Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Diocesi di Monreale

  • Il VII Forum paneuropeo delle confraternite di Enna si trasforma nel “The Rocky Horror Picture Show”

    Il VII Forum paneuropeo delle confraternite di Enna si trasforma nel “The Rocky Horror Picture Show”

    In questi giorni Enna ospita in occasione, del VII Forum paneuropeo delle confraternite, dal cardinale Angelo Bagnasco, dal cui appello all’Europa nel 2019 è nato il Forum, al cardinale Enrico Feroci, il cardinale Angelo De Donatis, penitenziere maggiore della Santa Sede, Michele Pennisi, arcivescovo emerito della diocesi di Monreale, Antonino Raspanti presidente Cesi e vescovo della diocesi di Acireale, ed ancora il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Kevin J. Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, l’arcivescovo Rino Fisichella.

    Tra i volti laici più noti l’attrice Claudia Koll e Antonio Banderas, confratello della Lágrimas y Favores di Malaga (quest’ultimo si collegherà in videoconferenza) che accompagnano i massimi vertici della chiesa italiana, ospiti di un evento internazionale che però lascia perplessi per una anomalia che fa riflettere, la presenza di monsignor Rosario Gisana, che spicca particolarmente in quanto, come padrone di casa, ha aperto ieri le giornate del VII Forum che durerà fino al 7 ottobre.

    Una presenza massiccia di rappresentanti del Vaticano alle porte del processo in cui il vescovo Gisana ed il suo vicario giudiziale, Vincenzo Murgano, attuale parroco della chiesa Madre, in cui sono imputati e saranno giudicati con rito abbreviato, proprio all’indomani della fine dell’evento, l’8 di ottobre, dal tribunale di Enna, la citta che sta accogliendo quella che definirei la rivisitazione del moderno “Rocky Horror Picture Show”.

    Una cosa che stride non poco con i proclami della chiesa e che è difficile da accostare agli autorevoli ministri di culto che la città di Enna ospita.

    Per non parlare dell’attuale Pontefice, ovvero colui che prima dell’elezione era a capo del Dicastero dei vescovi e che dal 2022 ha sulla sua scrivania la denuncia della vittima di quel prete, Guseppe Rugolo, condannato in via definitiva a 3 anni per violenza sessuale su minori, per cui Gisana e Murgano sono rinviati a giudizio il prossimo 8 ottobre.

    Lettera alla quale l’ex cardinale Prevost che oggi è diventato il Papa, in barba al motu proprio e qualunque altra propaganda vaticana, tutt’ora si rifiuta di rispondere.

    E sono proprio le parole dei Pontefici “inorriditi di fronte al crimine della pedofilia, soprattutto quando commessa da membri del clero”, a trasformare l’evento ennese in un moderno “The Rocky Horror Picture Show” questa volta “fatto in chiesa”.

    Uno scredito che pesa come un macinio non solo sulle Eminenze e le Eccellenze ospiti dell’evento, ma persino su Claudia Koll e Antonio Banderas, che chissà se sanno di essere stati coinvolti in questa macabra passerella che di certo lascerà un segno poco edificante anche sul loro curriculum.

  • ENNA in festa! – A processo l’8 prossimo il Vescovo Gisana che apre oggi il VII Forum paneuropeo delle confraternite

    Il prossimo giovedì 8 ottobre, al tribunale di Enna, il vescovo della diocesi di Piazza Armerina, Rosario Gisana insieme al suo vicario giudiziale, Vincenzo Murgano, parroco della chiesa madre di Enna, verranno processati, rito abbreviato, con l’accusa di falsa testimonianza.

    Il reato si sarebbe consumato nel corso del processo al sacerdote ennese Giuseppe Rugolo condannato in via definitiva per violenza sessuale su minori. Gisana e Murgano, infatti, secondo l’accusa avanzata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna avrebbero mentito in aula su tutta una serie di fatti di cui erano a conoscenza.

