Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Brescia

  • Il Papa annuncia provvedimenti e convoca i vescovi irlandesi

    Il Papa annuncia provvedimenti e convoca i vescovi irlandesi

    Preti pedofili, oltre 100 casi in Germania
    LO SCANDALO. Coinvolte scuole dei gesuiti
    Il Papa annuncia provvedimenti e convoca i vescovi irlandesi

    • 16/02/2010
      Il Papa con i vescovi irlandesi

    BERLINO
    Continua ad allargarsi in Germania lo scandalo degli abusi sessuali in un prestigioso collegio gesuita di Berlino, che secondo la stampa potrebbe scuotere le fondamenta della Chiesa cattolica tedesca, proprio come è già successo negli Stati Uniti e in Irlanda.
    I fatti risalgono agli anni Settanta e Ottanta, ma da quando sono venuti alla luce – il 28 gennaio scorso – hanno provocato non poco imbarazzo nei gesuiti, che potrebbero anche essere costretti a risarcire alcune delle vittime. Finora si pensava che queste fossero circa 30, tutti ragazzi adolescenti che frequentavano il collegio Canisius di Berlino. Ieri, invece, il rettore dell’istituto, Klaus Mertes, ha parlato di un livello «a tre cifre», e l’avvocatessa dell’ordine dei gesuiti, Ursula Raue, ha confermato che si tratta di oltre 100 persone. La Raue dovrà presentare un primo rapporto ai gesuiti entro questa settimana, ma già sono arrivate le richieste di risarcimento. «Otto o nove vittime vorrebbero un indennizzo finanziario», ha detto Manuela Groll, legale delle vittime.
    Sono emersi altri 12 casi nella diocesi di Hildesheim (Bassa Sassonia), che si aggiungono a quelli venuti alla luce nelle ultime settimane in scuole dell’ordine di S. Ignazio. Un’inchiesta del settimanale «Der Spiegel» pubblicata la settimana scorsa, ha accertato, in 24 delle 27 diocesi della Germania (tre non hanno risposto), un totale di 94 religiosi o laici sospettati di abusi sessuali, dal 1995 a oggi.
    Intanto i vescovi irlandesi definiscono «molto seria» la vicenda degli abusi e Benedetto XVI ha promesso una lettera pastorale con importanti provvedimenti, allo studio da mesi e ora giunti probabilmente al traguardo, invitando a mettere avanti a tutto le sofferenze e i diritti delle vittime. Alla messa in memoria del defunto card. Cahal Daly all’Irish college di Roma, il responsabile per le Comunicazioni della Conferenza episcopale irlandese, mons. Joseph Duffy, non ha esitato ad ammettere «molto francamente quello che sanno tutti».
    Una prova «dolorosa» quella che sta attraversando la comunità cattolica irlandese che vede «alcuni uomini di Chiesa coinvolti in atti particolarmente esecrabili», ha detto il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone. Per questo il Papa ha convocato i vescovi irlandesi in Vaticano per la terza volta in sette mesi, un incontro di un giorno e mezzo a porte chiuse, con sospese fino al’una di oggi ogni attività.

  • Preti pedofili, oltre 100 casi in Germania

    Preti pedofili, oltre 100 casi in Germania

    http://www.bresciaoggi.it/stories/Italia%2…si_in_germania/

    Preti pedofili, oltre 100 casi in Germania
    LO SCANDALO. Coinvolte scuole dei gesuiti
    Il Papa annuncia provvedimenti e convoca i vescovi irlandesi

