Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Francesco Caramia

  • Malore per don Peschiulli teste nel processo all’ex parroco di Bozzano

    Malore per don Peschiulli teste nel processo all’ex parroco di Bozzano

    Rinviato l’ascolto in Tribunale dell’ex sacerdote della chiesa Santa Lucia di Brindisi: depositato certificato medico, era stato citato nel dibattimento a carico di don Francesco Caramia, imputato per atti sessuali su un chierichetto, accusa per la quale l’anziano parroco è stato condannato anche in Appello

    BRINDISI – Un malore ha impedito all’ex parroco della chiesa Santa Lucia di Brindisi, don Giampiero Peschiulli di presentarsi come testimone nel processo a carico di don Francesco Caramia, ex padre spirituale della parrocchia san Giustino de’ Jacobis del rione Bozzano, imputato per atti sessuali su un chierichetto.

    Peschiulli, condannato con accusa identica anche in Appello, era stato citato come teste dall’avvocato che in giudizio rappresenta la parte civile nel dibattimento dinanzi al collegio presieduto da Gienantonio Chiarelli: doveva essere ascoltato nell’udienza calendarizzata per la mattinata di oggi, venerdì 14 aprile, ma ha fatto recapitare un certificato medico a titolo di giustifica.

    Il sacerdote, 74 anni, è ai domiciliari in una comunità religiosa dopo essere stato destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare seguita il 20 maggio 2015. Per difendersi dall’accusa dal pm, ha scelto il rito abbreviato ed è stato condannato alla pena di tre anni e otto mesi, confermata dalla Corte d’Appello d’Appello di Lecce a cui aveva presentato ricorso il difensore Roberto Cavalera. Il prete ha sempre respinto le accuse. Così come si è professato innocente don Caramia che è ai domiciliari in una comunità religiosa, dopo l’arresto in carcere del 15 maggio dello scorso anno. L’ex sacerdote del quartiere Bozzano ha scelto, invece, il giudizio ordinario, ed è difeso dagli avvocati Rosanna Saracino e Giancarlo Camassa.

    http://www.brindisireport.it/cronaca/malore-per-don-peschiulli-teste-nel-processo-all-ex-parroco-di-bozzano.html

  • Processo a don Caramia, teste ex parroco condannato per abusi

    Processo a don Caramia, teste ex parroco condannato per abusi

    Don Giampiero Peschiulli, riconosciuto colpevole di atti sessuali su chierichetto, è stato citato dall’avvocato della parte civile nel dibattimento in cui è imputato l’ex sacerdote della chiesa di Bozzano

    BRINDISI – Nel processo in cui è imputato l’ex parroco del quartiere Bozzano di Brindisi, don Francesco Caramia, accusato di atti sessuali su un chierichetto, sarà ascoltato un sacerdote condannato con la stessa accusa: nella lista di testi, figura don Giampiero Peschiulli, per anni guida spirituale della chiesa di Santa  Lucia, al quale anche in Appello sono stati inflitti tre anni e otto mesi.

    Peschiulli, arrestato il 20 maggio 2015 e nel frattempo ai domiciliari in una comunità religiosa, è stato citato in qualità di teste dall’avvocato della parte civile nel processo incardinato divanzi al Tribunale di Brindisi, presieduto da Gienantonio Chiarelli. Il suo ascolto è stato ritenuto necessario dall’avvocato Carmela Roma che in giudizio rappresenta La mamma del chierichetto.

    All’epoca dei fatti oggetto del capo di imputazione, il bambino aveva nove anni. E’ stato ascoltato in sede di incidente probatorio alla presenza della criminologa Roberta Bruzzone, nominata come consulente dai difensori dell’imputato, gli avvocati Rosanna Saracino e Giancarlo Camassa.

    Sono stati già sentiti in qualità di testi dell’accusa, sostenuta dal pm Milto Stefano De Nozza, la mamma del ragazzino, la perpetua di don Francesco Caramia, al servizio della parrocchia San Giustino de’ Jacobis e il pediatra che per primo raccolse i dubbi del genitore e sporse denuncia. La donna, a sua volta, apprese tutto parlando con un’amica del figlio.

