Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Francesco Zappella

  • Monsignor Borghetti, il pifferaio che magico non è

    Monsignor Borghetti, il pifferaio che magico non è

    Nell’unica diocesi al mondo commissariata da Papa Francesco qualcuno comincia a rimpiangere monsignor Mario Olivieri, chi invece no, fatica a vedere “la grande rivoluzione” messa in atto da monsignor Guglielmo Borghetti, una rivoluzione presunta ma che nei fatti pare solo “tanto fumo ma niente arrosto”.

    A quanto pare il commissario inviato da Papa Francesco per fare pulizia nella diocesi più chiacchierata d’Italia sembra che stia solo facendo silenzio e non pulizia, a dirlo non sono solo molti sacerdoti della diocesi ingauna, ma anche i fatti.

    L’ultimo dei casi che ha lasciato perplessi è quello di don Francesco Zappella, il parroco di Borghetto S. Spirito accusato di molestie e indagato formalmente dalla Procura di Savona per l’ipotesi di reato di violenza sessuale, che paradossalmente, anziché essere sospeso, proprio nei giorni in cui veniva aperto nei suoi confronti un fascicolo, viene promosso da Borghetti come collaboratore della Caritas Diocesana.

    E ancora il caso di Giacomo Pisano, cappellano dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure che a seguito di un tentativo di furto nella sua abitazione, aveva attirato l’attenzione di don Filippo Bardini, il quale aveva avvisato la vigilanza. Una successiva visita dei NAS aveva accertato una situazione a dir poco imbarazzante, il pavimento dell’abitazione era cosparso di rifiuti, escrementi e avanzi di cibo, e in mezzo a oggetti e paramenti sacri, anche materiale pornografico. Questa vicenda pare non abbia turbato molto la diocesi che lo ha “riciclato” e adesso presta servizio nel fine settimana come vice parroco di Balestrino, mentre in settimana presta servizio a Loano, nella chiesa di S. Pio 10°. In questo caso ad allontanare il sacerdote dall’ospedale non è stata la diocesi, ma la Regione che ha provveduto a “licenziarlo” tramite i vertici dell’ASL .

    Poi c’è il caso di don Renato Giaccardi, arrestato a Mondovì nel luglio del 2005, con l’accusa di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile, adescava giovani tra i 15 e i 18 anni per prestazioni omosessuali. Condannato successivamente in via definitiva a 4 mesi di reclusione, fu trasferito nella diocesi di Albenga dove ora fa il parroco a Loano nella Chiesa della Madonna di Loreto nella zona del porto ed è cappellano presso il santuario delle Suore della Visitazione di Loano, adiacente ad un asilo.

    Ancora in circolazione per la diocesi ingauna don Italo Casiraghi, condannato a 6 mesi nel Canton Ticino per atti sessuali con fanciulli, trasferito anche lui dopo la condanna nella diocesi di Albenga. Lo avevamo scoperto noi della Rete L’ABUSO qualche anno fa mentre celebrava come se niente fosse messa a Pietra Ligure, dove vive tuttora.

    Infine il caso più famoso, quello di don Luciano Massaferro, condannato in via definitiva a 7 anni e otto mesi. Attualmente ai domiciliari e affidato ai servizi sociali di Imperia, di giorno deve solo assolvere i compiti previsti dalla sua mansione, cioè fare il giro di consegna dei pasti, poi può fare sostanzialmente ciò che vuole. Anche se per il momento non dice messa, non è mai stato ridotto allo stato laicale.

    La Rete L’ABUSO ovviamente, occupandosi di tematiche sessuali, si è limitata ad elencare solo questi aspetti. In realtà le recenti vicende ed esternazioni del clero ingauno, nell’ultimo periodo non hanno mancato di guadagnarsi gli onori della cronaca, ma malgrado ciò pare che anche in quei contesti non sia stato preso provvedimento alcuno.

    La domanda che alla fine ci poniamo noi comuni mortali è molto semplice, ma “la grande rivoluzione di Guglielmo Borghetti” in che cosa consiste?

