Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Domenico Sigalini

  • Mons. Sigalini: “I vescovi non devono denunciare i preti pedofili”

    Mons. Sigalini: “I vescovi non devono denunciare i preti pedofili”

    Domenico Leccese

    “Ci sono le leggi divine, gli faccio fare la penitenza”

    Monsignor Sigalini: “I vescovi non devono denunciare i sacerdoti pedofili” di Michele M. Ippolito 15 marzo 2019

    “Da vescovo non devo e non ho alcun dovere di denunciare il sacerdote pedofilo, è compito di chi ha la genitorialità del minore”

    Lo dice in questa intervista che ci ha rilasciato Monsignor Domenico Sigalini, vescovo emerito di Palestrina.

    Eccellenza, in Vaticano si è tenuto un summit sugli abusi sessuali di uomini di Chiesa nei confronti dei minori. Che idea ha ricavato?

    ”Lo giudico molto importante e senza dubbio positivo, il Papa ha fatto bene. Di queste cose e di certi crimini come la pedofilia, è necessario parlare ed è persino utile che vengano fuori inchieste giornalistiche, quelle serie. Servono alla causa, ben vengano. Però bisogna essere sempre corretti e non mettere in piazza solo le miserie di qualche uomo di
    Chiesa. Sembra, ed è sbagliato, che la sola realtà interessata da questo fenomeno sia la Chiesa cattolica e non è così”

    Il Papa ha scelto di emanare un Motu Proprio…

    ”Benissimo, fa bene. Ma su quello che riguarda la denuncia da parte del vescovo, ho la mia idea, nutro riserve”.

    Cioè?

    ”A mio avviso, un vescovo non deve e non ha alcun dovere di denunciare alle autorità civili il sacerdote pedofilo. Esiste già la legge di Dio ed esistono i procedimenti canonici ai quali fare riferimento. Chi deve provvedere alla denuncia, è chi ha la potestà genitoriale del minore, spetta al padre e alla madre. Semmai io li aiuto di buon grado in questa operazione, li assisto e facilito il compito. Da vescovo ho il dovere di aiutare il prete a cambiare la sua condotta. Come pastore devo aiutarlo a correggere il suo modo di comportarsi”

    Vale a dire?

    ”Esiste una legge italiana sugli atti di violenza o pedofilia ai danni dei minore e va rispettata. Come le dicevo, legittimato alla denuncia è chi ha la responsabilità del minore, non il vescovo. Io sono disponibile ad aiutare e sostenere i genitori”

    Che cosa deve fare il vescovo nei riguardi del prete predatore se i genitori non denunciano?

    “Una volta avute notizie certe io li informo. Ma se loro non si attivano, non è compito mio farlo. Senza dubbio metto quel sacerdote in penitenza e in cura, in modo che non possa più nuocere.”

    Intanto è uscito il libro Sodoma…

    ”È una inchiesta pilotata per colpire la Chiesa in modo evidente. È giusto aiutare a correggere, ma senza mettere in piazza le miserie. In quanto a quel libro, le ripeto, non è attendibile, perchè accanto al male vi è dentro la Chiesa tanto bene. Ma non se ne parla. Inoltre, da quanto ho appreso, l’ estensore del libro avrebbe alloggiato in Vaticano e persino in luoghi sensibili. Come ha fatto? “

    Mons. Sigalini: “I vescovi non devono denunciare i preti pedofili”

  • Abusi, frase choc di un vescovo: “Non obbligato a denunciare”

    Abusi, frase choc di un vescovo: “Non obbligato a denunciare”

    In un’intervista monsignor Domenico Sigalini ha dichiarato di non avere l’obbligo di denunciare un sacerdote che commette abusi

    La Chiesa cattolica sta vivendo una fase complessa della sua storia, ma c’è pure chi, in materia di abusi​ e pur appartenendo alle alte sfere ecclesiastiche, segnala di non essere obbligato a denunciare un sacerdote che si rende responsabile di un atto di pedofilia.