    Eppure oggi sarà proprio il vescovo Rosario Gisana ad aprire il VII Forum paneuropeo delle confraternite trasformando per 5 giorni, da oggi fino al 7 ottobre  e proprio alla vigilia del processo, Enna in capitale europea delle confraternite.

    Previsto l’arrivo in città di oltre 2000 confrati provenienti da almeno 7 paesi europei. Un chiaro messaggio al tribunale e un dejà vu. Alla vigilia della requisitoria del pm nel processo Rugolo ad intervenire fu, addirittura Papa Francesco che il 6 novembre 2023, elogiò pubblicamente il vescovo di Piazza Armerina, Le parole esatte : «Bravo, questo Vescovo, bravo. È stato perseguitato, calunniato e lui fermo, sempre, giusto, uomo giusto», ricordando anche di aver fatto una sosta a Piazza Armerina in passato proprio per manifestargli vicinanza.  Oggi in soccorso di Gisana & company arriva il gota del Vaticano.

    Dal cardinale Angelo Bagnasco, dal cui appello all’Europa nel 2019 è nato il Forum, il cardinale Enrico Feroci e il cardinale Angelo De Donatis, penitenziere maggiore della Santa Sede, Michele Pennisi, arcivescovo emerito diocesi di Monreale,  Antonino Raspanti presidente Cesi e vescovo della diocesi di Acireale. Attesi i videomessaggi del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, del cardinale Kevin J. Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, e dell’arcivescovo Rino Fisichella. Tra i volti noti l’attrice Claudia Koll, presente a Enna, e Antonio Banderas, confratello della confraternita Lágrimas y Favores di Malaga, in videocollegamento.

    E mentre ci si prepara ad affrontare il processo che ha messo in ginocchio una intera diocesi, per lo meno dal punto di vista etico e morale, al quale è stato ammesso una sola parte civile, quella di Antonio Messina, l’archeologo dalla cui denuncia è scaturito il processo al sacerdote Rugolo, il clero ennese e la città sembrano ignorare le pesanti accuse nei confronti di Gisana e Murgano mosse dalla procura di Enna.

    Malgrado il processo in corso Gisana continua a presiedere eventi e manifestazioni ufficiali anche a fianco di istituzioni,  indisturbato e una certa stampa ha fatto filtrare una notizia , per altro vecchia di mesi, secondo la quale il vescovo Gisana, al termine dei lavori del consiglio permanente svoltosi a Roma sotto la guida di Matteo Zuppi, sarebbe stato nominato quale componente della Commissione episcopale per la Dottrina della Fede, l’annuncio e la catechesi.

    In barba alla giustizia chiesta dalle vittime di abusi

  • Abusi sessuali e vacanze in hotel di lusso: frate francescano sotto accusa

    Abusi sessuali e vacanze in hotel di lusso: frate francescano sotto accusa

    PALERMO – “Sono stata vittima di una manipolazione per ottenere ciò che voleva”, ripete con fermezza una delle presunte vittime di abusi sessuali. “Rapporto consenziente”, replica la difesa. Sotto processo c’è frate Bernardino, 66 anni, della fraternità dei minori rinnovati, originario della Colombia, ma residente a Palermo. È imputato per violenza sessuale nei confronti di cinque vittime, di cui solo una maggiorenne. Aleksander Iwaszczonek

    Il racconto della vittima

    Ed è quest’ultima a salire sul banco dei testimoni. All’epoca dei fatti contestati la giovane aveva 24 anni. Racconta ogni passaggio con lucidità. Nel gabbiotto riservato agli imputati detenuti c’è fra’ Bernardino. Mentre ascolta si porta le mani alla testa, la muove in segno di dissenso per ciò che ascolta.

    “Abusi sessuali in hotel”

    La giovane racconta che all’inizio era “un confidente, un punto di riferimento”. Presto il rapporto fra i due sarebbe sfociato in qualcosa di intimo. Le prima avvisaglie si sarebbero registrate “a Ischia, durante un viaggio, una settimana in un hotel di lusso”. In vacanza andarono il frate e due ragazze di cui una minorenne. Era un viaggio “di piacere, per rilassarci” così disse alle ragazze e alle loro famiglie. Ai superiori del suo ordine, invece, frate Bernardino mai riferì della presenza femminile. Ufficialmente erano viaggi di “raccoglimento e preghiera”.

