Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Fiumicino

  • Don Dino, l’orco di Roma Termini: parroco e scrittore pedopornografico

    Don Dino, l’orco di Roma Termini: parroco e scrittore pedopornografico

    ROMA – La domenica diceva messa nella parrocchia di Montecalvello, vicino Viterbo. Il resto della settimana, nel segreto di una stanza nella sua casa a Fiumicino, scriveva romanzi pedopornografici. Lui è padre Placido Greco, ma tutti lo conoscono col nome di Don Dino: è lui il parroco di 68 anni arrestato giovedì sera nell’ambito dell’inchiesta sul terrificante giro di prostituzione minorile alla stazione Termini di Roma. Ragazzini di 13 e 17 anni costretti a vendersi per una manciata di euro tra i binari, con orchi tra i 35 e gli 80 anni.

    Quando gli uomini della polizia ferroviaria si sono recati a casa di Don Dino per perquisirla hanno trovato l’impensabile. Da un lato la dimora di un uomo di chiesa, con decine di santini, sacre scritture e libri di teologia. Dall’altra una stanza a luci rosse con foto hard e gadget pornografici. Sul suo computer c’erano migliaia di foto pedopornografiche. E non erano certo immagini scaricate da internet, ma autoprodotte e meticolosamente schedate per nome, età e tipo di prestazione delle piccole vittime. A completare il quadro ci sono anche quei romanzi per adulti, pubblicati sotto lo pseudonimo di Gabriele Doni. 

    A Viterbo nessun sospetto, nessuna avvisaglia, raccontano all’indomani del suo arresto i religiosi della diocesi: “Lo conoscevamo ma lo vedevamo solo nel fine settimana. Fa parte della congregazione dei figli di Santa Maria Immacolata ed era sempre a Roma per assistere la mamma malata”. Una personalità doppia e tripla: nessuno poteva mai immaginare che Don Dino fosse uno degli 0rchi di Termini, lo scrittore perverso e anche il figlio amorevole sempre al capezzale della vecchia madre malata. Non lo immaginavano soprattutto le decine di madri e padri di Montecalvello che ora pregano che quei bambini finiti sul suo pc non siano i loro.

    http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/don-dino-orco-di-roma-termini-parroco-e-scrittore-pedopornografico-2191797/

  • Don Giampiero presenta querela contro ignoti: “Mi hanno spaventato”. Nessuna traccia della troupe cacciata dalla chiesa di Santa Lucia

    Don Giampiero presenta querela contro ignoti: “Mi hanno spaventato”. Nessuna traccia della troupe cacciata dalla chiesa di Santa Lucia

    L’ultima volta che si era barricato in chiesa fu alla vigilia di Natale di due anni fa, quando fece trovare ai fedeli un cartello con la scritta “Giovanni C.”, indicato come il presunto autore di furti di offerte, lampadine e piante dall’interno della chiesa. Stavolta don Giampiero Peschiulli, decano dei parroci brindisini, il prete che ogni 17 di gennaio benedice gli animali sul sagrato della vicina chiesa delle Anime, ha sbarrato la porta di Santa Lucia buttando fuori una troupe delle Iene.

    Chi ha assistito alla scena racconta che con il microfono in mano c’era Giulio Golia, inviato di punta della trasmissione d’inchiesta di Italia Uno. In effetti il giornalista è giunto ieri sera a Brindisi con un volo Alitalia proveniente dall’aeroporto di Fiumicino.

    Ma all’arrivo dei carabinieri, chiamati dallo stesso don Giampiero, il quale dopo aver buttato fuori tutti si era barricato in chiesa sbarrando il portone, non c’era più nessuno: telecamere, giornalisti, produzione. E in genere le Iene non scappano certo via e anzi condiscono l’effetto scenico delle loro scorribande proprio con la presenza delle forze dell’ordine.

