Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Felice La Rosa

  • Bimbo violentato ogni settimana nel confessionale da un prete

    Bimbo violentato ogni settimana nel confessionale da un prete

    La Chiesa cattolica australiana ha condannato Gerald Ridsdale, prete pedofilo che nel 1982 stuprò un bambino di 9 anni. Il prelato dovrà infatti pagare oltre un milione di dollari australiani, 620 mila euro. L’accordo, che alla chiesa costerà oltre 3 milioni di dollari, è stato annunciato dai legali della vittima.

    Come riporta Notizie.it, Ridsdale si trova in carcere dal 1994, quando ha ammesso di aver aggredito sessualmente 65 minori tra gli anni 60, 70 e 80. Ora i legali delle due parti hanno raggiunto un accordo anche per quanto riguarda il risarcimento danni.

    Bimbo stuprato nel confessionale

    La vittima, un bambino di 9 anni il cui nome non è stato reso noto, aveva citato in giudizio il vescovo di Ballarat, Paul Bird, per negligenza, per conto dei due vescovi defunti superiori di Ridsdale ai tempi degli abusi.

    Uno dei legali, Judy Courtin, ha riferito che l’accordo è stato raggiunto dopo che la Chiesa australiana aveva negato a lungo di essere a conoscenza di ogni reato commesso da Ridsdale prima che il denunciante venisse stuprato dentro un confessionale. Poche settimane fa, però, gli stessi legali avevano accettato davanti alla Corte Suprema una dichiarazione di danni da parte della vittima, ammettendo dunque la responsabilità legaleper i reati dell’ex sacerdote.

    Centinaia di vittime

    Al momento le vittime accertate sono 65, numero confermato dallo stesso prete ammettendo i reati commessi. L’uomo infatti ha confermato di aver commesso abusi su decine di bambini per circa 30 anni. Gli inquirenti che stanno indagando sul caso hanno però ragione di credere che il numero reale delle vittime sia nettamente superiore, raggiungendo addirittura l’ordine delle centinaia.

    Don Felice La Rosa, l’ex parroco di Zungri, in provincia di Vibo Valentia, è finito di nuovo in arresto ai domiciliari. Il parroco, secondo gli inquirenti , lo scorso anno subì un controllo da agenti di polizia in auto.

    Era tra Rosarno e San Ferdinando, mentre abusava sessualmente, in seguito a pagamento, di un sedicenne bulgaro. Reato nuovamente commesso nel 2016 e condannato in via definitiva a 2 anni e 4 mesi di reclusione.

    Il comunicato della Questura di Reggio Calabria. Personale della Sezione Investigativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gioia Tauro, con la Mobile di Vibo Valentia, ha arrestato don Felice La Rosa.

    L’intervento

    In esecuzione dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa in data 08.09.2020 dal GIP presso il Tribunale di Reggio Calabria, Dottoressa Giovanna Sergi, su richiesta del Procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri. A seguito di indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Gerardo Dominijanni e dal sostituto Procuratore Marco Lojodice.

    Le investigazioni hanno preso avvio da un controllo su strada, in occasione del quale gli investigatori notavano l’autovettura condotta dal sacerdote con a bordo anche tre ragazzi bulgari minorenni.

    Da siffatto controllo e dall’atteggiamento sospetto del sacerdote prendevano avvio mirate investigazioni che permettevano di comporre un quadro di gravissimi episodi di prostituzione minorile.

    Fatti posti in essere dal sacerdote nelle zone di San Ferdinando e Rosarno (ove adescava le vittime minorenni in cambio di piccole somme di danaro) in danno di altrettanti ragazzi. La loro collaborazione dei quali contribuiva a disvelare l’esistenza dei reati oggetto di odierna contestazione. Dopo le formalità di rito egli è stato riaccompagnato presso la propria abitazione e ristretto agli arresti domiciliari.

    https://www.ilroma.net/curiosita/australia/bimbo-violentato-ogni-settimana-nel-confessionale-da-un-prete

  • Atti sessuali con minori, nuovo arresto per l’ex parroco di Zungri, don Felice La Rosa

