Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Cristian Zilli

  • Prostituzione minorile a Brescia: 12 indagati, tra accusati un parmigiano e un prete

    Prostituzione minorile a Brescia: 12 indagati, tra accusati un parmigiano e un prete

    Sono 12 gli accusati dopo l’inchiesta per prostituzione minorile di Brescia e Bergamo. In attesa di processo anche il parmigiano Sergio Madureri, 59 anni.
    I fatti, accaduti dal 2014 al 2015, riguardano tre ragazzi fra i 16 e i 17 anni che, tramite annunci sui social network Badoo o Facebook, offrivano prestazioni sessuali i cambio di denaro, da 20 a 100 euro, o regali. Stando alle indagini sarebbero 21 le parti offese in tutto, ragazzi dai 15 ai 32 anni, ma uno solo si è costituito parte civile.
    Alcuni appuntamenti sarebbero avvenuti di alcune delle persone sotto accusa mentre gli altri erano incontri in macchina nei parcheggi di supermercati e del cimitero delle due città.
    Il pm di Brescia Ambrogio Cassiani lo scorso aprile aveva chiuso l’inchiesta che a febbraio aveva portato all’emissione di 12 ordinanze di custodia cautelare. Tutti gli indagati erano sotto gli arresti domiciliari e a giugno le prime 4 sentenze per alcuni bresciani: due patteggiamenti, una condanna ed un rinvio a giudizio.
    Oggi, 7 novembre, nel corso dell’udienza preliminare il pm Cassiani ha chiesto condanne da un minimo di due anni e otto mesi ad un massimo di tre anni e sei mesi per quattro adulti ritenuti responsabili. I quattro imputati sono il presentatore televisivo Corrado Fumagalli, il parroco bergamasco Don Diego Rota, Sergio Madureri di Parma e Francesco Bellone. La sentenza è attesa per l’udienza del prossimo 30 novembre.
    Gli accusati, come riferisce L’Eco di Bergamo, sono: Don Diego Rota, 46 anni, ex parroco di Solza (dopo l’arresto sostituito dalla Curia con un amministratore parrocchiale); Cristian Zilli, 43, di Treviglio, ex allenatore delle giovanili dell’Acos Treviglio; Corrado Fumagalli, 48, di Pognano, presentatore di programmi tv a luci rosse; Egidio Bosio, 53, di Albino, ex guardia giurata e agente della polizia locale di Boltiere; Pier Luigi Rossi, 49, assicuratore di Bergamo; Ettore Tucci, 40, sardo residente a Bergamo, impiegato ed ex volontario del gruppo cinofilo di Fiorano al Serio; Francesco Bellone, 46, di Muggiò; Sergio Madureri, 59, di Parma; Renato Ernesto Messina, 52, di Vigevano; Gerardo Morana, 47, di Cinisello Balsamo; Claudio Tonoli, 55, di Collebeato (Brescia); Massimo Zoli, 46, di Milano.
    http://www.parmapress24.it/2016/11/07/prostituzione-minorile-brescia-12-indagati-accusati-un-parmigiano-un-prete/
  • “Prostituzione minorile”: chiuse le indagini su Fumagalli, il parroco di Solza e altri 4 bergamaschi

    “Prostituzione minorile”: chiuse le indagini su Fumagalli, il parroco di Solza e altri 4 bergamaschi

    Non ci sarà alcun patteggiamento con sospensione della pena per i sei indagati bergamaschi accusati di prostituzione minorile: il sostituto procuratore di Brescia Ambrogio Cassiani ha chiarito la propria posizione e messo in guardia gli avvocati, rispedendo preventivamente al mittente qualsiasi tentativo di patteggiamento che preveda la condizionale. L’unica opportunità di patteggiare per gli indagati, quindi, rimane quella sulla pena da scontare: l’articolo 600 bis del codice penale, comma 2, prevede da 1 a 6 anni di reclusione e multe da 1.500 a 6.000 euro.

    Secondo l’accusa i sei indagati avrebbero incontrato più volte, e dietro una qualche forma di pagamento, quattro ragazzini bergamaschi di 17 anni:l’inchiesta, avviata nell’agosto del 2015 e che ha interessato anche le province di Brescia, Milano, Pavia, Monza e Brianza e Parma, ha svelato il meccanismo con il quale ragazzini e clienti si mettevano in contatto, sfruttando un social network e le chat.

