Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Francesco Zanardi

  • Altri Mondi: Il pellegrinaggio per la verità di Francesco Zanardi

    Altri Mondi: Il pellegrinaggio per la verità di Francesco Zanardi

    E’ iniziato Giovedì 22 Settembre il Pellegrinaggio per la verità di Francesco Zanardi e fra oggi e domani si concluderà. Io l’ho rintracciato e gli ho chiesto di spiegarmi meglio la motivazione che lo ha spinto a questa nuova protesta dopo lo sciopero della fame intrapreso l’anno scorso. L’intervista parte proprio da dove ci eravamo lasciati la volta scorsa (se ve la siete persa, cliccate qui), per poi soffermarci a parlare della denuncia al papa, ma anche delle numerose testimonianze che ha raccolto lungo il suo pellegrinare di questi giorni. Esclusiva

    Francesco l’ultima volta che ci siamo sentiti è stato in occasione del tuo sciopero della fame, quasi un anno fa, contro i preti pedofili. Lo sciopero è finito e cosa hai ottenuto?
    Purtroppo nulla di positivo, ma tante intimidazioni da parte del clero. Un risultato atteso, utile a salire i livelli della casta, utile a fare emergere le reali intenzioni del clero in modo che non si possa parlare di illazioni.
    Da qualche giorno, invece, è iniziato il tuo viaggio, rigorosamente a piedi, da Savona a Roma. Ti va di spiegarci i motivi che ti hanno indotto a mettere in atto questa nuova crociata?
    Gli abusi commessi da membri del clero sono particolarmente devastanti e frustranti, per la vittima e i familiari, difficili da affrontare, perché difficile è associare un uomo che veste l’abito talare a questi crimini. Al tempo stesso nella giovane vittima si infrange la fiducia, che per abitudine associamo al sacerdote, da quel momento sarà sola perché non riuscirà più a fidarsi, crescendo con questo trauma. La nostra cultura, fondamentalmente cattolica condiziona molto la visione che tutti abbiamo di questa piaga. È molto facile individuare e intervenire su un pedofilo laico, quindi soccorrere anche la vittima, ma quando si tratta di un sacerdote le cose cambiano. Ad esempio il fatto che il laico venga isolato dalla società, mentre il sacerdote ha il sostegno dei fedeli e della Diocesi, crea la visione che sia impossibile che un uomo di Dio abbia commesso queste atrocità. Spesso non notiamo l’esempio che ho appena fatto, ci limitiamo a pensare che se è colpevole la giustizia interverrà, come nel caso del laico. La somma di tante situazioni simili porta al risultato, che spesso il laico va in carcere, viene segnalato e la vittima aiutata. Il sacerdote no, la copertura che si crea spesso con l’inconsapevole complicità di molti, difficilmente porta ad una condanna. L’unico modo per fermare questo meccanismo è quello di denunciare, quello di rompere il silenzio. Il dovere della società è quello di non girarsi dall’altra parte, di non far sentire emarginate queste persone, ma di darle sostegno, di aiutarle a chiarire la confusione, la paura, si sentono sporche e provano spesso vergogna per gli abusi che hanno subito, sono sole, chiuse in se stesse, non sono più riuscite a fidarsi dopo quell’esperienza.
    Anche io ho subito abusi da parte di un sacerdote, lo vedo tutt’ora girare impunito per le strade, ammette anche di avere abusato di me, facendosi forza del fatto che io sia prescritto. L’ho visto troppo spesso in passato con minori, che poi ho saputo furono a loro volta abusati, come me, ma io non avevo fatto nulla per impedirlo. Tante volte mi sono fatto sensi di colpa, ma poi ho imparato a reagire, a non subire più, a farmi coraggio, a rialzarmi da quello stesso peso che mi ha privato dei migliori anni della mia vita, di chi ha vissuto vicino a me, fino a che non mi sono opposto. Le vittime devono imparare che non sono sole e che possono aiutarsi, spesso anche a vicenda. Che possono aiutare un altro bambino a non subire gli stessi orrori, che conosciamo tutti molto bene, anche se spesso crediamo che gli altri non possano capire. Proviamo a fare capire cosa vuole dire un abuso su un bambino, forse riusciremo a sensibilizzare quelle persone che ora fanno finta di non essersi mai accorti di nulla, quelle che fanno finta di non vedere, quelle che si sono accorte ma non hanno denunciato, limitandosi a togliere i propri figli da quei luoghi. Più semplicemente quelli che non sanno che cosa è la pedofilia e la confondono ancora con la pederastia. Per questo voglio portare di persona la testimonianza che da vittime si può diventare sopravvissuti.
