Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Chiavari

  • Alassio: don Luciano, una borsa da pc e i sospetti su di lui

    Alassio: don Luciano, una borsa da pc e i sospetti su di lui

    C’è un quarto computer nel mirino della Procura, ma non si trova. su quel pc potrebbero esserci i “segreti” di don Luciano Massaferro, almeno questo è quello che ipotizzano gli inquirenti che indagano sul parroco della San Vincenzo di Alassio arrestato il 29 dicembre. Gli inquirenti hanno trovato una borsa da computer, ma non il pc. Che cosa significa? Il pc potrebbe essere stato fatto sparire prima del clamoroso arresto della polizia, non dopo che il sacerdote è stato trasferito e rinchiuso nel carcere di Chiavari. E’ un punto, questo, sul quale sono fermamente convinti gli inquirenti. E sulle accuse al sacerdote non vi sarebbero, come prove, solamente i racconti delle molestie subite dalla chierichetta, ma anche la descrizione precisa dei luoghi dove questi sarebbero avvenuti. Ma anche l’accusa, come del resto la difesa, attendono solo il pronunciamento dei giudici del tribunale del riesame al quale è stato chiesto di concedere la libertà al sacerdote.

    Martedì 12 Gennaio 2010 ore 14:51

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=67623

     

  • Savona: prete arrestato, Granero “non replico alle critiche”

    Savona: prete arrestato, Granero “non replico alle critiche”

    “Riconosco la legittimità della critica, ma non replico. Come in tutti i quarant’anni della mia carriera, ho agito con serena coscienza e piena responsabilità, condividendo le scelte dei due colleghi”.

    Taglia corto il procuratore capo Francantonio Granero sulle critiche mosse ieri dal giornale “Avvenire” in merito all’operato della magistratura a proposito del clamoroso arresto di don Luciano Massaferro, parroco di Alassio finito in carcere a Chiavari con l’accusa di aver violentato una bambina di undici anni. ha detto ai cronisti.

    Intanto anche gli stessi inquirenti attendono la decisione del tribunale del riesame prevista per giovedì in merito all’istanza di scarcerazione presentata dai legali difensori del sacerdote arrestato.

    Lunedì 11 Gennaio 2010 ore 13:36

  • La Curia attacca i magistrati e se la prende con la bambina. Il prete è innocente. Parola del vescovo e dei suoi parrocchiani.

    La Curia attacca i magistrati e se la prende con la bambina. Il prete è innocente. Parola del vescovo e dei suoi parrocchiani.

    La colpa è tutta della bimba. Il vescovo chiama a testimoni gli adulatori del prete: “Chi lo conosce sa che è innocente” (come se un pedofilo violentasse davanti ai suoi adulatori). Copione già visto.

    Ha taciuto per giorni, atteso il no del Gip alla scarcerazione o ai domiciliari, poi dopo che l’indagato ha scelto il silenzio all’ultimo interrogatorio, a parlare è la diocesi di Albenga Imperia, quella alla quale appartiene don Luciano Massaferro, 44 anni, inquisito e detenuto con l’accusa di violenza su una bambina di undici anni,

    Dopo le dichiarazioni di prassi di inizio inchiesta arriva un attacco diretto a lla Procura della Repubblica “rea” per l’arresto di don Luciano Massaferro e sotto accusa per l’indagine che, secondo la Curia (che ha scelto come portavoce l’ufficio comunicazioni sociali e la pagina settimanale diocesana locale pubblicata su Avvenire) avrebbe avuto solo una tesi punitiva, senza ascoltare testimoni pro indagato.

    All’attacco alla Procura segue quello ai media per le cronache sul caso, ma questo aspetto (seppur importante) non è nuovo nello stile del quotidiano cattolico.

