Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Bimbo registra le molestie sacerdote accusato di abusi

    Bimbo registra le molestie sacerdote accusato di abusi

    I vertici della Chiesa siciliana lo difendono, la Procura di Palermo è invece convinta della sua colpevolezza: padre Margarito Reyes Marchena, 59 anni, originario del Messico, è accusato di aver abusato di nove giovanissimi ospiti di una casa di accoglienza di Partinico, dove ha prestato servizio per circa sette anni.

    Nei giorni scorsi, il sostituto procuratore Sandra Recchione ha chiuso l’ indagine e si appresta a chiedere un processo per il sacerdote. è un caso giudiziario che ha diviso non poco quello di padre Reyes Marchena.

    I consulenti che la Procura aveva nominato per valutare l’ attendibilità di tre dei testi d’ accusa hanno finito per avanzare dubbi: due ragazzini non sarebbero del tutto sinceri, i consulenti sospettano che possano essere stati strumentalizzati da una persona adulta, quella che li ha accompagnati a presentare la denuncia.

    La Procura replica: non c’ è la prova di alcuna macchinazione, e poi il terzo degli accusatori è stato ritenuto attendibile. L’ avvocato Alberto Polizzi, che difende padre Margarito, ha preso comunque spunto dalla consulenza e ha ottenuto dal giudice delle indagini preliminari, nonostante l’ opposizione della Procura, la scarcerazione del sacerdote. Gli arresti domiciliari sono stati così trasformati in un semplice obbligo di dimora.

    Il caso nacque nel febbraio dell’ anno scorso, dopo le denunce alla Tenenza della Guardia di finanza di Partinico. Nell’ atto d’ accusa c’ era persino una cassetta registrata da uno dei minori-vittime con le presunte avances di padre Margarito. Scattò subito un fermo, il sacerdote fu bloccato dopo una celebrazione solenne nel duomo di Monreale. In tasca aveva un biglietto di sola andata, destinazione Messico. Per gli inquirenti, un ulteriore indizio della sua colpevolezza. Per la difesa, solo uno dei tanti viaggi che il sacerdote faceva nella sua terra. Le indagini sono state lunghe e difficili: ai tre minori che inizialmente avevano denunciato, si sono aggiunte le accuse di altri tre ragazzini. Padre Margarito ha sempre scelto di non rispondere ai giudici: la sua difesa ha però portato in tribunale le 1.500 firme raccolte nella diocesi di Monreale. E in difesa del prete indagato per pedofilia è scesa persino la Curia.

    s.p

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/01/03/bimbo-registra-le-molestie-sacerdote-accusato-di.html?ref=search

  • Quel sacerdote è pedofilo – Il tribunale lo fa trasferire

    Quel sacerdote è pedofilo – Il tribunale lo fa trasferire

    BRESCIA – La voce si è sparsa ieri mattina, entrata nelle case arrampicate sulle colline. Lungo i pendii di una delle zone più belle della provincia di Brescia, i discorsi sono finiti tutti su un unico argomento.

    «Il prete è stato allontanato, sono arrivati i carabinieri». Il motivo? In un Comune di circa tremila abitanti è saltato fuori velocemente, prima sussurrato, poi sempre più insistente, in tutta la sua gravità: pedofilia.

    Ha 42 anni il prete che, indagato con questa accusa, è stato costretto a lasciare la parrocchia. «Obbligo di dimora», questo il provvedimento deciso dalla magistratura bresciana nei suoi confronti. Nel frattempo le indagini proseguono. Il titolare è il pm Paolo Guidi, che di problemi in qualche modo legati al sesso si è già occupato per una delle vicende che portarono Brescia alla ribalta delle cronache nazionali: gli amanti di Capriolo.

    E il paese del prete accusato di pedofilia è poco lontano da Capriolo. Coincidenze. Sono state interrogate due persone, un uomo e una donna. Lui gestisce il cinema parrocchiale.

    Nel sabato assolato di fine giugno, per le vie del paesino c’è poca gente. Il cinema è lì, davanti alla chiesa, alla parrocchia al campo sportivo. Cosa può essere successo? Ci sono stati dei genitori che hanno denunciato, questo si sa. Sul resto, sempre che qualcosa sia accaduto, tutto tace. Una storia pesante per la Franciacorta, per i paesini dove l’oratorio e la parrocchia, sono da sempre un punto di riferimento per i bambini.
    di Mario Pari

  • Turco (Radicali) su Chiesa e pedofilia: “Nessuno è al di sopra della legge”.

    Turco (Radicali) su Chiesa e pedofilia: “Nessuno è al di sopra della legge”.

    Le conclusioni dell’incontro tra il Papa e i vescovi americani sono pericolose per la società ed espongono ulteriormente le potenziali vittime di violenze sessuali da parte di membri del clero. Non una parola è stata detta sul rapporto tra la ‘giustizia’ ecclesiastica e la giustizia degli Stati”.

    Così il presidente degli eurodeputati radicali, Maurizio Turco, ha commentato, all’indomani del summit tra Giovanni Paolo II e i cardinali americani chiamati a rendere conto dei casi di pedofilia verificatisi tra i sacerdoti degli Stati Uniti, l’esito dell’incontro. Un esito che Turco considera insufficiente, tanto da affermare che le gerarchie vaticane sono “ree di fatto di sottrarre alla giustizia sia i colpevoli che i complici (anche se con passaporto vaticano)”.

