Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Diocesi di Tempio

  • Condannato per pedofilia in Gallura, la difesa di don Manca annuncia il ricorso

    Condannato per pedofilia in Gallura, la difesa di don Manca annuncia il ricorso

    La difesa di don Valerio Manca annuncia che il sacerdote della diocesi di Tempio-Ampurias intende ricorrere ai gradi successivi di giudizio dopo la condanna inflitta dal Tribunale ecclesiastico di Cagliari, che lo ha ridotto allo stato laicale per presunti abusi risalenti a oltre trent’anni fa ai danni di Marco Contini, oggi noto come padre Paolo. L’avvocato Roberto Perghem, difensore del religioso, ha espresso forte disappunto per la decisione, definendola “non proporzionata né supportata da elementi concreti”.

    Secondo il legale, la sanzione comminata rappresenta la pena più severa prevista dall’ordinamento canonico, normalmente riservata a casi di abusi sessuali gravi, reiterati e documentati, spesso su più minori. La difesa sostiene che nel corso del procedimento non sia stata fornita alcuna prova di atti sessuali e che lo stesso denunciante avrebbe più volte negato rapporti di natura sessuale. Nonostante ciò, il Tribunale ha applicato la massima pena canonica.

    Nel comunicato dell’avvocato si evidenzia inoltre che don Manca ha svolto il proprio ministero per oltre 50 anni senza segnalazioni o contestazioni disciplinari. La difesa sottolinea il rispetto per il processo e le istituzioni ecclesiastiche e accenna a presunte pressioni mediatiche che avrebbero influenzato il clima attorno al caso. Non esclusa la possibilità di rivolgersi alle autorità italiane ed europee per tutelare i diritti del sacerdote, in attesa del riesame in appello secondo i principi del diritto canonico e della verità dei fatti.

    https://www.galluraoggi.it/gallura/pedofilia-gallura-difesa-don-manca-annuncia-ricorso-16-gennaio-2026/

  • Pedofilia nel collegio francescano, condannato don Valerio Manca: non è più sacerdote

    Pedofilia nel collegio francescano, condannato don Valerio Manca: non è più sacerdote

    Oristano Sono state riconosciute vere le denunce e gli abusi sui minori. Il prete della diocesi di Tempio-Ampurias don Valerio Manca (da frate noto come padre Emanuele), con la sentenza del Tribunale ecclesiastico interdiocesano sardo è stato dimesso dallo stato clericale: non è più sacerdote della Chiesa cattolica.

    A denunciare gli abusi era stato padre Paolo Contini.

    https://www.lanuovasardegna.it/oristano/cronaca/2026/01/15/news/pedofilia-nel-collegio-francescano-condannato-don-valerio-manca-non-e-piu-sacerdote-1.100817517
  • Abusi in convento a Oristano a fine anni ’80, condannato perde i voti da prete

    Abusi in convento a Oristano a fine anni ’80, condannato perde i voti da prete

    l tribunale ecclesiastico interdiocesano della Sardegna ha dimesso dallo stato presbiteriale il prete che a cavallo della fine degli anni Ottanta diresse il Collegio serafico francescano di Oristano.

    La sentenza è stata emessa ieri a tarda sera.

    Ad annunciarlo è stato Padre Paolo Contini, al secolo Marco Contini, che su Facebook ha spiegato: “sono state riconosciute vere le denunce e gli abusi. Il prete della diocesi di Tempio-Ampurias don Valerio Manca (da frate noto come padre Emanuele) è stato dimesso dallo stato clericale, cioè non è più sacerdote della Chiesa cattolica”.

    Il collegio giudicante, riunito nella Pontificia università Santa Croce a Roma, ha accolto le tesi del appresentante dell’accusa che aveva chiesto la pena massima per l’ormai ex prete, ovvero la perdita dei voti e la cacciata da qualsiasi ordine ecclesiastico.

