Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Benevento

  • Chianche (AV). Violenza sessuale. Don Costantino Mubanda patteggia 2 anni e 4 mesi, Con la scusa della comunione molestò parente di una ammalata

    Chianche (AV). Violenza sessuale. Don Costantino Mubanda patteggia 2 anni e 4 mesi, Con la scusa della comunione molestò parente di una ammalata

    Da Il Mattino, edizione di Avellino del 12/01/2011, pag. 35

    Attenzioni morbose, condannato parroco

    Clamore L’episodio destò notevole sconcerto fra i fedeli

    Chianche. Un sacerdote impegnato nella località prossima al capoluogo, appartenente alla diocesi di Benevento, è stato condannato a due anni e quattro mesi, col rito del patteggiamento, per aver tentato approcci sessuali nei confronti di una donna che non solo non aveva accettato le proposte del sacerdote, ma lo aveva denunciato. Il parroco, proveniente da una comunità religiosa estera, secondo l’accusa si era recato nell’abitazione di una donna ammalata gravemente, quindi non in condizioni di recarsi in chiesa, per somministragli la comunione. In quell’occasione aveva incalzato una parente della donna malata con una serie di approcci valutati dal giudice di natura sessuale.

    La donna aveva respinto le attenzioni morbose del religioso, inducendolo ad allontanarsi precipitosamente dall’abitazione. L’episodio, che ha destato notevole sconcerto nell’opinione pubblica, non è passato in silenzio. La donna vittima delle attenzioni oscene aveva presentato infatti denuncia. Da qui l’avvio dell’inchiesta da parte dell’autorità giudiziaria sannita, approdata alla acquisizione di riscontri concreti. È seguito il rinvio a giudizio. Ieri mattina l’udienza davanti al Gup del Tribunale di Benevento Pezza. Il parroco, difeso dall’avvocato Montefusco, ha rappresentato la propria posizione. La vittima delle attenzioni si è costituita parte civile. La pena è stata ridotta considerando la scelta dell’avvocato difensore, definita con l’imputato, di fare ricorso al patteggiamento. La vicenda potrebbe ora avere un seguito in sede civile, con la definizione del risarcimento a favore della vittima dell’episodio.

    La chiesa della Madonna delle Grazie di Chianche

    Attenzioni morbose nei confronti di una donna, condannato prete
    Mercoledì 12 Gennaio 2011 07:58

    Attenzioni morbose, avances esplicite: condannato parroco. Si tratta di un sacerdote appartenente alla diocesi di Benevento. L’episodio avvenne a Chianche, ma il religioso proveniva da una comunità esterna a quella del piccolo centro irpino. Il gup del tribunale di Benevento lo ha condannato a due anni e otto mesi. Sentenza che è arrivata dopo la richiesta di patteggiamento da parte del parroco. Stando a quanto sostenuto dall’accusa, il prete si recò presso l’abitazione di una donna gravemente ammalata per somministrare la comunione. Qui rivolse una serie di attenzioni nei confronti di una parente che respinse le avances del parroco in maniera veemente a tal punto da indurlo ad allontanarsi frettolosamente dalla casa. La signora presentò denuncia. Dopo le indagini del caso, il religioso è stato anche rinviato a giudizio. La donna vittima delle oscene proposte si è costituita parte civile nel processo.

    www.irpiniaoggi.it/index.php/cronac…nato-prete.html

    12/01/2011 :: 9:12:16
    Molestie sessuali su una donna: pena patteggiata per un parroco

    Il Tribunale di Benevento

    Udienza ieri mattina presso il tribunale di Benevento, davanti al gup Segio Pezza, a carico di un parroco di 48 anni accusato di presunte molestie sessuali su una donna. La pena patteggiata e poi sospesa è di due anni e quattro mesi.

    www.ilquaderno.it/molestie-sessuali…roco-54563.html

  • Parroco condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione per il tentativo di approcci sessuali su di una donna non consenziente