    Intervistato dal VeLino, l’europarlamentare radicale chiarisce il suo pensiero al riguardo:
    “Ritenevo e ritengo con sempre maggiore forza e convinzione che la Chiesa non deve, nel senso che gli Stati non devono consentirglielo, che di fronte a dei reati, che non confondo assolutamente con i peccati, il processo e la sanzione ecclesiastica possano di per sé sostituire il processo e la sanzione penale. Voglio anche chiarire”, aggiunge Turco, “che aborro i processi sommari, anche se di matrice vaticana”. Il tema dei reati addebitati a rappresentanti del clero è tanto delicato e controverso che lo stesso rappresentante radicale riconosce di avere, sulla necessità di un rapporto cogente tra giustizia ecclesiastica e giustizia degli Stati, pochi riferimenti laici da esibire. “Per la verità ho avuto invece delle critiche, anche in ambito radicale”, ammette Turco, che ricorda però di aver riscontrato convergenze – “sebbene ancora solo come manifestazione di un principio” – in un’autorevole voce vaticana.

    “Infatti, il 24 aprile Monsignor Amédée Grab, presidente dei vescovi europei, ha sostenuto che secondo lui è necessario ‘non far mancare la collaborazione con la legge e dare risposte adeguate sul piano penale e dei risarcimenti’. Se c’è scandalo su questo, per me è da scrivere al solito moralismo bacchettone che nulla ha a che vedere con un principio sacrosanto. È noto che le diocesi americane hanno cominciato a pagare i danni alle vittime”, prosegue Turco. “Sono somme rilevanti che, proiettate sul totale delle cause in corso e previste – il cui totale si stima in circa tremila – potrebbero causare grave danno alla presenza cattolica negli Stati Uniti”.

    LE PRIORITÀ PER LA CHIESA

    Sono essenzialmente tre i problemi, di diversa natura, che il Vaticano dovrà affrontare: “Il primo, contingente, è relativo a quello che sinora è accaduto nella Chiesa, cioè ai silenzi e alle omissioni, di fronte a molestie e violenze sessuali a danno di infanti, giovani o adulti. Penso che sia interesse della Chiesa fare un’indagine approfondita, punire i peccatori e segnalare alla giustizia chi ha commesso reati. Il secondo è relativo alle misure da prendere per contenere la presenza di pedofili nel clero, o, per meglio dire, di molestatori e violentatori sessuali. Ho letto che negli Stati Uniti i cardinali hanno pensato di dare istruzioni ai vescovi perché dei loro rappresentanti vadano in giro per ripulire i seminari dai giovani con tendenze omosessuali. Spero che quest’idea balzana sia subito messa nel cassetto, giacché con quest’approccio dovrebbero poi occuparsi anche delle religiose con tendenze lesbiche. Inoltre, non si capirebbe perché bisogna ‘salvare’ preti e suore con tendenze eterosessuali, visto che la sessualità è bandita”.

    Il terzo problema, dice Turco, è di fondo, e verte su come la Chiesa cattolica affronta il problema della libertà e della responsabilità dell’individuo rispetto alla sessualità e alla famiglia. “A questo proposito vorrei appoggiarmi ancora una volta a Monsignor Grab, il quale ha ricordato che ‘la pedofilia è una malattia e non una piaga che affligge in modo particolare il clero: dalle statistiche risulta che le violazioni dei bambini avvengono anche nelle famiglie stesse’. È proprio così. In base ai dati forniti due anni fa dal Censis, su 100 violenze compiute ai danni di minori, 90 avvengono in famiglia, 8 da parte delle cosiddette ‘figure di riferimento’ (insegnanti, religiosi, eccetera), e solo 2 da parte di estranei”. Replicando a una tesi sostenuta da Gianni Baget Bozzo, secondo il quale gli scandali scoppiati in America sono il frutto di una campagna messa in atto dalle sette protestanti, molto potenti negli Stati Uniti, contro la chiesa cattolica, Turco dice che “la lettura di Baget Bozzo è parziale, anche se potrebbe essere fondata.

    Per il momento, però chi non versa più soldi alle diocesi americane sono i cattolici. A meno che non vogliamo pensare che erano i protestanti a versare quel danaro, e che oggi hanno smesso di farlo nell’ottica del complotto volto alla distruzione della presenza cattolica negli Usa”. Da rappresentante delle istituzioni europee, Turco ricorda che tutte le nazioni (non solo quelle che fanno parte dell’Ue) devono trovare uno snodo giuridico affinché i reati commessi da rappresentanti delle istituzioni religiose siano anch’essi perseguibili. “Penso anche che andrebbe configurata un’aggravante per i ministri religiosi, sulla falsariga di quella applicata ai pubblici ufficiali nell’esercizio delle proprie funzioni. Mi sembra innanzitutto una misura di tutela della Chiesa”. Infine, Turco avvisa che “la burocrazia vaticana, come tutte le burocrazie, tenta e tenterà in tutte le maniere di difendere i propri privilegi e le proprie immunità. Per quanto riguarda i privilegi, è fatto interno alla Chiesa e che questa, nel suo insieme, regolerà come meglio vorrà. Per quanto riguarda le immunità, è fatto che ci riguarda in quanto cittadini”. Certe figure di rilievo, più esposte del cittadino medio, vanno difese da provvedimenti frettolosi e pregiudiziali, precisa il presidente degli europarlamentari radicali, ma l’impunità, conclude, non deve essere garantita “nemmeno al Papa”.