    Per gli indagati, il conduttore televisivo Corrado Fumagalli, il parroco di Solza Diego Rota, il vigile di Boltiere Egidio Bosio, l’allenatore di calcio giovanile di Treviglio Cristian Zilli, l’impiegato di Fiorano Ettore Tucci e l’assicuratore di Bergamo Pierluigi Tucci, ora sembrano profilarsi il rinvio a giudizio o il giudizio immediato: nessuno, assicura l’accusa, avrà trattamenti soft.

    http://www.bergamonews.it/2016/04/27/prostituzione-minorile-chiuse-le-indagini-su-fumagalli-il-parroco-di-solza-e-altri-4-bergamaschi/222126/

  • Prostituzione minorile, le indagini proseguono: “Don Diego ha fatto sesso con ragazzini: pagava da 20 a 50 euro”

    Prostituzione minorile, le indagini proseguono: “Don Diego ha fatto sesso con ragazzini: pagava da 20 a 50 euro”

    Nomi eccellenti, in tutta la Lombardia. Travolti dall’inchiesta sulla prostituzione minorile, ora chiusa senza nessuna richiesta di archiviazione. Tutto è partito da Brescia, dalle indagini su Claudio Tonoli, il 55enne sieropositivo che avrebbe consumato rapporti sessuali con minorenni pur sapendo di avere l’Aids. Da quell’inchiesta venne aperto un mondo: nascosto, subdolo, vissuto in prima persona da ragazzini e insospettabili.
    I nomi: in tutto sono 12 gli indagati. Oltre a Claudio Tonoli anche Francesco Bellone, Egidio Bosio (agente di Polizia Locale), Corrado Fumagalli (conduttore televisivo), Servio Madureri, Renato Ernesto Messina, Gerardo Morana, Pier Luigi Rossi, Diego Rota (ex parroco di Solza), Ettore Tucci, Cristian Zilli (allenatore di calcio), Massimo Zoli.
    Dall’inchiesta emergono particolari inquietanti. L’agente di Polizia Locale Egidio Bosio avrebbe pagato dai 50 ai 70 euro due ragazzi minorenni: tariffa variabile in base a quanto “consumato”. Agli atti anche quanto avrebbe fatto l’ex parroco di Solza, nella bergamasca, don Diego Rota.
    Pare che pagasse i giovani dai 20 ai 50 euro, anche in questo caso a seconda delle prestazioni. Ad un ragazzo avrebbe regalato un cellulare, dopo aver contrattato un “pacchetto” da cinque incontri.
    http://www.bresciatoday.it/cronaca/brescia-prostituzione-minorile-indagini-aprile-2016.html

     

  • “Pedofilia”, don Diego angosciato: dopo l’interrogatorio trasferito in comunità

    “Pedofilia”, don Diego angosciato: dopo l’interrogatorio trasferito in comunità

    E’ stato trasferito in una comunità bergamasca don Diego Rota, parroco 45enne di Solza, coinvolto nell’indagine della procura di Brescia, con dodici persone accusate di prostituzione minorile aggravata con adescamento di minori attraverso internet. 

    Dopo l’interrogatorio di lunedì 15 febbraio, il sacerdote ha ottenuto il permesso di scontare gli arresti domiciliari in una comunità religiosa, lontano dalla casa parrocchiale di Solza dove si trovava dal giorno del fermo, mercoledì 10 febbraio.

    Don Rota, difesa dall’avvocato Roberto Bruni, è stato collaborativo e ha risposto a tutte le domande del giudice per le indagini preliminari Alessandra Sabatucci. “Il parroco ha grande angoscia per questa vicenda, sia per sé stesso che per i ragazzini coinvolti”, ha aggiunto il suo legale.

    Oltre al parroco di Solza, i bergamaschi coinvolti sono: un agente di polizia locale in servizio a Boltiere, il 54enne Egidio Bosio, un allenatore di calcio di Treviglio, il 42enne Cristian Zilli, Pierluigi Rossi, 50enne assicuratore di Bergamo, Ettore Tucci, 40 anni di Bergamo, impiegato e volontario del gruppo alpini di Fiorano al Serio e Corrado Fumagalli, 48enne presentatore televisivo, che in passato ha condotto programmi riservati a un pubblico adulto. 