    Il Papa con i vescovi irlandesi

    BERLINO
    Continua ad allargarsi in Germania lo scandalo degli abusi sessuali in un prestigioso collegio gesuita di Berlino, che secondo la stampa potrebbe scuotere le fondamenta della Chiesa cattolica tedesca, proprio come è già successo negli Stati Uniti e in Irlanda.
    I fatti risalgono agli anni Settanta e Ottanta, ma da quando sono venuti alla luce – il 28 gennaio scorso – hanno provocato non poco imbarazzo nei gesuiti, che potrebbero anche essere costretti a risarcire alcune delle vittime. Finora si pensava che queste fossero circa 30, tutti ragazzi adolescenti che frequentavano il collegio Canisius di Berlino. Ieri, invece, il rettore dell’istituto, Klaus Mertes, ha parlato di un livello «a tre cifre», e l’avvocatessa dell’ordine dei gesuiti, Ursula Raue, ha confermato che si tratta di oltre 100 persone. La Raue dovrà presentare un primo rapporto ai gesuiti entro questa settimana, ma già sono arrivate le richieste di risarcimento. «Otto o nove vittime vorrebbero un indennizzo finanziario», ha detto Manuela Groll, legale delle vittime.
    Sono emersi altri 12 casi nella diocesi di Hildesheim (Bassa Sassonia), che si aggiungono a quelli venuti alla luce nelle ultime settimane in scuole dell’ordine di S. Ignazio. Un’inchiesta del settimanale «Der Spiegel» pubblicata la settimana scorsa, ha accertato, in 24 delle 27 diocesi della Germania (tre non hanno risposto), un totale di 94 religiosi o laici sospettati di abusi sessuali, dal 1995 a oggi.
    Intanto i vescovi irlandesi definiscono «molto seria» la vicenda degli abusi e Benedetto XVI ha promesso una lettera pastorale con importanti provvedimenti, allo studio da mesi e ora giunti probabilmente al traguardo, invitando a mettere avanti a tutto le sofferenze e i diritti delle vittime. Alla messa in memoria del defunto card. Cahal Daly all’Irish college di Roma, il responsabile per le Comunicazioni della Conferenza episcopale irlandese, mons. Joseph Duffy, non ha esitato ad ammettere «molto francamente quello che sanno tutti».
    Una prova «dolorosa» quella che sta attraversando la comunità cattolica irlandese che vede «alcuni uomini di Chiesa coinvolti in atti particolarmente esecrabili», ha detto il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone. Per questo il Papa ha convocato i vescovi irlandesi in Vaticano per la terza volta in sette mesi, un incontro di un giorno e mezzo a porte chiuse, con sospese fino al’una di oggi ogni attività.

  • Al sacerdote, ex vicerettore del seminario, era affidata la parrocchia di un paese

    Al sacerdote, ex vicerettore del seminario, era affidata la parrocchia di un paese

    BRESCIA – Per 5 anni era stato il vicerettore del seminario di Brescia poi, settembre ’99, la curia di Brescia gli ha affidato la parrocchia di Ome. Giovedì mattina, molto presto, i carabinieri hanno suonato in canonica. Da allora don Luigi Facchi, 42 anni, in paese non s’è più visto. Indagato per pedofilia, dopo un primo interrogatorio gli è stato notificato l’obbligo di dimora in un altro comune. Una misura cautelativa disposta dal pm in attesa di completare gli accertamenti.

    Con il sacerdote sono stati sentiti, come testi, il gestore del cinema dell’oratorio e una donna, anche lei vicina alla vita parrocchiale.
    Ome, 2.500 abitanti sui colli della Franciacorta, la chiesa con l’imponente campanile, l’oratorio con i campi di calcio e di basket affollati anche ieri: il paese non riesce a credere che le tentazioni che hanno travolto
    tanti preti americani possano gettare ombre anche sulle tonache di qui.

    Qualcuno però ricorda un caso analogo, anni Sessanta.
    In quasi tre anni di attività pastorale don Luigi ha portato una ventata di simpatia, di calda umanità. E la denuncia che ha fatto scattare le indagini – a promuoverla sono stati i genitori di un ragazzino – pur recente, si riferirebbe a un episodio «vecchio», lontano da Ome, quando l’ attuale parroco era curato in un altro centro del Bresciano. All’«obbligo di dimora» si è comunque giunti dopo meticolose indagini, comprese le intercettazioni telefoniche. E sarebbe stato proprio l’ascolto di alcuni colloqui di don Luigi a convincere gli inquirenti a intervenire.