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  • Parroco condannato il paese lo difende

    Parroco condannato il paese lo difende

    SAN GIULIANO MILANESE – Forse lo dirà anche oggi, alla Messa grande della domenica.

    «Vado via, almeno per tre o quattro mesi. Dopo trent’ anni ho diritto a una vacanza. E intanto spero si chiarisca, una volta per tutte, la storia nella quale sono stato coinvolto». Alla voglia di vacanza di don Renato Mariani non crede nessuno.

    Il parroco se ne va perché la nebbia che sembrava avvolgere la sua «storia» – un’ accusa di violenza sessuale a un ragazzo di 17 anni, una condanna a quattro anni di carcere in attesa di appello – è stata spazzata via dal vento delle polemiche americane e delle dure parole del Papa. Meglio decidere di andare via, così nessuno può dire che un pastore condannato viene lasciato nella sua parrocchia come se nulla fosse.

    «Sono sereno – ha comunicato don Mariani alla curia milanese – e con serenità aspetto la decisione dei giudici. Per ora mi metto in ferie». Dovrebbe arrivare a settembre, la seconda sentenza. I giudici del primo grado hanno deciso che don Renato Mariani, 59 anni, è colpevole di violenza privata, violenza sessuale e appropriazione indebita. Un verdetto arrivato nell’ ottobre scorso, che a San Giuliano non tutti conoscevano. L’ inchiesta parte nel 2000, quando il prete denuncia alcuni ragazzi che lo ricattano.

    Ma uno di questi, al magistrato, racconta di avere subito violenza. «Mi ha detto che ero intelligente e bello, poi mi ha chiesto di salire in camera da letto». Nel rinvio a giudizio, al prete si contestava l’ aggravante di avere «abusato delle condizioni di inferiorità della vittima derivanti dalla sua qualifica di parroco, dalla differenza di età, di cultura e di posizione sociale».

    L’ appropriazione indebita è stata formulata perché il prete, per pagare i ricattatori, avrebbe sottratto denaro al conto della curia milanese. La chiesa di San Giuliano è in piazza della Vittoria, che con il monumento ai caduti e il vecchio municipio trasformato in biblioteca cerca di dare un’ identità a un paese che non vuole essere solo un pezzo di Milano. I passeri scappano, quando vedono il falco, ma dalla chiesa e dalla canonica di don Renato Mariani non se n’ è andato nessuno. Un cartellone colorato annuncia che «serve l’ aiuto di tutti, per migliorare l’ oratorio».

    E’ prevista una spesa di 360.000 euro, per ora ne sono stati raccolti poco più di ottomila. In bacheca, gli annunci di pellegrinaggi alla Madonna del Fonte e a Caravaggio, e campeggi di «vacanza comunitaria con preghiere, mare e montagna» il prossimo agosto in Calabria. «C’ è sempre qualcosa da dire, sui preti». La filastrocca è accanto all’ ufficio del parroco. «Se parla di giustizia sociale /fa politica. Se ha un po’ di coraggio /è di sinistra. Se parla da solo con una donna / c’ è sotto qualcosa. Se parla da solo con un uomo / eh!». «Nessuno ha abbandonato don Renato perché tutti noi siamo certi della sua innocenza». Non ha dubbi, il sindaco Marco Toni, 42 anni, alla testa di una giunta di centro sinistra. «Il parroco ha la mia solidarietà e quella dell’ amministrazione.

    C’ è stata la prima sentenza, ma faremo di tutto per difendere il ruolo e la dignità del sacerdote. Quelli che lo accusano non sono chierichetti. Sono ragazzi difficili, e don Renato assieme al Comune e altre associazioni si occupa proprio di ragazzi in difficoltà. Se hai il coraggio di affrontare certe situazioni, accuse e calunnie si possono mettere in conto. Io mi chiedo: se entra qui una persona e mi chiede un lavoro, e poi va a dire che io ho chiesto favori sessuali, come mi difendo? Per questo Don Renato – che sta vivendo un dramma tutto suo e lo affronta con dignità assoluta – non va lasciato solo.

    Giusto è il monito del Papa, ma non vorrei che adesso ci fosse la caccia alle streghe». Le sentenze dei magistrati, nell’ oratorio dedicato a san Luigi, sembrano arrivare da un altro pianeta. «Tutta colpa di quelli che accusano: uno si prostituisce, altri due sono stati in carcere». «Siamo alla follia. Quello che accusa il parroco ha detto che come premio veniva portato a prostitute proprio da don Renato, che prima di scendere dall’ auto pagava le donne. Ed è stato creduto». In pochi hanno già saputo che il parroco ha deciso di andare via. «Stamattina – dice il presidente del circolo Arci, Damiano Aiello – qualcuno ha portato la notizia, ed è successo come per Cogne. Dibattito acceso fra colpevolisti e innocentisti. Io ho un figlio di 12 anni e gli ho spiegato che deve stare attento a certe cose. Ma all’ oratorio lo lascio andare, e sono più che tranquillo». Al bar delle Acli il gestore dice che sì, «non è una bella coincidenza» quella fra il monito del Papa e la partenza del parroco. Ma in tv ci sono le qualificazioni per il Gran Premio di Spagna, «davvero troppo forti, queste Ferrari».

    DAL NOSTRO INVIATO JENNER MELETTI

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/04/28/parroco-condannato-il-paese-lo-difende.html

  • L’Irlanda ordina un’inchiesta sugli abusi sessuali commessi dai sacerdoti.

    L’Irlanda ordina un’inchiesta sugli abusi sessuali commessi dai sacerdoti.