    Francesco Zanardi Portavoce Rete L’ABUSO

  • Prete accusato di abusi:  «Ci sono altre due vittime»

    Prete accusato di abusi: «Ci sono altre due vittime»

    di Pietro Tosca – Si complica la posizione di don Francesco Zappella, il sacerdote originario di Covo e parroco a Borghetto Santo Spirito, in provincia di Savona, inquisito nei giorni scorsi per violenza sessuale. Il bergamasco è uno dei tre preti che l’onlus Rete L’abuso ha segnalato a inizio settembre alle autorità dell’Uruguay per abusi su minori raccogliendo testimonianze nel Paese sudamericano.

    In particolare contro don Zappella c’è il racconto di un 29enne che avrebbe subìto abusi nella missione di Trenta y Tres da quando era minorenne fino a 19 anni. Fatti risalenti a circa 10 anni fa e che sarebbero ormai prescritti. C’è però un episodio più recente che sarebbe accaduto durante un soggiorno ad Albenga. Per questo l’associazione a fine agosto ha chiamato in Italia il 29enne che è stato ascoltato per 5 ore dal sostituto Giovanni Battista Ferro della procura di Savona che ha aperto un fascicolo contro ignoti. Una scelta dettata da una strategia investigativa per aver il tempo di raccogliere gli elementi necessari ed evitare che l’inchiesta fosse subito segnalata alla diocesi di Albenga, a cui fa capo la parrocchia di Borghetto.

    Sabato scorso il primo sviluppo con l’iscrizione del sacerdote nel registro degli indagati. La vicenda sin dall’inizio è diventata di dominio pubblico sulla stampa ligure e don Zappella ha rilasciato più di un’intervista per smentire le accuse scrivendo anche su Facebook. «Mi trovo a dover lottare contro le calunnie – scriveva – contro persone senza scrupoli che vogliono diffamare le persone e si sentono dei novelli Savonarola. La mia coscienza è a posto, la gogna mediatica è tanta e ti distrugge». La diocesi di Albenga non ha adottato provvedimenti verso il sacerdote. «Sono nella bufera da 21 giorni per questa storia – ha detto ieri sera -. Sono malato e le accuse mi stanno uccidendo. Voglio solo essere lasciato in pace». Proprio ieri, inoltre, la onlus ha diramato un comunicato in cui sostiene di aver individuato in Sudamerica altre due presunte vittime del sacerdote, più giovani del primo accusatore, uno ha 20 anni, che al tempo degli abusi sarebbero stati minorenni, e di aver depositato in procura le loro testimonianze.

    http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/15_ottobre_02/prete-accusato-abusi-ci-sono-altre-due-vittime-716cdaac-68dc-11e5-a7ad-17c7443382c3.shtml

  • PEDOFILIA; altre denunce per il prete missionario don Francesco Zappella.

    PEDOFILIA; altre denunce per il prete missionario don Francesco Zappella.

    Potrebbe cambiare da violenza sessuale in abuso di minori la posizione del prete missionario di Borghetto S. Spirito don Francesco Zappella. Nelle ultime settimane la Rete L’ABUSO ha continuato a raccogliere segnalazioni arrivate non solo da oltre oceano, ma anche dalla Liguria e dal bergamasco dove sembrerebbe che la posizione del sacerdote fosse già piuttosto chiacchierata venti anni fa, al punto tale di costargli l’allontanamento dal Seminario di Bergamo e il successivo reclutamento in quello di Albenga.

    L’associazione ha puntualmente trasmesso agli inquirenti quanto appreso dalle segnalazioni depositando agli atti ben 4 informative, l’ultima di ieri mattina, contenente anche la denuncia di un’altra presunta vittima poco più che 20enne, la quale potrebbe costare al sacerdote, attualmente indagato per violenza sessuale, l’incriminazione per abuso di minori.

    Nel frattempo l’avvocato della Rete L’ABUSO Sergio Cavaliere ha provveduto a comunicare formale messa in mora non solo alla Diocesi di Albenga ma anche al vescovo Mario Olivieri, alla parrocchia S. Antonio da Padova e al collegio Quo Vadis in Uruguay.

    Un atto dovuto e attualmente limitato solo a “Fernando”, utile a bloccare nel suo caso il rischio di prescrizione in sede civile. Per quanto riguarda le altre presunte vittime si è preferito per il momento non comunicare tramite la messa in mora i loro nominativi alla diocesi, anche perché in questo caso non esiste il rischio di imminente prescrizione, ne penale, ne civile.

