Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Diocesi di Fano

  • “Devastante l’idea di rivedere don Giacomo”. Il babbo della ragazza abusata grida il suo no

    “Devastante l’idea di rivedere don Giacomo”. Il babbo della ragazza abusata grida il suo no

    Ha sempre vissuto il suo dolore, insieme alla propria famiglia, con dignità e grandissima riservatezza, ma adesso ha deciso di gridare a tutti che si sente vittima di una “nuova, inaccettabile, ingiustizia”. E’ il babbo della ragazza, allora 12enne, che nell’estate del 2012 subì le attenzioni sessuali di don Giacomo Ruggeri. La notizia che il sacerdote, dopo un lungo ‘esilio’ a Pordenone, tornerà ad avere un incarico nella Diocesi di Fano, “ci ha fatto ripiombare nel dramma che da 12 anni a questa parte cerchiamo, con enorme fatica, di allontanare – racconta l’uomo, senza riuscire a nascondere un misto di emozione e di rabbia”.

    “Io, mia moglie e tutta la nostra famiglia siamo davvero molto preoccupati. E’ una cosa che ci fa soffrire e che ci ha tolto quel poco di serenità che pian piano eravamo riusciti a riacquistare. Se vuol continuare a fare il prete non è meglio, per tutti, che lo faccia da un’altra parte d’Italia? Come si fa a farlo tornare proprio qui, dopo quello che è successo?”

    Il riferimento di questo padre di famiglia, visibilmente angosciato, è a quei giorni di 12 anni fa rimasti scolpiti in maniera indelebile nella sua memoria, i giorni in cui emerse che don Giacomo, il parroco del paese, aveva compiuto atti sessuali con sua figlia su una spiaggia di Torrette. Una condotta che portò all’arresto del sacerdote e alla successiva condanna a 2 anni e 6 mesi di reclusione, poi diminuita in appello a 1 anno, 11 mesi e 10 giorni. “Io mi fidavo ciecamente di quel prete, tanto da consentirgli di portare al mare la mia bambina e lui ci ha traditi nel modo peggiore, facendoci precipitare in un incubo. Per questo – riprende –, anche se ha scontato il suo debito con la giustizia, io non lo perdonerò mai. Una figlia è la cosa più preziosa al mondo e lui ha fatto quello che ha fatto, scaraventandoci all’improvviso in un baratro”.

    “Ma vi sembra giusto – aggiunge – che saremo costretti a vivere con l’ansia continua di poterlo incontrare o, ancora peggio, che possa incontrarlo la nostra ragazza? Io penso di no; che sia una cosa inaccettabile, e l’ho detto anche al vescovo, quando alcune settimane fa ha voluto vedere me e mia moglie per comunicarci la decisione sul prete, facendoci capire che molto difficilmente cambieranno idea. E siccome la situazione è questa, adesso, dopo essere rimasto in silenzio per tanti anni, ho scelto di chiamare il vostro giornale per dire a tutti che questa cosa per noi è devastante e spero di cuore che la gente comprenda il nostro stato d’animo e il desiderio profondo che abbiamo nel cuore”.

    E mentre l’emozione rende sempre più incerte le sue parole, conclude: “La cosa che più conta, per me, è proteggere mia figlia, che ha già sofferto troppo e che, probabilmente, si porterà dentro per sempre certe ferite dell’anima. Per questo, non posso accettare che la nuova situazione che si sta prospettando rischi di far sgretolare la fiducia nella vita e la serenità che lei – conclude –, con tanta fatica e con tutto il nostro amore, ha pian piano riconquistato”.

    https://www.ilrestodelcarlino.it/fano/cronaca/devastante-lidea-di-rivedere-don-giacomo-il-babbo-della-ragazza-abusata-grida-il-suo-no-f82c6be0
  • Il discusso ritorno di un prete nella diocesi delle Marche dove abusò di una 12enne

    Il discusso ritorno di un prete nella diocesi delle Marche dove abusò di una 12enne

    A Fano, nelle Marche, un gruppo di attivisti e attiviste impegnate in associazioni a tutela dei diritti civili ha scritto una lettera per criticare la scelta del vescovo Andrea Andreozzi, che ha assegnato un incarico nella parrocchia di Pergola a don Giacomo Ruggeri. Dieci anni fa Ruggeri fu condannato in via definitiva a un anno e 11 mesi di reclusione per abusi sessuali su una ragazza di 12 anni. La sua nomina nella stessa provincia dove avvennero gli abusi sta suscitando molte discussioni tra i fedeli e alcune proteste, tra cui quella dei famigliari della ragazza.

