Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Gabriele Doni

  • “Don Dino ha avuto rapporti con minori”

    “Don Dino ha avuto rapporti con minori”

    Roma – Non solo foto hard, don Dino ha anche avuto rapporti con minori. Il tribunale del Riesame conferma le ipotesi della procura di Roma, secondo quanto riportato dal quotidiano “Il Tempo” di Roma.

    L’ex parroco di Montecalvello, al secolo Placido Greco, era stato arrestato lo scorso maggio nell’inchiesta sul giro di baby prostituti della stazione Termini nell’operazione Meeting point(L’arresto di don Dino: video 1 – video 2).

    Gli agenti della Polfer hanno ritrovato nell’abitazione dell’uomo 1700 fotografie che ritraevano numerosi bambini in pose hard. “Si era sparsa la voce che ero bravo a scattare foto di nudi”. Questa, secondo il quotidiano Tempo, la difesa del sacerdote durante l’interrogatorio di garanzia.

    “Così – continua don Dino – diversi ragazzini mi hanno chiesto di realizzare dei book per sfondare nel cinema erotico. Mi sono prestato credendo di aiutarli, ma non mi sono mai spinto oltre. Non ho mai sfiorato un bambino. Non ho mai pagato nessuno, nemmeno per le foto”.

    Secondo il Riesame, però, l’uomo avrebbe avuto anche rapporti sessuali con due minorenni.

    Il sacerdote avrebbe anche scritto, sotto lo pseudonimo di Gabriele Doni, una serie di romanzi pornografici e una bibbia in chiave erotica con ragazzini al posto dei 12 apostoli.

    L’indagine, seguita per due anni dagli agenti della Polfer, ha portato a diciassette indagati, nove dei quali agli arresti. Non solo la stazione ferroviaria di Termini. I bambini venivano adescati anche in altri punti della Capitale: in via Giolitti o nei parchi cittadini.

    I rapporti sessuali venivano poi consumati a casa degli clienti, nei bagni pubblici o a bordo di treni in sosta. 10-15 euro a prestazione. Anche perché molti clienti sarebbero stati senzatetto con scarse possibilità economiche. Ma non era il caso di don Dino che, secondo le indagini, sarebbe arrivato a pagare anche cinque volte tanto.

    Accuse confermate dalla testimonianza di un 16enne. Durante l’interrogatorio il minorenne avrebbe detto: “Ci siamo visti tre volte. E’ successo tutto a casa, nel bagno del treno sul binario 29 e in quello del binario 16. Mi dava 40 o 50 euro”.

    “Don Dino ha avuto rapporti con minori”

  • Don Placido: “1.700 foto nudi? Aiutavo ragazzi a entrare nel porno”

    Don Placido: “1.700 foto nudi? Aiutavo ragazzi a entrare nel porno”

    La presunzione di innocenza, fino a definitiva sentenza di condanna, è sacra. Per cui di Placido Greco, parroco viterbese detenuto a Regina Coeli per atti sessuali nei confronti di minori, non useremo aggettivi o qualificazioni che pur la cronaca dei fatti consiglierebbe e autorizzerebbe. Di Don Placido Greco diremo solo e senza tema di smentita che dispone e ostenta una colossale sicurezza.

    Sentitelo, nella cronaca di Ilaria Sacchettoni sul Corriere della Sera, di fronte al giudice per le indagini preliminari Chiara Giammarco.

    Le hanno trovato a casa 1.700 foto di adolescenti nudi…

    “Vengono da me per i miei scatti, faccio foto bellissime”.

    Vuol dire che…

    “E’ iniziato tutto con un 17enne che voleva debuttare nel mondo del cinema, quello pornografico. E allora aveva bisogno di un book fotografico. Il ragazzo è rimasto soddisfatto ed è iniziato il passaparola, altri giovani si sono rivolti a me per farsi delle foto”.

    E perché con queste foto ci ha fatto un archivio casalingo?

    “Le guardavo ogni tanto, non è un reato guardare una foto”.

    A Don Placido il pm Cristiana Macchiusi contesta atti sessuali con un minorenne alla Stazione Termini, c’è la testimonianza di un minore che dice di essere stato pagato per tre volte e ogni volta con 40/50 euro e ci sono soprattutto le immagini delle telecamere della stazione che lo hanno ripreso più volte.

    “Vado spesso a Termini, lì ci sono tante persone a cui fare beneficenza”.

    Dunque nel mondo che Don Placido parroco prova a confezionare per i magistrati e, purtroppo, per i credenti nelle sue parole, funziona così: un minorenne vuole farsi fare delle foto porno e da chi va? Ma dal parroco, ovvio no? Vuoi un book per candidarti a un film porno e chi ti rivolgi? Al prete, regolare. Poi lo consigli agli amici. E che ci fa il parroco di Viterbo alla Stazione Termini? Va a fare beneficenza. Poi ci sono quelli che equivocano quando lui tira fuori 40/50 euro.