    Il governo irlandese ha ordinato un’inchiesta statale sulle accuse di abusi sessuali su minori mosse contro un sacerdote cattolico romano, suicidatosi tre anni fa.

    Le pressioni sulle autorità affinché indaghino sul sacerdote, padre Sean Fortune, sono aumentate da quando il vescovo di Ferns, monsignor Brendan Comiskey, si è dimesso questa settimana a seguito delle critiche sulla sua gestione del caso, dopo un documentario della BBC andato in onda il mese scorso.

    Bisogna cercare di chiudere questa vicenda, perché non fa bene a nessuno.
    Il ministro per l’infanzia Michael Martin

    Fortune è morto poco prima di dover affrontare il processo per abusi su minori, commessi tre anni prima.

    Il Ministro della Salute e dell’Infanzia, Micheál Martin, ha annunciato la nomina di George Birmingham, uno dei migliori avvocati irlandesi, per esaminare il modo migliore di procedere con un’inchiesta sul caso Ferns.

    “Credo sia necessario cercare di chiudere questa vicenda, perché non fa bene a nessuno”, ha detto Martin.

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    “Sta causando molto trauma e dolore, e credo che per il bene del Paese e della società in generale sia necessaria una soluzione a questi problemi.”

    Sebbene nessuno possa essere obbligato a testimoniare, il signor Martin ha affermato di sperare che tutte le parti coinvolte, compresa la Chiesa cattolica, collaborino.

    Entro tre mesi è previsto un rapporto preliminare su come si svolgerà l’inchiesta e su come potrebbe essere affrontato il tema più ampio degli abusi da parte del clero.

    Vittime

    Colm O’Gorman, uno dei quattro uomini che hanno rivelato nel programma BBC Correspondent di essere stati vittime di abusi da parte di Fortune nella contea meridionale di Wexford negli anni ’80, ha accolto con favore la decisione.

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    “Questo è il modo migliore per ottenere ciò che tutti desideriamo: che venga a galla tutta la verità sul perché la Chiesa ha protetto gli abusatori per così tanto tempo e perché altre figure di autorità non sono intervenute”, ha affermato.

    Il caso Ferns ha innescato nuove rivelazioni di abusi sessuali da parte del clero e un’ondata di indignazione nell’Irlanda, a stragrande maggioranza cattolica, dove l’immagine della Chiesa è stata gravemente danneggiata da una serie di scandali nell’ultimo decennio.

    Vertice di crisi

    Il dottor Comiskey ha ammesso di non aver fatto abbastanza per proteggere i bambini nella sua diocesi della contea di Wexford.

    Il vescovo Donal Murray di Limerick ha annunciato di aver presentato denunce alla polizia per abusi sessuali commessi da sacerdoti nella sua diocesi sud-occidentale.

    Negli ultimi mesi, la pressione sulla Chiesa cattolica romana è aumentata anche altrove, con una serie di accuse di abusi negli Stati Uniti che sono culminate in azioni legali contro alcune delle figure più importanti della gerarchia ecclesiastica.

    A breve i 30 vescovi della Chiesa in Irlanda si riuniranno per un vertice di crisi sugli eventi del mese scorso.

    http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/1912153.stm

  • Il vescovo si dimette per la gestione di un caso di abusi sessuali.

    Il vescovo si dimette per la gestione di un caso di abusi sessuali.

    Il vescovo cattolico di Ferns, nella Repubblica d’Irlanda, si è dimesso in seguito alle critiche ricevute per la sua gestione delle accuse di abusi sessuali.

    Il dottor Brendan Comiskey era sottoposto a crescenti pressioni affinché si dimettesse dopo la messa in onda, il mese scorso, di un documentario della BBC sulla sua gestione del caso di padre Sean Fortune.

    Il vescovo ha annunciato le sue dimissioni lunedì presso l’ufficio diocesano di Wexford.

    Il vescovo ha affermato di aver fatto del suo meglio per gestire la vicenda, ma che “chiaramente non è stato sufficiente”.

    Maltrattato

    Ha affermato di aver trovato padre Fortune “quasi impossibile con cui avere a che fare”.

    Il sacerdote si è suicidato nel 1999 mentre era in libertà su cauzione, accusato di 29 gravi abusi sessuali su giovani ragazzi.

    Dopo la sua morte, è emerso che la polizia dell’Irlanda del Nord lo aveva interrogato in merito ad accuse di abusi su minori.

    Si riferivano alle lamentele presentate da tre bambini di un centro giovanile durante il periodo in cui lui lavorava in un orfanotrofio nella zona sud di Belfast negli anni ’70.

    Il dottor Comiskey ha dichiarato che si recherà in Vaticano entro la fine della settimana per presentare formalmente le sue dimissioni.

    L’abuso sessuale sui minori è per me profondamente abominevole.
    Vescovo Brendan Comiskey

    Il vescovo ha chiesto scusa a quattro uomini i cui casi sono stati presentati nel documentario e a “tutti coloro che hanno subito abusi da parte dei sacerdoti della diocesi”.

    “L’abuso sessuale sui minori mi ripugna profondamente. Chiedo scusa anche alle famiglie delle vittime e a tutti coloro che sono stati offesi o feriti in vari modi da padre Sean Fortune”, ha affermato.

    “Nel tentativo di affrontare la complessità e il conflitto che hanno sempre circondato padre Fortune e che esistevano già prima della mia nomina a vescovo di Ferns nel 1984, posso solo assicurarvi di aver fatto del mio meglio. Chiaramente non è stato sufficiente.”

