Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Carmelo Perrello

  • Parroco indagato per pedofilia e assegnato nel Reggino, l’arcivescovo revoca la nomina

    Parroco indagato per pedofilia e assegnato nel Reggino, l’arcivescovo revoca la nomina

    REGGIO CALABRIA È stata revocata la nomina di don Carmelo Perrello, il prete indagato per pedofilia e recentemente assegnato, dopo la prescrizione del reato, come collaboratore pastorale alla parrocchia S. Maria e i XII Apostoli in Bagnara Calabra e come amministratore pro-tempore della parrocchia S. Maria del Buon Consiglio in Concessa.

    La decisione è stata comunicata da monsignor Fortunato Morrone, arcivescovo di Reggio Calabria – Bove. La revoca è stata resa nota nei giorni scorsi al sacerdote interessato e al Consiglio pastorale parrocchiale di Concessa. «L’arcivescovo – si legge nella comunicazione – che nel determinare il provvedimento di nomina di Perrello ha agito in osservanza alla vigente legislazione civile, canonica e nel rispetto delle indicazioni ricevute dal Dicastero per la Dottrina della Fede della Santa Sede, ha comunque scelto di annullare l’incarico conferito al sacerdote reggino per ridare serenità allo stesso presbitero e alla comunità parrocchiale.

    «Monsignor Morrone intende chiedere scusa a tutti coloro che avessero trovato motivi di apprensione o di scandalo al riguardo della suddetta nomina ed, allo stesso tempo, intende ribadire la propria paterna vicinanza spirituale ed attenzione pastorale alla comunità di Santa Maria del Buon Consiglio».

    La questione era stata sollevata dal Fatto Quotidiano che, ripercorrendo le accuse di pedofilia nei confronti di un 14enne, aveva fatto notare come la prescrizione fosse diventata “archiviazione” nella nota della diocesi che assegnava al prete nuovi ruoli. Dopo le prime accuse, invece, risalenti al 2017, il parroco era stato subito allontanato da San Gregorio.

  • Sacerdote imputato per pedofilia e tornato parroco dopo la prescrizione: l’arcivescovo di Reggio revoca la nomina

    Sacerdote imputato per pedofilia e tornato parroco dopo la prescrizione: l’arcivescovo di Reggio revoca la nomina

    «Monsignor Fortunato Morrone, arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, comunica di aver revocato la nomina del sacerdote Carmelo Perrello ad amministratore parrocchiale di Santa Maria del Buon Consiglio in Concessa. La revoca è stata resa nota nei giorni scorsi al sacerdote interessato e al Consiglio pastorale parrocchiale di Concessa». La nota dell’arcidiocesi chiude una faccenda che ha fatto molto discutere nei giorni scorsi a Reggio Calabria.

    Si tratta della nomina di un parroco, Carmelo Perrello appunto, che era stato processato per pedofilia ai danni di un giovane di origini rumene, allora 14enne. La vicenda giudiziaria si era chiusa con la prescrizione. Nel corso delle indagini, gli investigatori avevano ricostruito particolari raccapriccianti sugli abusi e trovato materiale pedopornografico a casa del religioso, con contorno di intercettazioni telefoniche.

    Dopo una prima difesa del sacerdote, l’arcivescovo «ha scelto – continua la nota – di annullare l’incarico conferito al sacerdote reggino per ridare serenità allo stesso presbitero e alla comunità parrocchiale». Questo nonostante, è una sottolineatura della diocesi, «nel determinare il provvedimento di nomina di Perrello» la Curia abbia «agito in osservanza alla vigente legislazione civile, canonica e nel rispetto delle indicazioni ricevute dal Dicastero per la Dottrina della Fede della Santa Sede».

