter portare avanti questo incarico ma già dal 2012 la dei precedenti garanti Ma quando sono stata io in prima persona la cosa che ho potuto approfondire maggiormente è proprio l’ascolto e non a caso insieme all’avvocato che credo si collegato non so se era riuscito per ad entrare perché aveva qualche difficoltà nel 2022 che mesi dopo la mia nomina abbiamo voluto fortemente istituire il primo centro antiviolenza minor che per la prima volta vede proprio l’ accoglienza diretta dei minori che sono vittime di reato ed è stato proprio questo centro ha portato a galla i casi di pedofilia che voi avrete sicuramente letto ad esempio quello del professore profess di professore di religione diacono della nostra Curia ancora il gruppo

    scout parrocchia Provincia Quindi sempre della nostra regione Lazio Ecco attraverso proprio questo centro Dona anche ai ragazzi la facilità di accesso e di appr con personale che è abilitato ed è formato all’ascolto del minore si è avuta la possibilità di garantire che cosa quella fiducia quella sensazione di accoglienza e di protezione i ragazzi potersi aprire a un argomento così delicato Noi oggi abbiamo avuto modo di osservare anche dei numeri un report importante quello che Francesco ci ha presentato no Quindi immaginiamo quanto oltre questo report Noi abbiamo come sommerso Quanti casi che non emergono e guardate che in questi giorni di fine state di inizio del nuovo anno scolastico Io sono stata già contattata da altre tre situazioni che mi vorranno rappresentare abusi ai danni di Minori che provengono Purtroppo da ambienti della chiesa e mi sto organizzando per ricever ulteriori tre famiglie che mi hanno scritto anonimamente in prima battuta sulla mail istituzionale e io non tralascio mai nemmeno le mail anonime No perché normalmente in come dire anche istituzioni come una quantità enorme di mail di comunicazioni E talvolta un po’ indubbie Ma io da sempre anche precedentemente ho sempre voluto Verci un po’ lungo No nel vedere dietro quell’ anonimato cosa ci fosse seguendo anche spesso il consiglio delle procure Perché i vari procuratori delle varie provin hanno sempre suggerito comunque di segnalare anche la la mail anonima e E così ho fatto oggi come oggi oltre che segnalare la le mail anonime alle procure di appartenenza cerco di approfondire io di analizzare io chi c’è dall’altra parte e questo è stato uno di questi casi dove ho trovato dei genitori da qualche riflettevano sul parlare o non parlare di queste vicende che erano emerse nella loro famiglia e adesso nei prossimi giorni appunto avremo modo di di incontrarci io cosa faccio Normalmente vi porto anche il punto di vista pratico

    prima ci parlava dell’obbligo della denuncia no Ecco io quando raccolgo un riferito così delicato ma anche di altri tipi di maltrattamenti Elia non solo su questo argomento si uno stiro subito una relazione e ancor prima Probabilmente che un docente un genitore un comune cittadino che si è rivolto a me che Comunque mi ha dato questa notizia di reato da denunciare sono io per prima che denuncio vado in procura dep la mia aione verbalizzo e faccio la denuncia querella portando

    dessa Sansoni la sentiamo a stari adesso Mi sentite adesso sì adesso sì ecco le tocco anche un attimo il tempo Sì le persone che vengono direttamente che vengono da me mi probatori che posso sentite bene No no andiamo po’ Non so perché adesso sì adesso sì Vediamo ok Dicevo gli elementi probatori acquisisco diciamo danno la possibilità in più di poter unaa anche già corr di qualche prova Quindi come vedete i servizi sono fondamentali il servizio che noi possiamo dare al territorio

    la norma da una legge istitutiva che ci dà la possibilità di lavorare a anche queste razioni devono essere come dire potenziate di servizi che garantiscano alle persone che si rivolgano a noi istituzioni di poter avere poi tutto un corollario diatto vero

    figura di garanzia devo poi avere la possibilità di essere guidato fino alla fine anche a dover a sporgere una denuncia ad affrontare un processo ed avere anche un supporto psicologico che mi aiuti ad essere è anche pronto a presentarmi nelle aule dei Tribunali perché tante volte quello che io riscontro è anche questa fragilità il non avere la certezza di avere poi a fianco un’equipe che ci aiuti ad andare avanti e allora molti decidono di non parlare anche per questo motivo e poi i ragazzi la paura principale che hanno che io rilevo è quella di non essere creduti ed ecco perché io in primis mi faccio portavoce e anche quando ho poche prove quando ho pochi elementi da poter donare alla magistratura Io comunque la denuncia la la faccio lo stesso e la porto avanti la nozione d’abuso ormai ce lo diciamo no tra noi che trattiamo questa materia insomma in maniera profonda ha assunto varie connotazioni e quindi avere la possibilità di far capire ai nostri giovani che anche una una parola Quindi anche un verbale prima ancora di arrivare fisico ci può dare quella come dire notizia che qualcosa già sta andando per un verso sbagliato È fondamentale quindi il mio lavoro anche quest’anno sarà sicuramente concentrato ad insegnare ai ragazzi per quello che potrò fare e quello che poi lasciate Meo dire mi consentiranno di fare

    eh di non di renderli comunque edotti di non lasciarli nell’ombra di non lasciarli in quelle situazioni un po’ fumose che non garantiscano seriamente la loro protezione e la loro tutela mi fa piacere aver ascoltato anche la citazione delle varie convenzioni che esistono e che anche proprio con l’avvocato Lattari abbiamo potuto modo anche di ascoltare nelle aule di tribunale perché spesso guardate le convenzioni internazionali sono tante e ma rimangono lì vengono forse lette nei codici Ma poi applicarle c’è una grande fatica e invece questo per la tutela giuridica del minore è fondamentale non le voglio trattare le ali Sì vado a concludere Infatti cho Scusa concludevo proprio con l’obiettivo della tutela che è diciamo una branca che non va sottovalutata per quanto riguarda noi garanti e quindi quello di prevenire ed evitare gli abusi e quindi di insegnare Quali sono gli atteggiamenti lesivi del diritto del

    minore e consentirne così il recupero ed il benessere psicofisico questo è qualcosa che su cui dobbiamo cercare di concentrarci credo che oggi la rete si stia ampliando e spero che questo sia un trampolino di lancio per un futuro lavorativo e una proficua collaborazione Grazie


    Giovanni Galano – Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Campania e la dott.sa Antonella D’Andrea

    Allora ancora un attimo vedo che è rientrata la dottoressa Antonella D’Andrea che che è la consulente del dottor Giovanni galano garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Campania che prima combinazione caduta la linea prego dottoressa Abbia pazienza Infatti l’ho cercata prima però non vedevo né lei né il Dottor galano aspetti che non audio aspetti Allora vediamo un po’ m m m aiuto Abbia pazienza ma Ah E dov’è allora e che le apro l’audio eh dottoressa chiedo scusa che non la trovo qua come mai Ah eccola qua ecco qua m Salve Eccola eccola Buongiorno Scusi Chiedo veramente scusa È stato è stato molto complicato Non so Non saprei dire neanche perché ma entravo e uscivo in continuazione mi è venuto il mal di mare a un certo punto Allora intanto io sono una psicologa psicoterapeuta della famiglia faccio parte dello staff del garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Campania il dottor Giovanni galano che vi vi lascia i saluti e vi fa tanti complimenti per questa iniziativa e naturalmente condivid però con lui questa esperienza ma soprattutto i dati che sono usciti fuori non ho avuto la possibilità di ascoltare tutto ma ho la possibilità di avere il materiale da quello che ho capito Lo spero più che altro Sì Sì Sì assolutamente assolutamente poi e in quanto sono una membra del dello Stato dello staff del garante e io sono una psicologa quindi mi mi occupo del dell’ambito psicologico poi ci sono insegnanti assistenti sociali Il discorso è estremamente interessante vi dico che cosa accade in Campania almeno dall’esperienza che stiamo vivendo perché il

    garante non ancora ha fatto diciamo il suo primo anno di lavoro ufficiale però ci muoviamo moltissimo nelle scuole siamo presenti in in molti molti plessi scolastici partendo soprattutto dalla primaria e raggiungendo Naturalmente le classi che riguardano le superiori però mi sembra di capire di intuire che c’è una fascia che diventa una fascia bersaglio cioè una fascia abbastanza precoce ma nello stesso tempo C iiamo anche di associazioni quindi andiamo spessissimo nelle associazioni sento che questi due elementi in qualche modo dovrebbero avere degli strumenti per poter captare quel disagio che naturalmente non sempre ha la possibilità di venire fuori in quanto psicologa la mia esperienza per questo riguardo questo tema è un’esperienza sicuramente frequente purtroppo cioè frequentemente io accolgo persone che hanno avuto questo tipo di di di abuso però la nostra idea almeno in questo primo anno di lavoro la nostra idea è di entrare nelle scuole e di entrare nelle associazioni con una sorta di possibilità di dare anche ai ragazzi la possibilità di di cogliere quelli che sono elementi diciamo di disturbo e elementi abusanti siamo molto giovani come come staff e quindi questa è la nostra il nostro primo anno di lavoro siamo spesso nelle associazioni siamo spesso nelle scuole siamo spesso con i bambini e con i ragazzi e quindi cerchiamo di dare loro degli strumenti anche per avere un buon alfabeto emotivo capire cosa è diciamo giusto accogliere e cosa non lo è Grazie dottoressa D’Andrea La ringrazio faciamo


    Giorgio Barone  – CBI – Pres. Commissione Medica e Antidoping – PCSOS Project Mgr. – Protezione dei Bambini nello Sport – Compliance Lead Auditor FMSI / CONI-NADO / IAAF

    Lascio la parola a Giorgio Barone prego Mi sentite sì prego prego Perfetto Grazie Sarò velocissimo e vi ringrazio per lo spazio che mi date e veramente occuperò un paio di minuti fermo restando la disponibilità lei su questo argomento Allora Sport Ci troviamo nella condizione che lo sport viene per percepito no come esperienza positiva dall’ 85% dei bambini e relativamente dalle stesse famiglie ci siamo posti il problema attraverso un’indagine che è stata fatta negli ultimi due o tre anni stiamo parlando di approcci all’interno dei comitati olimpici o delle Federazioni Medic sportive quindi è questo il contesto nel quale io opero da tanti anni e disposizione questo e abbiamo fatto delle ricerche ovviamente utilizzando dei finanziamenti della Comunità Europea o di altre entità dove hanno partecipato i vari comitati olimpici attraverso le proprie organizzazioni distribuite in tutto il mondo sto parlando di Austria Belgio Germania Romania Spagna Turchia USA Italia Australia quindi molto molto significanti dal quale è emerso che l’85 dei bambini e delle famiglie sono contenti dei risultati educativi sugli aspetti trasferiti dallo sport e dall’attività ludicom motoria sui bambini capaci anche eventualmente in certi contesti di trattare o di iniziare il trattamento di certe patologie

    ovviamente quando siamo andati a ricercare le variabili sono emerse delle cose che anche da parte nostra sono rimaste completamente ci hanno fatto basire e vi do i dati che non che stiamo preparando per pubblicare in questi giorni quindi stiamo parlando di 65% di violenza psicologica sui bambini farli diventare campioni fargli fare le cose in un certo modo per generare attenzione sulla palestra piuttosto che generare attenzione sull’allenatore o di altro tipo c’è un 56,5 per di bullismo fra i ragazzi eccetera che non viene assolutamente contrastato maltrattamenti di di vario tipo di esclusione Ma quando parliamo di aspetti sessuali e questi sono dati che stiamo parlando di oltre 20.000 indagini fatte e tutte validate dal punto di vista statistico stiamo parlando dal 28 al 32% di abusi con contatto o senza contatto quindi con il minore che aumentano al 35% Quando io ho dei Minori disabili e È proprio per questo che sono nate IAF che è la federazione mondiale dell’atletica ad aprile di quest’anno e l’Australia e gli Stati Uniti che stanno uscendo delle nuove regole per tutte le associazioni sportive che ospitano bambini e quindi ci saranno delle ispezioni per poter assicurare un minimo di standard atto a prevenire questa dimensione che effettivamente se se noi pensiamo a tutti i ragazzi e a tutti i bambini che per noi diventano adulti a 16 anni eh quindi abbiamo già tolto dai 16 A 18 perché sono già atleti Ecco Voi vedete Quanto è grande questo problema e quanto è importante affrontarlo io non posso darvi diciamo tutte le delucidazioni che e tutte le tecnicità che voi state vivendo Io vi posso solamente portare che quelli che ci mandate nello sport ragionevolmente attorno al 35% saranno toccati o dall’allenatore o dal massaggiatore o da qualche altro soggetto che tenterà di entrare in contatto con questi bambini e quindi dobbiamo fare cosa sta succedendo in questi giorni in questi giorni stiamo preparando quindi le linee guida e un elenco di soggetti che rispetteranno cer regole Quindi con delle sorveglianze che nascono in ambito sportivo per fare entrare le Buone prassi Tenete presente che l’esperienza fatta che è iniziata circa 10 anni fa con le segnalazioni anonime fatte per l’uso di sostanze vietate quindi sto parlando di antidoping tribunale Nazionale antidoping eccetera non stanno dando risultato voluto quindi c’è una attività di investigazione c’è un’attività di formazione c’è un’attività di preparazione dei medici e di attività di controlli a sorpresa eccetera però

    Credetemi è un percorso anche per noi molto molto molto difficile in quanto poi non abbiamo il collegamento come i colleghi eccetera con la giustizia perché da noi La giustizia è solamente giustizia e quindi non c’è la cultura della denuncia io con questo mi fermo per lasciare spazio a tutti gli altri però era giusto per confermare che questo percorso che voi state portando avanti è confermato e tutti questi documenti qualora ne aveste necessità sono pubblici e Possiamo farli avere sia all’associazione che ai singoli professionisti grazie grazie a te Giorgio sottolineo solo che c’è un Cioè lui lavora in ambito coni hanno una struttura agonistica che tornando al certificato antipedofilia ha l’obbligo dal Se non ricordo male gennaio 2023 di esibizione Ma hanno anche loro Purtroppo la parte del volontariato No perché c’è anche una parte volontaria e anche lì cioè poi il problema diciamo riemerge ritorna giusto Giorgio assolut pensate solamente ai grandi eventi ai giri d’Italia piuttosto che alle maratone piuttosto che tutte queste dove le famiglie e il volontariato è compreso i servizi sanitari presenti di emergenza sul campo sono coinvolti


    Dante Ghezzi – psicologo, psicoterapeuta, supervisore Emdr, membro dell’équipe Tiama e membro del coordinamento italiano CISMAI