    Finora nessuna presa di posizione delle autorità ecclesiastiche. Il vescovo di Brescia, Giulio Sanguineti, tornerà solo domani da una missione in Libano e in curia don Luigi è ritenuto un sacerdote irreprensibile. «Nel clima di sospetto che c’è oggi – dice un prete che lo ha conosciuto – basta il gesto più innocente per scatenare le accuse più infamanti. Non vorrei che don Luigi sia vittima di una storia come questa».

    http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=INTERNI&doc=BO

  • Pedofilia. Assolte in appello le suore di Cazzano Sant’Andrea

    Pedofilia. Assolte in appello le suore di Cazzano Sant’Andrea

    Stralci dal processo contro le suore assolte oggi

    QUESTO SIGNOR GIORNO SI PRESENTAVA ALL’ASILO E SI FACEVA TOCCARE IL PISELLO CHE USCIVA DA UNA MUTANDA NERA CON UNA SPECIE DI BUCO.

    IL PISELLO…OGNI TANTO STAVA GIU’ MA QUANDO VENIVA TOCCATO CON LE MANI O CON LA BOCCA SI RADDRIZZAVA E QUESTO PISELLO, INSOMMA, AVEVA LA BOCCA E OGNI TANTO, SE NON SI STAVA ATTENTI, SPUTAVA IN FACCIA.

    …I MIEI AMICI DOVEVANO ANDARCI CON LE MANI E POI ANCHE LE MANI PUZZAVANO E LORO AVEVANO SCHIFO.

    LORO SI METTEVANO SU DI UNO SGABELLO APRIVANO LE GAMBE E NOI ANDAVAMO SOTTO IL GONNELLONE E DOVEVAMO TOCCARE E BACIARE LA PATATINA CHE PERò ERA SENZA PELI, PUZZAVA E AVEVA UN BUCO.
    POI A VOLTE SI VOMITAVA.

    DOMANDA:
    QUANDO HAI PARLATO DI PATATINA PARLAVI DI UNA SUORA SPECIFICA O DI TUTTE E DUE?
    DI TUTTE E DUE.


    Corte d’Appello – La Corte d’Appello di Brescia, presieduta dal dottor Mario Sannite, ha assolto due suore Orsoline accusate di abusi sessuali in un asilo di Cazzano Sant’Andrea.
    Assolte le due suore accusate di abusi all’asilo

    La Corte d’Appello di Brescia, presieduta dal dottor Mario Sannite, ha assolto due suore Orsoline accusate di abusi sessuali in un asilo di Cazzano Sant’Andrea. La difesa, rappresentata dal prof. Guglielmo Gulotta e dall’avv. Mauro Angarano, ha sostenuto che tutto nasceva da alcune madri preoccupate che avevano interrogato i loro bambini, ottenendo risposte equivoche, e da alcuni genitori dell’asilo che si erano “reciprocamente suggestionati fino a credere ciò che temevano essere accaduto”. Le suore – ripercorre la difesa – erano state condannate in primo grado dal Tribunale di Bergamo, assolte dalla Corte d’Appello di Brescia, ma la sentenza era stata annullata con rinvio a questa sezione della Corte d’Appello che mercoledì 27 maggio ha deciso sul caso.
    Giovedi 28 Maggio 2009

  • Sette anni e mezzo a don Baresi

    Sette anni e mezzo a don Baresi

    mercoledì 20 maggio 2009
    (red.) L’accusa aveva chiesto una pena di 10 anni (leggi qui), ma la prima sezione penale del tribunale di Brescia presiedura da Enrico Fischetti ha condannato don Marco Baresi a sette anni e sei mesi di reclusione per pedofilia e detenzione di materiale pedopornografico.
    Si è concluso così, questa mattina di mercoledì e con una dura sentenza, il processo di primo grado a carico del sacerdote di Chiari, ex vicerettore del seminario vescovile di via Bollani a Mompiano.
    Il religioso era accusato di abusi sessuali compiuti nel 2004 a carico di un giovane seminarista, all’epoca dei fatti minorenne. E per questo era stato arrestato nel settembre del 2007 (vai alla notizia).
    La difesa aveva chiesto l’assoluzione (leggi l’articolo)

    http://www.quibrescia.it/index.php?/content/view/12419/1/

    Abusi, condannato don Baresi
    LA SENTENZA. La decisione dei giudici al termine del processo iniziato lo scorso 4 novembre. Contro il sacerdote le pesanti accuse di un diciottenne
    Sette anni e mezzo all’ex vicerettore del seminario diocesano per diffusione di materiale pedopornografico e per i rapporti con un ragazzo minorenne