    Quando vedi il tuo carnefice girare liberamente per le strade, cosa provi?
    Tristezza perché so bene chi è e cosa fa, la cosa che mi da più dispiacere è il fatto che sta continuando a rovinare la vita a degli innocenti, con la complicità della chiesa e della magistratura che non sta intervenendo malgrado le prove e le vittime non prescritte. Uno scenario tutto italiano che incita alla delinquenza, purtroppo nel nostro paese le persone veramente tutelate dalla legge sono i criminali. Le vittime sono costrette a subire.
    Ė di questi giorni la notizia che il papa Benedetto XVI è stato denunciato per crimini contro l’umanità per aver compiuto 3 crimini: responsabile del mantenimento della leadership di un regime totalitario di coercizione in tutto il mondo  che soggioga i suoi membri con minacce terrificanti e nocive per la salute;  adesione ad un fatale proibizione dell’uso del preservativo, anche quando il pericolo di infezione da HIV-AIDS esiste; istituzione e mantenimento di un sistema mondiale di copertura dei crimini sessuali commessi da preti cattolici e il loro trattamento preferenziale, che agevola nuovi crimini.
    Questa denuncia è segnale che la società è cambiata. Tu come hai reagito sentendo questa notizia e quale è stata la prima cosa a cui hai pensato?
    Io sono parte di questa denuncia, l’unica associazione italiana che la ha appoggiata è stata la rete l’abuso. Siamo coscienti che questa è e resterà solamente una pubblica denuncia in quanto il vaticano non riconosce l’AIa ed in Italia è protetto da una politica corrotta che contribuisce solamente alla tutela di criminali come la chiesa. Nel nostro paese i primi ad avere paura sono proprio i magistrati ed i politici. Mani pulite ne è stata una delle tante prove, le indagini anche in quel caso dovettero fermarsi ai confini dello stato del vaticano.
    Diciamo che i rapporti con la chiesa ultimamente per te stanno diventando sempre più complicati, tanto è vero che hai ricevuto lo sfratto da casa tua che era di proprietà della chiesa. Ti va di dirci come s’è svolta la vicenda?
    Direi l’opposto ovvero che la chiesa ora ha un cane sciolto che non molla l’osso, lo sfratto è stato uno dei clamorosi autogol della chiesa, il mio contratto scadeva tra due anni, ora invece ho la garanzia di restare ancora per 5 senza pagare né affitto né spese condominiali che ricadono a carico del proprietario. Una delle intimidazioni classiche del clero, che però l’ha fatta alla persona sbagliata, ovvero ho sempre perseguito senza paura la verità, ora mi sento veramente libero di agire. Il bliz da Bagnasco ne è la prova, non si può dire che sia stato positivo per lui.
    Tornando al tuo pellegrinaggio per la verità, con questo viaggio stai raccogliendo, nelle varie città in cui passi, delle testimonianze di abusi avvenuti dai preti. La gente riesce a raccontarti le storie oppure tendono pur sempre a proteggere la chiesa?

    No chi si avvicina non protegge la chiesa, tutt’altro, le vittime hanno ancora molta paura ad uscire allo scoperto, ma lo stanno facendo. Escono molti casi non ancora noti e moltissimi sacerdoti di cui non sapevamo. Forti critiche alla chiesa arrivano anche dagli stessi sacerdoti, scoraggiati ed imbarazzati davanti a tutto ciò, una loro frase ricorrente è che a questi punti il papa farebbe più bella figura a consegnare gli archivi, vi ricordo che lo scandalo non è italiano, ma mondiale, diciamo che l’Italia è la nazione che fino ad ora non ha reagito. Ma le cose stanno cambiando.

