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Tag: Diocesi di Teano

  • Scandalo sessuale in parrocchia, Don Gianfranco davanti ai giudici dell’Appello

    Scandalo sessuale in parrocchia, Don Gianfranco davanti ai giudici dell’Appello

    Sparanise / Presenzano – E’ stato fissato il processo di Appello a carico di Don Gianfranco Roncone. Sarà davanti ai giudici del Tribunale di Napoli il prossimo dicembre 2024.

    Attraverso i suoi legali tenterà di ribaltare la sentenza subita in primo grado con cui è stato condannato alla pena di 1 anno e 6 mesi di reclusione.

    Secondo i giudici del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere non ha mai violentato alcun minore, né ha mai indotto alcun minore alla prostituzione. Possedeva, invece, materiale pedopornografico. Colpo di scena al termine del processo di primo grado a carico del prete Don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano. Il giudice ha assolto l’imputato dalle accuse più gravi: il fatto non sussiste in merito alle accuse di violenza sessuale su minore e induzione alla prostituzione di minori.

    Don Gianfranco Roncone è stato condannato alla pena di 1 anno e 6 mesi perché trovato in possesso di materiale pedopornografico. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 8 anni e 6 mesi di carcere a carico del prete, Don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano della diocesi di Teano Calvi Risorta. Don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano originario e residente a Sparanise, finito sotto processo per abusi sessuali su minori, induzione alla prostituzione minorile e possesso di materiale pedopornografico.

    Le costituite parti civili rappresentate dagli avvocati Ernesto De Angelis e Luigi Scorpio; i difensori di don Roncone, gli avvocati Renato Jappelli e Dario Mancino.

    Sparanise / Presenzano – Scandalo sessuale in parrocchia, Don Gianfranco davanti ai giudici dell’Appello

  • Sacerdote di Presenzano condannato per possesso di materiale pedopornografico

    Sacerdote di Presenzano condannato per possesso di materiale pedopornografico

    Due anni fa scoppiò il caso: don Gianfranco denunciò alle forze dell’ordine di aver subìto un’estorsione da due giovani. Oggi, il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano, comune dell’Alto-Casertano, a un anno e mezzo di carcere con pena sospesa per possesso di materiale pedopornografico, assolvendolo però, perché il fatto non sussiste, dalla più grave accusa di violenza sessuale su un minore di 16 anni e dal reato di induzione alla prostituzione minorile nei confronti di un 17enne (entrambi gli adolescenti sono albanesi).

    La Procura di Santa Maria Capua Vetere aveva chiesto per il prete (difeso dagli gli avvocati Renato Jappelli e Dario Mancino) una condanna ad otto anni e sei mesi di carcere. Il sacerdote fu sospeso dalla Diocesi di Teano alla vigilia di Natale 2020 dopo l’apertura nei suoi confronti dell’inchiesta per abusi sessuali sui due minori (uno dei quali lo aveva denunciato dopo i fatti avvenuti nell’agosto 2020). Pochi mesi dopo, nell’aprile 2021, gli accertamenti della Procura e dei carabinieri di Capua portarono don Roncone agli arresti domiciliari, poi revocati nel successivo mese di agosto in seguito all’incidente probatorio che aveva messo faccia a faccia il prete con i suoi due accusatori; durante il confronto emersero infatti alcune difformità nel racconto da parte di una delle due vittime, così il gip sostituì i domiciliari con la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Sparanise, paese di residenza del sacerdote.

    Oggi don Roncone è libero da ogni misura. L’indagine partì nell’agosto 2020 dopo che il parroco fu sorpreso da una pattuglia di carabinieri della compagnia di Capua in auto, in una zona isolata nei pressi del cimitero di Presenzano, in compagnia di due giovani. Nel corso delle indagini al prete fu sequestrato del materiale pedopornografico, per il quale è stato condannato.

    https://www.ilmattino.it/caserta/sacerdote_casertano_condannato_per_possesso_di_materiale_pedopornografico-7275365.html

  • Sparanise / Presenzano – Scandalo sessuale in parrocchia, Don Gianfranco assolto per violenza sessuale e induzione alla prostituzione

    Sparanise / Presenzano – Scandalo sessuale in parrocchia, Don Gianfranco assolto per violenza sessuale e induzione alla prostituzione

    Sparanise / Presenzano – Don Gianfranco Roncone non ha mai violentato alcun minore, né ha mai indotto alcun minore alla prostituzione.