    Nell’articolo si parla anche della presunta vittima: «siamo stati bombardati da più parti, come un carosello pubblicitario, con la testimonianza di una minore, che sembrerebbe provenire da un contesto familiare noto e difficile, nel quale spesso, a detta di parecchi esperti della psichiatria infantile, ci si potrebbe convincere che sia vera una pura fantasia».

    Intanto sul fronte giudiziario, la prossima settimana (il 14 gennaio) il Riesame di Genova dovrà pronunciarsi sul ricorso contro la carcerazione, presentata dal nuovo legale del sacerdote, Mauro Ronco, presidente dell’Ordine forense torinese e consulente anche per il Vaticano per le vicende giudiziarie e no che hanno colpito sacerdoti accusati di pedofilia.

    LA PAGINA DELLA DIOCESI INGAUNA

    In un articolo nella pagina curata dall’ufficio diocesano delle Comunicazioni Sociali si fa riferimento alla detenzione in carcere di don Luciano: «In questa triste pagina, tre elementi oggettivi restano fissati, ad oggi, nel cuore e nella mente. Prima di tutto l’arresto di un sacerdote, che sembra essere condannato di un reato infamante, prima ancora che le indagini siano terminate e che un rinvio a giudizio e un processo penale siano stati celebrati sul suo conto».

    «Ciò nonostante – secondo quanto scrive il quotidiano – sulle locandine delle edicole, sui quotidiani nazionali e locali, sui siti internet e social network più diffusi sono corsi, in questi giorni, titoli strillati a mò di sentenze con rito accelerato, tanto da suscitare seria preoccupazione e immediate prese di posizione».

    Nell’articolo si parla anche della presunta vittima: «Siamo stati bombardati da più parti, come un carosello pubblicitario, con la testimonianza di una minore, che sembrerebbe provenire da un contesto familiare noto e difficile, nel quale spesso, a detta di parecchi esperti della psichiatria infantile, ci si potrebbe convincere che sia vera una pura fantasia».

    Poi, l’affondo contro la Procura, «che ha predisposto il fascicolo delle indagini senza aver ascoltato ad oggi neppure una volta chi del sacerdote potesse conoscere, giorno dopo giorno, non solo la sua crescita spirituale ma anche le ragioni della sua vocazione».

    Secondo quanto scritto sull’Avvenire, l’unica vera notizia, «forse antipatica e fastidiosa per qualcuno», sarebbe il fatto che «un’intera comunità cristiana, fatta non solo di sacerdoti e suore ma anche di laici impegnati e ai margini, è uscita fuori forte e determinata nella solidarietà, pronta e disponibile a discernere sempre il bene dal male e che, fino a prova contraria, stando agli elementi emersi, non solo non può condannare il sacerdote ma pure prega con carità cristiana per lui e per il disagio della minore».

    Alassio: prete arrestato, l’accusa deposita atti al Riesame

    Saranno depositati al tribunale del riesame di Genova anche dall’accusa i documenti raccolti in questa settimana su don Luciano Massaferro, il parroco arrestato per violenza sessuale su una ragazzina di undici anni. Solo la prossima settimana tuttavia i giudici genovesi decideranno in merito al ricorso presentato dalla difesa che ha chiesto la scarcerazione del sacerdote per prove insufficienti affinché possa restare ancora detenuto in carcere a Chiavari.

    Il parroco attende fiducioso il verdetto del riesame anche alla luce dell’ingresso nella squadra dei difensori di don Luciano Massaferro. Ad affiancare Alessandro Chirivì c’è ora il collega Mauro Ronco, presidente (anche se in scadenza) dell’Ordine degli Avvocati di Torino. Un incarico che il parroco ha accolto con grande soddisfazione: ieri dopo l’udienza davanti ai pm Alessandra Coccoli e Giovanni Battista Ferro (nella foto), si è lasciato andare a un sorriso liberatorio dopo una settimana di detenzione nella casa circondariale chiavarese.