    Nel video che hai postato su youtube si vede benissimo come la gente, pur riconoscendoti, ti ha accolto bene a differenza dei due parroci e del Cardinale Bagnasco, che sembravano, invece, nervosi e quasi infastiditi dalla tua presenza lì. Ci racconti bene cosa hai visto durante quella funzione?

    Tengo a precisare chi era quella gente, i credenti più convinti, la reazione è stata un’anime cosa generalmente impossibile, in condizioni normali, con la maglia che avevo addosso mi avrebbero fischiato o costretto ad uscire. Invece rientrato dall’intervista chiesta dai giornalisti presenti, i fedeli mi hanno addirittura tenuto il posto in prima fila, molti mi hanno parlato e pur non assecondando nessuno ha prevalso il buon senso. Confesso che entrando avevo paura di una reazione opposta, quella ottenuta è stata in’aspettata, ho anche fatto la comunione, scatenando solo le ire dei preti e di Bagnasco. Mi ritengo molto soddisfatto, senza neppure fare una parola, la mia sola presenza ha scosso positivamente le coscienze.

    Sempre nel tuo video, sottolinei che il “Cardinale Angelo Bagnasco, parlando di Seppia si lascia sfuggire la frasecostretti a rimuoverlo anche se si corregge subito dopo.[…] Credo che la mia presenza e la sinistra censura imposta ai mezzi di informazione abbia tutt’altro che rimarginato lo squarcio aperto dal caso di don Seppia.” Mi spieghi a che tipo di censura ti riferisci?

    Purtroppo i mezzi di informazione presenti hanno avuto serie difficoltà a pubblicare le mie dichiarazioni e questo accade spesso purtroppo.
    Francesco durante il tuo tragitto verso Roma, mercoledì scorso 5 ottobre, ti è successa una cosa che ha dell’incredibile. Ci dici in breve in cosa consiste?
    Mercoledì ho subito una perquisizione da parte della polizia che non ha applicato nessuna delle procedure in vigore. Per farla breve, hanno agito sotto ordine non della questura, ma diciamo così di ignoti. A seguito di questo sono stati depositati esposti alle procure di Savona e Livorno. Per motivi di tutela personale, posso procedere a piedi verso Roma ma non posso più passare fuori dai centri abitati, arrivo previsto a Roma fra oggi e domani
    Una volta arrivato a Roma, cosa farai?
    Poche ore prima avviserò i sostenitori del mio imminente arrivo, avviserò il portavoce padre Lombardi e mi avvierò in territorio Vaticano. Li può accadere di tutto, dall’essere ricevuto all’essere bloccato dalla polizia. Ritengo, soprattutto alla luce delle dichiarazioni che il Papa ha fatto a Berlino che sarò ricevuto, nel caso contrario avrò scalato l’intera casta ecclesiastica, e tireremo le vere somme sulle reali intenzioni e responsabilità che il clero non vuole assumersi. In questo caso ho già un’iniziativa pronta, sempre nel mio stile non violenta, ma meglio non parlarne per ora.
    Intervista:  Francesco Sansone
    Grafica: Giovanni Trapani
  • Francesco Zanardi consegna un dossier a Bagnasco ecco i preti pedofili

    Francesco Zanardi consegna un dossier a Bagnasco ecco i preti pedofili

    Francesco Zanardi consegna un dossier a Bagnasco: ecco i preti pedofili Un dossier contenente i nomi di circa 200 sacerdoti pedofili, condannati dalla magistratura in tutta Italia e alcuni casi relativi alla Spagna, insieme ad una mappa delle regioni a rischio pedofilia.

    E’ questo il database consegnato oggi a Genova dall’attivista Francesco Zanardi, portavoce della rete l’Abuso, al cardinale Angelo Bagnasco.