    Parroco condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione per il tentativo di approcci sessuali su di una donna non consenziente

    Benevento, 12-01-2011 08:45

    La pena è stata ridotta avendo optato per il rito abbreviato

    Don Costantino Mubanda
    , parroco 48enne di origine africana che svolge la sua attività pastorale a Chianche, è stato condannato dal Giudice per l’Udienza Preliminare, Sergio Pezza, a due anni e quattro mesi di reclusione, con il rito del patteggiamento e perciò ottenendo una pena ridotta, poi sospesa, per aver tentato degli approcci sessuali nei confronti di una donna non consenziente e che per questo lo aveva denunciato.
    Il parroco è stato difeso dall’avvocato Giovanni Montefusco.

    http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/d…to.php?Id=25383

  • ABUSI IN CHIESA FISSATA PER MERCOLEDÌ, SE NE RIPARLERÀ A GIUGNO: LA PROCURA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO DEL PRETE

    ABUSI IN CHIESA FISSATA PER MERCOLEDÌ, SE NE RIPARLERÀ A GIUGNO: LA PROCURA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO DEL PRETE

    ABUSI IN CHIESA FISSATA PER MERCOLEDÌ, SE NE RIPARLERÀ A GIUGNO: LA PROCURA CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO DEL PRETE

    Molestie nel confessionale, slitta di un mese l’udienza al sacerdote
    Il gup deve anche pronunciarsi sull’istanza difensiva di citare l’Arcidiocesi

    E’ destinata a saltare l’udienza preliminare prevista per mercoledì 19 maggio al sacerdote don Nicolangelo Rossi, 79 anni originario di Benevento, accusato di aver molestato quattro ragazzine nel confessionale, mentre le confessava nell’estate del 2006 nella chiesa del «Sacro Cuore» al rione Candelaro. Il prete, che per questa vicenda fu anche arrestato dalla squadra mobile nel maggio del 2007 e posto ai domiciliari dove rimase quattro mesi, si dice innocente.

    Il gup che deve celebrare l’udienza preliminare Antonio Diella – è chiamato a pronunciarsi sulla richiesta della Procura di rinviare a giudizio il prete per atti sessuali su 4minorenni e su quella di proscioglimento avanzata dalla difesa – sarà impegnato nei prossimi giorni in un corso a Roma del Consiglio superiore della magistratura, da qui la necessità di rinviare l’udienza. Se ne riparlerà a giugno, anche se la data non è stata ancora decisa.

    Nelle more dell’udienza preliminare, il gup dovrà anche decidere sull’istanza dell’avv. Mi – chele Sodrio , legale di parte civile per i genitori di una delle quattro presunte vittime del sacerdote. Il legale si costituirà in udienza contro don Nicolangelo Rossi, e su questo non ci sono problemi; ma ha anche chiesto al gip di essere autorizzato a citare in giudizio come responsabili ci vili, ai fini del risarcimento danni, sia l’Arcidiocesi di Foggia, sia l’istituto superiore dei Salesiani quali «datori di lavoro» dell’imputato.


    Gran parte delle notizie contenute in questo articolo non sarebbe stato possibile pubblicarle qualora fosse già entrato in vigore il cosiddetto «disegno di legge Alfano sulle intercettazioni» che nell’attuale versione proibisce la diffusione del contenuto, anche per riassunto, di qualunque atto giudiziario.

    http://edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it….&view=ZW50aXR5

  • Avrebbe molestato bambine, arrestato sacerdote

    Avrebbe molestato bambine, arrestato sacerdote

    FOGGIA, sabato 12 maggio 2007 – ORE 12.37
    Avrebbe molestato bambine, arrestato sacerdote