    Atti sessuali con minori, nuovo arresto per l’ex parroco di Zungri, don Felice La Rosa

    SAN CALOGERO (VIBO VALENTIA) – Era stato scarcerato appena pochi mesi fa dopo aver appena finito di scontare una pena per aver compiuto atti sessuali con un minore, ma evidentemente la sua vicenda personale con la giustizia non si era ancora chiusa visto che quest’oggi gli uomini della Squadra Mobile di Vibo Valentia, in collaborazione con gli uomini del Commissariato di Gioia Tauro, titolari dell’indagine, hanno arrestato nuovamente l’ex parroco di Zungri don Felice La Rosa.

    L’ex sacerdote 45enne sarebbe stato nuovamente coinvolto in una indagine che riguarda l’accusa di cui all’articolo 600 bis secondo comma del codice penale ossia «atti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni in cambio di un corrispettivo in denaro o altra utilità, anche solo promessi», una accusa che se confermata in sede giudiziale comporta una condanna «alla reclusione da uno a sei anni e con la multa da 1.500 a 6.000 euro».

    I dettagli dell’operazione che ha portato all’arresto dell’ex sacerdote, oggi sospeso, saranno resi noti in una conferenza stampa prevista domani a Gioia Tauro, ma da quanto trapelato l’uomo sarebbe accusato di due distinte ipotesi di reato, una solo tentata e l’altra consumata (che tradotto vuol dire che in un caso gli atti sessuali con il minore sarebbero stati effettivamente compiuti).

    Nel frattempo, il sacerdote sarebbe stato posto al regime degli arresti domiciliari in attesa dei provvedimenti delll’autorità giudiziaria.

    Nel corso del 2016 don Felice La Rosa era già stato coinvolto, come accennato, in un’operazione, denominata “Settimo cerchio” che aveva portato inizialmente all’arresto di diverse persone accusate a vario titolo di atti sessuali con minori nell’ambito di un più ampio giro di prostituzione minorile e corruzione di minore aggravata. Le contestazioni dell’epoca riguardavano atti compresi tra gennaio al febbraio 2016, con specifici episodi di corruzione di minore e prostituzione minorile che sarebbero avvenuti a Zungri, Briatico, Mileto e Vibo Valentia.

    In particolare, l’ex parroco di Zungri, secondo l’accusa, avrebbe avuto rapporti sessuali con minorenni – reclutati da un bulgaro – dietro pagamento di 50 euro a prestazione. Venti euro sarebbero state trattenute dal bulgaro e 30 dal ragazzo minorenne.

    Nel 2018 la sentenza con cui la Corte d’Appello di Catanzaro aveva condannato l’ex prete originario di Calimera, frazione di San Calogero, alla pena di due anni e quattro mesi e 2.400 euro di multa.

    Atti sessuali con minori, nuovo arresto per l’ex parroco di Zungri, don Felice La Rosa

  • Sacerdote in manette per prostituzione di minori, sconterà 2 anni e 4 mesi

    Sacerdote in manette per prostituzione di minori, sconterà 2 anni e 4 mesi

    VIBO VALENTIA – Il personale della Squadra mobile di Vibo Valentia ha arrestato, in esecuzione ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Catanzaro, l’ex parroco di Zungri, Felice La Rosa, sospeso a divinis nel 2016 e condannato con sentenza definitiva a 2 anni e 4 mesi di reclusione per induzione alla prostituzione minorile. Il reato è emerso nell’ambito dell’operazione denominata “Settimo Cerchio“, conclusasi nel mese di novembre 2016.

    L’inchiesta della Squadra Mobile vibonese  ha permesso di fare luce su un giro di prostituzione minorile e corruzione di minore aggravata. Le contestazioni coprono un arco temporale che va dal gennaio al febbraio 2016, con specifici episodi di corruzione di minore e prostituzione minorile che sarebbero avvenuti a Zungri, Briatico, Mileto e Vibo. Il parroco e un pensionato, secondo l’accusa, avrebbero avuto rapporti sessuali con minorenni – reclutati da un bulgaro – dietro pagamento di 50 euro a prestazione. Venti euro sarebbero state trattenute dal bulgaro e 30 dal ragazzo minorenne. 