    Per quale motivo la parte civile intende ascoltare don Giampiero Peschiulli? La finalità della testimonianza sarà evidente in udienza, ma pare che siano considerate pertinenti alcune delle intercettazioni telefoniche confluite nell’ordinanza di arresto a carico dell’ex parroco di Santa Lucia: in alcuni stralci, il prete sosteneva che nel caso in cui avesse parlato lui, sarebbero state scoperte situazioni particolari interne alla chiesa brindisina, con riferimento ad alcuni casi di cui sosteneva di essere a conoscenza.

    Peschiulli, difeso dall’avvocato Roberto Cavalera, è stato giudicato con rito abbreviato e condannato a tre anni e otto mesi, pena confermata nel secondo grado di giudizio. Il parroco ha sempre respinto le accuse, anche davanti alle immagini registrate dalle telecamere de Le Iene, la trasmissione di Mediaset che diede avvio all’inchiesta. Il servizio venne firmato dall’inviato Giulio Golia che a Brindisi arrivò con alcuni attori per incontrare il sacerdote dopo aver ricevuto una mail tra aprile e maggio 2014, nella quale una “persona residente in città riferiva di essere stata vittima di avance sessuali di Peschiulli”. Le Iene lo chiamarono il prete “pomicione”. Quando tornarono per chiedere spiegazioni lui si chiuse in sacrestia e chiamò il 112, mentre su Facebook si registrò una valanga di commenti.

    Don Francesco Caramia è finito sotto processo con accusa identica, dopo essere stato arrestato il 15 giugno 2016: ha scelto il processo ordinario, nel frattempo ha ottenuto anche lui i domiciliari in una comunità religiosa, e da quando è iniziato il dibattimento è sempre stato presente in udienza. Ai suoi difensori ha confermato la volontà di sottoporsi all’esame per difendersi: rivendica la propria innocenza così come ha fatto in sede di interrogatorio di garanzia. I penalisti Saracino e Camassa hanno chiesto l’ascolto dell’attuale vescovo, monsignor Domenico Caliandro, e dei precedenti, Talucci e Todisco.

    http://www.brindisireport.it/cronaca/processo-a-brindisi-a-don-caramia-per-atti-sessuali-su-chierichetto-teste-don-peschiulli-condannato-con-accuse-identiche-anche-in-appello.html

     

  • “Un’amica di mio figlio mi confidò degli atti sessuali e del parroco”

    “Un’amica di mio figlio mi confidò degli atti sessuali e del parroco”

    BRINDISI – Don Francesco Caramia, ex parroco della chiesa San Giustino de’ Jacobis del quartiere Bozzano, era presente in udienza: ha voluto esserci oggi per ascoltare i primi cinque testimoni citati dal pm nel processo in cui è imputato con l’accusa di atti sessuali su un chierichetto di nove anni, tra il 2007 e il 2008.

    L’inchiesta che portò il sacerdote agli arresti in carcere lo scorso 15 giugno, con attenuazione della misura ai domiciliari in un convento del Lazio, è partita dalla denuncia di un medico pediatra di Brindisi dopo aver parlato con la mamma del ragazzino, a sua volta venuta a conoscenza dei fatti poi contestati nel capo di imputazione, da un’amica del figlio che le aveva fatto una confidenza.

    Il contenuto di quel segreto è stato consegnato questa mattina al Tribunale presieduto da Gienantonio Chiarelli, nel corso dell’udienza a porte chiuse: lo ha riferito la mamma del chierichetto, parte lesa che si è costituto in giudizio con l’avvocato Carmela Roma, lo ha ricordato il pediatra che sporse denuncia sentendosi in dovere di informare l’autorità giudiziaria e ne ha parlato anche un’amica del ragazzino. I tre testi hanno confermato quanto risulta dagli atti dell’indagine posti a base prima dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri, poi della richiesta di processo. Processo che il parroco ha voluto affrontare per dimostrare la propria innocenza.