    L’inchiesta non solo su Zappella, ma anche sugli altri 2 sacerdoti indicati da Fernando, procede anche oltreoceano dove sta indagando la 1° sezione investigativa della polizia di Trenta y Tres. Per quanto riguarda le accuse di molestie da parte di “Fernando” a danno di una 12enne fatte dal sacerdote durante un’intervista, risulterebbero infondate.

    Per l’ufficio di presidenza

    Francesco Zanardi

  • Per don Zappella scatta l’accusa di violenza sessuale

    Per don Zappella scatta l’accusa di violenza sessuale

    Dopo la denuncia del giovane uruguayano ora si scava sul passato del prete missionario

    SAVONA. Violenza sessuale: è l’accusa formale contestata dalla procura della repubblica a don Francesco Zappella, il missionario borghettino, da diversi anni titolare della locale parrocchia di Sant’Antonio da Padova. La decisione del sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro è arrivata nei giorni scorsi a seguito dell’esposto presentato dal presidente della rete l’Abuso, Francesco Zanardi, su presunti episodi di violenza sessuale commessi dal sacerdote nei confronti di un giovane brasiliano che don Zappella aveva ospitato nella missione della cittadina uruguayana Treinta y Tres e che, secondo la denuncia, era proseguita fino al 2005 nel corso di un viaggio compiuto dal giovane ad Albenga. E soprattutto dopo aver avviato l’attività investigativa con un “modello 45”, ossia atti non costituenti notizia di reato. Qualcosa è cambiato quindi nella posizione di don Zappella anche se l’iscrizione nel registro degli indagati al momento rappresenta un passaggio formale per consentire agli uomini della polizia giudiziaria di proseguire le indagini sull’attività del prete accusato di violenze su alcuni ospiti della struttura sudamericana e scavare anche nel passato del prete. Un tunnel che si annuncia lungo ed oscuro nel quale il magistrato sta cercando di fare piena luce sull’attività del prete missionario e sulle sue presunte “deviazioni” sessuali. Il condizionale è d’obbligo in questi casi, a fronte anche della netta posizione di don Francesco rispetto alle accuse di quel ventinovenne brasiliano: «Tutte calunnie». «Se qualcuno mi chiederà risponderò puntualmente sui vari passi della denuncia» aveva chiarito nei giorni immediatamente successivi il deflagare dello scandalo. Tra i tanti aspetti da valutare da parte degli inquirenti c’è poi l’eventuale prescrizione dei presunti reati commessi dal parroco ponentino. Su don Zappella, così come su don Licciardello, il vescovo Borghetti ribadisce quasi come in una litania: «Non esprimo giudizi, è giusto che vengano approfonditi episodi su cui ci sono dei dubbi e ho piena fiducia nel lavoro della magistratura».Il vescovo ha avuto alcuni giorni fa un colloquio con il parroco di Borghetto, ma non ci sarebbero in vista provvedimenti sul piano ecclesiastico, così come non ci sono per il suo collega di Dolcedo.

    IL SECOLO XIX SAVONA

  • Violenza sessuale, indagato il parroco di Borghetto don Francesco Zappella

    Violenza sessuale, indagato il parroco di Borghetto don Francesco Zappella

    Borghetto Santo Spirito. E’ stato indagato con l’accusa di violenza sessuale don Francesco Zappella, il missionario di Borghetto Santo Spirito, parroco di Sant’Antonio da Padova.

    A condurre l’inchiesta il sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro avviata dopo l’esposto presentato dal presidente della Rete l’Abuso, Francesco Zanardi, su presunti episodi di violenza sessuale commessi dal sacerdote nei confronti di un giovane brasiliano che don Zappella aveva ospitato nella missione della cittadina uruguayana Treinta e Tres e che, secondo la denuncia, era proseguita fino al 2005 nel corso di un viaggio compiuto dal giovane ad Albenga. E soprattutto dopo aver avviato l’attività investigativa con un “modello 45”, ossia atti non costituenti notizia di reato.