    Possedeva, invece, materiale pedopornografico. Colpo di scena al termine del processo di primo grado a carico del prete Don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano. Il giudice ha assolto l’imputato dalle accuse più gravi: il fatto non sussiste in merito alle accuse di violenza sessuale su minore e induzione alla prostituzione di minori.

    Don Gianfranco Roncone è stato condannato alla pena di 1 anno e 6 mesi perché trovato in possesso di materiale pedopornografico. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 8 anni e 6 mesi di carcere a carico del prete, Don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano della diocesi di Teano Calvi Risorta.

    Don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano originario e residente a Sparanise, finito sotto processo per abusi sessuali su minori, induzione alla prostituzione minorile e possesso di materiale pedopornografico.

    Il pubblico ministero in merito all’accusa di induzione alla prostituzione minorile ha chiesto l’assoluzione dell’imputato. Le costituite parti civili rappresentate dagli avvocati Ernesto De Angelis e Luigi Scorpio; i difensori di don Roncone, gli avvocati Renato Jappelli e Dario Mancino.

    Sparanise / Presenzano – Scandalo sessuale in parrocchia, Don Gianfranco assolto per violenza sessuale e induzione alla prostituzione

  • Abusi su minore, chiesti otto anni di carcere per sacerdote

    Abusi su minore, chiesti otto anni di carcere per sacerdote

    (ANSA) – NAPOLI, 22 FEB – Otto anni e quattro mesi di carcere sono stati chiesti dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere per don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano, comune dell’Alto-Casertano, accusato del reato di violenza sessuale su un minore, all’epoca dei fatti 17enne.

    A don Roncone era contestato di aver abusato anche di un altro minore, ma per questo episodio la Procura ha invece chiesto l’assoluzione per non aver raggiunto la prova. Entrambi i ragazzi sono di origine albanese.

    Il processo si sta svolgendo nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere davanti al collegio della prima sezione presieduto da Giovanni Caparco; si tornerà in aula l’otto marzo per le discussioni dei difensori di don Roncone, gli avvocati Renato Jappelli e Dario Mancino.

    Il sacerdote fu sospeso dalla Diocesi di Teano alla vigilia di Natale 2020 dopo l’apertura nei suoi confronti dell’inchiesta per abusi sessuali sui due minori (uno dei quali lo aveva denunciato dopo i fatti avvenuti nell’agosto 2020). Pochi mesi dopo, nell’aprile 2021, gli accertamenti della Procura e dei Carabinieri di Capua portarono don Roncone agli arresti domiciliari, poi revocati nel successivo mese di agosto in seguito all’incidente probatorio che aveva messo faccia a faccia il prete con i suoi due accusatori; durante il confronto emersero infatti alcune difformità nel racconto da parte di una delle due vittime, così il gip sostituì i domiciliari con la misura dell’obbligo di dimora nel comune di Sparanise, paese di residenza del sacerdote. Oggi don Roncone è libero da ogni misura.

    L’indagine partì nell’agosto 2020 dopo che il parroco fu sorpreso da una pattuglia di carabinieri della compagnia di Capua in auto, in una zona isolata nei pressi del cimitero di Presenzano, in compagnia di due giovani albanesi.

  • Abusi sessuali su minori, Riesame per l’ex parroco

    Abusi sessuali su minori, Riesame per l’ex parroco

    Fissato il Riesame per Don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano accusato di abusi sessuali su minori, induzione alla prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Il 20 aprile si terrà l’udienza presso il Tribunale del Riesame di Napoli dove i legali di don Roncone, gli avvocati Renato Jappelli e Dario Mancino hanno richiesto l’annullamento della misura coercitiva custodiale nei confronti del loro assistito.

    Il Giudice delle Indagini Preliminari Marcello De Chiara del Tribunale di Napoli dispose la custodia cautelare degli arresti domiciliari a carico dell’ex sacerdote della comunità di Presenzano eseguita dai carabinieri di Vairano Scalo lo scorso 1° aprile per il solo reato di abusi sessuali su minori, mentre risulta ancora essere gravemente indiziato per induzione alla prostituzione minorile e possesso di materiale pedopornografico.