    Papa Francesco ha anche convocato un summit straordinario in Vaticano durante lo scorso febbraio, riunendo tutti gli episcopati mondiali, ma i moniti lanciati in quella circostanza, tanto dal pontefice argentino quanto da altre figure autorevoli della spiritualità e della gerarchia cattolica, forse, non sono stati sufficienti. A segnalare come un vescovo non si trovi nella situazione obbligata di procedere per mezzo di una denuncia è stato monsignor Domenico Sigalini, già incaricato a Palestrina, in provincia di Roma, all’interno di questa intervista rilasciata a La Fede Quotidiana​.

    Il presule ha spiegato come “da vescovo” non abbia “alcun dovere di denunciare il sacerdote pedofilo”. E questo perché, stando alle dichiarazioni del consacrato, il “compito” sarebbe ascrivibile ai genitori – o meglio a chi esercità la potestà genitoriale – della presunta vittima. Ma il monsignore ha specificato pure come siano già presenti “la legge di Dio” e il “diritto canonico”. Quasi come a dire che a sanzionare la persona che ha commesso un abuso ci penseranno dall’alto. “Semmai – ha proseguito Sigalini all’interno della sua riflessione – io li aiuto di buon grado in questa operazione, li assisto e facilito il compito. Da vescovo – ha concluso – ho il dovere di aiutare il prete a cambiare la sua condotta. Come pastore devo aiutarlo a correggere il suo modo di comportarsi”.

    Chi è deputato a gestire una diocesi, quindi, dovrebbe limitarsi a supervisionare il caso? L’Australia, qualche tempo fa, ha cercato d’imprimere un cambio di mentalità, promulgando una legge che costringe i consacrati che celebrano il sacramento della confessione a rivelare quanto dichiarato durante quello stesso sacramento nel caso il contenuto della confessione riguardi degli abusi sessuali.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/abusi-frase-choc-vescovo-non-obbligato-denunciare-1663854.html?mobile_detect=false

  • Monsignor Sigalini: “I vescovi non devono denunciare i sacerdoti pedofili”

    Monsignor Sigalini: “I vescovi non devono denunciare i sacerdoti pedofili”

    “Da vescovo non devo e non ho alcun dovere di denunciare il sacerdote pedofilo, è compito di chi  ha la genitorialità del minore.” Lo dice in questa intervista che ci ha rilasciato Monsignor Domenico Sigalini, vescovo emerito di Palestrina.

    ” Lo giudico molto importante e senza dubbio positivo, il Papa ha fatto bene. Di queste cose e di certi crimini come la pedofilia, è  necessario parlare ed è persino utile che vengano fuori inchieste giornalistiche, quelle serie. Servono alla causa, ben vengano. Però bisogna essere sempre corretti e non mettere in piazza  solo le miserie di qualche uomo di Chiesa.  Sembra, ed è sbagliato, che la sola realtà interessata da questo fenomeno sia la Chiesa cattolica e non è così”.

    Il Papa ha scelto di  emanare un Motu Proprio…

    ” Benissimo, fa bene. Ma su quello che riguarda la denuncia da parte del vescovo, ho la mia idea, nutro riserve”.

    Cioè?

    ” A mio avviso, un vescovo non deve e non ha alcun dovere di denunciare alle autorità civili il sacerdote pedofilo. Esiste già la legge di Dio ed esistono i procedimenti canonici ai quali fare riferimento.  Chi deve provvedere alla denuncia, è chi ha la potestà genitoriale del minore, spetta al padre e alla madre. Semmai io li aiuto di buon grado in questa operazione, li assisto e facilito il compito. Da vescovo ho il dovere di aiutare il prete  a cambiare la sua condotta. Come pastore devo aiutarlo a correggere il suo modo di comportarsi”.

    Vale a dire?

    ” Esiste una legge italiana sugli atti di violenza o pedofilia ai danni dei minore e va rispettata. Come le dicevo, legittimato alla denuncia è chi ha la responsabilità del minore, non il vescovo. Io sono disponibile ad  aiutare e sostenere i genitori”.

    Che cosa deve fare il vescovo nei riguardi del prete predatore se i genitori non denunciano?

    “Una volta avute notizie certe io li informo. Ma se loro non si attivano, non è compito mio farlo.  Senza dubbio metto quel sacerdote in penitenza e in cura, in modo che non possa più nuocere.”

