Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • In Italia un’ondata di scandali travolge la chiesa cattolica. Ma nessuno se ne accorge

    In Italia un’ondata di scandali travolge la chiesa cattolica. Ma nessuno se ne accorge

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    Pedofilia clericale – Articolo della stampa estera
    Il papa affronta una nuova ondata dello scandalo degli abusi sessuali sui minori in italia

    Un articolo di The Guardian in una nostra traduzione dall’inglese a cura di Stefania Salomone

    Il capo della chiesa cattolica si prepara per il nuovo round di accuse da parte delle vittime di preti pedofili – in Italia.
    Il cardinale Joseph Ratzinger ha affrontato casi di abusi sessuali per 24 anni prima di diventare papa Benedetto XVI.
    Papa Benedetto XVI deve fronteggiare crescenti pressioni sulla sua gestione dei preti pedofili, ora che sono venuti alla luce nuovi casi di copertura in Italia, il paese con la più alta concentrazione di clero cattolico romano.
    Dopo le ultime accuse – relative al fatto che Benedetto non avrebbe intrapreso azioni negli Stati Uniti quando era a capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, l’organo Vaticano preposto – la chiesa è “terrorizzata” mentre altre vittime in Italia si stanno facendo avanti, secondo quanto affermato da Roberto Mirabile, responsabile de La Caramella Buona, un gruppo italiano anti-abusi. “Dopo che gli scandali sono venuti alla luce all’estero, sorgeranno in Italia un numero crescente di gruppi di vittime nelle prossime settimane”, ha dichiarato ieri Mirabile.
    Quando era ancora il cardinale Joseph Ratzinger, Benedetto ha gestito i casi di abuso in Vaticano per 24 anni prima di diventare papa nel 2005.
    “Scopriremo presumibilmente che il Vaticano ha lavorato in Italia ancor più alacremente con i vescovi per nascondere i casi, rispetto all’estero, semplicemente perché il contatto era più vicino e la chiesa è così potente in Italia”, ha aggiunto Mirabile.
    Anche Sergio Cavaliere, un avvocato italiano che ha documentato 130 casi di pedofilia clericale, ritiene che i cortili Vaticani potrebbero seguire l’Irlanda, gli Stati Uniti e la Germania sull’onda delle rivelazioni di abusi sessuali. “I casi che ho trovato sono solo la punta dell’iceberg a causa della riluttanza di molte vittime a uscire allo scoperto fino ad ora”, ha dichiarato Cavaliere. “In nessuno dei casi il vescovo locale ha avvisato la polizia del sospetto abuso”.
    Altro sviluppo sorprendente è che la maggior parate delle denuncie sono recenti, a differenza dei casi del passato a Monaco o a Milwaukee, per i quali Benedetto è stato accusato la scorsa settimana di non aver intrapreso azioni.
    Mons. Charles Scicluna, che indaga sulle accuse di abusi arrivate in Vaticano, nel mese ha negato che gli abusi abbiano raggiunto ‘proporzioni drammatiche’ in Italia, ma ha dichiarato di essere preoccupato per “una certa cultura del silenzio” tra i 50.000 preti italiani.
    In febbraio, il Vaticano ha avviato un’indagine per le accuse di 67 ex-allievi di una scuola per sordi di Verona secondo cui ben 24 preti, frati e religiosi laici maschi hanno abusato degli alunni tra il 1950 e il 1980. Tre degli accusatori hanno ripetuto le loro rivendicazioni in televisione, in prima serata venerdì scorso.
    In un caso che richiama le accuse fatte contro P. Lawrence Murphy a Milwaukee, che sembrerebbe aver abusato di oltre 200 bambini sordi, un ex-allievo italiano ha dichiarato che i preti lo hanno sodomizzato così spietatamente da farlo sentire “come morto”.
    Un secondo studente ha accusato il precedente vescovo di Verona, Mons. Giuseppe Carraro, attualmente sotto processo per la causa di beatificazione, di averlo molestato.
    In Irlanda, il leader della chiesa cattolica è stato nominato in più di 200 azioni civili da parte di vittime di abusi clericali, facendo pressioni affinché si dimetta. Le vittime sostengono che il Cardinale Seàn Brady si sia reso complice negando loro la protezione dai preti pedofili o altri perpetuatori di abusi sessuali. Non ci sono indizi che egli abbia preso parte a nessun abuso.
    Fonti legali repubblicane hanno confermato che 230 singole vittime di abusi clericali stanno per trascinare la chiesa in tribunale. Affermano inoltre che queste comprendono le cinque vittime di P. Brendan Smyth, uno dei più noti pedofili d’Irlanda.
    La condanna e l’arresto di Smyth hanno aperto i boccaporti a dozzine di casi di preti che hanno abusato di bambini nelle diocesi di tutta l’Irlanda, nonché abusi diffusi e sistematici avvenuti in orfanotrofi e scuole gestiti da religiosi.
    Brady ha confermato di essere stato presente durante un processo canonico chiuso per le attività di Smyth, morto in prigione 13 anni fa, mentre scontava 12 anni per i 74 abusi commessi su minori.
    “Le vittime di Smyth sosterranno che la chiesa sapesse già dal 1975 che egli commetteva abusi sui bambini. Ma aver gestito in segreto due di queste giovani vittime in quell’anno, ha fatto sì che Smyth abusasse liberamente di molte altre negli anni successivi”, ha dichiarato all’Observer una fonte legale.
    “Il cardinale ora si ritrova nominato in centinaia di casi, alcuni dei quali arriveranno in tribunale”.
    Alla domanda se la chiesa sapesse che Brady fosse coinvolto in così tante azioni civili nei tribunali irlandesi, un portavoce dell’Ufficio Stampa Cattolico irlandese ha risposto: “Il vescovo che occupa la posizione di primate d’Irlanda (Brady) viene spesso nominato quale co-difensore nei procedimenti giudiziari da coloro che pensano erroneamente che sia “l’Amministratore Delegato” della chiesa cattolica d’Irlanda. In risposta alla sua domanda, non conosco il numero esatto dei casi di vittime di abusi sessuali da parte del clero che abbiano nominato il cardinale Seàn Brady nelle loro azioni legali”.
    Voice of the Faithful, una organizzazione cattolica che lotta per le riforme nella chiesa, ha dichiarato che “è stato significativo” che Brady abbia affermato di voler riflettere fino a Pasqua sulla sua posizione.
    Seàn O’Connaill, il coordinatore del gruppo irlandese ha dichiarato: “La situazione della chiesa d’irlanda e la posizione del cardinale Brady sono molto confuse e mutevoli”
    “I problemi che la chiesa cattolica si trova ad affrontare, tuttavia, non verranno risolti solo facendo saltare delle teste. La gente e la leadership devono rendersi conto che è necessario un grande programma di riforma della chiesa per dare una svolta a questa questione”.