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=67397

    Alassio: faccia a faccia tra don Luciano e la ragazzina

    Don Luciano Massaferro e la ragazzina che lo accusa, potrebbero presto trovarsi faccia a faccia, uno di fronte all’altro. Non è più soltanto un’idea, presa in considerazione dalla Procura. Presto, infatti, i magistrati Giovanni Battista Ferro (nella foto) e Alessandra Coccoli potrebbero chiedere al giudice delle indagini preliminari che disponga un confronto fra il sacerdote e l’undicenne, le cui posizioni sono distanti anni luce. La ragazzina lo accusa. Il prete si difende, negando gli episodi che lo hanno portato in carcere con l’accusa di violenza sessuale. Intanto è stata fissata per la prossima settimana, a Genova l’udienza del tribunale del Riesame. Nell’occasione i giudici dovranno decidere se accogliere o meno la richiesta di annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal giudice delle indagini preliminari Emilio Fois, che ha portato in carcere don Luciano Massaferro, ora detenuto (in una cella che divide con altre sette persone) a Chiavari.

    r.c.

    Sabato 09 Gennaio 2010 ore 07:01

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=67407

    Alassio: prete arrestato, giovedì la decisione del Riesame

    E’ atteso per giovedì prossimo a Genova il verdetto dei giudici del Tribunale del Riesame che dovranno discutere dell’istanza di scarcerazione presentata dai difensori di don Luciano Massaferro, il sacerdote alassino accusato di violenza sessuale su una ragazzina di undici anni, sua parrocchiana. I sostituti Coccoli e Ferro stanno preparando le rispettive «memorie» sulla base delle quali i giudici del Riesame prenderanno le loro decisioni.
    Allo stato attuale però, secondo quanto risulta ai difensori, anche alla luce dei tre interrogatori del parroco alassino, gli elementi d’accusa sarebbero gli stessi di sempre, e sostanzialmente soltanto il racconto della ragazzina raccolto dalla psicologa del Gaslini e acquisito agli atti dell’inchiesta. Elementi che, come ha sottolineato il professor Ronco, per la difesa non sarebbero sufficienti, senza riscontri obiettivi, a sostenere un’accusa così grave, e certamente a mantenere in carcere don Massaferro.

    Domenica 10 Gennaio 2010 ore 08:13

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=67453

  • Prete arrestato, oggi nuovo interrogatorio

    Prete arrestato, oggi nuovo interrogatorio

    A sorpresa nuovo interrogatorio per don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio, accusato di violenza su una bambina di 12 anni. Il sacerdote sarà in Tribunale a Savona, questo pomeriggio, a partire dalle 16.

    http://www.primocanale.it/news.php?id=61506

    07 gennaio 2010
    Inchiesta pedofilia: “Don Lu” non risponde ai magistrati
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    Don Luciano Massaferro

    Savona. E’ stato un interrogatorio lampo quello di questo pomeriggio che ha messo di nuovo faccia a faccia, presso il Tribunale di Savona, gli inquirenti e Don Luciano Massaferro, il prete alassino accusato di abusi sessuali su una bimba di 11 anni, sua parrocchiana. Assistito anche dal nuovo legale difensore, l’avvocato torinese Mauro Ronco, “Don Lu” si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del procuratore capo Gian Antonio Granero e del pm Giovanni Battista Ferro, titolare dell’indagine. Poco meno di quindici minuti e Don Luciano Massaferro ha fatto ritorno nel carcere di Chiavari, dove è rinchiuso dallo scorso 29 dicembre.

    Ora, in attesa della pronuncia del Tribunale del Riesame sull’istanza di scarcerazione, Don Luciano vuole mettere a punto la sua nuova strategia difensiva. La Procura, intanto, prosegue con gli accertamenti: elementi utili all’inchiesta potrebbero arrivare dalla perizia sui tre computer sequestrati al prete alassino. Per ora nessuna conferma se l’indagine si sia allargata ad altri episodi di abusi sessuali.

