Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Carlo Chiarenza

  • Pedofilia ad Acireale, la difesa del prete accusato: tanti i silenzi

    Pedofilia ad Acireale, la difesa del prete accusato: tanti i silenzi

    05/04/2012 –
    Pedofilia ad Acireale, la difesa del prete accusato: tanti i silenzi

    CATANIA. Ci sono “dieci silenzi, un decalogo di domande senza risposte” nelle accuse di pedofilia rivolte a don Carlo Chiarenza da un ricercatore italiano che lavora negli Usa, Teodoro Pulvirenti, durante un incontro con la stampa a Roma. Lo sostiene il legale del sacerdote di Acireale, l’avvocato Antonio Fiumefreddo, del foro di Catania. “Visto che Pulvirenti ha deciso di dare il massimo risalto mediatico alla sua denuncia – afferma il penalista – ci domandiamo perché il suo racconto sia costellato da così tante omissioni, e l’attività di indagine difensiva che stiamo compiendo sta consentendo di dare risposte testimoniali e documentali che naturalmente offriremo alla magistratura affinché valuti ogni cosa ed accerti se non ci troviamo in presenza di una gravissima calunnia”. Secondo l’avvocato Fiumefreddo, Pulvirenti tace sul “perché fu allontanato dalla Comunità San Paolo; tace sul perché don Carlo lo rimproverò nella conversazione da lui stesso intercettata; tace sul fatto che suo padre era ministro straordinario della parrocchia ed aveva un ruolo importantissimo in comunità che lo rendeva quotidianamente presente; tace sulla circostanza che a Cassone, luogo di campeggi estivi, erano sempre presenti le mamme di tanti ragazzi; tace sul fatto che in parrocchia, come a Cassone, don Carlo non era solo ma sempre con altri 3 sacerdoti; tace sui suoi ‘screzi’ con gli altri ragazzi della comunità; tace sul centro di ascolto fondato da don Carlo ad Acireale; tace su don Carlo fondatore del Telefono Amico ad Acireale; tace sul significato autentico delle cartoline che venivano inviate a centinaia di ragazzi da don Carlo, tutte col medesimo linguaggio; tace sui suoi problemi di famiglia”. Il legale ha attivato una casella di posta elettronica (indifesadidoncarlo@libero.it) per ricevere testimonianza sulla vicenda.

    http://www.gds.it/gds/sezioni/notizie-brevi/dettaglio/articolo/gdsid/193302/

  • La famiglia della vittima non ci sta e minaccia querela

    La famiglia della vittima non ci sta e minaccia querela

    Don Chiarenza per difendersi attacca, ponendo diversi dubbi, e la famiglia del Preside Pulvirenti valuta una denuncia querela per le affermazioni dell’avvocato del prelato. “Rispetto naturalmente il ruolo della difesa di Don Carlo Chiarenza, delle cui eventuali responsabilità risponderà alla magistratura italiana e, forse, a quella vaticana – si legge in una nota del presidente de “La Caramella Buona”, Roberto Mirabile – ma i contenuti della conferenza non mi sorprendono, nel senso che mi aspettavo il nulla e così è stato: in altri casi affrontati e soprattutto nel caso di Don Ruggero Conti, il sacerdote che a Roma con l’avvocato Nino Marazzita, nostro presidente onorario, abbiamo fatto condannare l’anno scorso a oltre quindici anni di carcere più pene accessorie, la strategia difensiva era praticamente la stessa: arrampicandosi sugli specchi, i difensori non possono fare altro che cercare di screditare la vittima, il suo contesto famigliare; la difesa vuole screditare ma non smentisce i fatti”.

    “Malgrado quindi la prassi si ripeta – continua Mirabile – non possiamo sorvolare sulla discutibilissima tattica utilizzata: far passare Teo Pulvirenti come una persona inattendibile, addirittura mentalmente instabile, problematico e con l’aggravante della sessualità omosessuale, come se questa fosse elemento di poca credibilità”.

    “I dieci silenzi del dottor Pulvirenti, come biblicamente scrive la difesa, sono campati in aria: Pulvirenti non nasconde nulla e non tace, come ha dimostrato ampiamente. Inutile provare in modo meschino a capovolgere i ruoli. Questa operazione, come detto già affrontata ampiamente da La Caramella Buona in altri processi, non potrà assolutamente funzionare e la magistratura lo potrà serenamente dimostrare”.

