Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Camilliani

  • Pedofili, gli Ordini religiosi a congresso: «Nessun obbligo di denuncia alla magistratura»

    Pedofili, gli Ordini religiosi a congresso: «Nessun obbligo di denuncia alla magistratura»

    di Franca Giansoldati. Città del Vaticano – Esistono segnali di allarme per riconoscere e individuare frati o monaci pedofili nei monasteri prima che possano fare del male all’esterno? I pedofili si possono curare? E come comportarsi con l’autorità giudiziaria di fronte a notizie di abusi? Francescani, domenicani, gesuiti, camilliani, salesiani, per citare solo gli ordini maggiori, hanno affrontato pubblicamente la piaga della pedofilia che spesso si annida tra le comunità dei consacrati, mettendo a fuoco ogni possibile aspetto del problema durante la conferenza dei Superiori Maggiori che riunisce 120 “provinciali” (cioè i superiori maggiori degli Istituti religiosi) in rappresentanza dei 19.005 religiosi italiani.

    Uno dei problemi principali che ha catturato maggiore attenzione è come riuscire a captare i segnali di allarme. Gli esperti chiamati a parlare alla 57ma Assemblea generale in corso a Salerno hanno invitato a fare attenzione ai comportamenti che sconfinano nell’area della illegalità (gestione del denaro, abuso di sostanze stupefacenti, frequentazione di ambienti ambigui). La carriera di un pedofilo del resto è graduale e spesso inizia proprio con episodi legati alla pedopornografia. In ogni caso secondo i medici è difficile che i soggetti borderline guariscano da questa «strutturazione psichica, a volte si possono solo contenere le manifestazioni patologiche». In tal caso diventa difficile affidare al frate pedofilo un altro incarico ministeriale in una situazione protetta. Naturalmente gli psicologi suggeriscono ai responsabili degli ordini religiosi di «valutare anche il rischio da parte della opinione pubblica. In tal caso si esporrebbe il sacerdote pedofilo ad altre sofferenze personali. Nei casi più gravi non è assolutamente conveniente affidare alcun incarico ministeriale».  Gli esperti chiamati a parlare al congresso hanno fatto anche presente che in «Italia il cittadino non è tenuto a denunciare alla polizia o alla magistratura l’abuso sessuale. L’obbligo nell’ordinamento prevede solo alcuni reati, ma non c’è la pedofilia».  Come dire che non sono affatto vincolati alla denuncia, cosa che invece viene suggerito di fare alle vittime.

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/pedofilia_ordini_religiosi_vaticano_chiesa_magistratura_pedofili_denuncia_abusi-3351841.html

  • Acireale, prete pedofilo: marcia a sostegno di Teodoro Pulvirenti

    Acireale, prete pedofilo: marcia a sostegno di Teodoro Pulvirenti

    Oltre 4000 persone si sono unite ieri sera ad Acireale, per dire no al dramma della pedofilia e della violenza sui minori. La manifestazione che ha sfilato silenziosamente per il centralissimo corso Umberto era capeggiata da un unico grande striscione che riassumeva il tema scottante che ha travolto la città in questi giorni: “Gazie Teo. Acireale ti abbraccia”.

    Ricordiamo che Teodoro Pulvirenti è la vittima dei presunti abusi sessuali da parte di Mons. Carlo Chiarenza, uno dei decani della diocesi acese. Su questo episodio, ma anche su altri due nuovi casi, la Procura di Catania ha aperto un fascicolo affidato al pm Marisa Scavo, la quale si avvarrà delle verifiche del nucleo anti-pedofilia della polizia di Stato guidato da Marcello La Bella.

    La marcia si è conclusa ai piedi del palazzo di città in piazza Duomo, dove un lungo e scrosciante applauso, come dimostra il video, ha rotto il silenzio, dimostrando alla famiglia di Teo, presente al corteo, un calore incoraggiante e rigenerante.

    Oltre agli esponenti della politica comunale e provinciale, si sono aggregati alla marcia anche esponenti religiosi. In mezzo alla manifestazione, infatti, spiccavano gli abiti neri crociati di rosso dei frati camilliani, i quali sin da subito hanno aderito ufficialmente alla manifestazione. C’erano in piazza anche alcuni esponenti della curia acese. Fra questi don Angelo Milone, rettore del seminario diocesano e padre Roberto Strano, parroco della cattedrale, nonché uno dei più stretti collaboratori del vescovo.

    Proprio da parte di monsignor Antonino Raspanti, da meno di un anno titolare della cattedra di Acireale, sono arrivati in questi giorni alcuni segnali importanti utili a stemperare alcune tensioni che nelle scorse settimane hanno attraversato la cittadina. “Sulle autorità ecclesiastiche incombe il dovere di accertare la verità e di ristabilire la giustizia nell’applicazione delle leggi canoniche. Per quel che mi compete – ha fatto sapere il prelato in una nota ufficiale- riaffermo la volontà di operare tutto il necessario nella piena osservanza delle leggi della Chiesa, mantenendo l’imparzialità, corredata da riserbo e determinazione, richiesti nel mio ruolo per rispetto sia del bene delle persone interessate sia di tutti i fedeli”.