    Nel corso dell’udienza, sempre in qualità di testimoni citati dal pm, sono stati sentiti la perpetua della chiesa del rione Bozzano e il segretario particolare di don Francesco Caramia. Il rappresentante della pubblica accusa ha chiesto la trascrizione di diverse intercettazioni telefoniche e ambientali, prima di proseguire con il dibattimento che riprenderà il prossimo anno.

    La difesa del parroco, affidata agli avvocati Rosanna Saracino e a Giancarlo Camassa, ha chiesto l’ascolto di 55 testimoni: nella lista figurano i nomi dell’attuale vescovo Caliandro e di quelli precedenti, Talucci e Todisco.

    Il minore venne ascoltato in incidente probatorio lo scorso  16 febbraio scorso, alla presenza del consulente della difesa, la criminologa Roberta Bruzzone, volto noto su scala nazionale, anche per una serie di partecipazioni a programmi televisivi.

    http://www.brindisireport.it/cronaca/Don-francesco-caramia-ex-parroco-del-rione-Bozzano-di-Brindisi-presente-nel-processo-per-atti-sessuali.html

     
  • Se il prete è pedofilo la Curia non è tenuta ad alcun risarcimento

    Se il prete è pedofilo la Curia non è tenuta ad alcun risarcimento

    Non sarà la Curia, in caso di condanna, a dover pagare un risarcimento del danno per le condotte del parroco imputato di pedofilia: il Tribunale di Brindisi ha infatti opposto un rigetto rispetto alla proposta del difensore della parte civile, un chierichetto che avrebbe subito abusi sessuali quando aveva otto anni nella sacrestia di una chiesa di Brindisi, di citare come responsabile civile l’arcidiocesi di Brindisi Ostuni. La questione è stata discussa oggi, nel corso della prima udienza del processo a carico di don Francesco Caramia, il parroco originario di Mesagne (Brindisi) imputato di abusi sessuali su minori. Il processo si svolgerà a porte chiuse. Caramia si trova agli arresti domiciliari in una comunità.

    Le indagini sono state condotte dai carabinieri e coordinate dal pm Milto Stefano De Nozza: hanno preso avvio dalla denuncia di un pediatra. Secondo l’accusa nel 2008 e nel 2009, per almeno “due volte a settimana” il piccolo sarebbe stato costretto a compiere atti sessuali.

    Rapporti sessuali non completi dopo il catechismo, della durata di dieci o quindici minuti. Il ragazzino è stato già ascoltato nel corso di un incidente probatorio celebratosi davanti al gip Maurizio Saso.

  • Atti sessuali in chiesa, imputato l’ex parroco di Bozzano: chierichetto parte civile

    Atti sessuali in chiesa, imputato l’ex parroco di Bozzano: chierichetto parte civile

    Oggi prima udienza del processo a carico di don Francesco Caramia, arrestato il 15 giugno: è ai domiciliari in un convento del Lazio, respinge l’accusa e chiede l’ascolto di 55 testimoni, tra sacerdoti ed ex vescovi. L’inchiesta scaturita dalla denuncia del pediatra del minore che nel 2008 aveva nove anni.
    Atti sessuali in chiesa, imputato l’ex parroco di Bozzano: chierichetto parte civile

    BRINDISI – Prima udienza del processo, a porte chiuse, in cui è imputato don Francesco Caramia, l’ex parroco del rione Bozzano di Brindisi, accusato di atti sessuali su un chierichetto che nel 2009, anno della denuncia, aveva nove anni: il prete, arrestato il 15 giugno scorso, è ai domiciliari in un convento del Lazio e tramite i suoi legali ha chiesto l’ascolto di 55 testimoni per dimostrare la sua innocenza.

    Stamattina il sacerdote non era presente in aula davanti al collegio presieduto da Gienantonio Chiarelli. C’erano i suoi avvocati, Giancarlo Camassa e Rosanna Saracino, i quali hanno anticipato la volontà del prete di partecipare al dibattimento: oggi c’è stata rinuncia trattandosi di udienza per la sola costituzione delle parti.

