Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Faceva spogliare i ragazzini e li fotografava: catechista accusato di violenza su minori

    Faceva spogliare i ragazzini e li fotografava: catechista accusato di violenza su minori

    L’incubo per un sedicenne era iniziato durante un raduno spirituale, organizzato da alcuni suoi familiari in una struttura di Mosso. Il ragazzino, affetto da un disturbo dello sviluppo e da un lieve deficit cognitivo, unico minorenne presente, era infatti stato messo in camera con un catechista cinquantenne della zona, che durante la notte lo aveva convinto a spogliarsi per scattare fotografie molto spinte, inquadrando soprattutto i genitali e indicandogli le pose in cui lo voleva ritrarre. Soltanto qualche giorno dopo, con molto imbarazzo, il giovane aveva rivelato quanto accaduto al nonno. Il pensionato a sua volta ne aveva parlato al parroco, e questo, sapendo come già in precedenza lo stesso catechista, che svolgeva sempre in ambito parrocchiale anche i ruoli di operatore pastorale e di ministro straordinario dell’Eucaristia, fosse stato denunciato qualche mese prima per un episodio molto simile, aveva deciso di chiedere consiglio al vescovo. La risposta era stata netta: bisognava denunciare tutto e subito alle autorità. Soltanto a quel punto l’uomo era stato definitivamente allontanato dall’attività della parrocchia, che, anche per i vari ruoli sostenuti, lo mettevano spesso a contatto con minori.

    Il caso, risalente all’estate del 2016, era quindi finito nelle mani esperte dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, con il luogotenente Tindaro Gullo che, con tutte le cautele del caso, aveva iniziato a cercare i primi riscontri. Sempre Gullo si era infatti occupato un anno prima dell’episodio riguardante lo stesso uomo, accusato di aver portato un altro ragazzo alla Brughiera di Trivero, riuscendo a convincerlo a fare da modello per consentirgli di scattare ancora una volta delle fotografie molto spinte. In pochi giorni, come prevede il protocollo a tutela delle vittime, che richiede indagini rapide e precise, erano stati sentiti i testimoni presenti al raduno spirituale, oltre al parroco, davanti a cui il catechista aveva ammesso l’accaduto, chiedendo di essere aiutato perché gli episodi non si ripetessero, cosa che poi si era invece rifiutato di fare in presenza degli investigatori, che dal canto loro avevano però già raccolto tutte le prove necessarie per concludere le indagini. Il passaggio più delicato aveva riguardato l’incidente probatorio, in cui era stata sentita la vittima. Il ragazzo, in presenza di uno psicologo, aveva rievocato davanti ai carabinieri della Procura, abili nel trovare risposte senza causare ulteriori traumi, terribili ricordi di quella notte da incubo.

    Il meglio delle opinioni e dei commenti, ogni mattina nella tua casella di posta Ieri il catechista, accusato di violenza sessuale, difeso dall’avvocato Domenico Duso, è stato rinviato a giudizio dal gip Paola Rava. Il processo comincerà a inizio giugno ed è possibile che venga riunito con quello relativo all’episodio precedente, dato che si tratta di reati piuttosto simili.
  • «Casa Speranza» è pronta ad accogliere

    «Casa Speranza» è pronta ad accogliere

    La Conferenza Episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta si è riunita a Biella martedì 17 aprile 2018. Questo incontro straordinario richiesto dal vescovo di Biella monsignor Gabriele Mana, ha avuto lo scopo principale di mostrare a tutti i vescovi della Regione Conciliare piemontese la fine dei lavori di «Casa Speranza», una realtà nata in sinergia con la Casa del giovane fondata dal servo di Dio don Enzo Boschetti di Pavia, i Missionari della Consolata di Torino e la Cep.

    Si è desiderata questa casa per offrire uno spazio e un tempo per il sostegno e per il rinnovo del cammino spirituale e pastorale a sacerdoti religiosi che attraversano un periodo di crisi per varie ragioni o che siano inviati dai loro Vescovi o superiori religiosi. Realtà aperta anche a Sacerdoti che desiderano semplicemente trascorrere un periodo per rifondare le scelte vocazionali o per recuperare motivazioni spirituali legate al ministero.