    Dal canto suo il parroco ha spiegato di essersi spaventato, di non aver capito di chi si trattasse e ha poi sporto denuncia contro ignoti. Non si sa bene cosa gli sia stato chiesto da provocare una reazione di quel genere che lo ha portato a chiudere addirittura la chiesa sino all’arrivo dei carabinieri.

    I militari dell’Arma dal canto loro stanno cercando di far luce sull’accaduto, prima di tutto cercando di individuare gli autori della sortita con la telecamera e di appurare se si trattasse effettivamente di inviati delle Iene e se ci fosse davvero Golia.

    Don Giampiero, migrato da una parrocchia all’altra nel corso di svariati decenni, è personaggio singolare, spesso criticato per i suoi capelli tinti di nero pece o per il profumo utilizzato con un briciolo di vanità. Ma anche tra i più anziani della diocesi, uno dei pochi della sua generazione rimasto ancora al timone di una parrocchia.

  • Vallo della Lucania, suora accusata di pedofilia: udienza ancora rinviata

    Vallo della Lucania, suora accusata di pedofilia: udienza ancora rinviata

     E’ stata rinviata al prossimo 27 maggio l’udienza prevista per venerdì alla Corte di Appello di Salerno per il processo a carico di Suor Soledad, la novizia peruviana condannata in primo grado a sei anni di reclusione per abusi sessuali sugli allievi dell’istituto Santa Teresa di Vallo della Lucania.

    Il processo riprenderà con la requisitoria del procuratore generale Maddalena Russo e con le deposizioni delle parti civili e dei difensori. Il rinvio è stato causato dall’assenza del giudice che presiede il collegio, Tringali. Con il  processo d’Appello si ripropone dunque, all’attenzione pubblica una vicenda che negli ultimi anni ha scosso la comunità di Vallo della Lucania e dell’intero Cilento.

    Nei mesi scorsi i genitori dei bambini coinvolti che all’epoca dei fatti avevano tra i tre e i cinque anni, si sono rivolti con una lettera anche a Papà Francesco. A lui hanno chiesto di porre fine «al silenzio in cui la chiesa si è chiusa» dopo la denuncia di abusi sessuali.

    Con suor Soledad, che al momento si trova in una non meglio specificata località del Perù, sono state condannate, a 16 mesi, per favoreggiamento anche due consorelle, Agnese Cafasso e Giuseppina De Paola. La suora peruviana venne arrestata il 17 giugno 2006 mentre era intenta a partire, dall’aeroporto di Fiumicino. 

  • Abusi sessuali, i racconti degli ospiti Caritas su don Lucio

    Abusi sessuali, i racconti degli ospiti Caritas su don Lucio

    La procura: “Servono altri sei mesi d’indagine”

    Il prete accusato in cura da uno psicologo dopo la sospensione decisa dal vescovo Bassetti

     

    Scritte contro il clero a Cenerente

    Perugia, 22 maggio 2012 – Proseguono a ritmo serrato le indagini della procura sulla vicenda che ha coinvolto don Lucio Gatti, l’ex direttore dei centri Caritas ed ex parroco di Cenerente, sospeso per cinque anni dal servizio sacerdotale dal vescovo Gualtiero Bassetti e indagato dalla procura di Perugia per abusi sessuali.
    Il pm Massimo Casucci ha chiesto al gip la proroga delle indagini: altri sei mesi per verificare se hanno fondamento le denunce presentate nei mesi scorsi. Intanto gli inquirenti sentono gli ospiti delle comunità per ricostruire cosa sarebbe accaduto nei rapporti tra il noto parroco e alcuni ragazzi disagiati, spesso finiti nel tunnel della tossicodipendenza.

