Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • INCHIESTA SULLA PEDOFILIA NELLA CHIESA CATTOLICA, È L’ORA DELLA VERITÀ

    INCHIESTA SULLA PEDOFILIA NELLA CHIESA CATTOLICA, È L’ORA DELLA VERITÀ

    Sulla scia di Walter Robinson, nuove indagini di WeReport smascherano in Francia le stesse tecniche di occultamento descritte nel film ‘Spotlight’.

    Dopo aver visto il film ‘Spotlight’, tratto dall’inchiesta del reporter premio PulitzerWalter Robinson, che ha smascherato la pedofilia della Chiesa Cattolica negli Stati Uniti, i giornalisti Mathieu Martiniere e Mathieu Périsse, del collettivo WeReport, hanno deciso di avviare una nuova indagine. Questa volta sulla Chiesa francese. In collaborazione con molteassociazioni locali, alle quali si rivolgono le vittime di stupri e violenze sessuali, i due reporter hanno incontrato diversi ecclesiastici accusati ma mai denunciati. I casi di pedofilia scoperti da WeReport erano riportati soltanto su piccole testate locali. Al momento si aggirano intorno ai 100. Nessun accenno sulla stampa nazionale. Alcune denunce giacciono su giornali di Lione o di Toulouse dagli anni ’50-60.

    Alla domanda di Mediapart, che li ha intervistati in esclusiva, Périsse risponde: “Da secoli la Chiesa lavora sulla nozione di ‘scandalo’, quella verità da nascondere ai cittadini per non dare il cattivo esempio – e continua – non è ammesso nel clero parlare di violenze sessuali né di pedofilia”. Questa sarebbe la ragione per cui, come racconta il film tratto dall’inchiesta di Robinson del 2002 (500 bambini violentati), la Chiesa preferisce appellarsi alla giustizia interna, quella canonica, piuttosto che a quella civile, per evitare di indebolire il suo potere istituzionale.

    La tecnica dell’esfiltrazione

    Negli ultimi tempi Papa Francesco ha emanato una legge di sua iniziativa (Motu Proprio), che prevede l’espulsione di ecclesiastici “negligenti”, aggettivo scelto e diffuso sui media nazionali. Ma perché i titoli dei giornali italiani recavano l’aggettivo “negligenti” e non altri? La tecnica di occultamento della Chiesa è la stessa descritta nel film ‘Spotlight’. In tutti i paesi la strategia è “esfiltrare discretamente i preti chiamati in causa e inabissare l’affare”.

    Alla luce delle loro inchieste, Martiniere e Périsse dichiarano che il primo segnale parte sempre dalla vittima, poi, se non si riesce ad evitare, arriva ai media e, solo ala fine alla Chiesa che, come nel caso dell’ultima legge varata dal Papa, prende provvedimenti. Il cardinale Barbarin, intervistato da Daphiné Gastaldi di Mediapart, era a conoscenza già dal 2007 dei casi di pedofilia (68) denunciati grazie alle ricerche di WeReport: è stato accusato di “dissimulazione di atti di pedofilia” e invitato a dimettersi. Grazie al lavoro di WeReport, inoltre, alcuni ecclesiastici di Toulouse sono già stati interrogati e licenziati, ma anche in questo caso, la stampa nazionale non ne ha parlato. I giornalisti si domandano se lo stesso succeda anche in Italia. Nelle prossime inchieste potrebbero occuparsene.