    «Non è forse in gioco una preoccupante confusione tra diritto al perdono e complicità morale?», hanno scritto gli attivisti in una lettera pubblica. Pergola si trova a circa 40 chilometri da Fano, e la diocesi presieduta da Andreozzi copre un territorio piuttosto vasto, che dalla costa marchigiana arriva fino al confine con l’Umbria (è detta diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola).

    Prima di essere accusato, don Giacomo Ruggeri – oggi 55enne – aveva avuto diversi incarichi importanti: era stato parroco di Orciano, in provincia di Pesaro e Urbino, e soprattutto responsabile delle relazioni con la stampa dell’allora vescovo Armando Trasarti. Era stato anche direttore della web tv della diocesi e assistente spirituale della categoria di ragazze scout che hanno più di 17 anni (“Scolte”). Nell’estate del 2012 venne accusato da un bagnino in servizio sulla spiaggia di Torrette di Fano che lo aveva visto insieme a una 12enne della parrocchia. Fu arrestato il 13 luglio dopo essere stato scoperto dalla polizia che lo aveva filmato diverse volte in seguito alla denuncia del bagnino.

    La ragazza parlò con il giudice per le indagini preliminari assistita da una psicologa, e disse di aver tentato più volte di sottrarsi alle attenzioni del prete. Don Ruggeri fu condannato in primo grado a due anni e sei mesi di reclusione. Nel 2014 la pena fu ridotta in appello a un anno, undici mesi e dieci giorni. Scontò quattro mesi agli arresti domiciliari prima di essere trasferito nella diocesi di Pordenone, dove negli ultimi anni ha guidato una casa di esercizi spirituali.

    Alla fine di maggio il vescovo di Fano Andrea Andreozzi ha annunciato il ritorno di don Ruggeri, assegnato alla parrocchia di Pergola. Lo ha fatto prima con una lettera aperta ai fedeli, poi con una conferenza stampa per spiegare le ragioni di questa scelta. «Non mi va di far morire una persona in esilio», ha detto il vescovo.

    Andreozzi ha detto di avere piena fiducia nei confronti di Ruggeri, che ha incontrato più volte negli ultimi anni. «Qui non si tratta di assegnare una carica o un ruolo, ma di accogliere un fratello, che è da aiutare nel reinserimento nella sua terra e nel servizio al regno di Dio», ha argomentato il vescovo. «Ritengo che, su oltre 220 diocesi in Italia, don Giacomo debba tornare proprio qui, perché qui è stato generato alla fede ed è stato ordinato presbitero. Non posso vedere in Giacomo uno stupratore seriale, un pedofilo recidivo come è stato detto in questi giorni. Se ci fosse stata anche solo questa lontanissima percezione, don Giacomo non sarebbe qui».

    Intervistato dal Resto del Carlino, il padre della ragazza che all’epoca fu vittima degli abusi sessuali ha detto che il ritorno di don Ruggeri è una notizia preoccupante che fa soffrire la sua famiglia. L’ha definita «un’enorme ingiustizia», perché in Italia ci sono moltissime diocesi e non era il caso di farlo tornare proprio a Fano. «Se vuol continuare a fare il sacerdote non è meglio, per tutti, che lo faccia da un’altra parte?».

    Durante un confronto con il vescovo, il padre della ragazza ha detto di non poter accettare il ritorno di don Ruggeri anche per via dell’ansia di poterlo incontrare o della possibilità che il prete incontri la figlia. Vivere con questa ansia, ha detto, equivale a una «condanna».