    Perfetto grazie Giorgio passo la parola al dottor Dante Ghezzi psicologo psicoterapeuta e supervisore mdr membro dell’equipe diama nonché membro del cismai italiano e vedo che c’era anche la dottoressa Marianna Giordano che anche lei fa parte del cismai prego dottor Dante Ghezzi sì molto interessante il nostro incontro il nostro dibattito io brevemente tratterò due temi dal Dal mio punto di vista come psicologo che si occupa di bambini vittime ma anche di abusanti 33 anni dice lo studio australiano che sottolinea Quanto tempo ci vuole perché emergano questi dolori questi traumi antichi dell’abuso Guardate che nel 1980 judi Herman era del tema che ha scritto il libro fondamentale guarire dal trauma stampava la il proprio materiale con ciclo stile perché non trovava nessun editore quando parlava del trauma sia il trauma de I soggetti che venivano dai combattimenti Vietnam sia i soggetti degli abusi sessuali o dg altri gravi maltrattamenti Quindi è poco tempo che si può parlare di queste cose e ancora oggi og se ne può parlare con cautela Fortunatamente anche nel centro dove lavoro molte persone adulte vengono a parlare degli abusi che hanno subito da bambini però bisogna cercare di far sì che appena dopo il danno poi parlerò in un minuto della prevenzione appena dopo il danno succedono delle cose che cos’è che deve succedere uno che se un bambino è abusato sessualmente vuoi all’interno della famiglia voi all’esterno da un soggetto pedofilo la cosa importante è la rivelazione precoce e qualcuno che ascolti perché quella ragazza che ha parlato alla mamma nella abusi del Prete ha parlato e invece di essere ascoltata Se pensa due schiaffi doppio danno il trauma dell’abuso e il trauma de non essere creduti perché una delle cose che bisogna dire che quando un bambino rivela o un adolescente rivela la prima cosa non è Sarà vero o no la prima cosa è ascoltare poi ci interrogherò sulla verità e le affermazioni poi ci interrogherà si ascolta non si può dire se sicuro Ma dai figurati quella persona lì così non si può bisogna ascoltare se la rivelazione è precoce e qualcuno l’ascolta si passa alla protezione cioè qualcuno ti toglie dal disagio ti toglie dall’abuso ti toglie dalla violenza questa è la protezione Ti toglie dal contatto con chi ti fa male se si fa una segnalazione all’autorità giudiziaria questo incrementa la protezione permette che non si moltiplichino i casi di abuso perché la segnalazione È una tutela per chi è stato offeso ed è una protezione per il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza se c’è segnalazione se c’è rivelazione se c’è protezione ci può essere cura precoce

    Guardate che la cura precoce è la cosa necessaria se tu non fai la cura precoce di una di un bambino di un adolescente abusato questo si porterà dentro questa faccenda irrisolta che lo inibir all’attività affettiva sessuale Oppure lo renderà promiscuo e quindi in balia di di tante disavventure gravi Oppure lo renderà ritirato oppure renderà iperattivo quindi e bisogna che questo percorso rivelazione precoce protezione segnalazione cura precoce venga messo in atto una parola sulla prevenzione educativa ci sono tanti di prevenzione parlo della prevenzione educativa bisogna che il papà e la mamma spieghino ai bambini che esistono i pedofili o comunque che esistono persone che approfittano dei bambini e del loro corpo bisogna dirglielo e qui non c’è Tu ne puoi parlare anche a 3 anni anche a qu anche a 5 a 6 userai il linguaggio adatto a quell’età bisogna dire che ci sono de delle persone che approfittano di di te e bisogna parlare del toccare buono e del toccare cattivo il toccare buono è sono le carezze le coccole lavarsi l’igiene eccetera toccare Cattivo che qualcuno che non c’entra niente con te ti mette le mani eh addosso al tuo corpo per averne piacere lui

    questo è il toccare cattivo i bambini capiscono subito e poi la terza cosa che bisogna dire oltre a spiegare che esistono i quelli che che abusano e oltre parlare del toccare buono e del toccare cattivo è che quando ti capitano queste cose parla subito Certo ci deve essere l’uditore ci deve essere chi accoglie i bambini poi sono anche capaci di trovare la via giusta Io ricordo una bambina che aveva parlato con la mamma del fatto che il nonno faceva dei giochi fastidiosi La mamma non ha capito niente i giochi fastidiosi pensava e lei questa bambina ha dovuto parlare qualche mese dopo con la maestra in classe Quindi bisogna che ci c’è qualcuno che ascolti ultima cosa che dico l’educazione sessuale è carente fortemente carente nel nostro paese una delle obiezioni è che la chiesa non vuole che ci sia l’educazione lo dico da da Cristiano la chiesa non vuole che ci sia l’educazione sessuale nella scuola perché pensa che vengano fuori tutte le indicazioni che vanno contro ma l’educazione sessuale ci vuole Lasciatemi dire Lasciatemi dire una cosa esagerata meglio una cattiva educazione sessuale che niente perché se c’è una cattiva sensuale possiamo interloquire una cosa molto importante

    mi fermo qui Grazie


    Luca Battaglieri – Avvocato che collabora con la Rete L’ABUSO e in ambito sportivo

    Luca che tra l’altro è un avvocato che si occupa di ambito sportivo ma lavora anche con la rete l’abuso lucab Ecco perché nono lucab Eccoti qui guarda un po’ Luca dovrebbe chiederti di aprire il microfono Grazie eccoti qua Buongiorno Ciao Francesco Grazie Ringrazio tutti i presenti per gli interventi che sono stati interessantissimi molto interessanti Io sono avvocato a 35 anni mi occupo di penale ho fatto praticato purtroppo ed è una cosa per me dolorosissima è stata Eh tutelare vittime di abusi specialmente minori sentire i loro racconti sentire racconti alle famiglie ed è una cosa che ho vissuto e che quindi mi sono ho deciso di impegnarmi sono eh oltre che avvocado sono dirigente atleta Master e eh eh istruttore di vari sport di di baseball e di vela e frequento da tanti anni e sono stato nominato Responsabile Safe quing perché da ultimo e lo mi collego a quello che diceva il dottor Barrone vi è una normativa è stata introdotta una normativa di tutela contro gli abusi di cui parlava il dottor Barrone molto molto efficacemente e contro soprattutto gli abusi sessuali Io ammetto come tecnico di non essere riuscito a combattere sufficientemente il bullismo perché ho avuto dei casi di bullismo nelle squadre ed è stato una cosa per me difficile vedere i ragazzi vittime del bullismo andarsene via troppa di uscire dall’Associazione perché non non siamo stati in grado non abbiamo avuto la professionalità necessaria per combattere gli abusi per prevenire questo malessere perché poi haato abbandoni sportivi dolorosi irrevocabili perché poi questi ragazzi hanno smesso di fare sport se non Sport occasionale ma devo devo dire che le misure che hanno istituito che sono state istituite adesso dalle Federazioni dal coni quella del responsabile sa guarding quella del del codici di condotta che stiamo predisponendo sono i termini stanno scadendo adesso e sono cose che abbiamo vissuto ma in passato io su membro dell’esperienza americana

    E membro dell’esperienza dell’Amicizia con con Francesco io avevo portato i protocolli Severi delle associazioni americane che erano vittime a loro volta di di di di avventure di di di problematiche di bullismo e di abusi sessuali per negli anni successivi negli anni precedenti e abbiamo ho introdotto un protocollo rigido specialmente delle modalità di approccio degli Allenatori dei dirigenti dei responsabili con i bambini e abbiamo stabilito una serie di condotte che poi abbiamo riversato nel codice di condotta un codice di condotta un pochino più eh pesante che dice praticamente che bambini devono fra allenatori e bambini non ci deve essere praticamente contatto fisico non ci devono essere appartamenti non devono appartarsi G allenatori devono fare i viaggi in modo separato ci deve essere una una tutela ci deve essere una attenzione l’ambiente vuole essere pulito e questo si nota dalla severità dottor Baroni con la quale e la frequenza con la quale Le Corti di giustizia sportiva sanzionano gli abusatori ho letto le le sentenze della corte di giustizia del calcio della federazione calcio e ho visto una grande severità Ma quindi questo non è il frutto del meou queste queste misure ma di esperienze dolorose nel baseball abbiamo avuto ben due allenatori uno di Chieti che abusava sia dei fratelli maggiori che dei fratelli minori successivamente intervenuti nell’associazione sportiva ha subito una condanna a 12 anni il l’allenatore di Cagliari che ha subito una condanna a 7 anni di reclusione ma eclatante nello sport il caso del famoso allenatore di equitazione alto Atesino Carl waxenberger perché bisogna dirli nomi degli abusatori no questo era uno Un allenatore del giro della nazionale che era bravissimo nell’insegnare l’equitazione alle sue allieve che avano generalmente allieve ragazzine di 15 anni delle quali alle quali lui faceva senza assolutamente problemi rapporti sessuali sistematicamente salvo poi respingerle allontanarle quando non gli erano più gradite e questo lo ha fatto questo Orco lo ha fatto per anni godendo dell’impunità prima la federazione prima non ha creduto poi lo ha radiato poi ha goduto delle connivenze dei vari enti di promozione sportiva che gli davano gli attestati per istruire le allieve e continuava a spostarsi di associazione In associazione in tutto il l’alto adice dove e questo è il problema grave dove i genitori cercavano proprio lui sapendo quello che era e quello che faceva perché era bravo perché avrebbe mandato le figlie alle Olimpiadi a questo punto

    Questo è la mostruosità di questo comportamento di questa persona che fra l’altro lo sguardo anche poco intelligente è uno sguardo che sembra innocente ma quella apparenza che ha il molestatore l’abus satore che io ho visto purtroppo nella mia professione è stato un gesto coraggioso da parte di alcune famiglie l’associazione cavallo rosa che ha distrutto questa persona l’ha distrutta l’ha fatto uscire dallo sport Perché queste persone devono uscire dallo sport queste persone non devono esserci e quindi mi ricordo adesso io ho avuto il racconto di un di un di un atleta di grandissimo valore che negli anni 70 era andato in pone a fare uno sport di combattimento non dico cosa e quest’uomo questo ragazzo da 17 anni venne preso alle attenzioni degli Allenatori giapponesi i quali volevano abusare di lui e di altri ragazzi lui ebbe il coraggio di denunciare ebbe il coraggio di dirlo la federazione all’epoca G anni 70 non c’è solo nella chiesa l’omertà non c’era solo nella chiesa verità c’è c’era anche Allora c’era questa cosa che non si doveva dire non si voleva endere il Giappone che era maestro di questo sport e questo signore questo ragazzo dovete tornare in aereo negli anni 70 da solo in Italia e venne a ritorno in Italia bollato dalla federazione bollato dle organizzazioni sportive dovette insegnare in altra nazione ed ed è la carriera sportiva rovinata queste cose non hanno avuto il loro strascico di dolore queste ragazzine disagio abbandono delle famiglie a volte suicidi che hanno indotto questi istitu dello Sport ha una risposta decisa

    Noi vogliamo un codice di condotta vogliamo essere quati però ci manca una preparazione noi dobbiamo essere preparati Io sono responsabile sei Fi ma non ho avuto nessun corso di preparazione dovrò farlo e lo farò volentieri perché deve cambiare Oltre alle regole deve cambiare anche la mentalità ci vuole un deciso cambio di mentalità perché non solo da parte degli allenatori di noi allenatori io genitore noi allenatori ma anche dei genitori soprattutto perché un genitore assente che non ascolta o non sa ascoltare il figlio e qui mi collego a quello che ha detto il dottor Tulli la dottoressa Tanda la dottoressa puligheddu la dottoressa Paganini un genitore assente che non ascolta non sa ascoltare il figlio oppure lontano con lontananza non solo fisica ma che sottovaluta non è il caso di conoscere può di capire può essere decisivo per la scelta di un predatore di un abusatore perché l’abus satore sceglie le vittime che gli sono più congeniali quelle che non parlano è anche il caso del genitore autoritario che cerca per il figlio la riuscita quello i genitori che cercavano un attore alto Tesino che erano disposti a sorvolare alle confidenze alle carezze Ma no ma lascia stare ma carina No ma figlia lascia stare ma sono confidente sono carezze lui è bravo ti porta le olimpiadi fa niente se queste ragazze reagivano alle sollecitazioni con genitori con ostinati silenzi queste ragazze sono diventate donne Io ho conosciuto io ho una ragazza una ragazzina mia cliente che ha 12 anni è stata abusata da un cugino della madre a distanza Adesso ha 32 anni mi ha detto a sua madre se è sporta S to tempo Scus finisco il mioci quindi F responsabil dizioni si instauri un dialogo corretto ma le istituzioni sportive devono formare coloro che hanno a che fare coi ragazzi devono formarli ma devono formare responsabil sa guardi perché non rimanga solo regole astratte ma devono essere regole pratiche di approccio e di convenienza perché occorre valutare poi ultima cosa le denunce Attenzione però attenzione a non fare denunce infondate Perché la denuncia infondata chi viene denunciato infondatamente come bollato come infondatamente abusatore ha la vita rovinata noi rischiamo di perdere e di uccidere una persona anche in questo ricordo molti suicidi questo anche chi fa la denuncia Luca quindi è importante l’obbligo dico questo Anche chi fa la denuncia poi rischia sai eh qualora fosse eh fondata rischia di essere controc correlato quindi torniamo all’obbligo di denuncia


    Ludovica Eugenio – Coordinamento Italy Church Too

    passerei la parola a Ludovico Eugenio Poi vari giornalisti che mi stanno scrivendo che vogliono fare delle domande quindi prego Ludovico Eugenio che è il portavoce di Italy Church 2 che è un coordinamento di di credenti contro gli abusi nella chiesa Insomma Adesso vi dirà Ludovica prego Ludo e Grazie Francesco Mi sentite Sì sì benissimo Allora io intanto volevo fare un ringraziamento Diciamo in premessa perché penso che questo convergere di competenze e di qualifiche e di ambiti di lavoro che oggi stiamo vivendo sia un primo Se non altro un un elemento essenziale per ridurre quell’elemento di debolezza che le vittime e chi lotta con le vittime oggi sperimenta che è l’isolamento per l’appunto quindi più si fa rete tra diverse competenze e più si riesce a sottrarre questo questa piaga al dominio della dell’omertà e dell’isolamento che sono elementi essenziali vulneran nel nei quali Appunto Si Perpetua l’abuso una parola molto breve sulla genesi di questo coordinamento che è un coordinamento di associazioni ma anche di persone singole credenti non credenti di cittadini di una base anche Cattolica che in qualche modo vuole essere un po’ una spina nel fianco nei confronti dell’istituzione sia ecclesiale che statale e che è nata come come idea come progetto Non a caso da gruppi femminili dico questo perché in realtà la pedofilia all’interno della chiesa la pedofilia in generale muove dalle stesse radici del patriarcato e della misoginia che colpisce le donne fondamente la radice culturale è assolutamente la stessa e dunque questi gruppi impegnati nel nel rispetto nel nella difesa dei diritti delle donne e Cito

    ne Cito due eh l’oiv osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne Quindi sulle violenze strutturali delle fedi delle religioni contro le donne e donne per la chiesa ma ci sono altri gruppi che sono all’interno ehm ecco hanno Eh si sono chiesti a un certo punto Come poter intervenire in questo contesto così eh ricco di silenzio di omertà di isolamento e sulla scia nel 2021 della grande commissione indipendente in Francia che ha portato allo scoperto questi dati agghiaccianti si parla di 330.000 vittime nell’arco di 70 anni tra clero e cioè tra tra perpetrato dal clero ma anche dall’indicazione del genere Ecco sulla sciacia di questo ci si è chiesti come poter intervenire e è nato Appunto questo coordinamento che è una struttura molto leggera No molto molto non siamo non siamo un’associazione almeno non per il momento proprio per intervenire a un livello culturale Prima di tutto per creare sensibilizzazione informazione in un paese come il nostro dove Da un lato una cultura ancora largamente riferita a un retaggio culturale cattolico trova delle resistenze nella nella gente n la cittadinanza e dall’altro una sorta di coc clericalismo presente anche nei media fa sì che l’informazione che ha come punto di riferimento abusi all’interno della Chiesa sia totalmente carente e se ne parla soltanto quando il caso singolo ha una qualche un qualche interesse un po’ morboso o sensazionalistico