    L’ordine di esecuzione per la carcerazione è stato disposto a fronte di un residuo di pena da scontare corrispondente a un anno e un mese. Le indagini erano partite dalle investigazioni avviate dopo un omicidio avvenuto a Vibo Valentia. Nel corso di alcune intercettazioni telefoniche nei confronti di persone ritenute vicine alla vittima era emerso che un coimputato del sacerdote avrebbe proposto a lui e ad altri prestazioni sessuali da parte di un ragazzino straniero chiedendo in cambio del denaro. Dalle intercettazioni è emerso che il sacerdote aveva accettato la proposta. Felice La Rosa è stato associato al carcere di Vibo Valentia.

    https://www.quicosenza.it/news/calabria/313903-sacerdote-in-manette-per-prostituzione-di-minori-scontera-2-anni-e-4-mesi

  • Prostituzione minorile in Calabria, condannato parroco

    Prostituzione minorile in Calabria, condannato parroco

    VIBO VALENTIA – E’ stata confermata dalla Corte d’Appello di Catanzaro la condanna a due anni e quattro mesi di reclusione per l’ex parroco di Zungri don Felice La Rosa. Le indagini sono partite dall’omicidio del 45enne Francesco Fiorillo barista di Piscopio ucciso a colpi di pistola nel dicembre del 2015 mentre si trovava a bordo della propria Fiat Uno nei pressi di un terreno di sua proprietà. Gli investigatori nel risalire al movente del delitto hanno ricostruito un business di prostituzione minorile in cui risultavano coinvolti il prete, un pensionato di Zungri Francesco Pugliese di 65 anni (2 anni e 8 mesi di reclusione) e un 29enne bulgaro Miroslaev Iliev (5 anni e 6 mesi di reclusione). Quest’ultimo sembrerebbe si occupasse di adescare minori che potessero soddisfare le esigenze sessuali dei due pedofili incassando 50 euro a prestazione di cui 30 venivano corrisposte alla vittima di turno. I rapporti sono stati consumati tra Zungri, Briatico, Mileto e Vibo Valentia. I tre sono stati ieri condannati dal presidente della Corte d’Appello di Catanzaro Giancarlo Bianchi per corruzione di minore aggravata e prostituzione minorile. Insieme a loro, in primo grado, erano stati condannati Mariano Mamone 55enne di Parghelia e Luciano Restuccia 53enne di San Calogero domiciliato a Mileto. Nel corso delle perquisizioni a carico del prete sono stati ritrovati ben 132 immagini salvate sul suo cellulare che ritraevano bambini costretti a rapporti sessuali omosessuali. 

    www.quicosenza.it/news/calabria/236827-prostituzione-minorile-in-calabria-condannato-parroco

  • Zungri, parroco denunciato per molestie; nessun intervento da parte della diocesi

    Zungri, parroco denunciato per molestie; nessun intervento da parte della diocesi

    E’ un paese diviso Zungri, piccolo borgo nella provincia di Vibo Valentia. Appena due anni fa l’ex parroco, don Felice La Rosa, era stato arrestato per sfruttamento della prostituzione minorile. Oggi una nuova grana si abbatte sul nuovo parroco del paese, don Giuseppe Larosa, denunciato da un suo ex collaboratore. Accuse gravissime che vanno dalla molestia sessuale al furto.

    A raccontare la vicenda è Pietro Serra, aspirante giornalista che in Calabria, fino a qualche mese fa, scriveva per diverse testate online e cartacee. Una vicenda surreale che ripercorre con fatica: “Incontrai per la prima volta don Larosa lo scorso anno a Zungri, pochi giorni dopo la festa della Madonna della Neve. Rimasi lì alcuni giorni e notai che qualcosa non andava quando al termine della celebrazione di un matrimonio nella frazione vicina, Papaglionti, un altro giovane sacerdote, don Mimmo Barletta, ci raggiunse nella casa parrocchiale proponendo un rapporto a tre. Idea che respinsi con fermezza, al termine del quale andò via imbronciato. Non ne parlai con Larosa per pudore e dopo pochi giorni andai via, ritornando in Campania”.