    A concluione del corteo il Sindaco della città, l’avv. Garozzo, si è complimentato per l’organizzazione e per la sinergia con cui hanno lavorato decine di realtà locali, dissimili per ideologie e tipologie, ma unite da un grande spirito di condanna verso ogni abuso perpetrato a danno dei bambini.

    http://www.cataniatoday.it/cronaca/acireale-prete-pedofilo-marcia-sostegno-teodoro-pulvirenti.html

  • Poliziotto e medico indagati per il prete

    Poliziotto e medico indagati per il prete

    17 dicembre 2007 Loredana Grita

    Un poliziotto ed un medico indagati per aver avvisato padre Francesco Di Rienzo della scabrosa indagine per abusi sessuali che lo riguardava. E pertanto sono finiti a loro volta sotto inchiesta e potrebbero essere chiamati a rispondere di rivelazioni di atti d’ufficio e favoreggiamento.

    L’ex cappellano dell’ospedale civile di Imperia, ora trasferito a Torino, è invece accusato di aver toccato nelle parti intime un adolescente figlio di una dipendente dell’ospedale. Padre Francesco, tutelato dall’avvocato Carlo Fossati, ha però negato tutto. «Sono soltanto accuse infamanti – ha detto il sacerdote – nei confronti di chi, come me, ha sempre e soltanto fatto del bene al prossimo».

    Ma le indagini vanno avanti e la scorsa settimana poliziotto e medico, entrambi assistiti dai rispettivi legali di fiducia, sono stati interrogati, il primo negli uffici della procura della Repubblica, l’altro in quelli della Questura. Nei due palazzi le bocche sono cucite, ma da quel che trapela dal fitto riserbo, («Non ho nulla da dire», taglia corto il sostituto procuratore, Maria Paola Marrali), pare che poliziotto e medico abbiano fatto in modo che il sacerdote sapesse che la polizia stava svolgendo la delicata indagine che lo riguardava.

    In particolare i poliziotti della squadra mobile diretti dal commissario Raffaele Mascia, stavano investigando in seguito alla denuncia di una mamma la quale, nero su bianco, aveva raccontato che il figlio adolescente era stato oggetto di attenzioni particolari da parte del prete. Il fatto era venuto alle orecchie del religioso (proprio da questo ha preso le mosse la seconda tranche di indagine che vede oggi iscritti nel registro degli indagati poliziotto e medico) il quale aveva iniziato a dire in giro di essere vittima di voci false. Ma l’inchiesta, ovviamente, è andata avanti arricchendosi di particolari e sdoppiandosi. Da una parte il fascicolo per abusi sessuali con il nome del padre camilliano; dall’altra quello per rivelazione di atti d’ufficio e favoreggiamento con due persone sottoposte a indagine: il poliziotto, alla soglia della pensione, che avrebbe “curiosato” in questura per verificare l’esistenza di una indagine a carico del prete, e il medico che successivamente avrebbe avvisato l’ex cappellano riferendogli che la polizia stava verificando l’attendibilità di una denuncia per abusi sessuali che lo riguardava.

    E’ possibile che poliziotto e medico siano stati mossi da amicizia nei confronti del sacerdote, di fatto però la loro intrusione potrebbe aver compromesso la prosecuzione dell’indagine della procura a carico del prete, indagine che va avanti da qualche mese e che dovrebbe essere prossima a conclusione. Nel frattempo all’ospedale è arrivato un nuovo cappellano, padre Andrea Tarkowski, anch’egli appartenente all’ordine dei camilliani, che raccoglie l’eredità di un predecessore comunque dinamico e di grande iniziativa: padre Francesco nei cinque anni in cui si è fermato a Imperia ha promosso corsi di formazione con interventi di medici, personale Avo e assistenti sociali, realizzato opuscoli legati ai servizi per le “anime” dei degenti e organizzato alcune giornate di volontariato in cui sono stati premiati gli addetti impegnati nell’assistenza. L’ex cappellano a questo punto è in attesa di destinazione. Sembra, ma non è ancora definitivo, che la sua futura sede torinese possa essere l’ospedale Sant’Anna, specializzato in Ginecologia e Pediatria.

  • ECCO LE IMMAGINI DEL PRETE ACCUSATO IN UN SERVIZIO VIDEO:

    ECCO LE IMMAGINI DEL PRETE ACCUSATO IN UN SERVIZIO VIDEO:

    “Padre Francesco de Rienzo, 35 anni, appartenente all’ordine dei Camilliani ed ex cappellano dell’ospedale di Imperia è al centro di alcuni accertamenti da parte della Procura della Repubblica e della Squadra Mobile imperiese circa presunte molestie che il sacerdote avrebbe compiuto ai danni di ragazzini minorenni.

    La delicata inchiesta è nelle mani del Sostituto Procuratore della Repubblica, dottoressa Paola Marrali, che si trincera, com’è comprensibile, dietro il massimo riserbo.

    Del resto le indagini sono ancora nelle primissime fasi e difatto deve ancora essere verificata la fondatezza delle pesanti accuse rivolte al sacerdote, di recente trasferito a Torino, da dove era venuto alcuni anni fa. Una fase talmente preliminare che ancora ufficialmente nulla è stato comunicato neppure al diretto interessato.

    La notizia dell’inchiesta, anticipata da organi di stampa, ovviamente, ha destato profondo scalpore. Padre Francesco de Rienzo nella sua permanenza imperiese si era infatti distinto nell’attività pastorale, non solo all’interno dell’ospedale, ma anche attraverso iniziative che avevano coinvolto il mondo del volontariato di tutta la provincia.

    Padre Francesco è rappresentato dall’avvocato Carlo Fossati di Imperia, che oggi non ha però voluto rilasciare alcun commento, in attesa di consultarsi con il suo cliente.”

    http://www.imperiaparla.it/?p=827http://www.imperiatv.it/video.asp?id=451