    Ecco quindi il coordinamento che è nato 2e anni fa ehm a partire proprio da questa critica sistematica e strutturale di quelle condizioni che all’interno della Chiesa hanno reso possibile un fenomeno che come è stato già detto è un fenomeno strutturale non è né congiunturale Né né occasionale Ecco come riuscire a erodere un po’ Ecco questo questo contesto ehm la chiesa tende a minimizzare dicendo che si tratta di di mele marce quello che noi cerchiamo di fare è di mettere in luce investe invece i cesti quei cesti capaci di far marcire le mele No cioè Quali sono i contesti che rendono possibile all’interno della Chiesa rendono più facile l’abuso e qui i piani si moltiplicano ne citerò solo alcuni a livello proprio di riflessione teologica all’interno della chiesa la sacralizzazione della figura del Prete no quindi una figura che è quasi ontologicamente diversa da quella dei laici ieri sera Riguardavo per l’ennesima volta Spotlight il film e mi ha colpito risentire questa frase No perché i bambini non vengono creduti perché i bambini che denunciano quando denunciano eh trovano tanta Resistenza perché non denunciano subito perché davanti hai Dio e chi chi parla Contro chi può parlare contro Dio No cioè questa figura sacrale che che non ha più nulla di di una figura alla pari con con con con le altre persone ehm si tratta di imparare anche un vocabolario di imparare una terminologia che non c’è e si tratta soprattutto Dim mettere insieme una serie di passaggi che devono partire dal fare verità fare verità vuol dire una commissione indipendente di inchiesta che la che la Conferenza Episcopale Italiana non vuole e questo l’ha chiarito Ormai già da più di 2 anni che sola sola una commissione indipendente potrebbe garantire uno sguardo realmente sincero trasparente sulla reale realtà sulla sulla realtà dei fatti non si può pensare a una prevenzione senza sapere Cosa è successo Perché è successo e dove e come succede è la portata del fenomeno dopo la dopo il fare verità c’è il fare giustizia e i risarcimenti e e la giustizia per le vittime e poi ci sarà la prevenzione Ecco questo è diciamo il quadro della nostra attività ci si occupa anche di donne abusate di religiose abusate in questo momento stiamo cercando di sostenere il processo che è in corso in Vaticano su cinque religiose abusate dal gesuita Marco rupnik e sul nostro sito oggi lanciamo questa lettera al dicastero per la dottrina della fede che continua a mantenere totalmente segreto questo processo senza nemmeno informare le vittime del suo andamento vi ringrazio


    Giorgio Toselli – Presidente “No Child Abuse”, padre di due sopravvissuti, Maurizio Gualerni vice Presidente “No Child Abuse”

    passerei un attimo la parola ancora poi a tutti gli altri a Giorgio Toselli che è presidente di n Shield ABS Tra l’altro papà di due Sopravvissuti e sono quelli di cui parlava prima la dottoressa Monica Sansoni del caso di di Tivoli e con lui aiuto che mi son perso c’è vicepresidente Maurizio gual gualerni Pardon prego Giorgio Buongiorno Francesco Buongiorno Intanto grazie dell’invito Vi presento anche il nostro legale che è Michele De Stefano buongiorno a tutti buongiorno Allora noi in sostanza come a parte come genitori di di Sopravvissuti ad abusi sessuali da parte di Mirco Campoli che era un presidente Diocesano di Azione Cattolica insegnante presso la una vicepreside insegnante presso una delle scuole più grandi di

    pivoli in realtà ci ci siamo conosciuti come associazione ringrazio Ecco Francesco per l’invito Noi abbiamo buttato giù e stilato diciamo dei punti sui quali abbiamo riflettuto in questi pochi mesi Perché in realtà noi ci siamo costituiti associazione iscritta regolarmente a runs Quindi al terzo settore ad aprile Ieri abbiamo avuto per diciamo la prima nostra chiamiamola Vittoria in tribunale con la condanna la seconda condanna nel secondo filone a 6 anni e 10 mesi per gli abusi sul mio secondo figlio mentre invece nel primo filone aveva preso 9 anni sui 10 richiesti per gli abusi su il mio figlio grande e il figlio di Maurizio diciamo che le criticità che abbiamo notato in questo periodo sono state Innanzitutto quella riferita all certificato antipedofilia

    e riferendomi a questo tema anche confrontandomi con Francesco abbiamo notato che c’è un buco normativo Ovviamente sull’esclusione dell’associazionismo è un po’ come permettere a persone a pedofili chiam come sono di convogliare tutti quanti all’interno dell’associazionismo o della della chiesa o comunque de organi e associazioni nei quali non viene richiesto il certificato antipedofilia l’altro problema collegato fondamentale Collegato a questo è che l’iscrizione del casellario giudiziario avviene solamente a condanna effettiva sappiamo tutti i processi psicologici che si innescano all’interno delle vittime di abusi sessuali che portano anche spesso anche dopo 20 anni a fare le denunce pertanto sopravvenuta prescrizione e quant’altro E quindi non c’è la condanna effettiva Noi abbiamo fatto ieri proprio un casellario giudiziario di una persona condannata in primo grado a 9 anni e e in un processo e un altro processo a 6 anni e 10 mesi dove risulta si vede bene iscrizione al casellario giudiziario nulla cioè questa persona oggi potrebbe andare chiedendo un permesso sta ai domiciliari chiedendo un permesso per andare a fare qualcosa in un’associazione di volontariato e continuare a fare il pedofilo servizio civile

    questo è datato 11 settembre 2024 si legge Francesco sì sì no però non è importante è triste va bene così ecco la prenderebbe buona non ci mancherebbe sarebe no fai notare un altro passaggio mancante No la comunicazione poi Allora a questo punto No io penso che sia pensiamo che sia fondamentale un iscrizione nel casellario giudiziale ad avvenuta segnalazione cioè io segnalo possib Sì sì questo sì però è più complesso perché c’è la presunzione di innocenza fino al terzo grado e il report che abbiamo tirato fuori che contiene anche tutti i casi passati dalla procura ma a volte anche prescritti per prescrizione quindi non finiti a un terzo grado li abbiamo inseriti ugualmente proprio per questo motivo quello è un’altra diciamo un’altra lacuna non da poco però iscrivere nel casellario già quando uno viene solo indagato diciamo Ok esempio nostro no nostro vissuto sulla nostra pelle è stata fatta una segnalazione ad un centro d’ascolto di questo potenziale pedofilo che ha continuato poi nel tempo a fare le sue attività pedofile e ad oggi con due condanna in primo grado potrebbe continuare a farle cioè c’è c’è un qualcosa da rivedere sotto questo pun dice il passaggio appunto no che sì sì quello sì C O perlomeno a livello comunicativo cioè io ti sospendo dagli incarichi ovviamente vista la lungaggine dei processi e quant’altro vieni segnalato ti sospendo dalle tue mansioni di educatore Eh quello che sia professore istruttore di palestra istruttore di piscina mi riferisco anche all’ambiente sportivo parlando con il dottore Bruno mi sembra del CONI Eh quindi il discorso Barone dottor Barone Barone giorio Barone il discorso qual è secondo noi andrebbe rivista la normativa da questo punto di vista accorciare

    Ora noi siamo stati fortunati devo dire la verità Michele ce lo può confermare il nostro legale che la procura di Tivoli magari è un fiore all’occhiello a livello italiano quindi in un anno si è arrivata la sentenza di primo grado per tutto tutti e due filoni a dicembre C’è l’appello probabilmente entro Pasqua avremo la condanna definitiva quindi in due anni massimo Eh sì anche perché c’è stato rito abbreviato rito abbreviato Ok quindi porre delle condizioni per questi reati di pedofilia dove i processi si devono svolgere dentro dei tempi limitati e ristretti al fine di garantire il giustizialismo anche cioè quella persona potrebbe non essere un pedofilo però Invia cautelativa per tutelare i minori Cioè non per tutelare noi dobbiamo pensare sempre alla tutela dei ragazzi che spesso si pensa alle pene alle condanne e a tutelare il carnefice il mostro dalla Ecco come dicevi te Francesco potrebbe essere innocente Ok e se fosse Invece colpevole e 5 anni continua all No no va bene Era forse un problema mio di terminologia No la sospensione preventiva Questa può andar bene ecco er una ecco sospensione preventiva io Sei un dipendente pubblico ti continuo a pagare lo stipendio tu te ne stai tranquillo e buono a casa a fare quello che vuoi ti sospendo da tutti gli incarichi e da tutte le frequentazioni Dove sono i minori e poi accorciamo i tempi dei processi è un lavoro penso lunghissimo da fare e qui ci potranno magari aiutare tutti le istituzioni e garanti di tutte le regioni presenti no È ovvio che fare un discorso oggi di questo genere aiuta sicuramente a sensibilizzare noi come associazioni voi come istituzioni nel fare fronte comune per affrontare questa tematica che secondo me è importante grazie giio Ah prego avvocato vuol parlare prego solo Abbiate pazienza strettissimi Perché ci sono due tre persone che devono parlare velocissimo Intanto grazie per l’invito e complimenti a tutti coloro che mi hanno preceduto e grazie ai garanti presenti perché si dimostrano Nei fatti vicini a questa importantissima tematica credo siamo all’indomani appunto di una sentenza in cui un padre di famiglia ha visto sostanzialmente accertata seppure in primo grado La Penati responsabilità di un soggetto nei confronti di un due figli e quindi siamo Chiaramente in un momento emotivo e giuridico piuttosto delicato

    Insomma soggetto che non era diciamo un quisco de popolo ma era Eh il migliore amico di famiglia quindi eh dal punto di vista emotivo Ecco siamo siamo o meglio è il presidente in questo in questo in questa fase e è importante Dal mio punto di vista la presenza nelle aule giudiziarie sia da parte dei garanti sia da parte di questa hollus la la la chiamo ancora con la vecchia terminologia che è stata costituita Appunto dai familiari sia da parte della rete d’abuso cioè Ieri abbiamo avuto questa sentenza a Tivoli dove la partecipazione di questi soggetti quindi garante Eh no Child abuse rete l’abuso è stata in qualche modo anche legittimata ed avvalorata dalla sentenza che diciamo le ha riconosciute la presenza di queste di questi soggetti di questi enti a fianco diciamo delle delle vittime posso dire per esperienza diretta che ha assoluta importanza assoluto valore quindi l’auspicio è continuare a fare rete Così come abbiamo fatto in in questo in questa avventura processuale ieri conclusasi per non far sentire le vittime sole perché il problema di questi reati Purtroppo è che le vittime spesso si sentono sole e non credute io dico sempre se ci viene rubato il portafoglio in metropolitano se ci viene rubato la macchina noi il giorno dopo se non un’ora dopo stiamo al commissariato in questi casi passano Anni Anni Anni E quindi la presenza nelle auree giudiziarie così come nelle scuole così come nelle piazze di queste entità è importante da un punto di vista cultur Ale e di sostegno morale a queste persone che hanno subito delle atrocità Grazie a tutti unultima Francesco Perdonami du secondi Volevo sottoporre un’altra attenzione se fosse possibile creare una sorta di rete dove riusciamo ad attingere per sapere quali sono i procedimenti penali in corso riferiti a questi pedofili Perché Perché noi andiamo Praticamente alla ricerca di ma ma non per solamente per far come dire valere le nostre ragioni in sede giudiziaria ma ma anche per sostenere le vittime che spesso hanno paura vergogna di denunciare o i genitori che si vergognano e non denunciano spesso questi pedofili vengono ecco per esempio per quanto riguarda Monica Sansoni ci potrebbe confermare Ci sono diversi soggetti e alle in custodia cautelare per reati di pedopornografia per indagini partite dalla polizia stale ma non riusciamo a capire quando ci sono le udienze preliminari i procedimenti anche per andare a rintracciare possibili vittime Questo è il problema reale che che che affrontiamo Oggi non abbiamo una possibilità di accedere a determinate informazioni Questo è il discorso Beh non riusciamo neanche a cedere ai dati Quindi ripeto abbiamo dovuto fare un report usando le carte della chiesa perché le altre cioè i ministeri non ne danno e quindi diciamo che il problema è abbastanza grave purtroppo non so come si risolverà anche appunto la proposta che tu hai fatto Pass una creazione di una banca dati dove poi come associazione ovviamente prevista dal 2007 è stata prevista dal Consiglio dei ministri Governo da Lema No da Lema Prodi Se non ricordo male 2007 2002 c’era la previsione Federico Tulli sicuramente poi si sa dire molto di più perché era stato dietro alla situazione la banca dati poi non è mai stata di fatto realizzata.

  • Sacerdote abusa sessualmente di una studentessa di teologia ma viene assolto: Stato colpevole

    Sacerdote abusa sessualmente di una studentessa di teologia ma viene assolto: Stato colpevole

    SEZIONE QUINTA

    CASO Z c. REPUBBLICA CECA

    (Richiesta n . 37782/21 )

    Art. 3 e Art. 8 • Obblighi positivi • Mancata applicazione da parte delle autorità nazionali di un sistema penale atto a reprimere gli atti sessuali non consensuali lamentati da una vittima vulnerabile che non si è opposta durante gli stessi • Applicazione dei principi generali enunciati nel caso MC c. Bulgaria • Approccio errato da parte delle autorità nell’interpretazione dei fatti e del quadro giuridico che non ha fornito una protezione adeguata al richiedente • Insufficiente considerazione da parte della giurisprudenza nazionale : situazioni di consenso non valido a causa di abuso di vulnerabilità ; e la reazione psicologica delle vittime di violenza sessuale • Interpretazione restrittiva degli elementi costitutivi del reato di stupro come definito dal codice penale che porta all’archiviazione del caso da parte della polizia • Rifiuto di effettuare una valutazione contestuale dei fatti tenendo conto lo stato psicologico del ricorrente in concreto che ha portato la polizia a concludere che non sussisteva alcun reato grave di abuso sessuale • Ricorso ad un’autorità giudiziaria non consentito dal diritto interno

    Preparato dal Registro. Non vincola la Corte.

    STRASBURGO

    20 giugno 2024

    Questa sentenza diventerà definitiva alle condizioni definite nell’articolo 44 § 2 della Convenzione. Potrebbe subire aggiustamenti di forma.