    Ed invece le giornate trascorrevano fra bagni in piscina e gite in barca. “Ha pagato lui”, racconta la testimone rispondendo alle domande dei pubblici ministeri Maria Bambino e Mario Calabrese. In albergo, era il 2015, il frate avrebbe chiesto alle ragazze di “spogliarci e cambiarci davanti a lui. Ci disse che era un modo per esprimere la libertà del nostro corpo. Provavamo vergogna, ma l’abbiamo fatto velocemente per imbarazzo”.

    Gli espisodi contestati

    L’intimità sarebbe cresciuta nei mesi successivi. I viaggi si sono ripetuti con destinazione Roma, Venezia e Milano. La vittima, che frequentava il gruppo dei giovani della confraternita, racconta dei “baci in bocca in sacrestia prima della messa” e di quella volte in cui “provò a mettere le mani nelle mie parti intime” in albergo, mentre l’amica sedicenne dormiva.

    Un’altra volta “mi ha fatto sedere sulle sue ginocchia, mi ha infilato la mano sotto i vestiti ed è sceso fino al pube”. Riferisce anche delle “foto delle parti intime” che ha inviato via WhatsApp al francescano che usava, di nascosto, un tablet: “Me le chiedeva lui oppure gliele inviavo io”. È la stessa ragazza a dire che era “consenziente, mi fidavo di lui”.

    Ad un certo punto accennò alcune cose a un sacerdote di un’altra chiesa nel corso di una confessione ed iniziò un percorso religioso: “Mi ha chiesto perdono e ho elaborato il perdono. Volevo ricostruire il rapporto religioso” tanto da chiedergli di celebrare il suo matrimonio. Le cose cambiarono quando ricevette le confidenze dell’amica sedicenne. Allora capì che “mi faceva credere che ero l’unica con cui faceva queste cose”.

    La difesa dell’imputato

    “Ero consenziente, non mi ha obbligato ma faceva parte di una manipolazione”, aggiunge rispondendo alle domande degli avvocati della difesa Pasquale Contorno e Claudia Corrao, i quali puntano a dimostrare che non ci alcuna costruzione, ma una relazione voluta da entrambe le parti. La vicende del processo però, a giudicare dalla testimonianza, nulla c’entrano con la fine del rapporto con l’imputato. La causa fu la mancata condivisione della scelta di frate Bernardo che avrebbe voluto spostare la ragazza in un altro gruppo di preghiera.

    All’imputato vengono contestati anche dei comportamenti illeciti nei confronti di alcuni minorenni. Si parla di abbracci sconfinati in toccamenti. La ragazza aggiunge in aula una nuova accusa. Racconta, senza riuscire a collocarlo temporalmente, che l’imputato una volta sollevò il vestitino di una bambina di appena un anno. L’avrebbe toccata pronunciando la frase: “Tanto quando sarà grande non se lo ricorderà”.

    Le parti offese, i genitori e le associazioni “Cotulevi” e “Insieme a Marianna” si sono costituire parte civile con l’assistenza degli avvocati Federica Prestidonato, Marcello Drago e Girolama Manzella. Parte civile anche la diocesi di Monreale e i frati minori rinnovati assistiti dall’avvocata Giulia Galati.

    In aula ha testimoniato un superiore della confraternita che ha ripercorso le frasi dell’istruttoria canonica avviata nei confronti del frate colombiano quando nel 2014 la vicenda venne a galla. L’accusa si abusi sessuali è gravissima, ma lo sono anche gli altri comportamenti tenuti dall’imputato. L’utilizzo dei cellulari è vietato, tranne in alcuni casi e dietro autorizzazione. Di sicuro il credo della povertà francescana vieta di possedere soldi e di spenderli in un albergo di lusso.