    L’opera iniziata da don Enzo Boschetti rivive il suo carisma aprendosi all’accoglienza di sacerdoti e religiosi che vogliono fare una esperienza di fraternità e di approfondimento delle loro scelte di vita. In Casa Speranza ci sarà una comunità formata da religiosi, da una fa miglia e altri volontari, per assicurare una accoglienza con tutta la varietà del vissuto quotidiano.

    È un servizio e una attenzione che vuole incarnare l’invito di Gesù: «venite a Me, voi che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt.11,20). La vicinanza del Carmelo con le Sorelle claustrali, che assicurano la loro preghiera, è un valore aggiunto al progetto per un ritorno all’essenziale evangelico della vita. Il tentativo di non lasciarci rubare la gioia, imperativo di Papa Francesco, passa anche attraverso il rigenerarsi di coloro che hanno come impegno primario l’annuncio del Vangelo e l’essere testimoni dell’invisibile; il rinnovato entusiasmo del pastore ha una ricaduta sicura su tutta la Comunità.

    Il Vescovo di Biella ha seguito da vicino lo sviluppo del progetto e della sua realizzazione. Terminati i lavori, ora si è pronti per iniziare l’attività di accoglienza che inizierà prima dell’estate. Già da mesi è in diocesi di Biella, per seguire i lavori e prendere visione di questa realizzazione, padre Luciano Zucchetti M. C. che sarà responsabile della comunità di vita presso la Casa Speranza.

    «Casa Speranza» è pronta ad accogliere

  • OSCURANTISMO CATTOLICO

    OSCURANTISMO CATTOLICO

    Papa Francesco ha nominato monsignor Gianni Sacchi, già Vicario generale della diocesi di Biella, nuovo Vescovo di Casale.
    Il Papa ha dunque premiato uno dei principali protagonisti dell’incredibile “errore” sul Padre Giorgio Albertini, ritenuto responsabile di molestie sessuali su minori dalla magistratura brasiliana ma che la Diocesi di Biella aveva accolto come se niente fosse, evitando approfondimenti.
    Ci siamo sbagliati, non ne sapevamo nulla, le sostanziali scuse del Vicario quando l’evidenza, il silenzio accorto della Diocesi, è stato smascherato con la pubblicazione su questo blog  della sentenza di secondo grado (vai al link) . Si veda al riguardo l’intervista a Sacchi su “Il Biellese”, l’arrampicarsi sui vetri per sollevare il Vescovo Mana da qualsiasi responsabilità, immobilismo compreso (vai al link).
    Ed ancora il Papa  premia chi nel Vescovado ha lavorato per la sospensione di Don Andrea Giordano che di don Sacchi ne ha sempre criticato “il costume” e l’opera (vedasi dichiarazioni di don Sacchi a il Biellese a questo link e il blog di http://www.chiesacontrocorrente.it/).
    Papa Francesco, che tanta sciocca Sinistra immagina figura nuova, ci conferma così, coi tempi lunghi per la decisione sul caso Albertini (si attende che muoia) e con la nomina di Sacchi a Vescovo, che l‘oscurantismo cattolico è ancora prevalente e vincente nella curia italiana.
    Allo sconfitto don Perini, rimasto a bocca asciutta (a lui nessuna nomina a Vescovo), l’obbligo di riflettere sull’inutilità (generale e personale) del silenzio accomodante tenuto su questa vicenda (era responsabile delle missioni della Diocesi, non poteva non sapere dei processi di Padre Albertini).
    Si dice normalmente della carità ma anche il silenzio…. è sovente peloso.
    http://arcangelo-gamaz.blogspot.it/2017/07/larcangelo-32-17-oscurantismo-cattolico.html
  • PUNITO A SEGUITO DELLE DENUNCE SU QUANTO AVVIENE ALL’INTERNO DELLA CHIESA