    Nel caso Z c. Repubblica Ceca,

    La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (sezione quinta), riunita in una camera composta da :

    Mattias Guyomar , presidente ,
    Lado Chanturia,
    Carlo Ranzoni,
    Martiņš Mits,
    Stéphanie Mourou-Vikström,
    Maria Elosegui,
    Kateřina Šimáčková , giudici ,
    e Victor Soloveytchik, segretario di sezione ,

    Visto :

    il ricorso (n . 37782/21 ) contro la Repubblica ceca e di cui una cittadina di tale Stato, la sig.ra Z (“ la ricorrente ”), ha proposto alla Corte ai sensi dell’articolo 34 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e dei diritti fondamentali Libertà (“ la Convenzione ”) del 20 luglio 2021,

    la decisione di sottoporre la richiesta all’attenzione del governo ceco (” il Governo “),

    la decisione di non rivelare l’identità del richiedente,

    le osservazioni delle parti,

    Dopo aver deliberato in camera privata il 28 maggio 2024,

    Rende la seguente sentenza, adottata in data odierna :

    INTRODUZIONE

    1. Il caso riguarda la presunta mancanza di un quadro giuridico sufficiente per consentire l’incriminazione e la repressione degli atti sessuali non consensuali che il ricorrente afferma di aver subito per mano di un sacerdote, e la presunta mancanza di indagini efficaci sulle affermazioni del ricorrente. (Articoli 3 e 8 della Convenzione).

    IN REALTÀ

    2. Il ricorrente è nato nel 1981 e vive a Volyně. Lei era rappresentata dall’avvocato D. Bartoň.

    3. Il Governo era rappresentato dal suo agente, deputato Konůpka, del Ministero della Giustizia.

    4. I fatti della causa, come presentati dalle parti, possono essere riassunti come segue.

    5 . Nell’ambito di una denuncia presentata nel marzo 2019 da un terzo, è stato affermato che negli anni ’90, quando era ancora minorenne, la ricorrente avrebbe subito atti sessuali da parte di un prete, VZ. Secondo l’indagine della polizia condotta Tra marzo e settembre 2019, questi atti potevano costituire il reato di abuso sessuale (pohlavní zneužívání) , ma il loro autore non è stato perseguito a causa dei termini di prescrizione. Il ricorso dinanzi alla Corte non riguarda questi eventi.

    6 . Nel 2003 la ricorrente entrò alla Facoltà di Teologia a Praga dove seguì, tra l’altro, i corsi tenuti dal sacerdote VK. Egli, avendo conquistato la sua fiducia, gli raccontò la sua esperienza con VZ nonché le difficoltà che aveva vissuto dopo. La ricorrente sostiene che, tra il 2008 e il 2009, approfittando di un periodo in cui è stata colpita psicologicamente dalla morte del padre, ma anche dal suo peggioramento dello stato di salute a seguito di un’operazione al cuore e a causa di una reazione post-traumatica all’abuso commesso da VZ (paragrafo 5 supra), VK l’ha aggredita sessualmente in diverse occasioni.

    7 . Nel 2009, il ricorrente portò la questione all’attenzione delle competenti autorità ecclesiastiche. Questi ordinavano a VK di rinunciare alle funzioni che ricopriva presso la facoltà di teologia e di abbandonare la comunità monastica da lui guidata, per recarsi in un monastero in Italia, poi in missione nella Repubblica Centrafricana. Le richieste di VK per il permesso di ritornare nella Repubblica Ceca sono state respinte e attualmente vive in un monastero in Italia.

    8. Sulla base delle informazioni raccolte durante le indagini su VZ (paragrafo 5 sopra), nel novembre 2019 la polizia ha avviato un’indagine contro VK.

    9 . Interrogata dalla polizia nel febbraio 2020 nell’ambito di questa indagine, la ricorrente ha dichiarato che VK era stata sua insegnante e relatrice della tesi presso la facoltà di teologia e che inizialmente aveva percepito i suoi contatti fisici come un tentativo di aiutarla e guarirla dal suo passato esperienza con VZ Lei ha riferito che queste azioni si sono però intensificate dopo la morte di suo padre, che VK aveva detto di voler sostituire. La ricorrente sosteneva che VK l’aveva esposta per la prima volta al tocco durante la sua permanenza in un convento nel giugno 2008 ; poi, ha tentato di penetrarla nel luglio 2008. Lei ha dichiarato in queste condizioni che allora aveva avuto molta paura, che si era sentita sporca e si era sentita in colpa, ma ha aggiunto che, considerando VK un’autorità e un padre spirituale, lei aveva ritenuto di non avere il diritto di difendersi e aveva temuto di non riuscire a portare a termine gli studi. Lei ha affermato che VK successivamente le ha toccato ripetutamente i genitali e le ha chiesto di masturbarsi, anche se dopo questi atti gli ha detto più volte che non era d’accordo, ma che non era in grado di difendersi attivamente.

    10 . Tra gennaio e maggio 2020 la polizia ha interrogato due sacerdoti informati del caso ; uno di essi affermava che i superiori dell’ordine religioso interessato si erano scusati con la ricorrente e le avevano offerto un aiuto economico. Nell’aprile 2020 la polizia ha contattato una donna di nazionalità slovacca, la cui dichiarazione scritta redatta nel 2007, secondo la quale VK si era comportata in modo inappropriato nei suoi confronti in passato, era allegata al fascicolo.

    11 . Nel maggio 2020, la polizia ha contattato VK in Italia. A causa del contesto della pandemia di Covid-19, lo ha contattato telefonicamente ed e-mail. Nella dichiarazione scritta inviata alla polizia ha sottolineato di non essere stato informato dei dettagli del procedimento penale né della natura del reato di cui era sospettato. Tuttavia, ha ammesso di aver commesso violazioni morali, ma ha sostenuto che il ricorrente aveva acconsentito al loro contatto fisico ; si dice tuttavia pronto, in caso di suo errore e qualora il suo comportamento dovesse essere qualificato come illecito, ad assumersene la responsabilità giuridica. Egli ha inoltre indicato di essersi scusato con la ricorrente, durante un incontro con lei nel giugno 2016 nonché in due lettere che le aveva scritto nel 2019, e di averle offerto una soluzione amichevole.

    12 . Con decisione del 1 giugno 2020 , la polizia ha archiviato il caso senza ulteriori azioni. Sulla base del codice penale n. 140/1961 , in vigore all’epoca dei fatti denunciati dal ricorrente, la polizia ha concluso che le azioni di VK, sebbene incompatibili con i suoi doveri e con la moralità, non costituivano un reato. Riteneva che non potessero essere qualificati come abuso sessuale ai sensi dell’articolo 243 di detto codice, dato che la ricorrente non era minorenne all’epoca dei fatti e che VK non poteva aver abusato della sua dipendenza poiché non era sotto il suo controllo (dozor) ; secondo la polizia non si trattava nemmeno di stupro (znásilnění) ai sensi dell’articolo 241 § 1, dato che VK non aveva fatto ricorso alla violenza o alla minaccia di violenza e che la ricorrente aveva espresso il suo disaccordo solo dopo gli atti sessuali, ma non durante . La polizia ha osservato che le azioni di VK avrebbero potuto essere considerate coercizione sessuale (sexuální nátlak) ai sensi del nuovo Codice penale n. 40/2009 , ma che questo era entrato in vigore solo il 1 gennaio 2010 , o dopo i fatti in questione.

    13. La ricorrente ha presentato ricorso contro questa decisione, sostenendo, in relazione al reato di stupro, che la polizia non aveva esaminato la questione della sua incapacità di difendersi e che VK aveva abusato della sua posizione di autorità ; affermava inoltre che non vi erano elementi per concludere che lei avesse acconsentito agli atti sessuali denunciati, non potendo intendere il silenzio come consenso. Per quanto riguarda il reato di abuso sessuale, ha affermato di essere stata sotto il controllo di VK, che era il ” padre spirituale ” a cui ha confessato, nonché il direttore della sua tesi, e che quindi era dipendente da lui.

    14 . Il 15 luglio 2020, il procuratore distrettuale di Praga 6 ha respinto il ricorso del ricorrente, pur sottolineando di non aver minimizzato né le azioni di VK né la sofferenza del ricorrente. Egli riteneva che il ricorrente non fosse stato sotto il controllo di VK nel senso in cui questo termine è stato interpretato dalla giurisprudenza (vale a dire come il rapporto di un genitore nei confronti di un figlio, di un tutore nei confronti di un persona privata della capacità giuridica o un insegnante nei confronti di uno studente), e di non aver potuto difendersi (questo termine comprende stati di incoscienza, ebbrezza, sonno profondo, incapacità fisica, malattia mentale o maturità insufficiente che impediscono uno dalla comprensione del significato degli atti in questione).

    15 . Il 2 ottobre 2020, pronunciandosi sul ricorso presentato dal ricorrente contro la decisione del procuratore distrettuale di Praga 6, la procura municipale ha confermato le conclusioni di quest’ultimo, che riteneva debitamente motivate. Ammettendo che la ricorrente si sentiva dipendente da VK, egli sottolineava che ella era maggiorenne, dotata di piena capacità giuridica e non affetta da alcuna malattia che le impedisse di esprimere i suoi desideri ; concluse che quindi ella in quel momento non era stata incapace di difendersi (di modo che VK non avrebbe potuto abusare di alcuna incapacità) e che il suo libero arbitrio non era stato limitato a causa di alcun controllo esercitato da VK

    16 . Il ricorrente ha presentato ricorso costituzionale, invocando gli obblighi dello Stato ai sensi degli articoli 3 e 8 della Convenzione di punire la commissione di atti sessuali non consensuali e di svolgere un’indagine efficace su tali atti. Sosteneva che le autorità penali non avevano qualificato correttamente le azioni di VK né stabilito tutte le circostanze rilevanti e che la mancanza di una qualificazione adeguata del comportamento patologico di VK le aveva impedito di andare avanti e di accedere alla guarigione interiore.

    17. Con decisione n. I. ÚS 3363/20 del 18 maggio 2021, la Corte Costituzionale ha dichiarato il ricorso in questione irricevibile in quanto manifestamente infondato, ritenendo che la ricorrente esprimesse principalmente la sua insoddisfazione per le conclusioni delle autorità penali e che ha chiesto un risarcimento sotto forma di procedimento penale contro VK. La corte ha ricordato a questo proposito che non tutti i comportamenti non etici o socialmente inaccettabili costituiscono un reato e che una soluzione penale è un mezzo di ultima istanza riservato alle violazioni più gravi.

    IL QUADRO GIURIDICO RILEVANTE E LA PRASSI INTERNA

    IL QUADRO GIURIDICO INTERNO
    Il Codice Penale (L. n. 140/1961) in vigore fino al 31 dicembre 2009 e la relativa giurisprudenza
    18 . L’articolo 241 § 1 fornisce la seguente definizione di stupro :

    “ Qualsiasi persona che usa la violenza o la minaccia di violenza imminente per costringere (donutí) un’altra persona a un rapporto sessuale o ad un atto sessuale simile, o abusa dell’incapacità altrui di difendersi ( bezbrannost ) per commettere tale atto. »

    19 . Nella sua decisione n. 7 Tdo 995/2010 del 1 settembre 2010 , la Corte Suprema ha osservato che la violenza o la minaccia di violenza imminente caratterizzava solo la prima delle due modalità di stupro definite nell’articolo 241 § 1, e che, in primo luogo, Nella seconda modalità, questo elemento è stato sostituito dall’abuso dell’incapacità altrui di difendersi.

    20 . Nella decisione n. 3 Tdo 929/2011 del 24 agosto 2011, la Corte Suprema ha indicato che vi era abuso dell’incapacità di difendersi quando la vittima si trovava – senza che questo stato fosse stato indotto dall’aggressore – nell’incapacità di esprimersi. la propria volontà riguardo ad un rapporto sessuale con l’aggressore, o di resistere alle azioni di quest’ultimo. Ciò è avvenuto in particolare quando la vittima era incosciente a causa di svenimento, consumo di alcol o malattia, quando dormiva profondamente o quando era incapace, sotto l’influenza di alcol o sostanze psicotrope, di valutare la situazione e il comportamento della persona aggressore. Una persona la cui condizione fisica non gli permetteva di difendersi o la cui malattia mentale gli impediva di comprendere il significato delle azioni dell’aggressore, o una persona la cui mancanza di maturità era considerata incapace di difendersi non gli permetteva di comprenderne l’importanza di resistenza al rapporto sessuale forzato.

    21 . Nella sezione 243, l’abuso sessuale è stato definito come segue :

    “ Chiunque, abusando della dipendenza di persona minore di anni 18 o di persona sottoposta alla sua autorità, conduce (prima) tale persona, è punito con la reclusione nel massimo di due anni ad avere rapporti sessuali extraconiugali o commette altri abusi di natura sessuale contro questa persona. »

    22. Nella sua decisione n. 8 Tdo 1494/2009 del 29 settembre 2010, la Corte Suprema ha indicato che una persona era sotto il controllo del suo aggressore quando quest’ultimo avrebbe dovuto controllarla e vegliare su di lei, come un genitore sul proprio figlio , un tutore su una persona incapace di agire, un educatore o insegnante su uno studente, ecc.

    Il Codice Penale (Legge n. 40/2009 ) entrato in vigore il 1° gennaio 2010 e la relativa giurisprudenza
    23 . Lo stupro è definito nell’articolo 185 nei seguenti termini :

    ” 1. Chiunque ricorre alla violenza, alla minaccia di violenza o alla minaccia di altro grave danno per costringere un altro a compiere un atto sessuale, o abusa allo stesso fine dell’incapacità di difendersi dagli altri.

    2. Chiunque commette il fatto previsto dal comma 1 è punito con la reclusione da due a dieci anni.

    (a) costringere un’altra persona ad avere un rapporto sessuale o un altro atto sessuale paragonabile al rapporto sessuale ;

    (…) »

    Il termine di prescrizione è fissato in dieci anni, e in quindici anni quando lo stupro è stato commesso per costringere un’altra persona ad un rapporto sessuale o ad un atto sessuale analogo o se ha cagionato grave danno alla salute della vittima.

    24 . Emerge dalle sentenze della Suprema Corte (n . 11 Tdo 294/2014 del 26 marzo 2014, n . 6 Tdo 603/2018 del 30 maggio 2018, n . 8 Tdo 699/2021 del 4 agosto 2021 e n. 7 Tdo 1023 /2021 del 10 novembre 2021) che perché sussista “ violenza ” ai sensi dell’articolo 185 comma 1 del codice penale, non è necessario che la vittima opponga evidente resistenza fisica, ad esempio se se l’aggressore non gli ha dato la possibilità, o se la vittima si è arresa per stanchezza, paura o angoscia ( beznadějnost ). È sufficiente che l’aggressore abbia avuto la possibilità di percepire il mancato consenso della vittima ; infatti, quando la persona è paralizzata dallo stress o un blocco psicologico non le permette di parlare, il suo disaccordo può essere espresso in modo non verbale, attraverso il suo atteggiamento o la posizione (passiva, difensiva) del suo corpo.

    25 . Il reato di coercizione sessuale è definito dall’articolo 186 nei seguenti termini :

    ” 1. Chiunque ricorre alla violenza, alla minaccia di violenza o di altro reato grave, per costringere altri a masturbarsi, a spogliarsi o ad adottare altri comportamenti analoghi, o che induce altri a tali comportamenti approfittando della propria incapacità di difendersi.