    Nei confronti di Fumagalli non è ancora scattata l’ordinanza di custodia cautelare in quanto il 48enne si trova in vacanza all’estero, in Brasile, da dove dovrebbe rientrare mercoledì.

    Al presentatore vengono contestati rapporti sessuali, avvenuti proprio nella villa del re dell’hard, nella sua sauna in particolare,  con quattro ragazzini tra i 15 e i 17 anni, portati a Pognano dopo un giretto all’Oriocenter. I minorenni lo definivano “il gay famoso” che “pagava bene”, faceva regali come una catenina d’oro con lo stemma dell’Inter.

    L’inchiesta del sostituto procuratore Ambrogio Cassiani ha interessato anche le province di Brescia, Milano, Pavia, Monza e Brianza, Parma. Avviata nell’agosto dell’anno scorso dai carabinieri di Brescia e dalla Sezione di polizia giudiziaria, ha consentito di identificare quattro minorenni che avevano avuto rapporti sessuali a pagamento. I ragazzi stabilivano i contatti attraverso social e chat. Secondo gli investigatori, sono stati numerosissimi gli episodi di rapporti consumati a bordo di autovetture in parcheggi di centri commerciali, come quello del cimitero di Bergamo o dell’Iper di Seriate, o in luoghi di intrattenimento e nelle abitazioni di alcuni degli indagati. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati anche numerosi computer.

    Per tutti gli arrestati l’accusa è prostituzione minorile continuata. Le indagini sono partite dalla denuncia di una madre bresciana, che ha trovato sul cellulare del figlio 16enne alcuni sms sui rapporti sessuali che il giovane consumava con persone maggiorenni. Lo stesso ragazzino ha poi ammesso, e fatto il nome di alcuni amici che come lui avevano intrapreso relazioni con adulti conosciuti in chat.

    Alcuni dei soggetti arrestati avevano anche fornito ad alcuni ragazzini dei telefoni cellulari da utilizzare per scambi di sms erotici. In base alla prestazione, pagavano dai 20 ai 100 euro oltre a fare alle vittime regali di vario genere. In un caso, ad esempio, anche una catenina d’oro con lo stemma dell’Inter, ma anche biglietti per il parco divertimenti di Gardaland, gelati, cene al McDonald’s.

    Nell’inchiesta figura anche Claudio Tonoli, sieropositivo 56enne,arrestato già nelle scorse settimane dalla Polizia locale di Montichiari perché chiedeva di consumare rapporti sessuali non protetti.

    http://www.bergamonews.it/2016/02/15/pedofilia-don-diego-angosciato-linterrogatorio-trasferito-comunita/215941/

  • Il parroco che adescava i ragazzini: «Dobbiamo farlo venti volte»

    Il parroco che adescava i ragazzini: «Dobbiamo farlo venti volte»

    Don Diego Rota, di Solza (Bergamo), ai domiciliari con l’accusa di prostituzione minorile insieme ad altri dieci indagati tra cui un vigile e un allenatore. Gli incontri al parco, fuori dal cimitero e nel parcheggio del supermercato. I contatti su Badoo

    di Armando Di Landro (adilandro@corriere.it)

    Il sacerdote raggiungeva il piazzale di fronte al cimitero di Seriate a bordo del suo Suv Lexus, con i vetri scuri. E, secondo l’accusa, consumava lì, quando poteva, i suoi rapporti sessuali con due minorenni che vivono nella zona. L’allenatore di calcio, Cristian Zilli, di Treviglio, impiegato, sposato, avrebbe invece incontrato i ragazzini all’Oasi, sempre a Seriate, nel Parco del Serio. E il vigile Egidio Bosio, in servizio a Premolo e Boltiere, che dava appuntamento all’Iper, li avrebbe invece portati a casa sua, ad Albino.