    PUNITO A SEGUITO DELLE DENUNCE SU QUANTO AVVIENE ALL’INTERNO DELLA CHIESA

    Don Andrea Giordano ritorna a fare il sacerdote

    Per quanto ne sappiamo è stato l’unico sacerdote sospeso dalla Curia diocesana in tempi recenti. Ora però, dopo aver scontato la punizione inflittagli dal vescovo la scorsa estate, è ritornato a pieno titolo a essere un componente della chiesa biellese. Il soggetto è don Andrea Giordano, molto conosciuto in città per aver preso i voti ormai non più giovanissimo, dopo una normale esistenza caratterizzata da un’attività da libero professionista – che tuttora conduce – ma soprattutto da una famiglia allietata dalla presenza di prole.
    Non sappiamo come don Andrea Giordano abbia trascorso spiritualmente questo lungo periodo ma certamente non ha smesso di alimentare il suo blog dal quale aveva lanciato alla gerarchia quelle accuse che gli erano costate la sospensione stessa. Com’è altrettanto noto infatti, da anni il sacerdote ha aperto uno spazio virtuale con un nome che è tutto un programma (“chiesacontrocorrente”) attraverso il quale in numerose occasioni ha tuonato contro la gerarchia ecclesiastica locale.
    Tanto per fare qualche esempio, fu proprio lui a coniare il termine “la piazza del faraone” (non è difficile indovinare chi sia il “faraone”) a proposito del rifacimento di piazza Duomo ritenendo che i soldi necessari per l’intervento – una cifra superiore al milione di euro – sarebbero stati spesi meglio in opere per combattere povertà e situazioni di disagio.
    Lasciato praticamente solo anche dalla maggioranza dei confratelli, nel corso del sacerdozio è rimasto pure senza parrocchia, improvvisamente toltagli. Dunque sempre più isolato ma non per questo meno battagliero e desideroso di andare avanti per la strada intrapresa.
    Il sacerdote è diventato oggetto di cronaca con la sua pubblica denuncia dell’esistenza di un confratello condannato per reati di pedofilia mentre si trovava in missione in un Paese dell’America Latina. La notizia, scritta sul blog, fu immediatamente ripresa dagli organi di informazione con tutte le successive forti polemiche.
    La sospensione gli fu notificata ad agosto e lui ovviamente ne diede immediata notizia: «E’ ufficiale e provato – scrisse in quella occasione don Giordano – nella diocesi di Biella, il vescovo Gabriele Mana ha accolto, protetto e nascosto un prete pedofilo condannato dalla giustizia brasiliana, gli ha affidato un incarico in diocesi ma non lo ha sanzionato o sospeso mentre sospende un prete solo reo di raccontare il marcio del sistema».

    http://www.laprovinciadibiella.it/pages/don-andrea-giordano-ritornafaresacerdote-22359.html

  • Sospeso don Andrea Giordano, accusò il vescovo di Biella di aver coperto un prete pedofilo

    Sospeso don Andrea Giordano, accusò il vescovo di Biella di aver coperto un prete pedofilo

    Don Andrea Giordano, il prete che denunciò tramite il suo blog il vescovo di Biella, Gabriele Mana, per aver coperto un prete pedofilo, condannato in Brasile e al quale Mana avrebbe affidato un incarico in diocesi a Biella, è stato sospeso dalle sue attività pubbliche di sacerdote. Lo comunica lo stesso Don Andrea, che sul suo blog ha deciso di pubblicare integralmente la raccomandata che lo sospende, ribadendo inoltre le sue accuse al vescovo Mana. E’ ufficiale e provato , nella diocesi di Biella, il vescovo Gabriele Mana ha accolto protetto e nascosto un prete pedofilo condannato dalla giustizia brasiliana gli ha affidato un incarico in diocesi ma non lo ha sanzionato o sospeso mentre sospende un prete solo reo di raccontare il marcio del sistema .

    Di seguito vi allego, cari amici di Chiesa controcorrente , la lettera ufficiale e formale ( Raccomandata con ricevuta di ritorno , busta anonima )con cui il vescovo di Biella mi sospende per 6 mesi dal celebrare , confessare , conferire sacramenti e sacramentali e predicare , concedendomi la celebrazione privata . La pubblico perché come potrete leggere non contiene, esplicitato , il divieto di divulgazione né la richiesta di riservatezza e poi per trasparenza secondo le parole che Cristo ha rivolto ai fratelli come voi lo siete per me : “ ….. tutto ciò che ho udito dal Padre mio , l’ho fatto conoscere a voi “(Gv. 15,15 ) .

