Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Preti pedofili: quando c’è il diavolo sotto la tonaca

    Preti pedofili: quando c’è il diavolo sotto la tonaca

    Negli Stati Uniti le vittime dei preti pedofili hanno messo la Chiesa in ginocchio. In Italia, invece, i fedeli scendono in piazza per difendere coloro che sono stati bollati dalla giustizia come orchi. È successo a Firenze con Roberto Berti, condannato dalla Congregazione per la dottrina della fede per molestie sessuali.

    Molti amici dell’ex parroco di Ginestra Fiorentina non hanno creduto alle accuse e si sono schierati dalla sua parte. Finché l’arcivescovo, Giuseppe Betori, ha fatto affiggere la sentenza di condanna nella bacheca parrocchiale, mettendo a tacere quanti sostenevano che don Berti fosse stato addirittura assolto.
    Manifestazioni di solidarietà anche a Roma per Ruggero Conti, il parroco di Selva Candida accusato di pedofilia, atti sessuali con minorenni e prostituzione aggravata. Al processo si sono presentati decine di giovani indossando magliette con la scritta “don Ruggero, ti vogliamo bene”, mentre le presunte vittime venivano dileggiate.

    In Vaticano c’è sconcerto: Benedetto XVI ha scelto la linea dura contro i preti pedofili. Ma sempre più spesso deve fare i conti con i fedeli che difendono i sacerdoti accusati di abusi e manifestano per loro con cartelli e striscioni. Su Berti l’ex Sant’Uffizio non ha avuto dubbi: accusato di molestie sessuali nei confronti di cinque minorenni, il parroco è stato condannato a 8 anni di domicilio coatto a Trento, in una casa per il recupero di preti con problemi psichici, unito al divieto assoluto di svolgere attività pastorale.
    Berti era stato sollevato il 6 giugno 2008 dalla guida della sua nuova parrocchia di San Mauro a Signa, a seguito di una denuncia per molestie sessuali. In base alle norme sulla tolleranza zero varate nel 2001 dal cardinale Ratzinger (allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede), il processo canonico a carico di Berti è stato affidato all’ex Sant’Uffizio. Per più di un anno non si è saputo ufficialmente nulla. Nel frattempo venivano ascoltati a Roma il prete fiorentino e i suoi accusatori: giovani nati tra il 1977 e il 1986 che hanno riferito di aver subito le attenzioni e le molestie del parroco di Ginestra tra il 1990 e il 2001.

    Ma il silenzio e la riservatezza nella quale si è svolto il processo canonico a carico di Berti sono diventati un boomerang per la curia e per le stesse vittime delle molestie. Nelle due parrocchie della periferia fiorentina si è diffusa la voce che il prete era stato prosciolto e le accuse si erano rivelate infondate. Qualcuno ha anche cominciato a dubitare della buona fede degli accusatori. Impossibile persino ricorrere all’autorità giudiziaria perché, dal punto di vista penale, i reati di molestie contestati al sacerdote risultavano già prescritti.

    Insomma, per qualche mese gli innocentisti hanno avuto buon gioco a sostenere che si era trattato di una bolla di sapone, mentre i colpevolisti sono finiti sotto accusa. Da qui è nata la richiesta dell’arcivescovo di Firenze di rendere pubblica la sentenza di condanna. Il nuovo parroco di Ginestra Fiorentina, James Savarirajan, domenica 8 novembre ha affisso in bacheca il pronunciamento della Congregazione per la dottrina della fede. Tuttavia, neanche questo gesto clamoroso è bastato a mettere fine alle polemiche: mentre i colpevolisti hanno diffuso la notizia ai giornali locali, gli amici di Berti hanno accusato la curia di aver creato “scandalo “ pubblicando la sentenza.

    Ancora più pesante la situazione a Selva Candida, periferia nord di Roma, diocesi di Porto – Santa Rufina.
    Il parroco della Natività di Maria Santissima, Ruggero Conti, 56 anni, è finito in carcere a Regina Coeli. Sette, secondo l’accusa, le giovani vittime dei presunti abusi sessuali compiuti dal sacerdote tra il 1998 e il marzo 2008. Per il pm, Francesco Scavo, gli adolescenti sarebbero stati indotti dal sacerdote a compiere o subire atti sessuali in cambio di denaro e capi di abbigliamento.

    Ma don Ruggero è difeso persino dalle madri: “Per i nostri figli è stato come un padre” dicono alcune di loro. E puntano il dito invece contro l’ex viceparroco, Claudio Peno Brichetto. È lui a parlare per primo dei comportamenti di don Ruggero al vescovo di Santa Rufina, Gino Reali, ma viene trasferito in un’altra chiesa, mentre il parroco accusato di pedofilia resta al suo posto. Don Claudio non si dà per vinto e si rivolge a un’associazione antipedofilia, Caramella buona, con sede a Reggio Emilia.

    I dirigenti dell’associazione informano l’autorità giudiziaria. I carabinieri mettono sotto controllo il telefono di don Ruggero, prendono nota degli sms che invia ai ragazzi, controllano il suo computer e i siti che abitualmente frequenta, raccolgono le prime testimonianze. Così, nel giugno 2008, scattano le manette: il parroco di Selva Candida finisce prima agli arresti domiciliari, poi a Regina Coeli.

    Ma la vicenda assume subito una coloritura politica: don Ruggero, infatti, era stato scelto in campagna elettorale dal sindaco Gianni Alemanno come garante per le politiche della periferia e della famiglia. Tanto che la costituzione del Comune di Roma come parte civile nel processo contro il sacerdote è diventata un giallo. Alla prima udienza contro don Ruggero, il 16 giugno scorso, il comune non si è presentato.
    Alemanno sostiene di avere dato mandato al Dipartimento promozione dell’infanzia di provvedere alla costituzione in giudizio. Ora la dirigente del dipartimento è stata sospesa e il comune, il 27 ottobre, si è costituito contro don Ruggero (la prossima udienza sarà il 26 novembre).

    Nel frattempo sono arrivate anche minacce di morte: buste con proiettili indirizzate al pm Scavo, a Mario Staderini, neoleader dei Radicali italiani (anch’essi parte civile nel processo), e a Roberto Mirabile, presidente di Caramella buona.
    E spuntano pure testimoni contro don Claudio, il grande accusatore di don Ruggero. Tra questi Antonio Savaiano: afferma che il giovane viceparroco gli avrebbe offerto 300 euro per bruciare la macchina di don Ruggero. Accuse tutte da provare. Intanto il presidente della VI sezione del tribunale penale, Luciano Pugliese, ha stabilito che il processo si svolgerà a porte chiuse.
    Ma lo scontro tra innocentisti e colpevolisti continua.

    MIGLIAIA DI CASI
    4.392 sacerdoti denunciati per pedofilia negli Usa.
    2,6 miliardi di dollari: il totale dei risarcimenti pagati fino a questo momento alle vittime dei preti pedofili negli Stati Uniti.
    1.700 preti accusati di violenze, orge e uso di droga in Brasile a danno dei bambini piccoli.
    800 sacerdoti, religiosi e suore chiamati a rispondere di 30 mila casi di abusi sessuali in Irlanda.
    1,1 miliardi di euro di risarcimenti richiesti dalle vittime dei sacerdoti pedofili in Irlanda.
    107 preti e religiosi condannati in Australia per abusi sui minorenni.
    73 casi di presunti abusi sessuali su minori e più di 235 le vittime di sacerdoti e religiosi pedofili in Italia. Polonia, Gran Bretagna, Austria, Francia, Croazia gli altri paesi europei più colpiti dalla piaga della pedofilia nella Chiesa.

    Ignazio Ingrao

    http://archivio.panorama.it/archivio/blog/italia/2009/11/20/preti-pedofili-quando-ce-il-diavolo-sotto-la-tonaca

  • Don Roberto Berti è stato riconosciuto colpevole di molestie sessuali e psicologiche su minori. Betori fa affiggere la sentenza nella bacheca della chiesa di Ginestra

    Don Roberto Berti è stato riconosciuto colpevole di molestie sessuali e psicologiche su minori. Betori fa affiggere la sentenza nella bacheca della chiesa di Ginestra

    FIRENZE – «Colpevole di molestie sessuali e psicologiche su minori». Questa la sentenza nei confronti di don Roberto Berti, ex parroco della parrocchia dell’Immacolata Concezione di Ginestra Fiorentina dal 1990 al 2001 e di San Mauro a Signa dal 2001 al 2008.

    La Congregazione della dottrina della fede ha riconosciuto il prete colpevole di pedofilia durante il suo mandato parrocchiale ed ha ufficializzato l’allontanamento dalla diocesi fiorentina, che era già avvenuto da tempo. Don Berti è ora obbligato a vivere, vigilato, in una struttura ecclesiastica fuori dalla diocesi.