    Il cliente malato di Hiv già arrestato

    È dietro il volto di un prete, don Diego Rota, 45 anni, di Solza (Il nuovo corso e la trasparenza della Curia di Riccardo Nisoli), e di altri uomini normali con un lavoro altrettanto normale, che si nasconde il giro di prostituzione tutto bergamasco svelato dall’inchiesta della procura e dei carabinieri di Brescia. Per 11 indagati, tutti agli arresti domiciliari, l’accusa è di prostituzione minorile, punita con pena da sei a dodici anni di reclusione. Tra loro anche un personaggio che ha già fatto parlare di se: il bresciano Claudio Tonoli, affetto da Hiv, arrestato nell’ambito di un’indagine della polizia locale di Montichiari per tentate lesioni e prostituzione minorile, perché cercava rapporti non protetti pur sapendo della sua patologia.

    Il «piano» dei ragazzini: «Così tiriamo in giro i gay»

    Ma c’è altro, nell’inchiesta bresciana, c’è la mercificazione del sesso da parte di minorenni bergamaschi, ragazzini altrettanto normali di 16 e 17 anni, che non vivono affatto in condizioni di precarietà ma accettano l’idea che per cambiare lo smartphone, o avere 100 euro in tasca, si possano avere rapporti orali, o completi, con «clienti» cinquantenni o poco più giovani. Tutto è nato da loro, i minori, in particolare da un ragazzo che passa l’estate del 2014 a Seriate, dal papà, mentre di solito sta dalla madre a Brescia. È lui a conoscere altri quattro bergamaschi della sua età (uno in realtà di origine ucraina) che frequentano più amici nella cittadina dell’hinterland. E sono loro a raccontargli di Badoo e degli incontri che si possono avere tramite quel sito. «Così tiriamo in giro i gay…», gli spiegano. Finché anche lui crea un profilo, conosce «Emil», in realtà il bresciano Francesco Zani, e riceve qualche regalo. Ma la mamma si accorge di messaggi sul telefonino da persone sconosciute , chiama i carabinieri, partono le indagini e poi il processo: «Emil» viene condannato. E i militari continuano a indagare, risalgono ai quattro ragazzini, studiano i loro profili di Badoo, spuntano tanti nomi.

    Quell’sms di don Diego: «Abbiamo appena cominciato»

    Don Diego Rota, sacerdote brillante e apprezzato a Solza, si fa chiamare «Marco». Gli vengono contestati sette episodi di rapporti consumati e un tentativo. In sei casi incontra uno dei bergamaschi, in due con l’ucraino. Due minori del gruppo sono anche fratelli. Uno chiede al sacerdote in un messaggio «ma quante volte lo dobbiamo ancora fare gratis?». E «Marco» risponde: «Abbiamo appena cominciato, ce ne hai per 15 volte su 20 pattuite. Se fai meglio e se non mi bidoni potrei scontarne qualcuna». Come se il «prodotto» acquistato prevedesse anche una certa soglia di gratuità.

    Pagati con pochi euro e telefonini

    Ma è dopo i rapporti con lui che il ragazzino si arrabbia, torna a casa, accenna a sfasciare mobili e altri oggetti. «Ha una lieve patologia», scrive il gip, in seguito ad accertamenti dei carabinieri all’ospedale Bolognini. E il fratello tentava di aiutarlo. Ma a Seriate, in luoghi diversi, arrivano anche l’allenatore dell’Acos Treviglio Cristian Zilli, il vigile in servizio a Boltiere e Premolo, Egidio Bosio, gli impiegati di città Ettore Tucci e Pier Luigi Rossi. Tutti in cerca di quei minorenni che, scrive il gip di Brescia, «rendevano nota in anticipo la loro età, senza mentire». Tutti – ma non si conosce ancora la loro versione difensiva (lunedì gli interrogatori di garanzia) – in cerca di rapporti orali da pagare con poche decine di euro o, nel caso del sacerdote, con un telefonino. I minori vedono le foto dei clienti nelle caserme dei carabinieri, e li riconoscono uno a uno. Ma in molti casi, secondo il giudice, pur essendo affidabili nei riconoscimenti, mentono sui rapporti che hanno avuto. Questione di vergogna, o di smarrimento.

    http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/16_febbraio_12/parroco-che-adescava-ragazzini-dobbiamo-farlo-venti-volte-05a6d81a-d158-11e5-9819-2c2b53be318b.shtml