    Avrebbe molestato alcune bambine quando si andavano a confessare da lui. Un sacerdote della parrocchia Sacro Cuore, don Nicola Rossi, 75 anni, originario della provincia di Benevento, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. L’uomo si trova ora ai domiciliari in un istituto dei salesiani in Campania. L’arresto, disposto dal gip del Tribunale di Foggia Rita Curci, su richiesta del pm Vincenzo Bafundi, è stato eseguito ieri a Taranto dove il sacerdote si era trasferito da un po’ di tempo. I fatti risalirebbero al 2006. Le indagini sono partite dalla denuncia di alcune bambine che hanno raccontato di aver ricevuto attenzioni moleste dal sacerdote, durante il corso di catechismo per la prima comunione. Una bambina in particolare avrebbe raccontato in lacrime alla madre cosa sarebbe avvenuto nel confessionale. E’ scattata la denuncia, le indagini, poi altri casi, a lungo vagliati dagli inquirenti con il supporto di assistenti sociali. Una brutta storia. Don Nicola era molto conosciuto non solo in parrocchia ma anche nell’intera città. Sulla vicenda c’è il massimo riserbo, soprattutto in parrocchia. Una parrocchia di frontiera conosciuta proprio per il suo servizio ai minori, tanti dei quali sottratti alla strada con l’opera dell’oratorio.

    Daniela Zazzara

  • Shock a Foggia: così don Nicola ci molestava

    Shock a Foggia: così don Nicola ci molestava

    FOGGIA – E’ successo qualche cosa di particolare che ti ha turbato durante questa confessione con don Nicola? chiede il gip alla bambina.

    «Sì, mi accarezzava e piano piano voleva andare giù, però io mi allontanavo sempre». Di questa situazione hai parlato con qualche amica, di questo fatto che era avvenuto con don Nicola?

    «Sì, con…» e la piccola fa un nome..

    E la tua amica ti ha raccontato qualcosa che era successo a lei?

    «Sì, la stessa cosa mia: il prete l’accarezzava e voleva andare giù, a lei faceva la stessa cosa che aveva fatto a me».

    È questo il segreto che si scambiavano le bambine su don Nicola, l’anziano prete della parrocchia del «Sacro Cuore», al rione Candelaro a Foggia. E sono proprio le dichiarazioni di quelle cinque bambine, tra presunte vittime e testimoni indiretti, la principale prova in mano alla Procura che ha chiesto il rinvio a giudizio di don Nicolangelo Rossi, 79 anni, originario di Benevento, accusato di molestie sessuali su quattro bambine, tutte avvenute secondo l’accusa nell’estate del 2006, quando prestava la sua opera spirituale presso il «Sacro cuore»: per questa vicenda il sacerdote fu arrestato l’11 maggio del 2007 e posto ai domiciliari, dove rimase sino al settembre successivo. Oggi come allora, don Nicola (che da tempo ha lasciato la chiesa del Sacro Cuore e Foggia) respinge con sdegno le accuse, che secondo il suo legale non sarebbero sorrette da prove certe

    È il 18 giugno del 2007 quando nel Tribunale di Foggia si ritrovano per l’incidente probatorio, che serve ad acquisire la prova prima del processo, da una parte le bambine e i loro genitori, e dall’altro il gip Rita Curci che conduce l’interrogatorio, insieme al pm, i difensori di parte civile e i legali del sacerdote che quel giorno rinunciò a presenziare all’udienza. Le bambine, una per volta, parlano dei giochi estivi organizzati dalla parrocchia «Sacro cuore» (in prima fila nel volontariato e nell’aiutare tanti giovani ad allontanarsi dalla strada in un quartiere a rischio come Candelaro), e poi delle confessioni con i sacerdoti, soprattutto con quello più anziano, che le minorenni chiamavano don Nicola.

    «Stavamo giocando, era pomeriggio e ci vennero a chiamare dei ragazzi perché dovevamo confessarci, a me mi mandarono da don Nicola», tetsimonia una delle presunte vittime del sacerdote.

    Dov’è avvenuta questa confessione? All’aperto, in una stanza? le domanda il gip Rita Curci.