    Lo scandalo che colpì il sacerdote scoppiò il 23 dicembre 2020 a seguito dell’acquisizione di supporti telematici (PC e e telefono cellulare) operata dagli uomini dell’Arma volta al rinvenimento di tracce di materiale pedopornografico o che rivelassero intrecci relazionali con minorenni. Secondo l’accusa Don Roncone in due separati episodi, dicembre 2019 e settembre 2020 avrebbe palpeggiato il sedere ad un fedele 17 enne che avrebbe poi denunciato l’accaduto ai militari di Vairano Scalo.

    Abusi sessuali su minori, Riesame per l’ex parroco
    „Uno scandalo nato in seno al Clero che portò ad una decisione repentina della Diocesi di Teano con la disposizione del vescovo Giacomo Cirulli del divieto di esercizio del ministero pubblico di sacerdote per don Roncone. Una vicenda dai contorni ancora non ben definiti che scosse gli animi della piccola comunità di Presenzano che però unanime  palesó solidarietà all’ex parroco.

    https://www.casertanews.it/cronaca/abusi-sessuali-ex-parroco-presenzano-riesame.html

  • Sacerdote indagato per abusi su minori nel Casertano, indagano i carabinieri, Diocesi lo allontana

    Sacerdote indagato per abusi su minori nel Casertano, indagano i carabinieri, Diocesi lo allontana

    Il sindaco di Presenzano: “Comunità sconvolta”

    “Siamo increduli per l’indagine per presunti abusi sessuali su minori che coinvolge il nostro parroco don Gianfranco, appresa a 24 ore dal Natale. La comunità è sconvolta”. Lo afferma il sindaco di Presenzano (Caserta), Andrea Maccarelli, che interviene su una inchiesta della Procura di Napoli che vede indagato il parroco don Gianfranco Roncone; un’inchiesta di cui ha dato notizia la Diocesi di Teano-Calvi (in cui rientra Presenzano), che ha sospeso dal servizio in parrocchia il prete. Indagano i carabinieri.

    Il vescovo, monsignor Giacomo Cirulli, in un comunicato pubblicato sul sito della Diocesi, ha fatto sapere di “essere venuto a conoscenza di un’indagine penale a carico del parroco don Gianfranco Roncone”, e di aver “immediatamente ritenuto opportuno vietare l’esercizio del ministero pubblico al suddetto sacerdote, allontanandolo dalla comunità parrocchiale che gli era stata affidata”.Domani il prete avrebbe dovuto celebrare la Santa Messa del 25 dicembre, come faceva da dieci anni, ma al suo posto arriverà, “per dar conforto ai fedeli smarriti – dice il sindaco Maccarelli – proprio il vescovo Giacomo Cirulli, che officerà la Messa di Natale”. “È importante la vicinanza del vescovo – afferma il primo cittadino – questo è un duro colpo per la nostra comunità in un momento già molto difficile e triste. Confidiamo nel lavoro della magistratura”.

    https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/12/25/news/sacerdote_indagato_per_abusi_su_minori_nel_casertano_diocesi_lo_allontana-279831566/

  • Don Carmine Zaccariello cacciato dalla Chiesa: ridotto allo stato laico per sesso con minori

    Don Carmine Zaccariello cacciato dalla Chiesa: ridotto allo stato laico per sesso con minori

    “Invitiamo il reverendo sacerdote Carmine Zaccariello a vivere la vita che il signore gli vorrà ancora donare impegnato in un cammino di revisione, di conversione e di riparazione dei danni causati nelle persone di coloro che sono stati segnati ed hanno ricevuto un’immagine distorta della Chiesa nostra madre”. Con queste parole l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, rivolgeva il suo appello a don Carmine Zaccariello, parroco di Ameglio (frazione di Marzano Appio, in provincia di Caserta). Era il 18 luglio 2013 e, al termine di un processo ecclesiastico, il sacerdote veniva allontanato e obbligato a seguire un percorso terapeutico per aver avuto rapporti sessuali con adulti e persino con un minorenne.