    I DENUNCIATI — quattro in tutto, di cui un extracomunitario — non sono ancora stati interrogati. Per loro, allo stato, parlano gli esposti presentati nei mesi scorsi in procura. Sono invece stati sentiti, come persone informate sui fatti, alcuni ospiti delle comunità Caritas all’epoca gestite da don Lucio Gatti, l’ex direttore ed ex parroco di Cenerente indagato per abusi sessuali e sospeso dal vescovo Gualtiero Bassetti all’esito dell’indagine svolta dalla commissione diocesana. Cosa sia emerso dall’attività istruttoria in corso è coperto dal segreto ma, proprio per sciogliere il nodo dei presunti abusi e ricostruire se all’ombra dei ‘ricoveri’ in comunità di giovani disagiati — molti tossicodipendenti — si siano svolti reati o «scambi di affettuosità», «moralmente discutibili» solo dal punto di vista ecclesiastico il pm Massimo Casucci ha deciso di andare fino in fondo e così ha chiesto al gip l’autorizzazione a indagare ancora sei mesi.

    DON LUCIO — difeso dall’avvocato Nicola Di Mario — era stato sentito una settimana fa dal magistrato che sta valutando tre episodi di presunti abusi nell’ambito di esposti presentati da quattro ex ospiti delle comunità Caritas. Uno, in particolare, è l’uomo che ha raccontato di aver subito delle avances durante il viaggio in auto tra il carcere di Capanne, dove era detenuto, e una struttura di accoglienza; un altro avrebbe parlato di palpeggiamenti nell’ambito di una ‘trasferta’ a Fiumicino. Il terzo e il quarto invece sono i ragazzi che hanno ritenuto di svelare alle «Iene», prima ancora che all’autorità giudiziaria, i presunti palpeggiamenti di cui sarebbero stati vittima.

    Tutti episodi smentiti da don Lucio che ha risposto punto per punto alle accuse. L’ex sacerdote ha inoltre spiegato al pm quanto già illustrato ai membri della commissione diocesana ovvero di comportamenti affettuosi con altri ospiti delle strutture — differenti dai denunciati — con i quali avrebbe scambiato effusioni ma mai volte al soddisfacimento di desideri sessuali. Quest’ultimo aspetto è infatti quello centrale emerso in Curia e che ha portato alla sospensione, per cinque anni di don Lucio, ora in cura da uno psicologo.

    http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/2012/05/22/716409-prete-pedofilia-don-lucio-caritas-accuse.shtml

  • Pedofilia, altro prete indagato sei bambini lo accusano

    Pedofilia, altro prete indagato sei bambini lo accusano

    di Marino Bisso e Rory Cappelli – Si allarga l´indagine sui preti pedofili. Dopo Don Ruggero Conti nel mirino della procura si trova ora un altro sacerdote, lo spagnolo José Poveda Sanchez, 48 anni, che non vive più in Italia: è stato iscritto nel registro degli indagati con l´accusa di violenza sessuale aggravata e detenzione di materiale pedopornografico.

    Avrebbe abusato di almeno 6 bambini di 10-12 anni quando operava nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima di Aranova (Fiumicino).

    Nel corso della perquisizione in un´abitazione che don Josè utilizza quando viene in Italia, sono stati sequestrati un computer e sono state ritrovate alcune lettere, da cui gli inquirenti sono risaliti ad un ragazzo di 18 anni, che all´epoca delle violenze aveva 14 anni e che avrebbe, però, negato di essere stato molestato o violentato dal prete.

    Il religioso, nel novembre del 2005, a causa delle accuse, era stato poi trasferito, molto probabilmente da monsignore Gino Reali nella cui diocesi ricade la parrocchia di Aranova. Lo stesso monsignore che il pm Francesco Scavo sentirà nei prossimi giorni anche in relazione a don Ruggero Conti, che sarà invece interrogato entro metà novembre. Su don Ruggero, infatti, da anni – pare addirittura dagli anni Ottanta, quando faceva parte della diocesi di Legnano – giravano voci, se non accuse, circa le sue predilezioni pedofile. Perché – si domanda il pm – monsignor Reali non ha ascoltato queste accuse?