    Come persona offesa si è costituito il minore che nel processo è rappresentato dall’avvocato Carmela Roma: la penalista ha chiesto la citazione del responsabile civile, indicando la Curia, il Tribunale ha rigettato l’istanza a cui si sono opposti i difensori del parroco.

    Per l’imputato gli avvocati Camassa e Saracino hanno chiesto l’ascolto di persone che hanno avuto modo di conoscere il parroco anche prima che fosse destinato alla parrocchia San Giustino de Jacobis del quartiere Bozzano, tra catechisti, sacerdoti e vescovi della diocesi di Brindisi-Ostuni. La citazione dei vescovi che hanno guidato la chiesa negli ultimi anni, coincidenti con il sacerdozio di don Francesco Caramia, è stata chiesta anche dall’avvocato della parte civile.

    Il pubblico ministero punta su otto testimoni, a partire dalla mamma del ragazzo, per sostenere l’accusa. Le dichiarazioni del minore sono state già acquisite in sede di incidente probatorio. Non è stato chiesto l’ascolto del pediatra che con la sua denuncia fece partire l’inchiesta.

    Don Francesco Caramia deve difendersi dall’accusa di atti sessuali compiuti tra il 2007 e il 2008 su un chierichetto di nove anni. Nel fascicolo delle indagini, sono confluite anche diverse intercettazioni ambientali e telefoniche oltre al verbale dell’interrogatorio reso dal minore ritenuto vittima degli abusi davanti al gip del Tribunale di Brindisi il 16 febbraio scorso. All’incidente probatorio ha assistito come consulente della difesa, la criminologa Roberta Bruzzone, volto noto su scala nazionale, anche per una serie di partecipazioni a programmi televisivi.

    http://www.brindisireport.it/cronaca/atti-sessuali-in-chiesa-imputato-l-ex-parroco-di-bozzano-chierichetto-parte-civile.html

     
  • Pedofilia, sacerdote 42enne a processo a Brindisi: “Abusi su un chierichetto di otto anni”

    Pedofilia, sacerdote 42enne a processo a Brindisi: “Abusi su un chierichetto di otto anni”

    BRINDISI – Il gip brindisino Maurizio Saso ha disposto il giudizio immediato per don Francesco Caramia, il sacerdote 42enne di Mesagne (Brindisi) arrestato e posto in carcere nel giugno scorso per abusi sessuali su minorenni e ora ai domiciliari presso una comunità religiosa. Il processo, che si terrà, con rito ordinario, comincerà l’11 ottobre prossimo davanti al tribunale di Brindisi in composizione collegiale: Caramia, assistito dagli avvocati Giancarlo Camassa e Rosanna Saracino, non ha chiesto l’ammissione a riti alternativi.

    I fatti che gli vengono attribuiti risalgono agli anni 2008 e 2009, quando avrebbe abusato – secondo quanto denunciato da un pediatra e poi confermato dalla presunta vittima – di un chierichetto che all’epoca dei fatti aveva otto anni. Il ragazzino è stato già ascoltato nel corso di un incidente probatorio a porte chiuse davanti al gip.

    Le indagini sono state condotte dai carabinieri e coordinate dal pm Milto Stefano De Nozza: don Caramia nel dicembre del 2015 aveva ricevuto un decreto di perquisizione e sequestro in seguito al quale si era dimesso dall’incarico di parroco della chiesa San Giustino de Jacobis. E’ stato poi sospeso dalle proprie funzioni dall’arcivescovo di Brindisi, monsignor Domenico Caliandro.

    http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/09/09/news/pedofilia_sacerdote_42enne_a_processo_a_brindisi_abusi_sessuali_su_un_chierichetto_di_otto_anni_-147464571/

  • Il prete chiede la libertà, per la Procura deve restare in carcere

    Il prete chiede la libertà, per la Procura deve restare in carcere

    BRINDISI – Per la procura l’unica misura cautelare idonea è la custodia in carcere. La difesa invece sostiene l’innocenza, affermata personalmente nell’interrogatorio di garanzia, dell’ex parroco di Bozzano, Francesco Caramia. È per questo che ha chiesto l’annullamento dell’ordinanza o in subordine la concessione dei domiciliari. Ieri mattina si è discusso il ricorso formulato dall’avvocato del sacerdote, Giancarlo Camassa. Il Tribunale del Riesame si è riservato di decidere: il verdetto sarà noto nelle prossime ore.
     