    L’iscrizione nel registro degli indagati del prete al momento rappresenta un passaggio formale per consentire agli uomini della polizia giudiziaria di proseguire le indagini sull’attività del prete accusato di violenze su alcuni ospiti della struttura sudamericana e scavare anche nel passato del prete. Un tunnel che si annuncia lungo ed oscuro nel quale il magistrato sta cercando di fare piena luce sull’attività del prete missionario e sulle sue presunte «deviazioni» sessuali.

    http://www.ivg.it/2015/09/violenza-sessuale-indagato-il-parroco-di-borghetto-don-francesco-zappella/

  • Pedofilia: don Zappella indagato

    Pedofilia: don Zappella indagato

    Pedofilia: don Zappella indagato

    Per violenza sessuale dopo denuncia della Rete l’Abuso

    (ANSA) – SAVONA, 22 SET – E’ stato indagato dalla Procura di Savona con l’accusa di violenza sessuale don Francesco Zappella, parroco di Sant’Antonio da Padova a Borghetto Santo Spirito.
    L’inchiesta è stata avviata dopo l’esposto presentato da Rete l’Abuso su presunti episodi di violenza sessuale nei confronti di un giovane brasiliano che don Zappella aveva ospitato nella missione della cittadina uruguayana Treinta e Tres e che, secondo la denuncia, sarebbe proseguita fino al 2005 durante un viaggio ad Albenga.

    http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/09/22/pedofilia-don-zappella-indagato_5dc55909-3253-4d45-ab7d-7d84fde8f842.html

  • Questa sera a TERRA. Il settimanale di approfondimento di Rete4

    Questa sera a TERRA. Il settimanale di approfondimento di Rete4

    Questa sera a TERRA, il settimanale di Rete 4 condotto da Toni Capuozzo, si parlerà del caso di don Francesco Zappella, il parroco missionario di Borghetto S. Spirito accusato di molestie sessuali. Nel servizio a cura di Mimmo Lombezzi l’intervista esclusiva alla vittima, il giovane 29enne uruguayano che la Onlus Rete L’ABUSO è riuscita a portare Italia per deporre davanti all’autorità giudiziaria.

    Il passato del parroco http://www.video.mediaset.it/video/terra/puntate/il-passato-del-parroco_560859.html

  • Don Francesco Zappella; forse una bomba inesplosa nelle mani “ingenue” di mons. Borghetti?

    Don Francesco Zappella; forse una bomba inesplosa nelle mani “ingenue” di mons. Borghetti?

    Cominciano a traballare le dichiarazioni rilasciate da don Francesco Zappella, nonché la fiducia riposta da Papa Francesco e dai cattolici nei confronti del vescovo Guglielmo Borghetti che malgrado le accuse al sacerdote, ha rifiutato la sua richiesta di sospensione dallo stato clericale.

    Le dichiarazioni rilasciate al SECOLO XIX Savona da don Francesco Zappela, secondo le quali esisterebbe nei confronti del 29enne una accusa per aver molestato una 12enne, sembrerebbero infondate o quanto meno sconosciute all’autorità giudiziaria. Questo è quanto si apprende dall’Uruguay, dove non risulterebbero denunce a tal proposito nei confronti di “Fernando” (nome di fantasia) il ragazzo uruguayano che accusa di molestie il sacerdote. Potremmo dire che la stessa cosa vale per eventuali fatti riferiti all’Italia, dove “Fernando”, dopo essere stato ascoltato dall’autorità giudiziaria, è stato lasciato libero di rientrare senza alcun impedimento al suo paese.

    Sembrerebbe invece complicarsi non poco la posizione del sacerdote, la cui vicenda è uscita ieri anche sul Corriere di Bergamo, sua provincia natale, dove chi lo ha conosciuto pare avere ricordi tutt’altro che piacevoli.
    In un gruppo Facebook del bergamasco infatti, molti hanno commentato l’articolo che annuncia che il sacerdote è accusato di molestie, con testimonianze che potrebbero far pensare a dei precedenti anche nella zona, denunciando che il sacerdote, già 20 anni fa, prima di prendere i voti in Liguria, fosse piuttosto chiacchierato.

    Ad intorpidire ulteriormente la situazione è il fatto che don Francesco Zappella, pochi giorni dopo lo scandalo esploso anche su molti i quotidiani nazionali, abbia chiuso senza apparente motivo, entrambi i suoi profili di Facebook, dove stando alla stampa locale, riceveva parecchia solidarietà.