    «In chiesa, all’interno del confessionale. Chiesi a don Nicola se dovevo mettermi in ginocchio o in piedi, lui disse in piedi. A metà confessione ha cominciato a toccarmi e non ho avuto il coraggio di andarmene perché mi teneva con una mano e con l’altra mi toccava. Poi abbiamo finito la confessione e me ne sono andata»

    Senti, tu con don Nicola non ti eri mai confessata prima di questa volta?

    «Con lui avevo fatto la mia prima confessione dieci giorni prima della comunione, ma non mi aveva fatto niente».

    C’è qualche altra bambina che ti ha fatto una confidenza di questo tipo?

    «Sì, è… Mi ha raccontato che il sacerdote l’aveva toccata da tutte le parti, era successo una sola volta. Quando me l’ha detto ancora non mi era successa questa cosa».

    Anche un’altra bambina quel giorno confermerà al giudice: «Una mia amica mi ha detto d’essere stata toccata da don Nicola. Come mi era sembrata? Stupita, non poteva immaginare che don Nicola potesse fare una cosa del genere».

    Altre due bambine confermarono durante l’incidente probatorio le «attenzioni» dell’anziano sacerdote («mi accarezzava e piano piano voleva andare giù, però io mi allontanavo sempre e ho interrotto la confessione» racconta una di loro). Ma c’è anche una minorenne che non vide nulla di lascivo in quelle carezze: «Don Nicola ci chiedeva i peccati, mi mise la mano sul fianco e mi dava le carezze qua sul viso».

    A te dava fastidio questa cosa, ti ha provocato turbamento? la domanda del gip.

    «No, non mi dava fastidio» ha risposto la bimba.

  • Abusi nel confessionale chiesto a Foggia il giudizio per un prete

    Abusi nel confessionale chiesto a Foggia il giudizio per un prete

    FOGGIA – A tre anni dall’arresto è stata fissata per il prossimo 19 maggio l’udienza preliminare nei confronti del prete accusato di atti sessuali su minorenni, per le presunte molestie avvenute nella chiesa del «Sacro Cuore»: mentre confessava 4 ragazzine il sacerdote le avrebbe toccate e si sarebbe toccato.

    La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di don Nicolangelo Rossi – 79 anni, originario di Benevento – che nell’estate 2006, epoca cui si riferiscono le accuse, era in servizio nella parrocchia del «Sacro Cuore» al rione Candelaro di Foggia.

    Il prete fu arrestato dalla Squadra mobile l’11 maggio 2007 (all’epoca del fermo viveva in un istituto salesiano del Tarantino), e posto ai domiciliari in un altro istituto salesiano di Castellammare di Stabia (Napoli) su ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice di Foggia.

    Quattro mesi dopo, il 24 settembre 2007, il Tribunale revocò gli arresti domiciliari e impose al sacerdote l’obbligo di dimora a Vico Equense, sempre in provincia di Napoli. Nel giugno 2008 anche questo obbligo fu revocato. Il sacerdote si dichiara innocente: al momento non è noto se i difensori, gli avvocati Franco Ventarola e Aldo Scippa, opteranno per il giudizio abbreviato quando tra un mese si svolgerà l’udienza preliminare davanti al giudice Antonio Diella.

    I familiari di una delle 4 presunte vittime si costituiranno parte civile con l’avvocato Michele Vaira che lamenta anche il presunto silenzio dei superiori dell’imputato.

  • Scandali a ripetizione alla Curia di Salerno. Processi e indagini sui maneggi dei preti

    Scandali a ripetizione alla Curia di Salerno. Processi e indagini sui maneggi dei preti

    IL DIAVOLO FA LE PENTOLE.
    E MONS. PIERRO NON RIESCE A METTERCI IL COPERCHIO

    BATTIPAGLIA (SA)-ADISTA. Altre grane per l’arcivescovo di Salerno, mons. Gerardo Pierro. Oltre ai due procedimenti a suo carico in corso presso la Congregazione per i Vescovi (per aver scelto di andare pubblicamente a votare durante le primarie del Partito Democratico) e presso la Pontificia commissione Ecclesia Dei (per il contrasto con un gruppo di tradizionalisti che chiedono la messa tridentina), un nuovo grattacapo arriva per don Gerardo Perillo, nominato, qualche anno orsono, esorcista diocesano, che sta divenendo in diocesi una figura piuttosto controversa.