    Ma i contatti tra don Larosa e Serra proseguirono, fintanto che quest’ultimo lo andò a trovare in occasione della ricorrenza di Tutti i Santi. Una circostanza tranquilla, che non rivelò nessuna intenzione particolare. Ben diverso il quadro che si sarebbe prospettato circa due mesi dopo. In occasione delle festività natalizie, Serra si recò a Zungri e Mesiano per aiutare il sacerdote che iniziò ad alzare le mani toccando le parti intime. E, come se non bastasse, il ritorno dell’altro sacerdote, don Barletta, che volle andare a fare un giro su Lamezia Terme utilizzando un’applicazione per incontri omosessuali, chiamata Grindr. Fatti che irritarono Serra, tanto da intimare a don Giuseppe Larosa di non avvicinare quel soggetto, sia per tutela personale propria, che del sacerdote. Così come minacciò di non recarsi alla conferenza sui terremoti e protezione civile che da lì a poco si sarebbe svolta a Zungri. Don Larosa, stando a quanto afferma Serra, pareva aver accolto di buon grado le parole, a tal punto che prese parte alla conferenza tenuta il 25 febbraio a Zungri, nel salone parrocchiale.

    Ma le settimane a seguire diventarono un calvario per l’aspirante giornalista. “Don Larosa si prodigò per trovarmi un lavoretto sulle testate giornalistiche locali. Iniziai a collaborare con un quotidiano e un periodico, fintanto che mi regalò un cellulare nuovo dal prezzo modesto. Iniziai a chiedermi il perché e lo scoprii poco dopo, quando nuovamente mi toccò i genitali chiedendo “come sta Gigino?”. Toccamenti che si ripeterono in altre occasioni, chieste per sdebitarmi del suo attivismo, fintanto che persi la pazienza dandogli un ceffone all’interno della sacrestia”. Da quell’episodio, racconta ancora Serra, un’escalation di torti e vendette da parte del sacerdote. “Per due giorni il sacerdote mi lasciò nella casa parrocchiale privo di acqua e cibo, fintanto che tentando un rappacificamento per la debolezza fisica sempre più consistente, svenni a Vibo Valentia in un’altra struttura della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea”. E prosegue: “Una volta accompagnato in ospedale dal 118, stetti solo per diverse ore, fintanto che don Larosa portò due persone del luogo, un ex fotografo e un insegnante di matematica in pensione, che mi annunciarono di aver portato i miei beni quali indumenti e pc nella casa in cui svenni e che non dovevo far ritorno nella casa parrocchiale. Infatti a Zungri trovai lavoro nel santuario della Madonna della Neve, poiché don Larosa tentando di mettermi a tacere chiese al Comune un contributo di 1.000 euro che sono stati accreditati al santuario e che personalmente non ho mai ricevuto nonostante la mattina andavo ad aprire e chiudere la chiesa. Mi disse di non dirlo in giro poiché in paese si sarebbe scatenata una rivolta visto che non ero del luogo. Perciò stavo sia nella casa parrocchiale di Zungri che in quella di Vibo, visto che lui stava a Coccorino, frazione di Joppolo nel vibonese e io potevo sta solo”.

    “Una volta dimesso – conclude – chiesi di portarmi a Tropea e di restituirmi i miei averi così da poter ritornare in Sardegna, mia terra di origine, visto che avevo lasciato la Campania per la Calabria. Questo non avvenne e al contrario venni minacciato dal sacerdote, da un ex fotografo e un veterinario della zona. Contattai allora il 112 che mi aiutò e l’indomani contattarono per ben due volte don Larosa che non si presentò alla stazione dei carabinieri. Così decisi di tornare nell’isola con solo gli indumenti che portavo addosso e privo del restante materiale che mi è stato restituito in questi giorni, benché manchi ancora  una cartella clinica indispensabile per poter curare una disfunzione alla gamba”.