    Domani renderò pubblico per voi il decreto allegato alla lettera . In questi giorni preparerò un dettagliata relazione che invierò , a mia difesa , presso la Congregazione per il Clero , in fondo sono stato condannato e sanzionato senza essere mai stato sentito e mi aspetto ,come giusto che sia , di essere convocato per fare in modo che serenamente la verità emerga …… oggi però dopo avere ricevuto la seguente lettera mi sembra di avere capito che la mia parola di sacerdote di uomo , di cristiano , vale meno di quella di un vescovo e questo non è cristianesimo . Sono sempre stato convinto , per fede , che una situazione come questa , che vivo , fosse risolta sulla scorta di quanto afferma Gesù e che viene riportato da Matteo ( 18,15-17 ) : “ Se tuo fratello ha peccato contro di te ,va’ e convincilo fra te e lui solo . se ti ascolta , avrai guadagnato tuo fratello ,ma se non ti ascolta prendi con te ancora una o due persone , affinchè ogni parola sia confermata per bocca di due o tre testimoni .Se rifiuta d’ascoltarli ,dillo alla chiesa , e ,se rifiuta di ascoltare anche la chiesa sia per te come il pagano e il pubblicano . “ Credo che monsignore coprendo il reato di pedofilia abbia peccato contro la sua comunità e la Chiesa questo è un fatto. Circa il provvedimento che ha preso nei miei confronti , ritengo , sia più a suo danno che a mio soprattutto nell’anno del giubileo della misericordia .

    Quando ho finito di leggere lettera e decreto mi subito mi è venuto in mente ciò che il Cristo ha detto mentre veniva crocifisso : “ Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno “ . Questa la raccomandata che comunica la sospensione. Biella, 5 agosto 2016 preceduto dal n.ro di protocollo Caro don Andrea Giordano , ti scrivo per comunicarti un provvide mento “ disciplinare “ che vuole essere “ medicinale “ in vista di una piena e serena dedizione al ministero al ministero sacerdotale . Sono mosso dal desiderio di una piena comunione , come è stato nei 10 anni di accompagnamento e di discernimento vocazionale , prima della tua ordinazione . In quel tempo mi scrivevi : “ …. ho posto nelle sue mani le chiavi del mio cuore e la direzione della mia vita : la ricerca di Dio in me stesso e nei fratelli “ . E in un’altra occasione : “ …. Questo è il mio atteggiamento di fronte a lei : servizio totale di Dio ,per la sua gloria , per fare la sua volontà , servendo in obbedienza e in miltà la Madre Chiesa con la sua gerarchia ,confortato dalla speranza,animato dalla preghiera ….”. Il degrado del tuo comportamento con continue diffamazioni che riguardano la mia persona , numerosi e benemeriti sacerdoti e anche laici dediti alla testimonianza e al servizio hanno in questi anni compromesso il “ filiale rispetto e obbedienza “che hai promesso nel giorno dell’ordinazione e nel contempo minano la comunione ecclesiale . Sono stato sollecitato da sacerdoti e dai laici ad intervenire per arginare questa deriva .

    Ho pazientato a lungo , nel silenzio , pregando e sperando nel tuo ravvedimento . Anche il tentativo che ho fatto con lettera e colloquio successivo l’hai completamente distorto . Ho informato con tempestività sia personalmente sia per iscritto il Cardinale Prefetto e la Congragazione del Clero , ed ho avuto parere favorevole per l’intervento disciplinare . Ho convocato il Consiglio episcopale , il Collegio dei Consultori e i Vicari Zonali per esaminare la situazione ,ed ho avuto consenso unanime per questo mio provvedimento . In vista del bene del presbiterio e della stessa Diocesi , tenuto conto della incoerenza e della incompatibilità tra ciò che scrivi sul blog e l’esercizio del ministero ,ti notifico questo provvedimento disciplinare : Per sei mesi dal giorno 10 agosto 2016 al giorno 10 febbraio 2017 sei sospeso dall’esercizio pubblico del ministero . Ti revoco le seguenti facoltà: facoltà di celebrare in pubblico sacramenti e sacramentali, in specie la s.Messa con il popolo ; facoltà di ascoltare le confessioni ; facoltà di predicare in chiese e oratori o in occasioni di riunioni di fedeli . Rimane il diritto-dovere della celebrazione privata .