    “Tutto il clero è scettico”, spiega ad Adista un prete che ha chiesto di rimanere anonimo. “Il vescovo gli ha dato l’incarico di esorcista appena arrivato dalla diocesi di Benevento, senza che conoscesse la realtà locale”. “Inoltre – aggiunge – è ancora giovane, sulla quarantina, mentre di solito per fare l’esorcista ci vuole una persona matura e navigata. È un ruolo delicato, si sa, è facile sbagliare”. Un altro prete diocesano, sempre sotto condizione di anonimato, ha parola ancora più dure: “Usa il suo ruolo a scopo di lucro, favorisce la superstizione e inganna la gente. Appoggiato dal vescovo, organizza, ogni quindici giorni, messe ‘per togliere il malocchio’”.

    Il seguito dell’esorcista sarebbe in rapida crescita, con fedeli che arrivano da lui per farsi ‘curare’ anche da fuori regione. Accanto a Perillo, cinque “collaboratori laici”, ‘consacrati’ dallo stesso sacerdote. Uno di questi, Elia Villani, in un articolo pubblicato dal quotidiano online Petrus, racconta la propria esperienza accanto all’esorcista: “Mi sono ritrovato – scrive – a far parte di un gruppo di ragazzi che aiuta un parroco esorcista nell’esercizio del suo ministero. (…) Tante persone oggi hanno seri problemi di natura spirituale, sono vittime di fatture, malocchio, stregoneria, invidia, maledizioni di ogni genere, messe nere e rituali vari, vessazioni e possessioni diaboliche. (…) Mi è toccato pregare per una donna che si porta dietro fin dall’infanzia un maleficio; per essere più preciso, quando nacque, un suo parente, all’insaputa dei familiari, la consacrò a satana. Solo dopo molti anni si è manifestato il male. (…) Un caso che mi ha colpito particolarmente è quello di una famiglia vittima di uno spregevole e, consentitemi il termine, schifoso maleficio. Invitati a cena presso l’abitazione di amici, almeno cosi erano considerati, hanno mangiato inconsapevolmente la carne di un animale sul quale era stato esercitato, prima di essere cucinato, un rituale”.

    Don Gerardo risulta ufficialmente moderatore della parrocchia dei Santi Giuseppe e Fortunato nella piccola località di Aversana di Battipaglia. In realtà, dopo essere stato cacciato dal parroco di quella chiesa al termine di una lite violentissima, la sua base operativa è adesso una piccola cappella, quella del Rosario in località Borgo Cioffi. La cappella sarebbe di proprietà della famiglia Iemma, grandi proprietari terrieri della zona, e la crescente fama di “santo” di don Gerardo servirebbe, un giorno, secondo alcuni, proprio a ‘valorizzare’ uno di questi terreni, su cui potrebbe sorgere un complesso in grado di accogliere pellegrini e fedeli. Una speculazione che potrebbe risultare assai redditizia. La cappella, intanto, è stata consacrata lo scorso 14 settembre dal card. Francesco Marchisano, presidente dell’Ufficio del lavoro della sede apostolica. Il cardinale, dal 26 luglio di quest’anno, è cittadino onorario di Battipaglia, su proposta proprio di uno dei “collaboratori laici” dell’esorcista. (a. s.)

    http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=39130

  • Foggia. Abusi nel confessionale. Condannato a 2 anni e 2 mesi don Nicolangelo Rossi, A giudizio i Salesiani

    Foggia. Abusi nel confessionale. Condannato a 2 anni e 2 mesi don Nicolangelo Rossi, A giudizio i Salesiani

    FOGGIA, sabato 12 maggio 2007 – ORE 12.37
    Avrebbe molestato bambine, arrestato sacerdote

    Avrebbe molestato alcune bambine quando si andavano a confessare da lui. Un sacerdote della parrocchia Sacro Cuore, don Nicola Rossi, 75 anni, originario della provincia di Benevento, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. L’uomo si trova ora ai domiciliari in un istituto dei salesiani in Campania.