    2. Chiunque abusa della dipendenza altrui o della propria posizione e credibilità o dell’influenza che ne deriva per indurre altri ad avere rapporti sessuali, a masturbarsi, a spogliarsi o ad adottare altri comportamenti analoghi.

    (…)

    5. (…) Chiunque

    a) commette l’atto di cui al paragrafo 1 nei confronti di un minore di età inferiore a 15 anni, oppure

    b) con tale atto arreca grave danno alla salute. »

    Il termine di prescrizione è fissato in cinque anni per gli atti definiti dai commi 1 e 2, e in quindici anni in presenza delle circostanze di cui al comma 5.

    26 . Nella decisione n. 3 Tdo 1296/2013 del 29 gennaio 2014, la Corte Suprema ha distinto la nozione di “incapacità di difendersi “, che caratterizza lo stupro e viene definita come la situazione in cui la vittima non è in grado di esprimere la propria volontà. riguardante un rapporto sessuale con l’aggressore o non è in grado di resistere alle sue azioni, della nozione di ” dipendenza “, che caratterizza la coercizione sessuale ed è definita come la situazione in cui la vittima non può decidere liberamente e si sottomette all’aggressore perché dipende da lui in una certa misura. L’abuso di posizione e la conseguente credibilità o influenza è un concetto più ampio poiché comprende anche i rapporti tra l’aggressore e la vittima che non si basano su una situazione di controllo e in cui l’aggressore, per il solo fatto della sua posizione rispetto a -nei confronti della vittima, ne suscita la fiducia o esercita autorità su di lei e ne abusa per ottenere contatti sessuali.

    Sono stati considerati tali i rapporti tra il guaritore e il suo paziente, il primario clinico e il suo assistente personale (decisione n . 8 Tdo 1415/2013 del 17 luglio 2014), l’allenatore di atletica leggera e l’allenato (decisione n. 8 Tdo 783/2017 del 20 settembre 2017), un prete cattolico e un parrocchiano o sagrestano (decisione n. 6 Tdo 450/2017 del 27 settembre 2017).

    Il progetto di riforma del diritto penale
    27 . Attualmente, le autorità nazionali stanno valutando la possibilità di modificare il codice penale e di adottare una nuova definizione di stupro. A tal fine, il Ministero della Giustizia ha presentato al Governo, nell’autunno 2023, un disegno di legge che abbandona il concetto di stupro come rapporto sessuale forzato e che lo intende come rapporto sessuale non consensuale (secondo l’approccio “ non consensuale”). . è no “). Questo disegno di legge propone inoltre di introdurre un nuovo reato di violenza sessuale che copra i reati sessuali senza penetrazione.

    28 . È inoltre prevista la modifica del codice di procedura penale. Tra le modifiche proposte c’è la possibilità per la vittima di un reato di chiedere che la decisione con cui è stato archiviato il caso venga riesaminata dal Procuratore Supremo e poi, se necessario, da un giudice. Quest’ultimo potrebbe annullare la decisione di archiviare il caso senza ulteriori provvedimenti e ordinare la prosecuzione delle indagini, lo svolgimento di determinati atti investigativi o il chiarimento di determinati fatti.

    DIRITTO INTERNAZIONALE PERTINENTE
    29 . La Corte fa riferimento ai testi citati nella JL c. Italia ( n. 5671/16 , §§ 63-69, 27 maggio 2021), in particolare alla Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 7 aprile 2011 ed è entrato in vigore il 1° agosto 2014 nei confronti dei primi dieci Stati che l’hanno ratificato . La Repubblica Ceca ha firmato la Convenzione di Istanbul il 2 maggio 2016 ma finora non l’ha ratificata.

    30 . Il 21 settembre 2023, il GREVIO (Gruppo di esperti sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica), organismo specializzato indipendente incaricato di garantire l’attuazione, da parte delle Parti, della Convenzione di Istanbul, ha pubblicato il 4° rapporto generale sulle sue attività, che copre il periodo da gennaio a dicembre 2022. I passaggi rilevanti di questo rapporto recitano come segue :

    “ Diversi approcci alla criminalizzazione della violenza sessuale, compreso lo stupro

    La criminalizzazione della violenza sessuale, compreso lo stupro, da parte degli Stati parti della convenzione è caratterizzata da numerose differenze nelle definizioni, nell’ambito della protezione, nel comportamento criminalizzato, nelle sanzioni applicate e nelle circostanze aggravanti e attenuanti. Le attività di monitoraggio del GREVIO mostrano che ad oggi esistono quattro diversi approcci alla criminalizzazione della violenza sessuale, compreso lo stupro. Uno di questi richiede l’uso della forza, della coercizione o dello sfruttamento di una vulnerabilità. Osserviamo anche un approccio a due livelli, che da un lato richiede l’uso della forza, della minaccia o della coercizione, ma che riconosce anche un altro reato basato interamente sull’assenza di consenso. Un terzo approccio, noto anche come “no significa no !” », non richiede l’uso della forza, minacce o coercizione, ma richiede la prova che l’atto sessuale è stato commesso contro la volontà della persona. Nel quarto approccio, informalmente descritto come ” solo sì significa sì”, ma noto anche come modello del “consenso affermativo”, è necessaria la partecipazione volontaria di entrambe o di tutte le parti affinché un atto sessuale non venga incriminato.

    Leggi basate sull’uso della forza, della coercizione o della minaccia

    Il tradizionale approccio criminale alla violenza sessuale si basava su definizioni basate esclusivamente sull’uso della forza, delle minacce, della coercizione o dell’intimidazione. Non mirava a tutelare l’autonomia sessuale, ma piuttosto si ispirava a regole religiose e/o morali di condotta sessuale. (…) Poiché le leggi basate sull’uso della forza o della coercizione rivelano una maggiore preoccupazione per l’accusato che per la vittima e tradiscono la convinzione persistente che le false accuse di stupro siano facili da formulare, ma difficili da confutare, hanno avuto un impatto negativo impatto negativo sulla definizione di norme per l’amministrazione delle prove e delle procedure. (…)

    La maggior parte delle definizioni basate sulla forza si riferiscono all’uso della violenza o alla minaccia di violenza (come in Francia, Italia e Paesi Bassi) o all’andare contro la volontà della persona che utilizza la forza (come in Estonia) o la coercizione (Romania). Ciò premesso, va osservato che in tutte le giurisdizioni, comprese quelle in cui la definizione giuridica di violenza è basata sulla forza, le situazioni che invalidano il consenso sono riconosciute anche nel diritto penale o prese in considerazione dalla giurisprudenza. Alcune forme di invalidazione del consenso si riferiscono allo stato di impotenza della vittima, della cui vulnerabilità è stata “approfittata” o “abusata”. Questo stato di impotenza è legato nella maggior parte dei casi a una forma di incoscienza dovuta all’alcol, alle droghe o alla situazione particolare della vittima (malattia mentale o disabilità, detenzione in una forma o nell’altra). (…) Pertanto, i riferimenti all’incapacità delle vittime di dare il consenso sono presenti in tutte le definizioni, sia basate sulla forza che sul consenso, risparmiando loro così di dover dimostrare di aver opposto resistenza. Tuttavia, gli esperti nazionali hanno notato che i tribunali non hanno interpretato la questione della mancanza di consenso in modo coerente e che il livello delle prove richieste è rimasto elevato, portando spesso a vittimizzazione secondaria.

    L’approccio a due livelli

    Nell’approccio a due livelli, una disposizione che richiede l’uso della forza e una disposizione che richiede l’elemento della mancanza di consenso coesistono in parallelo. La prima prevede però una pena detentiva più severa della seconda. Tuttavia, in un modello che riconosce solo “un unico reato”, le minacce o la violenza rafforzano la gravità dell’atto illecito come elementi aggiuntivi, ma non sono costitutivi dell’atto come nel caso dell’approccio dualistico. Nei suoi rapporti di valutazione di base, il GREVIO ha ritenuto che il fatto che l’atto sia avvenuto senza il consenso della vittima dovrebbe determinare la sanzione, indipendentemente dal fatto che l’atto sia stato commesso da qualcuno che ha usato violenza o abusato della propria autorità sulla persona vittima, per esempio. Tuttavia, quando al fatto si accompagnavano violenze e abusi o altre circostanze particolarmente traumatiche, occorreva considerare le circostanze aggravanti affinché la sanzione fosse proporzionata alla gravità del fatto. (…)

    L’approccio “ No significa No ! ” »

    L’approccio “ no significa no ! ”. » si basa sul postulato che il rapporto sessuale è consensuale finché nessuna delle parti ha detto “ no ”. Questo approccio criminalizza gli atti sessuali commessi “ contro la volontà di una persona ”. Il grado di resistenza, verbale o non verbale, viene utilizzato per determinare se la vittima ha acconsentito agli atti sessuali. L’approccio “no significa no ! ”. » presuppone il consenso, a meno che questo non sia revocato – esplicitamente o implicitamente – dalla vittima. Spetta quindi all’accusa dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che l’atto è avvenuto contro la volontà del denunciante. In altre parole, l’accusa deve convincere gli inquirenti (il giudice o la giuria) che il denunciante ha informato l’accusato di non voler prendere parte ad atti sessuali. Può trattarsi di resistenza espressa verbalmente o attraverso gesti o comportamenti inequivocabili come allontanarsi, piangere, cercare di allontanarsi, ecc. In altri termini, quando l’accusa non riesce a dimostrare che la vittima ha espresso, verbalmente o non verbalmente, un “no”, la prova dell’elemento costitutivo del reato sarà considerata mancante, e l’imputato non sarà quindi ritenuto penalmente responsabile. . (…) Sul piano pratico, gli esperti hanno attirato l’attenzione sul fatto che, nell’ambito di questo approccio, il rischio era che la vittima si caricasse il peso di aver rifiutato proposte sessuali verbali o non verbali o di aver evitato violenza sessuale, piuttosto che attribuire all’autore del reato l’onere di garantire che l’altra persona abbia accettato di prendere parte all’atto sessuale. In particolare, vi era il rischio che il procedimento penale si concentrasse principalmente sulla vittima e prestasse eccessiva attenzione al suo comportamento. (…)

    L’ approccio “ solo sì significa sì ”.

    L’approccio “solo sì significa sì”, noto anche come “standard del consenso affermativo”, equipara il consenso a un atto sessuale al “ consenso affermativo e liberamente prestato”. Enfatizza l’espressione affermativa, sia verbale che non verbale. Il consenso è considerato un “accordo”, espresso tra le parti sulla base della libera volontà. Secondo i suoi sostenitori, la differenza tra rapporto sessuale e stupro è semplicemente se una persona vuole o meno fare sesso. Ritengono inoltre che non spetti alla persona dire di no, ma spetta all’altra persona ascoltare se dice di sì. Questo approccio è stato incorporato nelle leggi che criminalizzano i rapporti sessuali con una persona “ che non partecipa volontariamente ” o “ che non ha dato il consenso ”. I suoi sostenitori ritengono in particolare che la passività, il silenzio, l’assenza di protesta o l’assenza di resistenza non possano essere assimilati al consenso. In questo approccio, il consenso affermativo deve essere coerente durante tutta l’attività sessuale e può essere revocato in qualsiasi momento. In definitiva, il passaggio da “no significa no !” » a “solo sì significa sì”, corrisponde a un’evoluzione nel modo in cui la società, e in particolare l’ordinamento giuridico, concepisce il processo di consenso agli atti sessuali. In questo sviluppo, il sesso è visto come un atto al quale entrambe le parti devono acconsentire volontariamente. Gli approcci al consenso affermativo forniscono regole più chiare per le parti che corrono il rischio di commettere o essere vittime di violenza sessuale, nonché per coloro che sono responsabili delle indagini e dei procedimenti giudiziari su tali questioni. (…)

    (…) per il GREVIO, l’approccio del consenso affermativo è più in linea con lo spirito della convenzione nel suo insieme e con l’obiettivo generale di migliorare la prevenzione, la protezione e l’azione penale. In effetti, l’approccio “solo sì significa sì” ha maggiori probabilità di avere un impatto sulla prevenzione e di sensibilizzare la società sui pregiudizi e sugli stereotipi di genere, che spesso vengono espressi quando si tratta di stupro e violenza sessuale. »

    31. Nella sua Raccomandazione generale n. 33 sull’accesso delle donne alla giustizia (pubblicata il 3 agosto 2015), il Comitato per l’eliminazione della discriminazione contro le donne (CEDAW) ha ricordato che, ai sensi degli articoli 2 e 15 della Convenzione sull’eliminazione di tutte le donne Forme di discriminazione contro le donne, gli Stati parti hanno l’obbligo di garantire alle donne l’accesso alla protezione e ai rimedi offerti dal diritto penale e di garantire che non siano discriminate nell’ambito di questi sistemi, né come vittime né come autori (paragrafo 47).

    32. Nella sua Raccomandazione generale n. 35 sulla violenza di genere contro le donne (pubblicata il 26 luglio 2017), la CEDAW ha raccomandato agli Stati parti di garantire che la definizione dei crimini di natura sessuale, compreso lo stupro coniugale e lo stupro amoroso, sia basata sulla l’assenza di consenso volontario e tiene conto delle circostanze coercitive (paragrafo 29).

    DIRITTO PERTINENTE DELL’UNIONE EUROPEA
    33. Il 1° giugno 2023, a seguito di un voto del Consiglio, l’Unione europea ha aderito alla Convenzione di Istanbul (paragrafo 29 supra), che è entrata in vigore per l’Unione europea il 1° ottobre 2023.

    34 . L’8 marzo 2022 la Commissione europea ha proposto una nuova direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica, volta a garantire un livello minimo di protezione in tutta l’Unione europea contro tale violenza.

    Il 6 febbraio 2024 il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico su questa proposta della Commissione europea. Il testo approvato prevede prescrizioni di prevenzione che mirano, in primo luogo, a sensibilizzare sul ruolo essenziale del consenso nei rapporti sessuali e, in secondo luogo, a favorire l’adozione di misure mirate di prevenzione dello stupro.

    POSTO

    SULLA PRESUNTA VIOLAZIONE DEGLI ARTICOLI 3 E 8 DELLA CONVENZIONE
    35. La ricorrente lamenta un’interpretazione restrittiva da parte delle autorità degli elementi costitutivi dei reati di stupro e abuso sessuale previsti dal codice penale n. 140/1961 e che tale quadro giuridico era insufficiente per punire efficacemente i reati di cui ella sostiene è stata la vittima, così come la mancanza di indagini efficaci sulle sue discutibili accuse di violenza sessuale.

    36. Ella invoca gli articoli 3 e 8 della Convenzione, che nelle parti pertinenti sono così formulati :

    Articolo 3

    “ Nessuno può essere sottoposto a tortura o a… trattamenti inumani o degradanti. »

    Articolo 8

    “ 1. Ogni individuo ha diritto al rispetto della propria vita privata (…). »

    Sulla ammissibilità
    37. Ritenendo che il ricorso non sia manifestamente infondato o irricevibile per qualsiasi altro motivo previsto dall’articolo 35 della Convenzione, la Corte lo dichiara ricevibile.