    Per la tua riflessione puoi rileggere i canoni del CIC 273,392 e in special modo l’822,823,831 e 1373 . Caro don Andrea , con sofferenza e dopo lunga attesa, ho dovuto prendere questa decisione che vuole essere “ medicinale “ per te . Ti invito ad accogliere questa decisione nel silenzio,nella riflessione , nella preghiera e nella conversione . Ti dichiaro affetto paterno e fraterno, con la disponibilità ad incontrarti tutte le volte che desideri . Prego il Signore perché ti illumini per non conoscere ulteriore deriva, che pottrebbe condurre a più gravi provvedimenti . Accogli questo intervento , che riguarda la tua identità di presbitero e l’esercizio del tuo ministero , nel silenzio meditativo . Dopo che avrai ricevuto il decreto di revoca, sarei contento , se tu lo desideri , di incontrarti ,nel luogo e nel modo che vuoi , per dialogare e per avviare un percorso di comunione . Sono disponibile in qualunque momento a riprendere e stringere tra le mie mani le tue mani per ricominciare il cammino nel “ filiale rispetto e obbedienza “ . Con affetto ti benedico Timbro e firma

    http://www.quotidianopiemontese.it/2016/08/10/sospeso-don-andrea-giordano-denuncio-il-vescovo-di-biella-per-aver-coperto-un-prete-pedofilo/#_

  • Sull’accusa di pedofilia, marcia indietro della Curia biellese

    Sull’accusa di pedofilia, marcia indietro della Curia biellese

    Dopo il comunicato ufficiale di giovedì scorso, 4 maggio, don Gianni Sacchi, vicario generale, ammette che solo in un secondo momento, il Consiglio Episcopale è venuto a conoscenza della sentenza d’appello emessa dal tribunale brasiliano a carico di don Piergiorgio Albertini.

    Nel giro di poche ore è decisamente cambiata la posizione della Diocesi di Biella sulla delicata vicenda che vede don Piergiorgio Albertini, ex missionario in Amazzonia, Brasile, al centro di una polemica legata ad una condanna per pedofilia. Se in un primo momento, infatti, il Consiglio Episcopale della Diocesi aveva risposto con un lapidario comunicato in cui affermava che “La Diocesi di Biella non è a conoscenza di alcun caso o di casi di pedofilia in cui siano coinvolti sacerdoti incardinati nella Diocesi”, è di ieri un’intervista pubblicata da una testata giornalistica locale in cui don Gianni Sacchi, vicario generale, ammette che in questi casi la palla passa alla Congregazione della Dottrina della Fede. La trasmissione degli atti alla Congregazione evidenzia un netto cambiamento di rotta rispetto alla posizione iniziale e l’ammissione di responsabilità da parte della Curia biellese; una responsabilità legata anche alla carenza e alla frammentarietà delle informazioni ricevute dal vescovo di Borba, Dom Eloi Roggia.

    A questo punto, la procedura è chiara e, di conseguenza, non lascia spazio ad interpretazioni di sorta. Il Vescovo di Biella, Monsignor Gabriele Mana, dovrà attendere che venga compiuta questa valutazione in modo da recepire la decisione che gli verrà comunicata da Roma.

    Dal punto di vista giudiziario, invece, la vicenda che vede protagonista don Albertini è ormai chiusa. La sopravvenuta prescrizione ha estinto la pena.

    Secondo quanto affermato da don Sacchi, al sacerdote di origine biellese, ormai anziano e malato, non è stata comunque affidata alcuna responsabilità pastorale diretta. Sembra che viva in un alloggio privato e che celebri messa solo all’interno di un convento di clausura.

    http://www.newsbiella.it/2016/05/07/leggi-notizia/argomenti/attualita-1/articolo/sullaccusa-di-pedofilia-marcia-indietro-della-curia-biellese.html

  • Don Albertini, condannato a 7 anni in Brasile, ma la Curia lo spaccia per innocente. Papa Francesco interverrà?

    Don Albertini, condannato a 7 anni in Brasile, ma la Curia lo spaccia per innocente. Papa Francesco interverrà?

    DANIELE PASQUARELLI – BIELLA – Un sacerdote biellese, Piergiorgio Albertini, 76 anni, già viceparroco a Campore Falcero e ora ospitato dalle suore di clausura di Trivero, è stato condannato nel 2014 dal tribunale brasiliano dell’«Estado de Amazonas» a 7 anni di reclusioneper abusi sessuali nei confronti di bambina di nove, riformando una precedente condanna a 9 anni. Il giudice però, pur riconoscendo «che è innegabile la presenza di prove sufficienti a dimostrare che il ricorrente Albertini abbia praticato atti di libidine contro la vittima», ha estinto la responsabilità penale per avvenuta prescrizione. «Dal ricevimento della denuncia – scrive il magistrato- fino alla condanna sono infatti trascorsi più di 7 anni» quando il termine previsto è di sei.