    21/05/2009

    Ha abusato di un ragazzino che frequentava la scuola media al Seminario e ha diffuso materiale pedopornografico scaricando da eMule centinaia e centinaia di files dal contenuto inequivocabile e archiviandoli su un hard disk esterno da cui sono stati cancellati in maniera maldestra. Per i giudici del processo di primo grado don Marco Baresi, ex vicerettore del seminario diocesano di via Bollani, è colpevole dei reati che gli sono stati contestati. Il sacerdote, ai domiciliari dal novembre di due anni fa, è stato condannato ieri mattina a sette anni e mezzo. Per il sacerdote l’accusa aveva chiesto una condanna a 10 anni.
    LA SENTENZA è stata letta dal presidente del collegio giudicante Enrico Fischetti dopo una camera di consiglio di due ore, al termine di un lungo processo iniziato lo scorso 4 novembre, che ha richiesto pure una perizia informatica supplementare sul contenuto del computer portatile usato dal sacerdote. A «inchiodare» il prete le accuse di un ragazzino che due anni fa, poco prima dell’arresto del sacerdote effettuato il 27 novembre, aveva raccontato di aver avuto rapporti sessuali con don Marco qualche anno prima, quando non aveva nemmeno quattordici anni, e frequentava la scuola media al Seminario. Dalla scuola il ragazzino era stato allontanato per una serie di problemi , ma non aveva raccontato nulla nè ai genitori, nè agli amici. Il ragazzino si era confidato con una psicologa che lo seguiva per altri problemi, la professionista aveva avvisato i genitori e era stata formalizzata la denuncia in questura.
    GLI INVESTIGATORI si erano mossi con i piedi di piombo, l’attendibilità e la credibilità del ragazzino era stata valutata da esperti. Il 27 novembre per don Baresi erano scattate le manette. Il sacerdote aveva trascorso la notte in carcere e il giorno successivo il giudice aveva concesso gli arresti domiciliari. La verifica del computer aveva riservato qualche sorpresa. Nell’hard disk del portatile in uso al prete, senza alcuna password d’ingresso, il consulente aveva trovato traccia di ben seicento file dal contenuto pedopornografico cancellati nei giorni immediatamente precedenti all’arresto.
    I file erano transitati dal computer, tutti scaricati da Internet su un programma di «condivisione». Sulla possibilità che il computer fosse stato usato da altre persone si è concentrata la difesa del sacerdote, ma don Baresi non ha mai precisato chi poteva avere accesso alla tastiera del suo portatile, non ha svelato chi poteva entrare nel suo ufficio e nella sua stanza.
    A sfavore del sacerdote anche il riesame chiesto a dicembre dal difensore, l’avvocato Luigi Frattini. Per i giudici a carico del sacerdote sussistevano «gravi indizi di colpevolezza». Indizi che non hanno consentito la revoca dei domiciliari a cui il sacerdote è ancora sottoposto, benchè possa incontrare i giovani del gruppo che lo sostiene.
    PIENO SOSTEGNO al sacerdote dalla Curia. «Prendiamo atto – si legge nella nota di don Adriano Bianchi, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali – con rispetto della decisione del Tribunale di primo grado, consapevoli che ogni cittadino ha diritto a essere considerato innocente fino a sentenza definitiva. Condanniamo ogni crimine che offende chi è debole, soprattutto quando le vittime sono minori. Abbiamo fiducia che don Marco Baresi saprà dimostrare davanti ai giudici e alla comunità civile ed ecclesiale la sua estraneità ai fatti. Ciò che ci preme è che al più presto si faccia chiarezza su tutta la vicenda perchè la verità renda giustizia e serenità a quanti sono stati coinvolti».
    « La chiesa bresciana – conclude la nota – vive questo momento con sentimenti di preghiera e di solidarietà profonda».
    Wilma Petenzi