    Monsignor Morrone, chiosa la nota, «intende chiedere scusa a tutti coloro che avessero trovato motivi di apprensione o di scandalo al riguardo della suddetta nomina e, allo stesso tempo, intende ribadire la propria paterna vicinanza spirituale ed attenzione pastorale alla comunità di Santa Maria del Buon Consiglio».

    https://www.lacnews24.it/cronaca/sacerdote-imputato-per-pedofilia-e-tornato-parroco-dopo-la-prescrizione-larcivescovo-di-reggio-revoca-la-q9okm76m

  • Reggio: l’Arcivescovo Morrone nomina in importante ruolo nella Diocesi il prete prescritto per pedofilia

    Reggio: l’Arcivescovo Morrone nomina in importante ruolo nella Diocesi il prete prescritto per pedofilia

    di Claudio Cordova – Nel 2019, in primo grado, lo salvò la prescrizione dopo le accuse di atti sessuali con minorenne. Questo non gli ha impedito, negli anni, di diventare parroco di Bagnara Calabra e, oggi, con una recentissima nomina dell’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, Fortunato Morrone, amministratore parrocchiale di S. Maria del Buon Consiglio in Concessa, periferia nord di Reggio Calabria. E’ la parabola di don Carmelo Perrello che, alcuni anni fa, venne coinvolto in una squallida storia di pedofilia.

    Otto-nove anni per rimuginare. Per pensarci su, per temere la vergogna che ne sarebbe scaturita qualora quei fatti fossero divenuti pubblici. Poi la scelta di raccontarli, nel febbraio 2016. Infine, un anno dopo, il suicidio. Tutto nasce con un ragazzino adescato in Piazza Garibaldi, a pochi metri dalla stazione ferroviaria di Reggio Calabria. Siamo tra il 2007 e il 2008, quel giovane è, in realtà, poco più che un bambino: ha appena 13 anni ed è di nazionalità rumena. Ad avvicinarlo sarebbe stato un prete, lui, don Carmelo Perrello.

    L’indagine coordinata dall’allora pm Roberto Di Palma (oggi, ironia della sorte, procuratore capo dei minori) arrivò a processo, ma, per via del troppo tempo trascorso, si chiuse con la prescrizione dichiarata dal Gup, Domenico Santoro.

    Al giovane di nazionalità rumena, il sacerdote si sarebbe presentato con il nome di “Giuseppe”. Da prete di una parrocchia in un paese della fascia jonica reggina, viene anche coinvolto in un caso di stalking nei confronti di un uomo sposato. Accusa, va detto, da cui sarà negli anni assolto.

    Insomma, una personalità controversa, quella di don Perrello. Nel 2017, la sua abitazione viene anche perquisita. Gli inquirenti trovano le chat, in cui si entra nei dettagli dei rapporti sessuali, anche con altre persone maggiorenni. La polizia giudiziaria che interviene scopre che, dietro compensi economici e regali, don Perrello avrebbe consumato rapporti sessuali all’interno della autovettura che usava per spostarsi, prelevando il giovane dalla centrale Piazza Garibaldi, portandolo in luoghi appartati per non essere notati e, infine, riaccompagnarlo dove lo aveva incontrato.

    50, a volte 100 euro. Altre volte scarpe Nike. Dalle indagini svolte dalla Polizia Postale di Reggio Calabria su input del pm Di Palma, emerge una vita dedita al sesso: incontri con giovanissimi, frequentazione di prostitute, chat erotiche. La costante, però, sarebbe stata quella di sfruttare il bisogno economico di alcuni giovani per offrire denaro e “benefit” in cambio di prestazioni sessuali. Avviene con un giovane reggino, maggiorenne, che viene interrogato dagli inquirenti e nel 2017 racconta come tali abitudini di don Perrello non fossero cessate negli anni del primo approccio con il ragazzino rumeno.

    Il vescovo ai tempi dei fatti, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, sospende il prete che, però, dopo la prescrizione, torna prepotentemente in auge. E oggi, otto-nove anni dopo, si guadagna la fiducia dell’arcivescovo Morrone, evidentemente poco informato. Ed evidentemente, questa, non può essere una giustificazione.

    Ancor prima, peraltro, viene nominato parroco di Bagnara Calabra. E proprio in questi giorni, la comunità si stringe attorno a lui per i 25 anni di sacerdozio. Come è facile rinvenire sul sito della Diocesi di Reggio Calabria-Bova, don Perrello è stato ordinato presbitero il 26 giugno del 1999. Il 30 giugno, presso la Chiesa del Rosario di Bagnara, ha invitato i suoi confratelli per la celebrazione: “Grato al Signore per il dono del Sacerdozio nel 25esimo anniversario della mia ordinazione, vi invito a ringraziare con me il Signore durante la celebrazione eucaristica” recita il volantino.