  • Preti pedofili,elenco in Curia

    Preti pedofili,elenco in Curia

    29 settembre 2011

    Francesco Zanardi, presidente dell’associazione l’Abuso, che da anni denuncia casi di pedofilia all’interno del clero, ha consegnato all’Arcidiocesi di Genova, questa mattina nel capoluogo ligure, una lettera indirizzata al presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, con i nomi dei quasi 200 sacerdoti italiani condannati per pedofilia tra il 1998 e il 2011. “Da questo dossier – spiega Zanardi a TM News – purtroppo sono esclusi tutti i sacerdoti, che pur avendo commesso abusi, non sono stati ancora condannati dalla magistratura. La lettera contiene inoltre una serie di denunce ben circostanziate di cui avevo parlato al cardinale Bagnasco, durante un incontro che avevo avuto con lui lo scorso maggio, che non ha avuto alcun esito”. “Nei confronti dei preti pedofili segnalati al cardinale -sottolinea il presidente dell’associazione l’Abuso – non è stato infatti preso alcun provvedimento anche se il vescovo di Savona, Vittorio Lupi, ha incontrato le vittime di questi abusi. Di questo -afferma Zanardi- chiediamo conto al presidente della Cei”. Nei giorni scorsi, proprio per denunciare l’omertà e l’indifferenza della Chiesa davanti agli abusi sessuali commessi da sacerdoti, Zanardi ha cominciato un lungo pellegrinaggio a piedi con partenza da Savona, la sua città natale e arrivo in Vaticano, dove chiede di essere ricevuto dal Papa. “L’obiettivo di questa marcia – dichiara il presidente dell’associazione l’Abuso, che ha denunciato a sua volta le violenze subite da parte di un sacerdote – è anche quello di convincere le vittime, durante le varie tappe del pellegrinaggio, a denunciare le violenze subite perché purtroppo in Italia c’è ancora tanta paura ad uscire allo scoperto”.

  • Pedofilia. Per il card. Bagnasco è una ferita remarginata, Ma non ha chiesto che ne pensano le vittime senza giustizia

    Pedofilia. Per il card. Bagnasco è una ferita remarginata, Ma non ha chiesto che ne pensano le vittime senza giustizia

    20:07 24 SET 2011

    (AGI) – Genova, 24 set – “E’ una ferita che si sta rimarginando”. Lo ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, al termine della Messa celebrata presso la Parrocchia dello Spirito Santo, in via Calda, a Sestri Ponente. Il porporato ha annunciato la nomina del nuovo parroco, Don Giovanni Benvenuto, che sostituisce l’ex parroco, Don Riccardo Seppia, in carcere dal maggio scorso con le accuse di tentata violenza sessuale su minore, tentata induzione alla prostituzione minorile e offerta plurima di stupefacenti.
    Dopo la celebrazione eucaristica il cardinale Bagnasco ha incontrato i fedeli accorsi per ricevere la buona notizia. “Non vediamo l’ora di conscere il nuovo parroco – ha affermato una signora, al termine della Messa – e siamo molto contenti del suo arrivo. Siamo anche contenti del fatto che il cardinale non ci abbia abbandonato”. Un’altro fedele ha aggiunto che, dal nuovo parroco, “ci aspettiamo che sia un parroco buono. In tutti noi e’ ancora vivo il ricordo di Don Federico Casissa, il fondatore di questa comunita’ che, grazie alle solide fondamenta che lui ha posto, ha saputo affrontare questo grande dolore”. Un’altra parrocchiana ha aggiunto che “speriamo che il nuovo parroco sia una persona seria e per bene”. Seduto in prima fila durante la Messa c’era anche l’attivista Francesco Zanardi, il giovane savonese che il 22 settembre scorso e’ partito dalla citta’ della Torretta per intraprendere un pellegrinaggio fino a Roma contro gli abusi dei preti pedofili e per sollecitare l’applicazione delle linee guida del Vaticano. Sulla maglietta del presidente dell’associazione ‘L’abuso’ sono stampate le scritte “Pellegrinaggio per la verita’, 22 settembre 2011” e “Tieni il ‘pretofilo’ fuori dalla porta dei bambini”. “Quelle linee guida – ha detto – sono lettera morta, non sono state applicate. Mi fermero’ a Genova qualche giorno e la prossima settimana, probabilmente martedi’, insieme ad altre associazioni, presentero’ al cardinale Bagnasco alcuni documenti e una lettera con pesanti denunce che non hanno avuto alcun seguito. A Genova – ha concluso – ho gia’ ricevuto una 30ina di segnalazioni di abusi ma, purtroppo, nella Chiesa c’e’ ancora molta omerta’”.(AGI) ge2

    http://www.agi.it/genova/notizie/201109242…ta_rimarginando

  • PELLEGRINAGGIO PER LA VERITA’. Francesco Zanardi parte da Savona per Roma.