    LA SENTENZA – La sentenza è stata notificata dall’arcivescovo di Firenze monsignor Giuseppe Betori in una lettera inviata nei giorni scorsi a don James Savarirajan, parroco delle chiese di Ginestra Fiorentina e Carcheri. «Essendosi concluso il procedimento nei suoi riguardi, ritengo doveroso rendere noto alla comunità parrocchiale interessata che don Roberto Berti, a seguito di processo canonico penale amministrativo, è stato riconosciuto colpevole di molestie sessuali e psicologiche su minori e, in ottemperanza a indicazioni della Congregazione per la dottrina della fede, ho emesso e notificato una sentenza che prevede per il sacerdote la residenza obbligata, in regime di vigilanza, in una struttura fuori dalla diocesi di Firenze per un percorso di recupero spirituale e psicoterapeutico. L’arco di tempo complessivo previsto per portare a termine il programma di recupero sarà di otto anni. In questo periodo don Berti è escluso da ogni attività pastorale. Al termine degli otto anni la Congregazione per la dottrina della fede riesaminerà la situazione, valutando se il cammino di rigenerazione spirituale e psicologica avrà ottenuto i risultati sperati».

    LETTERA AFFISSA IN BACHECA – Domenica 8 novembre, per volontà dello stesso arcivescovo, la lettera è stata affissa nella bacheca della chiesa di Ginestra Fiorentina. Un forte gesto pubblico, una richiesta di perdono nei confronti di una comunità colpita e ferita da una vicenda che ha lasciato nel dolore molte persone. «Nel ripensare alle grandi sofferenze che questa triste vicenda ha causato, l’Arcidiocesi ribadisce la sua vicinanza a quanti ne hanno subite le penose conseguenze e rinnova l’impegno affinché simili funesti episodi non accadano mai più, mentre accompagna con la preghiera il percorso di rigenerazione umana e spirituale del colpevole». Monsignor Betori poi conclude «chiedendo a tutti sensibilità, vicinanza a quanti hanno sofferto e soffrono, cristiano perdono e preghiera per tutti».

    Alberto Cioni

    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2009/10-novembre-2009/prete-accusato-molestie-sessuali-condannato-ex-sant-uffizio-1601990207492.shtml

  • Lodi Rizzini: “Vogliamo sollecitare una commissione di inchiesta in Parlamento”

    Lodi Rizzini: “Vogliamo sollecitare una commissione di inchiesta in Parlamento”

    Corteo contro la pedofilia clericale la Curia: “Solo azioni strumentali”

    Domani – I manifestanti partiranno dall’Istituto dei Sordomuti “Provolo” e arriveranno davanti alla Diocesi

    Lodi Rizzini:
    “Vogliamo sollecitare
    una commissione di inchiesta in Parlamento”

    Eleonora Bullegas

    IL VERONA “EPOLIS.SM – 02 Luglio 2009

    Sarà un corteo pacifico che partirà dall’istituto per sordomuti Provolo, passerà in piazza Bra e si concluderà davanti alla sede della Curia. Domani dalle ore 17 alle 20 i manifestanti, i sordomuti,

    con i loro parenti e amici, ma anche semplici cittadini, sfileranno con striscioni e cartelli “contro la pedofilia clericale”.

    SARA’ UN MODO PER RICORDARE i fatti di violenze, abusi e umiliazioni, che sarebbero stati messi a segno da religiosi e collaboratori nei confronti di una sessantina di alunni sordomuti, che si sono consumati all’interno della struttura. Marco Lodi Rizzini, portavoce del presidente dell’associazione sordomuti Provolo, Giorgio Dalla Bernardina, spiega che «la manifestazione, cui parteciperanno oltre 150 persone, non solo veronesi ma provenienti anche da Padova, Trento, Vicenza e Cremona, è promossa su iniziativa del deputato del Pd Maurizio Turco. È una iniziativa, nata anche alla luce delle dichiarazioni della Curia, che ha riconosciuto alcuni fatti accaduti. Vogliamo non solo per sensibilizzare l’opinione pubblica ma anche sollecitare una commissione di inchiesta in Parlamento. E non solo per quanto è successo a Verona, ma pure a Bologna, Firenze, Milano, Reggio Calabria, Palermo ». sordionline

    La presa d’atto di alcuni degli eventi denunciati e le scuse della Curia fatte lo scorso 28 maggio alle persone vittime degli abusi sessuali, non hanno messo la parola fine alla triste vicenda. Lodi Rizzini chiarisce che «l’associazione Provolo non è contro la Chiesa. Siamo cattolici – dice – ma non vogliamo, nè possiamo permettere che si dimentichi. Purtroppo le violenze e gli abusi sessuali contro gli ex alunni dell’istituto sono fatti realmente accaduti. Noi ci chiediamo ancora dov’era l’ente nazionale dei sordomuti, organo preposto a difenderli».

    Dalla Curia, don Bruno Fasani, portavoce del vescovo Zenti fa sapere che ritiene la manifestazione

    «una strumentale campagna ideologica anticlericale. Non capiamo dove vogliano “approdare”. Hanno scatenato lo scandalo, ma non sono ancora soddisfatti. La Curia ha provveduto a fare tutti gli accertamenti necessari ed è emerso che dei tanti fatti denunciati siano emersi due casi. Uno relativo a un prete, l’altro a due giovani, che avevano detto di aver avuto la vocazione, ma che avendo manifestato determinati comportamenti

    sono stati allontanati. Sono state dette anche tante menzogne e non escluderei, a questo punto anche qualche colpo di scena. Per quanto ci riguarda questo caso è chiuso».

    Redazione Sordionline su segnalazione di Paolo Fagnani

    Anticlericale.net, la marcia in ricordo degli abusi al ‘Provolo’

    Ci saranno Maurizio Turco e la Coscioni del Partito radicale
    Anticlericale.net, la marcia in ricordo degli abusi al ‘Provolo’
    Verona, 25 anni fa la scoperta della pedofilia nell’Istituto

    Verona – Tra gli anni Cinquanta e il 1984 all’Istituto “Antonio Provolo” di Verona si sarebbero verificati 67 episodi di pedofilia. È una storia terribile. Il vescovo di allora, Giuseppe Zenti, prima affermava: “Sono convinto che si tratta di una montatura, di menzogne”, ma qualche settimana dopo ammise i fatti, e si scusò con le vittime. E questa sera, a 25 anni di distanza, Verona ricorda questo sconvolgente episodio con una marcia in fila indiana, organizzata dallo staff del sito www.anticlericale.net. La marcia sfila da Stradone Provolo a Piazza Duomo.

    Tra gli esponenti politici che hanno assicurato la loro presenza ci sono Maurizio Turco e Maria Antonietta Farina Coscioni del Partito radiale. A guidare la marcia ci saranno il segretario di Anticlericale.net Carlo Pontesilli e il tesoriere Michele De Lucia.

    D.D.

    http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=35439&titolo=Anticlericale.net,%20la%20marcia%20in%20ricordo%20degli%20abusi%20al%20%27Provolo%27

    Sabato 04 Luglio 2009 CRONACA Pagina 13

    Abusi in istituto:
    «Serve chiarezza»

    E chiedono la commissione parlamentare

    Un lento corteo lungo corso Cavour, corso Portoni Borsari e piazza Bra, uniti da una lunga corda, per chiedere di fare chiarezza sui presunti abusi su bambini sordomuti, denunciati nei mesi scorsi dagli ex frequentatori dell’istituto «Provolo». A organizzare la manifestazione l’associazione sordomuti «Provolo», capeggiata da Giorgio Dalla Bernardina:«I sordi vogliono sensibilizzare l’opinione pubblica sui fatti di pedofilia verificatisi all’istituto per sordomuti Antonio Provolo di Verona e Chievo e recentemente portati alla luce dai media. Chiediamo che venga istituita una commissione parlamentare per il caso Provolo e altri casi similari. Chiediamo inoltre che i sacerdoti coinvolti vengano subito spretati e allontanati».
    I fatti contestati risalgono a oltre vent’anni fa. Lo stesso vescovo Giuseppe Zenti aveva ammesso che qualche caso c’era stato. Ma ora i responsabili dell’associazione sordomuti Provolo insistono «affinchè siano verificati tutti i fatti in base ai racconti delle vittime» che, a loro dire, sono molte di più di pochi casi.

    E invitano esplicitamente il vescovo Zenti a rinunciare ad avvalersi del fatto che gli episodi emersi dopo vent’anni di silenzio siano caduti in prescrizione per cercare, invece, di far emergere tutta la verità sulle vicende denunciate dai sordomuti.

    «Non siamo mai stati ascoltati», dice il portavoce dell’associazione Marco Lodi Rizzini, «e se le denunce sono venute fuori così tardi è perchè all’epoca i sordi venivano considerati anche stupidi e non venivano presi in considerazione. Ma oggi la mentalità è cambiata, anche sui disabili, e molto sulle persone sorde. E ora tante cose si possono raccontare».

    Alla manifestazione hanno preso parte i deputati radicali Maria Antonietta Farina Coscioni e Maurizio Turco nonchè Carlo Pontirolli, segretario di Anticlericale.net, un movimento per laicizzare la società. «Oggi si fa molta demagogia parlando di fasce deboli, bambini, anziani, disabili», ha detto la deputata Farina Coscioni, «ma in realtà questa politica non se ne sta occupando per niente».