    Gli attivisti e le attiviste che si sono mobilitati contro il ritorno di don Ruggeri hanno firmato la lettera con il loro nome. Secondo loro la scelta del vescovo implica che un prete colpevole di gravi reati nei confronti di una persona minorenne possa tornare a esercitare le sue funzioni nella parrocchia di origine, senza porsi il problema di urtare la sensibilità dei fedeli. Al momento il vescovo non ha risposto alla lettera.

    L’avvocato di don Ruggeri, Gianluca Sposito, non si esprime sull’opportunità di fare tornare il sacerdote a Fano, ma sostiene che ci sia stato un risarcimento e che il suo assistito sia stato riabilitato. «Da tempo è tornato un uomo libero», ha detto in un’intervista al Fatto Quotidiano. «Io non rispondo alla famiglia perché ho profondo rispetto. Spiego e ricordo i fatti». Sposito dice che l’episodio per cui don Ruggeri fu condannato è stato ridimensionato, come dimostra la riduzione della pena in appello, e che non ci sono state altre denunce. «Poteva tornare a Fano 10 anni fa», ha detto Sposito. «Non spiegare questa cosa rischia di generare generalizzazioni e travisamenti e creare una sorta di confino morale. Quando furono analizzati l’iPad e i telefoni non fu trovata una sola immagine che potesse giustificare la parola “pedofilo”».

    https://www.ilpost.it/2024/07/01/ritorno-don-giacomo-ruggeri-condannato-abusi-fano/

  • Pedofilia. Don Ruggeri condannato dall’ex Sant’Uffizio ma non sospeso a divinis. La bambina molestata non avrà giustizia

    Pedofilia. Don Ruggeri condannato dall’ex Sant’Uffizio ma non sospeso a divinis. La bambina molestata non avrà giustizia

    Non avrà giustizia la tredicenne vittima delle attenzioni sessuali di don Giacomo Ruggeri, il sacerdote ed ex portavoce del vescovo Trasarti, condannato a un anno e 11 mesi di reclusione. Il vescovo di Fano, monsignor Armando Trasarti, ha scritto al nostro giornale, attraverso il vicario giudiziale e cancelliere della sua diocesi, che la condanna della Congregazione per la dottrina della fede c’è già stata, ma non comporta né la riduzione allo stato laicale, né la sospensione a divinis. Di questo, fa sapere il presule, non è lui il responsabile. Recentemente lo stesso monsignor Trasarti precisò anche che “la sentenza della magistratura italiana in sede penale non ha, e non potrebbe avere, conseguenze dirette sugli uffici diocesani ovvero sui ministeri in pregresso svolti dal parroco”. Rimane in vigore per la sola diocesi di Fano “il decreto già reso dal vescovo Trasarti con il quale il parroco resta sospeso da ogni ministero pastorale, da ogni funzione in uffici o incarichi diocesani o extradiocesani e da ogni atto sacramentale”.

    Da parte sua don Giacomo Ruggeri ha fatto sapere qualche mese fa quali sono i suoi sentimenti: “Sono profondamente addolorato. Mai, in nessun modo, ho avuto nell’animo e nei gesti altri sentimenti che non fossero un affetto sincero. È vero però che in quello che è accaduto ho confuso il modo di esprimere questo affetto. Qualcuno ha ripetutamente scritto cose false, distorte ed esagerate circa i miei comportamenti, qualcuno ha parlato di violenza: niente di più falso e lontano dai fatti e dal mio essere. Quello che invece è vero, e lo riconosco, è che a volte baci e carezze, perché esclusivamente di questo si tratta, sono proprio fuori luogo. Chiedo profondamente perdono a coloro che ho coinvolto in prima persona”.