    Sullo sfondo
    Argomenti delle parti
    ha) Il candidato

    38 . La ricorrente ritiene che l’indagine condotta in questo caso sia stata viziata da numerose lacune e che le autorità non abbiano fatto luce su tutti gli elementi rilevanti. In particolare la polizia non ha cercato di stabilire se lei avesse acconsentito ai contatti sessuali in questione e si è accontentata di una dichiarazione scritta di VK, senza tentare di interrogarla durante le sue visite nella Repubblica ceca o in videoconferenza. Né la polizia avrebbe cercato di identificare altre “ figlie spirituali ” di VK, che avrebbero potuto testimoniare o addirittura diventare vittime, né di ottenere le informazioni raccolte dalle autorità ecclesiastiche.

    39 . La ricorrente sottolinea inoltre che, sebbene potessero esserci ragioni di natura psicologica, legate alle sue esperienze passate (paragrafo 5 supra), in grado di spiegare perché non ha opposto resistenza attiva alle azioni di VK, le autorità non hanno effettuato alcuna valutazione del suo stato psichico o della sua capacità di esprimere la propria volontà al momento dei fatti (si riferisce a questo riguardo a C. c. Romania , n . 47358/20 , § 82, 30 agosto 2022). Allo stesso modo, le autorità non hanno esaminato se avesse subito gravi danni alla salute a causa delle azioni di VK.

    40 . Secondo la ricorrente, le autorità non hanno tenuto conto dei vari fattori che la rendevano vulnerabile, vale a dire : la sua fragile salute e la morte di suo padre (paragrafo 6 supra), la sua passata esperienza con VZ, nonché il suo rapporto di dipendenza e sottomissione nei confronti di VK, che era il suo direttore della memoria, la sua guida spirituale e il suo confessore, e da cui, secondo lei, risultava uno squilibrio di poteri tra loro. Ritiene inoltre che non vi fosse nulla nel fascicolo che suggerisse che fosse attratta da VK, né interessata ad una relazione sessuale, e nemmeno consenziente, contrariamente a quanto insinuava la polizia ; sostiene al riguardo che la legge non impone alla vittima di un reato sessuale di esprimere il proprio dissenso in modo continuativo.

    41. Il ricorrente non condivide l’opinione del Governo secondo cui alcune constatazioni delle autorità avrebbero potuto dargli parziale soddisfazione (paragrafo 48 sopra). Rileva a questo proposito che le autorità penali hanno concluso che il comportamento di VK non era sufficientemente grave da costituire un reato, e che le autorità religiose non hanno ritenuto che i fatti fossero contrari alle leggi nazionali o alle norme ecclesiastiche.

    42 . Infine, la ricorrente contesta l’argomento del Governo secondo cui la giurisprudenza esistente non permetteva alle autorità di concludere che VK avesse abusato della sua incapacità di difendersi o che fosse stata sotto il suo controllo (paragrafo 48 sopra). Secondo lei, le autorità non potevano esimersi dalla loro responsabilità con il pretesto che la giurisprudenza si limitava a fornire definizioni generali degli elementi costitutivi del reato e non si era pronunciata su un caso sostanzialmente identico al suo. Ritiene che, anche ammettendo che la pratica interna esistente nel 2008 fosse restrittiva al punto da non consentire che le azioni di VK fossero qualificate come stupro o abuso sessuale (il che secondo lei significherebbe che lo Stato non ha adempiuto al proprio obbligo di criminalizzare tutti coloro che non sono -atti sessuali consensuali), le autorità avrebbero dovuto giungere a una tale interpretazione in applicazione della giurisprudenza della Corte, e in particolare del caso MC c. Bulgaria ( n. 39272/98 , CEDU 2003 – XII).

    B) Il governo

    43. Per quanto riguarda il quadro giuridico, il Governo è del parere che, dato che gli Stati godono di un ampio margine di apprezzamento in questa materia, non sono necessariamente tenuti ad adempiere al loro obbligo positivo di criminalizzare tutti gli atti sessuali non consensuali sotto un unico reato. (tipicamente stupro). Sottolinea che nel caso di specie i fatti denunciati dal ricorrente rientravano nel codice penale in vigore fino al 31 dicembre 2009 (legge n. 140/1961 ), che definiva diversi reati sessuali, tra cui lo stupro e l’abuso sessuale. Egli sostiene che nessuno di questi reati richiedeva necessariamente che l’ autore avesse usato violenza o minaccia di violenza o che la vittima avesse opposto resistenza fisica ; secondo lui, infatti, lo stupro poteva essere commesso anche approfittando dell’incapacità della vittima di difendersi, e la definizione di abuso sessuale era addirittura priva di qualsiasi riferimento ad un elemento di violenza (paragrafi 18-19 supra).

    44. Il Governo sostiene inoltre che nella Repubblica ceca la situazione si sta evolvendo verso la criminalizzazione di uno spettro più ampio di reati sessuali, con termini di prescrizione più lunghi, vale a dire verso un miglioramento della capacità delle autorità di rispondere adeguatamente a questi reati attacchi. Osserva in particolare che, dall’entrata in vigore del nuovo codice penale nel 2010, la definizione di stupro comprende la minaccia di violenza, anche se non imminente, nonché la minaccia di un altro attacco grave, e comprende qualsiasi atto sessuale (e non solo rapporti sessuali non consensuali o atti simili ai rapporti sessuali). Aggiunge che è stato introdotto un nuovo reato di coercizione sessuale che, essendo definito anche da un abuso, da parte dell’autore, della sua posizione e dalla conseguente credibilità o influenza, può riguardare il rapporto tra un sacerdote e un parrocchiano (commi 25-26 sopra). Secondo il Governo, dalla giurisprudenza della Corte Suprema risulta anche che, per concludere che vi sia stata violenza ai sensi dell’articolo 185 § 1 del nuovo codice penale, non è necessario che la vittima mostri un’evidente resistenza fisica ma è sufficiente che l’autore del reato abbia potuto percepire la mancanza di consenso della vittima (paragrafo 24 supra).

    45. Per quanto riguarda l’indagine svolta nel caso di specie, il Governo sostiene che è stata aperta tempestivamente e condotta con diligenza e serietà. Ritiene che sia stata raccolta una grande quantità di prove, compresa la dichiarazione del ricorrente (paragrafo 9 supra) e una dichiarazione scritta di VK, che secondo il Governo non poteva essere interrogato a causa della pandemia (paragrafo 11 supra), e ritiene che che tali prove stabilivano tutte le circostanze rilevanti.

    46. ​​​​Il Governo ritiene inoltre che, non essendo né minorenne né molto giovane, non affetto da malattie mentali e non essendo collocato in un istituto, il ricorrente non si trovava in una situazione di particolare vulnerabilità ai sensi della giurisprudenza della Corte . Ritiene che in ogni caso le autorità abbiano tenuto sufficientemente conto della sua situazione individuale e abbiano mostrato sensibilità e rispetto nei suoi confronti, evitando qualsiasi stigmatizzazione o vittimizzazione secondaria.

    47. Per quanto riguarda l’esistenza di elementi di coercizione nel caso di specie, il Governo sostiene che alcune dichiarazioni della ricorrente suggerivano, almeno in una certa misura, che i suoi contatti sessuali con VK fossero consensuali. Inoltre, il Governo invita la Corte a prendere in considerazione la natura molto specifica del rapporto tra VK e il ricorrente, vale a dire tra un sacerdote e un credente, che distingue il caso di specie da quelli esaminati dalla Corte ad oggi. Ritiene infatti che il fatto che la ricorrente si sentisse sotto l’influenza di VK come autorità spirituale fosse la manifestazione della sua libertà di religione, che esercitava di sua spontanea volontà, e ritiene che ciò non avvenga né per la né alle autorità nazionali né alla Corte di valutare se e in quale misura la ricorrente fosse realmente soggetta, nel senso religioso del termine, al suo “ padre spirituale ” (sul punto il Governo si riferisce alla sentenza Skugar e altri c. Russia (dec. ), n . 40010/04 , 3 dicembre 2009). Aggiunge che taluni argomenti avanzati dal ricorrente riguardo allo squilibrio di poteri nella loro relazione farebbero pensare che qualsiasi atto sessuale tra un sacerdote e una persona credente sarebbe necessariamente non consensuale e dovrebbe quindi costituire un reato, cosa che egli non può accettare.

    48 . Il Governo osserva infine che al termine dell’indagine, le autorità nazionali hanno concluso che le azioni di VK non costituivano abuso sessuale o stupro, considerando che il ricorrente non si trovava in una situazione di incapacità di difendersi (di cui VK avrebbe abusato), né sotto il controllo di VK, come interpretati dalla giurisprudenza. Egli ritiene che una conclusione opposta sarebbe stata incompatibile con l’articolo 7 della Convenzione e con l’esigenza di prevedibilità del diritto penale. Il Governo rileva inoltre che nelle motivazioni delle loro decisioni, le autorità hanno descritto il comportamento di VK come non etico ed immorale, che secondo esso era atto ad accogliere in parte le richieste presentate dalla ricorrente nel suo ricorso costituzionale (paragrafo 16 sopra). In questo contesto, il Governo ritiene che non sia senza importanza che siano state adottate misure nei confronti di VK da parte delle autorità ecclesiastiche, che alla ricorrente sia stato offerto un accordo amichevole e che abbia ricevuto delle scuse (paragrafi 7, 10 e 11 sopra). Il Governo osserva infine (riferendosi al caso DK c. Italia , n. 14260/17 , § 88, 1 dicembre 2022 ) che il ricorrente non ha adito i tribunali civili.

    Valutazione della Corte
    49. La Corte ricorda innanzitutto che lo stupro e la violenza sessuale grave costituiscono trattamenti che rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 3 della Convenzione e che coinvolgono anche valori fondamentali e aspetti essenziali della ” vita privata ” ai sensi dell’articolo 8 della Convenzione ( Y c. Bulgaria , n. 41990/18 , §§ 63-64, 20 febbraio 2020 e i casi ivi citati). Conformemente a tale giurisprudenza, ritiene che gli atti di violenza sessuale lamentati dalla ricorrente siano sufficientemente gravi da rientrare nell’ambito di applicazione dell’articolo 3 della Convenzione e che le denunce da lei sollevate possano essere esaminate congiuntamente sulla base degli articoli 3 e 8 della Convenzione.

    ha) Principi generali

    50 . La Corte rileva che i principi generali applicabili in materia sono stati enunciati, in particolare, nella causa M.C. Bulgaria ( n. 39272/98 , §§ 149-152, CEDU 2003 – XII). Ricorda in particolare che tra gli obblighi positivi che gravano sugli Stati ai sensi degli articoli 3 e 8 della Convenzione figura l’obbligo di adottare disposizioni penali che criminalizzino e puniscano efficacemente qualsiasi atto sessuale non consensuale, anche quando la vittima non oppone resistenza fisica ( MGC c. Romania , n . 61495/11 , § 59, 15 marzo 2016, Z c. Bulgaria , n . 39257/17 , § 67, 28 maggio 2020, e JL c. Italia , n . 5671/16 , § 117 , 27 maggio 2021), e di applicare effettivamente tali disposizioni attraverso indagini e procedimenti penali efficaci ( MC c. Bulgaria , sopra citata, §§ 153 e 166, e BV c. Belgio , n. 61030/08 , § 55, 2 maggio , 2017).

    51. Infatti, gli obblighi positivi inerenti agli articoli 3 e 8 della Convenzione richiedono, innanzitutto, la creazione di un quadro legislativo e regolamentare che consenta di tutelare adeguatamente gli individui contro gli attacchi alla loro integrità fisica e morale, in particolare, per atti gravi quanto lo stupro, attraverso l’adozione di disposizioni penali effettive e la loro effettiva applicazione nella pratica ( MC c. Bulgaria , sopra citata, § 150, e JL c. Italia , sopra citata, § 118).

    52 . Riguardo a tale obbligo materiale, la Corte ha ammesso nella sentenza MC c. Bulgaria (sopra citata, § 154) che gli Stati godono di un ampio margine di apprezzamento per quanto riguarda i mezzi per garantire un’adeguata protezione contro lo stupro. Ha osservato in questo contesto che il requisito secondo cui la vittima deve resistere fisicamente non è più valido nella legislazione dei paesi europei e che sebbene, in molti di questi paesi, la definizione di stupro menzioni ancora l’uso della violenza o la minaccia di violenza da parte aggressore, giurisprudenza e dottrina hanno piuttosto considerato l’assenza del consenso, e non l’uso della forza, come elemento costitutivo del reato di stupro. La Corte si è quindi detta convinta che qualsiasi approccio rigido alla repressione dei reati di natura sessuale, che consista, ad esempio, nel richiedere in tutti i casi la prova dell’esistenza di resistenza fisica, rischierebbe di portare all’impunità degli autori di alcuni tipi di reati stupro e quindi compromettere l’effettiva tutela dell’autonomia sessuale dell’individuo. In conformità con le norme e le tendenze contemporanee in materia, inclusa quella di considerare l’assenza di consenso come elemento costitutivo essenziale dello stupro e della violenza sessuale, la Corte ha quindi concluso che gli Stati hanno l’obbligo di criminalizzare e di reprimere efficacemente qualsiasi atto sessuale non consensuale. atto, anche quando la vittima non ha opposto resistenza fisica ( ibid. , §§ 157-166).

    53 . La Corte ricorda poi che gli articoli 3 e 8 della Convenzione impongono anche agli Stati un obbligo procedurale positivo. Pertanto, quando una persona sostiene in modo giustificabile di essere stata vittima di atti contrari a tali disposizioni, le autorità nazionali devono svolgere un’indagine ufficiale efficace in grado di consentire l’accertamento dei fatti nonché l’identificazione e, se del caso, la punizione di tali persone. responsabile. Si tratta di un obbligo di mezzi e non di risultati. Se tale esigenza non richiede che tutti i procedimenti penali si concludano con una condanna, o anche con l’imposizione di una pena specifica, le autorità giudiziarie nazionali non devono in nessun caso essere disposte a consentire attacchi all’integrità fisica e alla moralità degli individui, per preservare la fiducia del pubblico nella rispetto del principio di legalità e di evitare qualsiasi apparenza di complicità o di tolleranza di atti illeciti (si vedano, tra gli altri, JL c. Italia , sopra citata, § 118, e N.Ç. c. Turchia , n . 40591/11 , § 96, 9 febbraio 2021).

    B) Applicazione di questi principi al caso di specie

    54 . La Corte osserva innanzitutto che all’epoca in cui furono commessi gli atti denunciati dal ricorrente, vale a dire nel 2008-2009, i reati erano definiti dalla legge n. 140/1961 (il codice penale). Secondo l’articolo 241 di questo codice, lo stupro può essere commesso sia mediante l’uso della violenza sia con la minaccia di violenza imminente, utilizzata per costringere la vittima ad un rapporto sessuale o ad un atto sessuale simile, oppure abusando dell’incapacità della vittima di difendersi. (paragrafo 18 supra ) . Inoltre, questo codice ha definito all’articolo 243 il reato di abuso sessuale, punito meno severamente e suscettibile di essere commesso, attraverso l’abuso di una situazione di dipendenza, sia su una persona minore di 18 anni sia su una persona sotto controllo dell’aggressore (paragrafo 21 sopra).