    Per Turco, «è tempo che i sacerdoti rinuncino a quell’obbligo stabilito nel 1962 di tenere segrete vicende di pedofilia che li riguardano. La Curia scaligera dovrebbe rinunciare alla prescrizione e fare piena luce sui fatti del Provolo così come in Irlanda è stata fatta un’inchiesta statale per individuare gli abusi commessi da sacerdoti cattolici su minori».

  • Don Roberto Berti in uno dei suoi tipici atteggiamenti

    Don Roberto Berti in uno dei suoi tipici atteggiamenti

    San Mauro: don Roberto “si prende una pausa”

    Don Roberto Berti in uno dei suoi tipici atteggiamenti

    Che quella appena passata non fosse una domenica come le altre si era capito subito. Don Roberto Berti, infatti, reduce da un anno pastorale particolarmente stancante e dopo aver parlato con il cardinale, si è preso un periodo di riposo. Tornerà quando la situazione si sarà stabilizzata. (L’articolo completo su Metropoli Piana in edicola dal 6 giugno)

    Ginestra Fiorentina
    Parroco accusato di abusi su minori, in corso un’inchiesta
    Il sacerdote è stato denunciato dal padre di una vittima. I fatti risalgono agli anni Novanta
    28/06/2008 – 08:42
    E’ in corso “un’inchiesta canonica” sul parroco rimosso dalla curia di Firenze per abusi su minori. E’ quanto rende noto la diocesi con un comunicato, diffuso in serata, in cui si parla di “comportamenti riprovevoli di un sacerdote fiorentino in ambito sessuale risalenti agli anni Novanta”. Nella nota la diocesi precisa anche che il sacerdote “sotto inchiesta” ha accettato prontamente di “interrompere ogni servizio pastorale”. Si tratterebbe di don Roberto Berti, 52 anni, ex parroco di San Mauro a Signa. Pare che a scatenare la vicenda sia stata la denuncia del padre di una delle vittime. Le probabili violenze sembra siano avvenute nella parrocchia di Ginestra Fiorentina tra l’inizio degli anni Novanta e il 2001 e abbiano coinvolto giovani nati tra il ’77 e l’86. In corso le indagini.

  • Pedofilia clericale nella storia. 1646 soppressione dell’ordine degli Scolopi

    Pedofilia clericale nella storia. 1646 soppressione dell’ordine degli Scolopi

    Nel 1597, membro della Confraternita dei Dodici Apostoli in Roma, Josè de Calanzar fondò l’ordine dei Chierici Regolari Poveri, detti popolarmente Scolopi o Piaristi, dediti all’istruzione dei fanciulli poveri. Nel 1600 fondò le Scuole Pie, ma l’Ordie nel 1646 fu soppresso, e le loro scuole vennero chiuse. Riconosciuto nel 1622 dalla chiesa come Ordine dei Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie, e fondatore del Collegio Nazzareno, Josè de Calanzar ( in italiano Giuseppe Calasanzio) nasce in un piccolo villaggio della Spagna, Peralta de la Sal, nella regione Aragonese nel 1557. Figlio di uno dei due fabbri del paese, era uno degli otto figli di Pedro Calanzar. Calasanzio fondò a Roma nel 1600 le prime scuole gratuite per i fanciulli poveri, le Scuole Pie, per l’insegnamento delle materie professionali quali aritmetica e calligrafia, che all’epoca permettevano l’accesso ai mestieri di contabile e impiegati. Ma l’Ordine ebbe vita molto breve, coinvolto anche a causa di alcuni infiltrati della Compagnia di Gesù.

    “I Gesuiti”, (altri buoni) loro acerrimi nemici, che volevano impartire l’istruzione soltanto ai rampolli delle famiglie nobili e ricche, che ben pagavano profumatamente i loro servigi, mentre gli Scolopi, ai ragazzi poveri, l’insegnamento lo davano gratuitamente, Dai Gesuiti venivano considerati troppo semplici nel loro abbigliamento, e voto di umiltà. L’ordine fu coinvolto in provate violenze sui fanciulli, in tutte le scuole d’ Italia, ed Europa e fu bruscamente soppresso da papa Urbano VIII nel 1646, per tacitare le molteplici voci di violenze sui fanciulli, che oramai da ogni parte d’Europa, incessantemente giungevano. La storica Karen Liebreich, grazie a una meticolosa ricerca, fatta sui documenti reperiti presso l’archivio Vaticano, quello degli Scolopi a Firenze, e altri ancora, sparsi qua e la, ci dimostra come nel 1646 per i casi di pedofilia sopra citati, all’Ordine fu dichiarato lo scioglimento, ed è grazie a molti di Loro, ed in gran parte anche ai Gesuiti se nell’Europa di quei tempi, ai pederasta, si diceva che fossero affetti dal vizio fiorentino. La gerarchia ecclesiastica, riguardo agli abusi sessuali perpetrati sui bambini, dove i propri membri si trovavano coinvolti, non fu in grado di affrontare i vari scandali, che giorno dopo giorno, la vedeva sempre più coinvolta, e fu così che un gruppo di preti, si impossessò dell’ordine dei Chierici Regolari delle Scuole Pie nel 1643.

    Dire che questo gruppo fosse una organizzazione di pedofili sarebbe anacronistico, è vero però, che uno di loro, accusato di abuso sessuale su diversi ragazzini, affidati ai suoi insegnamenti, fu promosso a vicario generale di un ordine cattolico, dedicato all’istruzione dei fanciulli, con un gruppetto di preti dalla stessa tendenza che lo appoggiò, in un periodo di coscienza religiosa molto forte, e con l’assoluta complicità della S. Inquisizione e del papa. A quei tempi l’abuso sessuale sui bambini era considerato un peccato gravissimo, e fu proprio lui, San. Calasanzio, patrono di tutte le scuole cristiane, che ne ordinò il primo insabbiamento. E fu anche nominato santo. Nel 1948 Pio XII, lo dichiarò: celeste patrono universale, di tutte le scuole popolari cristiane nel mondo.

    Loro vogliono sapere sempre tutto di noi, ma nessuno di noi deve sapere ciò che loro fanno al di là di quelle mura. Nel 1965, il famigerato tribunale dell’inquisizione, venne sostituito dalla congregazione per la dottrina della fede, assumendo così apparentemente questo candido nome, ( l’allora prefetto della congregazione per la dottrina della fede, era il cardinale Joseph Ratzinger, ora PAPA ” guarda caso”con il nome di Benedetto XVI), nel tentare in quel modo, vista la pessima reputazione precedente, di prenderne le distanze. “A proposito della moltitudine di culattoni che si trovano in tutte le varie gerarchie della chiesa, a partire dal chierico, per arrivare fino alla più alta sfera” IL cardinale Ratzinger in una intervista sulla celebre lentezza del suo apparato, nell’affrontare queste e altre situazioni imbarazzanti del Vaticano disse: che potrebbe rivelarsi positivo, soprassedere sul problema, che può permettere alla situazione di decantare, di riprendersi, e quindi di chiarirle.

    http://segreti-e-bugie.blogspot.it/2008/04/chiesa-e-pedofilia.html

  • Un lungo stillicidio di storie di pedofilia nelle pagine dei giornali. Nuovi libri e vicende giudiziarie offrono per la prima volta la possibilità di approfondire anche in Italia il fenomeno ancora sommerso dei crimini contro i minori commessi da uomini di chiesa di Federico Tulli

    Un lungo stillicidio di storie di pedofilia nelle pagine dei giornali. Nuovi libri e vicende giudiziarie offrono per la prima volta la possibilità di approfondire anche in Italia il fenomeno ancora sommerso dei crimini contro i minori commessi da uomini di chiesa di Federico Tulli

    In sede penale è stato riconosciuto colpevole di aver violentato un bimbo di 14 anni. Poi è stato prosciolto perché giudicato incapace di intendere e di volere al momento del fatto. La storia di Giovanni P., il sacerdote che nel 1999 abusò di quel minore, è una delle circa 60 che dal 2000 a oggi nel nostro Paese hanno visto preti protagonisti in crimini di pedofilia. Alcuni di questi sono in attesa di giudizio, molti sono stati giudicati colpevoli di abusi sessuali almeno in primo grado. Quasi tutti indossano ancora l’abito talare e continuano “normalmente” a esercitare il magistero. Ricevendo i bambini in confessionale, facendo catechismo e così via. Padre Giovanni P. è uno di questi.

    Confessato il “peccato” e ricevuta l’assoluzione del papa, accade raramente che la Chiesa costringa un prete pedofilo ad abbandonare il sacerdozio. priest_collar_apNegli ultimi anni, in Italia, è arrivato sulle pagine di cronaca un unico caso del genere. Quello di don Lelio Cantini, parroco della chiesa Regina della Pace a Firenze fino al 2005, accusato per abusi sessuali avvenuti tra il 1973 e il 1987, denunciato nel 2004 al vescovo dai parrocchiani, e ridotto allo stato laicale, quando ormai era ultraottantenne, lo scorso ottobre. Al contrario di Cantini, Giovanni P. che di anni ne ha 46, è ancora un prete “in attività”.