    “Non esistono ‘veri motivi’ dell’allontanamento di Pulvirenti dalla Comunità, se non la tattica del sacerdote di togliere gli incarichi ai ragazzi della parrocchia quando scomodi: si vuole forse additare la cittadinanza di Acireale come omofoba? Il ruolo del padre Preside Pulvirenti – prosegue – non fa altro che dimostrare la buona fede della famiglia nel rispetto della Chiesa e ricordiamo che Teo ha pienamente informato i genitori solo recentemente di quanto realmente accaduto; questo è del tutto normale per una vittima di abuso sessuale e psicologico”.

    “Inconsistente affermare che a Cassone e in Parrocchia ci fossero “sempre” altre persone: e quindi? Si vorrebbe dimostrare che il sacerdote non poteva mai e poi mai rimanere isolata dalla vista di altri ? Anche questa difesa è totalmente fragile. Tacere sul Centro di Ascolto ovvero Telefono Amico? Questa sarebbe una prova della totale infondatezza delle accuse che Teo muove al sacerdote? L’estraneità ai fatti del sacerdote si dimostrerebbe con l’aver fondato il (discusso) Telefono Amico? Piuttosto ridicola come cosa”.

    “Screzi e cartoline – ancora – non modificano alcuna sostanza delle accuse mosse dal dottor Pulvirenti al sacerdote Don Carlo Chiarenza e la magistratura potrà dimostrarlo serenamente; inutile continuare a dire che Pulvirenti ha strumentalizzato e addirittura manomesso la registrazione con Chiarenza e Urso: se ne occuperà la magistratura”.

    “Mi dispiace, e voglio dirlo, che la difesa di Don Chiarenza abbia minacciato Pulvirenti di querela per ‘gravissima calunnia’, anche perché con questo potrebbe intimorire altre presunte vittime che, in parte, già si sono rivolte a La Caramella Buona Onlus e soprattutto, come corretto e giusto, alla Polizia delle Comunicazioni di Catania quindi al Pubblico Ministero Dott.ssa Marisa Scavo. Ma se non è Don Carlo Chiarenza a volere la denuncia contro Pulvirenti per calunnia, di chi sarebbe l’iniziativa, dell’avvocato difensore in persona ? Il Preside Pulvirenti e la famiglia tutta ha contattato i legali de La Caramella Buona Onlus per verificare una denuncia querela per le gravi affermazioni dell’avvocato di Don Chiarenza. Nel massimo rispetto del ruolo e della professionalità della difesa di Don Carlo Chiarenza, posso affermare che il Dottor Teodoro Pulvirenti e La Caramella Buona Onlus sono certi che la verità, sollecitata peraltro da quattromila persone alla fiaccolata di Acireale, vincerà su ogni tentativo di screditare le vittime di un’orribile reato e riconfermiamo – conclude Mirabile – la massima collaborazione e fiducia nella Polizia e nella Magistratura”.

    http://www.livesicilia.it/2012/04/05/la-famiglia-della-vittima-non-ci-sta-e-minaccia-querela/

  • CASO PEDOFILIA, PARLA L’AVVOCATO DEL PRETE: QUELLA DI PULVIRENTI E’ UNA RIPICCA, FU SOLLEVATO DALL’INCARICO

    CASO PEDOFILIA, PARLA L’AVVOCATO DEL PRETE: QUELLA DI PULVIRENTI E’ UNA RIPICCA, FU SOLLEVATO DALL’INCARICO

    di Giuseppe Bentivegna – Don Carlo Chiarenza sceglie di non parlare in prima persona per non esporsi al “ciclone mediatico” seguito alla recente conferenza stampa di Teo Pulvirenti, che lo ha pubblicamente accusato di aver abusato sessualmente di lui quando era ancora poco più che un bambino. A parlare invece a difesa di don Carlo, è l’avvocato Antonio Fiumefreddo, che nel corso di una conferenza stampa organizzata nel suo studio catanese, ha così esposto alla stampa quelli che secondo lui sarebbero i “buchi neri” nella tesi accusatoria di Teo Pulvirenti.