    Questo quotidiano online prende atto con rispetto delle parole del sacerdote. Tuttavia ritiene che sia suo dovere esprimere il proprio dissenso dal dissennato perdonismo che sembra aver contagiato sia la magistratura italiana che quella vaticana. Quest’ultima ha contraddetto in realtà quanto asserito da ben tre Papi: san Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. E’ chiaro che davanti al pentimento sincero di una persona che ha sbagliato, anche in modo molto grave, la Chiesa deve aprire le sue porte e perdonare. Ma altro è il ritorno all’esercizio del ministero sacerdotale che non è la condizione attraverso la quale una persona salva la propria anima, bensì al contrario rischia in queste circostanze di essere occasione per nuovi peccati e scandali, e alla fine anche di perdizione per la persona. Ci sono tanti conventi di clausura dove si può celebrare messa in privato se a questo non si può rinunciare.

     

  • Pedofilia, anche il sindaco di Orciano scarica don Giacomo Ruggeri. Le spine della chiesa

    Pedofilia, anche il sindaco di Orciano scarica don Giacomo Ruggeri. Le spine della chiesa

    L’ex parroco e la sua voglia di protagonismo. Nominata la psicologa che dovrà assistere la 13enne durante l’incidente probatorio

    di Sandro Franceschetti – Fano (Pesaro-Urbino), 24 luglio 2012 – “Lo conoscevo per il suo gran bisogno di emergere e di mettere se stesso davanti ad ogni cosa”. E’ la stoccata del sindaco di Orciano Stefano Bacchiocchi nei confronti dell’ex parroco don Giangiacomo Ruggeri, finito in carcere con l’accusa di aver compiuto atti sessuali con una minore di 14 anni e atti osceni in luogo pubblico.

    L’incontro in carcere
    Don Giacomo era pedinato appena usciva dalla chiesa Il vescovo ‘a casa’ di don Giacomo: “Mi assumo le colpe dei figli” Don Giacomo, le ‘acrobazie’ in mare con la 13enne e una sua amica Il vescovo: “Non dimenticate il bene compiuto da don Ruggeri” Pedofilia, spunta un precedente per don Ruggeri Il padre della ragazzina abusata: “Don Ruggeri pedofilo? Non ci credo” Pedofilia, don Ruggeri al gip: “Non ero lucido, non sapevo dov’ero” Don Ruggeri senza pudore: baci ed effusioni in spiaggia Flirt in spiaggia con la 13enne, arrestato sacerdote

    “Naturalmente — riprende il primo cittadino — questo non c’entra nulla con quello che è successo e con ciò che gli viene contestato, ma io notavo la sua indole a mettersi in evidenza. Esempio: subito dopo il nevone del febbraio scorso, è stato lui per primo ad organizzare la cena per tutti quelli che si erano impegnati a fronteggiare l’emergenza e a mandare la relativa nota ai giornali; magari sarebbe stato più logico che lo avesse fatto un rappresentante dell’amministrazione comunale”.

    Bacchiocchi, poi, per quanto riguarda l’ipotesi di reato a carico del ‘Dongi’ aggiunge: “Aspettiamo il lavoro della magistratura, condotto in maniera estremamente seria; le reali responsabilità emergeranno di sicuro”. E subito dopo rivolge un pensiero alla ragazzina presunta vittima delle attenzioni di don Giacomo e alla sua famiglia: “Pur non sapendo chi siano, partecipo al loro dolore in questa esperienza molto difficile e al contempo esprimo la mia vicinanza a tutte le persone che soffrono per situazioni di questo tipo”.

    Il sindaco, infine, fa un accenno al suo incontro, domenica mattina, con il vescovo Armando Trasarti dopo la seguitissima celebrazione eucaristica svoltasi nella chiesa di San Cristoforo e presieduta proprio dal capo della diocesi di Fano, Fossombrone, Pergola e Cagli: “Ci siamo detti che adesso bisogna ricostruire la piena credibilità delle istituzioni ecclesiastiche locali, perché alcuni punti di riferimento sono venuti meno. In un piccolo paese come il nostro la società civile, in gran parte, si identifica nella parrocchia, per cui serve una figura esemplare che aiuti la gente a ritrovare fiducia fino in fondo nei rappresentanti della parrocchia stessa”.