    PELLEGRINAGGIO PER LA VERITA’. Francesco Zanardi parte da Savona per Roma.

    Savona. Partirà da Savona il 22 settembre il pellegrinaggio a piedi di Francesco Zanardi, presidente dell’associazione L’Abuso, diretto a Roma per ottenere un’udienza con la Santa Sede per far sì che le linee guida emesse dal Vaticano, riguardanti i preti pedofili e l’ascolto delle vittime dei loro abusi, siano effettivamente rispettate.

    Le tappe della marcia saranno: partenza dalla Torretta di Savona, Genova, Spezia, Lucca, Pisa, Livorno, Rosignano, Cecina, Piombino, Grosseto, Tarquinia, Civitavecchia e Roma, tutti centri urbani collocati lungo la Strada Statale Numero Uno della Via Aurelia.

    “Con questa mia lettera di denuncia al Papa- scrive Zanardi -chiedo a tutte le persone che credono ancora che qualcosa di buono possa succedere in questo mondo ingiusto e difficile di aderire come possibile al “Pellegrinaggio Per La Verità” che avrà luogo giovedì 22 settembre con partenza dalla Torretta di Savona”.

    Per sostenere Zanardi nel pellegrinaggio è possibile effettuare la donazione sul conto corrente Banco Posta intestato a Francesco Zanardi con la causale “Pellegrinaggio per la verità” IBAN IT16G0760110600000018127191

  • Partito il pellegrinaggio di Zanardi. Da Savona al Papa contro la ‘pretofilia’

    Partito il pellegrinaggio di Zanardi. Da Savona al Papa contro la ‘pretofilia’

    “Pellegrinaggio per la verita’, 22 settembre 2011 e Tieni fuori il ‘pretofilo’ fuori dalla porta dei bambini”. Sono le due scritte stampate sulla maglietta di Francesco Zanardi, l’accusatore della Chiesa su casi di pedofilia che stamane ha iniziato la sua marcia verso il Vaticano per denunciare episodi quei preti che avrebbero abusato dei bambini e che restano ancora in servizio.

    ‘’Nonostante abbia segnalato queste problematiche piu’ volte al vescovo di Savona Vittorio Lupi e al cardinale Angelo Bagnasco-dice Zanardi-non ho visto fino ad oggi applicare alcun tipo di misura nei confronti di questi preti che comunque continuano a svolgere il loro servizio nella comunita’. Ecco quindi la mia intenzione di andare presso la Santa sede con un pellegrinaggio che durera’ circa un mese cercando di essere ricevuto dal Papa al quale ho intenzione di spiegare la situazione della pedofilia nella Chiesa cattolica italiana’’.

    Ad accompagnare Zanardi in questa ‘missione’ c’e’ anche il presidente dell’Associazione piccola casa di Alan, Alberto Sala che da tempo si occupa di ospitare bambini che hanno subito abusi: ‘’Si fa troppa confusione tra pedofilia e omosessualita’ e non si tiene conto che anche per l’organizzazione mondiale della sanita’ di per se’ la pedofilia non e’ una malattia. L’80 % dei casi di pedofilia sono da ascrivere a persone eterosessuali e per questo bisogna parlare piu’ che altro di pedocriminalita’.