    Savona: prete arrestato non risponde al pm Ferro

    Si è avvalso della facoltà di non rispondere don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio arrestato la settimana scorsa con l’accusa di aver violentato una minorenne. Glielo ha consigliato l’avvocato Mauro Ronco, presidente dell’Ordine degli Avvocati piemontesi (nella seconda foto) che da oggi affianca l’avvocato Alessandro Chirivì nella difesa del sacerdote. Un nome di assoluto prestigio visto che l’avvocato Ronco è anche ordinario di diritto penale all’Università di Padova.

    “Non ci sono elementi di accusa sufficienti affinché il nostro assistito resti ancora in carcere – ha detto l’avvocato poco prima di entrare nell’ufficio del pm Giovanni Battista Ferro al sesto piano di palazzo di giustizia- Questo è il terzo interrogatorio che il nostro cliente cliente sostiene considerando quello davanti al gip dopo il suo arresto. Noi abbiamo sempre dato ampia disponibilità alla magistratura savonese, lo abbiamo fatto anche oggi accogliendo la nuova convocazione a palazzo di giustizia, ma ora è arrivato il momento – ha detto il legale al termine dell’udienza lampo durata meno di dieci minuti – di affidarci alle valutazioni dei giudici del tribunale del riesame di Genova che dovrebbero pronunciarsi quanto prima. Anche l’accusa dovrà depositare i propri atti e quindi potremo valutare meglio ciò che contestano al nostro cliente e studiare delle contromisure, ma a tutt’oggi posso dire che il mio cliente è assolutamente innocente e non lo dico solamente perché sono il suo difensore, ma proprio perché mi posso esprimere su quanto ho letto nell’ordinanza e su ciò che mi ha detto il collega Chirivì che sta seguendo molto bene il caso. Insomma in un quadro accusatorio del genere non possiamo che non essere fiduciosi”.

    Don Luciano, al termine della breve udienza nell’ufficio del pm, è apparso sereno. Ha sorriso ai suoi avvocati convinto probabilmente che l’arrivo del nuovo avvocato nella squadra dei difensori possa davvero fare chiarezza su tutta la vicenda. Prima di lui, come persona informata sui fatti, il pm, affiancato dal vice capo della squadra mobile Pierluigi Vizio e dall’ispettore Ariu, avevano sentito un uomo come persona informata sui fatti fatto poi accomodare nel lungo corridoio al sesto piano in attesa della fine dell’interrogatorio del prete. Insomma l’inchiesta da parte della procura è tutt’altro che al capolinea. Faccia distesa anche il pm Ferro che quindi attende con tranquillità la decisione del tribunale del riesame di Genova.

  • Indagini sul computer che don Luciano aveva fatto “sparire”

    Indagini sul computer che don Luciano aveva fatto “sparire”

    06/01/2010 10:10

    Indagini sul computer che don Luciano aveva fatto “sparire”

    E’ stato ritrovato solo l’altro ieri dagli uomini della squadra mobile, dopo una lunga serie di indagini, il computer di cui don Luciano Massaferro, il parroco di 44 anni di Alassio arrestato a fine anno con l’accusa di abusi sessuali su una bimba di 12 anni, aveva sempre negato l’esistenza. Secondo le indiscrezioni che trapelano dalle indagini, era stato affidato agli educatori dell’Azione cattolica della parrocchia di San Vincenzo e San Giovanni. Ieri pomeriggio gli stessi educatori sono stati sentiti a lungo in qualità di persone informate sui fatti. Sempre ieri è stato nuovamente interrogato per quattro ore don Luciano, poi accompagnato al penitenziario di Chiavari dove è detenuto. Gli investigatori cercano ora di capire cosa contenesse il pc del parrocco prima di essere consegnato all’Azione cattolica.

    http://www.primocanale.it/news.php?id=61431

  • Don Luciano sotto torchio. I pm: no comment

    Don Luciano sotto torchio. I pm: no comment

    Quattro ore di interrogatorio e due secchi `no comment´ da parte del procuratore capo Francantonio Granero e del vice Giovanni Battista sulle possibili ammissioni di Luciano Massaferro, il parroco arrestato la settimana scorsa con l’accusa di violenza sessuale su una chierichetta di 11 anni.