    “Ho chiarito alcune omissioni che il dottor Pulvirenti fa in questa sua versione dei fatti – afferma l’avvocato Fiumefreddo- tra queste ne risulta una a mio avviso gravissima: ci chiediamo perché non spieghi per quale motivo fu sollevato dall’incarico di animatore della Comunità San Paolo. Presso la quale, all’epoca dei fatti (il 1993 ndr) era già maggiorenne e si occupava di ragazzi minorenni. Fu sollevato da questo incarico perché ci furono delle lamentele da parte di un gruppo di genitori dei ragazzi, che costrinsero Don Carlo Chiarenza ad intervenire”.

    Questa decisione, spiega l’avvocato Fiumefreddo, non fu gradita a Pulvirenti nonostante don Carlo con questo provvedimento non avesse la minima intenzione di discriminarlo per di discriminarlo i suoi presunti orientamenti omosessuali, che comunque, precisa il difensore di Don Carlo Chiarenza, non interessano la costruzione della teoria difensiva. Questa decisione fu così dolorosa che nel 2008 Pulvirenti si recò ancora una volta da Don Chiarenza per chiedergli il perché di questo allontanamento.

    Nel decalogo di elementi che il difensore di don Carlo Chiarenza contesta a Pulvirenti, si cita inoltre che il padre di Teo, Antonino Pulvirenti, fosse ministro straordinario della Parrocchia, con un ruolo quindi importante all’interno della Comunità, presso la quale era quotidianamente presente e che quindi avrebbe potuto accorgersi facilmente di qualche atteggiamento “anomalo” da parte di don Carlo. Altro punto analizzato, è quello dei presunti “screzi” sorti all’epoca della Comunità tra Pulvirenti e un gruppo di ragazzi di origine croata, che adesso hanno chiesto di essere ascoltati dall’autorità giudiziaria. Tra gli elementi citati a difesa di don Chiarenza, anche l’apertura prima di un “Centro di Ascolto” ad Acireale, nato nel 1990 per aiutare i ragazzi con problemi di tossicodipendenza e successivamente la fondazione di un “Telefono amico”, che avrebbe dovuto occuparsi di casi di violenza sui minori. Un’esperienza, questa, durata circa due anni e mezzo e della quale pur senza dare adito a dubbi su presunte voci di “anomalie” nella gestione del servizio, tuttavia, non se ne conosce la reale motivazione della chiusura.

    E sugli incontri e sulle lettere portati come testimonianza da Pulvirenti, Fiumefreddo, insiste sulla “decontestualizzazione” delle frasi scritte nelle cartoline recapitate al giovane Pulvirenti così come fatto, dice lo stesso legale, “con decine di altri ragazzi della parrocchia di don Chiarenza. Per quanto riguarda le frasi presenti nella registrazione dell’ultimo incontro tra Pulvirenti e don Carlo, tenutosi il 20 settembre del 2011, Fiumefreddo sottolinea come la reale durata della registrazione sia di circa 55 minuti, e che dalla parte “tagliata” e resa pubblica, si travisa totalmente il senso del discorso, relativo non a rapporti intimi tra i due protagonisti, bensì al già citato allontanamento del giovane Pulvirenti dall’incarico di animatore della comunità di San Paolo. In attesa che, come anticipato dallo stesso Fiumefreddo, venga resa pubblica l’intera registrazione dell’incontro, riportiamo testualmente quelle che sono le fresi che Don Carlo Chiarenza rivolge a Teo Pulvirenti:

    • “Ti inseguivo, inseguivo il tuo desiderio di essere voluto bene, e io questo lo facevo non ponendomi limiti”. “Tu forse non ricordi, ma io quasi mai ho preso l’iniziativa. Cioè, io avvertivo che tu avevi il bisogno di essere abbracciato”.
    • “Ma è stato una volta? Io avevo solo il ricordo di una volta…così…ma non perché ci fosse un piano, né perché io avessi desideri.. C’è stato un momento che mi sembrava di compiacerti. Sembrava addirittura di farti del bene, di liberarti. Come se tu avessi bisogno di esprimerti.”
      -“E’ stato un modo per dirti che ti volevo bene. E di dirlo in quella maniera magari più intima. Niente di più”.

    In chiusura di conferenza stampa, infine, Fiumefreddo ha negato di essere a conoscenza di una presunta seconda denuncia nei confronti di don Carlo Chiarenza da parte di una ragazza, anch’essa della comunità frequentata da Pulvirenti. Tuttavia, proprio riguardo a questa vicenda, alcune fonti confermano questa che sembra essere molto più di un’ipotesi e per la quale, probabilmente, non resta che aspettare in attesa ovviamente della risoluzione di questa triste vicenda.