    Perché il prete è sempre rimasto in contatto con minori? Le indagini su Ruggero Conti – accusato di violenza sessuale aggravata e continuata, arrestato il 30 giugno e da metà settembre, su decisione del Gip Andrea Vardaro, nonostante il parere negativo del Tribunale del riesame, agli arresti domiciliari in attesa di essere interrogato – erano partite dalla denuncia di un altro prete della stessa parrocchia – quella della Natività di Santa Maria Santissima in via Selva Candida – a seguito della quale erano stati messi sotto controllo i telefoni e il computer del religioso.

    Tantissime le conferme che erano arrivate agli investigatori dagli sms, dalle telefonate e dalla navigazione in rete. Non solo. I carabinieri, perquisendo l´abitazione di don Ruggero, avevano trovato materiale pedopornografico e pornografico. Le accuse più pesanti, tuttavia, erano venute da una decina di ragazzi che all´epoca dei fatti avevano intorno ai 10-12 anni: tutti avevano testimoniato di aver subito dal parroco 55enne pesanti molestie sessuali.

    Il prete, inoltre, li avrebbe anche corrotti, offrendo denaro, vestiti, regali, li avrebbe obbligati a vedere con lui video pornografici per poi costringerli a rapporti sessuali, allontanandoli – come hanno tutti sottolineato nelle loro testimonianze – dalla chiesa. Le prove raccolte avevano portato gli inquirenti a indagare, dopo la denuncia di altri minori, sul periodo trascorso da Don Ruggero nella Chiesa della Beata Vergine Immacolata alla Giustiniana, dove – grazie ad alcune testimonianze – hanno scoperto anche i reati di don Josè.

    (01 novembre 2008)

    http://roma.repubblica.it/dettaglio/Pedofilia-prete-indagato%3CbR%3Esei-bambini-lo-accusano/1538195?ref=rephp

  • Fiumicino. Don José Poveda Sanchez indagato per pedofilia. Trasferito in Spagna

    Fiumicino. Don José Poveda Sanchez indagato per pedofilia. Trasferito in Spagna

    Nel mirino il sacerdote della chiesa di Fiumicino, trasferito nel 2005 in Spagna

    Avrebbe abusato di almeno quattro minorenni nella sua abitazione parrocchiale. Perciò è stato iscritto sul registro degli indagati J. P.V. già parroco della parrocchia di Nostra Signora di Fatima ad Aranova, comune di Fiumicino, fino al novembre 2005.

    Violenza sessuale aggravata e detenzione di materiale pedopornografico i reati contestati al prete dal pm Francesco Scavo, che già in passato si è occupato di casi analoghi. Questa inchiesta, infatti, ha preso spunto da alcune segnalazioni ricevute dagli investigatori nel corso delle indagini su un altro prete, don Ruggero Conti, già parroco della parrocchia Natività di Maria Santissima a Selva Candida.

    Accusato di violenza sessuale continuata e aggravata per aver ripetutamente abusato di giovani affidati alle sue cure, tra l’altro, nell’oratorio e ai campeggi estivi, il sacerdote nel giugno scorso per queste contestazioni fu anche arrestato. Don Ruggero dovrebbe essere sentito la prossima settimana dal magistrato, che poi dovrebbe procedere a chiudere le indagini nei suoi confronti.

    Recente invece l’iscrizione nel registro degli indagati del 48enne, cui si contesta di aver abusato di almeno quattro ragazzini che all’epoca avevano circa 11 anni e che adesso ne hanno circa 14. I fatti si sarebbero svolti in un arco temporale ancora da definire, ma che comunque si conclude nel novembre del 2005, quando il parroco venne trasferito in Spagna dal vescovo Gino Reali. I ragazzi avrebbero raccontato i dettagli di quegli incontri con il sacerdote. Oltre a questi c’è un altro ragazzo, oggi diciottene, che sarebbe stato oggetto delle attenzioni del prete quando aveva 14 anni. Sentito dagli investigatori, il giovane, cui sono state sequestrate alcune missive invitagli dal prete, avrebbe negato di aver avuto rapporti intimi.