    Le scoperte di Walter Robinson

    Dal 2002, Walter Robinson segue l’andamento delle inchieste di molti suoi colleghi, soprattutto negli Stati Uniti e in Francia. Grazie a lui, è stata scoperta una villa nascosta nella periferia di Boston in cui si curavano segretamente ecclesiastici pedofili, un centro simile a quelli per gli alcolisti anonimi. Secondo Robinson, “per la Chiesa Cattolica di molti paesi è arrivato il momento della resa dei conti”.

    https://it.blastingnews.com/cronaca/2016/06/inchiesta-sulla-pedofilia-nella-chiesa-cattolica-e-l-ora-della-verita-00961661.html

  • “Romanzo Cardinale” Sala piena alla UBIK per lapresentazione

    “Romanzo Cardinale” Sala piena alla UBIK per lapresentazione

    Sala piena ieri sera alla Libreria UBIK di Savona per la proiezione del Docu-Film Romanzo Cardinale che svela i retroscena dell’avviso di garanzia inviato al presidente dell’APSA, il Cardinale Domenico Calcagno (ex vescovo di Savona) e degli affari, delle speculazioni immobiliari che la chiesa sta facendo in tutta Italia.

    Un altissimo gradimento da parte di tutti i presenti ma anche tanta tristezza nel vedere documentati i sotterfugi, le pressioni e l’atteggiamento di una chiesa, quella savonese che sembra non avere nulla a che fare con il vangelo, ma che si presta ad un altro dio, dio denaro.

    Ospite di eccezione Ferruccio Sansa del Fatto Quotidiano e Christian Abbondanza della Casa della Legalità.

  • Romanzo Cardinale. “Il gioco delle tre carte”

    Romanzo Cardinale. “Il gioco delle tre carte”

    L’avviso di garanzia inviato Cardinale Domenico Calcagno, gli investimenti spericolati e le speculazioni edilizie della Diocesi savonese. E quei collegamenti con personaggi così tanto chiacchierati con i quali per anni l’istituto sostentamento clero ha fatto i suoi affari.

    Una situazione che non arriva così inaspettata perché a Savona, in più occasioni, molti avevano da tempo sollevato perplessità.

    Dall’archivio dell’ex economo don Carlo Rebagliati i documenti consegnati prima di morire a Francesco Zanardi con il preciso compito di farli avere all’autorità giudiziaria, i documenti che forse potranno fare chiarezza su quella che è stata la spericolata gestione di una diocesi, dedita a un Dio che col vangelo ha poco a che fare.

    Giovedì 9 giugno 2016, Cristian Abbondanza (Casa della legalità) e Francesco Zanardi (Rete L’ABUSO) presentano “Romanzo Cardinale”, il docu-film sugli affari e gli intrecci di una chiesa decisamente poco francescana.

  • Mea Maxima Culpa – Silenzio nella casa di Dio

    Mea Maxima Culpa – Silenzio nella casa di Dio

    Il documentarista Alex Gibney racconta la vicenda del pedofilo americano padre Lawrence Murphy, per poi spostarsi in Europa, dove svela casi simili avvenuti in Irlanda e Italia.

    Terry Kohut, Gary Smith, Pat Kuehn e Arthur Budzinski a dispetto delle apparenze, in comune hanno il fatto di essere tutti quanti taken. Con la serie fantascientifica spielberghiana, il documentario di Alex Gibney condivide l’idea che le quattro persone intervistate siano state segnate indelebilmente da un contatto ‘alieno’. Il più odioso, che gli ha svuotato e profanato il corpo, abbandonandoli in bilico sull’abisso e davanti a un mondo avvilito. Terry, Gary, Pat e Arthur avevano pochi anni quando Padre Lawrence Murphy esercitò la pratica del dominio nella completa abiura di ogni volontà.
    Padre e poi direttore della St. John’s School di Milwaukee nel Wisconsin, Lawrence Murphy tra il 1950 e il 1974 ha abusato sessualmente di circa duecento bambini audiolesi senza affrontare mai nessun processo canonico e morendo ‘in pace’ dentro l’abito talare. Udente che conosceva il linguaggio dei segni, praticava la pedofilia insieme alla preghiera, comunicando le bocche che prostituiva e consumando in fretta miseri piaceri dentro notti senza fine. Ufficio, confessionale, dormitorio questi i luoghi dove l’irragionevolezza dei suoi desideri incontrava bambini senza pelle e senza voce protetti solo dal resistente potere della loro fanciullezza.