    Ma, per diversi motivi, anche il suo è un caso particolare, «anzi, per quanto accaduto nel processo civile addirittura unico» racconta a left l’avvocato Luciano Santoianni, che in sede civile ha difeso la vittima, risarcita nel luglio 2008 dal prelato con oltre 40mila euro. Proprio in questo ultimo processo l’avvocato Santoianni ha posto all’attenzione del giudice l’Istruzione Crimen sollicitationis, per la prima volta in Europa citato nell’aula di un tribunale “laico”. Questo documento, emanato nel 1962 dalla Congregazione per la dottrina della fede e mai pubblicato nell’Acta apostolicae sede (la gazzetta ufficiale vaticana), per quasi mezzo secolo ha fornito al Vaticano lo strumento giuridico per coprire i crimini di pedofilia, ma anche altri tipi di violenza sessuale, derubricati dalla Chiesa come “situazioni negative”, alla stregua di atti contro la morale cattolica, insomma.

    Il Crimen, infatti, istruisce i vescovi su come devono comportarsi nel caso in cui vengano a conoscenza di violenze sessuali da parte di appartenenti al clero, imponendo loro, ma anche agli autori della violenza nonché alle vittime, di mantenere il segreto; pena la scomunica. Secondo l’avvocato, riguardo il comportamento del sacerdote ci sarebbe stata «una responsabilità oggettiva della curia di Napoli, in particolare del cardinal Giordano che, come dichiarato in sede penale da un teste, era stato messo al corrente della “stranezza” di certi comportamenti del presunto pedofilo». A quel punto la curia invece di denunciare tutto all’autorità giudiziaria si sarebbe limitata a spostare Giovanni P. in un’altra parrocchia. «Il condizionale è d’obbligo – spiega Santoianni – perché nel corso della causa civile il testimone ha ritrattato parzialmente quanto aveva dichiarato nel primo processo. “Rivedendo” in particolare tutto quello che chiamava in causa proprio la curia». Tutto ciò, prosegue Santoianni, «ha comportato che il giudice si limitasse ad acquisire il Crimen senza approfondirne la valutazione». pedof1L’avvocato è però convinto della responsabilità delle gerarchie ecclesiastiche, e per uno come lui che è sempre stato particolarmente impegnato nel sociale ed è esperto nella difesa di vittime in processi per pedofilia la battaglia non è finita.

    A questo punto tutto può decidersi nelle prossime settimane in caso di ricorso in appello. Che si fonderà sulla querela per falsa testimonianza presentata dal ragazzo nei confronti dell’autore della ritrattazione e sulla ripresentazione del Crimen sollicitationis quale causa della reticenza del teste. «Sotto l’aspetto processuale le colpe del prete sono acclarate e la presunta “omertà” del testimone non fa che aumentare i sospetti verso l’atteggiamento di chi aveva il potere di fermare padre Giovanni», conclude l’avvocato che a istruttoria in corso «di più non può dire». Così alcuni tasselli mancanti della storia vengono forniti da don Vitaliano della Sala, da sempre voce critica nei confronti della Chiesa anche per il debole atteggiamento verso la piaga della pedofilia. Secondo don Vitaliano, che sul proprio sito ricostruisce gran parte della vicenda, la tesi di Santoianni si fonda su una lettera che il teste, Franco P., un medico psichiatra e docente all’università statale di Milano, avrebbe scritto alla curia sostenendo che padre Giovanni «è affetto da disturbo bipolare di primo tipo, in fase di grave eccitamento maniacale».

    Una diagnosi che evidenziava la necessità di allontanare il sacerdote da quei servizi di catechesi particolarmente seguiti dai bambini. Il medico, in sede penale, ha quindi sostenuto di aver parlato del caso per tre volte al telefono col cardinale Giordano. Ma a oggi, dopo le due sentenze che hanno accertato la responsabilità del prete e dopo la perizia psichiatrica che ha stabilito che «il fatto è stato commesso in stato di incapacità di intendere e di volere», l’unica misura a cui è stato sottoposto il vice parroco Giovanni P. dai suoi superiori è stato il trasferimento. Per qualche tempo in un’altra parrocchia di Napoli al quartiere dell’Arenaccia. Poi in uno dei maggiori ospedali del capoluogo campano, che ogni anno ospita in media tremila bambini.

    http://federicotulli.com/…ta-in-vaticano/

  • Scomode verità in Vaticano

    Scomode verità in Vaticano

    Pubblicato da Federico Tulli su 23 Gennaio 2009

    Un lungo stillicidio di storie di pedofilia nelle pagine dei giornali. Nuovi libri e vicende giudiziarie offrono per la prima volta la possibilità di approfondire anche in Italia il fenomeno ancora sommerso dei crimini contro i minori commessi da uomini di chiesa di Federico Tulli

    In sede penale è stato riconosciuto colpevole di aver violentato un bimbo di 14 anni. Poi è stato prosciolto perché giudicato incapace di intendere e di volere al momento del fatto. La storia di Giovanni P., il sacerdote che nel 1999 abusò di quel minore, è una delle circa 60 che dal 2000 a oggi nel nostro Paese hanno visto preti protagonisti in crimini di pedofilia. Alcuni di questi sono in attesa di giudizio, molti sono stati giudicati colpevoli di abusi sessuali almeno in primo grado. Quasi tutti indossano ancora l’abito talare e continuano “normalmente” a esercitare il magistero. Ricevendo i bambini in confessionale, facendo catechismo e così via. Padre Giovanni P. è uno di questi. Confessato il “peccato” e ricevuta l’assoluzione del papa, accade raramente che la Chiesa costringa un prete pedofilo ad abbandonare il sacerdozio. priest_collar_apNegli ultimi anni, in Italia, è arrivato sulle pagine di cronaca un unico caso del genere. Quello di don Lelio Cantini, parroco della chiesa Regina della Pace a Firenze fino al 2005, accusato per abusi sessuali avvenuti tra il 1973 e il 1987, denunciato nel 2004 al vescovo dai parrocchiani, e ridotto allo stato laicale, quando ormai era ultraottantenne, lo scorso ottobre. Al contrario di Cantini, Giovanni P. che di anni ne ha 46, è ancora un prete “in attività”. Ma, per diversi motivi, anche il suo è un caso particolare, «anzi, per quanto accaduto nel processo civile addirittura unico» racconta a left l’avvocato Luciano Santoianni, che in sede civile ha difeso la vittima, risarcita nel luglio 2008 dal prelato con oltre 40mila euro. Proprio in questo ultimo processo l’avvocato Santoianni ha posto all’attenzione del giudice l’Istruzione Crimen sollicitationis, per la prima volta in Europa citato nell’aula di un tribunale “laico”. Questo documento, emanato nel 1962 dalla Congregazione per la dottrina della fede e mai pubblicato nell’Acta apostolicae sede (la gazzetta ufficiale vaticana), per quasi mezzo secolo ha fornito al Vaticano lo strumento giuridico per coprire i crimini di pedofilia, ma anche altri tipi di violenza sessuale, derubricati dalla Chiesa come “situazioni negative”, alla stregua di atti contro la morale cattolica, insomma. Il Crimen, infatti, istruisce i vescovi su come devono comportarsi nel caso in cui vengano a conoscenza di violenze sessuali da parte di appartenenti al clero, imponendo loro, ma anche agli autori della violenza nonché alle vittime, di mantenere il segreto; pena la scomunica. Secondo l’avvocato, riguardo il comportamento del sacerdote ci sarebbe stata «una responsabilità oggettiva della curia di Napoli, in particolare del cardinal Giordano che, come dichiarato in sede penale da un teste, era stato messo al corrente della “stranezza” di certi comportamenti del presunto pedofilo». A quel punto la curia invece di denunciare tutto all’autorità giudiziaria si sarebbe limitata a spostare Giovanni P. in un’altra parrocchia. «Il condizionale è d’obbligo – spiega Santoianni – perché nel corso della causa civile il testimone ha ritrattato parzialmente quanto aveva dichiarato nel primo processo. “Rivedendo” in particolare tutto quello che chiamava in causa proprio la curia». Tutto ciò, prosegue Santoianni, «ha comportato che il giudice si limitasse ad acquisire il Crimen senza approfondirne la valutazione». pedof1L’avvocato è però convinto della responsabilità delle gerarchie ecclesiastiche, e per uno come lui che è sempre stato particolarmente impegnato nel sociale ed è esperto nella difesa di vittime in processi per pedofilia la battaglia non è finita. A questo punto tutto può decidersi nelle prossime settimane in caso di ricorso in appello. Che si fonderà sulla querela per falsa testimonianza presentata dal ragazzo nei confronti dell’autore della ritrattazione e sulla ripresentazione del Crimen sollicitationis quale causa della reticenza del teste. «Sotto l’aspetto processuale le colpe del prete sono acclarate e la presunta “omertà” del testimone non fa che aumentare i sospetti verso l’atteggiamento di chi aveva il potere di fermare padre Giovanni», conclude l’avvocato che a istruttoria in corso «di più non può dire». Così alcuni tasselli mancanti della storia vengono forniti da don Vitaliano della Sala, da sempre voce critica nei confronti della Chiesa anche per il debole atteggiamento verso la piaga della pedofilia. Secondo don Vitaliano, che sul proprio sito ricostruisce gran parte della vicenda, la tesi di Santoianni si fonda su una lettera che il teste, Franco P., un medico psichiatra e docente all’università statale di Milano, avrebbe scritto alla curia sostenendo che padre Giovanni «è affetto da disturbo bipolare di primo tipo, in fase di grave eccitamento maniacale». Una diagnosi che evidenziava la necessità di allontanare il sacerdote da quei servizi di catechesi particolarmente seguiti dai bambini. Il medico, in sede penale, ha quindi sostenuto di aver parlato del caso per tre volte al telefono col cardinale Giordano. Ma a oggi, dopo le due sentenze che hanno accertato la responsabilità del prete e dopo la perizia psichiatrica che ha stabilito che «il fatto è stato commesso in stato di incapacità di intendere e di volere», l’unica misura a cui è stato sottoposto il vice parroco Giovanni P. dai suoi superiori è stato il trasferimento. Per qualche tempo in un’altra parrocchia di Napoli al quartiere dell’Arenaccia. Poi in uno dei maggiori ospedali del capoluogo campano, che ogni anno ospita in media tremila bambini.