  • Acireale, il prete accusato di pedofilia si difende: “Gravissima calunnia”

    Acireale, il prete accusato di pedofilia si difende: “Gravissima calunnia”

    Acireale, il prete accusato di pedofilia si difende: “Gravissima calunnia”
    5 aprile 2012 – Sarà l’inchiesta della Procura di Catania, affidata al Pm Marisa Scavo, a fare luce su un presunto caso di abusi sessuali che sarebbero avvenuti all’interno della Chiesa di San Paolo ad Acireale tra il 1989 ed il 1990.
    Le indagini, in corso da qualche settimana, sono scattate a seguito della denuncia di Teodoro Pulvirenti, ricercatore 37enne oggi residente negli Stati Uniti che sostiene di aver subito violenze da parte di don Carlo Chiarenza, ex reggente della parrocchia della cittadina del Catanese.

    Il sacerdote, assistito dal legale Antonio Fiumefreddo, del foro di Catania, stamane ha reso noto che l’attività di indagine difensiva potrebbe approdare ad una “querela per gravissima calunnia”.
    Chiarenza respinge dunque ogni accusa di pedofilia. Le dichiarazioni del suo abusatore, sarebbero – come dichiarato dal legale Fiumefreddo “un racconto costellato da tante omissioni”. A suo avviso, nella testimonianza di Pulvirenti – resa nota ai giornalisti nella sede della Stampa Estera di Roma il 22 marzo scorso – sono rintracciabili “dieci silenzi, un decalogo di domande senza risposte”.

    Secondo l’avvocato, Pulvirenti tace sul “perché fu allontanato dalla Comunità San Paolo; tace sul perché Don Carlo lo rimproverò nella conversazione da lui stesso intercettata; tace sul fatto che suo padre era ministro straordinario della parrocchia e aveva un ruolo importantissimo in comunità che lo rendeva quotidianamente presente; tace sulla circostanza che a Cassone, luogo di campeggi estivi, erano sempre presenti le mamme di tanti ragazzi; tace sul fatto che in parrocchia, come a Cassone, don Carlo non era solo ma sempre con altri 3 sacerdoti; tace sui suoi screzi con gli altri ragazzi della comunità; tace sul centro di ascolto fondato da don Carlo ad Acireale; tace su don Carlo fondatore del Telefono Amico ad Acireale; tace sul significato autentico delle cartoline che venivano inviate a centinaia di ragazzi da don Carlo, tutte col medesimo linguaggio; tace sui suoi problemi di famiglia”.

    Roberto Mirabile, presidente della Onlus La Caramella Buona, che ha per prima raccolto lo sfogo di Pulvirenti, ha parlato di “discutibilissima tattica” di “far passare Teo Pulvirenti come una persona inattendibile, addirittura mentalmente instabile, problematico e con l’aggravante della sessualita’ omosessuale, come se questa fosse elemento di poca credibilita’”, e contesta
    i “silenzi” denunciati da Fiumefreddo: “Pulvirenti non nasconde nulla e non tace, come ha dimostrato ampiamente. Inutile provare in modo meschino a capovolgere i ruoli”, ha dichiarato.

    Teodoro Pulvirenti, sostiene inoltre di essere a conoscenza di almeno una decina di casi di abusi perpetrati dallo stesso sacerdote su altri giovani. Dalle pagine dei giornali, ha voluto rivolgersi proprio a loro, con un monito preciso: “Non abbiate paura, denunciate come ho fatto io”.

    Intanto, l’avvocato di Don Chiarenza ha attivato una casella di posta elettronica (indifesadidoncarlo@libero.it) per ricevere testimonianza sulla vicenda. Si preannuncia dunque l’ennesima battaglia legale che ha come protagonista un membro della Chiesa.

    Tags: acireale, chiesa, pedofilia, teodoro pulvirenti
    Categorie: Cronaca

  • Pedofilia: difesa don Carlo, i dieci silenzi dell’accusatore

    Pedofilia: difesa don Carlo, i dieci silenzi dell’accusatore

    Avvocato del prete, suo racconto costellato da tante omissioni
    05 aprile, 11:10

    (ANSA) – CATANIA, 5 APR – Ci sono ”dieci silenzi” nelle accuse di pedofilia rivolte a don Carlo Chiarenza da un ricercatore italiano che lavora negli Usa, Teodoro Pulvirenti.