    Abusi sessuali e vacanze in hotel di lusso: frate francescano sotto accusa

  • Shock a Palermo: prete accusato di abusi su minorenni durante le confessioni

    Shock a Palermo: prete accusato di abusi su minorenni durante le confessioni

    Vicenda horror a Palermo. Un frate di 66 anni dell’ordine dei frati minori rinnovati, originario della Colombia, ma residente nel capoluogo siciliano, è imputato in un processo per violenza sessuale nei confronti di minorenni.

    Ci sono già 5 parti offese

    Sono almeno cinque le parti offese in due procedimenti distinti che sono stati riuniti. Le vittime, che all’epoca dei avevano meno di 14 anni, si sono costituite parti civili con i loro familiari, assistiti dagli avvocati Federica Prestidonato e Marcello Drago. Sono due le associazioni che hanno chiesto e ottenuto di costituirsi parte civile: la Cotulevi, rappresentata dall’avvocata Girolama Manzella, e Insieme a Marianna, con l’avvocata Alessandra Inguaggiato. Si sono costituite parte civile anche la diocesi di Monreale e i frati minori rinnovati assistiti dall’avvocata Giulia Galati.

    Le violenze

    Le violenze si sarebbero verificate durante le confessioni delle giovani. Nei confronti di un ragazzino la violenza sarebbe avvenuta durante un ritiro spirituale. Le indagini della squadra mobile della Questura di Palermo sono state coordinate dai pm Maria Bambino e Mario Calabres. padre bernardino

    https://qds.it/palermo-prete-accuse-abusi-minorenni-confessioni/

  • Frate a processo a Palermo per abusi su cinque minorenni

    Frate a processo a Palermo per abusi su cinque minorenni

    (ANSA) – PALERMO, 30 GIU – Un frate di 66 anni dell’ordine dei frati minori rinnovati, originario della Colombia, ma residente a Palermo, è imputato in un processo per violenza sessuale nei confronti di minorenni. Sono almeno cinque le parti offese in due procedimenti distinti che sono stati riuniti.

    Le vittime, che all’epoca dei avevano meno di 14 anni, si sono costituite parti civili con i loro familiari, assistiti dagli avvocati Federica Prestidonato e Marcello Drago.

    Sono due le associazioni che hanno chiesto e ottenuto di costituirsi parte civile: la Cotulevi, rappresentata dall’avvocata Girolama Manzella, e Insieme a Marianna, con l’avvocata Alessandra Inguaggiato. Si sono costituite parte civile anche la diocesi di Monreale e i frati minori rinnovati assistiti dall’avvocata Giulia Galati. Gli episodi di violenza si sarebbero verificati durante le confessioni delle giovani. Nei confronti di un ragazzino la violenza sarebbe avvenuta durante un ritiro spirituale.

    Le indagini della squadra mobile della Questura di Palermo sono state coordinate dai pm Maria Bambino e Mario Calabrese. (ANSA).

    https://www.ansa.it/amp/sito/notizie/cronaca/2025/06/30/frate-a-processo-a-palermo-per-abusi-su-cinque-minorenni_3aaf36ea-bfe1-4a0f-82f7-8992d27d8735.html

  • Foto osé con minori nel pc dell’ex vescovo Miccichè

    Foto osé con minori nel pc dell’ex vescovo Miccichè

    Lo rivela il quotidiano La Repubblica

    Un fulmine a ciel sereno nell’inchiesta che la Procura sta mandando avanti contro l’ex vescovo di Trapani, Francesco Miccichè, che ha prestato a lungo attività pastorale presso la diocesi di Monreale.

    Le novità le rivela il quotidiano La Repubblica e sono accuse gravissime. Dopo quelle sui presunti affari immobiliari, la presunta truffa dell’otto per mille, l’ipotesi di appropriazione di tesori della chiesa trapanese e quella sulla pedopornografia, è emerso un dettaglio importante dopo che gli investigatori avevano sequestrato all’ex vescovo, nella sua abitazione di Monreale, un pc portatile.