    http://www.guardian.co.uk/world/2010/mar/2…e-priests-italy

    Testo originale
    Pope faces fresh wave of child abuse scandals in Italy
    The head of the Catholic church is bracing himself for a new round of allegations by victims of paedophile priests — in Italy
    Cardinal Joseph Ratzinger handled abuse cases for 24 years before becoming Pope Benedict XVI. Photograph: Max Rossi/REUTERS
    Pope Benedict XVI is facing growing pressure over his handling of paedophile priests as new cover-ups come to light in Italy, the country with the greatest concentration of Roman Catholic clerics.
    After the latest allegations – that Benedict took no action in the US when he was head of the Congregation for the Doctrine of the Faith, the Vatican’s enforcer – the church is now “terrified” as more victims stand up to be counted in Italy, according to Roberto Mirabile, head of La Caramella Buona, an Italian anti-abuse group. “With the scandals erupting abroad, we will see a huge growth in victims’ groups in Italy in coming weeks,” said Mirabile yesterday. As Cardinal Joseph Ratzinger, Benedict handled abuse cases at the Vatican for 24 years before he became pope in 2005.
    “We are likely to discover that the Vatican worked even harder in Italy with bishops than elsewhere to hide cases, simply because the contact was closer and the church is so powerful in Italy,” Mirabile added.
    Sergio Cavaliere, an Italian lawyer who has documented 130 cases of clerical paedophilia, also believes that the Vatican’s backyard could follow Ireland, the United States and Germany in producing a wave of abuse revelations. “The cases I have found are just the tip of the iceberg given the reluctance of many victims to come forward until now,” said Cavaliere. “And in no single case did the local bishop alert police to the suspected abuse.”
    Another startling development is how recent most of the allegations are, unlike the decades-old cases in Munich and Milwaukee that Benedict was last week accused of failing to act on.
    Monsignor Charles Scicluna, who investigates abuse accusations passed on to the Vatican, denied this month that abuse had reached “dramatic proportions” in Italy, but he was concerned about “a certain culture of silence” among Italy’s 50,000 priests.
    In February, the Vatican opened an investigation into allegations by 67 former pupils at a school for the deaf in Verona that 24 priests, brothers and lay religious men abused pupils from the 1950s to the 1980s. Three of the accusers repeated their claims on Italian prime-time television on Friday.
    In a case recalling the accusations against Father Lawrence Murphy in Milwaukee, who was claimed to have abused up to 200 deaf children, one Italian former pupil claimed that priests had sodomised him so relentlessly that he came to feel “as if I were dead”.
    A second pupil has accused Verona’s late bishop, Monsignor Giuseppe Carraro, who is being considered for beatification, of molesting him.
    In Ireland, the leader of the Catholic church has been named in more than 200 civil actions by victims of alleged clerical abuse, putting him under further pressure to resign. The victims claim that Cardinal Seán Brady failed in his duties by neglecting to protect them from paedophile priests and other sex abusers. There is no suggestion that he took part in any abuse.
    Legal sources in the republic confirmed that 230 separate victims of alleged clerical abuse are taking the church to court. They said these include five victims of Father Brendan Smyth, one of Ireland’s most notorious paedophiles.
    Smyth’s arrest and conviction opened the floodgates for dozens of cases concerning priests abusing children in dioceses all over Ireland, alongside widespread and systemic abuse in church-run orphanages and industrial schools.
    Brady has confirmed that he was present at a closed canonical tribunal into the activities of Smyth, who died in jail 13 years ago while serving 12 years for 74 sexual assaults on children.
    “Smyth’s victims will argue that the church knew as far back as 1975 that he was abusing children. But the hierarchy’s secret deal with two of his young victims that year left Smyth free to abuse others many years afterwards,” one senior legal source told the Observer.
    “The cardinal now faces being named in hundreds of cases, some of which will go through the courts.”
    Asked if the church was aware that Brady had been named in so many civil actions through the Irish courts, a spokesman for the Catholic Press Office in Ireland said: “The bishop who occupies the position of primate of all Ireland [Brady] is often named as co-defendant in judicial proceedings by people who mistakenly presume him to be the ‘CEO’ for the Catholic church in Ireland. In answer to your query, I do not know the exact number of cases taken by alleged victims of clerical sex abuse who have named Cardinal Seán Brady in their actions.”
    Voice of the Faithful, an international lay Catholic organisation campaigning for reforms in the church, said it was “deeply significant” that Brady has said he is spending the run-up to Easter reflecting on his position.
    Seán O’Connaill, the group’s Irish co-ordinator, said: “The situation regarding the church in Ireland and Cardinal Brady’s position is very confused and fluid.
    “The problems facing the Catholic church, however, will not be resolved alone by heads rolling. Both the people and the leadership have to realise that there has to be a major reform programme within the church to turn this around.”