    Il dottor Comiskey ha affermato di aver affrontato padre Fortune regolarmente, di averlo rimosso dal ministero, di aver chiesto consiglio a dei professionisti e di aver “tentato la via della compassione e della fermezza”.

    Avrei dovuto adottare un approccio più informato e più coordinato nei miei rapporti con lui e per questo chiedo perdono.
    Vescovo Comiskey

    “Eppure non sono mai riuscito a ottenere un risultato soddisfacente.”

    “Padre Fortune ha commesso gravissimi torti e ha ferito molte persone.”

    “Nonostante le difficoltà che ha presentato dal punto di vista gestionale, avrei dovuto adottare un approccio più informato e più coordinato nei miei rapporti con lui e per questo chiedo perdono.”

    Il dottor Comiskey ha affermato di aver ora compreso di non essere la persona adatta a realizzare l’unità e la riconciliazione tra la diocesi e le vittime del sacerdote.

    L’arcivescovo Sean Brady e il cardinale Desmond Connell della Conferenza episcopale irlandese si sono detti “profondamente rattristati” dalle dimissioni del dottor Comiskey.

    Hanno condannato il “grave e ripugnante male” degli abusi sui minori da parte dei sacerdoti e hanno affermato che la vicenda ha danneggiato la reputazione della Chiesa.

    In una dichiarazione congiunta hanno affermato: “Ci rendiamo conto che l’intera Chiesa in Irlanda sta soffrendo in questo momento per lo scandalo causato da questo male e dal modo in cui è stato talvolta trattato.

    “È uno scandalo che ha suscitato un’indignazione del tutto giustificata.”

    http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/1905395.stm

  • Fare causa al Papa

    Fare causa al Papa

    Il nuovo sacerdote

    Padre Sean Fortune, un sacerdote da poco ordinato, apparve elegante ed energico al suo arrivo nel piccolo villaggio irlandese di Fethard-on-Sea, nella contea di Wexford.

    1879407 wexford 150mapMa ciò che gli abitanti del luogo ignoravano era che padre Fortune era già oggetto di crescenti accuse di abusi sessuali su minori.

    La Chiesa cattolica tenne per sé questa conoscenza.

    Padre Fortune ben presto irretiva i giovani del villaggio, abusando e ricattando incessantemente di molti di loro per ridurli al silenzio.

    Una comunità disperata

    Quando non era impegnato a controllare i bambini in una miriade di “gruppi giovanili” accuratamente creati, faceva pressioni sui loro genitori per ottenere denaro, derubava gli anziani dei loro risparmi ed estorceva milioni di sterline ai programmi governativi per l’impiego.

     Il vescovo riteneva assurdo che un uomo di chiesa si comportasse in quel modo.

     

    Patrick Jackman

    In Irlanda, tale era il potere della Chiesa cattolica che nessuno osava lamentarsi di un prete. Ma il comportamento di padre Fortune era diventato sempre più bizzarro e pericoloso.

    Disperati, i suoi parrocchiani organizzarono una delegazione presso due vescovi e, non avendo ricevuto alcuna risposta concreta, scrissero al Nunzio Apostolico, l’ambasciatore del Papa in Irlanda.

    Eppure non è stato fatto nulla per fermare questo pedofilo prepotente e predatore.

    Ricordi dolorosi

    Colm O’Gorman aveva 14 anni quando Padre Fortune lo violentò per la prima volta. Il suo tormento durò due anni e mezzo. Quest’anno Colm è tornato a Fethard-on-Sea con Correspondent.

    Voleva capire come un prete potesse ospitare una serie di ragazzini per la notte nella sua canonica senza che nessuno si ponesse domande.

     Veniva a prendermi e faceva il prete davanti a mia madre e alla mia famiglia, e cinque minuti dopo, in macchina, mi costringeva a fargli sesso orale.

    Colm O’Gorman

    “Mi veniva a prendere e faceva il prete davanti a mia madre e alla mia famiglia, e cinque minuti dopo, in macchina, mi costringeva a fargli sesso orale, e poi, cinque minuti dopo, si fermava e, di nuovo, faceva il prete ed entrava in casa di qualcuno con me al seguito. Ricordo solo la sensazione di shock che provai.”

    Il viaggio di ritorno di Colm a Fethard si è rivelato incredibilmente illuminante. Molti abitanti del luogo non hanno gradito le sue domande e lo hanno fatto sentire indesiderato.

    Ma coloro che gli aprirono le porte ammisero che gli abusi erano ben noti sia nella comunità che nella chiesa.

    Il coraggio di raccontare

    Patrick Jackman aveva 11 anni quando assistette agli abusi sessuali commessi da padre Sean Fortune su un giovane scout in una tenda. Quattro anni dopo, il prete si presentò a casa di Pat e gli chiese se poteva ospitare il ragazzo per il fine settimana.

    Pat ebbe il presentimento di ciò che stava per accadere, ma non poté fare nulla per impedirlo.

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    “Non c’era un telefono in quel posto. Se fossi uscita urlando nel cuore della notte, non avrei saputo dove fosse il posto più vicino. Non sapevo se, andando a bussare alla porta, si sarebbero svegliati o se, una volta svegliati, mi avrebbero creduto. Avevo una terribile sensazione di essere intrappolata e rinchiusa in una gabbia. Era orribile, assolutamente orribile.”