    Gli esperti hanno cercato file che potessero sostenere le accuse della Procura di Trapani ed avrebbero trovato, come rivela il quotidiano La Repubblica, foto a luci rosse con minori. Le foto presumibilmente, sarebbero state scaricate dall’ex vescovo stesso o da una persona a lui vicina. Ma non è tutto. Perché, sempre secondo il quotidiano La Repubblica, all’interno del Pc, gli investigatori hanno trovato una fitta corrispondenza con la quale Miccichè avrebbe caldeggiato l’assunzione in vari enti, imprese e società, di alcune persone a lui vicine.

    Ma Miccichè pare sia stato anche un abile affarista visto che, secondo l’accusa, avrebbe messo da parte un ingente patrimonio appropriandosi dei fondi dell’8 per mille e gestendo, grazie ai suoi numerosi agganci con il mondo della politica, dell’imprenditoria e della burocrazia, diversi business portati avanti da un sistema di cooperazione che ruotava attorno alla Caritas diocesana e della Fondazione Auxilium. Accuse che, poi, vanno dimostrate.

    La Redazione

    http://www.monrealepress.it/mp-foto-oseacute;-con-minori-nel-pc-dellrsquo;ex-vescovo-miccichegrave;-8214.asp

  • Bimbo registra le molestie sacerdote accusato di abusi

    Bimbo registra le molestie sacerdote accusato di abusi

    I vertici della Chiesa siciliana lo difendono, la Procura di Palermo è invece convinta della sua colpevolezza: padre Margarito Reyes Marchena, 59 anni, originario del Messico, è accusato di aver abusato di nove giovanissimi ospiti di una casa di accoglienza di Partinico, dove ha prestato servizio per circa sette anni.

    Nei giorni scorsi, il sostituto procuratore Sandra Recchione ha chiuso l’ indagine e si appresta a chiedere un processo per il sacerdote. è un caso giudiziario che ha diviso non poco quello di padre Reyes Marchena.

    I consulenti che la Procura aveva nominato per valutare l’ attendibilità di tre dei testi d’ accusa hanno finito per avanzare dubbi: due ragazzini non sarebbero del tutto sinceri, i consulenti sospettano che possano essere stati strumentalizzati da una persona adulta, quella che li ha accompagnati a presentare la denuncia.

    La Procura replica: non c’ è la prova di alcuna macchinazione, e poi il terzo degli accusatori è stato ritenuto attendibile. L’ avvocato Alberto Polizzi, che difende padre Margarito, ha preso comunque spunto dalla consulenza e ha ottenuto dal giudice delle indagini preliminari, nonostante l’ opposizione della Procura, la scarcerazione del sacerdote. Gli arresti domiciliari sono stati così trasformati in un semplice obbligo di dimora.

    Il caso nacque nel febbraio dell’ anno scorso, dopo le denunce alla Tenenza della Guardia di finanza di Partinico. Nell’ atto d’ accusa c’ era persino una cassetta registrata da uno dei minori-vittime con le presunte avances di padre Margarito. Scattò subito un fermo, il sacerdote fu bloccato dopo una celebrazione solenne nel duomo di Monreale. In tasca aveva un biglietto di sola andata, destinazione Messico. Per gli inquirenti, un ulteriore indizio della sua colpevolezza. Per la difesa, solo uno dei tanti viaggi che il sacerdote faceva nella sua terra. Le indagini sono state lunghe e difficili: ai tre minori che inizialmente avevano denunciato, si sono aggiunte le accuse di altri tre ragazzini. Padre Margarito ha sempre scelto di non rispondere ai giudici: la sua difesa ha però portato in tribunale le 1.500 firme raccolte nella diocesi di Monreale. E in difesa del prete indagato per pedofilia è scesa persino la Curia.

    s.p

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/01/03/bimbo-registra-le-molestie-sacerdote-accusato-di.html?ref=search