    Intanto è uscito il libro Sodoma…

    ” E’ una inchiesta pilotata per colpire la Chiesa in modo evidente. E’ giusto aiutare a correggere, ma senza mettere in piazza le miserie. In quanto a quel libro, le ripeto, non è attendibile, perchè accanto al male vi è dentro la Chiesa tanto bene. Ma non se ne parla. Inoltre, da quanto ho  appreso, l’ estensore del libro avrebbe alloggiato in Vaticano e persino in luoghi sensibili. Come ha fatto? “.

    Bruno Volpe

  • Monsignor Domenico Sigalini: “Sbagliato ridurre i preti pedofili allo stato laicale”. La nostra risposta.

    Monsignor Domenico Sigalini: “Sbagliato ridurre i preti pedofili allo stato laicale”. La nostra risposta.

    Secondo un’intervista a firma di Bruno Volpe pubblicata da La fede quotidiana monsignor Domenico Sigalini alla domanda “Cosa ne pensa della pedofilia nel clero” avrebbe risposto;

    “Un orrore e un crimine orrendo e chi sbaglia deve pagare. Un prete che si macchia di questo è moralmente più grave. Però, lo ripeto, io non seguo il consenso e dico che è un errore e sbagliato ridurre allo stato laicale il prete pedofilo. Perché, ridotto alla stato laico e una volta maestro di ginnastica, per esempio, state certi che cambierà inclinazione?

    Nessuno buonismo e chi sbaglia paghi, ma anche per il sacerdote pedofilo non è pensabile una condanna a vita e per sempre. Non diciamo che l’ ergastolo è inumano? Io non sono affatto un protettore di preti pedofili, ma un vescovo prima di tutto è padre per il sacerdote e in caso di abusi io non devo denunciare. Ci deve pensare in prima battuta il genitore e solo dopo tocca al vescovo”.

    Certo, contraddizioni a parte il pensiero di Sigalini è chiarissimo e sembra essere ben cosciente del fatto che il prete pedofilo anche se viene ridotto allo stato laicale continuerà ad abusare e noi siamo pienamente d’accordo con lui, lo è anche la comunità scientifica che paragona il profilo del pedofilo a quello del serial killer.

    Tuttavia va anche detto che generalmente il maestro di ginnastica o l’allenatore di pallone vengono denunciati mentre i preti no, quelli vengono coperti dalla chiesa proprio come ha fatto un suo collega che evidentemente la pensava come lei, il cardinale Luis Ladaria Ferrer, promosso poche settimane fa da papa Francesco nuovo prefetto della Congregazione della dottrina della Fede. Ladaria è accusato di aver coperto il prete pedofilo don Gianni Trotta, ridotto in tutto silenzio dalla chiesa allo stato laicale e effettivamente, come dice lei, denunciato nei panni dell’allenatore di calcio.

    Mi sfugge però quale sia la morale, forse che per denunciare i preti pedofili dobbiamo prima trasformarli in allenatori di calcio?

    Sono pienamente d’accordo anche sul fatto che i preti pedofili non vadano ridotti allo stato laicale, d’altra parte la chiesa li copre ed è troppo comodo scaricarli solo quando su loro si posa l’attenzione della magistratura, è giusto che la chiesa continui ad assumersene anche l’onere, d’altra parte perché spretarli, stupravano i bambini, mica dicevano male la messa.

    Siamo anche d’accordo sul fatto che non vadano condannati all’ergastolo, vanno curati e tenuti sotto controllo, magari evitando di reintegrarli nuovamente a contatto con minori come accade per esempio a don Paolo Turturro o a don Bruno Puleo e molti altri.

    Siamo anche d’accordissimo sul fatto che la famiglia debba denunciare: sì ma la famiglia deve anche essere informata. Solitamente la famiglia affida i figli alle cure del clero ed è “tranquilla” sul fatto che “ci penseranno loro” ad affrontare tutto bene.

    Come la mettiamo quando capita che un vescovo zitto zitto invece sposta il prete ma non avvisa la famiglia in modo che possano denunciarlo?

    In questo caso anche il vescovo che insabbia deve pagare?

    Lei stesso dice che dopo la denuncia della famiglia segue quella del vescovo, quanti di voi hanno denunciato in questi anni?

    L’ultimo dubbio, quando dice che “un vescovo prima di tutto è padre per il sacerdote” se poi abbandona così le vittime però, che cosa è per loro?