    Lo sostiene il legale del sacerdote di Acireale, l’avvocato Antonio Fiumefreddo. ”Il suo racconto – aggiunge – e’ costellato da tante omissioni, el’indagine difensiva sta consentendo di dare risposte testimoniali e documentali che daremo ai pm per accertare se non ci troviamo in presenza di una gravissima calunnia”. (ANSA).

    http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sicilia/2012/04/05/visualizza_new.html_161552089.html

  • CASO DI PEDOFILIA IN ACIREALE: IL PARROCO INDICE LA CONFERENZA STAMPA

    CASO DI PEDOFILIA IN ACIREALE: IL PARROCO INDICE LA CONFERENZA STAMPA

    Giovedì 5 aprile alle ore 10, presso lo studio dell’avvocato Antonio Fiumefreddo, difensore di monsignor Carlo Chiarenza, il sarcedote della Basilica di San Sebastiano di Acireale, accusato di molestie sessuali dal ricercatore Teo Pulvirenti, all’epoca dei fatti minore, si terrà una conferenza stampa in cui il legale del sarcedote porterà nuovi ed esclusivi documenti a discolpa del suo assistito. All’incontro con i giornalisti non sarà presente il parroco allontanato dal vescovo e trasferito in una località del Nord a meditare.

    Pedofilia ad Acireale tra RAI e l’annunciata conferenza stampa di don Carlo Chiarenza
    Il caso acese di presunta pedofilia è approdato ieri anche a Rai2, ospite del programma di Magalli “I fatti vostri”. I venti minuti (tagliati) in cui la televisione nazionale ha “rilegato” la storia di Teo, minimizzano però la gravità della cronaca e soprattutto non hanno dato il tempo ai telespettatori di intuire di cosa realmente si parlasse.

    Sta di fatto che ieri, per la prima volta, Teo si è trovato faccia a faccia con l’avvocato Fiumefreddo, legale di don Carlo Chiarenza.

    La prima parola è toccata a Teo che ha riassunto la sua orrenda avventura; emozionante il passaggio in cui spiegava cosa l’ha spinto a registrare la confessione del prelato: “un giorno ho visto don Carlo mangiare una pizza con due adolescenti e misi è gelato il cuore. Ho pensato che dovevo fare qualcosa per fermare tutto questo.”

    Il Dott.Mirabile ha dato man forte a Teo, ricordando inoltre l’operato dell’associazione onlus “La Caramella Buona” e la serietà con la quale operano nel campo della pedofilia.

    Breve (per via del taglio televisivo) ma molto d’effetto la replica dell’avv.Fiumefreddo il quale ha esordito comunicando la volontà di don Carlo Chiarenza nel rinunciare alla prescrizione.

    Secondo il legale, sarebbero state registrate diverse testimonianze a sostegno dell’innocenza del sacerdote che anni fa fondò il “telefono amico”. Termina così sia la trasmissione che la narrazione!

    Troppo poco spazio per un argomento troppo delicato.

    Si fa sentire pure il Vescovo della diocesi di Acireale che chiarisce la sua posizione, sorpreso da eventi delicatissimi a pochi mesi dal suo insediamento. Dice di aver avviato le pratiche per portare la luce in una vicenda tanto buia quanto orrenda.

    Intanto si sparge la notizia che, giovedì 5 aprile alle ore 10, presso lo studio dell’avvocato Antonio Fiumefreddo, si terrà una conferenza stampa in cui il legale del sarcedote porterà nuovi ed esclusivi documenti a discolpa del suo assistito. All’incontro con i giornalisti non sarà presente il parroco allontanato dal vescovo e trasferito in una località del Nord a meditare.

  • Acireale, prete pedofilo: marcia a sostegno di Teodoro Pulvirenti

    Acireale, prete pedofilo: marcia a sostegno di Teodoro Pulvirenti

    Oltre 4000 persone si sono unite ieri sera ad Acireale, per dire no al dramma della pedofilia e della violenza sui minori. La manifestazione che ha sfilato silenziosamente per il centralissimo corso Umberto era capeggiata da un unico grande striscione che riassumeva il tema scottante che ha travolto la città in questi giorni: “Gazie Teo. Acireale ti abbraccia”.