    Giusto in tempo per prendere possesso del nuovo incarico conferitogli, lo scorso 24 giugno, dall’arcivescovo Morrone. La nomina ad amministratore parrocchiale di S. Maria del Buon Consiglio in Concessa di Reggio Calabria avrà infatti decorrenza dall’1 Luglio. La storia dei presunti abusi sessuali su un minore, le storie di sesso sparse qua e là, per la Chiesa reggina, evidentemente, sono acqua passata.

    https://ildispaccio.it/primo-piano/2024/06/29/reggio-larcivescovo-morrone-nomina-in-importante-ruolo-nella-diocesi-il-prete-prescritto-per-pedofilia/

  • Reggio Calabria: sacerdote prescritto per pedofilia, le precisazioni della Curia

    Reggio Calabria: sacerdote prescritto per pedofilia, le precisazioni della Curia

    “In merito alle notizie riguardanti il presbitero C. P. circolate in data odierna, si rendono necessarie le seguenti precisazioni. A seguito dell’archiviazione delle accuse a suo carico per rapporti con un minore, nonché della dichiarazione del Dicastero Vaticano competente, la Diocesi, che ha seguito pedissequamente le indicazioni del Dicastero romano, ha ritenuto opportuno per un intero biennio, sostenere e fare accompagnare il suddetto presbitero da uno specialista psicoterapeuta, esterno rispetto alla realtà ecclesiale, e da due confratelli”, è quanto scrive in una nota l’Arcidiocesi Reggio Calabria – Bova.

    “A conclusione di tale percorso si è potuto oggettivamente ritenere di potergli affidare l’incarico di collaboratore pastorale (non di “parroco”) della Parrocchia S. Maria e i XII Apostoli in Bagnara Calabra e ultimamente quello di Amministratore pro-tempore della Parrocchia S. Maria del Buon Consiglio in Concessa.

    Si precisa altresì che, nel corso degli anni, non sono emersi elementi che hanno fatto dubitare dell’idoneità di don P., pertanto, ai sensi del codice di diritto canonico, si è ritenuto di poter ridare fiducia al presbitero e serenità all’intera comunità ecclesiale“, conclude la nota. Carmelo Perrello

    https://www.strettoweb.com/2024/06/reggio-calabria-sacerdote-prescritto-pedofilia-precisazioni-curia/1760604/

  • Reggio Calabria: parroco assolto dalle accuse di stalking, resta indagato per rapporti sessuali con minorenni

    Reggio Calabria: parroco assolto dalle accuse di stalking, resta indagato per rapporti sessuali con minorenni

    Reggio Calabria: assolto un sacerdote dell’Arcidiocesi dalle accuse di stalking, il parroco è sospeso da ogni incarico e resta indagato con l’accusa di aver intrattenuto rapporti sessuali con minorenni

    E’ stato assolto, dal Tribunale di Reggio Calabria, don Carmelo Perrello, sacerdote dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, dalle accuse di stalking. I fatti risalgono al 2015 quando un uomo ha sporto denuncia contro il sacerdote che, secondo l’accusa, avrebbe sottoposto a pressioni inaudite il cittadino.

    Don Perrello, attualmente sospeso da ogni incarico, è anche indagato in un’inchiesta della Procura di Reggio Calabria con l’accusa di aver intrattenuto rapporti sessuali con minorenni.

    http://www.strettoweb.com/2018/11/reggio-calabria-don-perrello-assolto/771398/

  • Reggio, Morosini sospende sacerdote indagato per rapporti con minorenni

    Reggio, Morosini sospende sacerdote indagato per rapporti con minorenni

    Ieri la Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha notificato al sacerdote don Carmelo Perrello, parroco di San Gregorio in Reggio Calabria, e, per quanto previsto dalla legge, all’arcivescovo di Reggio Calabria – Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, un decreto di perquisizione locale e personale.
    I reati ipotizzati contestati al sacerdote sono di sospetta detenzione di materiale pedopornografico e rapporti sessuali con minorenni. Il procedimento penale è ancora in fase di indagini preliminari, tuttavia l’Arcivescovo, viste le norme canoniche, ha deciso di sospendere cautelativamente dal ministero pastorale il suddetto sacerdote, in attesa delle conclusioni degli accertamenti in atto.
    L’Arcivescovo, fiducioso nel lavoro della Magistratura, si pone sin da ora in atteggiamento amorevole nei confronti delle presunte vittime, chiedendo perdono per l’eventuale male arrecato.