    A scoperchiare la serie di abusi sessuali all’interno del collegio era stata una delle vittime, proprio padre Paolo Contini che a distanza di decenni da quei fatti, il 13 maggio 2023 (giorno della festa della Madonna di Fatima) denunciò, con gli avvisi dati ai suoi parrocchiani, la sua esperienza da seminarista adolescente nel collegio. Padre Paolo portò il caso davanti al tribunale ecclesiastico dopo che l’autore degli abusi, trentasei anni dopo, gli chiese perdono attraverso una lettera che divenne una delle prove nel processo nel quale don Paolo è stato affiancato dall’avvocato Alessandro Camedda.

    Sul fronte penale il reato sarebbe prescritto ma, a quanto apprende l’ANSA, il procedimento non sarebbe ancora stato archiviato dalla procura di Oristano, che stava attendendo la decisione del collegio del tribunale ecclesiastico.

    E’ di ieri l’appello della Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Carla Puligheddu al vescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Baturi: “La situazione degli abusi sui minori nella nostra Isola, anche in ambito ecclesiastico, è allarmante: la Chiesa deve intervenire”, ha scritto la Garante ricordando che sono 37 i casi di abusi censiti in Sardegna dalla Rete L’Abuso nell’ultimo quinquennio: 11 a Cagliari, 11 a Sassari, 8 a Oristano e 7 a Nuoro, 196 le vittime sopravvissute, di cui 171 minorenni al momento dell’abuso. Valerio Manca

    https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/01/15/abusi-in-convento-a-oristano-a-fine-anni-80-condannato-perde-i-voti-da-prete_5e3573f6-9609-460d-9fed-7ccef5ddac95.html

  • Olbia. Don Contini: “Il pedofilo è nella diocesi di Tempio”.

    Olbia. Don Contini: “Il pedofilo è nella diocesi di Tempio”.

    Olbia. “Il pedofilo è nella diocesi di Tempio Ampurias”. Con queste parole, forti e dirette, don Paolo Contini – parroco di Ghilarza e Abbasanta – ha rivelato pubblicamente la presenza del suo abusatore nel territorio gallurese, durante un’intervista concessa a Olbianova,  (qua l’intervista “ATuxTu con don Paolo Contini” per Olbianova) . Un’accusa che non è passata inosservata, tanto da spingere la diocesi di Tempio-Ampurias a diffondere un comunicato ufficiale.

    Don Paolo ha raccontato con lucidità e dolore le violenze subite tra il 1987 e il 1990, quando era un ragazzo di 14 anni nel seminario francescano di Oristano. “Non sono alla ricerca di niente, né di visibilità, o tantomeno di denaro o di vendetta”, ha detto nel corso dell’intervista al giornalista Mauro Orrù. Il suo intento è chiaro: evitare che altri bambini vivano la stessa sofferenza.

    Il suo percorso di denuncia è iniziato nel dicembre 2021, quando è venuto in possesso – accidentalmente – di messaggi che confermavano le violenze, messaggi che ha immediatamente girato al suo vescovo. Da allora si è aperto un iter canonico, dapprima archiviato dal Dicastero per la dottrina della fede, poi riaperto su ricorso di don Paolo. Il nuovo processo sarà celebrato da un tribunale ecclesiastico terzo.

    Dopo le dichiarazioni di don Paolo, la diocesi di Tempio-Ampurias ha precisato con un comunicato che “il sacerdote da lui citato si trova attualmente nella diocesi di Tempio-Ampurias […] e non esercita alcun ministero sacerdotale”.

    La diocesi sottolinea di aver “applicato fin dall’inizio del procedimento canonico le misure previste dal diritto della Chiesa, disponendo l’allontanamento dell’accusato da ogni attività pastorale”, misure tuttora in vigore. Inoltre, ricorda che i fatti oggetto della denuncia risalgono a oltre trent’anni fa e non sono avvenuti all’interno della diocesi di Tempio-Ampurias​.

    Don Paolo Contini ha ricevuto anche il sostegno personale di Papa Francesco, che gli ha scritto: “Facciamo chiasso insieme, perché il silenzio è l’ambiente vitale della pedofilia”. Parole che il sacerdote ha fatto sue, decidendo di parlare apertamente, senza timori: “Non è una lotta contro la Chiesa, ma nella Chiesa, per la Chiesa”, ha ribadito nell’intervista per Olbianova, sottolineando di voler continuare a servire la Chiesa, ma con la verità in mano.