    Ricordiamo che Teodoro Pulvirenti è la vittima dei presunti abusi sessuali da parte di Mons. Carlo Chiarenza, uno dei decani della diocesi acese. Su questo episodio, ma anche su altri due nuovi casi, la Procura di Catania ha aperto un fascicolo affidato al pm Marisa Scavo, la quale si avvarrà delle verifiche del nucleo anti-pedofilia della polizia di Stato guidato da Marcello La Bella.

    La marcia si è conclusa ai piedi del palazzo di città in piazza Duomo, dove un lungo e scrosciante applauso, come dimostra il video, ha rotto il silenzio, dimostrando alla famiglia di Teo, presente al corteo, un calore incoraggiante e rigenerante.

    Oltre agli esponenti della politica comunale e provinciale, si sono aggregati alla marcia anche esponenti religiosi. In mezzo alla manifestazione, infatti, spiccavano gli abiti neri crociati di rosso dei frati camilliani, i quali sin da subito hanno aderito ufficialmente alla manifestazione. C’erano in piazza anche alcuni esponenti della curia acese. Fra questi don Angelo Milone, rettore del seminario diocesano e padre Roberto Strano, parroco della cattedrale, nonché uno dei più stretti collaboratori del vescovo.

    Proprio da parte di monsignor Antonino Raspanti, da meno di un anno titolare della cattedra di Acireale, sono arrivati in questi giorni alcuni segnali importanti utili a stemperare alcune tensioni che nelle scorse settimane hanno attraversato la cittadina. “Sulle autorità ecclesiastiche incombe il dovere di accertare la verità e di ristabilire la giustizia nell’applicazione delle leggi canoniche. Per quel che mi compete – ha fatto sapere il prelato in una nota ufficiale- riaffermo la volontà di operare tutto il necessario nella piena osservanza delle leggi della Chiesa, mantenendo l’imparzialità, corredata da riserbo e determinazione, richiesti nel mio ruolo per rispetto sia del bene delle persone interessate sia di tutti i fedeli”.

    A concluione del corteo il Sindaco della città, l’avv. Garozzo, si è complimentato per l’organizzazione e per la sinergia con cui hanno lavorato decine di realtà locali, dissimili per ideologie e tipologie, ma unite da un grande spirito di condanna verso ogni abuso perpetrato a danno dei bambini.

    http://www.cataniatoday.it/cronaca/acireale-prete-pedofilo-marcia-sostegno-teodoro-pulvirenti.html

  • Acireale, Roberto Mirabile, presidente dell’associazione ‘La caramella buona’, replica al difensore del prete accusato di abusi

    Acireale, Roberto Mirabile, presidente dell’associazione ‘La caramella buona’, replica al difensore del prete accusato di abusi

    Ieri l’avvocato Antonio Fiumefreddo, legale di don Carlo Chiarenza, aveva convocato una conferenza stampa per smontare, a suo avviso, l’accusa del dott. Teodoro Pulvirenti di aver subito degli abusi ad opera del sacerdote quando era ancora minorenne. In quell’occasione l’avvocato del parroco aveva parlato dei dieci silenzi della vittima; dei dieci, a suo modo di vedere, punti oscuri. Dopo le tesi sostenute dall’avvocato Fiumefreddo a difesa del parroco, adesso si registra la dura presa di posizione di Roberto Mirabile, presidente dell’associazione “La Caramella Buona”, che in un’appassionata lettera ribatte punto per punto a quanto sostenuto dalla difesa del prete (fonte www.meridianamagazine.org).

    di Roberto Mirabile, (presidente dell’associazione “La Caramella Buona”)

    “Rispetto naturalmente il ruolo della difesa di Don Carlo Chiarenza, delle cui eventuali responsabilità risponderà alla magistratura italiana e, forse, a quella vaticana. A seguito della conferenza stampa di oggi (ieri, ndr), svoltasi nello studio dell’avvocato del sacerdote, desidero precisare quanto segue.