    A differenza di molti dei ragazzi abusati da Padre Fortune, Pat ebbe il coraggio di raccontarlo ai suoi genitori. Suo padre era, ed è tuttora, molto legato alla Chiesa cattolica. Si lamentò personalmente con il Vescovo Herlihey. “Il Vescovo trovò assurdo che un uomo di chiesa potesse comportarsi in quel modo.”

    Dopo la morte del vescovo, il padre di Pat si lamentò con il suo successore, il vescovo Comiskey.

    Ad oggi nessuno della chiesa ha chiesto a Pat Jackman informazioni su Padre Fortune o sugli eventi di quella notte.

    Le accuse si accumulano

    Il dottor Brendan Comiskey, vescovo di Ferns, è stato informato delle accuse di abusi non solo contro padre Fortune, ma anche contro diversi sacerdoti, al momento della sua nomina.

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    Nel corso degli anni ’80, queste accuse si intensificarono. In almeno due occasioni, il vescovo Comiskey avviò delle indagini, ma non giunse a conclusioni e non fece nulla per fermare padre Fortune.

    Padre Sean Fortune rimase a Fethard-on-Sea per sei anni prima che il vescovo Comiskey lo rimuovesse definitivamente dall’incarico. In seguito, lo mandò a Londra per studiare comunicazione e media e per sottoporsi a sedute di terapia con diversi psichiatri.

    Due anni dopo, padre Fortune fu richiamato in Irlanda e gli fu affidata non solo un’altra parrocchia e un altro incarico pastorale, ma fu anche nominato direttore di un’organizzazione mediatica cattolica, la National Association of Community Broadcasting.

    Padre Fortune sfruttò rapidamente il suo nuovo ruolo a proprio vantaggio finanziario e sessuale. Violentò un ragazzo di 15 anni in una cabina di registrazione dove incideva programmi religiosi.

    La ricerca di risposte

    Colm O’Gorman pose finalmente fine al regno di Padre Fortune nel 1995. All’età di 29 anni, decise di raccontare alla polizia irlandese le sue esperienze da bambino. Colm temeva che Padre Fortune continuasse ad abusare di lui.

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    La successiva indagine della polizia irlandese (Gardaí) portò all’incriminazione di padre Fortune per 66 capi d’accusa di violenza sessuale, atti osceni e sodomia nei confronti di otto ragazzi. Diciotto anni dopo la prima denuncia, la Chiesa cattolica fu infine costretta a rimuoverlo dal suo incarico.

    Ma invece di tendere la mano alle numerose vittime di padre Fortune, il vescovo Comiskey scomparve dal suo palazzo senza dare spiegazioni. Si scoprì poi che si era rifugiato in una clinica per la disintossicazione dall’alcol negli Stati Uniti.

    Sei mesi dopo, fece ritorno alla sua diocesi. Il vescovo Comiskey sostiene che il contenzioso in corso gli impedisce di rispondere alle numerose domande sulla sua conoscenza e su quella della Chiesa in merito agli abusi sessuali su minori commessi da padre Fortune.

    La risposta finora

    Il vescovo Comiskey ha comunque dichiarato al corrispondente di mantenere una politica di porte aperte per tutte le vittime di abusi sui minori nella sua diocesi e che è in questo ambito che può dare il suo contributo migliore.

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    Padre Sean Fortune si suicidò nel 1999, durante la prima settimana del processo penale, negando così alle sue numerose vittime la possibilità di essere ascoltate.

    La Chiesa cattolica non ha mai cercato in alcun modo di entrare in contatto con gli uomini di questo film.

    Colm O’Gorman, ancora nella speranza di ottenere delle risposte, ha intentato causa contro il vescovo Brendan Comiskey, il nunzio apostolico e il Papa.

  • Pedofilia, parroco sotto processo

    Pedofilia, parroco sotto processo

    IL PRESIDENTE della Conferenza episcopale degli Stati Uniti ha chiesto perdono per gli abusi sessuali compiuti da sacerdoti sui bambini. Il vescovo di Boston è stato chiamato in causa per non aver protetto i bambini dai preti con tendenze pedofile. Qualcosa di simile potrebbe accadere anche nella diocesi di Firenze? E’ in corso un processo contro un sacerdote di 65 anni, da quasi 20 anni parroco in un piccolo centro della Val di Pesa, accusato dal Pm Pietro Suchan di aver abusato di un ragazzo oligofrenico, a cui (si sostiene) regalava camicie in cambio di rapporti sessuali orali.

    Sembra che il sacerdote sia stato denunciato soltanto una volta davanti alla giustizia terrena, ma molto più di frequente alle autorità religiose. Che – per quel che risulta ai testimoni – lo hanno trasferito da una parrocchia all’ altra, ma senza mai avvertire le comunità del pericolo. Esattamente ciò per cui oggi sono sotto accusa (e chiedono perdono) le autorità religiose americane. Per ora si tratta, naturalmente, soltanto di accuse. Il sacerdote, che è assistito dagli avvocati Rodolfo Lena e Alessandro Becattini, nega vigorosamente e si è difeso anche nella sua chiesa, durante un’ omelia, dalle insinuazioni che da anni si inseguono in paese. I parrocchiani schierati con lui credono che una parte del paese gli abbia girato le spalle proprio a causa della sua generosità. Aveva aperto un centro di accoglienza, ospitava ragazzi albanesi.