  • PRETE CONDANNATO PER PEDOFILIA, LA CURIA, DIMOSTRERA’ INNOCENZA

    PRETE CONDANNATO PER PEDOFILIA, LA CURIA, DIMOSTRERA’ INNOCENZA

    PRETE CONDANNATO PER PEDOFILIA, LA CURIA, DIMOSTRERA’ INNOCENZA

    (AGI) – Brescia, 20 mag. – Dopo che i giudici di Brescia hanno condannato stamani Don Marco Baresi – vicerettore del seminario diocesano in citta’ – a sette anni e sei mesi di carcere per violenza sessuale aggravata e continuata ai danni di un suo ex allievo minorenne e per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, la Curia si e’ espressa con un comunicato: “Prendiamo atto con rispetto della decisione del Tribunale di primo grado, consapevoli che ogni cittadino ha diritto ad essere considerato innocente fino a sentenza definitiva – si legge nella nota diffusa -. Condanniamo ogni crimine che offende chi e’ debole, soprattutto quando le vittime sono minori.

    Abbiamo fiducia che don Marco Baresi sapra’ dimostrare davanti ai giudici e alla comunita’ civile ed ecclesiale la sua estraneita’ ai fatti. Cio’ che ci preme e’ che al piu’ presto si faccia chiarezza su tutta la vicenda perche’ la verita’ renda giustizia e serenita’ a quanti sono stati coinvolti. La Chiesa bresciana vive questo momento con sentimenti di preghiera e di solidarieta’ profonda”.

    http://www.agi.it/milano/notizie/200905201…trera_innocenza

  • Don Baresi chiede l’assoluzione

    Don Baresi chiede l’assoluzione

    Lunedì, 11 maggio 2009 18:06:38

    (red.) E’ stata la volta della difesa di don Marco Baresi, questa mattina, nel processo che vede imputato l’ex vice rettore del seminario vescovile di via Bollani a Mompiano, Brescia, accusato di pedofilia e abusi sessuali nei confronti di un giovane seminarista all’epoca dei fatti minorenne e di detenzione di materiale pedopornografico.
    La settimana scorsa, l’accusa aveva chiesto dieci anni di carcere (vedi qua). Lunedì il suo avvocato, Luigi Frattini, ha chiesto l’assoluzione per il prete, che si trova ancora agli arresti domiciliari nella casa dei genitori dopo l’arresto del 27 novembre di due anni fa.
    Durante il processo a porte chiuse, il ragazzo che ha denunciato Baresi ha ribadito la sua versione dei fatti. La sentenza è attesa il 20 maggio.

    http://www.quibrescia.it/index.php?/content/view/12253/1/

  • La sentenza – La Corte d’Appello di Brescia ha confermato la condanna a 4 anni

    La sentenza – La Corte d’Appello di Brescia ha confermato la condanna a 4 anni

    La sentenza – La Corte d’Appello di Brescia ha confermato la condanna a 4 anni di reclusione per il prete che nel 2004 molestò una undicenne del paese, già abusata da un villeggiante milanese oggi 65enne, condannato a sua volta a 6 anni. Il religioso inviò anche alcuni sms compromettenti alla ragazzina pregandola di non parlare.

    La corte d’appello di Brescia ha confermato la sentenza di primo grado emessa un anno fa dal tribunale di Bergamo a carico di Don Matteo Diletti, 37 anni, e Ugo Cattaneo, 65 anni, milanese, condannati rispettivamente a 4 e 6 anni di carcere per abusi sessuali nei confronti di una bambina di Vilminore di Scalve.