    L’epilogo della vicenda che riguarda questo prete pedofilo è arrivato nel gennaio scorso quando don Carmine è stato definitivamente dimesso dalla Chiesa per volere di Papa Francesco che ha firmato il decreto di espulsione. “Il sacerdote Carmine Zaccariello incardinato nella nostra diocesi di Teano-Calvi è stato dimesso dallo stato clericale. Al tempo stesso, gli è stata concessa la dispensa dal sacro celibato e da tutti gli oneri connessi alla sacra Ordinazione con decisione suprema e irrevocabile e a nessun ricorso subordinata”. Recitava così il provvedimento del vescovo Cirulli della diocesi di Teano-Calvi, pubblicato lo scorso 14 gennaio, senza tuttavia specificarne il motivo dell’espulsione di Zaccariello.

    Il sacerdote originario di Frignano, alcuni anni fa, era già finito al centro di uno scandalo di prostituzione e sesso con minori dopo un’inchiesta di Pino Grazioli, dell’emittente campana Paradise Tv. Inoltre, a don Carmine, oggi 62enne, è dedicato anche un ampio capitolo del libro di Francesco Mangiacapra ‘Il numero uno. Confessioni di un marchettaro’. Mangiacapra, noto come “l’escort dei preti”, ha rivelato a LaRampa.it come tra i suoi clienti ci fosse proprio il sacerdote casertano. Gli incontri avvenivano sia nell’appartamento di Frignano sia nell’Oasi di Santa Maria degli Angeli gestita all’epoca da Zaccariello. “La prima volta che ci incontrammo mi fece andare a casa sua, un appartamento in un condominio familiare – scrive Mangiacapra – non mi disse che era un prete, ma riconobbi sulla sua automobile il logo di quella che poi appresi essere la comunità da lui stesso fondata con il presunto scopo di reinvestire i soldi derivanti dal suo supposto patrimonio familiare”. La comunità di cui parla Mangiacapra altro non sarebbe che l’Oasi di Santa Maria degli Angeli, un presidio socio-assistenziale per persone in difficoltà sorto nel 1998 sulle colline a Ameglio di Marzano Appio. “Amava vantarsi delle sue grandi opere di bene – prosegue Mangiacapra nel suo libro – e solo dopo molte chiacchiere arrivava finalmente a dire timidamente: ʻCi riposiamo? Sotto le lenzuola’. L’espressione non è figurativa, perché realmente voleva che ci coprissimo durante l’atto, forse per non far osservare tutto ai santi e alle Madonne presenti nella sua camera da letto”.

    La decisione del Pontefice di cacciare Zaccariello dalla Chiesa con un provvedimento irrevocabile, ha preceduto un’altra espulsione: quella dell’esorcista don Michele Barone, accusato di violenze sessuali ai danni di una ragazzina di 13 anni. Il 6 maggio, infatti, la diocesi di Aversa ha reso noto che Papa Francesco ha decretato la dimissione dallo stato clericale di don Michele Barone. E ad inizio giugno entreranno in vigore le nuove norme volute dal Santo Padre per combattere gli abusi sessuali commessi da sacerdoti. Nel Motu proprio papale, intitolato “Vos esist lux mundi”, letteralmente “Voi siete la luce del mondo”, frase presa dal Vangelo di Matteo, sono introdotte nuove procedure che rappresentano una rivoluzione, come l’obbligo per preti e religiosi di segnalare gli abusi alle autorità religiose. Il documento papale inoltre indica che ogni diocesi si doti di un sistema facilmente accessibile al pubblico per ricevere le segnalazioni e affinché anche l’operato dei vescovi venga messo sotto osservazione in quanto primi responsabili di ciò che avviene nelle loro comunità.

    https://www.fanpage.it/don-carmine-zaccariello-cacciato-dalla-chiesa-ridotto-allo-stato-laico-per-sesso-con-minori/

  • Avellino – Scandalo in Diocesi: Aiello travolto dalle sue“parole”: i fedeli chiedono le dimissioni del vescovo

    Avellino – Scandalo in Diocesi: Aiello travolto dalle sue“parole”: i fedeli chiedono le dimissioni del vescovo

    Avellino – “Io mentirò. Sì, io mentirò”, nel caso fossi sottoposto a interrogatorio come persona informata su fatti di debolezze e abusi sessuali commessi da membri del clero”. E’ questa, in sintesi, la frase pronunciata dal Vescovo Arturo Aiello (per molti anni vescovo della Diocesi di Teano Calvi); parole che hanno scatenato una violentissima polemica nella diocesi di Avellino e quindi sulla figura dello stesso Aiello.