    1) i contenuti della conferenza non mi sorprendono, nel senso che mi aspettavo il nulla e così è stato: in altri casi affrontati e soprattutto nel caso di Don Ruggero Conti, il sacerdote che a Roma con l’avvocato Nino Marazzita, nostro presidente onorario, abbiamo fatto condannare l’anno scorso a oltre quindici anni di carcere più pene accessorie, la strategia difensiva era praticamente la stessa: arrampicandosi sugli specchi, i difensori non possono fare altro che cercare di screditare la vittima, il suo contesto famigliare; la difesa vuole screditare ma non smentisce i fatti;

    2) malgrado quindi la prassi si ripeta, non possiamo sorvolare sulla discutibilissima tattica utilizzata: far passare Teo Pulvirenti come una persona inattendibile, addirittura mentalmente instabile, problematico e con l’aggravante della sessualità omosessuale,come se questa fosse elemento di poca credibilità;

    3) i dieci silenzi del dott. Pulvirenti, come biblicamente scrive la difesa, sono campati in aria: Pulvirenti non nasconde nulla e non tace, come ha dimostrato ampiamente. Inutile provare in modo meschino a capovolgere i ruoli ! Questa operazione, come detto già affrontata ampiamente da La Caramella Buona in altri processi, non potrà assolutamente funzionare e la magistratura lo potrà serenamente dimostrare;

    4) non esistono “veri motivi” dell’allontanamento di Pulvirenti dalla Comunità, se non la tattica del sacerdote di togliere gli incarichi ai ragazzi della parrocchia quando scomodi: si vuole forse additare la cittadinanza di Acireale come omofoba ?

    5) il ruolo del padre Preside Pulvirenti non fa altro che dimostrare la buona fede della famiglia nel rispetto della Chiesa e ricordiamo che Teo ha pienamente informato i genitori solo recentemente di quanto realmente accaduto; questo è del tutto normale per una vittima di abuso sessuale e psicologico;

    6) inconsistente affermare che a Cassone e in Parrocchia ci fossero “sempre” altre persone: e quindi ? si vorrebbe dimostrare che il sacerdote non poteva mai e poi mai rimanere isolato dalla vista di altri ? anche questa difesa è totalmente fragile;

    7) tacere sul Centro di Ascolto ovvero Telefono Amico ? questa sarebbe una prova della totale infondatezza delle accuse che Teo muove al sacerdote ? l’estraneità ai fatti del sacerdote si dimostrerebbe con l’aver fondato il (discusso) Telefono Amico ? piuttosto ridicola come cosa; screzi e cartoline non modificano alcuna sostanza delle accuse mosse dal dottor Pulvirenti al sacerdote Don Carlo Chiarenza e la magistratura potrà dimostrarlo serenamente;

    9) inutile continuare a dire che Pulvirenti ha strumentalizzato e addirittura manomesso la registrazione con Chiarenza e Urso: se ne occuperà la magistratura;

    Mi dispiace, e voglio dirlo, che la difesa di Don Chiarenza abbia minacciato Pulvirenti di querela per “gravissima calunnia”, anche perché con questo potrebbe intimorire altre presunte vittime che, in parte, già si sono rivolte a La Caramella Buona Onlus e soprattutto, come corretto e giusto, alla Polizia delle Comunicazioni di Catania quindi al Pubblico Ministero Dott.ssa Marisa Scavo.

    Ancora: se non è Don Carlo Chiarenza a volere la denuncia contro Pulvirenti per calunnia, di chi sarebbe l’iniziativa, dell’avvocato difensore in persona? Il Preside Pulvirenti e la famiglia tutta ha contattato i legali de La Caramella Buona Onlus per verificare una denuncia querela per le gravi affermazioni dell’avvocato di Don Chiarenza.

    Nel massimo rispetto del ruolo e della professionalità della difesa di Don Carlo Chiarenza, posso affermare che il Dottor Teodoro Pulvirenti e La Caramella Buona Onlus sono certi che la verità, sollecitata peraltro da quattromila persone alla fiaccolata di Acireale, vincerà su ogni tentativo di screditare le vittime di un orribile reato e riconfermiamo la massima collaborazione e fiducia nella Polizia e nella Magistratura. Firmato Roberto Mirabile, Presidente dell’Associazione La Caramella Buona”

     

  • “Abusi? Ancora non capisco Solidarietà alle vittime della pedofilia”

    “Abusi? Ancora non capisco Solidarietà alle vittime della pedofilia”

    “Abusi? Ancora non capisco Solidarietà alle vittime della pedofilia”