    Nessuna conferma, inoltre, che al sacerdote siano stati contestati altri eventuali episodi. Dopo l’interrogatorio di giovedì scorso davanti al gip Emilio Fois ieri sera il sacerdote da martedì scorso in carcere a Chiavari è tornato in Tribunale: non più al quinto, ma al sesto piano, dove affiancato dal suo avvocato Alessandro Chirivì ha risposto alle domande dei magistrati.

    Sui contenuti del lungo interrogatorio anche il legale del sacerdote ha preferito non fare alcun commento. Nei prossimi giorni, sempre a palazzo di giustizia, potrebbero sfilare anche educatori e parrocchiani, persone vicine al sacerdote arrestato per trovare conferma del racconto della ragazzina che vive con la madre ed è sostenuta da suo nonno.

    E sempre ieri sera il vicariato di Alassio con sacerdoti, suore, frati francescani e salesiani si è raccolto con i fedeli di Alassio e delle cittadine limitrofe nella chiesa di Sant’Ambrogio per l’anno sacerdotale voluto dal Pontefice. Ma la preghiera si è rivolta soprattutto a don Luciano Massaferro. «Preghiamo per tutti i sacerdoti e in particolare per don Luciano – ha detto monsignor Angelo De Canis, in apertura della preghiera – lo ricordiamo con affetto al Signore perché gli dia forza e sostegno in questo momento e perché si riveli davvero in tutta la sua pienezza la verità». Alla celebrazione erano presenti anche le associazioni cattoliche diocesane, l’Azione Cattolica con il suo presidente Angelo Ricci, l’Acr con il presidente Viviana Zampieri, il gruppo giovani dei salesiani di Alassio, gli educatori di San Giovanni e San Vincenzo. Presente anche l’assessore comunale ai servizi sociali Loretta Zavaroni. Anche il vescovo della diocesi di Albenga e Imperia, mons. Mario Oliveri ha voluto condividere – ha proseguito monsignor Angelo De Canis – la preghiera in questo momento difficile per il vicariato di Alassio. «Affetto, condivisione e comune preghiera – si legge nel messaggio episcopale – perché la fede e l’unità prendano il sopravvento sull’indifferenza e le divisioni».

  • Alassio: prete arrestato, i parroci stasera pregano per lui

    Alassio: prete arrestato, i parroci stasera pregano per lui

    Tutti i parroci si incontreranno questa sera a Sant’Ambrogio per una preghiera straordinaria per i sacerdoti. E ovviamente verrà ricordato don Luciano Massaferro, il parroco arrestato la settimana scorsa e ancora rinchiuso in carcere a Chiavari.
    Nel frattempo è stato nominato amministratore parrocchiale di San Vincenzo e di San Giovanni il vicario generale monsignor Giorgio Brancaleoni che reggerà le sorti della parrocchia sino a quando la vicenda giudiziaria non verrà chiarita.
    Intanto l’avvocato Alessandro Chirivì ha annunciato che nel pomeriggio di oggi il pm Giovanni Battista Ferro vuole ascoltare nuovamente il suo cliente. Un provvedimento deciso a poche ore dall’annuncio del ricorso al tribunale del riesame per la richiesta di scarcerazione del prete.

    Lunedì 04 Gennaio 2010 ore 12:43

  • Don Luciano, scontro tra difesa e accusa

    Don Luciano, scontro tra difesa e accusa

    Ancora una settimana in carcere, ancora sette giorni da trascorrere dietro le sbarre del penitenziario di Chiavari in attesa della decisione del tribunale del Riesame di Genova sulla richiesta di arresti domiciliari. Don Luciano Massaferro, «don Lu» per gli amici e i parrocchiani, continua a professare la sua innocenza rispetto alle pesantissime accuse di violenza sessuale nei confronti di una ragazzina di 11 anni, di Alassio, che nel corso di alcune sedute con lo psicologo del Gaslini ha rivelato di aver subito attenzioni sessuali dal sacerdote.