    55. Nel caso di specie, la polizia ha concluso che non vi era stato alcuno stupro sulla base del fatto che VK non aveva fatto ricorso alla violenza o alla minaccia di violenza e che la ricorrente aveva espresso il suo disaccordo solo dopo atti sessuali, ma non durante (paragrafo 12 Sopra). La ricorrente non contesta tali motivi, ma sostiene, invece, che le autorità nazionali avrebbero comunque dovuto qualificare gli atti commessi da VK come stupro poiché, secondo lei, egli aveva abusato della sua incapacità di difendersi, o, in mancanza quello, di abuso sessuale, poiché lei era presumibilmente sotto il suo controllo e lui ha abusato della sua dipendenza (paragrafo 42 supra). Ella afferma a questo proposito che le autorità avrebbero dovuto tenere conto delle circostanze specifiche del caso – in particolare la sua precedente esperienza di abuso, la fragilità del suo stato di salute, colpito tra l’altro dalla morte del padre, e la particolarità del suo rapporto con VK, che era stato il suo direttore della tesi e che considerava la sua guida spirituale -, cosa che secondo lei la rendeva incapace di opporsi attivamente alle azioni di VK. Sottolinea a questo proposito che le autorità non hanno effettuato alcuna valutazione del suo comportamento stato psicologico o la sua capacità di esprimere la propria volontà al momento dei fatti (punti 39 e 40 supra) .

    56. Per la Corte, la questione nella presente causa è determinare se le autorità hanno agito in conformità con i loro obblighi positivi, quali derivanti dagli articoli 3 e 8 della Convenzione, di garantire una protezione effettiva al ricorrente contro i comportamenti non consensuali atti sessuali che afferma di aver subito. Rilevando che la ricorrente non mette esplicitamente in discussione, nelle sue osservazioni (paragrafi 38-42 supra), il testo della legge esistente all’epoca dei fatti, la Corte deve esaminare se, come sostiene la ricorrente, l’approccio delle autorità in l’interpretazione dei fatti e del contesto giuridico nel caso di specie è stata carente al punto da violare gli obblighi positivi incombenti sullo Stato convenuto.

    57. La Corte rileva a questo riguardo che, nel caso di specie, la polizia sembra aver ritenuto che, affinché le azioni di VK fossero riprovevoli, la ricorrente avrebbe dovuto esprimere la sua opposizione durante tali atti. Il fatto che lei lo abbia espresso successivamente , anche a più riprese (paragrafi 9 e 12 supra), così come l’ipotesi che VK potesse essersi sbagliata e ritenere che lei avesse acconsentito (paragrafo 11 supra), non sembrano essere stati di alcuna importanza agli occhi delle autorità, così come il fatto che la ricorrente possa aver avuto motivi per rimanere passiva, o per non opporsi a VK a causa della sua posizione di autorità, senza acconsentire agli atti subiti. In effetti, nonostante le affermazioni del ricorrente in tal senso, le autorità non hanno ritenuto necessario effettuare una valutazione contestuale della credibilità delle dichiarazioni rese e una verifica di tutte le circostanze circostanti (si veda MC c. Bulgaria , sopra citata, § 177 ). In particolare, sarebbe stato senza dubbio importante prendere in considerazione lo stato psicologico della ricorrente, se non altro per determinare se soffrisse di una possibile reazione post-traumatica all’abuso che afferma di aver subito in precedenza ; poi, le autorità non hanno esaminato sufficientemente la questione se e, in caso affermativo, in quale misura, il ricorrente si trovasse in una situazione di particolare vulnerabilità e dipendenza da VK. Le autorità del pubblico ministero si accontentano di concludere che il ricorrente non era stato in grado di farlo difendersi ai sensi del diritto interno e della giurisprudenza (paragrafi 14 e 15 supra).

    58. La Corte è consapevole che questa giurisprudenza, così come esisteva all’epoca dei fatti, riconosceva che, in determinate situazioni, a causa di uno stato di impotenza dovuto ad esempio all’alcol, alle droghe, alla malattia o alla disabilità, la vittima non è in grado di esprimere la propria volontà o difendersi (paragrafo 20 supra). Ad avviso della Corte, tale approccio riflette tuttavia un’insufficiente considerazione delle situazioni di consenso invalido dovuto ad abuso di vulnerabilità e, più in generale, della reazione psicologica delle vittime di violenza sessuale. È alla luce di questa interpretazione restrittiva degli elementi costitutivi del reato di stupro come definito dalla legge n. 140/1961 che le autorità inquirenti hanno deciso di archiviare il caso senza ulteriori azioni (cfr. MC c. Bulgaria , sopra citata, §§ 170 -174). Pertanto, la decisione finale in questo caso è avvenuta durante la fase preparatoria del procedimento penale, senza che il caso fosse sottoposto ad un tribunale, poiché il diritto interno non consente al ricorrente di presentare ricorso dinanzi ad un’autorità giudiziaria.

    59. A questo proposito, la Corte rileva che la più recente giurisprudenza della Corte Suprema, relativa al nuovo codice penale, sembra fornire una risposta più adeguata al riguardo (paragrafo 24 supra).

    60. Per quanto riguarda il reato di abuso sessuale, come definito nel codice penale in vigore all’epoca dei fatti (paragrafi 21 e 54 supra), la Corte osserva che le autorità nel caso di specie hanno concluso che il ricorrente non era stato sotto il controllo di VK, nel senso in cui tale termine è stato interpretato dalla giurisprudenza, e che la sua libera volontà non era stata limitata, poiché era una persona maggiorenne, dotata di piena capacità giuridica e non affetta da alcuna malattia che gli impedisse di esprimere la sua volontà (paragrafi 14-15 sopra). La constatazione delle autorità secondo cui la ricorrente poteva aver sentito una certa dipendenza da VK (paragrafo 15 supra) non le ha indotte ad approfondire la loro analisi. Secondo la Corte, tale approccio, che consiste, in sostanza, nel rifiutare la valutazione contestuale dei fatti tenendo conto dello stato psicologico della ricorrente in concreto , e non solo del fatto che era una persona adulta, era fallendo.

    61. La Corte rileva inoltre che le autorità hanno ritenuto nel caso di specie che, sulla base del nuovo codice penale entrato in vigore successivamente ai fatti in questione, le azioni di VK avrebbero potuto essere considerate coercizione sessuale (paragrafo 12 in fine supra) ; ciò sembra confermato dalla giurisprudenza in materia (punto 26 in fine ).

    62. Ne consegue che l’approccio delle autorità nel caso di specie non era idoneo a garantire al ricorrente una protezione adeguata. Di conseguenza, la Corte ritiene che lo Stato convenuto sia venuto meno agli obblighi positivi che gli erano imposti, almeno a partire dall’adozione nel 2003 della sentenza MC c. Bulgaria (sopra citata), di applicare effettivamente un sistema penale idoneo a reprimere gli atti sessuali non consensuali lamentati dal ricorrente. Essa ricorda a questo proposito che non è chiamata a pronunciarsi sulla responsabilità penale del presunto aggressore (si veda MC c. Bulgaria , sopra citata, § 168) e che la sua constatazione di cui sopra non può quindi essere interpretata come un giudizio sulla colpevolezza di VK o come invito alla riapertura delle indagini in questo caso.

    63. Le considerazioni che precedono sono sufficienti per consentire alla Corte di concludere che vi è stata, nel caso di specie, una violazione degli obblighi positivi che incombono allo Stato convenuto ai sensi degli articoli 3 e 8 della Convenzione.

    SULL’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO 41 DELLA CONVENZIONE
    64. Ai sensi dell’articolo 41 della Convenzione :

    “ Se la Corte dichiara che vi è stata violazione della Convenzione o dei suoi Protocolli, e se il diritto interno dell’Alta Parte Contraente consente di cancellare solo imperfettamente le conseguenze di tale violazione, la Corte concede alla parte lesa, se del caso, , solo soddisfazione. »

    Peccato
    65. La ricorrente chiede 30.000 euro (EUR) per il danno morale che ritiene di aver subito in particolare a causa del fatto che le azioni di VK non sono state adeguatamente classificate e perseguite dalle autorità.

    66. Il Governo sostiene che, per essere giusti, l’importo stanziato sotto questa voce dovrebbe riflettere sia la gravità delle violazioni constatate sia la giurisprudenza pertinente.

    67. La Corte ritiene che la ricorrente abbia subito un certo danno morale a causa delle violazioni constatate dei suoi diritti garantiti dagli articoli 3 e 8 della Convenzione. Ritiene che gli dovrebbero essere riconosciuti 25.000 euro per il danno morale.

    Commissioni e spese
    68. La ricorrente chiede EUR 7.058 per costi e spese da lei sostenuti, che corrisponderebbero a 305 ore di lavoro svolte dal suo avvocato nell’ambito del procedimento dinanzi ai tribunali nazionali e del procedimento dinanzi alla Corte, previa detrazione delle somme che le sarebbero state riconosciute internamente a titolo di costi e spese.

    69. Il Governo ha osservato che la ricorrente non aveva dettagliato né corroborato la sua richiesta con i relativi documenti giustificativi, come richiesto dall’articolo 60 § 2 del Regolamento della Corte, e che non aveva nemmeno presentato un documento attestante di aver pagato la somma in questione al suo avvocato o che era tenuta a pagarglielo.

    70. Secondo la giurisprudenza della Corte, un ricorrente può ottenere il rimborso dei suoi costi e spese solo nella misura in cui siano stabilite la loro realtà, la loro necessità e la natura ragionevole del loro importo.

    71. Nella fattispecie, vista l’assenza di qualsiasi prova di pagamento per quanto riguarda le spese asseritamente sostenute dalla ricorrente per il procedimento dinanzi ai tribunali nazionali, la Corte non le accorda alcuna somma a questo riguardo.

    Per quanto riguarda le spese sostenute per il procedimento dinanzi ad essa, la Corte ritiene ragionevole riconoscere alla ricorrente la somma di 1.000 euro, che corrisponde alla somma fatturata dal suo avvocato per la preparazione della risposta alle osservazioni del Governo.

    PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE, ALL’UNANIMITÀ,

    Dichiara la richiesta ricevibile ;
    Ritiene che vi sia stata violazione degli articoli 3 e 8 della Convenzione ;
    Dice
    ha) che lo Stato convenuto deve versare al ricorrente, entro tre mesi dalla data in cui la sentenza diventa definitiva ai sensi dell’articolo 44 § 2 della Convenzione, le seguenti somme, da convertire nella valuta dello Stato convenuto al tasso applicabile alla data di regolamento :

    Euro 25.000 (venticinquemila euro), oltre l’eventuale importo che su tale somma dovesse essere dovuto a titolo d’imposta, per danno morale ;
    1.000 EUR (mille euro), più qualsiasi importo che possa essere dovuto su tale somma dal richiedente a titolo di imposta, per costi e spese ;
    B) che dalla scadenza di detto periodo e fino al pagamento, tali importi saranno maggiorati degli interessi semplici ad un tasso pari a quello dell’operazione di rifinanziamento marginale della Banca Centrale Europea applicabile durante tale periodo, aumentato di tre punti percentuali ;

    Respinge la richiesta di eccedenza per equa soddisfazione.
    Fatto in francese, poi comunicato per iscritto il 20 giugno 2024, in applicazione dell’articolo 77 §§ 2 e 3 del regolamento.

    Victor Soloveytchik Mattias Guyomar
    Impiegato Presidente

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  • Predazione sessuale, silenzio della Chiesa, e poi?

    Predazione sessuale, silenzio della Chiesa, e poi?

    Qui l’introduzione a questo testo.

    Pascal Hubert (PH): Ci ritroviamo per un nuovo scambio di opinioni, stavolta sul caso Rupnik. Prima di affrontare l’argomento, vorrei che tu dicessi in poche parole qual è la ragione della tua presenza qui oggi.

    Renata Patti (RP): Ho risposto due settimane fa a un’intervista apparsa il 21 febbraio sul giornale Dimanche. In questa intervista, che è stata molto importante per me, Christophe Henning mi ha posto domande molto precise, sapendo che avevo partecipato alla redazione del libro Dall’abuso alla libertà. Ero molto contenta di poter usare la parola emprise, in francese, perché in italiano non c’è traduzione. L’emprise non è l’abuso: succede prima. E parlando del Movimento dei Focolari, dal quale io provengo, abbiamo parlato degli abusi spirituali, di coscienza, psicologici, finanziari e sessuali.

    L’ultima domanda era: «Ha qualcosa da aggiungere?». Ho risposto: «Sì». Perché per il fatto di aver testimoniato in questo libro, non da sola logicamente, Renata Patti era ritrovabile sia con un numero di telefono, sia con un indirizzo mail su Internet. E altre vittime, questa volta di don Marko Ivan Rupnik e della ex suora – perché la Comunità Loyola è stata sciolta e le religiose laicizzate – Ivanka Hosta, hanno preso contatto con me. La domanda mi ha dato l’occasione di parlare di questi contatti. Importante per me sottolineare che dialogando con queste vittime abbiamo trovato il denominatore comune di tutti i fondatori e le fondatrici. Loro, uomini fondatori e donne fondatrici, hanno voluto prendere il posto di Dio e penetrare nella coscienza di noi vittime, che cercavamo Dio con sincerità. Il fatto che quello stesso 21 febbraio ci fosse a Roma la conferenza stampa di due vittime di Rupnik che conoscevo è stata per me una coincidenza sconvolgente. Non so se in Belgio, in Francia, questa notizia ha veramente spaccato. Fatto sta che non ho parole per definire questo evento.

    PH: Parleremo infatti di questa conferenza stampa del 21 febbraio 2024. Magari prima torniamo brevemente sugli antecedenti di questo fatto. Ricordiamo che inizialmente, in un’altra vicenda, Rupnik è stato accusato di aver avuto rapporti sessuali con una donna prima di darle l’assoluzione. Dopodiché, nel 2020, Rupnik è stato scomunicato dal Vaticano per un breve periodo di tempo, cosa che di fatto rappresenta la sanzione più grave sul piano canonico, ma lui, si dice, ha riconosciuto i fatti, si è pentito e la sanzione è stata revocata. In seguito, a giugno 2023, l’Ordine dei gesuiti, dal quale proviene anche papa Francesco, ha espulso Rupnik. Il Vaticano aveva invocato la prescrizione dei fatti per chiudere il caso nel 2022 senza indagini.

    Altro evento di estrema importanza in questa vicenda è che due giorni dopo l’incontro del 15 settembre 2023 tra il papa e la direttrice del Centro Aletti, la diocesi capitolina parla di vita comunitaria sana e senza problemi particolari. È evidente che purtroppo le donne maltrattate sono completamente assenti da questo dibattito. Quindi forse per questo motivo a un certo punto i principali interessati, cioè le vittime di Rupnik, decidono di prendere la parola ed ecco che arriviamo, Renata, a questa famosa conferenza stampa del 21 febbraio 2024, durante la quale Gloria Branciani, ex membro della Comunità Loyola, si mostra stavolta a viso aperto e parla a lungo degli abusi subiti per mano dell’ex gesuita. Stessa cosa per l’altra vittima di cui parleremo, ossia Mirjam Kovac. Puoi illustrarci come si sono svolti i fatti durante questa conferenza stampa? Cosa è stato detto esattamente?