    http://www.guardian.co.uk/world/2010/mar/2…e-priests-italy

    http://www.corrierediaversaegiugliano.it/i…11477&Itemid=66

    Sergio Cavaliere la law firm antipedofili intervistato dal Guardian PDF Stampa E-mail
    Scritto da s.p.
    martedì 30 marzo 2010
    L’avvocato Sergio Cavaliere di San Cipriano d’Aversa è stato intervistato dal Guardian, il famoso giornale inglese lo ha contattato in quanto la law firm sancprianese è uno dei massimi esperti italiani nella difesa delle vittime di preti pedofili, una piaga presente nella chiesa cattolica che in questi giorni sta venendo alla ribalta in maniera eclatante. Infatti il Guardian ha scritto che Cavaliere ha documentato ben 130 casi di pedofilia clericale. Cavaliere ha detto al giornalista Tom Kingdom:
    “I casi che ho trovato sono solo la punta di un iceberg dato la riluttanza di molte vittime a farsi avanti per denunciare”. Sergio Cavaliere recentemente si è occupato del caso di Don Marco Cerullo, parroco di Casal di Principe, trovato dai carabinieri in flagranza di reato mentre abusava di un bambino ed arrestato dopo un inseguimento. Cerullo è stato condannato a 6 anni e 8 mesi in appello.
    s.p.

  • Violentò un alunno 12enne, prete condannato in appello

    Violentò un alunno 12enne, prete condannato in appello

    CASAL DI PRINCIPE (ac) – E’ stata confermata la condanna di primo grado per il parroco accusato di violenza sessuale ai danni di un suo alunno.

    Sei anni e otto mesi la pena comminata dal giudice Chiaromonte, ieri, in Corte d’Appello. Don Marco Cerullo, 35enne viceparroco in una chiesa a Casal di Principe, è attualmente detenuto al regime dei domiciliari in una comunità in provincia di Frosinone.

    Il prelato, difeso dall’avvocato Carmine Ucciero, il 19 dicembre di due anni fa venne sorpreso, su segnalazione anonima, in una stradina di campagna, in compagnia di un ragazzo all’epoca dodicenne, in attegiamenti inequivocabili.

    Lo scorso mese di novembre in primo grado, era stato condannato ad una pena superiore a quella richiesta dal pubblico ministero. Dagli atti emersero non solo “insistenti e duraturi ricatti morali che il prete perpetrava ai danni della vittima” ma anche un atteggiamento del religioso nei confronti della famiglia del 12enne, suo alunno, fingendosi amico dei genitori.

    L’imputato, che svolgeva il suo ministero sacerdotale a Casal di Principe, non si presentò in aula. Il suo avvocato scelse di concludere il processo con il procedimento abbreviato, un rito “premiale” per ottenere lo sconto di un terzo della pena.

    I genitori del ragazzo, che oggi ha 14 anni, sono difesi e rappresentati dall’avvocato Costantino Puocci. In primo grado il sacerdote venne condannato anche al pagamento di una provvisionale pari a 50mila euro, provvedimento esecutivo ma non ancora adempiuto.

  • PRETE DI AVERSA CONDANNATO PER PEDOFILIA. MA IL VESCOVO CONTINUA A TACERE

    PRETE DI AVERSA CONDANNATO PER PEDOFILIA. MA IL VESCOVO CONTINUA A TACERE

    di Agenzia ADISTA 34923. AVERSA (CE)-ADISTA. Non aveva parlato allo scoppio dello scandalo, né al momento della condanna.

    E continua a tacere anche ora che sono state rese note le motivazioni che hanno indotto il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Francesco Chiaromonte, a infliggere a don Marco Cerullo – all’epoca viceparroco della chiesa del Santissimo Salvatore a Casal di Principe e insegnante di religione presso una scuola media inferiore di Villa Literno – la pena di 6 anni e 8 mesi di carcere per abusi sessuali su un minore. Ha preferito tacere il vescovo di Aversa, mons. Mario Milano. E non ha nemmeno espresso solidarietà alla vittima e alla sua famiglia.

