Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: dino cinel

  • Ex prete ucciso  A Medellin da anni  autorità all’oscuro

    Ex prete ucciso A Medellin da anni autorità all’oscuro

    MEDELLIN (Colombia). “Una storia impressionante”, “Come in un film”, “Un pericoloso predatore”: sono solo alcune delle espressioni apparse sulle prime pagine dei principali quotidiani della Colombia alla notizia dell’assassinio dell’ex sacerdote vicentino Dino Cinel. La torbida vicenda, nella quale si intrecciano passioni sfociate nell’omicidio e un tentativo di suicidio da parte del reo confesso, il 18enne Santiago Alberto Morales Parra, continua a suscitare scalpore sui media colombiani, pure avvezzi alle storie a tinte forti.

    E anche ieri le principali testate nazionali, come gli storici “El Colombiano” o “El Tiempo”, i network televisivi e quelli radiofonici hanno dato ampio spazio alla storia del sacerdote espulso dalla Chiesa per pedofilia e della relazione intrecciata a Medellin con il 18enne Morales Parra, un adolescente che avrebbe i tratti del “ragazzo di vita”.

    “El Tiempo” ha evidenziato la durata della relazione, un anno secondo le testimonianze, e il fatto che l’ex religioso dimorasse da anni a Medellin senza essersi mai preoccupato di segnalare la propria presenza agli uffici del fisco o alla polizia.

    http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/bassano/rossano/ex-prete-ucciso-a-medellin-da-anni-autorit%C3%A0-all-oscuro-1.6277768

  • UCCISO IN COLOMBIA DINO CINEL, L’EX PRETE ALLONTANATO DAL CLERO PER PEDOFILIA

    UCCISO IN COLOMBIA DINO CINEL, L’EX PRETE ALLONTANATO DAL CLERO PER PEDOFILIA

    CITTADELLA – E’ stato assassinato in Colombia l’ex prete di Rossano Veneto allontanato dal clero dopo uno scandalo pedopornografico. – Servizio Filippo Fois, immagini Archivio Repertorio, montaggio Francesco Rataj – Segui Antennatre anche sul digitale terrestre! Visita il sito www.antennatre.it per ulteriori informazioni.

  • Cacciato dalla Chiesa per pedofilia, prete veneto ucciso in Colombia

    Cacciato dalla Chiesa per pedofilia, prete veneto ucciso in Colombia

    MEDELLIN/ROSSANO – Dino Cinel, 76enne originario di Rossano, con residenza a Cittadella, prete espulso dalla Chiesa cattolica per pedofilia, giovedì è stato assassinato in Colombia, nel suo appartamento di Medellín, da un giovane di 18 anni e a quanto sembra suo compagno, Santiago Alberto Morales Parra. A darne la notizia il sito di informazione de El Tiempo.

    Come riferisce il Giornale di Vicenza la centrale di polizia di quella città ha ricevuto una telefonata da parte di un giovane che, disperato, ha confessato di avere ucciso l’ex sacerdote. Gli agenti al loro arrivo hanno trovato il corpo senza vita di Dino Cinel e sono riusciti in extremis a impedire il suicidio del 18enne che stava per gettarsi da una finestra dal sesto piano del palazzo dove i due abitavano assieme da circa tre mesi. Da quanto emerso dalle indagini Dino Cinel aveva comunicato al 18enne che voleva troncare la relazione: parole che hanno innescato una discussione che eè poi degenerata: il giovane avrebbe afferrato un coltello e colpito a morte l’ex sacerdote. Dino Cinel è stato insegnante a San Francisco e New York (Usa), divenne noto nel 1984 quando con il suo libro “Dall’Italia a San Francisco” vinse il  prestigioso Merle Curti Social History Award. Da sacerdote nella parrocchia di Santa Rita a New Orleans (USA) finì negli anni novanta al centro dello scandalo dei preti pedofili: trovato in possesso di una ingente quantità di materiale pedopornografico finì a processo e in seguito venne espulso dalla Chiesa cattolica.

    https://www.ilgazzettino.it/vicenza_bassano/omicidio_prete_veneto_ucciso_colombia_pedofilia_dino_cinel-3527070.html

  • Ex prete ucciso  dal suo amante  diciottenne

    Ex prete ucciso dal suo amante diciottenne

    MEDELLIN (Colombia). Dino Cinel, ex prete originario di Rossano espulso dalla Chiesa cattolica per pedofilia, è stato assassinato giovedì nella città di Medellín, in Colombia, da un giovane di 18 anni.

    Secondo il quotidiano El Colombiano, la polizia ha ricevuto una chiamata di emergenza da parte del ragazzo, nella quale ha confessato di aver ucciso l’ex religioso. Al loro arrivo gli agenti hanno trovato il corpo senza vita del 76enne e sono riusciti ad impedire al 18enne di suicidarsi.

    Il generale Oscar Gómez, comandante della polizia metropolitana, ha riferito che gli eventi si sono verificati dopo una discussione tra i due  «per cause non accertate»: Cinel sarebbe stao aggredito con un coltello al culmine della lite. Il portale locale  Minuto30  afferma che l’assassino ha poi provato a saltare dal sesto piano della casa dove la coppia aveva vissuto per tre mesi.