    Della vicenda è stato informato lo scorso 15 giugno il vicario diocesano che avrebbe informato il vescovo, monsignor Luigi Renzo. Nonostante la querela di Serra, composta da 6 pagine ricche di particolari, nessuna azione è stata intrapresa nei confronti del parroco di Zungri e Mesiano. Il giovane si dice rammaricato e allo stesso tempo sereno, conscio che le autorità troveranno conferma alle sue parole, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo di applicazioni non proprio in linea con i dettami della Chiesa Cattolica.

    Nel frattempo, in queste ore, nuove persone hanno deciso di parlare del caso. In particolare un giovane della zona avrebbe rivelato di aver avuto rapporti con don Larosa e altri ragazzi, nonostante fosse sacerdote e i restanti all’oscuro di tutto.

    Lettera firmata

  • Prostituzione minorile nel Vibonese, quattro richieste di rinvio a giudizio

    Prostituzione minorile nel Vibonese, quattro richieste di rinvio a giudizio

    Richiesta di rinvio a giudizio del pm della Procura di Catanzaro, Debora Rizza, nei confronti di quattro indagati, tutti del Vibonese, coinvolti in un’inchiesta della Squadra Mobile di Vibo Valentia. Dinanzi al gup, Antonio Battaglia, il 29 giugno prossimo dovranno comparire: don Felice La Rosa, 43 anni, di Calimera (frazione di San Calogero), ex parroco di Zungri (difeso dall’avvocato Francesco Stilo); Miroslaev Iliev, 30 anni, di nazionalità bulgara, residente a Vibo (già condannato a 5 anni e 6 mesi nell’operazione “Settimo Cerchio”) ed attualmente detenuto (avvocato Antonino Crudo); Mariano Mamone, 55 anni, di Parghelia (avvocati Mario Bagnato e Michele Colace); Luciano Restuccia, 53 anni, nativo di San Calogero ma domiciliato a Mileto (avvocato Michele Pagnotta). Per don Felice La Rosa – che nel febbraio scorso ha lasciato gli arresti domiciliari ed è ritornato in libertà – la nuova accusa è quella di detenzione di materiale pedopornografico in ingente quantità, realizzato utilizzando minori di 18 anni. Sul suo telefonino, sequestrato il 16 novembre 2016, gli investigatori hanno infatti trovato 132 immagini pedopornografiche. Il 25 settembre scorso, don Felice La Rosa è stato condannato a 2 anni e 4 mesi al termine dell’operazione denominata “Settimo Cerchio” condotta dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia. Il parroco ed il pensionato Francesco Pugliese, 65 anni, di Zungri (condannato a 2 anni e 8 mesi) secondo l’accusa avrebbero avuto rapporti sessuali con minorenni – reclutati dal bulgaro Miroslaev Iliev – dietro pagamento di 50 euro a prestazione. Venti euro sarebbero state trattenute dal bulgaro e 30 dal ragazzo minorenne.  La nuova inchiesta vede quindi ora indagato ancora Miroslaev Iliev con l’accusa di prostituzione minorile aggravata per aver reclutato, favorito, sfruttato ed organizzato la prostituzione di un 16enne dietro la corresponsione di somme di denaro o altra utilità. Con tali condotte avrebbe avviato il ragazzo minorenne al meretricio consentendo a Mariano Mamone di consumare con il minore rapporti sessuali in cambio di denaro dai 25 sino a 50 euro. Le condotte sarebbero avvenute dall’estate del 2015 sino all’estate del 2016 a Zungri ed a Parghelia. Stessa accusa di aver compiuto atti sessuali con il medesimo ragazzo straniero minorenne, dietro somme di denaro sino a 50 euro, anche quella mossa dalla Procura di Catanzaro nei confronti di Luciano Restuccia. La contestazione riporta quale luogo di commissione Mileto, dall’ottobre del 2015 all’ottobre del 2016. Mariano Mamone è poi accusato di aver tentato di compiere atti sessuali su altri due ragazzi stranieri minorenni che però avrebbero opposto un rifiuto alle avances. I fatti al centro delle contestazioni si sarebbero verificati a Zungri nei mesi di giugno e settembre del 2016. 