    Oggi, in tribunale a Pesaro, si è tenuta la nomina da parte del gip Mussoni della psicologa che dovrà assistere la minorenne durante l’incidente probatorio per sentire dalla sua voce (il 2 agosto) cos’è successo ai bagni Torrette il 10 e il 12 luglio scorsi. Si tratta di Anna Cavallini di Ferrara. Non sono stati presenti né la 13enne, né i suoi familiari (indicati dalla Procura come parte offesa), né don Ruggeri.

    di Sandro Franceschetti

    http://www.ilrestodelcarlino.it/fano/cronaca/2012/07/24/748406-pedofilia-don-giacomo-ruggeri-scaricato-dal-sindaco-di-orciano.shtml

  • “Don Giacomo, il sacerdote che parlava di ‘ragazzi malati’”

    “Don Giacomo, il sacerdote che parlava di ‘ragazzi malati’”

    23 luglio 2012 ·

    Riceviamo e pubblichiamo sulla vicenda che riguarda l’ex portavoce del vescovo di Fano, don Giacomo Ruggeri, arrestato con le accuse di aver compiuto atti sessuali con una minore di 14 anni ed atti osceni in luogo pubblico, un articolo di Maddalena Robustelli.

    “E’ già trascorso un anno da quando scrissi e pubblicai su Noi donne “Lettera aperta alla Diocesi di Fano”, in occasione di un brutto episodio di violenza sessuale perpetrato da due adolescenti ai danni di una loro coetanea. In tale articolo rivolsi parole ferme e risolute nei riguardi del portavoce del vescovo Trasarti, don Giacomo Ruggeri, che aveva attribuito le ragioni degli stupri al modo di abbigliarsi delle donne ed alla mancata vigilanza dei genitori sulle loro figlie, mostrando quel malcelato senso di condanna che cala come una scure sulla vittima di violenza sessuata. Quel che risultò ai miei occhi particolarmente riprovevole fu l’affermazione del sacerdote, secondo la quale i ragazzi colpevoli di tali nefandi comportamenti erano malati e conseguentemente, per venire incontro alle esigenze dei loro coetanei con pulsioni similari, la Diocesi avrebbe organizzato campi scuola per far sì che imparassero a vivere in maniera sana il rapporto tra il loro corpo e quello dell’altro.

    L’anno scorso espressi una marcata condanna per il comunicato stampa di don Giacomo Ruggeri e nel contempo chiesi ai rappresentanti ecclesiastici di essere più umili nel proferire giudizi, che per una ragazza di quindici anni avrebbero avuto l’amaro, anzi, amarissimo sapore di una sentenza capace di bollarla per tutta la vita. Oggi, però, alla luce delle ultime vicende che hanno riguardato lo stesso sacerdote, quelle sue parole contenute nel comunicato stampa ufficiale della Diocesi di Fano assumono ben altro significato e valore. Difatti don Giacomo Ruggeri, a cui chiesi di essere personalmente vicino alla ragazza violentata nella sua funzione specifica di educatore, è stato sorpreso a tenere atteggiamenti di inequivocabile molestia nei confronti di una tredicenne in un luogo pubblico, ossia una spiaggia del litorale marchigiano. Se non fosse che i proprietari del lido balneare lo conoscessero, i comuni bagnanti avrebbero avuto davanti agli occhi un quarantatreenne in costume profondere effusioni ad una ragazzina, che già altre volte aveva avuto l’ardire di portare in spiaggia da sola. Alle forze dell’ordine, a cui erano arrivate altre segnalazioni del caso in questione, non è restato altro che appostarsi ed intervenire al momento opportuno, cogliendo don Giacomo alla sprovvista.