    Dino Cinel aveva lavorato come storico e insegnante a San Francisco e New York (USA) ed è diventato famoso nel 1984 quando vinse il  prestigioso Merle Curti Social History Award  per il suo libro “Dall’Italia a San Francisco”. Un  rapporto  pubblicato nel 2003 dice che negli anni ’90  fu scopertoa una grande quantità di pornografia infantile  nella chiesa di Santa Rita (New Orleans, USA), che gli costò un’indagine per pedofilia e la perdita della sua condizione di sacerdote.

    Davide Moro
    http://www.ilgiornaledivicenza.it/territori/bassano/rossano/ex-prete-ucciso-dal-suo-amante-diciottenne-1.6275515?refresh_ce=#scroll=700
  • Pedofilia, il prete che sconfessò la Chiesa

    Pedofilia, il prete che sconfessò la Chiesa

    Violentato dall’età di 12 anni dal suo educatore, Dino Cinel oggi ha 71 anni. All’epoca degli abusi era un novello seminarista. L’aguzzino? Un sacerdote, anzi più che un sacerdote. Tale era il rettore del seminario di Bassano, “Istituto Scalabrini”: padre Francesco Tirandola della congregazione dei Missionari di san Carlo. Gli stupri di Tirandola durano quattro anni, le violenze psicologiche proseguono per altri tre. Fino all’età di 46 anni Cinel blinda il dramma dentro di sé, ricacciandolo nei meandri della memoria.

    Nel corso di alcune sedute di psicoterapia, la devastazione subita emerge in tutta la sua reale dimensione. Inizia così un lungo e doloroso percorso di elaborazione e ricerca personale che nel 2012 si è materializzato in un libro autobiografico. Atto di accusa circostanziato e reso inattaccabile da una logica ineccepibile – oltre che da documenti e testimonianze inconfutabili – “Un prete sconfessa la Chiesa” (Albatros) è una complessa opera che fonde insieme la testimonianza di una vita, la denuncia e l’indignazione di un uomo e l’analisi storico-sociale di un docente universitario (Cinel è stato ordinario di storia americana in diversi atenei statunitensi) sulla conflittuale tematica dell’eros nel mondo ecclesiastico.

    Lasciare la Chiesa e il sacerdozio sono stati atti fondamentali per ricostruirsi una vita in tutte le sue dimensioni, ma insufficienti a cancellare i residui della violenza subita. Cinel decide quindi di intraprendere la via della denuncia diretta verso la Chiesa.

    Forte anche della profonda conoscenza di certi meccanismi interni alla Santa Sede, vuole confrontarsi di persona con le istituzioni che rappresentano la giustizia vaticana richiamandole alle loro responsabilità e rivendicando i propri diritti. Ma, come l’autore documenta con la precisione dello storico di professione, sono proprio le alte sfere – quelle che spesso sentiamo annunciare sui media italiani il massimo impegno nei confronti delle vittime e la tolleranza zero verso i carnefici in tonaca – a mostrare agghiaccianti ipocrisie e incoerenze, evidenziando un malato “narcisismo” istituzionale che nega la devastazione interiore subita dalle vittime, mirando a renderle invisibili annullandone la stessa esistenza.

    Spicca in questo senso, dalle pagine del libro, la figura del promotore di giustizia monsignor Charles Scicluna, il braccio della legge vaticano. È dopo il suo incontro dagli esiti sconcertanti che, come lo stesso Cinel racconta a Cronache Laiche, l’idea di raccontare tutto in un libro che lo ha accompagnato per una vita non può più rimanere tale. E in meno di sei mesi Cinel confeziona il suo “j’accuse!”. Insieme con Sua santità (Chiarelettere) di Gianluigi Nuzzi, Un prete sconfessa la Chiesa chiude il cerchio e mette definitivamente a nudo la vera natura di un pensiero e di una cultura strumentali alla salvaguardia del potere politico ed economico della Chiesa cattolica e apostolica romana.

    «Non potevo elaborare un giudizio sulla Chiesa senza aver affrontato di persona chi ne muove le fila» spiega Cinel. «Avrei voluto parlare con il successore di Joseph Ratzinger alla Congregazione per la dottrina della fede, monsignor Levada, ma alla richiesta di un appuntamento lui mi rispose di scrivere una relazione. Lo avevo già fatto senza ottenere mai una risposta. La sua politica era quella di sperare che prima o poi mi sarei stancato di sbattere contro il muro del silenzio. Ho scritto anche a Benedetto XVI, stesso risultato». Alla fine Cinel è riuscito a incontrare Scicluna. Erano i primi mesi del 2011.

    In generale sono due i cardini su cui l’autore si è basato per arrivare a formulare un giudizio assolutamente negativo sull’operato della Chiesa riguardo il tema della pedofilia ecclesiastica. Il primo è la totale indifferenza nei confronti di una verifica storica: «Quando sono riuscito a raccontare a Scicluna cosa è successo, con tanto di prove, testimonianze e relazioni mediche, la risposta (offensiva) è stata che il mio violentatore oggi è considerato un santo, un sacerdote degno di tutti gli onori. Io non mi so capacitare come una società di persone si renda talmente spregevole da non voler guardare nemmeno in faccia la realtà storica».