    Clicca qui per leggere la sentenza

    La storia

    Gli abusi contestati risalgono a quando il sacerdote era in Brasile. Nel ’97 padre Piergiorgio, già missionario della Consolata, viene incardinato dall’allora vescovo Massimo Giustetti nel clero della diocesi di Biella e autorizzato a continuare il servizio nella prelazia di Borba, come sacerdote «fidei donum». Nel 2010 le prime notizie dei presunti abusi: il sacerdote si dichiara innocente, ma il vescovo di Borba lo sospende «a divinis» e avvisa il vescovo di Biella, che lo invita a restare in Brasile in attesa della sentenza definitiva. Il 7 aprile di due anni fa la condanna e l’estinzione della responsabilità penale. Tanto basta al vescovo di Borba in Brasile per riammettere nel pieno esercizio del ministero lo stesso sacerdote, dieci giorni dopo, durante la messa del Giovedì Santo. A conclusione definitiva del procedimento il vescovo di Biella chiede il rientro in diocesi del sacerdote, anche a motivo dell’età e della salute.

    La denuncia

    Solo in questi giorni però la vicenda sale alla ribalta della cronaca. A sollevare il caso è Andrea Giordano, il sacerdote «ribelle» (vedovo e padre di tre figli) nel suo blog Chiesacontrocorrente: «Come scriveva Santa Caterina da Siena, avete taciuto abbastanza . E’ ora di finirla di stare zitti . Gridate con centomila lingue . Io vedo che a forza di fare silenzio il mondo è marcito». L’articolo del religioso, rilanciato anche sui social dal «fustigatore» Daniele Gamba nel suo blog l’Arcangelo e ripreso dal bisettimanale La Nuova Provincia, solleva un polverone che convince la curia e il vescovo Gabriele Mana a prendere una posizione.

    Clicca qui per leggere il comunicato del Consiglio episcopale

    La Curia

    «Con amarezza si deve constatare l’uso della diffamazione e della calunnia come mezzo di comunicazione – scrive tra l’altro Consiglio episcopale -. Il 7 aprile 2014 don Albertini è stato assolto dall’accusa dal Tribunale civile brasiliano. La Diocesi di Biella non è a conoscenza di alcun caso o di casi di pedofilia in cui siano coinvolti sacerdoti incardinati».

     http://www.lastampa.it/2016/05/04/edizioni/biella/abusi-su-una-bambina-in-brasile-il-sacerdote-non-punibile-per-intervenuta-prescrizione-kKoy0uwIzBfrUPk5ECBlVN/pagina.html
  • La curia ammette: “Su don Piergiorgio Albertini abbiamo sbagliato”

    La curia ammette: “Su don Piergiorgio Albertini abbiamo sbagliato”

    La curia biellese fa retromarcia sulla vicenda del prete pedofilo. Lo fa tramite il vicario generale monsignor Gianni Sacchi che, in un’intervista a il Biellese, ammette che il comunicato emesso dal consiglio episcopale leggi il comunicato  è stato un errore.

    “Quando è stato diffuso il nostro comunicato – dice mons. Sacchi – eravamo in possesso delle informazioni in esso contenute, ovvero che don Piergiorgio Albertini era stato assolto. Solo dopo siamo venuti in possesso della sentenza d’appello del tribunale (che conferma la condanna nei confronti del sacerdote – ndr).

    Dal punto di vista giudiziario la vicenda è conclusa perché la prescrizione ha estinto la pena. Sulle azioni di cui è stato accusato don Albertini resta però aperto il giudizio all’interno della chiesa e soprattutto quello davanti a Dio”.