    Mercoledì, 9 Luglio : 2008

  • Pulizie d’autunno

    Pulizie d’autunno

    Le prime denunce risalgono al 1992. Forse anche a prima. Alcuni provvedimenti erano già stati presi: recitare il salmo 51 tutti i giorni, o le litanie alla Madonna.

    Per più di dieci anni, don Lelio Cantini ha abusato dei ragazzini e delle ragazzine della sua parrocchia.

    Ne ha abusato fisicamente e psicologicamente. Ha plagiato i ragazzi per convincerli ad entrare in seminario, e diventare sacerdoti, ha plagiato le ragazzine per piegarle ai rapporti sessuali. E per questo si è servito anche di una “veggente”, una specie di perpetua che diceva di essere in quotidiano contatto con Dio e la Madonna. E la “veggente” aveva visto una nuova chiesa, fondata da don Cantini, ed un esercito di preti uscire dalla nuova chiesa, primo fra tutti Claudio Maniago, che sarebbe diventato vescovo.

    Ma non era ancora abbastanza. La nuova chiesa aveva bisogno di sostenersi, e per questo ai fedeli era richiesto un grande contributo: don Cantini spingeva le famiglie a donare appartamenti e denaro, in cambio della promessa che a loro e ai loro figli “avrebbe pensato Gesù”.

    Quando le denunce giunsero al cardinale Antonelli, il reato era ormai caduto in prescrizione anche per il diritto canonico. Ma si decise comunque per un processo amministrativo. In una lettera pubblica, il cardinale scriveva: “Don Lelio Cantini è stato riconosciuto responsabile di delittuosi abusi sessuali su alcune ragazze negli anni che vanno dal 1973 al 1987, di falso misticismo, di controllo e dominio delle coscienze”, tuttavia, a motivo della sua età avanzata e dei tanti acciacchi di cui soffriva il sacerdote, si riteneva che la “pena” delle litanie alla madonna, della proibizione di confessare per cinque anni e di una offerta annuale ad una istituzione caritativa fosse una punizione sufficiente.

    E di fronte alle vittime, che trovavano la “pena” troppo all’acqua di rose, il cardinale ribadiva: “Comprendo le vittime, ma bisogna tenere presente che la Chiesa deve dare testimonianza alla divina Misericordia e mirare soprattuto al ravvedimento del peccatore e cercare di vincere il male con la forza della mitezza”.

    Poi, come un fulmine a ciel sereno, sabato 11 ottobre, arriva a don Lelio Cantini una comunicazione dal Vaticano: ridotto allo stato laicale. Una comunicazione durissima, un provvedimento preso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede e decretata dal Papa il 19 settembre del 2008. Domenica 12 ne ha dato comunicazione ufficiale il cardinale Antonelli: «È giunto a conclusione il procedimento canonico a carico di don Lelio Cantini, protagonista di una dolorosa e scandalosa vicenda».

    Nella comunicazione di Antonelli si legge che la Congregazione ha constatato «che per lunghi anni don Lelio Cantini ha commesso il delitto di abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori, di sollecitazione a rapporti sessuali compiuto nei confronti di più persone in occasione della Confessione, l’abuso nell’esercizio della potestà ecclesiastica nella formazione delle coscienze» e che il Papa ha decretato «la pena espiatoria perpetua della dimissione dallo stato clericale con la dispensa dagli obblighi sacerdotali e ha imposto con severo precetto penale l’obbligo di dimora vigilata in spirito di preghiera e penitenza in una residenza stabilita dall’Ordinario di Firenze, sotto pena di scomunica in caso di disobbedienza».

    Un provvedimento che giunge al fotofinish, quello contro don Cantini, alla vigilia di un cambio al vertice: Antonelli, il 26 ottobre, lascerà ufficialmente la diocesi al nuovo arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori. E il Vaticano pare proprio gliela voglia affidare, questa diocesi, dando un colpo di scopa a tutte le magagne che ancora giacciono sul tappeto della curia. Ma non basta certo il provvedimento contro don Cantini, ormai divenuto il signor Cantini.

    C’è ancora molta giustizia e molta chiarezza, da fare. Possibile che, negli anni, nessuno abbia mai preso in considerazione le voci che circolavano sul conto dell’ormai ex sacerdote? Come mai il cardinale Antonelli affidò proprio a Claudio Maniago, pupillo del “priore”, il compito di indagare su quello che succedeva alla Regina della Pace? Perchè una “condanna” quasi ridicola nel 2007 e una ben più pesante adesso, con la minaccia di scomunica in caso di disobbedienza? Come mai un “caso caduto in prescrizione” è stato invece riesaminato e sanzionato dalla Congregazione e dal Pontefice? Ma soprattutto, a quanto ammonta il patrimonio, in soldi e in immobili, che i fedeli hanno “donato” nel corso degli anni sotto la spinta plagiante del “priore”?Dove sono finiti i soldi e gli appartamenti? Chi li ha amministrati e per quali finalità?

    Nella fretta di spazzare la diocesi, pare che il Vaticano si sia scordato di nuovo di tutta la polvere nascosta sotto il tappeto.

  • Altri commenti sul caso don Roberto Berti sul blog Mammadolce:

    Altri commenti sul caso don Roberto Berti sul blog Mammadolce:

    Commenti » quello di cui è accusato, Roberto Berti,che non merita di essere considerato un parroco,è solo una piccola parte ,di ciò che di grave ha veramente commesso. la curia lo ha coperto e protetto.

    lui nonostante che la curia sapesse come era, ha continuato a mettere nei sacchi a pelo nudi, ragazzi di san mauro.ha messo nel camper, nel suo letto ,ragazzi a dormire.