    La vicenda ha inizio nel dicembre del 2007 quando don Cerullo viene arrestato in flagranza di reato per abusi sessuali su un suo alunno di 11 anni. “Non è che non voglio dire nulla, – aveva dichiarato allora il vescovo – non posso dire nulla visto che ci sono ancora le indagini in corso”. Ma anche quando le indagini si erano concluse, il processo di primo grado celebrato, la condanna emessa, mons. Milano ha continuato a tacere. Di più: non risulta nemmeno che sia stato aperto alcun procedimento a carico di don Cerullo presso le superiori autorità ecclesiastiche competenti.

    Non è la prima volta, da quando nel 1998 è stato nominato vescovo di Aversa, che mons. Milano è al centro di forti polemiche. Sua fu la decisione, nel marzo del 2007 ‑ nell’ambito delle iniziative promosse dal comitato “Don Peppe Diana” in occasione dell’anniversario della morte del prete antimafia (ucciso dalla camorra il 19 marzo di quindici anni fa) ‑ di vietare la presentazione, prevista nella parrocchia di San Nicola di Bari e poi svoltasi presso la sala consiliare del Comune, del libro Il costo della memoria. Don Peppe Diana. Il prete ucciso dalla camorra, scritto dal sacerdote siciliano Rosario Giuè, ritenuto da mons. Milano troppo critico nei confronti della Chiesa aversana. Nella stessa occasione, la Curia si premurò anche di cancellare l’intervento del vescovo di Caserta, mons. Raffaele Nogaro, invitato a parlare alla manifestazione “Io c’ero” alla quale alla fine, nonostante avesse già dato la sua adesione, non partecipò neppure mons. Milano.

    Sempre del 2007 è la decisione del vescovo ‑ sembra su pressioni di alcuni fedeli ‑ di chiudere il gruppo di preghiera formato da omosessuali credenti, cui aveva dato vita p. Edoardo Capuano nella sua parrocchia di San Giorgio Martire a Pascarola, frazione di Caivano. “Nel nostro unico incontro – aveva allora raccontato p. Capuano – abbiamo pregato assieme. Mai la loro sessualità è stata al centro dei nostri discorsi, anche perché non ho la competenza per affrontare questioni del genere”. Un gruppo che nelle intenzioni del parroco avrebbe dovuto semplicemente “combattere l’emarginazione sociale”, ma che evidentemente “a qualcuno non è piaciuto”.

    Altrettanto zelo censorio mons. Milano non aveva mostrato al momento dell’inaugurazione del centro pastorale di San Cipriano d’Aversa dedicato a Dante Passarelli, imprenditore di riferimento del clan dei Casalesi, arrestato per la prima volta per associazione camorristica negli anni Ottanta e morto in circostanze misteriose nel novembre del 2004. In quella occasione, infatti, mons. Milano non mancò di presenziare all’evento, insieme al parroco e al viceparroco della chiesa, dichiarando: “Se Passarelli ha sbagliato a noi non interessa, noi dobbiamo amare ancor più chi sbaglia”. (ingrid colanicchia)

  • Sacerdote condannato per abusi su un minore, la Congregazione apre un’istruttoria

    Sacerdote condannato per abusi su un minore, la Congregazione apre un’istruttoria

    MARILÙ MUSTO È stata aperta un’istruttoria presso la Congregazione della dottrina della fede, l’ex Sant’Uffizio, sul caso di don Marco Cerullo, il prete di Villa Literno condannato a sei anni e otto mesi di carcere per aver violentato un suo alunno di dodici anni nelle campagne tra Villa Literno e Casal di Principe nel dicembre del 2007, pochi giorni prima di Natale.

    Era stato proprio il pretesto di un progetto scolastico sul Natale a spingere don Marco a portare con sé l’alunno fuori dall’istituto scolastico e ad abusare di lui: «Andiamo a comprare i colori per addobbare il presepe», aveva detto alle insegnanti. Poi, nella segreteria della scuola, pochi minuti dopo, arrivò la telefonata dei carabinieri che avvertiva il vicepreside dell’arresto del sacerdote, colto in flagranza di reato.

    Il consulente della Procura di Santa Maria Capua Vetere nella sua perizia, durante il processo, aveva spiegato che gli abusi erano avvenuti più di una volta, non solo in auto ma anche nell’abitazione del religioso. Don Marco avrebbe inviato «messaggi amorosi al bambino persino paventandogli la possibilità di morire qualora non avesse accondisceso ai suoi approcci sessuali». L’insegnante di religione che tutti consideravano «un giovanotto buono e gentile» e che all’epoca dei fatti aveva trentatré anni, è tuttora ospite di una comunità cattolica in provincia di Frosinone, ma la sua permanenza nel centro di accoglienza potrebbe terminare con l’applicazione, da parte della magistratura, del nuovo provvedimento normativo antiviolenze che ha esteso l’obbligatorietà della custodia in carcere per i reati di violenza sessuale. Il tribunale ecclesiastico di Roma, in modo parallelo, ha aperto a sua volta un’indagine sui fatti contestati al giovane sacerdote al termine della quale a don Marco potrebbe essere vietato, in modo definitivo, di amministrare i sacramenti.