    In paese la cosa non piacque a molti. Poi il centro fu chiuso perché i carabinieri ci trovarono della droga. Ma al processo il giovane oligofrenico ha confermato gli abusi. Era il ‘ 91, lui aveva 25 anni. Un giorno un ragazzo lo incontrò in paese, vide che sputava e sputava per terra, gli chiese il perché. E lui glielo spiegò. Il suo amico non se ne stupì. Anche lui, anni prima, quando era ancora un bambino, era stato molestato dal sacerdote. Erano in macchina insieme, – ha raccontato – il parroco lo aveva preso sulle ginocchia, lo aveva fatto guidare e intanto lo toccava. E ricorda che anche altri suoi amici avevano avuto problemi con il parroco.

    In paese le voci circolavano, sempre più insistenti. Alcuni parrocchiani, sempre più allarmati, andarono in Curia. Non accadde niente. Qualche anno più tardi tornarono alla carica. Nel dicembre ‘ 96 scrissero al cardinale Silvano Piovanelli, senza ricevere risposta. Nel frattempo erano in contatto con un anziano sacerdote, vicario del vescovo per la zona del Chianti. Nel gennaio ‘ 97 ci fu una tempestosa riunione con lui. C’ erano 16 parrocchiani. Alcuni di loro hanno deposto in aula. Una mamma ha raccontato di aver saputo dagli abitanti di un paese vicino e da alcuni sacerdoti che il suo parroco aveva avuto guai in tutte le comunità in cui era stato. Agli inizi degli anni ‘ 80 era stato sorpreso da un genitore mentre molestava un ragazzino.

    Il padre era andato a parlare con il cardinal Benelli e gli aveva detto: «O lo spostate e lo togliete di mezzo voi, o lo tolgo di mezzo io». Il parroco era stato trasferito ed era arrivato nel paese nel quale, secondo le accuse, sono avvenute le violenze per cui oggi è sotto processo.

    La testimone ha raccontato in aula alcuni colloqui avuti con il vicario, che a suo dire confermava le sue preoccupazioni. «Gli ho detto: “Essere madre non vuol dire essere mamma di uno solo~ come si permette la Curia di lasciare una persona del genere o di spostarla da un posto ad un altro a fare dei danni che nessuno conosce?”. E lui mi chiese scusa a nome della Curia». «Ma mi spiegava anche che la Chiesa è un’ istituzione che ha dei tempi molto lunghi».

    Ci fu anche un incontro con il cardinale Silvano Piovanelli, che volle parlare da solo con uno dei ragazzi che sostenevano di essere stati molestati. Il parroco rimase al suo posto. E’ ancora lì. Raccontano i testimoni che nella tempestosa riunione del gennaio ‘ 97 il vicario era quasi disperato, allargava le braccia e parlò dei suoi colloqui con il vescovo: «Ma Silvano, ma ti rendi conto di quello che fai? cioè continuare a lasciare una persona così~». Un babbo ricorda: «Al vicario io dissi: “Ma scusi, io sono un bancario, se da noi qualcuno ha il vizio di rubare non lo mettiamo alla cassa. Mi sembrerebbe ovvio trovare a questo sacerdote una collocazione non a contatto con i bambini». Non è avvenuto. Nella prossima udienza (il 25 settembre) deporrà il vicario, convocato dalla difesa. Che poi chiamerà a testimoniare anche il cardinale Piovanelli.

    FRANCA SELVATICI

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/03/15/pedofilia-parroco-sotto-processo.html

  • Abusi sessuali dei religiosi Il Papa chiede scusa alle vittime

    Abusi sessuali dei religiosi Il Papa chiede scusa alle vittime

    (22 novembre 2001)CITTA’ DEL VATICANO– “Quando i missionari recarono per la prima volta il Vangelo agli Aborigeni o ai Maori, alle Isole-Stato, trovarono popoli che già possedevano un antico e profondo senso del sacro. Quei missionari portarono la verità del Vangelo, ma talvolta alcuni cercarono di imporre elementi che erano culturalmente estranei a quei popoli, mentre la Chiesa deve rispettare ogni cultura e mai chiedere alle persone di rinunciarvi”.

    Giovanni Paolo II, nella sua esortazione postsinodale Ecclesia in Oceania, firmata e inviata oggi per email a tutte le diocesi del continente, riconosce i soprusi dei missionari che hanno portato la parola del Vangelo al popolo aborigeno. E chiede perdono per il comportamento immorale di preti e religiosi che, in alcune parti dell’Oceania, sono accusati di abusi sessuali.“Sono stati di grave danno – scrive il Papa – per la vita della Chiesa, oltre che causa di grandi sofferenze e di danno spirituale per le vittime, gli abusi sessuali da parte di sacerdoti e di religiosi verificatisi in alcune parti dell’Oceania”.

    “I padri sinodali hanno condannato ogni genere di abusi sessuali che, all’interno della Chiesa, sono in profonda contraddizione con l’insegnamento evangelico e hanno espresso le loro scuse incondizionate alle vittime”.Le accuse di abusi cui fa riferimento Giovanni Paolo II risalgono a un rapporto del 1995 consegnato in Vaticano, e ripreso nel marzo scorso dal settimanale americano “National Catholic Reporter”. Dopo una prima ammissione del portavoce della Santa Sede Joaquin Navarro Valls, anche l’Unione superiori generali (Usg) e l’Unione internazionale superiori generali ammisero l’esistenza dei casi di abusi sessuali subiti da suore da parte di religiosi e missionari.