    L’arresto, disposto dal gip del Tribunale di Foggia Rita Curci, su richiesta del pm Vincenzo Bafundi, è stato eseguito ieri a Taranto dove il sacerdote si era trasferito da un po’ di tempo. I fatti risalirebbero al 2006. Le indagini sono partite dalla denuncia di alcune bambine che hanno raccontato di aver ricevuto attenzioni moleste dal sacerdote, durante il corso di catechismo per la prima comunione.

    Una bambina in particolare avrebbe raccontato in lacrime alla madre cosa sarebbe avvenuto nel confessionale. E’ scattata la denuncia, le indagini, poi altri casi, a lungo vagliati dagli inquirenti con il supporto di assistenti sociali. Una brutta storia. Don Nicola era molto conosciuto non solo in parrocchia ma anche nell’intera città. Sulla vicenda c’è il massimo riserbo, soprattutto in parrocchia. Una parrocchia di frontiera conosciuta proprio per il suo servizio ai minori, tanti dei quali sottratti alla strada con l’opera dell’oratorio.

    Daniela Zazzara

  • Inchiesta sul Seminario di Piedimonte d’Alife e sul vescovo Monsignor Scotti (1889)

    Inchiesta sul Seminario di Piedimonte d’Alife e sul vescovo Monsignor Scotti (1889)

    a cura di Armando Pepe

    Pagina principale di riferimento: Documenti sulla Diocesi di Alife in età moderna e contemporanea

    ABBREVIAZIONI

    ASCe= Archivio di Stato di Caserta

    ASCe, Prefettura Gabinetto (1° Versamento), busta 52, fascicolo 622 “Inchiesta sul Seminario di Piedimonte d’Alife e sul vescovo Monsignore Scotti”

    Inchiesta sul Seminario di Piedimonte d’Alife e sul vescovo Monsignore Scotti

    Piedimonte d’Alife, 29 dicembre 1889

    Regia Sotto-Prefettura di Piedimonte d’Alife
    Oggetto: Vescovo di Piedimonte d’Alife

    Illustrissimo signor Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Napoli

    In risposta alla pregevole nota di V. S. Illustrissima del 22 c. m. N° 34577, mi pregio dichiararle quanto appresso:

    1° È purtroppo vero che l’Ordinario di questa Diocesi Monsignor [Antonio] Scotti tiene un contegno di vita e di rapporti col suo clero non rispondente ai bisogni religiosi ed all’Ufficio che a lui è demandato; infatti egli vive completamente isolato e riesce a tutti difficilissimo il poterlo avvicinare; se qualcuno dei Sacerdoti da lui dipendente ha la rara fortuna di essere ricevuto, il prelodato Monsignor Scotti, dopo di averlo ascoltato attentamente, senza interloquire sull’argomento del discorso, lo accomiata con le seguenti parole: “Ha qualcos’altro da dire? A rivederla”.

    2° Non si cura affatto dell’andamento delle cose della sua Diocesi, che egli lascia in completo abbandono; mi si riferisce che in alcune chiese Parrocchiali mancano gli oggetti necessari per celebrare messe.

    3° Non vi è relazione alcuna fra lui e le Autorità locali e fra lui e i principali cittadini del paese. Nel principio del corrente anno [1889] furono a visitarlo l’onorevole Senatore Principe di Piedimonte, l’onorevole Conte Gaetani, il Sottoprefetto del tempo, il Commendatore Ventriglia ed altri, ma Monsignor Scotti non si compiacque di mandar loro neanche un biglietto da visita.