    Ognuno di quei bambini adesso è cresciuto e fa i conti in privato e davanti alla camera di Alex Gibney con la scoperta deflagrante di essere stati sedotti, usati e abbandonati a un destino che hanno sopportato con dignità e coraggio e che non hanno mai smesso di denunciare coi volantini naïf dell’infanzia, con le tuonanti lettere al Vaticano, con le richieste dirette a Murphy di consegnarsi alle autorità, con le innumerevoli pratiche legali.

    Muovendo dalle testimonianze di Terry, Gary, Pat e Arthur, il regista americano, già pratico della corruzione umana (Taxi to the Dark Side, Park Avenue), indaga e confronta i casi di pedofilia clericale verificatisi in America e in Europa, rivelando la copertura sistematica e largamente diffusa da parte della Santa Sede di stupri e crimini sessuali contro i bambini. Dagli States all’Irlanda, da padre Murphy a padre Walsh, passando per il Messico di Marcial Maciel, amico di Wojtyla ma inviso a Ratzinger, Mea Maxima Culpa dà voce alle vittime e argomenta il dossier di oltre diecimila pagine presentato alla Corte penale internazionale dell’Aja dalla SNAP (Survivors Network of those Abused by Priests) e dalla Ong americana Center for Costitutional rights. Destinatari dell’accusa di “crimini contro l’umanità per aver coperto i reati di pedofilia”, il Vaticano, i suoi vertici e Papa Benedetto XVI, che anche dimissionario potrà contare sull’immunità diplomatica in base alle norme dei Patti Lateranensi.

    Joseph Ratzinger è giudicato responsabile dalla SNAP di non aver mai preso provvedimenti severi contro gli esponenti del clero che hanno tradito la cura pastorale dei bambini e di essere firmatario dell’epistola De delicti gravioribus, che informa sulle procedure da adottare nei casi di pedofilia clericale. In quella lettera si ribadisce il vincolo del segreto pontificio da mantenere durante la procedura investigativa e processuale. Pena la scomunica. Nel silenzio sono state allora violate altre vite e altre infanzie, che portano scritto sul corpo il loro grido di aiuto ma a cui il mutismo non ha impedito di alzare la voce. Il delicato tema degli abusi trattato da Alex Gibney espone il suo documentario a un perenne sbandamento emozionale, dove la sostanza rappresentata finisce per distrarre dalla forma e dal linguaggio.

    L’articolazione narrativa inframezza il racconto orale dei testimoni con la ‘ricostruzione’ didascalica dei fatti, meno efficace delle interviste a causa del carico di messa in scena. La dialettica fra il racconto coniugato al passato e i luoghi e i volti ripresi al presente sembra pertanto soffrire l’assenza di un’idea chiara e univoca di progetto estetico. Mea Maxima Culpa dice comunque bene del Male e del tramonto del padre, di tutti quei ‘padri’ che hanno confuso i confini tra l’umano e il bestiale, abdicato al puro dono della cura, tradito il sentimento legato alla bontà e alla bellezza, infilando la buia notte di un mondo senza Dio.

    https://www.mymovies.it/film/2012/meamaximaculpasilenzionellacasadidio/

  • Don Rebagliati, monsignor Scarano e il cardinale Domenico Calcagno. Il Docu-Film

    Don Rebagliati, monsignor Scarano e il cardinale Domenico Calcagno. Il Docu-Film

    Il Docu-Film Giovedì 9 giugno ore 18 Libreria UBIK Savona

    Ancora una volta la chiesa savonese finisce sulle pagine delle cronache nazionali ed estere, l’ennesimo scandalo che questa volta coinvolge oltre alla Diocesi uno dei più potenti cardinali, monsignor Domenico Calcagno, ex vescovo di Savona e oggi presidente dell’APSA (amministrazione del patrimonio della sede apostolica).