    Caramia risponde di violenza sessuale su un minore: un ragazzino che all’epoca dei fatti contestati, avvenuti tra il 2008 e il 2009, aveva 8 anni e che oggi, adolescente, ha raccontato per filo e per segno i presunti abusi nel corso di un incidente probatorio. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della compagnia di Brindisi, al comando del capitano Luca Morrone e sono partite dalla denuncia di un pediatra che aveva raccolto il primo sfogo dell’ex chierichetto che, passato del tempo, aveva confidato di aver subito atti sessuali compiuti da un religioso.
    “I ricordi più brutti sono tipo quando lui comunque dopo un po’ di tempo mi incominciava a maltrattare. Nel senso che comunque gli dicevo, per favore lasciami stare, sono un bambino, perché? Lui mi ha cominciato a dare tue o tre schiaffi qualche volta. Poi ha smesso” è la narrazione resa dal ragazzino durante l’incidente probatorio affrontato dinanzi al giudice per le indagini preliminari Maurizio Saso e di fronte allo stesso Caramia, che ha scelto come consulente di parte la criminologa Roberta Bruzzone. Gli episodi si sarebbero verificati in chiesa, quasi sempre dopo le 18, finito il catechismo. Con cadenza bisettimanale. Qualche volta, stando alla ricostruzione della presunta vittima, il chierichetto sarebbe riuscito a evitare gli incontri trovando una scusa.
    “Lo capivo che non era una cosa per bambini – ha spiegato – mi immaginavo che non era una cosa per bambini. Gli dicevo sei grande, lasciami stare”. E poi: “Sì qualche volta piangevo. Diciamo, le prime volte non tanto, rimanevo totalmente bloccato lì, cioè mi muoveva come una bambolina. Però a volte piangevo, diciamo, non urlavo. Piangevo, perché sapevo che se urlavo chissà cosa mi poteva succedere. Quindi ho detto piangi e non urlare”.
    Per il pm Milto De Nozza, che ha coordinato l’inchiesta, il prete sarebbe “propenso a sentimenti di rabbia e vendetta, dedito a utilizzare con inquietante naturalezza un linguaggio nettamente offensivo e blasfemo”. E poi ancora: “Un uomo egoista, menefreghista, dal fare truffaldino, dalla personalità inequivocabilmente scaltra, insincera e disubbidiente”.
    Tutto ciò avrebbe avuto conferma dal comportamento tenuto da don Caramia il giorno successivo alla perquisizione dell’11 dicembre 2015.
    L’indagato avrebbe “impartito l’ordine” di far sparire due computer che i carabinieri non avevano prelevato. Ammette, rimarca l’accusa, che da un controllo del suo smartphone sarebbe potuto emergere il collegamento a siti porno. Esclude categoricamente che ci potessero essere contenuti pedopornografici.
    Infine la reazione, il tentativo di “screditare” agli occhi del resto del mondo il ragazzino che aveva raccontato le presunte molestie sessuali, a documentare l’indole “vendicativa” del religioso: “A me interessa che esca il nome del ragazzo perché poi, poi lo devono prendere di mira.. siccome i ragazzi miei lo conoscono”. E poi ancora: “Se loro lo sanno, sui giornali può uscire appuntato ma poi gira la voce”.

    http://www.quotidianodipuglia.it/brindisi/il_prete_chiede_la_liberta_per_la_procura_deve_restare_in_carcere-1824696.html