    ha picchiato bambini e ragazze,ha umiliato ragazzi e ragazze facendogli subire angherie di vario tipo,niente di strano, lo strano è che sono 3 anni che mi raccomando in curia di controllarlo,risultato?protezione silenzio. ha esercitato mobbing ad alcune persone alla casa famiglia da lui gestita ,ha licenziato senza giusta causa, ha subito processo, ha perso, ma ha licenziato ugualmente .ha plagiato un ragazzo e tutta la sua famiglia,ragazzo riconosciuto non in grado di intendere e volere.ha picchiato bambini di san mauro e ha creato una setta intorno a se,plagiando i deboli.Le persone intorno alla chiesa che vantano conoscenze in curia,sapevano benissimo che elemento e cosa facesse questo prete,sfido chi ha il coraggio di dirmi che non fossero a conoscenza di quello che faceva,che era omosessuale gliel’ho detto in faccia a lui alla curia e a tutti i difensori di san mauro.non pensavo fosse pedofilo.ma non è tutto,le cose veramente gravi le ha fatte alla mia famiglia,ma queste non contano.serviranno a gastigare questo essere immondo,quando calerà il buio su questa vicenda.già da oggi non ne parla più nessuno ,a san mauro da parte dei leccaculo della chiesa è gia partita la linea difensiva.la curia tapperà la bocca ai giornali,il falso prete lo manderanno in un altro posto, e continuerà a mettere nudi i ragazzi nel sacco a pelo in montagna, e a rovinare famiglie come ha fatto a san mauro.di tutto questo, devo fare i miei complimenti al cardinale Antonelli e al suo segretario don Alessandro Lombardi,loro sanno benissimo, che se negano quello che sapevano , vanno all’inferno.Avranno il coraggio di negare? Commento di ora basta | Giugno 29, 2008 Mi chiedo se chi condanna la gente così aspramente, sia un cristiano oppure no…a me hanno insegnato il perdono, e posso assicurare che se questo signore ha commesso dei reati così gravi, non lo avrà certo fatto in momenti di lucidità…perchè io l’ho conosciuto e so che può essere la persona più degna del mondo…purtroppo il suo animo deve esser stato turbato da qsa che lo ha spinto a sragionare..non per questo io mi sentirei di etichettarlo come un mostro. Don Roberto è un umano come tutti noi…ricordatelo. Commento di Darkangel | Luglio 3, 2008 Mi dispiace deluderti,caro Darkangel,prova a metterti nei panni di chi ha subito le angherie di questo personaggio.Sai queste persone come sono felici ,dopo aver subito di tutto e di più,sentire parlare di cristianità e perdono.Questa persona era malata sin da ragazzo, e molto probabilmente si è fatto prete per sfuggire alle prese in giro dei suoi compagni di scuola.A lastra a signa i sui compagni di scuola ,lo chiamavano checchettina.Non ha avuto il coraggio di dichiararsi e si è nascosto dietro l’abito talare.lo sbaglio fatto dalla curia fiorentina è quello di voler a tutti costi nascondere e abbuiare le male fatte di questo personaggio,come di recente fatto con altri fatti successi nelle nostre zone.Non so se l’essere amico intimo di Maniago,abbia contribuito a dare la sicurezza di poter fare quello che gli è parso in questi anni.Ma una volta saltato Maniago è saltato anche lui,forse non c’è relazione di fatti,ma dubbi si.Visto che è un uomo,insomma..(per modo di dire)visto che è uno, e uno può anche sbagliare,anche se vestito da finto prete,se la curia lo avesse punito,non ora,ma quando ha saputo il macello che lui ha fatto,ne avrebbe guadagnato in credibilità,forse non lo sai,ma a firenze hanno fatto fuori tutti,arriverà un vescovo che farà ancor più pulito,e forse con il tempo,perchè ora ci vorrà tempo per riportare credibilità alla curia fiorentina,si potrà riparlare di preti davvero bravi che effettivamente ci sono,anche se pochi e si contano sulle dita di una mano,ma che esistono veramente.Se la curia avesse capito che non tutti i preti sono don roberto,forse qualche cristiano in più ci sarebbe stato.Per finire visto che non sai niente di niente,non dare giudizi,chi ha subito e sofferto ,patisce a sentire persone che non sanno niente difendere, non uno che ha sbagliato,ma la chiesa.state tranquilli,nessuno vuole accusare la vostra chiesa,ma per favore smettetela di proteggere questi elementi sbagliati. Commento di ora basta | Luglio 9, 2008 Trovo che il commento di Darkangel sia del tutto fuori luogo. Tutta la mia solidarietà alle vittime di questo ennesimo caso. Inoltre Darkangel non ti permettere più di insultare il genere umano definendo una persona autrice di simili atrocità “un umano come noi”. I mostri sono anche le persone come te, che con tanta freddezza ed indifferenza invocano perdono e parlano di cristianesimo… ma forse anche tu non l’hai fatto in un momento di lucidità, mi auguro. Commento di veronika70 | Luglio 15, 2008 Se a qualcuno può interessare,il finto prete di San Mauro, ha finalmente avuto il coraggio di spretarsi,(molto probabilmente obbligato,visto che, si sta avvicinando una grossa bufera).Ora non gli rimane altro che dichiarare la sua omosessualità,che se non fosse sfociata nella pedofilia,sarebbe stata per lui, e per tutta la popolazione, una liberazione. Devo fare i miei complimenti ai leccaculo che non demordono,che continuano a difendere questo essere immondo,lo difendono contrariamente alla posizione presa dalla curia,che finalmente a deciso di fermare questo non definibile elemento,e se la curia è arrivata a questo,potete star sicuri, che quello che siete venuti a sapere, è solo la punta di un iceberg.Un dubbio mi viene,non è che le difese sono portate avanti per paura che si venga a sapere di insospettabili che hanno dormito spesso nel letto di costui? In un articolo uscito su Metropoli,qualcuno ha dichiarato che il finto prete,non era ben visto,perchè ha fatto pulito alla casa famiglia ,della vecchia dirigenza.Tanto per chiarire,quello di cui è accusato,non ha niente a che vedere con la casa famiglia.Ha accusato diverse persone di aver rubato,per lui tutti quelli intorno alla parrocchia rubavano,da chi gestiva il bar a chi gestiva la casa famiglia a chi gestiva la misericordia,il risultato è stato che, di tutte le accuse che faceva,non ne è risultata vera nemmeno una.Quello che però tutti hanno notato è stato che,appena preso possesso dei beni di San Mauro,ha cambiato l’auto,si è comprato il camper nuovo per andare a giro con gli amici di merenda,con il contributo a fondo perduto del comune per la sistemazione della chiesa, si è ristrutturato il suo appartamento,con vasca idromassaggio,da lui tanto decantata e decantava anche il megagalattico acquario,magari con babini nudi a nuotare al posto dei pesci.Praticamente voglio dire che il vecchio Priore ,la generosità della popolazione di San Mauro,la elargiva ai poveri e bisognosi,la investiva donando introiti alla misericordia e alla casa famiglia,il finto prete,visto che erano tutti ladri,si elargiva le donazioni per fare la bella vita,altrimenti ci dovrebbe spiegare come ha potuto per se spendere tutti questi soldi in breve tempo,visto che lo stipendio che passa la chiesa è un po misero. Non pensate che con le dimissioni tutto sparisca,i fuochi sono partiti, preparatevi a sentire i botti finali. Per ultimo,per il Paese si sente voci di persone che dicono che alla messa la domenica, predicava bene. A loro rispondo con una lettera,non certo scritta da me,ma da uno che forse se ne intendeva: I MERCANTI DEL TEMPIO: I VERI DEMONI Messa 1 giugno 2008 – IX Domenica del Tempo Ordinario “Non tutti quelli che dicono: “Signo