    Un’indagine partita nel 2011 grazie al coraggio e alle denunce di don Carlo Rebagliati, suo economo ai tempi in cui era vescovo di Savona. Rebagliati voleva vederci chiaro su alcuni affari, speculazioni e legami con aziende molto chiacchierate con le quali la Diocesi faceva affari.

    A soli due anni dall’arrivo di Calcagno a Savona, Rebagliati chiese di essere dimesso da tutti gli incarichi, temeva di rimanere coinvolto in quei traffici. Ma Calcagno, ben 2 volte gli negò le dimissioni lasciandolo di fatto senza poteri, ma giuridicamente responsabile dell’economato.

    A Savona qualcuno mise in giro la voce che Rebagliati fosse “pazzo” per via di ciò che sosteneva e che aveva denunciato all’Autorità Giudiziaria savonese.

    Pochi mesi dopo la sua morte però, da tutt’altra parte d’Italia, a Salerno, viene arrestato un contabile dell’APSA, monsignor Nunzio Scarano che agli inquirenti racconterà non di riciclaggio su conti APSA, ma anche di traffici e di finte donazioni che hanno una somiglianza impressionante con quelli che Rebagliati raccontava a Savona. Scarano accuserà i suoi superiori di essere stati a conoscenza di quanto accadeva.

    Tra questi anche il presidente dell’APSA monsignor Domenico Calcagno, oggi indagato a Savona per malversazione.

    Grazie alla carte interne alla Diocesi savonese e alle memorie che don Rebagliati lasciò a Francesco Zanardi con il preciso ordine di consegnare alla procura, oggi siamo stai in grado di ricostruire, anche grazie all’aiuto di un revisore contabile, quanto potrebbe essere accaduto e come funziona quel sistema che veniva chiamato “il gioco delle tre carte”.

    Giovedì 9 giugno presso la Libreria UBIK di Savona, la Rete L’ABUSO e la Casa della Legalità (osservatorio sulle mafie) presentano “Romanzo Cardinale” il docu-film, dedicato alla memoria di don Carlo Rebagliati, nel quale si ricostruisce la vicenda che oggi ha portato gli inquirenti savonesi all’indagine.

    Interverranno Francesco Zanardi, portavoce della Rete L’ABUSO, Christian Abbondanza, Presidente della Casa della Legalità e Ferruccio Sansa, giornalista del Fatto Quotidiano che pochi mesi prima della morte di Rebagliati raccolse le sue dichiarazioni.

    Un documento prodotto da Francesco Zanardi, Christian Abbondanza e Mario Molinari.

    Si ringrazia per la collaborazione; Ferruccio Sansa, Mimmo Lombezzi, WWF Savona, Ernesto Johansson per l’elaborazione dei dati contabili, Francesca Lagatta per l’ufficio stampa.

    L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook della Rete L’ABUSO https://www.facebook.com/retelabuso/

    Per informazioni ufficiostampa@retelabuso.org

  • Vescovi Usa contro la legge anti-pedofili

    Vescovi Usa contro la legge anti-pedofili

    La denuncia dei media: spesi 2 milioni di dollari per mantenere la prescrizione sugli abusi

    La Conferenza Episcopale statunitense, guidata dal cardinale arcivescovo di New York Timothy Dolan, ha speso tra il 2007 ed il 2015 ben 2,1 milioni di dollari per affidare ad una società di lobbisti il compito di bloccare l’approvazione di una legge, «Child Victims Act» che avrebbe reso piu’ semplice alle vittime dei preti pedofili fare causa alla chiesa cattolica. Lo ha scritto il New York Daily News citando documenti statali. Uno dei punti più osteggiati è l’eliminazione della prescrizione per gli abusi sessuali su minori e l’apertura di una «finestra» di un anno per le vittime che non possono più fare causa in base alla legge vigente.