    A questo sacerdote, che solo nel giugno del 2011 aveva parlato di “ragazzi malati”, vorrei chiedere se quel giudizio più che a costoro fosse rivolto a sé stesso. Aveva, cioè, già allora contezza di quel che avrebbe fatto oggi a quella tredicenne, o ritiene di essere in preda a istinti irrefrenabili a cui non riesce a porre un argine? Indubbiamente vicende del genere indignano e, se solo penso che i testimoni di quelle effusioni hanno allertato i soggetti istituzionalmente preposti al caso in questione, mi rincuora quel senso di protezione nei confronti della ragazzina, che è sfociato successivamente in un forte moto di rabbia e di riprovazione. Possibile che don Giacomo si ritenesse immune da critiche per quei comportamenti palesemente pedofili e nel contempo fosse capace di avanzare, senza dubbio alcuno, i giudizi espressi nel comunicato stampa dell’anno scorso? Strano episodio di transfert si potrebbe dire, perché pare che chi giudichi malati gli stupratori sia egli stesso malato! Quel che non sembra ma è, invece, effettivamente reale è l’essere stati colti in flagranza di un reato alquanto grave. Sicuramente spetterà agli inquirenti definire il profilo umano del sacerdote, il contesto in cui ha commesso gli atti illeciti e, soprattutto, come abbia potuto coinvolgere quella adolescente in siffatta situazione.

    D’altronde è altrettanto certo che ora incomba sulla Diocesi di Fano l’obbligo di spiegare la vicenda ed offrire ai propri fedeli, ed anche a chi tale non è, una sua presa di distanza nonché ferma condanna dell’accaduto. Condanna, a cui inequivocabilmente dovrebbe conseguire un atteggiamento altrettanto risoluto sulle eventuali protezioni e connivenze di cui avrebbe potuto godere don Giacomo. Senza tale percorso di verità ed impegno ogni altra sua azione, quale, ad esempio, la sospensione del sacerdote dalle proprie mansioni ufficiali, ne uscirà delegittimata, senza contare un ulteriore elemento che peserà come un macigno sulla diocesi, ossia la onerosa riprovazione sociale sulle sue omertà.

    Se un anno fa scrissi una lettera aperta, ora sento chiaro e netto il diritto di aspettarmi azioni altrettanto nette e chiare da parte del vescovo Trasarti e nel contempo provo forte l’obbligo di pretenderle per conto di quella adolescente, che stava lì a subire le pesanti attenzioni del suddetto sacerdote. Non oso immaginare le devastazioni che un domani nel suo intimo proverà, so che per l’oggi chiederà agli adulti spiegazioni di quel che le è successo e noi, distanti da lei personalmente, potremo aiutarla esigendo a nostra volta dalla Diocesi di Fano le dovute chiarificazioni, tali da farla assurgere degnamente al ruolo che le è attribuito. Avvertendo chi di dovere che il tempo, che eventualmente passerà inutilmente, peserà come un gravoso macigno non solo sull’intera comunità di riferimento, ma anche su quanti al riguardo necessitano di comportamenti doverosamente congrui e palesemente integerrimi da parte dell’intero ordine ecclesiastico della curia marchigiana. E non solo …..”

    Ultimo aggiornamento: 23-07-2012

  • Pedofilia, arrestato prete a Fano è il portavoce del vescovo locale

    Pedofilia, arrestato prete a Fano è il portavoce del vescovo locale

    Don Giangiacomo Ruggeri arrestato per presunti abusi su una ragazzina minorenne. 43 anni, è parroco della Chiesa di Santa Maria in Orciano. La solidarietà dell’alto prelato alla vittima degli abusi

    FANO (PESARO URBINO) – Ancora uno scandalo della pedofilia che vede coinvolto il mondo ecclesiastico. Questa volta ad essere stato arrestato, per presunti abusi su una minorenne, è il portavoce del vescovo di Fano (Pesaro Urbino), don Giangiacomo Ruggeri. 43 anni, l’uomo è parocco della Chiesa di Santa Maria in Orciano e portavoce di monsignor Armando Trasarti.

    Gli agenti hanno eseguito oggi l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip su richiesta della procura. L’inchiesta per i presunti abusi è coordinata dal procuratore di Pesaro Manfredi Palumbo. Stando alle poche notizie che trapelano, la ragazzina che avrebbe subito abusi da parte del sacerdote ha solo 13 anni. Don Ruggeri, sospeso “da ogni ministero pastorale”, è stato rinchiuso nel carcere di Villa Fastiggi, a Pesaro, in isolamento. Nessun commento sull’indagine da parte del procuratore Manfredi Palumbo, nè del questore Italo D’Angelo. “C’è il segreto istruttorio” dicono entrambi.