    re , Signore!” entreranno nel regno di Dio. Vi entreranno soltanto quelli che fanno la volontà del Padre mio che è in cielo. Quando verrà il giorno del giudizio, molti mi diranno: “Signore, Signore! Tu sai che noi abbiamo parlato a tuo nome, e invocando il tuo nome abbiamo scacciato demòni e abbiamo fatto molti miracoli”. “Ma allora io dirò: Non vi ho mai conosciuti. Andate via da me, gente malvagia!” Matteo 7:21-23 Commento di ora basta | Settembre 5, 2008 Benvenuto. Vero è che la chiesa passa stipendi miseri e che quindi non dovrebbero essere nella disponibilità dei preti certe ricchezze ma ho letto un libro molto interessante che parla proprio di questo e ne riparlerò volentieri. Ma le cose che dici sono molto dettagliate e non penso che siano state solo sotto i tuoi occhi. Mi piacerebbe che altri confermassero quanto dici e credo che anche gli inquirenti le stanno valutando. Comunque se hai notizie inseriscile pure. Grazie per il contributo. Commento di mammadolce | Settembre 6, 2008 le rispondo molto volentieri. Quel tipo che si metteva la tonaca ed il crocifisso quando lo chiamavano i carabinieri per delle delucidazioni,tutto e dico tutto quello che ha fatto, lo ha progettato con maniacale impegno. Io sono a conoscenza di tutti i suoi progetti e che con il tempo ho visto che li ha portati a termine. Molto forte con i deboli,ma debolissimo contro i forti. Elementi Falsi come questo,io non li ho mai conosciuti. Il problema che le persone che erano intorno a lui,a partire dai dipendenti, a chi gestiva i vari settori,il consiglio della struttura,erano terrorizzate da lui,si spaccano in due per far si di essere ben viste da lui. In riferimento all’articolo uscito ieri su IL FIRENZE, che parla della infermiera licenziata senza giusta causa,lei era una pedina,nel suo macchinoso progetto,da eliminare,tutti sanno che si è avvalso di false testimonianze,gestite da lui,cosa che nessuno dirà. Quello che è venuto fuori è stato che,precedentemente aveva in progetto di cambiare lo statuto interno della struttura,ha eliminato probabili votanti che non poteva gestire,ha formato lui il consiglio fedele,ed ha operato nella struttura agendo a nome del consiglio,ma spesso senza metterlo al corrente di quello che faceva,se non a cose già avvenute. Licenziare una persona ,nonostante la causa persa, perchè ha fatto si precedentemente che queste persone non fossero tutelate dall’articolo 18,in quanto socie lavoratrici,gli è servito a fare impaurire le altre lavoratrici,che stavano portando avanti una causa di mobbing contro di lui,chi è nelle sue grazie può fare le veci di un dottore,chi non sottostà a lui ,possono nascere dei problemi. è nata la gara a chi gli leccava il culo meglio. Lui ha brindato nella struttura per la vincita della causa di licenziamento,le dipendenti che nel frattempo avevano preso un mutuo per la casa,hanno bloccato la causa contro di lui,visto il risultato che ha avuto. Riconosciuto licenziamento senza giusta causa,obbligati a riassumerla, ma licenziata ugualmente. Ora io domando ai consiglieri della struttura,ma loro quando succedeva questo dove erano? erano informati dei fatti reali?sono al corrente che la vittoria personale di quell’elemento è costata circa 120mila euro alla struttura? sicuramente risponderanno di si,ma vi posso garantire che forse non sanno nemmeno che devono sborsare circa 120mila euro,bella gestione complimenti,è stato come il marito che per far dispetto alla moglie, si e evirato. Date retta a me,lui stava rischiando grosso li dentro, come stava rischiando un sindacalista da lui corrotto ed un medico del lavoro. I 120mila euro non certo sborsati da lui,visto che si è tolto una soddisfazione personale,gli sono serviti a far si che non uscisse fuori altro. Ma queste sono solo delle piccolezze, solo per far si ,che venga un pò conosciuto che elemento è. Ho letto anche che alla ginestra, chi ha il coraggio di dire la verità è guardato male, se capissero la sofferenza di chi ha subito questo elemento,non agirebbero così. Non abbiate paura a parlare, lo so che è una vergogna dichiarare che il proprio figlio è andato a letto con lui, se non avete il coraggio di parlare, domandatelo ai vostri figli se nelle gite organizzate c’era l’usanza di dormire nel letto del camper con lui e magari chi era il prescelto, è normale che sceglie i figli delle famiglie devote, le famiglie che la domenica sono intorno a lui, voi credete ciecamente a quello che fate, era lui il porco che si è sempre approfittato della vostra bella buona fede. Non merita di essere solo punito dalla chiesa, lui deve essere giudicato penalmente, perché tutto quello che ha fatto lo ha fatto coperto da un incarico,che come hanno fatto a farlo prete questo ,solo il dio lo sa. L’unica cosa di positivo è che nonostante la curia abbia fatto di tutto per nascondere ,visto quello che già aveva fatto alla Ginestra,non è riuscita nell’intento. Un augurio al nuovo cardinale di Firenze, che possa far si che tutti i preti seguano delle direttive ben precise dettate dall’alto,e non come è stato permesso in questi anni di fare quello che gli pareva a tutti.Spero che riesca a dare credibilità, che per ora a Firenze e dintorni è molto bassa. Commento di ora basta | Settembre 9, 2008 La dipendente licenziata ha una causa penale in corso per un presunto reato commesso all’interno della struttura. Dei soldi spesi per il licenziamento ne sono tutti a conoscenza, visto che i conti della Cooperativa vengono controllati annualmente da un Revisore del Ministero del Lavoro, da un Revisore ufficiale dei Conti eletto dai soci e da un comitato tecnico. Nessuno ha avuto a che ridire visto il comportamento della persona!!!! Il bridisi, se c’è mai stato, è stato per la liberazione dei dipendenti da un simile demone. Il livore con cui ora basta sputa fuori il suo veleno condendolo di falsità mi fa pensare che sia uno o una di quelli a cui Don Roberto aveva tolto la bistecca di bocca e ora gliela fanno pagare cara, come gli avevano pubblicamente giurato… Pensate che “il suo appartamento” con la vasca idromassaggio è la canonica, dove lui (se mai vi avesse traslocato) vi sarebbe stato solo qualche anno…. poi ci sarebbe stato qualche altro parroco. Pensate che per otto anni ha alloggiato in due stanze attigue alla Misericordia. E l’auto ed il camper sono stati pagati dai suoi parenti. Controllate i conti della Parrocchia, tornano!!!! Prima di giudicare aspettate le sentenze, state mettendo le persone alla pubblica gogna, senza un contraddittorio, senza garanzie…. e questa gogna mediatica è pubblicata in tutto il mondo! Spero che non vi capiti di avere sulla coscienza nessun innocente. Commento di innominato | Settembre 13, 2008 Inizierei sottolinenando la frase “presunto reato commesso”,che lascia molto spazio alla fantasia di quello che poi davvero è successo quel “famigerato giorno”visto che i processi per fortuna non si decidono in base alle presunzioni personali. Tutti sono capaci a fare affermazioni,molti sono anche piuttosto sicuri di quello che dicono,ma pochi,forsi pochissimi parlano con cognizione di causa. Quei pochi che parlano con cognizione di causa lo fanno nel bene e nel male perchè sono stati toccati da vicino da avvenimenti e fatti che hanno cambiato le loro vite. Ahimè davanti ad una “persona”quale Roberto Berti”è difficile che esse siano state toccate in bene. Tu “innominato”parli di una liberazione da “un simile demone”io direi piuttosto,il giorno del brindisi che ha segnato un vuoto che in molti hanno notato,forse tu no,ma non parlerei di demone licenziato,quanto più di demone che ha brindato. Un brindisi dovuto ad una sceneggiatura calcolata con cura ,un cast scelto con effimera convinzione di ottenere una liberazione da una scomoda figura sul palcoscenico,un palcoscenico che ormai Roberto Berti voleva tutto per se. Un brindisi dovuto alla felicità per la convinzione e la fermezza con cui è riuscito a muovere tutte le sue pedine,in particolare quella che poi ancora oggi stà recitando da oscar nelle aule dei tribunali penali,un brindisi che lo ha portato
    all a pazzia,una pazzia che deriva da molto prima. Parlano della sua Jacuzzi,parlano del suo camper,parlano di tante cose vere effettivamente,anche se io metterei l’accento su quella che era la sua vita,e su quella che invece “quale uomo di chiesa”avrebbe dovuto essere. Parlo di quel brindisi per liberarsi da un demone che ha sempre lavorato onestamente,infatti non ricordiamo solo il processo in corso,ma ricordiamo anche ciò che ormai è passato in giudicato,ovvero una sentenza di licenziamento illegittimo,non una liberazione,un licenziamento non conforme alle normative vigenti. Commento di Valencia | Settembre 13, 2008 Complimenti innominato, vedo che finalmente qualcuno che crede di sapere quello che lui, il vero indemoniato, gli abbia fatto credere, si fa avanti. Non perdo tempo a parlare con te. Ti dico soltanto di non dire chi sei, non ti merita. molto ma molto presto saresti sputtanato per tutto San Mauro. Siamo vicini alla svolta, poi, se quello che dici lo dici per dimostrare la tua fedeltà, per far vedere che non abbandoni la tua guida satanica, fallo pure, ma segui il mio consiglio che ti merita, non rivelare chi sei, faresti una figura di merda. Ti dimostro sicurezza perché solo chi sa, se lo può permettere, te non ti puoi permettere niente, perché te sei un suo oggetto messo lì ad eseguire solo e dico solo, quello che lui, il tuo santone, ti diceva di fare, hai mai provato a ragionare con il tuo di cervello?credo che anche tu sia uno di quelli che ha plagiato bene, studiano bene per far si che gli resti semplice plagiare i deboli come te, io credo di aver capito benissimo chi sei, e se non ho sbagliato, anche tu sei una creatura di don Roberto.Dimmi sei uno di quelli messi nel consiglio fatto ad personam da il tuo magico portatore di luce? Ti accorgerai presto che era meglio da parte vostra far calare il silenzio su questi fatti,invece di fare i paladini.Preparati la bomba e più imminente di quello che ti puoi aspettare. Ciao ci sentiamo molto ma molto presto. Commento di ora basta | Settembre 13, 2008 Caro innominato mi sono dimenticato di dirti che carta canta. Il che vuol dire che non è niente di presunto ma solo e semplice verità.11 aprile 2007 Atto esposto Tribunale ordinario del lavoro numero di sentenza 508 n.r.g.1830/06 n.cron.4549.condanna il rappresentante pro tempore Don Roberto Berti, te sai benissimo la verità, pensi di far credere alla gente che sia falsità, sono atti pubblici esposti che chiunque può leggerli, vergognati ad insinuare, sei pietoso, come fai ad avere il coraggio di affermare il falso. Invito tutti i lettori di questi commenti a verificare chi dice verità o falsità. Potete richiedere di leggere La sentenza, visto che è pubblica, con il riferimento dei numeri che io vi ho comunicato, poi chiederemo all’innominato il perché delle sue falsità. Avete brindato alla vittoria, cara la vittoria 120.000 euro più, visto che di vittoria si tratta 3000 euro tra diritti e onorari più le spese, iva, e cpa.e da quello da te dichiarato, affermando di essere tutti informati ,mi lascia allibito. Io spero che la popolazione di San Mauro, quando vi vede passare, vi chieda il perché, avete permesso di sperperare i soldi in questa maniera, solo per un capriccio personale del vostro portatore di luce?Circola voci che per pagare la quattordicesima ai dipendenti, sia stato chiesto un mutuo, non mi dirai mica che è vero? Perché se ipoteticamente fosse vero, dovresti essere commissariati e denunciati, sicuramente non è vero. Sono dati difficili per venirne facilmente in possesso, quelli facili sono gli atti pubblici esposti. Se non sei soddisfatto prova a stuzzicarmi, e poi ti accorgi che non spargo veleno ma solo e semplice verità. Comunque se prima avevo un piccolo dubbio, ora sono sicuro è stato facile riconoscerti. Commento di ora basta | Settembre 13, 2008 Anche per me è stato facile riconoscerti Commento di innominato | Settembre 15, 2008 Bravo,visto che sai chi sono,sai che a me le barzellette non le raccontate.Ciao a presto. Commento di ora basta | Settembre 15, 2008 Caro ora basta…. Hai scelto il nome giusto ORA BASTA di insinuare, provocare, odiare, sparlare, perche la verità e che hai sparlato troppo e che non hai niente di meglio da fare che stare a scrivere fesserie. Non so dove sta la verita, ma qualcuno mi ha insegnato al rispetto di certi momenti che sono difficili per tutti noi, e prima di giudicare e emettere sentenze aspettate di sapere e non basatevi solo su alcune illazioni. San Mauro vive di falsita, chiacchere chiacchere e chiacchere. Mi dispiace solo che sia finito tutto cosi, lui forse poteva cambiare le realtà parrocchiali dove tutte le persone vivevano le opere di carità come manie di protagonismo mettendo in primo luogo il proprio IO. Commento di Flowers | Settembre 16, 2008 Se tu Flowers, fossi stato a conoscenza del progetto di vostro signore crocefisso, perché dopo quello che è stato scritto su metropoli, è così che bisogna chiamarlo, ti saresti accorto di come e perché lui, (Gesù)voleva cambiare le realtà parrocchiali, coadiuvato da un altro santo, che ad una riunione di paese qualche anno fa, vi ha salutato con il gesto dell’ombrello. Ma ora basta,( come dici tu ed hai ragione), dice basta. Con quello che io dico, si è spostato l’attenzione da quello che penalmente è importante,cioè, mettersi qualcuno a dormire insieme. Chi ha dormito con lui, chi ci ha dormito e poi si allontanato dal giro, il ragazzo che dopo una notte con lui, la mattina imbarazzato, ha raccontato di essersi “bagnato”senza capire il motivo, quello che alla sua compagna gli chiedeva di supplicare il Berti,perché non voleva dormire con lui, perché non aveva il coraggio di comunicarlo, queste sono le persone che devono parlare e queste persone non sono della Ginestra, ma è il continuo comportamento effettuato da vostro signore Gesù cristo, Roberto Berti,dalla Ginestra a San Mauro .Ora basta non vi dice più niente, perché quando sento dire che come don Roberto, c’è stato solo uno prima di lui, ed è Gesù, mi vengono i brividi, non c’è peggio cieco di chi non vuol vedere e peggio sordo di chi non vuol sentire. Spero che qualcuno abbia il coraggio di parlare, tre di questi suoi compagni di letto, sono stati plagiati, confiderei in quello,che per primo è stato avvicinato e che ha avuto la forza di allontanarlo e non farlo più avvicinare, che possa parlare, ma la sua famiglia visto che è casa e chiesa glielo impedirebbe di sicuro, il che vuol dire che questo Gesù rischia di farla franca, come tanti altri come “Gesù” come lui. Ora aspetto che qualcuno parli in prima persona. Commento di ora basta | Settembre 16, 2008 Rischia di farla franca,come tanti altri “Gesù” come lui. Commento di ora basta | Settembre 16, 2008 @ora basta – Forse ti stai aspettando troppo, non credi? se ci sono delle persone che non stanno parlando chiudendosi in silenzio, ormai da tempo, non penso che lo faranno ora. La coscienza o ce l’hai o non te la compri. Il silenzio può essere di mille modi e non tutto può essere condannato ma se una testimonianza può essere cruciale per scoprire la verità forse bisognerebbe dirla anche a scapito del singolo ma a salvaguardia di molti. Hai risposto tu al commento di Darkangel e non credo che sia l’unico/unica che pensa e scriva certe farneticazioni: l’essere cristiano non c’entra niente col perdono e men che meno gli accadimenti che a volte ci avvelenano la vita perchè questo non giustifica comportamenti del genere o saremmo tutti dei matti violentatori, assassini e pedofili. Commento di mammadolce | Settembre 17, 2008 Grazie mammadolce di quello che mi dici,il tuo è un pensiero bello, ma leggo in questo tanta tua delusione,come quella che ho io. Io in questo momento parlo con te fingendo di essere in privato. Ho cercato di far venir fuori la parola, in prima persona,di chi ha subito le angherie di questo elemento. Rispondo a te solo per dirti di non preoccuparti,se con il passare del dempo ci fosse bisogno,io sono l’ultima carta,non voglio essere quella determinante perchè per quello che lui ha fatto a tante persone
    non ce ne era bisogno,ma in casi estremi,estremi rimedi. Commento di ora basta | Settembre 19, 2008 @ora basta – grazie invece a te che provi in ogni modo a smuovere le coscienze. Ricorda che in tanti lo facciamo, qui e altrove, e nessuno di noi è solo: noi possiamo contare su una solidarietà ed un altruismo che altri neanche sfiorano. Ritrovarsi da soli a fare i conti con i propri errori ed accorgersi che questi hanno provocato dolore ad altri è una condizione terribile: io sono dalla parte opposta e tenderò sempre la mia mano a chi ha bisogno di aiuto vero. Ricorda sempre di alimentare la tua forza, il tuo coraggio e non preoccuparti delle sciocche e vuote considerazioni di alcuni. Se vuoi aprire un discorso privato puoi scrivere alla mail che vedi sopra. Ti risponderò volentieri. Un caro saluto. Commento di mammadolce | Settembre 19, 2008 Vorrei fare un’appello a pincopallino. Visto che trovi facilmente i nomi di questi esseri,non è che per caso sai dove hanno nascosto “gesù” di san mauro? Spero che sia in una stanzetta senza finestre chiuso e controllato,e non come è uso solitamente trattarli,cioè in strutture da far invidia ad un 5 stelle. Comunque gli adepti di san mauro sanno dove è e qualcuno si è incontrato.Siccome si è sparsa la voce che qualcuno lo cerca,sarebbe bene far sapere dove è,in maniera che non dorma tanto tranquillo,come non ha fatto dormire tranquilli ,lui il “gesù” ,diverse persone. un grazie anticipato. Commento di ora basta | Settembre 21, 2008