    Dopo alcuni giorni il vescovo avrebbe precisato meglio il proprio pensiero, affermando che: “Ho detto effettivamente che avrei mentito se sottoposto a interrogatorio. Attenzione, però, al contesto: non solo era un linguaggio paradossale; quant’anche e soprattutto era riferito alle debolezze della carne, presenti ovunque, anche nel clero, non agli abusi sessuali. Il mio voleva essere, ed è, un messaggio di protezione.

    Ho usato il paradosso, ma il senso era ed è questo. Se fossi a conoscenza di abusi sessuali da parte di membri del clero, e venissi interrogato da un magistrato, non penserei nemmeno per un attimo di mentire”. Ma non è bastato a riportare il sereno fra i fedeli che sempre più numerosi chiedono le dimissioni del vescovo. Tutto ruota intorno alla figura di un prete: Don Enrico. Il parroco avrebbe accusato altri preti della diocesi di Avellino di aver molestato sessualmente ragazzini. Durante una riunione a porte ermeticamente chiuse voluta dal vescovo e alla quale aveva partecipato al gran completo il collegio presbiteriale della diocesi qualcuno avrebbe registrato Aiello mentre pronunciava la frase incriminata.

    Avellino – Scandalo in Diocesi: Aiello travolto dalle sue “parole”: i fedeli chiedono le dimissioni del vescovo

  • PIETRAMELARA – Abusi sessuali in chiesa, Don Pasqualino fa il “pentito” e attacca i carabinieri

    PIETRAMELARA – Abusi sessuali in chiesa, Don Pasqualino fa il “pentito” e attacca i carabinieri

    PIETRAMELARA – Abusi sessuali in chiesa, Don Pasqualino fa il “pentito” e attacca i carabinieri: Pietro è innocente. Eppure pochi mesi prima – in documenti ufficiali – affermava il contrario.  Lo scandalo degli abusi sessuali fra chierichetti nella sagrestia della chiesa di San Rocco si amplifica con nuovi dettagli. Il protagonista, questa volta è il parroco del paese, Don Pasqualino De Robbio, pietramelarese doc, per lunghi anni pastore delle anime di Vairano Patenora e vice vescovo della diocesi di Teano Calvi. Leggendo gli atti del procedimento e ascoltando le parole del parroco, quelle pronunciate davanti a numerosi fedeli durante la messa della domenica delle palme, sembra quasi che il parroco stia “giocando” a fare il “pentito” sconfessando ciò che lui stesso aveva detto pochi mesi prima.
    Infatti, durante la messa per la ricorrenza delle Palme, Don Pasqualino avrebbe difeso – con forza – il suo chierichetto anziano, Pietro Argenziano. Una difesa sentita, fino a spingersi ad attaccare le forze dell’ordine che hanno condotto le indagini: i carabinieri sbagliano, le accuse contro Pietro sono tutte false, tutte bugie.
    Questo, in estrema sintesi, il concetto espresso dal parroco. Lo stesso prete che pochi mesi prima, sentito sulla vicenda dai carabinieri, aveva sostenuto esattamente il contrario. Aveva dichiarato (in sintesi)  che era stato costretto ad allontanare Pietro dalla Catechesi dopo aver saputo le “lamentele” di alcuni ragazzi che accusavo il 35enne di averli molestati. Ma Don Pasqualino sarebbe andato oltre sottoscrivendo – durante l’interrogatorio come persona informata sui fatti –  che anche altri ragazzini si erano allontanati dalla chiesa, probabilmente perché infastiditi dalla presenza di Pietro. A questo punto i fedeli e i cittadini di Pietramelara si domandano le ragioni che hanno spinto il parroco a cambiare idea. Quando, Don Pasqualino ha mentito? Durante l’interrogatorio? Oppure durante la messa quando ha difeso l’indagato? Come stanno realmente le cose?

    PIETRAMELARA – Abusi sessuali in chiesa, Don Pasqualino fa il “pentito” e attacca i carabinieri