    Il vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, torna sulla ferita aperta della pedofilia e sul presunto caso che riguarderebbe un sacerdote della sua diocesi, don Carlo Chiarenza. Lo ha fatto con i giornalisti, affrontando lo spinoso problema. Le sue parole dalla “Sicilia” di Catania: “Don Carlo sta riflettendo. Gli ho imposto l’allontanamento dall’Isola. Ho espresso la vicinanza a Teo (la vittima che raccontato la storia. Ci sono ancora cose che non capisco”.

     http://www.livesicilia.it/2012/04/01/abusi-ancora-non-capisco-solidarieta-alle-vittime-della-pedofilia/

     

    ACIREALE E’ PRONTA PER LA FIACCOLATA DI DOMANI. INTANTO OGGI IL VESCOVO INCONTRA I GIORNALISTI
    di Redazione – Tutto pronto, Acireale si appresta a vivere una serata intensa. La fiaccolata in sostegno a Teo Pulvirenti, ma anche a tutte le vittime della pedofilia si terrà domani per le vie della città. Una marcia silenziosa, composta, ordinata; niente cori, urla, invettive, solo la voglia di esserci mi metterci la faccia. Raduno in piazza Indirizzo alle 18:30, partenza prevista un’ora dopo

    La città, almeno questo si augurano gli organizzatori, è pronta a rispondere, a reagire a quello che forse è uno dei peggiori momenti vissuti da qualche decennio a questa parte. La cattolica Acireale macchiata dalle azioni vergognose di uno dei sacerdoti più conosciuti e rispettati, che adesso proverà a difendersi nelle sedi opportune.

    Intano oggi alle 19:45 il Vescovo Antonino Raspanti incontrerà in cattedrale i giornalisti per parlare del momento. Facile immaginare la notizia dell’avvenuta richiesta di un processo canonico ed il tentativo di tenere fuori la Chiesa da questa orrenda storia.

    Tornando alla fiaccolata, ecco l’elenco definitivo delle associazioni che hanno scelto di aderire all’evento:

    • FanCity Acireale
    • Eco delle Aci
    • Associazione Nuova Galatea
    • Associazione culturale Adunata
    • Cittadinanzattiva
    • Tribunale per i Diritti del Malato – Acireale
    • Consorzio Jonico Solidale (Consorzio di cooperative Sociali del terzo settore)
    • Il Ficodindia.it
    • Consulta giovanile Acireale
    • Pastorale giovanile (Ufficio diocesano)
    • Pallamano femminile – Acireale
    • Studentato Camilliano Nicola D’Onofrio
    • Vivere insieme Onlus
    • REt.I.S. – rete per l’inclusione sociale Acireale
    • Associazione AVESCI
    • Associazione Andromeda Onlus
    • Associazione Dreams
    • Centro Sportivo Italiano- Comitato di Acireale
    • Associazione 104 Orizzontale di Acireale
    • Gruppo AGESCI Acireale 2 e Acireale 5
  • CASO PRETE PEDOFILO: CI SAREBBE UNA SECONDA DENUNCIA

    CASO PRETE PEDOFILO: CI SAREBBE UNA SECONDA DENUNCIA

    La notizia circola in città da qualche giorno, dalla conferenza stampa romana di giovedì scorso per l’esattezza, ma nelle ultime ore è diventata sempre più insistente prendendo forma a tutti gli effetti. Sembrerebbe infatti che una seconda persona abbia denunciato in procura degli abusi sessuali subiti in giovane età. Ripetiamo si tratta di voci, tutte da confermare e che stiamo provvedendo a verificare in queste ore.

    In questo caso si tratterebbe di una ragazza, per la precisione della ragazza che Teo Pulvirenti citò nel corso della conferenza stampa, usando espressioni molto forte: “Fu deflorata dal prete”. In diretta per l’emittente Canale 9 la nostra collaboratrice Maria Antonietta Strano annunciò anche le iniziali della persona in questione: V.S. che fonti bene informate riferiscono essere stata già sentita anche dall’associazione La Caramella buona.

    Mentre Panorama si prepara a lanciare uno speciale con nomi di altri abusati, la città si prepara alla fiaccolata di domenica 1 aprile ed attende curiosa quali parole intende usare Carlo Chiarenza in sua discolpa nella conferenza stampa che dovrebbe essere indetta nelle prossime ore.