    La notizia ci riporta in pieno nella realtà magistralmente descritta nel film premio Oscar 2016 di Tom McCarthy «Il caso Spotlight» che ripercorre la storia vera trame vere di un’inchiesta realizzata tra il 2001 e il 2002 da un team di giornalisti del Boston Globe, che fece conoscere prima alla città (con la metà degli abitanti di religione cattolica) poi al mondo intero gli abusi sessuali su minori commessi da circa 90 sacerdoti cattolici e mai denunciati dalle autorità ecclesiastiche bostoniane. L’inchiesta del film si allarga fino a toccare molti altri e sempre più importanti esponenti della Chiesa cattolica di Boston, che furono poi accusati di aver coperto quegli abusi, temendone le ripercussioni mediatiche.

    Le inchieste del team Spotlight portarono in seguito alle dimissioni di Bernard Francis Law, arcivescovo di Boston dal 1984. Law si dimise – dopo molte pressioni – perché accusato di non aver denunciato pubblicamente i casi di pedofilia raccontati dal Boston Globe. Sacha Pfeiffer (Rachel McAdams, nel film) ha detto che la storia del film si conclude nel momento giusto, altrimenti «avrebbe dovuto raccontare le dimissioni di Law e la quasi bancarotta dell’arcidiocesi di Boston».

    Michael Rezedes (Mark Ruffalo, nel film) ha detto, sempre parlando del momento in cui finisce Il caso Spotlight: «A quel punto la diga era esplosa. C’erano tutte queste vittime che pensavano di essere sole e soffrivano in silenzio. All’improvviso si sono rese conto di non essere sole. All’improvviso molte di loro volevano parlarne».

    Dal momento in cui finisce il film a oggi ci sono stati soprattutto tribunali, denunce e sentenze. Dal luglio 2003 l’arcivescovo di Boston è lo statunitense Sean O’Malley, che si era già occupato di casi di pedofilia in altre diocesi. Nel settembre 2003 l’arcidiocesi di Boston pagò circa 85 milioni di dollari come risarcimento nei confronti di molte delle vittime di abusi e nell’agosto 2011 l’arcidiocesi di Boston ha pubblicato una lista con i nomi di 159 preti accusati di pedofilia. BBC scrive che il lavoro del team Spotlight fece partire «un effetto domino globale che ha portato a successive inchieste» in altre parti del mondo.

    Ora la notizia apparsa sul New York Daily News riaccende i riflettori sul vergognoso cerchio di omertà sulla pedofilia della Chiesa cattolica in Usa. Ancora non si è spenta negli States la richiesta ai vescovi Usa di di papa Francesco che ha visitato il paese nel settembre 2015: « Mai più crimini di pedofilia» Nel suo discorso ai vescovi incontrati nella cattedrale di San Matteo a Washington, il Pontefice ha ribadito che ci sono «alcune questioni che non è lecito mettere a tacere» come la pedofilia, la «ferita aperta» nel fianco della Chiesa. «Non si ripetano mai più i crimini» ha detto Bergoglio « ho accompagnato il vostro generoso impegno per guarire le vittime, consapevole che nel guarire siamo pur sempre guariti».

    P. Ser.

    http://www.iltempo.it/esteri/2016/06/01/vescovi-usa-contro-la-legge-anti-pedofili-1.1545508

  • Romanzo Cardinale: E don Rebagliati disse basta al vescovo Calcagno.

    Romanzo Cardinale: E don Rebagliati disse basta al vescovo Calcagno.

    Don Carlo Rebagliati, economo della diocesi di Savona lamentava operazioni speculative secondo lui azzardate ed eccessive e lui, in quanto economo ne era penalmente responsabile. Raccontava di un sistema, il così detto “gioco delle tre carte” , fu per questo che ben due volte chiese all’allora vescovo Domenico Calcagno, di potersi dimettere, ma le dimissioni furono respinte.