  • Sacerdote fiorentino lascia parrocchia Da giugno si era ritirato in un convento

    Sacerdote fiorentino lascia parrocchia Da giugno si era ritirato in un convento

    Firenze, 6 settembre 2008 – Si è dimesso dall’incarico di parroco il sacerdote fiorentino accusato di molestie ai danni di minori. L’annuncio è arrivato pochi giorni fa, nella piccola parrocchia alle porte di Firenze dove il religioso ha celebrato messa fino allo scorso giugno. Il sostituto, nominato amministratore parrocchiale a tempo indeterminato, ha comunicato ai fedeli la decisione del suo predecessore, a sua volta annunciata con una lettera ufficiale al vescovo di Firenze. Nessun elemento in più sulla delicata vicenda, probabilmente solo la scelta condivisa di tenere il parroco (che non ha comunque abbandonato gli abiti sacri) lontano dai suoi accusatori.

    Così il sacerdote, cinquant’anni, al terzo incarico pastorale, resterà per il momento in un convento del Nord Italia, dove si è trasferito da giugno, pochi giorni prima che esplodesse lo scandalo. Restano intanto tutte da verificare le accuse, per le quali la Curia fiorentina ha aperto un’inchiesta ecclesiastica. I fatti in questione sarebbero accaduti agli inizi degli anni ’90, in una frazione della provincia fiorentina, diversa da quella nella quale il parroco ha operato fino a giugno. Sarebbero stati i genitori di un ragazzo allora quattordicenne e oggi sulla trentina, sollecitati dalla fidanzata di lui, a raccogliere la testimonianza del figlio e quindi a esporla ai vertici della Diocesi. L’allora minorenne avrebbe fatto riferimento non a specifici atti sessuali, ma ad atteggiamenti estremamente ambigui del sacerdote, registrati nel corso di alcune gite parrocchiali in montagna. In particolare, e sempre stando al racconto, il religioso avrebbe avuto l’abitudine di far spogliare i ragazzi e sollecitarli a fare il bagno tutti insieme senza costume, né biancheria intima.

    In un caso poi, il figlio dell’uomo che ha denunciato i fatti sarebbe stato invitato a dormire insieme al parroco, vedendolo poi entrare nudo nel letto.Vicende rimaste comunque avvolte per anni nel più assoluto silenzio, anche quando, nel 2001, il sacerdote è stato trasferito nella parrocchia di un Comune vicino. E qui, il tempo ha continuato a trascorrere tranquillamente, con la sola eccezione di qualche critica per il carattere un po’provocatore del sacerdote. Infine, a giugno, l’annuncio di una partenza improvvisa, spiegata dall’altare ai fedeli con la necessità di prendersi un lungo periodo di riposo “per superare un anno di grande stress e un momento di smarrimento e depressione”. Un gesto accolto con stupore, visto oltretutto che nelle settimane successive il paese sarebbe stato protagonista di alcuni festeggiamenti tradizionali che richiedevano la presenza del parroco. Ancora una volta comunque, nessun sospetto è stato sollevato. Fino a quando le accuse non sono diventate pubbliche.

    Lisa Ciardi

    http://www.lanazione.it//firenze/2008/09/06/116381-sacerdote_fiorentino_lascia_parrocchia.shtml