    RP: Allora, io spero che le persone interessate possano leggere un articolo, che è quello che mi sembra aver colto ciò che occorre oggi denunciare. Allora, detto che in Italia il Corriere della Sera ha pubblicato e subito dopo The Guardian, giornale che è mondialmente considerato come uno dei più obiettivi, anche altri giornali hanno pubblicato, ma, alla conferenza stampa, di italiani ce n’erano ben pochi. Su circa 35 o 40 giornalisti, 4 o 5 erano italiani, il resto stranieri. L’articolo italiano che io tengo a sottolineare è quello della Bussola Quotidiana di Luisella Scrosati, la quale, dato atto della presenza di un avvocato, e dell’introduzione in inglese fatta dall’organizzatrice, Anne Barrett Doyle, copresidente di BishopAccountability, ha sottolineato che Mirjam Kovac (che era la segretaria personale della fatidica Ivanka Hosta, prima sorella, alla quale ancora molte sono legate), era lì garante di ciò che Gloria Branciani raccontava nei dettagli. Ci sono stati dettagli commoventi in almeno tre momenti: Mirjam è garante del fatto che Gloria è fuggita dalla comunità e ha tentato il suicidio. Mirjam ha lasciato la comunità tre anni dopo. Il percorso spirituale di Gloria è il suo personale e lei ha tenuto a dire questo travaglio. Era presente l’avvocatessa Laura Sgrò, che è colei che porta anche avanti l’inchiesta su Emanuela Orlandi come legale della famiglia. Ma a parte questo, per il percorso fatto Gloria ha tenuto a dire: «Io ho perdonato me stessa, ho perdonato anche Rupnik. Cerco la verità e attendo la giustizia». Questa frase, che per Gloria è essenziale, perché dice quello che lei sta vivendo, è stata presa da Vatican News, testata ufficiosa del Vaticano, come unico punto di citazione virgolettata di questa enorme conferenza stampa, durata quasi due ore. Come ha sottolineato con il suo humour Luisella Scrosati, guarda caso Vatican News si è svegliato proprio quel giorno, perché era stato in silenzio dal momento in cui il Santo Padre, papa Francesco, aveva tolto la prescrizione per questi reati, delitti, e non peccati.

    Perché dico questa cosa del peccato? Perché in Italia, non so in Francia o in Belgio o in altri parti, è apparso un titolo: “Le vittime si devono vergognare”. Un gesuita sloveno di nome Roblek, che è stato il maestro dei novizi al tempo di Rupnik, ha accusato le vittime non solo di avere peccato con don Marko Ivan Rupnik dicendo che si dovevano vergognare per questo, ma che peccavano la seconda volta e ancor più mettendo in pubblico tutto ciò che hanno raccontato.

    Allora: da una parte c’è un’avvocatessa, Laura Sgrò, che porta due vittime a denunciare dei reati. Sono delitti, non sono peccati. Dall’altra, un gesuita che si permette, pur con l’età e tutte le scusanti che si potrebbero trovare, di essere una mina vagante e colpire queste creature. Basta! Io non posso più permettere, in quanto vittima di abuso spirituale e a conoscenza di tutto ciò che è ormai pubblico, che non ci sia una reazione pubblica dei gesuiti, il gesuita provinciale sloveno o anche il generale dei gesuiti. Per favore, fatevi sentire!

    PH: Di certo, alla Chiesa non piace quando le vittime si esprimono, perché preferisce che gli abusi siano per così dire risolti al suo interno, è una questione di reputazione da tutelare. Il problema qui è che Gloria aveva già denunciato le violenze che aveva subito da parte di Rupnik nel 1993 alla sua superiora Ivanka, e all’epoca ovviamente non è stato fatto niente.

    RP: Certo, è così.

    PH: Oggi Rupnik, all’età di 69 anni, è accusato di aver perpetrato violenze sessuali e psicologiche su almeno una ventina di donne, per un periodo di 30 anni, soprattutto all’interno della comunità di cui era mentore, che è stata sciolta. Ora, è chiaro che se le vittime non prendono la parola in prima persona, all’interno della Chiesa non succede niente. Vorrei un po’ parlare, Renata, dei fatti di cui Rupnik si sarebbe reso colpevole, perché non sono fatti di poca importanza, tutt’altro, sono fatti estremamente gravi. In particolare, Gloria ha fatto questa dichiarazione alla conferenza stampa del 21 febbraio 2024: «Mi portava nei cinema pornografici per aiutarmi a crescere spiritualmente. Diceva che non sarei potuta crescere spiritualmente se non avessi soddisfatto i suoi bisogni sessuali. E per raggiungere i suoi scopi, padre Rupnik invocava la Trinità per obbligare le religiose ad avere rapporti sessuali a tre con lui». Dal canto suo, Mirjam Kovac, che ha abbandonato la Comunità Loyola nel 1996, ha dichiarato durante questa stessa conferenza: «Eravamo giovani, ma i nostri ideali sono stati sfruttati medianti abusi di coscienza, di potere, spirituali, fisici e spesso sessuali». Questo è per capire anche l’impatto estremamente profondo sulla vita di queste religiose che hanno dovuto subire abusi sessuali con il silenzio complice del Vaticano. Cosa evoca in te questo genere di episodi che arriva adesso a conoscenza del grande pubblico? Perché da un lato si dice alle vittime: “Avreste dovuto tacere”, e allo stesso tempo sappiamo che il fatto di tacere può sfociare, come hai detto tu, in tentativi di suicidio o in suicidi.

    RP: Comunicando tra noi c’è un dialogo, ciascuna di noi arriva da esperienze diverse. Anche per esempio con Fabrizia Raguso, che forse un mese fa, ha risposto a delle domande fatte proprio attraverso di te. Ciò che noi rimarchiamo e che io voglio sottolineare stasera per fare la mia parte è che questo abuso di potere ecclesiale diventa abuso spirituale di coscienza e piano piano, non sempre come nel mio caso, arriva all’abuso sessuale. Non dimentichiamo che in questo momento in cui tutte queste cose vengono alla luce, Ivanka Hosta conduce la sua vita placidamente a Braga, in Portogallo, come se niente fosse. Ci sono una parte di ex sorelle che sono talmente fuse con la fondatrice che non riescono nemmeno a capire che la Chiesa ha pronunciato un giudizio. Le si vede in prima o seconda fila in cattedrale ogni domenica e ricevono la comunione dal vescovo. Questo con anche i saluti – o prima o dopo, come funziona quando si va alla messa la domenica – dei gesuiti e tutti le conoscono. Allora, queste si aggrappano alla fondatrice; altre sono disperate. Perché? Perché hanno un anno per reinserirsi nella vita diciamo “normale” con l’aiuto di tre persone a loro presentate come gli aiuti psicologici, morali, eccetera. Ma quelle sono 45, queste sono 3. Ciascuna di quelle 45 ex sorelle avrebbe bisogno di una psicoterapia, a volte psichiatrica. Voglio specificare che non sto parlando a vanvera, perché anche noi, ex focolarini e focolarine (ormai esiste l’Oref, organizzazione di ex focolari, anche se io non ne faccio parte), ci siamo trovati in un disequilibrio quando siamo usciti dal focolare. Faccio un esempio. Ero in Belgio, a Bruxelles, Nunziatura Apostolica. Non ci sono più religiose, perché sono state ritirate dalla loro congregazione e il nunzio attende delle nuove religiose di un’altra congregazione. Ne arrivano quattro dalla Polonia, non conoscono né il francese, né il fiammingo, né il tedesco. La prima cosa di cui il nunzio ha bisogno è: «Andate a fare la spesa, abbiamo bisogno di riempire il frigorifero». Queste religiose si sono ritrovate dalla Polonia in un supermercato di Bruxelles incapaci di fare la spesa. Perché? Troppa scelta, troppa scelta. Non sapevano scegliere. Quattro tipi di mele! Panico! Cosa scegliamo?

    PH: È un altro mondo.

    RP: Esattamente. Dunque le sorelle che si sono trovate malgrado loro in questo… come chiamarlo? mulino di pietra, macinate, durante tutti questi anni, perché non hanno mai dovuto fare nulla per conto loro, era tutto dettato dalla religiosa superiora. Ecco, adesso, la Comunità Loyola non esiste più: viva la libertà, no?

    PH: Per concludere, Renata, un’ultima domanda. Sappiamo che anche nel Movimento dei Focolari si sono verificati abusi sessuali. C’è stata una relazione implacabile che ha denunciato l’inerzia dei dirigenti. Parlavamo della scomunica di Rupnik nel 2020. Qui, per quanto riguarda i Focolari, nell’ottobre del 2020, più o meno nello stesso periodo, il più alto responsabile francese si dimette in seguito alla rivelazione di abusi sessuali perpetrati all’interno del movimento da uno dei membri più carismatici. Qui non si parla di religiose, ma di una trentina di bambini e adolescenti che sarebbero state vittime di aggressioni sessuali da parte di Jean-Michel Merlin, figura di spicco dei Focolari. Riprendo un articolo di Christophe Henning pubblicato su La Croix. Quindi è evidente, come dicevo prima, che se la presa di coscienza non proviene dall’esterno della Chiesa, non si mette in moto niente. Quindi ti voglio fare questa domanda, Renata: le vittime della Chiesa, di una comunità o di un movimento ecclesiale, cosa devono aspettarsi dalla Chiesa per quanto riguarda la denuncia, dal momento che la Chiesa stessa non fa assolutamente niente?

    RP: Niente. Niente. Le vittime che hanno veramente capito questo devono andare dalla polizia, alla questura, dalla magistratura. Allora, c’è una cosa che è uscita in questi giorni ed è proprio una francese che l’ha postato su Facebook, MarieJo Thiel, per quanto riguarda il cardinale canadese Lacroix, del Quebec, che fa parte del C9, cioè il circolo ristretto di papa Francesco. Sembrerebbe che il papa abbia firmato che l’indagine su questo cardinale, accusato di abusi, deve essere fatta da un giudice esterno al Vaticano. Se veramente papa Francesco ha capito che non si muove nulla negli ingranaggi vaticani, noi attendiamo che ci si muova attraverso anche una firma sua autorevole, che solo lui può mettere e che mette da parte tutte le amicizie, tutti i ricordi che riguardano persone che hanno commesso delitti. Se il padre Roblek, sloveno, ha questa affinità di affetto con Rupnik (d’altra parte metà dei gesuiti in Slovenia è dalla parte di Rupnik e l’altra metà è contro di lui), per lui la Chiesa e il Vaticano non esistono! Siamo arrivati al punto di dirci, noi che veniamo dalla Chiesa cattolica, che resta la nostra coscienza.

    Ricordo perfettamente un gesuita, p. Jean-Marie Hennaux, che ha avuto qualche cosa da dire fin dall’inizio del mio risveglio, per così dire, alla verità, e ha messo nero su bianco, ha scritto l’accusa contro Chiara Lubich. Lui ha detto a una mia amica che ho condotto da lui, ex Opus Dei, «L’importante è la fedeltà alla propria coscienza, se lo ricordi, la fedeltà alla propria coscienza».

    PH: Sono belle parole, certo, ma se fosse realtà non saremmo qui a denunciare abusi che vanno avanti da oltre 30 anni. Vorrei citare brevemente qualche frase di un articolo pubblicato sulla rivista Golias del 13 gennaio 2023. E del resto anche questa rivista è stata aspramente criticata all’epoca, accusata di complotti, mentre avrebbe dovuto tacere come tutti gli altri. In questo caso penso si possa dire che la coscienza ha avuto la meglio sul silenzio. L’articolo si intitola: “Caso Rupnik: scandalo al livello più alto”. E tra le altre cose, l’articolo dice: «Quello che emerge adesso è terribile. Marko Rupnik è un predatore sessuale che opera tra le religiose da più di 30 anni. È gesuita e tutto lascia credere che a questo titolo abbia beneficiato di una protezione totale». Penso che sia chiaro che in questo caso la coscienza non si sa bene dove potremmo ritrovarla.

    RP: Sai, Pascal, quello a cui padre Hennaux si riferiva, è che questa persona aveva già deciso di abbandonare la Chiesa, perché diceva: la stessa deriva settaria che trovo nell’Opus Dei, nei Focolari, nei Legionari è palese nella struttura ecclesiale. Con una differenza… Cioè: i Focolari, Opus Dei, Comunione e Liberazione dicono: siamo i migliori, guardate a noi! E la Chiesa cosa fa? Parla ma non agisce secondo le parole che dice. Proprio l’altro giorno, il Vangelo diceva: fate quello che dicono, ma non quello che fanno. Io non mi posso mettere al posto di Gesù, ma queste sono le sue parole!

    PH: Beh, di certo, in generale si chiede alle persone di essere fedeli alla propria parola e non viceversa, è una questione di credibilità!

    RP: Certamente, è così. Questo però è importante: che le vittime parlino e denuncino e non attendano giustizia e verità dalla Chiesa. Occorre andare alla polizia! In ogni Paese c’è qualcuno che ha una divisa! Quando è stato rilanciato un appello della polizia di Nanterre che chiedeva alle vittime di Jean-Michel Merlin di farsi avanti, perché il rapporto di GCPS Consulting non era soddisfacente, mi sono sentita spinta in quattro e quattr’otto a fare una mail; due minuti dopo, esattamente due minuti dopo la spedizione di questa mail, il telefono è suonato e avevo al telefono il questore, che si occupava del caso, che non aveva capito bene la mia mail e voleva delle spiegazioni. Questa è stata la più bella telefonata di 40 minuti che io ho potuto avere per dire ciò che sapevo, ciò che pensavo ed esprimere le derive settarie del Movimento dei Focolari non all’interno della Chiesa, ma alla polizia. Pensate un po’: sono loro che mi hanno telefonato! Quindi la situazione è la seguente: questa è la Francia, Golias è in Francia, ci sono dei libri – come La Trahison des Pères di Céline Hoyeau – che, portati in Italia, grazie a Dio (Il tradimento dei padri), fanno riflettere. Guardate: siete partiti voi francesi, eh! La Francia è avanti mille miglia!

    PH: Certo, l’Italia è un’altra storia rispetto alla Francia.

    RP: Proprio così, è veramente tutta un’altra triste storia.

    PH: Volendo quindi concludere magari con una nota di speranza, Renata, la morale di questa storia, se possiamo ricavarne una da quello che è stato detto brevemente sul caso Rupnik, è che le vittime non devono aspettarsi niente dalla Chiesa e che dovrebbero comportarsi come qualsiasi altra vittima in un caso civile classico. Quindi, da un lato osare far sentire la propria voce senza più sentirsi in colpa, e poi in secondo luogo denunciare i fatti sapendo che saranno ascoltate e che devono andare fino in fondo con una denuncia che sarà poi oggetto di una vera e propria sentenza in sede di tribunale.

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