    Un passo in avanti è stato fatto anche da chi fino ad ora aveva taciuto nei confronti di questa vicenda. Il vescovo di Aversa Mario Milano, infatti, ha avviato il procedimento di sospensione «a divinis», cioè la sanzione disciplinare che sospende il sacerdote fino a quando la Congregazione non si pronuncerà in merito. Il caso di don Marco, insegnante di religione nella scuola media di Villa Literno e viceparroco nella chiesa del Santissimo Salvatore di Casal di Principe, si è chiuso con una sentenza in primo grado emessa dal gip Francesco Chiaromonte del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, con la condanna a sei anni e otto mesi di reclusione. L’avvocato del sacerdote, Carmine Ucciero, ha impugnato la sentenza dinanzi alla corte di appello e l’avvocato della vittima, Costantino Puocci, in questi giorni dovrà notificare l’esecutività del risarcimento danni riconosciuto alla famiglia del bambino per una somma pari a cinquanta mila euro.

    Ma la pena inflitta al sacerdote è sembrata troppo mite anche per il procuratore generale che è ricorso innanzi alla corte di cassazione contro la condanna emessa dal gip di Santa Maria Capua Vetere ritenendo quest’ultima più lieve di quella dovuta. Il gip sammaritano, infatti, secondo la Procura generale, avrebbe omesso di applicare interdizioni più rigide.

    http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20090322&ediz=CASERTA&npag=42&file=obj_4145.xml&type=STANDARD

  • Sacerdote condannato per pedofilia, le motivazioni della sentenza

    Sacerdote condannato per pedofilia, le motivazioni della sentenza

    12enne di Villa Literno avrebbe subito anche altre violenze
    Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Francesco Chiaromonte, ha emesso le motivazioni della sentenza, con la quale lo scorso mese di novembre ha condannato a 6 anni ed 8 mesi don Marco Cerullo, il sacerdote 35enne di Villa Literno arrestato nel dicembre del 2007 con l’accusa di aver compiuto abusi sessuali ai danni di un ragazzino di 12 anni. Il Gip ha anche disposto anche una provvisionale di 50mila euro, immediatamente esecutiva a carico del sacerdote. Cerullo, all’epoca dei fatti era il vice parroco della chiesa del Santissimo Salvatore a Casal di Principe, e secondo gli inquirenti fu sorpreso dai carabinieri in flagranza di reato mentre abusava del ragazzino, di cui era insegnante di religione. Un fatto grave in merito al quale la Diocesi di Aversa non ha mai preso una posizione ufficiale, nemmeno dopo la condanna.

    L’arresto
    Il sacerdote fu arrestato in una zona di campagna tra Casal di Principe e Villa Literno, ad ammanettarlo furono i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Casal di Principe: i militari notarono un’auto ferma in una stradina isolata, si sono avvicinati è secondo le accuse, contestate dal Pm Ricci, e secondo la tesi accusatoria notarono che il parroco stava costringendo il ragazzino a subire un atto orale. Cerullo, secondo fonti legali, vistosi scoperto avrebbe tanto di scappare: mise in moto l’auto costringendo i carabinieri ad un inseguimento, lo raggiunsero quando la sua macchina rimase bloccata in un punto in cui la strada campestre è diventata impercorribile.

    Le motivazioni
    Il giudice scrive che Cerullo una volta fermato dai carabinieri “ammetteva spontaneamente quanto accaduto, aggiungendo anche ulteriori particolari”, poi in sede di convalida dell’arresto “ridimensionava se non addirittura escludere le sue responsabilità”. Lo aveva portato con se per andare ad acquistare colori che dovevano servire ad addobbare il presepe. Si apprende anche che il ragazzino ha rivelato che Cerullo gli avrebbe chiesto di avere rapporti sessuali anche in precedenti occasioni. Il Consulente della procura nella sua perizia sostiene che gli abusi sarebbero avvenuti più di una volta, e il giudice scrive che il prete gli avrebbe mandato al 12enne: “messaggi amorosi e persino paventandogli la possibilità di morire qualora non avesse accondisceso ai suoi approcci sessuali”. Abusi che sarebbero avvenuti non solo in auto ma anche nell’abitazione di don Cerullo, un sacerdote che il difensore nel tentativo di farlo scagionare, sostenendo che in casa potevano esserci anche i suoi parenti, lo ha descritto come un promettente teologo.