    Una di quelle madri… poco raccomandabili?

    Francesco Zanardi

    Portavoce della Rete L’ABUSO

  • Monsignor Sigalini: “se denuncio preti pedofili violo privacy”, ma il Garante lo smentisce

    Monsignor Sigalini: “se denuncio preti pedofili violo privacy”, ma il Garante lo smentisce

    La difesa d’ufficio della Chiesa cattolica che ricorre per giustificare la mancata collaborazione con la giustizia sui casi di abusi sessuali da parte di preti è sostenere che i prelati non possono denunciare di propria iniziativa, altrimenti violerebbero la riservatezza delle vittime. Ma l’assunto viene clamorosamente smentitoda Antonello Soro, presidente dell’Autorità Garante per la Privacy.

    Il vescovo di Palestrina, monsignor Domenico Sigalini, interviene a Radio Anch’io​ su Rai Radio1 per affrontare il tema degli abusi, recentemente tornato alla ribalta con il film Il caso Spotlight, premiato con l’Oscar. Come aveva fatto in passato durante il programma Piazzapulita su LA7​ destando scalpore per il tenore delle uscite, il religioso ribadisce che “è il nostro codice a prevedere che se c’è un minore di mezzo è il papà che deve denunciare perché se io denuncio violo la privacy della sua famiglia e metto il figlio in piazza”. In qualità vescovo, a suo dire può solo istituire un processo canonico interno e nel caso ridurre il reo allo stato laicale.

    Considerazioni che hanno spinto il Garante per la privacy Soro a una secca ed esplicita replica al prelato: “è necessario precisare che denunciare, doverosamente all’autorità giudiziaria, gli abusi subiti da minori non vuol dire affatto mettere i bambini ‘in piazza’, ma tutelarne i diritti fondamentali”. “Ovviamente il Codice privacy non prevede alcun divieto o limitazione in tal senso”, chiarisce Soro, dato che “accorda ai minori una tutela rafforzata”. Il garante auspica: “su questi temi occorre essere precisi per non ingenerare false convinzioni”.

    http://www.uaar.it/news/2016/03/01/monsignor-sigalini-denuncio-preti-pedofili-violo-privacy-garante-smentisce/

  • Il primo film sui preti pedofili girato a Savona e Verona sarà al Bari international film festival domenica 6 aprile.

    Il primo film sui preti pedofili girato a Savona e Verona sarà al Bari international film festival domenica 6 aprile.

    LA PREDA. SILENZIO IN NOME DI DIO in Documentari fuori concorso, ItaliaFilmFest

    I cunicoli bui di una fortezza. La Caduta dei Giganti. Luce sinistra a illuminare storie soffocate.

    La Preda rompe decenni di silenzi sulla colpa più grande della Chiesa Cattolica, aver taciuto o insabbiato gli episodi di pedofilia praticati da sacerdoti.

    Un pellegrinaggio intimo e scioccante che porta alla luce vicende occultate e testimonianze scioccanti, come quelle degli ospiti dell’Istituto Provolo di Verona.

    Centinaia di bambini sordi abusati sistematicamente da sacerdoti e laici nell’arco degli ultimi 50 anni. Una mattanza che oggi non ha ancora colpevoli.

    La Preda racconta del muro issato dalla Chiesa Cattolica, di documenti sconosciuti, di sacerdoti e Vescovi che scelgono di tacere, e di un luogo tenuto segreto, dove il Vaticano cura e protegge i suoi mostri.

    Nel Paese che è la casa del Cattolicesimo il silenzio è assordante.

    – di Luca Bellino, Silvia Luzi con Francesco Zanardi, Don Giovanni Lupino, Monsignor Domenico Sigalini, Robert Mickens. Iran-Italia 2013, 53’  v.o. sott. it.

    Produzione Press TV Documentaries
    Sceneggiatura Luca Bellino, Silvia Luzi
    Musiche Nicolò Mulas
    Montaggio Luca Bellino
    Fotografia Adriano Mestichella

    pressbook
    presskit

    In programmazione
    06/04 ore 22.30 Galleria 4

    http://www.bifest.it/film/la-preda-silenzio-in-nome-di-dio