    Il procedimento penale a carico di don Carmelo Perrello, indagato per detenzione di materiale pedopornografico e rapporti sessuali con minorenni, sarebbe scaturito da alcuni esposti presentati alla Procura della Repubblica di Reggio  Calabria da alcuni fedeli che avevano rilevato comportamenti anomali da parte del sacerdote. L’inchiesta a carico del religioso che ha portato all’emissione del decreto di perquisizione é coordinata dal Procuratore della Repubblica aggiunto, Gerardo Dominijanni. La chiesa di San Gregorio si trova nell’omonimo quartiere della periferia sud di Reggio Calabria, nei pressi dell’aeroporto.

  • Reggio: sospeso il prete pedofilo

    Reggio: sospeso il prete pedofilo

    Don Carmelo Perrello sospeso dal ministero pastorale. E’ la misura immediata adottata dall’arcivescovo di Reggio Calabria nei confronti di un sacerdote accusato di rapporti sessuali con minori e detenzione di materiale pedo pornografico.

  • Reggio Calabria: Arcivescovo sospende sacerdote per pedofilia

    Reggio Calabria: Arcivescovo sospende sacerdote per pedofilia

    Un altro prete che ha abusato dei bambini. Un arcivescovo ha allontanato un prete per possesso di materiale pedopornografico e per abuso sessuale

    L’arcivescovo di Reggio Calabria, mons. Giuseppe Fiorini Morosini, ha sospeso un sacerdote che, nel ruolo di rappresentante di Dio, è don Carmelo Perrello, parroco della chiesa di San Gregorio, conseguentemente al fatto che al prete è stato notificato un decreto di perquisizione da parte della Procura della Repubblica per detenzione di materiale pedopornografico. Materiale in cui la visione era di bambini, che erano alla “mercé” di uomini adulti. Il don è indagato anche per rapporti sessuali con minorenni.

    Pedofilia, la Chiesa

    Il Credo cattolico ultimamente è visto sotto l’aspetto di una religione che deve mettere insieme dei pezzi, Una sorta di puzzel che non è del tutto chiara. Le IENE, trasmissione di punta di Mediaset, proprio per le ultime notizie sugli abusi perpetuati dai preti pedofili, ha messo in luce le ultime testimonianze dei chierichetti. Chierichetti, che sono stati allontanati dalla possibilità di fare un percorso nel pendere la tonaca clericale proprio perché si sono esposti ai media.

    Difatti, uno di loro ha denunciato di essere stato spettatore di abusi sessuali.

    E gli altri due ragazzi non hanno smentito. Francesco Zanardi, presidente di Rete l’Abuso, ha lasciato una intervista proprio per Notizie.it sottolineando la realtà infinita di abusi sessuali da parte dello Stato Vaticano. Zanardi ha messo proprio l’accento sulla differenza che intercorre tra pedofilia e omosessualità. Omosessualità che non è una conseguenza dell’abuso dato che il minorenne abusato non è ancora formato nella sua sessualità.

    Pedofilia, le vittime, interrogazione parlamentare

    Le vittime nelle perizie medico legali sono del 50% fino ad arrivare al 90%. C’è una interrogazione parlamentare che è uscita in questi giorni. La valutazione viene fatto dalla Santa Sede in senso morale. Autori ben noti del Vaticano risultano essere insabbiati. Si evince anche il fatto che dopo la denuncia del padre spirituale, lo stesso prete è stato mandato per una vera e proprio educazione-riequilibrio allo squilibro del presunto abusante.

    La difesa di un sacerdote ha la facoltà di mettere prima in luce la sua realtà emotivafacendola cadere in primo piano rispetto all’abusato.

    “Nel momento in cui le vittime vogliono fare processi canonici – spiega Zanardi -, in aula ci sono dei grossi problemi.