    Di Rebagliati si diceva anche che fosse pazzo…

    E quei soci dell’INCISA così tanto chiacchierati con i quali per anni l’istituto sostentamento clero ha fatto i suoi affari. Gli avvisi di garanzia degli ultimi giorni forse non sono così inaspettati perché a Savona, in più occasioni, molti avevano da tempo sollevato perplessità, qualcuno le aveva pure scritte.

    Proprio pochi giorni dopo la morte di Rebagliati, a Salerno, viene arrestato monsignor Nunzio Scarano un alto funzionario, contabile dell’APSA (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica). L’accusa nei suoi confronti è di aver utilizzato conti APSA per fare riciclaggio. Il sistema usato è davvero molto simile a quello che Rebagliati chiamava “gioco delle tre carte”.

    In un’intervista a Repubblica, Scarano dichiarerà; “L’Apsa era diventata come una proprietà privata, che non portava più servigi alla Chiesa né opere di carità”.

    Si scoprirà che l’APSA ha caratteristiche analoghe allo IOR, ma meno clienti. Secondo Scarano solo 23 conti per pochi potenti, di cui 15 riconducibili a vescovi e cardinali, altri 8 riconducibili a laici. Nel Portfolio 339 dell’Apsa, c’erano per esempio quattro conti su cui il banchiere Giampietro Nattino (proprietario della Banca Finnat) si muoveva autonomamente.

    Un viaggio che secondo Rebagliati partiva anche da Savona, passando per Salerno arrivava in Vaticano e si fermava ad uno sportello bancario che questa volta non si chiama IOR, ma APSA.

    Dall’archivio dell’ex economo don Carlo Rebagliati i documenti che forse potranno fare chiarezza Anche sui fatti che la cronaca savonese ci sta ultimamente proponendo.

    Giovedì 9 giugno 2016, Cristian Abbondanza (Casa della legalità) e Francesco Zanardi (Rete L’ABUSO) presentano “Romanzo Cardinale”, il docu-film sugli affari e gli intrecci di una chiesa decisamente poco francescana.

    Rete L’ABUSO

  • Romanzo Cardinale, il docu-film sugli “investimenti” del Cardinale Domenico Calcagno . Giovedì 9 giugno, Libreria UBIK Savona

    Romanzo Cardinale, il docu-film sugli “investimenti” del Cardinale Domenico Calcagno . Giovedì 9 giugno, Libreria UBIK Savona

    L’avviso di garanzia inviato Cardinale Domenico Calcagno, gli investimenti spericolati e le speculazioni edilizie della Diocesi savonese.

    E quei collegamenti con personaggi così tanto chiacchierati con i quali per anni l’Istituto Sostentamento Clero ha fatto i suoi affari.
    Una situazione che non arriva così inaspettata perché a Savona, in più occasioni, molti avevano da tempo sollevato perplessità.
    Dall’archivio dell’ex economo don Carlo Rebagliati i documenti consegnati prima di morire a Francesco Zanardi con il preciso compito di farli avere all’autorità giudiziaria, documenti che forse potranno fare chiarezza su quella che è stata la gestione di una diocesi, dedita a un Dio che col vangelo ha poco a che fare.
    Giovedì 9 giugno 2016, Cristian Abbondanza (Casa della legalità) e Francesco Zanardi (Rete L’ABUSO) presentano “Romanzo Cardinale”, il docu-film sugli affari e gli intrecci di una chiesa decisamente poco francescana.

  • Pedopornografia, 4 anni a sacerdote brindisino: nel 1991 era stato condannato per pedofilia

    Pedopornografia, 4 anni a sacerdote brindisino: nel 1991 era stato condannato per pedofilia

    di SONIA GIOIA

    BRINDISI – Dopo l’arresto è arrivata anche la condanna per l’ex cappellano dell’ospedale Perrino di Brindisi accusato di detenzione di foto e film pedopornografici: don Franco Legrottaglie, 67enne originario di Ostuni, è stato condannato a quattro anni con rito abbreviato. La sentenza del giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Lecce tiene conto della riduzione di un terzo prevista dalla formula breve con cui è stato celebrato il processo.