    Tutto iniziò nel 2002, quando la vittima, che all’epoca era appena 11enne, iniziò a subire le attenzioni di Cattaneo, suo vicino di casa. La bambina nel 2004 si decise a confidarsi con la madre, che la indirizzò in oratorio pensando che lì avrebbe trovato un ambiente amico in cui poter dimenticare. Qui conobbe don Diletti, che però, secondo l’accusa, di lì a poco iniziò a sua volta ad abusare di lei. Quando la ragazzina si decise a raccontare anche queste molestie, il prete iniziò a mandarle alcuni sms compromettenti, pregandola di non dire nulla a nessuno dei loro incontri.
    Una brutta storia che ha diviso il paese, tanto che al processo si sono presentati alcuni abitanti inneggianti all’innocenza dell’ex curato. Innocenza cui evidentemente il giudice non ha creduto: è stata infatti respinta la richiesta di attenuanti per la lievità dei fatti avanzata dal procuratore generale a vantaggio del prete. La corte d’appello ha infatti accolto la tesi del difensore di parte civile, l’avvocato Stefano Paganelli, che ha sottolineato come anzi don Diletti avesse approfittato del fatto che la giovane si fosse fidata di lui.
    Oggi la ragazza, 17enne, vive lontano dalla famiglia, studia altrove ospitata da una parente e torna in paese solo il fine settimana.

  • Abusi sessuali su un seminarista: «Dieci anni al don»

    Abusi sessuali su un seminarista: «Dieci anni al don»

    di MARIO PARI

    BRESCIA A POCHI MESI dall’inizio del processo è arrivata la richiesta di pena. Il Pm Simone Marcon ha concluso la requisitoria contro don Marco Baresi, ex vicerettore del seminario di Brescia, accusato di pedofilia. Il magistrato ieri ha chiesto una condanna di 10 anni di reclusione.

    Don Baresi è stato rinviato a giudizio non solo con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di un ex alunno del seminario, ma anche di detenzione di materiale pedopornografico. I fatti risalirebbero ad alcuni anni orsono. La vittima dei presunti abusi raccontò tutto a una psicologa prima ancora che ai genitori. Questo era potuto accadere poiché il ragazzo era già in cura dalla psicologa per un altro problema. Poi furono i genitori a essere messi a conoscenza della vicenda.

    Da lì alla denuncia, il passo è stato breve. Le indagini hanno portato all’emissione di una richiesta di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’indagato. Misura eseguita poi nel novembre 2007. Ma sin dal giorno successivo sono stati disposti dal Gip Silvia Milesi gli arresti domiciliari. In considerazione della delicatezza degli argomenti trattati e sulla base di quanto disposto dalla legge, il processo è celebrato a porte chiuse.

    Don Baresi si è sempre proclamato innocente con riferimento a entrambe le accuse. In particolare per quanto riguarda l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico nel proprio computer, agli inquirenti ha spiegato che non era l’unico a utilizzare quel pc. Durante il processo è stato chiamato a deporre anche Monsignor Francesco Beschi, che nei mesi scorsi era ancora Vescovo ausiliare di Brescia e ora è Vescovo a Bergamo. La vicenda ha scosso non solo la curia bresciana, ma l’intera città.

    Convinto dell’innocenza del religioso è un gruppo di amici di don Baresi che, più volte, si è ritrovato di fronte al palazzo di giustizia di Brescia per dare testimonianza di solidarietà nei suoi confronti e per pregare, indossando magliette con la scritta «FreeDon». IL PROCESSO riprenderà lunedì prossimo, quando prenderà la parola la difesa. La sentenza è attesa per il 20 maggio prossimo.