    I genitori non devono iperproteggere i loro figli perche’ provocherebbero in loro traumi poi difficili da superare ma devono essere adulti e responsabili a sorvergliarli a distanza quando vanno a scuola, come quando fanno sport o vanno in parrocchia. Devono quindi metterli in guardia da eccessi di affetto da parte di terzi e da possibili regali che possono ricevere da estranei’’.

    http://www.rsvn.it/partito-il-pellegrinaggio-di-zanardi.lits4c2317.htm

  • ANSA/ PEDOFILIA:ATTIVISTA ANTIABUSI SCRIVE A PAPA,CHIEDE UDIENZA ‘AIUTATE LE VITTIME, LINEE GUIDA CHIESA TROPPO SPESSO TRADITE’

    ANSA/ PEDOFILIA:ATTIVISTA ANTIABUSI SCRIVE A PAPA,CHIEDE UDIENZA ‘AIUTATE LE VITTIME, LINEE GUIDA CHIESA TROPPO SPESSO TRADITE’

    (ANSA) – ROMA, 9 SET – Una lettera al Papa per chiedere aiuto per le vittime dei sacerdoti pedofili e annunciare una ‘marcia’ da Savona alla Santa Sede per ottenere un’udienza in Vaticano. L’autore è Francesco Zanardi, presidente dell’associazione L’Abuso, che nel giugno scorso, quando scoppiò a Genova il caso di Don Seppia, incontrò il cardinale Angelo Bagnasco, guida dei vescovi italiani. Zanardi, che vive a Savona, ha denunciato di essere stato vittime delle molestie sessuali di un sacerdote da ragazzino e le sue accuse hanno portato all’apertura di un’inchiesta di cui parla anche nella lettera al Papa. Cosa spiega Zanardi a Benedetto XVI? Innanzitutto porta alcune cifre, frutto di una sua analisi.

    “Recentemente – scrive – ho fatto una ricerca nelle regioni ecclesiastiche italiane, tenendo conto dei casi di abuso da parte di preti pedofili condannati dalla legge laica dal 2000 a oggi”: “superiamo i 130 casi”. Poi espone la sua vicenda personale, fa nomi e cognomi e da qui passa all’inchiesta in corso a Savona. Parla di “mostruosa perversione”, di “orchi”, di comportamenti “poco cattolici e totalmente contrari alle attuali direttive della Santa Sede”. Afferma che ci sono state coperture, perché, scrive, “un’innata perversione come quella di abusare di minori, non può essere controllata, Santità, ma può essere ‘contenuta’ in modo criminale”. E sostiene che alcuni sacerdoti autori di abusi anziché essere puniti, avrebbero aperto comunità per minori in difficoltà. Così, “gli abusi accadevano lontano da occhi indiscreti, ma le vittime tolte alle famiglie per diverse problematiche non avevano alcun riferimento al quale chiedere aiuto, tranne il loro carnefice.

    Oggi quelle vittime hanno tra i 25 e i 45 anni, molte di loro purtroppo sono in condizioni disperate e senza alcun aiuto, Santità, proprio come quando furono mandate nelle comunità cattoliche per minori, ma con molti più problemi di quando sono entrati”. Zanardi va oltre e afferma che alcune di loro, anziché essere aiutate “sono state punite in vari modi” per aver denunciato. Il nodo è proprio quello dell’aiuto alle vittime, che “non chiedono nulla che già non esista come direttiva ufficiale, solo l’applicazione delle linee guida emesse dalla Santa Sede”, dice Zanardi, e nella lettera annuncia: “Il 22 settembre comincerò una contestazione non violenta”, “un pellegrinaggio a piedi da Savona a Roma percorrendo la statale Aurelia, nella speranza di ottenere udienza da Sua Santità che porti a ottenere una concreta applicazione delle linee guida”. (ANSA).

  • Pedofilia, Zanardi incontra il cardinal Bagnasco “Molte vittime nell’ombra”

    Pedofilia, Zanardi incontra il cardinal Bagnasco “Molte vittime nell’ombra”

    Savona. Sostenitore dei diritti gay, ma nella veste di rappresentante della rete “L’Abuso” che raggruppa le vittime dei sacerdoti pedofili, il savonese Francesco Zanardi ha incontrato questa mattina il cardinale Angelo Bagnasco.

    Il colloquio si è svolto nella Curia di Genova, segnando un passo storico nei rapporti sempre più delicati tra autorità ecclesiastiche e vittime di molestie sessuali ad opera del clero. E’ la prima volta che un presidente della Cei incontra un portavoce dei patimenti subiti a causa di religiosi pedofili.