    Nel computo del gup ha pesato l’aggravante della recidiva, visto che il prete era già stato condannato a un anno e dieci mesi di reclusione per atti di libidine nei confronti di due minorenni: fatti che risalgono al 1991. Le indagini a carico del sacerdote – uno dei quattro prelati brindisini finiti sotto inchiestaper reati legati alla sfera sessuale – sono partite dalla iniziativa di un confidente della polizia.

    L’uomo, per ragioni assolutamente top secret, riuscì a impossessarsi dei file a luci rosse contenute

    nel personal computer del cappellano: dopo avere trasferito tutto il materiale di natura esclusivamente pedopornografica su una chiavetta, lo consegnò alla polizia. La polizia postale ha accertato successivamente che quel materiale era di fatto riconducibile al pc di proprietà del prelato che è finito in manette il 26 novembre dello scorso anno. La sentenza di condanna porta la firma del gup Simona Panzera, che ha accolto la richiesta di condanna del pm Maria Vallefuoco.

    http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/05/09/news/prete_condannato-139436761/
  • Francia, i gesuiti: sulla pedofilia a rischio la credibilità della Chiesa

    Francia, i gesuiti: sulla pedofilia a rischio la credibilità della Chiesa

    La rivista Études affronta il nodo degli abusi sessuali e rileva come la reputazione dell’istituzione troppo spesso venga prima dell’ascolto delle vittime, mentre le norme introdotte da Benedetto XVI e Francesco con difficoltà trovano applicazione a livello locale. E’ invece importante che i ragazzi sotto choc siano aiutati a parlare, a liberarsi di un’esperienza tanto traumatica. Il potere della Chiesa deve essere al servizio dei più deboli.

    FRANCESCO PELOSO – CITTA’ DEL VATICANO

    «Études», la rivista dei gesuiti francesi, nel suo numero in uscita a maggio, interviene con un editoriale dal titolo «La verità vi renderà liberi» sul tema pedofilia nella Chiesa. Il testo trae spunto da una serie di eventi e di fatti di cronaca che hanno rimesso al centro del dibattito pubblico il tema degli abusi sui minori. Eventi come il film «Spotlight», vincitore del premio Oscar, che racconta la celebre inchieste del «Boston Globe» del 2001 sull’insabbiamento da parte della diocesi dei tanti casi di abuso su minori verificatisi in lungo arco di tempo. La vicenda si concluse con le dimissioni dell’arcivescovo dalla città americana, il cardinale Bernard Law. Poi c’è stata la testimonianza del cardinale George Pell, prefetto della Segreteria per l’economia, di fronte alla «Royal commission» australiana che indaga sul fenomeno degli abusi sui minori nel Paese, nella Chiesa e non solo. La testimonianza del cardinale ha suscitato clamore e attenzione a livello mondiale. Infine ha avuto eco mediatica la chiamata in causa del cardinale Philippe Barbarin di Lione da parte della giustizia francese, con l’accusa di aver coperto alcuni episodi di abuso, vicende alle quali fra l’altro la Chiesa francese sta provando a rispondere.

    Secondo Etudes vanno sottolineati alcuni punti: intanto lo scandalo degli abusi oltre alla gravità in sé, al danno enorme che provoca alla vittima, getta discredito sulla morale cattolica e su quella sessuale in particolare, una morale molto esigente, che esce danneggiata nella sua proposta da vicende di questo tipo. «Ne va – si afferma – della stessa testimonianza cristiana». Quindi si precisa che l’imposizione del silenzio alla vittima, circostanza emersa in tanti casi, soprattutto in quelli meno recenti, equivale ad abusare una seconda volta di quest’ultima. E ancora si mette in luce come troppe volte prevalga, nelle diocesi, nel clero, la preoccupazione per il buon nome dell’istituzione rispetto al crimine commesso, alla violenza subita dal minore. Per altro le varie norme e la sensibilità introdotte sulla materia da Benedetto XVI e da Francesco, non trovano sempre riscontro nella realtà delle chiese locali, il clericalismo ha ancora la meglio (e non va confuso con l’obbedienza).