    La notizia dell’arresto del sacerdote è trapelata in città solo nel pomeriggio, accolta con sgomento a Fano e nella piccola comunità parrocchiale di Orciano. Il vescovo di Fano si è chiuso nella sua stanza e al momento non nessuno ma ha espresso “sconcerto e dolore per la gravità dell’accaduto e piena solidarietà a chi è stato oggetto di abuso”.

    Il suo vicario, monsignor Giuseppe Tintori, liquida i cronisti con un “non so nulla. Arrivederci…”. Altri, sacerdoti e laici, pur sotto choc, abbozzano una difesa. “Don Giangiacomo è una persona stimata da tutti, ha lavorato tanto per i giovani, è nato nel mondo scout, non può aver fatto una cosa del genere” mormora Domenico, un laico che si dà molto da fare in diocesi. Dello stesso tenore le parole di un sacerdote, Antonio: “Non c’era alcun sospetto, non è possibile, non posso credere a una notizia così”.

    Don Ruggeri, originario di Fossombrone, è giornalista pubblicista e svolge anche l’incarico di direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali. Di bell’aspetto, dal 2007 è anche assistente ecclesiastico regionale dell’Associazione cattolica Guide e Scout d’Europa, branca Scolte. Parroco di Santa Maria a Orciano dal 2008, dal 1994 al 2000 è stato vice parroco presso la parrocchia S. Famiglia in Fano. Ha insegnato religione cattolica nel Liceo classico, linguistico e artistico di Fano fino al 2000.

    Nel 1996 è stato nominato direttore dell’Ufficio Diocesano di Pastorale giovanile, un incarico che ha retto fino al 1999. Rientrato nella diocesi di Fano nell’ottobre del 2002 dopo l’esperienza alla Cei, è stato nominato direttore del Centro Diocesano Vocazioni. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti dal 2003, e scrittore, collabora anche con “Avvenire”, il quotidiano della Cei.

    E’ docente di Teologia e Pastorale della Comunicazione e responsabile dell’Ufficio stampa dell’Istituto Teologico Marchigiano. Ha una licenza in teologia pastorale, nel settore della Teologia della comunicazione, nel 2007, presso la Pontificia Università Lateranense in Roma. Dal 2010 insegna Teologia della comunicazione ed Etica dei new media presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Marvelli” di Rimini. Da un anno amministra anche la parrocchia di Santa Lucia in Piagge.

    http://www.repubblica.it/cronaca/2012/07/13/news/pedofilia_arrestato_prete_a_fano_il_portavoce_del_vescovo-39011754/

  • FANO, ABUSI SESSUALI SU UNA MINORE: IN MANETTE PARROCO 43ENNE

    FANO, ABUSI SESSUALI SU UNA MINORE: IN MANETTE PARROCO 43ENNE

    Pedofilia, arrestato prete a Fano è il portavoce del vescovo locale
    Don Giangiacomo Ruggeri arrestato per presunti abusi su una ragazzina minorenne. 43 anni, è parroco della Chiesa di Santa Maria in Orciano. La solidarietà dell’alto prelato alla vittima degli abusi
    Lo leggo dopo
    FANO (PESARO URBINO) – Ancora uno scandalo della pedofilia che vede coinvolto il mondo ecclesiastico. Questa volta ad essere stato arrestato, per presunti abusi su una minorenne, è il portavoce del vescovo di Fano (Pesaro Urbino), don Giangiacomo Ruggeri. 43 anni, l’uomo è parocco della Chiesa di Santa Maria in Orciano e portavoce di monsignor Armando Trasarti.