    Circa due settimane fa è stato sequestrato un computer in una casa vicino ad Aranova, dove il prete è ospitato quando torna in Italia. L’apparecchio è ora all’attenzione dei carabinieri del Nucleo investigativo. Su entrambi i casi di presunta pedofilia il magistrato potrebbe sentire monsignor Reali: entrambe le parrocchie guidate dai due sacerdoti indagati rientravano nella diocesi di sua competenza.
    01/11/2008

  • Dal Messico in manette il missionario pedofilo

    Dal Messico in manette il missionario pedofilo

    NEL carcere romano di Rebibbia c’ è un sacerdote che arriva da lontano, dal convento di Iztapalapa, Messico.

    Dietro una cella, padre Gaudencio, un missionario, medita adesso sul suo passato italiano, trascorso in una parrocchia della zona flegrea; un passato, secondo i magistrati, macchiato dal più turpe dei reati: la pedofilia. Don Gaudencio -dice l’ indagine del pm Raffaello Falcone- venne denunciato nel ‘ 98 da una bambina di 9 anni.

    La piccola raccontò ad una maestra, in classe di aver subìto molestie sessuali in sacrestia. Non fu la sola. Altre bambine, in seguito agli accertamenti avviati dalla polizia, accusarono il viceparroco messicano. Per la comunità del centro flegreo fu uno choc: padre Gaudencio aveva conquistato la fiducia delle famiglie, che lo accoglievano anche nelle loro case, con affetto e rispetto.

    Ma -recita l’ accusa- il religioso sfruttò «questi intensi legami» per mettere in atto «una serie di squallidi episodi di violenza sessuale». Vittime, sono le conclusioni degli investigatori, almeno sette bambine, dai 9 ai 13 anni, che il sacerdote «incontrava in occasione del catechismo». Il missionario -è il rabbrividente particolare svelato dalla Procura- le «suddivideva in gruppi distinti per età e conseguentemente per tipologia di prestazioni sessuali».

    Padre Gaudencio -sostiene il pm- ingannava quelle giovani vite, le confondeva con piccoli regali. Che le bambine hanno indicato agli inquirenti. Non è stato semplice arrestare il missionario. Proprio cinque anni fa padre Gaudencio tornò in Messico. Lì venne raggiunto dall’ ordine provvisorio di custodia in attesa della domanda di estradizione. Il sacerdote è stato arrestato nel convento di Iztapalapa il 14 settembre. Il ministro degli Esteri messicano aveva autorizzato l’ estradizione. Il 13 giugno, cinque giorni fa, padre Gaudencio è tornato in Italia.

    Scortato dal servizio per la Cooperazione internazionale di polizia. Preso in consegna dagli agenti della sezione giudiziaria della Polaria, a Fiumicino. Dove è atterrato il volo in arrivo da Città del Messico. Ora verrà interrogato. In una lettera che qualche tempo fa inviò agli inquirenti il religioso spiegava di vivere momenti difficili e tormentati. Intanto le sue vittime, di cui è stato necessario raccogliere le sofferte confessioni, con l’ ausilio e la delicatezza di psicologi e specialisti dell’ ufficio minori della Questura di Napoli, sembrano aver riconquistato una vita normale. Grazie alla giovane età, alla vicinanza dei genitori e ad un percorso di recupero, hanno rimosso il trauma. Di cui invece ancora si discute – e animatamente – nel comune flegreo dove padre Gaudencio era viceparroco. E non sono pochi coloro i quali restano scettici davanti ad una imputazione così grave. Che però, spiega la Procura, ha trovato riscontri pure in relazioni psicodiagnostiche, oltre che nelle dichiarazioni delle bambine, «precise e concordanti fra loro». GIOVANNI MARINO

    GIOVANNI MARINO

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/06/17/dal-messico-in-manette-il-missionario-pedofilo.html