  • Atti sessuali su un bimbo di 10 anni arrestato parroco brindisino

    Atti sessuali su un bimbo di 10 anni arrestato parroco brindisino

    “Qualche volta piangevo”. Le violenze avvenivano, come spiegato dal ragazzino, “almeno due volte alla settimana” dopo il catechismo. Sono alcuni dei dettagli raccontati dalla presunta vittima degli abusi di Francesco Caramia, ex parroco arrestato e condotto in carcere stamattina dai carabinieri. Il provvedimento restrittivo firmato dal gip Maurizio Saso su richiesta del pm Milto De Nozza. “Io capivo che non era una cosa per bambini, mi immaginavo che non era una cosa per bambini, gli dicevo sei grande, per favore, lasciami stare, sono un bimbo”. Il bambino faceva il chierichetto. A finire in manette, con l’accusa di atti sessuali continuati e pluriaggravati su un bambino di 10 anni, è un parroco brindisino, Francesco Caramia, 42enne di Mesagne (Brindisi). Nello scorso dicembre i carabinieri avevano fatto perquisizioni e sequestri nella chiesa San Giustino de Jacobis del rione Bozzano in cui il prete operava, notificandogli contestualmente un avviso di garanzia. Una volta appreso di essere indagato, don Caramia si era dimesso dall’incarico. La svolta nell’inchiesta è legata all’esito dell’incidente probatorio disposto lo scorso 16 febbraio, quando è stato ascoltato, in forma protetta e supportato da un team di psicologi, il ragazzino parte offesa. La perizia disposta sulla vittima stabilisce la credibilità di quanto affermato e la capacità di riportare correttamente quanto accaduto. È Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro e professore di Neuropsichiatria Infantile, a commentare la recente vicenda: “La pedofilia è un fenomeno ancora troppo diffuso nel nostro Paese e casi come quello nel Brindisino ne rappresentano una drammatica conferma”. Brindisi – E’ il quarto caso di pedofilia in pochi mesi a Brindisi, dove un prete è stato arrestato con l’accusa di aver abusato sessualmente di un minore. Prima di lui, nel maggio e nel novembre 2015, don Giampiero Peschiulli, di Brindisi, e don Franco Legrottaglie, di Ostuni, erano stati posti ai domiciliari nell’ ambito di altre indagini: uno per pedofilia, l’altro per possesso di materiale pedopornografico. Anche lui ha scelto la via del processo con rito abbreviato, è stato condannato in primo grado a quattro anni di reclusione.

  • DOVE GIRO PER IL «BOSTON GLOBE»?

    DOVE GIRO PER IL «BOSTON GLOBE»?

    Preti pedofili in Italia? Centinaia a dir poco e sempre ben coperti.

    Incontro per caso un paio di giornalist*, insomma di collegh* (dovrei dire ex, ormai io sono un pensionato) e non resisto: «Scusate se cammino dritto fino a che mi fanno male i piedi arrivo a Boston o a un certo punto devo girare?». Mi guardano straniti, del resto fa caldo. Chiarisco: «Avete visto Spotlight, il film? Ecco si lavora più o meno così. Dunque se voi faceste giornalismo in Italia invece che a Boston potreste andare a Foggia, a Brindisi oppure in molte altre parti d’Italia. Se non avete una cartina per orientarvi vi consiglio quella della rete L’Abuso…

    Chiarisco?

    Il 20 giugno da Foggia arriva la notizia dell’arresto di Giovanni Trotta, ex sacerdote, per abusi sessuali e reati “connessi”. Invece da Brindisi, il 15 giugno si apprende che il parroco Francesco Caramia finisce in manette per atti sessuali continuati e pluriaggravati su un bambino di 10 anni; è il terzo prete brindisino in carcere per abusi su minori, un quarto resta indagato.

    Ma potreste anche andare a Roma o in Sardegna. Sì, adesso – dopo anni di oscuramento quasi totale – le notizie dei preti pedofili italiani arrivano sui media del “Bel Paese” ma durano poco, non vengono approfondite e soprattutto nessuno tenta di vedere quante sono. Perché è evidente – ecco cosa insegna il film «Spotlight» – che se molti casi vengono coperti c’è un”sistema”. Quello bisogna scoperchiare.