    «Invenzioni» continua a ripetere la difesa dell’uomo, ma l’accusa non è dello stesso avviso ed anzi ritiene gravissimi i comportamenti messi in atto dal prete alassino. Al punto che il pm Alessandra Coccoli ne ha richiesto la custodia cautelare in carcere e il giudice delle indagini preliminari Emilio Fois l’ha concessa e soprattutto ha ritenuto la necessità di ribadire lo stato di carcerazione per don Luciano anche dopo l’interrogatorio di garanzia svoltosi con l’assistenza dell’avvocato Alessandro Chirivì.

    Gli inquirenti sono totalmente convinti di essere in possesso di elementi univoci in grado di provare la colpevolezza del prete. Ed a rendere ancora più pesante il quadro indiziario ci sarebbero le contraddizioni dell’arrestato al momento del confronto con il pm, contraddizioni che concernerebbero anche e soprattutto il ricordo e la descrizione dei posti dove sarebbero avvenuti gli atti sessuali.

    Indubbiamente Don Luciano resta innocente fino approva contraria e fino ad una sentenza di tribunale, ma la denuncia presentata dai medici genovesi sembra lasciare poco spazio all’immaginazione anche se la bimba risulta non essere particolarmente seguita dalla famiglia. Gli attestati di solidarietà e vicinanza che continuano ad arrivare sulla bacheca di Facebook, il sociale forum di internet, del prete alassino indubbiamente regalano una visione completamente differente ed opposta sulla rettitudine morale di don Lu che è visto come «il Pastore in grado di guidare il gregge» senza dubbi ed incertezze.

    Parrocchiani e cittadini alassini si dicono pronti a qualsiasi manifestazione a tutela del loro prete, ma gli atti in possesso degli investigatori non sembrano regalare un quadro altrettanto specchiato. «Non ci sono elementi. Ho fatto vedere gli atti a don Luciano e rimaniamo esterrefatti delle accuse» ripete all’infinito l’avvocato Chirivì che non ha ancora ricevuto notifica della custodia cautelare. «Nessuna novità rispetto a ieri» ripete, ma l’arresto e la detenzione in carcere resta tema caldissimo nei discorsi della città del Muretto.

    Intanto ieri la vita parrocchiale è continuata regolarmente con don Alessandro e don Giovanni chiamati a dire messa in sostituzione del parroco.

    E nel corso delle omelie domenicali si sono ripetute le preghiere in favore di don Luciano improntate alla speranza e alla convinzione di un rapido ritorno a casa e soprattutto di una soluzione positiva della vicenda.

    Ovviamente nei prossimi giorni l’avvocato Alessandro Chirivì, amico di don Luciano, tornerà nel carcere del Levante per incontrare il parroco e permettergli di superare più facilmente questo momento, ma anche per studiare e decidere la linea difensiva da seguire. Per i giudici del Riesame è infatti pronto un memoriale da parte della difesa.

  • Resta in carcere il parroco accusato di violenze su bambina di 11 anni

    Resta in carcere il parroco accusato di violenze su bambina di 11 anni

    02/01/2010 14:13

    Don Luciano Massaferro resta in carcere. Per il parroco di Alassio, arrestato con l’accusa di violenza sessuale su minore, è stata respinta l’istanza della richiesta di scarcerazione. Il sacerdote, pertanto, resta nel carcere di Chiavari dove continua a ricevere attestati di solidarietà da parte di parrocchiani e preti della sua diocesi. Il suo legale difensore, Alessandro Chirivì, presenterà istanza di remissione in libertà ai giudici del tribunale del riesame di Genova.