    Dall’inchiesta è emerso che Don Marco Cerullo, difeso dall’avvocato Carmine Ucciero, aveva contatti con il 12enne non solo perché era il suo insegnante di religione in un scuola media (secondaria di primo grado) di Villa Literno, poi essendo dello stesso comune di residenza del ragazzino era considerato dalla famiglia dell’adolescente una figura di riferimento. La tutela degli interessi del ragazzino e della sua famiglia è stata affidata ai legali Costantino Puocci, Sergio Cavaliere e Giacomo Cassandra.

    http://www.corrierediaversaegiugliano.it/index.php?option=com_content&task=view&id=8482&Itemid=66

  • Casal di Principe – Villa Literno: sacerdote condannato per rapporti con un 12enne

    Casal di Principe – Villa Literno: sacerdote condannato per rapporti con un 12enne

    E’ stato condannato a 6 anni 8 mesi don Marco Cerullo, il sacerdote di Villa Literno arrestato nel dicembre del 2007 con l’accusa di aver compiuto abusi sessuali ai danni di un ragazzino di 12 anni. Una pena che è andata oltre la richiesta del Pm di condannarlo a 5 anni.

    Il verdetto di primo grado è stato emesso dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Chiaromonte, che ha disposto anche una provvisionale di 50mila euro, immediatamente esecutiva a carico del sacerdote.

    Cerullo, che ha chiesto il giudizio abbreviato, all’epoca dei fatti esercitava come vice parroco, nella chiesa del Santissimo Salvatore a Casal di Principe, e secondo fonti inquirenti fu sorpreso dai carabinieri in flagranza di reato. Un fatto grave che ha scosso le comunità di Casale e Villa Literno, ma sul quale la Diocesi di Aversa non ha mai voluto prendere posizione, chissà se lo farà adesso.

    L’arresto
    Il sacerdote fu arrestato in una zona di campagna tra Casal di Principe e Villa Literno, ad ammanettarlo furono i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Casal di Principe: i militari notarono un’auto ferma in una stradina isolata, si sono avvicinati è secondo le accuse, contestate dal Pm Ricci, e secondo la tesi accusatoria notarono che il parroco stava costringendo il ragazzino a subire un atto orale. Cerullo, secondo fonti legali, vistosi scoperto avrebbe tanto di scappare: mise in moto l’auto costringendo i carabinieri ad un inseguimento, lo raggiunsero quando la sua macchina rimase bloccata in un punto in cui la strada campestre è diventata impercorribile.

    Il ragazzino
    Don Marco Cerullo, difeso dall’avvocato Carmine Uccisero, aveva contatti con il 12enne non solo perché era il suo insegnante di religione in un scuola media (secondaria di primo grado) di Villa Literno, poi essendo dello stesso comune di residenza del ragazzino era considerato dalla famiglia dell’adolescente una figura di riferimento.

    http://www.corrierediaversaegiugliano.it/index.php?option=com_content&task=view&id=7605&Itemid=66

  • Violenza su minore don Marco dal gup

    Violenza su minore don Marco dal gup

    MARILÙ MUSTO – È stata fissata per il diciannove dicembre l’udienza preliminare nella quale il gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere deciderà se ci sono sufficienti e idonei elementi di prova per sostenere in dibattimento l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di don Marco Cerullo, sorpreso in una campagna dai carabinieri di Casal Di Principe il diciannove dicembre del 2007 con un suo alunno in atteggiamenti intimi.

    Non si esclude che il difensore del sacerdote possa chiedere il rito abbreviato che permetterà a don Marco, arrestato a dicembre, di beneficiare dello sconto di pena di un terzo ammettendo, però, le colpe. In questo modo la pena da scontare potrebbe essere al di sotto dei sei anni di carcere o di domiciliari.

    Gli avvocati difensori della vittima di undici anni, Costantino Puocci e Sergio Cavaliere, chiederanno, per conto della famiglia del bambino, la costruzione di parte civile. In pratica reclameranno un risarcimento di danni morali e materiali subiti dal minore. Don Marco Cerullo, trentaquattro anni, insegnante di religione nella scuola media di Villa Literno e viceparroco nella chiesa del Santissimo Salvatore a Casal Di Principe, da un anno, è agli arresti domiciliari in una comunità religiosa del basso Lazio mai resa nota dalla curia. La diocesi di Aversa non ha mai commentato le accuse di pedofilia rivolte al giovane sacerdote colto in flagrante dai carabinieri. Alcune indiscrezioni fanno trapelare, ora, che don Marco non ha mai chiesto scusa alla famiglia del suo alunno, né è mai tornato a Casal Di Principe per prendere le sue cose dalla sua stanza in parrocchia.

    Dalle confessioni del ragazzo sarebbe emerso che le attenzioni dell’insegnante di religione erano rivolte non solo a lui, ma anche ad altri alunni che, però, non hanno mai denunciato l’accaduto. Non solo. In sede di incidente probatorio è emerso che con il pretesto di una pizza o di una visita al seminario vescovile di Aversa o in una festa di compleanno, il sacerdote avrebbe cercato di adescare l’alunno facendolo sentire privilegiato. La presunta inclinazione sessuale è venuta allo scoperto solo a dicembre scorso quando i ragazzi della scuola media ed elementare di Villa Literno erano intenti a preparare un progetto sul Natale.