    https://www.ilvibonese.it/cronaca/11085-prostituzione-minorile-vibonese-mileto-parroco-zungri

  • Pedopornografia: chiuse indagini per prete ed altri tre

    Pedopornografia: chiuse indagini per prete ed altri tre

    La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiuso l’indagine preliminare nei confronti del sacerdote don Felice La Rosa, e di altre tre persone per possesso di materiale pedopornograco.
    L’ex parroco di Zungri è già stato condannato nel 2017 per prostituzione minorile. La nuova accusa si riferisce a a 132 immagini pedopornograche trovate sul suo telefonino sequestrato il 16 novembre 2016 nell’ambito dell’indagine “Settimo Cerchio” che portò in carcere il sacerdote ed altre due persone.

    .Oltre al prete 43enne di San Calogero, da poco tornato in libertà, sono indagati nella nuova inchiesta Miroslaev Iliev (30), bulgaro, residente a Vibo (già condannato a 5 anni e 6 mesi sempre nell’operazione “Settimo Cerchio”) ed attualmente detenuto; Mariano Mamone (55), di Parghelia e Luciano Restuccia (53), di San Calogero ma domiciliato a Mileto. Iliev è accusato di prostituzione minorile aggravata per aver reclutato, favorito, sfruttato ed organizzato la prostituzione di un 16enne dietro la corresponsione di somme di denaro.

    Con tali condotte, secondo l’accusa, avrebbe avviato il ragazzo alla prostituzione consentendo a Mamone di consumare con il minore rapporti sessuali in cambio di denaro dai 25 sino a 50 euro. I fatti sarebbero avvenuti dall’estate del 2015 sino all’estate del 2016 a Zungri ed a Parghelia. La stessa accusa è mossa anche a Restuccia. Mamone è poi accusato anche di aver tentato di compiere atti sessuali su altri due minorenni stranieri che però l’avrebbero respinto.

    http://www.gazzettadelsud.it/news/catanzaro-crotone-vibo-lamezia/282592/pedopornografia-chiuse-indagini-per-prete-ed-altri-tre.html

  • Condannato per prostituzione minorile nel Vibonese, sacerdote torna in libertà

    Condannato per prostituzione minorile nel Vibonese, sacerdote torna in libertà

    E’ quanto disposto dal gup che ha accolto l’istanza presentata dalla difesa di don Felice La Rosa, l’ex parroco di Zungri, condannato a due anni e quattro mesi di reclusione

    Guadagna la libertà don Felice La Rosa, già parroco di Zungri, poi sospeso dal vescovo monsignor Luigi Renzo, “reduce” nel settembre scorso da una sentenza di condanna alla pena di due anni e quattro mesi per reati di prostituzione minorile. In accoglimento dell’istanza formulata dall’avvocato Francesco Stilo, unico difensore di La Rosa, il gup distrettuale di Catanzaro ha concesso i domiciliari all’ex parroco, che ora attende la celebrazione del processo di secondo grado.

    L’inchiesta. L’operazione, battezzata “Settimo Cerchio”, è scaturita da una serie di intercettazioni attuate nell’ambito delle indagini sull’omicidio del 45enne Francesco Fiorillo, con precedenti per reati connessi alla droga, avvenuto nel dicembre 2015 nei pressi della stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo, i cui autori non sono stati identificati. Dalle conversazioni delle persone vicine alla vittima è incidentalmente affiorata la trattativa compromettente: il sacerdote e il pensionato avrebbero accettato di pagare 50 euro per le prestazioni sessuali del 15enne. La somma sarebbe quindi stata ripartita tra il minore e il bulgaro, nella misura di 20 euro per il ragazzo e 30 per l’intermediario. E l’indagine va comunque avanti perché altri minori sarebbero rimasti avvolti in una sordida trama sviluppatasi fra Briatico, Vibo Valentia e Mileto.

    http://www.zoom24.it/2018/02/09/prostituzione-minorile-vibonese-sacerdote-torna-libero-65266/