    http://www.primocanale.it/news.php?id=61256

    Appello al Tribunale, memoriale di don Luciano

    IL NO DEL GIP

    E’ stata respinta la richiesta di scarcerazione per don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio arrestato martedì scorso con l’accusa di violenza sessuale su minore. Il giudice per le indagini preliminari Emilio Fois ha depositato la propria decisione dopo l’interrogatorio di garanzia del primo gennaio nel corso del quale il prete aveva respinto le accuse, spiegando i suoi rapporti con i ragazzi degli oratori delle due chiese che regge ad Alassio e anche quelli con la bambina undicenne vittima della violenza sulla quale pende anche una perizia psicologica del Gaslini che ha confermato l’attendibilità del racconto della giovanissima quando si era rivolta ai genitori, lamentando gli atteggiamenti del sacerdote.

    Don Luciano rimane quindi recluso a Chiavari. Il suo legale difensore, Alessandro Chirivì ricorrerà ora al tribunale del riesame di Genova. «Continuo a sostenere l’innocenza del mio assistito in merito alle accuse che ci sono state contestate – dice l’avvocato -. Il parroco ha negato ogni addebito e soprattutto i racconti che la presunta vittima, una sua chierichetta, ha raccontato durante le sedute psicologiche all’ospedale Gaslini». Sull’innocenza del sacerdote alassino si sono già espressi il vescovo Mario Oliveri e i sacerdoti che hanno riservato alla solidarietà per don Luciano le loro omelie di inizio anno.

  • Don Luciano oltre due ore davanti al giudice: per ora resta in carcere

    Don Luciano oltre due ore davanti al giudice: per ora resta in carcere

    Don Luciano oltre due ore davanti al giudice: per ora resta in carcere

    Savona. Erano circa le 13 quando Don Luciano Massaferro, il parroco accusato di violenza sessuale nei confronti di una bambina di 12 anni, ha lasciato, a bordo del cellulare della polizia penitenziaria, il Tribunale di Savona. “Don Lu”, scortato dagli agenti, prima di essere fatto salire sul mezzo della polizia penitenziaria, ha detto in tono sarcastico agli operatori che lo stavano riprendendo: “Bravi bel lavoro”.

    L’interrogatorio di garanzia davanti al giudice Emilio Fois è durato molto, oltre due ore e mezza, nelle quali il sacerdote ha risposto a tutte le domande che gli sono state fatte. “Il giudice si è riservato di decidere entro stasera in merito alla mia richiesta di scarcerazione” ha spiegato il legale di Don Luciano, l’avvocato Alessandro Chirivì. Tuttavia, secondo quanto ha ammesso lo stesso avvocato, è difficile che il giudice faccia “dietrofront” e decida di permettere al sacerdote di lasciare il carcere di Chiavari.

    “Non è emerso nessun elemento ‘nuovo’ durante l’interrogatorio. Don Luciano ha negato ogni addebito – ha spiegato l’avvocato -. Mi auguro solo che si faccia chiarezza anche perché per il sacerdote, da innocente, sopportare di essere rinchiuso in carcere è pesante. E’ stanco e provato di questa esperienza e di questa vicenda. Le condizioni di vita nella struttura penitenziaria lo stanno davvero mettendo a dura prova, fisicamente e moralmente”.

    “Non appena avrò ricevuto la notifica della decisione del giudice mi muoverò di conseguenza – ha aggiunto l’avvocato Chirivì -. Se l’ordinanza di custodia cautelare in carcere sarà confermata presenterò la domanda al tribunale della libertà che a quel punto si pronuncierà in merito. Mi aspetto che la verità emerga e che Don Luciano venga rilasciato nel più breve tempo possibile” ha concluso il legale.

    Il nuovo capitolo di questa vicenda quindi, a meno di colpi di scena dell’ultima ora, con tutta probabilità, verrà scritto nel 2010.