    A don Marco servivano i pastelli per colorare un albero. Così pensò di andarli a comprare in una cartoleria vicina e di portare con sé il ragazzo di undici anni. Alla cartoleria, però, don Marco non arrivò mai. Si fermò in una strada sterrata tra Cancello Arnone e Casal Di Principe e, stando al racconto della vittima, abusò di lui. In caserma il sacerdote pianse davanti ai carabinieri che lo interrogarono ammettendo, probabilmente, il fatto. Solo in seguito pare abbia dichiarato che si trattava solo di un abbraccio affettuoso. Don Marco venne arrestato, ma uscì di prigione venti giorni dopo. Da allora il ragazzo ha intrapreso una terapia ed è stato aiutato dalla famiglia a superare il trauma.

    http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20081017&ediz=CASERTA&npag=40&file=obj_3803.xml&type=STANDARD

  • Emersi altri particolari delle violenze subite Il prete fu arrestato in flagranza nel 2007

    Emersi altri particolari delle violenze subite Il prete fu arrestato in flagranza nel 2007

    Ha confermato le accuse, dalla prima all’ultima, e ha aggiunto particolari inquietanti a tutta la vicenda il bambino vittima di violenza sessuale da parte del suo insegnante di religione.

    Lo ha fatto ieri, aiutato dalla psicologa nominata dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Ora la prova verrà portata al processo.

    Ad assistere all’incidente probatorio, in una stanza vicina, c’erano il gip Stefania Amodeo, il pm Antonio Ricci, i genitori del bambino, l’avvocato Costanti Puocci con gli altri due rappresentanti della famiglia e l’avvocato difensore di don Marco, Carmine Ucciero.

    Per i legali del minore quello tra lui e il viceparroco della chiesa di Casal Di Principe era un rapporto fatto di «ricatti psicologici, di insistenti pressioni con sms sdolcinati e forvianti” del sacerdote che potrebbero essere letti “in chiave mistica e sentimentale».

    Secondo la ricostruzione lucida del bambino fatta di tante pause, le prime attenzioni di don Marco sarebbero state notate in occasione di una festa; prima, però, il sacerdote avrebbe cercato di carpire la fiducia del suo alunno portandolo a mangiare una pizza, a visitare il seminario vescovile di Aversa, facendo dei piccoli regali che spesso venivano rifiutati e prediligendo quello studente un po’ timido rispetto agli altri in modo da poterlo avvicinare da solo.

    Qualcuno, a scuola, se ne era accorto. Si era accorto, probabilmente, si quelle attenzioni così insistenti e del fatto che l’uscita da scuola dei due durante l’orario scolastico poteva nascondere qualcos’altro. Un abuso sessuale. I particolari della violenza sono emersi nel colloquio con la psicologa ieri.

    Il sacerdote, stando ad alcune indiscrezioni, avrebbe avuto un ruolo passivo nel rapporto, ma attivo nelle presunte pressioni psicologiche quando il ragazzino proponeva di allontanarsi, di «non fare certe cose da gay».

    L’incubo è finito il diciannove dicembre del 2007. Una pattuglia dei carabinieri di Casal Di Principe in servizio di perlustrazione aveva notato l’auto del sacerdote ferma sul ciglio della strada tra Casale e Grazzanise. Don Marco che in quel momento avrebbe dovuto trovarsi in aula per il progetto Natale a Villa Literno, era in macchina con il minore. Aveva cercato di fuggire schiantandosi contro un paletto di un distributore di benzina quando i carabinieri si erano avvicinati all’Alfa. Poi, richiuso in carcere, aveva pianto e pregato.

    Ora il ragazzino ha riacquistato la serenità perduta, un equilibrio, forse, anche familiare. Per don Marco si sono aperte le porte di una comunità di recupero gestita da religiosi, ma potrebbero riaprirsi le porte del carcere al termine del processo.

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  • Il ragazzino conferma le accuse a don Cerullo, il prete non si è presentato all’incidente probatorio

    Il ragazzino conferma le accuse a don Cerullo, il prete non si è presentato all’incidente probatorio

    Una persona è colpevole dopo che è stata dichiarata tale successivamente al terzo grado di giudizio, è questo principio di civiltà certamente non va infranto, anche quando ci si trova di fronte ad un individuo, in questo caso un sacerdote, che i carabinieri ritengono di aver fermato in flagranza di reato mentre compiva atti sessuali contro un ragazzino undicenne.

    Colpevole è certamente chi, pur vestendo un saio, si ostina a far finta che nulla stia accadendo.

    Don Marco Cerullo fu arrestato lo scorso 21 dicembre, mentre era in auto col bambino, lo bloccarono dopo un inseguimento nelle campagne tra Villa Literno e Casal di Principe. Adesso si trova agli arresti domiciliari in una struttura monastica del centro Italia, è ospite di quella Chiesa che contemporaneamente all’assistenza che sta prestando a questo suo “pastore smarrito”, avrebbe il dovere di esprimere almeno qualche parola di conforto anche verso quelle pecorelle del proprio gregge, che per questa vicenda stanno soffrendo: il ragazzino e la sua famiglia.

    Papa Benedetto XVI si è recato fino negli Stati Uniti per chiedere scusa alle vittime dei preti pedofili, ma la Diocesi di Aversa, retta dall’Arcivescovo Mario Milano, che da poco è stato anche insignito della cittadinanza onoraria, in questi mesi non ha per nulla bussato alla porta di questa famiglia sofferente e soprattutto non ha offerto alcun aiuto al ragazzino, che ieri (martedì) ha dovuto sostenere l’incidente probatorio davanti al Gip di Santa Maria Capua Vetere, Raffaele Piccirillo, assistito dall’avvocato Costantino Puocci che lo sta seguendo insieme al collega Sergio Cavaliere.