    “Il cardinale è stato molto cordiale e interessato agli argomenti, facendo domande su diversi dettagli della questione savonese che abbiamo ricostruito con aspetti di cui non era a conoscenza — spiega Zanardi, dopo l’incontro durato quarantacinque minuti — Ha voluto conoscere meglio la situazione di alcune vittime del Savonese che avevo segnalato come persone con patologie molto gravi, in particolare un giovane di 27 anni costretto ad assumere morfina per i gravi problemi psicologici”.

    E’ stato lo stesso Zanardi ad aver chiesto in forma privata l’incontro con il presidente della Cei e arcivescovo di Genova. “E’ stato un momento storico perché, benché il pontefice abbia già incotrato le vittime di pedofilia, è dai cardinali Bagnasco e Bertone che può partire l’attenzione e l’attuazione delle linee guida contro i presti pedofili — commenta Zanardi — Sono anni che segnalo la situazione della chiesa. Ho portato al cardinale alcuni scambi di lettere con il vescovo di Savona-Noli, monsignor Vittorio Lupi, facendo rilevare come i ritardi hanno effetto sui processi e conducano alle prescrizioni, oltre che ai mancati risarcimenti per le vittime.

    Ho portato al cardinal Bagnasco anche un elenco di sacerdoti dei quali abbiamo prove di comportamenti pedofili, sui quali però la legge laica non potrà fare nulla in quanto i reati sono prescritti. Ho chiesto a sua eminenza che almeno vengano allontanati dalle parrocchie e dai bambini”. “Il caso di don Seppia — aggiunge Zanardi — è grave come altri, ma più impattante perché accaduto a Genova nella diocesi del cardina Bagnasco e dimostra come sia stata leggera la chiesa nell’affrontare il problema. Non credo che, al momento, la chiesa abbia i requisiti per garantire uno sportello anti-pedofilia, che, al contrario, rischia di apparire un’ulteriore macchinazione per nascondere, insabbiare, dal momento che la magistratura è il vero sportello”.

    “Se ci sono sospetti — precisa — è sufficiente fare un esposto alla magistratura che, nel caso non vi fossero riscontri, procederà ad archiviare. Non è mai accaduto che quanto detto ai vescovi arrivasse alla magistratura: l’anello mancante è qui, come nei casi savonese e genovese, tutto si ferma al vescovo”. L’esponente delle vittime dei sacerdoti pedofili torna infine su don Nello Giraudo, l’ex parroco di Spotorno ridotto allo stato laicale, sotto inchiesta dai primi mesi del 2010 per abusi su ragazzini, fra i quali lo stesso Zanardi.

    “Don Giraudo suscita qualche problema: abita in un appartamento che quasi sicuramente appartiene alla diocesi, fa il cuoco per i frati benedettini di Finalborgo — afferma — Il fatto che tuttora quest’uomo, ridotto allo stato laicale, sia ancora di fatto nella chiesa, non torna. E proprio dietro al convento è nato il primo gruppo scout a Finale: questo fa molto pensare. Giraudo è nello stesso convento di Josef Dominic, sacerdote fuggitivo portato in Italia da monsignor Domenico Calcagno nel 2003, che è apparso ad Albisola dove è stato rintracciato dal New York Times. La diocesi di Savona lo ha nascosto nel convento dei benedettini che dicono sia morto in passeggiata, mentre io ho l’atto di morte secondo cui è arrivato vivo al pronto soccorso di Pietra Ligure a mezzogiorno e venti”.

  • Don Antonio Ferri nuovo pro-vicario, Zanardi: “Personalità ‘ambigua’”

    Don Antonio Ferri nuovo pro-vicario, Zanardi: “Personalità ‘ambigua’”

    Apprendiamo sinceramente con un po’ di stupore, la notizia che Antonio Ferri è stato nominato pro vicario della Diocesi di Savona-Noli: un’altra delle tante imprudenze di monsignor Lupi”: a dirlo è Francesco Zanardi in rappresentanza dell’associazione delle vittime di pedofilia savonese.