    Gli agenti hanno eseguito oggi l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip su richiesta della procura. L’inchiesta per i presunti abusi è coordinata dal procuratore di Pesaro Manfredi Palumbo. Stando alle poche notizie che trapelano, la ragazzina che avrebbe subito abusi da parte del sacerdote ha solo 13 anni. Don Ruggeri, sospeso “da ogni ministero pastorale”, è stato rinchiuso nel carcere di Villa Fastiggi, a Pesaro, in isolamento. Nessun commento sull’indagine da parte del procuratore Manfredi Palumbo, nè del questore Italo D’Angelo. “C’è il segreto istruttorio” dicono entrambi.

    La notizia dell’arresto del sacerdote è trapelata in città solo nel pomeriggio, accolta con sgomento a Fano e nella piccola comunità parrocchiale di Orciano. Il vescovo di Fano si è chiuso nella sua stanza e al momento non nessuno ma ha espresso “sconcerto e dolore per la gravità dell’accaduto e piena solidarietà a chi è stato oggetto di abuso”.

    Il suo vicario, monsignor Giuseppe Tintori, liquida i cronisti con un “non so nulla. Arrivederci…”. Altri, sacerdoti e laici, pur sotto choc, abbozzano una difesa. “Don Giangiacomo è una persona stimata da tutti, ha lavorato tanto per i giovani, è nato nel mondo scout, non può aver fatto una cosa del genere” mormora Domenico, un laico che si dà molto da fare in diocesi. Dello stesso tenore le parole di un sacerdote, Antonio: “Non c’era alcun sospetto, non è possibile, non posso credere a una notizia così”.

    Don Ruggeri, originario di Fossombrone, è giornalista pubblicista e svolge anche l’incarico di direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali. Di bell’aspetto, dal 2007 è anche assistente ecclesiastico regionale dell’Associazione cattolica Guide e Scout d’Europa, branca Scolte. Parroco di Santa Maria a Orciano dal 2008, dal 1994 al 2000 è stato vice parroco presso la parrocchia S. Famiglia in Fano. Ha insegnato religione cattolica nel Liceo classico, linguistico e artistico di Fano fino al 2000.

    Nel 1996 è stato nominato direttore dell’Ufficio Diocesano di Pastorale giovanile, un incarico che ha retto fino al 1999. Rientrato nella diocesi di Fano nell’ottobre del 2002 dopo l’esperienza alla Cei, è stato nominato direttore del Centro Diocesano Vocazioni. Giornalista iscritto all’albo dei pubblicisti dal 2003, e scrittore, collabora anche con “Avvenire”, il quotidiano della Cei.

    E’ docente di Teologia e Pastorale della Comunicazione e responsabile dell’Ufficio stampa dell’Istituto Teologico Marchigiano. Ha una licenza in teologia pastorale, nel settore della Teologia della comunicazione, nel 2007, presso la Pontificia Università Lateranense in Roma. Dal 2010 insegna Teologia della comunicazione ed Etica dei new media presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “A. Marvelli” di Rimini. Da un anno amministra anche la parrocchia di Santa Lucia in Piagge.

    http://www.repubblica.it/cronaca/2012/07/1…54/?ref=HREC2-6

  • Due volte vittima: prima lo stupro, dopo l’omelia

    Due volte vittima: prima lo stupro, dopo l’omelia

    Sul sito di FanoTv è riportata la notizia di un odioso fatto di cronaca avvenuto nella “notte bianca” coincidente con la festività del Corpus Domini durante la quale tre giovani, poi identificati, hanno violentato una ragazza di 15 anni. Durante l’omelia celebratasi il giorno dopo il delegato del vescovo per la diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, don Giacomo Ruggeri, dopo avere espresso vergogna per il grave episodio, si è rivolto direttamente alla ragazza e alla sua famiglia condannando la “ pseudo emancipazione che le ragazze di oggi hanno acquisito rispetto alle loro coetanee di alcuni anni fa” e la “sempre più accentuata esibizione del proprio corpo”, invitando i genitori ad essere più attenti “alle modalità di vestirsi” dei propri figli.
    Stefano Marullo

    http://www.uaar.it/news/2011/07/23/due-vol…ro-dopo-omelia/