    Il secondo mattoncino è l’assoluta mancanza di rispetto per le competenze professionali “straniere”. «Io ho portato in Città del Vaticano i referti di tre medici che spiegano quali ferite mi ha provocato la violenza subita. La risposta da me ricevuta è che queste diagnosi sono scientificamente inattendibile. Punto. Non dicono che devono farmi visitare da un altro medico di loro fiducia come normalmente si usa in questi casi per verificare. Non ci pensano nemmeno. Per loro quello che “produce” la società laica non ha nessun valore».

    Ma la faccia che la Chiesa mostra in pubblico, specie con le vittime, è del tutto diversa. Almeno a prima vista. Cinel è un fiume in piena: «Benedetto XVI ha pronunciato parole talmente offensive che nemmeno una persona di modesta intelligenza se le può permettere. Lui dice che le vittime di sacerdoti pedofili sono i nuovi martiri. Come si può essere tanto cinici? Come si può pensare di cooptare all’interno della Chiesa delle persone che proprio dalla Chiesa stessa hanno avuto la vita distrutta?».

    Secondo l’ex sacerdote questo atteggiamento è studiato dalle gerarchie ecclesiastiche in ogni minimo particolare. «Questo papa è cosciente che il problema della pedofilia clericale è gigantesco. Ma non ha alcuna intenzione di risolverlo. Piangere davanti alle vittime, dichiarare davanti a loro che la Chiesa si assume le proprie responsabilità, invocare la tolleranza zero, è tutta una messa in scena. I fatti concreti stanno a zero.

    La realtà e che Benedetto XVI si è circondato di un gruppo di persone che faranno con lui quello che lui ha fatto col papa precedente. Due o tre anni dopo la sua morte lo beatificheranno e via verso la santificazione». Così tutti dimenticheranno cosa è successo durante il pontificato di Benedetto XVI e durante i 25 anni in cui Joseph Ratzingher è stato prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. «Magari diventerà, in cielo, il santo protettore delle vittime di preti pedofili. Così in Vaticano riusciranno a spillare un bel po’ di denaro ai pellegrini in adorazione. Un modo molto pratico, il solito, per non assolvere le proprie responsabilità qui in terra».

    Federico Tulli

  • Cittadella, l’ex prete Cinel è residente anche contro il parere di Bitonci

    Cittadella, l’ex prete Cinel è residente anche contro il parere di Bitonci

    Dino Cinel l’ha spuntata: dopo che ha ottenuto dalla Questura il passaporto italiano l’Anagrafe non ha potuto non registrare la sua iscrizione. Il sindaco: “Non cambio idea su di lui. E poi con il suo legale mi ha perseguitato, per cui mi sono rivolto ai carabinieri»

    di Silvia Bergamin CITTADELLA. Dino Cinel risiede a Cittadella, è un suo diritto: il prefetto aveva accolto il ricorso dell’ex prete, al quale il sindaco-deputato Massimo Bitonci aveva negato la residenza, e ora la Questura gli ha rilasciato un passaporto italiano, quindi può abitare dove vuole e gli uffici dell’Anagrafe di Cittadella hanno già dovuto provvedere all’iscrizione. Si chiude quindi un caso durato mesi.

    Cinel, 69 anni, nato a Rossano Veneto, negli Anni Ottanta fu parroco di Santa Rita a New Orleans. Nell’88, dopo 23 anni di sacerdozio fra gli scalabriniani, abbandonò le vesti e continuò a insegnare storia all’Università di Tulane, sempre in Luisiana. Il suo caso ebbe notevole clamore negli Usa e nel ’91 la rivista Vanity Fair gli dedicò un reportage sottolineando che era stato costretto a lasciare la tonaca perché nella sua stanza era stato trovato materiale pedopornografico.

    Bitonci prende atto della situazione, ma non rinuncia a polemizzare: «Non cambiano le mie idee sulla sua persona e sul suo passato; in queste settimane ho subito un continuo stillicidio di lettere e di appostamenti fuori dal Comune da parte di Cinel e del suo legale, insulti che rasentano la minaccia. Alcuni episodi si sono verificati anche nei confronti del segretario, tanto che ci siamo rivolti ai carabinieri per segnalare questo atteggiamento vessatorio». Il consigliere comunale del Pd, Giovanni Paolo Parolin, si dice «felice del fatto che alla fine Cinel l’abbia spuntata. Negare la residenza al cittadino Cinel è stato un atto di arroganza, sostenuto da motivi pretestuosi e inconsistenti. Ora è stata ripristinata la legalità contro un sindaco arrogante e prevaricatore che prende provvedimenti solo in funzione del loro impatto mediatico, come l’ultima ordinanza sulla prostituzione, inesistente a Cittadella, almeno per le strade. Lo sceriffo Bitonci è stato sconfitto e isolato. Per me – conclude Parolin – è un giorno positivo».

    http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/20…bitonci-4088083