    L’associazione Rete L’ABUSO rende noto inoltre che Francesco Zappella è stato denunciato nei giorni scorsi per aver rivelato su un post di Facebook il nome della presunta vittima violando così l’articolo 734 bis del codice penale.

    Nel frattempo continuano parallelamente le indagini in Uruguay, questa volta non solo nei confronti di don Francesco Zappella, ma anche di padre Gabriel Tojos e Sebastian Silvera.

    La Rete L’ABUSO rinnova l’invito a tutti coloro che sono a conoscenza di fatti inerenti alla vicenda, a rivolgersi all’autorità giudiziaria, opure a contattarci all’indirizzo info@retelabuso.org .

    L’ufficio di Presidenza

    Rete L’ABUSO

  • L’inferno del giovane uruguaiano: “Abusato da 3 preti, uno è ligure”

    L’inferno del giovane uruguaiano: “Abusato da 3 preti, uno è ligure”

    Si racconta a viso scoperto in un video realizzato dalle telecamere di XIXTV. Ecco l’incredibile storia di un ragazzo abusato fin da bambino da un sacerdote ancora in libertà.

    “Mi ha abusato in Uruguay, e anche qui in Italia“. Una storia raccontata a fatica, dove il giovane, che oggi ha 29 anni, ripercorre la sua infanzia e la sua adolescenza segnate da momenti e persone che mai potrà dimenticare.

    Troppi sono gli abusi, gli inganni, i gesti, gli sguardi di quei preti pedofili che gli hanno rovinato l’esistenza.

    Nato in Brasile, abbandonato dalla madre e dal padre, a soli sei mesi è stato affidato a unistituto cattolico in Uruguay fino all’età di otto anni. Era considerato orfano a tutti gli effetti: senza genitori, senza documenti, senza nessuno che potesse difenderlo. Così sono iniziate le lunghe notti in parrocchia, dove veniva invitato da quel prete missionario italiano a dormire. Eppure, anche se lui ancora non poteva capire, racconta di un prete che li toccava i genitali gemendo. Il racconto, sofferto e rabbioso, continua: “A 14 anni sono venuto in Italia per studiare e prendere il diploma da infermiere. Nuovamente vengo accolto dal quel prete italiano a Savona in una parrocchia dove mi garantisce i soldi per studiare, per i vestiti e tutto il resto. Ma in cambio vuole farsi massaggiare, diceva che ne aveva bisogno”. Il prete che gli fa da tutor è don Francesco Zappella, attualmente parroco a Borghetto Santo Spirito e in passato missionario proprio in Uruguay, per cui la onlus Rete L’Abuso ha chiesto ufficialmente a monsignor Guglielmo Borghetti, vescovo coadiutore della Diocesi di Albenga, la rimozione e l’apertura di un processo canonico.

    Inizia così una sorta di terrorismo psicologico: “Non voleva che avessi la ragazza, diceva di amarmi come un padre ama il proprio figlio, mi abbracciava, voleva fare sesso, mi toglieva i vestiti e mi toccava”. Il sacerdote in questione, che giustificava i suoi gesti dicendo di amare come un padre, ogni volta riusciva a convincere il povero giovane, arrivando addirittura a minacciarlo di toglierli il denaro, se si fosse rifiutato di contraccambiare il suo amore. “Quando diceva di amarmi io ci credevo – racconta nel video- mi aiutava, mi difendeva, però poi voleva i miei baci. Compra la gente con i soldi per tenersela vicino e la ricatta. Chissà quanti ragazzi in questi anni hanno subito quello che ho subito io. Era l’inferno“. A un certo punto del racconto, il giovane arriva addirittura a confessare che: “Quando mi sono reso conto di quello che il prete mi faceva ho pensato di suicidarmi. Non capivo, perché da una parte diceva di amarmi come un padre e dall’altra faceva certe cose”.

    Un prete considerato da tutti “lindo e buono”, che dice messa, che aiuta, che e’ amico, “ma una volta rientrato in parrocchia si trasforma, ride di fronte ai ragazzini e li vede come un premio e ne approfittava”. La gente viene ingannata, nessuno sa, però chi lo ha conosciuto come me, non ha il coraggio di affrontarlo perché lui può tutto, può pagare l’avvocato e tutto il resto”. Il giovane ha trovato il coraggio e ha deposto in Uruguay e ha avuto la possibilità di deporre anche in Italia a Savona. La versione del prete: “Solo calunnie, sono sereno”. Interpellato dal Secolo XIX, don Zappella (accusato insieme con due sacerdoti che vivono in Uruguay, padre Gabriel Tojos e padre Sebastian Silvera) si è detto “sereno”, perché “sono tutte calunnie” e anche perché “il vescovo ha rifiutato le mie “dimissioni”, resto a disposizione della giustizia”.