  • Vibo Valentia, don Felice La Rosa condannato per prostituzione minorile

    Vibo Valentia, don Felice La Rosa condannato per prostituzione minorile

    Don Felice La Rosa, ex parroco di Zungrì, in provincia di Vibo Valentia, è stato condannato per prostituzione minorile. La sentenza del processo di primo grado, celebrato con il rito abbreviato, è stata emessa dal gup del tribunale di Catanzaro che ha inflitto due anni e quattro mesi di carcere al sacerdote, che era stato arrestato nel novembre dello scorso anno. Il prete era stato coinvolto in un’inchiesta insieme a un cittadino bulgaro, Miroslaev Ilievm, che è stato invece condannato a cinque anni e sei mesi, e a un pensionato, Francesco Pugliese, che è stato condannato a due anni e otto mesi. Quali pene accessorie, don La Rosa e Pugliese sono stati interdetti in perpetuo da qualsiasi ufficio attinente la tutela e la curatela e da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate da minori.

    Il giro di prostituzione minorile – Le indagini erano partite da una serie di intercettazioni eseguite dalla squadra mobile di Vibo Valentia che nel 2015 stava indagando sull’omicidio di Francesco Fiorillo. Ascoltando alcune conversazioni, la polizia si è imbattuta in un discorso in cui il sacerdote e il pensionato avrebbero accettato di pagare 50 euro per le prestazioni sessuali di un minorenne reclutato dal cittadino bulgaro. Per l’intermediazione questo poi avrebbe intascato gran parte delle somme pagate dal sacerdote e dall’altro uomo. Durante le indagini gli inquirenti hanno poi scoperto che altri minori sarebbero stati coinvolti nel giro di prostituzione che si è consumato tra Zungri, Briatico, Mileto e Vibo.

    continua su: http://www.fanpage.it/vibo-valentia-don-felice-la-rosa-condannato-per-prostituzione-minorile/

  • Prostituzione minorile nel Vibonese: condannato sacerdote

    Prostituzione minorile nel Vibonese: condannato sacerdote

    Arriva la sentenza per il procedimento penale nato dall’operazione denominata “Settimo Cerchio”. Al termine del rito abbreviato il gup del Tribunale di Catanzaro ha condannato: don Felice La Rosa, 41 anni, di Calimera, ex parroco di Zungri, alla pena di due anni e quattro mesi e 2.400 euro di multa; Francesco Pugliese, 64 anni, di Zungri, alla pena di 2 anni e 8 mesi, più 2.400 euro di multa; Miroslaev Iliev, cittadino bulgaro di 28 anni, alla pena di 5 anni e 6 mesi di reclusione e 18mila euro di multa. Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Toni Crudo, è stato anche interdetto in perpetuo dai pubblici uffici.

    Quali pene accessorie, don Felice La Rosa (difeso dall’avvocato Francesco Sabatino) e Francesco Pugliese (assistito dall’avvocato Giuseppe Bagnato) sono stati interdetti in perpetuo da qualsiasi ufficio attinente la tutela e la curatela e da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequnetate abitualmente da minori.

     I tre condannati dovranno altresì risarcire le parti civili. Per La Rosa il pm aveva chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi, per Miroslaev 10 anni, mentre la richiesta per Pugliese ammontava a 4 anni.

    L’inchiesta della Squadra Mobile di Vibo Valentia  ha fatto luce su un giro di prostituzione minorile e corruzione di minore aggravata. Le contestazioni coprono un arco temporale che va dal gennaio al febbraio 2016, con specifici episodi di corruzione di minore e prostituzione minorile che sarebbero avvenuti a Zungri, Briatico, Mileto e Vibo. Il parroco ed il pensionato, secondo l’accusa avrebbero avuto rapporti sessuali con minorenni – reclutati dal bulgaro Miroslaev Iliev – dietro pagamento di 50 euro a prestazione. Venti euro sarebbero state trattenute dal bulgaro e 30 dal ragazzo minorenne.

    http://www.ilvibonese.it/cronaca/7835-prostituzione-minorile-vibonese-zungri-condannato-sacerdote-vibo