    Chiediamo che il Governo proceda. Adesso non ne posso parlare ampiamente ma verrà mandato all’Onu un documento in cui ci saranno ben 9 casi in cui nei tempi del papato di Raztinger ci sono stati dei meccanismi di insabbiamento. Quindi non sono papa Francesco, coinvolto nel caso di Don Nicola Corradi – agli arresti in questo momento -; se Corradi venisse assolto il caso decade ma ci sono molte testimonianze che dimostrano il contrario. Per non parlare dell’Istituto Provolo di Verona… . La politica dovrebbe agire in questo senso. La pedofilia è un crimine, non è un discorso religioso. E ‘inopportuna la presenza dello Stato Vaticano nel reato di pedofilia. Non c’è mai stata una ricerca di problema di fondo”.

    http://www.notizie.it/reggio-calabria-arcivescovo-sospende-sacerdote/

  • La doppia vita del prete predatore

    La doppia vita del prete predatore

    Di giorno in canonica a Reggio Calabria, di sera in giro su una fiammante Mini Cooper. Le strane abitudini di don Carmelo Parrello, accusato di aver avuto rapporti sessuali con minori e già sotto processo per stalking. La Curia lo ha sospeso

    REGGIO CALABRIA Sacerdote di giorno, predatore di notte. Sarebbe un uomo dalla doppia vita don Carmelo Perrello, il sacerdote di S. Gregorio, quartiere della periferia sud di Reggio Calabria, destinatario di un decreto di perquisizione locale e personale emesso in via d’urgenza dal procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni. Contro il sacerdote, le accuse sono gravissime: detenzione di materiale pedopornografico e rapporti sessuali con minorenni. E arriverebbero da fonte qualificata e credibile.

    DENUNCIATO DALLE VITTIME A denunciarlo sarebbero state infatti alcune delle vittime, che ai magistrati avrebbero fornito un racconto tanto preciso e dettagliato da indurli a muoversi in fretta. Ieri pomeriggio, per ordine del procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni gli investigatori del compartimento Polizia postale e dell’Ufficio minori della Questura hanno bussato alla porta della parrocchia con in mano un decreto di perquisizione locale e personale per il parroco.

    CASA, AUTO, PC E CELLULARI SOTTO LA LENTE La sua stanza, gli uffici, la sua auto e ogni ambiente di pertinenza del sacerdote è stato passato al setaccio con attenzione, inclusi computer e cellulari. «Al momento – dice il procuratore Gaetano Paci, che da facente funzioni coordina le attività della Procura – considerata la delicatezza dei temi e il potenziale coinvolgimento di vittime minorenni, non possiamo dire di più. Le indagini sono ancora in fase preliminare».

    SOSPENSIONE IMMEDIATA Ma alla Curia è bastato per decidere di sospendere «cautelativamente don Perrello dal ministero pastorale, in attesa delle conclusioni degli accertamenti giudiziari in atto». A comunicarlo, con una propria nota pubblicata sul sito web del quotidiano cattolico “Avvenire di Calabria” è stato lo stesso arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, che pur dicendosi «fiducioso nel lavoro della Magistratura», ha voluto specificare la volontà di porsi «sin da ora in atteggiamento amorevole nei confronti delle presunte vittime, chiedendo perdono per l’eventuale male arrecato».

    A PROCESSO PER STALKING Un provvedimento forse dettato anche dai precedenti guai giudiziari di don Perrello, già a processo per stalking. Per anni in servizio alla parrocchia di Fossato-Montebello, piccolo centro dell’hinterland jonico reggino, lì il sacerdote si sarebbe perdutamente innamorato di un uomo e per lungo tempo lo avrebbe cercato, corteggiato e ripetutamente contattato, travalicando persino il confine della molestia. Per questo ha rimediato una denuncia per stalking, che è stata all’origine del processo che dal 2015 lo vede imputato.

    STRANE ABITUDINI Tutte cose di cui probabilmente nulla sapevano i parrocchiani di San Gregorio, che apprezzavano certo il particolare attivismo del don, ma da tempo avevano notato anche le sue curiose abitudini. Ogni sera o quasi, il sacerdote usciva dalla canonica senza abito talare, né colletto rigido, saliva sulla sua fiammante mini cooper e si allontanava per rientrare spesso solo a notte fonda. Un comportamento che in un quartiere che è quasi un piccolo paese è stato notato. Qualcuno dei fedeli ne ha anche chiesto conto al don, ma senza mai ottenere una risposta. Ma anche su quelle serate adesso le indagini potrebbero far luce.

    Alessia Candito
    a.candito@corrierecal.it