    Oggi, Giovanni Paolo II personalmente e a nome di tutta la Chiesa porge le sue scuse a tutte le vittime.Nel primo documento papale spedito per posta elettronica a una Chiesa giovane – prosegue il Papa – stretta tra culture e religioni che l’hanno preceduta e la globalizzazione, tornare ad annunciare la parola di Dio è necessario, ma rispettando questa volta le culture tradizionali, difendendo gli aborigeni e la loro terra minacciata anche da scorie nucleari, promuovendo i diritti umani anche col riconoscimento di errori e colpe dei missionari del tempo passato. Questa, la sfida più grande lanciata dall’esortazione apostolica.

    http://www.repubblica.it/online/mondo/papainte/scusa/scusa.html

  • PEDOFILIA:PARROCO TORRE ANNUNZIATA, DOPO IL CLAMORE IL NULLA

    PEDOFILIA:PARROCO TORRE ANNUNZIATA, DOPO IL CLAMORE IL NULLA

    PEDOFILIA:PARROCO TORRE ANNUNZIATA, DOPO IL CLAMORE IL NULLA
    (DI PASQUALE FAIELLA)

    (ANSA) – NAPOLI, 8 OTT – Troppe polemiche inutili, troppe discussioni ”politiche” e scarcerazioni, mentre i presunti pedofili escono di galera e i magistrati sono indagati da altri magistrati. Insomma: dopo il clamore suscitato dall’inchiesta sulla pedofilia via internet, il nulla.

    Anzi solo la ricerca ”di un capro espiatorio che ha allontanato dall’ attenzione dell’ opinione pubblica il vero problema: la piaga della pedofilia”.

    Parla don Franco Gallo, il parroco della chiesa di Sant’Alfonso di Torre Annunziata, il pastore di anime del Rione dei Poverelli dove vittime e carnefici, protagonisti dell’altra inchiesta sulla pedofilia che l’anno scorso si concluse con la scarcerazione di alcuni imputati in attesa del giudizio di secondo grado, si trovano ancora a dividere lo stesso cielo e le stesse strade. ”Lo Stato ha armato la mano dei killer”. Disse Don Franco l’anno scorso, all’ indomani degli omicidi di Ciro Falanga e Pasquale Sansone, due presunti pedofili condannati e poi scarcerati dopo il processo.

    Falanga e Sansone vennero ”giustiziati” nel luglio dello scorso anno forse in omaggio a un codice di vendetta non scritto della camorra. E il prete ribelle, che fu indagato per vilipendio della magistratura, disse allora che tutti si sarebbero dovuti aspettare, compresi i magistrati che disposero le scarcerazioni, i due omicidi dato che ”vittime e presunti carnefici giravano fianco a fianco nelle strade del rione”.

    ”Non ci capisco piu’ nulla – dice il sacerdote -. Quando ho visto quel bailamme in Parlamento e le polemiche suscitate dalla messa in onda delle immagini sulla inchiesta pedofilia, mi sono chiesto: ma questi fanno sul serio o scherzano? Credo che si sia in cerca solo di un capro espiatorio”. Don Franco Gallo, che parla nella canonica della chiesa di Sant’Alfonso dove un anno fa trovarono rifugio le famiglie dei bimbi violentati dai pedofili dopo le
    clamorose scarcerazioni, spiega che ”occorre interrogarsi sulla gravita’ del fenomeno non sul fatto”. ”Mi chiedo – sbotta – questi filmati sono veri? Rappresentano una orrenda realta’? Ed allora occorre porsi domande su questa piaga della pedofilia, non solo discutere su chi ha mandato in onda quelle immagini, questo e’ davvero un particolare molto relativo. Ed invece, devo osservare con rammarico, che questo aspetto, queste polemiche
    sono purtroppo diventate la questione principale”.

    ”Credo che si sia andati alla ricerca e si sia tuttora alla ricerca di un capro espiatorio – aggiunge il sacerdote -, e mi sembra davvero un fatto ridicolo”. Quattro presunti utenti del sito russo pedofilo scarcerati nei giorni scorsi: insomma la storia sui ripete?
    ”Non sono competente a giudicare – risponde don Franco -, ma credo che anche chi abbia comprato questo materiale abbia una responsabilita”’.

    ”Insomma credo che se non ci fosse un mercato, se non ci fosse chi compra questo materiale – spiega il sacerdote – il fenomeno potrebbe scomparire. Chi compra penso sia corresponsabile, certo in misura minore, nella diffusione della piaga pedofilia”.

    ”Come ci si accanisce con i clienti delle prostitute – aggiunge il parroco -, cosi’ occorre fare, forse anche di piu’,
    con queste persone, con chi consuma e usa video e filmati”. Poi don Franco parla ancora del Rione dei Poverelli dicendo che la gente del posto ”e’ rimasta sfiduciata dagli sviluppi dell’ ultima inchiesta sulla pedofilia”. ”Si fa tanto clamore – dice – e poi tutto si risolve in una bolla di sapone. Sono per l’applicazione severa delle pene, ma credo anche nel recupero delle persone, di chi delinque. La prigione non deve essere il tempo e il luogo per incattivire gli animi, ma occorre dare giustizia”.

    ”La gente di qui del Rione dei Poverelli – dice il prete – ora aspetta con ansia il giudizio di secondo grado per i
    presunti pedofili e spera davvero nella giustizia. Sono in costante contatto con le famiglie dei bimbi vittime di questa gente. Loro sono in attesa del processo, sono in attesa della giustizia, e hanno ancora una speranza, magari piccola piccola, ma ce l’hanno”.