    “La procura: Don Baresi va condannato a 10 anni”

    Data: 05/05/2009
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    Cronaca Locale
    Martedì 05 Maggio 2009 CRONACA Pagina 9

    PRESUNTI ABUSI. È giunto alle fasi finali il processo all’ex vicerettore del Seminario diocesano di via Bollani

    La procura: «Don Baresi
    va condannato a 10 anni»

    Il sacerdote, ai domiciliari è accusato di detenzione di materiale pedopornografico e di abusi sessuali su minore

    Dieci anni di condanna per don Marco Baresi, ex vicerettore del Seminario diocesano. È questa la richiesta di pena avanzata ieri dal pm Simone Marcon al termine di una requisitoria durata quasi due ore davanti ai giudici della prima sezione chiamati a giudicare il sacerdote accusato di «detenzione di materiale pedopornografico e di abusi sessuali su minore». Le richieste del sostituto procuratore sono arrivate al termine di un dibattimento iniziato lo scorso 4 novembre con la testimonianza degli investigatori della squadra Mobile e proseguito con l’audizione di monsignor Francesco Beschi, attualmente vescovo della Diocesi di Bergamo. Alle richieste dell’accusa si è associato l’avvocato di parte civile, che difende il ragazzino che accusa il sacerdote.
    Lunedì prossimo spazio alla difesa: l’avvocato Luigi Frattini avanzerà le sue richieste al collegio giudicante, al presidente Enrico Fischetti e ai giudici Giovanni Pagliuca e Lucilla Raffaelli. La sentenza è attesa per il prossimo 20 maggio.
    Don Baresi, ancora agli arresti domiciliari nella casa dei genitori, ha seguito tutte le udienze, ma ieri mattina non era presente in aula. Era presente, invece, il ragazzino che lo accusa di abusi.
    NASCE proprio dalle accuse del giovane l’indagine che il 27 novembre di due anni fa ha portato all’arresto del vicerettore del seminario. Il ragazzino qualche mese prima dell’arresto si era confidato con una psicologa che lo seguiva per altri problemi. Alla professionista il ragazzo aveva confidato che anni prima, mentre frequentava le medie al seminario di via Bollani, e non aveva ancora quattordici anni, aveva avuto rapporti con don Baresi. La psicologa aveva avvisato i familiari del ragazzino ed era scattata la denuncia in questura. Gli investigatori avevano lavorato con i piedi di piombo, avevano valutato la situazione, la posizione del sacerdote e la credibilità del ragazzo.
    Il 27 novembre don Baresi era finito in isolamento a Caton Mombello. In carcere il sacerdote è rimasto una sola notte, il giorno successivo il gip Silvia Milesi gli aveva concesso gli arresti domiciliari. A dicembre il difensore aveva chiesto al tribunale del riesame la scarcerazione, ma per i giudici a carico del sacerdote sussistevano «gravi indizi di colpevolezza». A pesare nei confronti di don Baresi, per i giudici del Riesame, soprattutto il contenuto del computer portatile in uso al sacerdote e il tentativo di cancellare files compromettenti, cercando, secondo loro, di inquinare le prove.
    Nel portatile usato dal sacerdote – ma non solo, come sostenuto dall’imputato e dal difensore – gli investigatori avevano trovato centinaia di files pedopornografici scaricati da Internet, dal contenuto inequivocabile.
    Al sacerdote, ordinato nel giugno del ’94 e dal ’99 vicerettore del seminario, non è mancato il sostegno di un gruppo di giovani che ha lanciato la campagna «FreeDon» per la liberazione e l’assoluzione di don Baresi. I giovani alla prima udienza del processo si erano raccolti in preghiera nella piazzetta S. Alessandro, davanti al tribunale per far sentire al loro «don» che non l’avevano abbandonato.

  • PEDOFILIA: BRESCIA, RIESAME CONFERMA DOMICILIARI PER SACERDOTE

    PEDOFILIA: BRESCIA, RIESAME CONFERMA DOMICILIARI PER SACERDOTE

    PEDOFILIA: BRESCIA, RIESAME CONFERMA DOMICILIARI PER SACERDOTE

    Brescia, 19 dic. – Il tribunale del riesame di Brescia ha confermato gli arresti domiciliari per Don Marco Baresi, il trentottenne vice rettore del seminario diocesano, arrestato il 27 novembre con l’accusa di aver abusato di un suo allievo, all’epoca dei fatti quattordicenne, e di detenzione di materiale pedopornografico.

    I giudici del tribunale della liberta’ hanno ribadito la necessita’ di custodia cautelare.

    http://www.agi.it/milano/notizie/200712191…mi1020-art.html