    Il piccolo ha raccontato la sua esperienza, affinché le sue parole entrassero formalmente negli atti processuali, ha anche confermato che quel giorno non fu la prima volta, aggiungendo così altri ripugnanti particolari alla vicenda. Cerullo non si è nemmeno presentato. La vittima è un alunno del sacerdote 33enne, che era anche insegnante nella scuola media di Villa Literno. I carabinieri intervennero dopo una telefonata, una voce anonima segnalò la sua Alfa 147 parcheggiata in una zona isolata. La vicenda ha sconquassato anche la dinamiche di due comunità locali, Villa Literno non è grande e la famiglia del ragazzino abita a poca distanza da quella del sacerdote, ma la Chiesa, quella che dice di essere messaggera di pace, rimane muta. Lo stesso avviene a Casal di Principe, dove Cerullo era vice parroco nella parrocchia del Santissimo Salvatore, anche a quei fedeli che partecipavano alle sue messe nessuno ha detto molto. Che Dio illumini la Chiesa.

    Salvatore Pizzo

    http://www.corrierediaversaegiugliano.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5921&Itemid=45

  • Preti Pedofili. Don marco Cerullo verso il rito abbreviato

    Preti Pedofili. Don marco Cerullo verso il rito abbreviato

    MARILÙ MUSTO Casal di Principe. Una località segreta, mantenuta tale dal muro di silenzi alzato da una comunità ecclesiastica, ma i guai giudiziari nei quali don Marco Cerullo si è cacciato per una storia di presunti abusi su un suo alunno, potrebbero raggiungerlo anche lì, nel luogo segreto in cui il viceparroco sconta gli arresti domiciliari circondato da sacerdoti che hanno offerto di ospitarlo.

    Perché dopo quasi due mesi dal suo arresto il pm della procura di Santa Maria Capua Vetere Antonio Ricci sta per avanzare la richiesta di incidente probatorio. Non potrebbe fare altrimenti.

    È previsto infatti che per i delitti sessuali o a sfondo sessuale il pubblico ministero o la persona sottoposta alle indagini debbano chiedere che si proceda con incidente probatorio all’assunzione della testimonianza di persona minorenne. Il legale della famiglia dell’alunno, Costantino Puocci, aveva avanzato l’istanza il 24 dicembre del 2007, ma il pm ha ritenuto opportuno valutare prima lo stato psicologico della vittima. Un passo prudente e graduale prima di acquisire tutte le prove di una triste e spiacevole verità.

    Diversa la posizione dell’avvocato Carmine Ucciero, legale di don Marco che non ha escluso che dopo aver ricevuto gli atti inviati al Riesame possa chiedere il rito abbreviato. Ciò comporterebbe l’ammissione di colpa di don Marco che davanti ai carabinieri che lo avevano colto in flagranza di reato il 19 dicembre scorso, aveva ammesso l’abuso scoppiando in lacrime, ma ascoltato dal gip aveva ritratto dicendo che il suo «era solo un abbraccio affettuoso». Quegli abbracci, altri abbracci di don Marco ad altri alunni o ragazzi della parrocchia, i militari di Casal Di Principe hanno smesso di cercarli.

    Le perquisizioni in chiesa e in alloggio hanno dato esito negativo e con esso sono svanite anche le speranze che ulteriori denunce potessero giungere in caserma. Un altro muro alzato da sfondare, anche questo fatto di silenzi. In caso di rito abbreviato l’ex viceparroco potrebbe ottenere lo sconto della pena di un terzo, pena che va da un minimo di sei ad un massimo di dodici anni di reclusione; con le attenuanti generiche prevalenti il minimo potrebbe scendere a cinque anni. Anni durante i quali don Marco potrebbe anche non vedere mai le grate del carcere. Il fascicolo degli atti, con il rito abbreviato, potrebbe passare nelle mani di Francesco Chiaromonte. La vicenda giudiziaria e le ipotesi sullo sviluppo del caso s’intrecciano con la sorte della parrocchia del Santissimo Salvatore di Casal Di Principe.

    Perché da circa due mesi la chiesa non ha un viceparroco, ma è retta da don Carlo Aversano, rimasto solo e ancora addolorato per quanto accaduto. Sarebbe stato invece sostituito l’insegnate di religione cattolica nella scuola media ed elementare di Villa Literno. Dal plesso scolastico l’alunno, senza l’autorizzazione dei genitori, non sarebbe dovuto uscire, perché il permesso ratificato dal vicedirigente aveva accordato solo lo spostamento da un’aula all’altra per realizzare il «progetto Natale». Da questa circostanza sarebbe nata la querela di parte contro don Marco perché «approfittando del suo ruolo di sacerdote nonché di insegnante di religione», portò via il ragazzino «per condurlo, con un raggiro, in una zona periferica della città per poi costringerlo a subire abusi di tipo sessuale».

    http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20080209&ediz=CASERTA&npag=41&file=MELA.xml&type=STANDARD