    «Da Benedetto XVI in avanti – si legge nel testo – la dottrina ufficiale della Chiesa è chiara e ferma nel condannare questi atti, nella necessità di segnalare alla giustizia i preti potenzialmente colpevoli, nello stabilire la loro esclusione da ogni attività con i giovani e l’eventuale sospensione dallo stato clericale. Ma resta una distorsione fra i principi e la pratica». «Troppo spesso, ancora – si osserva – la volontà di proteggere la reputazione dell’istituzione ha la meglio sulla cura e l’ascolto effettivo delle vittime», al contrario la cultura del segreto impone il silenzio laddove la parola sarebbe liberatoria. Anche nelle società secolarizzate, si spiega, la Chiesa resta una istituzione educativa di riferimento, e non verrà perdonata a causa delle contraddizioni fra l’esigenza alta del suo messaggio, e i comportamenti di coloro che sono incaricati di diffonderlo. Si delinea poi il quadro psicologico dell’abuso sul minore; quest’ultimo per la vergogna e lo choc tende a non raccontare quanto gli è accaduto, anche per molto tempo. Tanto più è necessario allora, è la valutazione, ascoltare le vittime. Al contrario «imporre il silenzio alla vittima, o anche dargli la sensazione che le sue parole ’disturbano’, equivale ad abusarla una seconda volta».

    «Lo scandalo della pedofilia clericale» ci mostra il prete inteso come ’uomo di Dio’, che vive separatamente, in modo differente dagli altri uomini. «Il ragazzo che lo vede come tale – prosegue l’editoriale – perché gli viene presentato così, è portato a donargli tutta la sua fiducia. Abusare di questa fiducia e imporgli una relazione di dominio che vìola la sua intimità, significa distruggere nel ragazzo ogni capacità di stabilire con gli altri un’autentica relazione di fiducia. Colui che si credeva un amico ha invece le sembianze di un predatore».

    Si fa quindi riferimento al Vangelo e al fatto che Gesù stesso si presenta come colui che accoglie i bambini, che li riconosce come persone e non come oggetto di cui disporre a proprio piacimento. «Quando le vittime sono invitate ad esprimersi in piena libertà se ne vedono i frutti positivi E’ il caso della Germania dove, nel 2009, l’episcopato ha attivato un numero di telefono per raccogliere le loro testimonianze». In molti Paesi sono poi state istituite commissioni indipendenti grazie al lavoro delle quali sono venuti alla luce fatti che gravavano sulla memoria delle vittime. L’editoriale ricorda inoltre come presso l’Università Gregoriana di Roma sia stato creato un Centro di protezione per l’infanzia, lanciato nel febbraio del 2015, il cui obiettivo è quello di formare dei responsabili della Chiesa per far fronte al problema e sviluppare dei programmi di prevenzione. In Francia, poi, il vescovo di Orleans, monsignor Jaques Blanquart, ha promosso una struttura d’accoglienza formata da volontari fra cui si trovano anche uno psicanalista, un terapeuta, e una persona che ha subito abusi in passato, c’è poi un numero verde per le vittime. «Nella tradizione cristiana – è la conclusione – il potere deve essere messo al servizio dei più deboli. Ne va della coerenza del messaggio».

    http://www.lastampa.it/2016/05/07/vaticaninsider/ita/nel-mondo/francia-i-gesuiti-sulla-pedofilia-a-rischio-la-credibilit-della-chiesa-IZMKIRYLSiQxCGbzkWzngL/pagina.html