    Il caso è destinato a diventare simbolico. Non solo per la gravità del reato denunciato, ma per l’atteggiamento di chi sceglie di metterci la faccia, sfidando il rischio dell’isolamento. Don Paolo ha raccontato di aver sofferto a lungo, convinto che nessuno gli avrebbe creduto. Ma quando le prove sono emerse, ha trovato il coraggio di denunciare e oggi chiede che la giustizia ecclesiastica e civile faccia il suo corso.

    Quella della pedofilia nella Chiesa è una piaga lunga, complessa e ancora troppo spesso sommersa. In Italia, come nel resto del mondo, decine di casi sono emersi solo grazie alla determinazione delle vittime. Papa Francesco ha fatto della lotta alla pedofilia un punto fermo del suo pontificato, ma le resistenze interne e la lentezza della giustizia canonica restano. Vicende come quella di don Contini interrogano le coscienze e chiedono risposte più rapide, più chiare, più pubbliche. Valerio Manca

    https://www.olbia.it/olbia-don-contini-il-pedofilo-e-nella-diocesi-di-tempio-

  • Sospeso il vice parroco, mistero a San Simplicio

    Sospeso il vice parroco, mistero a San Simplicio

    É stato sospeso da sei mesi ma nessuno sa il perché. Protetta dal silenzio va avanti da tempo a Olbia la misteriosa vicenda di don Eros Dalu, il giovane vice parroco della basilica di San Simplicio che la diocesi di Tempio Ampurias ha allontanato dai sacri uffici. La sospensione risale a oltre sei mesi fa ma è stata tenuta accuratamente nascosta .

    La vicenda di don Eros viaggia con discrezione solo fra le amorevoli parole delle pie donne della parrocchia che non si rassegnano all’allontanamento del sacerdote. Con dedizione certosina le fedeli parrocchiane portano avanti una missione che ha l’obiettivo di far rientrare il giovane prelato al suo posto di viceparroco dell’antica Basilica. Finora hanno raccolto 1600 firme a sostegno di una lettera fatta recapitare al vescovo Sebastiano Sanguinetti.

    Con parole dolci e struggenti le fedeli chiedono il perché dell’allontanamento di don Eros , una decisione che lascia stupiti tutti in

    Le voci che girano in parrocchia parlano di malelingue che , per invidia dell’operosità e della stima conquistata da don Eros, hanno messo in giro accuse infamanti nei suoi confronti. Ma è difficile pensare che la Curia abbia preso una decisione così pesante senza il sostegno di validi motivi . Chi conosce don Eros è pronto, però, a giurare.

  • Già nel 2008 c’erano stati problemi per don Dalu ad Arzachena

    Già nel 2008 c’erano stati problemi per don Dalu ad Arzachena

    Diocesi di Tempio – Ampurias
    Per una corretta interpretazione dei fatti, si ritiena necessaria una doverosa precisazione circa la natura del servizio pastorale prestato da don Eros Dalu presso la parrocchia di Arzachena. Ciò per rettificare delle inesattezze apparse su alcuni mezzi d’informazione. Don Eros è impeganto attualmente nel biennio di specializzazione in teologia fondamentale a Roma. Questo è il suo impegno prioritario. Terminato l’anno scolastico, il primo del biennio, il vescovo senza emettere alcun atto di nomina formale, a chiesto a don Eros, di rendersi disponibile per dare una mano al parroco don Francesco Cossu nel periodo estivo. Approssimandosi la fine dell’estate, interpellato dal vescovo, per un’eventuale prosecuzione del servizio nel corso dell’anno, magari facendo la spola settimanale, tra Roma e Arzachena, per i giorni di lezione, don Eros ha giustamente rappresentato l’eccessiva fatica che ciò avrebbe comportato. Si è quindi giunti all’accordo che don Eros avrebbe cocluso il secondo anno del biennio accademico, prima di ricevere l’attribuzione di una sede. Non si tratta, quindi, né di trasferimento, né di rimozione forzata.


    Su Sardegna 24 del 7 gennaio 2012 si può leggere delle “accuse infamanti” messe in giro dalle male lingue del paese e si ricorda l’episodio di don DALu del 2008, quando era ancora seminarista.