    Parole forti e chiare che cancellano le ombre che si erano addensate sulla curia biellese e che fanno onore al vicario.

    http://www.laprovinciadibiella.it/pages/la-curia-ammettedon-piergiorgio-albertini-abbiamo-sbagliato-17354.html

  • «In Diocesi non ci sono preti pedofili»

    «In Diocesi non ci sono preti pedofili»

    BIELLA – «La Diocesi di Biella non è a conoscenza di alcun caso o di casi di pedofilia in cui siano coinvolti sacerdoti incardinati nella Diocesi. La totale trasparenza richiesta da papa Benedetto XVI, papa Francesco e da tutta la chiesa italiana trova il più pieno consenso nella nostra Diocesi, laddove i fatti vengano circostanziati e denunciati all’autorità competente».

    E’ quanto si legge in un lungo comunicato stampa diffuso ieri dal Consiglio episcopale della Diocesi di Biella, in merito a notizie apparse su un blog e poi riprese nella rubrica di Daniele Gamba “L’Arcangelo” e ieri dal giornale La Provincia in merito a presunti casi di pedofilia che hanno visto protagonisti preti della diocesi di Biella.

    Tutto nasce da un blog tenuto da don Andrea Giordano in cui si parla di un prete che è stato condannato per pedofilia al di fuori dell’Italia. Don Andrea Giordano scrive di aver avvisato il vescovo ma che in Diocesi non vola una mosca sull’argomento. Argomento che viene ripreso, invece, da Daniele Gamba sul suo “Arcangelo”, in cui svela il nome del prete: si tratta di don Piergiorgio Albertini, missionario biellese nella parrocchia di Cristo Rei, città di Borga, in Brasile. Gamba aggiunge: «Sarebbe di estremo interesse che la Diocesi di Biella risponda non tanto a don Andrea Giordano ma illustrando ai propri fedeli le vicende processuali che portarono nel 2013 alla condanna a 9 anni di reclusione per abusi su minori nei confronti del don.

    Alla sentenza emessa il 26 febbraio 2013 dal giudice Eliezer Fernandes Júnior seguì ricorso e la Primeira Câmara Criminal do Tribunal de Justiça do Amazonas ha ritenuto prescritto il reato (i fatti erano avvenuti nel 1993). Il sacerdote, beneficiando sostanzialmente della lentezza della giustizia brasiliana, è uscito indenne dalla vicenda processuale, ha ottenuto il passaporto, è rientrato nel biellese ove officia nell’area di Mosso-Trivero».
    Enzo Panelli

  • Consiglio episcopale: «Diffamazioni e calunnie su don Albertini»

    Consiglio episcopale: «Diffamazioni e calunnie su don Albertini»

    La diocesi di Biella ha diffuso un comunicato stampa, dopo la pubblicazione di alcuni articoli dove vengono ricordate le vicende giudiziarie per pedofilia del sacerdote, durante la sua permanenza in Brasile

    BIELLA – La Diocesi di Biella ha diffuso il seguente comunicato che pubblichiamo integralmente.

    «Con amarezza si deve constatare l’uso della diffamazione e della calunnia come mezzo di comunicazione. Riguardo alle notizie apparse riguardanti un sacerdote diocesano si deve precisare quanto segue.

    Il sacerdote Piergiorgio Albertini è nato a Ginevra (Svizzera) il 4 luglio 1940, da una famiglia biellese. Diviene religioso e sacerdote dei missionari della Consolata di Torino, ricevendo l’ordinazione il 17 dicembre 1966. Nell’anno 1997, lasciando i Missionari della Consolata, viene incardinato da mons. Massimo Giustetti nel clero della diocesi di Biella, continuando il servizio nella prelazia di Borba, in Brasile come sacerdote fidei donum, con generosità in mezzo ai poveri.

    Nel 2010 si viene a sapere di accuse di abusi sessuali su minori. Il Vescovo di Borba in Brasile emette il decreto preventivo di ‘sospensione a divinis’ in attesa del processo civile, e invia copia per conoscenza al Vescovo di Biella. Il Vescovo di Biella chiede a don Albertini di restare in Brasile fino al termine dei processi per non sottrarsi alle responsabilità, laddove venissero accertate. Intanto il sacerdote protesta la sua innocenza. Il 7 aprile 2014 don Albertini è assolto dall’accusa dal Tribunale civile dello Stato dell’Amazzonia in Brasile. Il 17 aprile 2014 il Vescovo di Borba in Brasile annulla il decreto di sospensione e riammette nel pieno esercizio del ministero lo stesso sacerdote durante la S. Messa Crismale del Giovedì Santo.