    Oggi, il giovane è diventato padre, e il dolore, le umiliazioni, le sofferenze, i brutti ricordi, lasciano spazio alla rabbia e a una paura:”che mio figlio o qualcuno vicino a me possa incrociarlo”. Lui da sempre diceva agli atri preti missionari quanto gli veniva fatto ma “si coprivano tutti, era una mafia“.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/linferno-giovane-uruguaiano-abusato-3-preti-ligure-1169023.html

  • Don Francesco si consola con l’abbraccio dei parrocchiani

    Don Francesco si consola con l’abbraccio dei parrocchiani

    «È una persona buona e generosa, vittima di un complotto»

    BORGHETTO.«Don Francesco è una persona generosa e disponibile, e quella contro di lui è solo una montatura». I parrocchiani si schierano al fianco di don Francesco Zappella, il sacerdote accusato di avere molestato un giovane ospite di una struttura religiosa durante il suo mandato missionario in Uruguay, e a Borghetto si respira il clima di Alassio ai tempi della vicenda di don Luciano Massaferro, anche se naturalmente i parrocchiani e gli amici di don Francesco si augurano che sul piano giudiziario finisca in maniera ben diversa.

    Anzi, se nella vicenda Massaferro non mancarono fin dal primo giorno neppure i colpevolisti (anche se meno organizzati ed appariscenti degli innocentisti), almeno per il momento a Borghetto tutti sembrano schierarsi al fianco del sacerdote, forse anche per la maggiore distanza in termini geografici di questa vicenda rispetto a quella alassina, che invece si svolse tutta all’ombra (è il caso di dirlo) del campanile. «Don Francesco è generoso e disponibile nei confronti dei bisognosi e in generale di tutti,forse persino troppo – affermano alcuni commercianti che hanno bottega a due passi dalla parrocchia di Sant’Antonio da Padova -. è qui da 6 o 7 anni e il suo comportamento è sempre stato ineccepibile.

    Nonostante le precarie condizioni di salute si occupa personalmente della pulizia e della piccola manutenzione della chiesa e delle pertinenze, risparmiando soldi da destinare a chi ha bisogno». Per tutti don Francesco Zappella è un esempio. «In occasione delle comunioni e delle cresime ha curato personalmente gli allestimenti, col solo aiuto dei volontari, e senza chiedere nulla alle famiglie – ricorda noi parrocchiani -,ed il giorno di Santa Rita è andato personalmente a consegnare la rosa simbolo di quella ricorrenza a quei commercianti che avendo il negozio aperto non hanno potuto partecipare alla cerimonia in chiesa». Ma le accuse di molestie sessuali? «Solo una montatura, una cattiveria compiuta ai danni di una persona buona: don Francesco non può avere fatto cose simili» affermano senza titubanze i fedeli, che martedì sera si sono radunati sotto il balcone della canonica in segno di solidarietà.

    Zappella si è affacciato in risposta all’applauso dei parrocchiani che lo invitavano a non mollare. «Io di qui non me ne vado, chiedo al Signore di darmi la forza e presto tutto si chiarirà» ha detto il sacerdote alla piccola folla riunita sotto il balcone. «Vado avanti a testa alta, anche se non è facile,perché il male non può prevalere sul bene,e questa vostra dimostrazione per me è molto importante» ha proseguito. «Non ci interessa che la cosa si chiarisca: noi siamo qui per dirti che siamo con te» haurlato qualcuno tra la sessantina di persone radunate sotto la canonica,a testimonianza del fatto che i parrocchiani hanno già assolto don Zappella. Adesso bisogna vedere se la penseranno allo stesso modo anche la giustizia penale italiana e quella uruguaiana, cui il sacerdote dovrà rispondere di una delle accuse più infamanti, specie per un uomo di Dio.

    STEFANO FRANCHI

    LUCA REBAGLIATI

    IL SECOLO XIX SAVONA