    SE NON SAPETE CHE CI SONO IN ITALIA PRETI PEDOFILI, magari toglietevi la sabbia da occhi, bocca e testa. Perfino la regina delle notizie “di corsa” cioè Wikipedia ha una “voce” … seppure confusa. Si parla di don Ruggero Conti, di Giorgio Govoni, di don Lelio Cantini, di don Pierangelo Bertagna – 38 bambini abusati – e di Gualtiero Bassetti, ma anche di don Bruno Puleo cioè di una storiaccia che viene resa nota dall’agenzia Adista ma poi finisce a «Mi manda Raitre» e così per una volta… “Boston” è qui, dietro il primo angolo. Poche notizie e con un plin-plon: «questa voce o sezione sull’argomento religione è ritenuta da controllare». Beh, controlliamola.

    SE NON SAPETE COS’E’ «SPOTLIGHT» partite magari dalla “bottega”: qui Spotlight (Il caso Spotlight) – Tom McCarthy. E se non trovate in giro il film magari comprate il libro.

    Il 17 marzo in “bottega” ho scritto questo post: Preti pedofili: in Italia “200 casi insabbiati” che iniziava così: «Se Spotlight ci riguarda: una mappa – della rete L’abuso – per una riflessione e per indagini quasi tutte da fare». Dopo tre mesi potrei ripubblicarlo pari-pari. Qualcosa non va… Lei, sì lei signore e anche lei signora: sapete mica se c’è una scorciatoia per Boston? Di qua, dite che vado bene o devo prendere quella lì, la strada più dritta?

    Daniele Barbieri

    Dove giro per il «Boston Globe»?

  • Abusi sessuali su un bimbo di 9 anni che voleva fare il chierichetto: in carcere l’ex parroco di Bozzano

    Abusi sessuali su un bimbo di 9 anni che voleva fare il chierichetto: in carcere l’ex parroco di Bozzano

    Abusi sessuali nei confronti di un bimbo che all’epoca aveva nove anni e che voleva fare il chierichetto: con questa accusa, stamattina, i carabinieri di Brindisi hanno tratto in arresto e condotto nel carcere di via Appia l’ex parroco del rione Bozzano, don Francesco Caramia, originario di Mesagne.

    Caramia era indagato dal mese di novembre dello scorso anno quando si dimise dalla parrocchia di San Giustino de Jacobis dopo la notifica di un atto di perquisizione e il sequestro dei suoi computer.
    Nello scorso mese di febbraio don Francesco arruolò la criminologa Roberta Bruzzone per tentare di smontare le accuse del ragazzino che voleva fare il chierichetto e che il sacerdote avrebbe costretto a subire atti sessuali, persino picchiandolo.

    E il minore era stato chiamato a confermare le confidenze fatte a un’amichetta e da questa fatte giungere sino al pediatra che aveva poi presentato la denuncia.
    Nel corso dell’incidente probatorio, al quale aveva partecipato lo stesso sacerdote mesagnese, la presunta vittima aveva confermato le accuse, raccontando di atti sessuali subiti e successive minacce, schiaffi e spintoni subiti dal prete affinché non rivelasse l’accaduto. Don Caramia avrebbe promesso al ragazzino che se si fosse confidato con qualcuno egli si sarebbe adoperato per far perdere il lavoro al padre o la casa.

    Le circostanze erano state confermate, pur se con qualche imprecisione relativa ai tempi, anche dall’amichetta del ragazzino.
    Il pm inquirente, Milto De Nozza, ha chiesto un’ordinanza diu custodia cautelare in carcere nei confronti del sacerdote che è stata poi firmata da gip era Maurizio Saso.
    Il ragazzino all’epoca dei fatti (avvenuti tra il 2007 e il 2008) aveva nove anni e desiderava diventare chierichetto. Don Francesco avrebbe imposto al ragazzino una sorta di “pedaggio”. Questa è la tesi sostenuta dal ragazzino, che oggi ha 16 anni, e che ha convinto la procura a chiedere la misura cautelare più severa nei confronti del sacerdote.