    “Forse, secondo la diocesi, al sacerdote non manca l’esperienza nel settore, essendo stato vicario generale con tre vescovi: monsignor Giulio Sanguineti (che lo scelse), monsignor Roberto Amadei e monsignor Dante Lafranconi (che lo sostituì poi con don Giusto) – prosegue Zanardi – La diocesi dimentica il curriculum di Ferri, che era in seminario all’epoca di Alessandro Nicolick e dell’ex seminarista, abusati entrambi da P.P.. Poi fu parroco di Lavagnola dove si trasferì il Savona 7 e con lui Franco Briano, molte persone che hanno contattato il numero delle vittime sostengono di avere segnalato anche a lui Briano e gli abusi commessi: io personalmente ho parlato con lui quando era parroco di San Francesco, sapeva già di Giraudo anche se ora sostiene di non aver mai ‘avuto sentore’. Lo stesso Ferri trovò le famose foto pornografiche che attribuirono a me e che mi fecero definitivamente allontanare dalla Curia, episodio poco chiaro e denunciato alla magistratura, non ancora archiviato. Ci meraviglia molto che il vescovo Lupi abbia affidato questo incarico a Ferri, il quale non ha ancora dato risposte convincenti atte a chiarire queste ed altre vicende”.

    http://www.ivg.it/2011/03/don-antonio-ferri-nuovo-pro-vicario-zanardi-personalita-ambigua/

  • Il sindaco Delfino schierato con Lupi: ecco la replica di Zanardi

    Il sindaco Delfino schierato con Lupi: ecco la replica di Zanardi

    Savona. Il sindaco di Varazze Giovanni Delfino, nei giorni scorsi, l’aveva, seppur indirettamente, attaccato. Così Francesco Zanardi ha deciso di replicare, facendo alcune precisazioni, al primo citadino varazzino che era sceso in campo per difendere il Vescovo Lupi.

    “Leggo senza dar troppo peso – dice Zanardi – le sue dichiarazioni ma vorrei fare qualche precisazione. Intanto anche se la citazione ‘lasci pur grattar dov’é la rogna’ è di Dante, trovo veramente misera l’espressione uscita dalla bocca di un Primo Cittadino, soprattutto se rivolta nei confronti di persone delle quali non solo io sono il portavoce, persone che sono state abusate e hanno sofferto, ma per lei e la sua giunta, forse sono solo dettagli irrilevanti”.

    “Riguardo alle radicate e antiche tradizioni di culto che in questo caso vanno a braccetto con la moralità, ho potuto prenderne atto leggendo il libro uscito da poco ‘Messe nere sulla riviera’ che tratta lo scandalo sessuale avvenuto a Varazze nel 1907.

    Tengo anche a precisare che sacerdoti e sacrestani pedofili a parte, non abbiamo mai attaccato il clero, l’unica cosa che abbiamo rimproverato ai sacerdoti è stata l’omertà. Noi non attacchiamo solo Lupi, ma anche Sanguineti Lafranconi e Calcagno forse è male informato, naturalmente Lupi, oltre ad aver fatto la sua parte, al momento è il Vescovo, a chi altri dovremmo rivolgerci?” prosegue Zanardi.

    “E’ importante non dimenticare che oltre alla vittime che chiedono giustizia, da più di un anno anche la Magistratura sta indagando sulla Diocesi, non solo per lo scandalo pedofilia.

    Riguardo al male non c’è dubbio che si trovi ovunque, certo che se quando lo si scopre non si interviene neppure davanti a dei bambini, si diventa complici e forse anche qualcosa di più, credo che avrebbe tutt’altra opinione se avesse avuto la disgrazia di essere una vittima.

    Riguardo ai vantaggi personali sarebbe curioso sapere quali siano, comunque sono convinto che Lupi apprezzerà il suo sostegno e quello della sua giunta, vi invito solo ad avere rispetto anche per le vittime, non solo per i potenti, soprattutto quando lo fate con la veste che da una carica pubblica” conclude il “grande accusatore” della Diocesi.

    http://www.ivg.it/2011/02/il-sindaco-delfino-schierato-con-lupi-ecco-la-replica-di-zanardi/