    A conclusione definitiva del procedimento il Vescovo di Biella chiede il rientro in diocesi del sacerdote, anche a motivo dell’età e della salute. Di tutto questo dà comunicazione al Consiglio Presbiterale. Il Vescovo di Borba, il 7 settembre 2014 al rientro in Italia di don Albertini in Italia scrisse: ‘Trascorsi 25 anni di presenza missionaria nella Prelazia di Borba ritengo di dover ringraziare molto il Signore e padre Albertini per la sua presenza, per la sua dedizione e per la sua vita missionaria’.

    Al rientro in Italia, a don Albertini, alla soglia dei 75 anni di età, non è stato affidato alcuna responsabilità pastorale diretta. La Diocesi di Biella non è a conoscenza di alcun caso o di casi di pedofilia in cui siano coinvolti sacerdoti incardinati nella Diocesi. La totale trasparenza richiesta da papa Benedetto XVI, papa Francesco e da tutta la chiesa italiana trova il più pieno consenso nella nostra Diocesi, laddove i fatti vengano circostanziati e denunciati all’autorità competente. La diffamazione di persone dichiarate innocenti dal Tribunale è un pessimo metodo di comunicazione di cui si risponde davanti a Dio e, nel caso, anche davanti alla giustizia dei tribunali umani».

    BIELLA – La Diocesi di Biella ha diffuso il seguente comunicato che pubblichiamo integralmente.

    «Con amarezza si deve constatare l’uso della diffamazione e della calunnia come mezzo di comunicazione. Riguardo alle notizie apparse riguardanti un sacerdote diocesano si deve precisare quanto segue.

    Il sacerdote Piergiorgio Albertini è nato a Ginevra (Svizzera) il 4 luglio 1940, da una famiglia biellese. Diviene religioso e sacerdote dei missionari della Consolata di Torino, ricevendo l’ordinazione il 17 dicembre 1966. Nell’anno 1997, lasciando i Missionari della Consolata, viene incardinato da mons. Massimo Giustetti nel clero della diocesi di Biella, continuando il servizio nella prelazia di Borba, in Brasile come sacerdote fidei donum, con generosità in mezzo ai poveri.

    Nel 2010 si viene a sapere di accuse di abusi sessuali su minori. Il Vescovo di Borba in Brasile emette il decreto preventivo di ‘sospensione a divinis’ in attesa del processo civile, e invia copia per conoscenza al Vescovo di Biella. Il Vescovo di Biella chiede a don Albertini di restare in Brasile fino al termine dei processi per non sottrarsi alle responsabilità, laddove venissero accertate. Intanto il sacerdote protesta la sua innocenza. Il 7 aprile 2014 don Albertini è assolto dall’accusa dal Tribunale civile dello Stato dell’Amazzonia in Brasile. Il 17 aprile 2014 il Vescovo di Borba in Brasile annulla il decreto di sospensione e riammette nel pieno esercizio del ministero lo stesso sacerdote durante la S. Messa Crismale del Giovedì Santo.

    A conclusione definitiva del procedimento il Vescovo di Biella chiede il rientro in diocesi del sacerdote, anche a motivo dell’età e della salute. Di tutto questo dà comunicazione al Consiglio Presbiterale. Il Vescovo di Borba, il 7 settembre 2014 al rientro in Italia di don Albertini in Italia scrisse: ‘Trascorsi 25 anni di presenza missionaria nella Prelazia di Borba ritengo di dover ringraziare molto il Signore e padre Albertini per la sua presenza, per la sua dedizione e per la sua vita missionaria’.

    Al rientro in Italia, a don Albertini, alla soglia dei 75 anni di età, non è stato affidato alcuna responsabilità pastorale diretta. La Diocesi di Biella non è a conoscenza di alcun caso o di casi di pedofilia in cui siano coinvolti sacerdoti incardinati nella Diocesi. La totale trasparenza richiesta da papa Benedetto XVI, papa Francesco e da tutta la chiesa italiana trova il più pieno consenso nella nostra Diocesi, laddove i fatti vengano circostanziati e denunciati all’autorità competente. La diffamazione di persone dichiarate innocenti dal Tribunale è un pessimo metodo di comunicazione di cui si risponde davanti a Dio e, nel caso, anche davanti alla giustizia dei tribunali umani».

    http://biella.diariodelweb.it/biella/articolo/?nid=20160504_381463