    4° È vero purtroppo che nel decorso anno [1888], in occasione della Festa del Santo Patrono [2 giugno], il Vescovo si pose in urto col Sindaco, che desiderava compiere un’antica ritualità. Per protestare contro questo fatto, ricorrendo nello stesso giorno la Festa dello Statuto, si organizzò una imponentissima dimostrazione al grido di “Viva il Re, viva l’Italia”. In quell’occasione fu scongiurato qualche serio pericolo di disordine, ma fu scongiurato per i prudenti provvedimenti adottati dalle Autorità locali.

    5° Recentemente, per essersi rifiutato al pagamento del nolo di una carrozza da lui richiesto, questa cittadinanza ebbe ad assistere al poco edificante spettacolo di un giudizio intentato contro Monsignor Scotti; vi fu sentenza di condanna e conseguente precetto di pignoramento; il prelodato Monsignor Scotti si decise a pagare soltanto il giorno in cui dovevasi effettuare il detto pignoramento.

    6° Nel decorso mese di Novembre cominciò a circolare la voce pel paese che nel Seminario si commettevano atti immorali da un tal Giuseppe Maietta, Prefetto di camerata e nipote del Rettore signor Gennaro Maietta.
    Per appurare quel che vi fosse di vero nelle dicerie suddette ed anche per conoscere la causa dell’avvenuta espulsione di tre Seminaristi, diedi ordine al Delegato Capo di Pubblica Sicurezza di procedere ad una severa inchiesta.
    Dalle deposizioni raccolte è risultato che realmente il signor Maietta si è reso colpevole del reato di corruzione e di attentato al pudore. Non ho deferito il fatto all’Autorità Giudiziaria perché col nuovo Codice Penale si può contro tali reati procedere soltanto per querela di parte; e ciò è difficile ottenere.
    Monsignor Scotti dichiara che egli ignorava completamente tutto ciò che avveniva di scandaloso nel Seminario; ciò prova, se è vero quello che asserisce, quanto poco si curi delle istituzioni da lui dipendenti.

    7° Il regime del Seminario è affidato a persone incapaci, le quali per il contegno loro mantengono i giovani ricoverati in istato di permanente rivolta, provocata da scarsa vittitazione, da insufficiente insegnamento e da esagerate punizioni.
    Questo stato normale di cose mantiene in continua tensione gli animi e può essere occasione di eventuali disordini.
    Ond’è che io, facendomi interprete dei voti dell’intera cittadinanza, propongo che sia sollecitamente provveduto alla rimozione di Monsignor Scotti come Vescovo di Piedimonte d’Alife essendo tornati inutili i reclami fatti a Sua Eminenza il Cardinale di Benevento.

    Con i sensi della più perfetta considerazione
    Il Sottoprefetto Magaldi

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  • Limatola (BN). Don Jannucci stupra e mette incinta nipote 14enne, mentre Il rettore del seminario di Caserta tenta di fare abortire la ragazzina

    Limatola (BN). Don Jannucci stupra e mette incinta nipote 14enne, mentre Il rettore del seminario di Caserta tenta di fare abortire la ragazzina

    Nell’ottobre 1779 nella Curia di Caserta fu affisso l’editto concorsuale per occupare la parrocchia di Sant’Eligio in Biancano1, rimasta, nel frattempo, vacante. Il sacerdote Giovanni Jannucci, per dodici anni Prefetto del Seminario, provvide celeriter a formalizzare la sua solida candidatura:

    Il sacerdote Giovanni Jannucci della villa di Recale Diocesi di Caserta umilisismo suddito ed oratore dell’Eccellenza Vostra Reverendissima supplicando umilmente l’esporre, come essendo stato affisso l’editto per concorso della vacante chiesa Parocchiale di S. Eligio di Biancano, desidera essere ammesso tra concorrenti a detta chiesa; Ma perché il tutto sa dipendere da (altro…)