    Ma il difendersi dovrebbe avere una misura, staremmo per dire una decenza. Ma Don Placido pare non averla e quindi racconta storie come quelle avrebbe potuto scrivere Gabriele Doni, autore di romanzi pornografici. E chi è Gabriele Doni? Secondo i magistrati è sempre e ancora lui: Placido Greco che sotto pseudonimo faceva il secondo lavoro, oltre quello di prete e di parroco. Con tutta probabilità prete e pornografo per Don Placido erano lo stesso lavoro, l’uno la prosecuzione e il compimento dell’altro.

    http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/don-placido-faccia-tosta-foto-nudi-ragazzi-film-porno-2195066/

  • “Sono andato a letto col prete… mi dava 50 euro”

    “Sono andato a letto col prete… mi dava 50 euro”

    Viterbo – “E’ venuto davanti al Mc Donald’s con la macchina, siamo andati a mangiare e dopo sono andato a casa con lui… ho lavato un po’ le mani, siamo andati a letto e sono andato via”.

    Parole di un ragazzino 17enne. Uno dei minorenni adescati da don Dino, sacerdote viterbese finito in manette nell’inchiesta “Meeting point”, sul giro di baby prostituti a Roma Termini. 

    Quella che riporta Il Messaggero di Roma è la cronaca fredda di un rapporto mordi e fuggi, consumato tra il minorenne e il religioso dopo l’incontro a Termini. Il quotidiano cita gli interrogatori dei due giovanissimi, che raccontano cose più grandi di loro con estrema naturalezza.

    “Mi piacevano le macchine, lui ha detto di averne tante, mi ha fatto fare un giro sulla sua”, dice ancora il 17enne su don Dino. Mentre a un altro baby-prostituto, di un anno più piccolo, il sacerdote avrebbe chiesto di andare in vacanza insieme. 

    Le immagini raccolte dalla polfer alla stazione Termini sarebbero nitide e inequivocabili: mostrano il parroco viterbese che sorride, l’aria bonaria, mentre invita i ragazzini a seguirlo. “E’ successo tre volte, a casa, una volta al bagno del treno sul binario 29, una volta al bagno del binario 16… mi dava 40 o 50 euro”. Dettagli precisi, quelli forniti dagli adolescenti che si vendevano anche per 10 euro. Ma padre Dino, “il bambino”, come si sarebbe fatto chiamare dalle sue vittime, era così generoso da offrire anche cinque volte tanto.

    Il parroco di Vallebona e Montecalvello, all’anagrafe Placido Greco, 68 anni, veniva a dire messa nelle due chiese del Viterbese solo nel weekend. 

    Per il resto della settimana, viveva nella sua casa a Fiumicino. E’ qui che gli agenti della polizia ferroviaria hanno scoperto un archivio di immagini di pornografia minorile: migliaia di foto che mostravano minorenni nudi, dai 13 anni in su, in chiari atteggiamenti sessuali.

    All’archivio a luci rosse del sacerdote si aggiungerebbero i romanzi porno che scriveva con lo pseudonimo di Gabriele Doni.

    Ora, il prete è a Regina Coeli, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

    17 gli indagati dell’inchiesta Meeting Point della procura di Roma, otto dei quali agli arresti, tra cui don Dino.

    “Sono andato a letto col prete… mi dava 50 euro”

  • Roma Termini, è caccia ad un’altro prete pedofilo

    Roma Termini, è caccia ad un’altro prete pedofilo

    Le testimonianze dei giovanissimi coinvolti nel giro di sfruttamento nei bagni della stazione: “ci davano fra i 20 e i 50 euro ogni volta” – spunta un nuovo sacerdote – “con lui si prostituivano anche nella basilica”

    «Una volta l’ho avuto anch’io un rapporto con lui. È successo quest’ estate dentro il bagno del bar che si trova accanto al McDonald di via Giolitti, il bagno si trova nel piano interrato del bar lui mi ha chiesto di fargli… alla fine mi ha dato 25 euro»…

    «Frequento quotidianamente la stazione Termini, in quanto mi procuro il denaro necessario al mio sostentamento, offrendo ai clienti dello scalo aiuto per l’acquisto dei biglietti presso le biglietterie automatiche. Prima di compiere i diciotto anni, cioè quattro mesi fa, mi è capitato di essere quasi sempre nei pressi dell’uscita da voi citata (il binario 29, dove, secondo gli investigatori, sarebbe avvenuta la maggior parte degli incontri sessuali, ndr) con diversi uomini che frequentano la stazione ferroviaria e che so essere omosessuali. Con alcuni di loro avuto rapporti sessuali a pagamento, tra i 20 e i 30 euro». Così ha detto il ragazzo, uno zingaro del campo nomadi di Aprilia, ascoltato nel corso di un’audizione protetta in Procura.

    Sotto la perpetua rotazione commerciale, Termini, resta un luogo di precarietà inquietante. La confessione dell’adolescente (e quella di altri, ragazzini fra i 13 e 17 anni d’età) è confluita nell’ordinanza del giudice che, giovedì scorso, ha portato all’arresto di otto persone per reati sessuali nei confronti di minori. Si tratta di fatti avvenuti tra il 2012 e il 2014 fra via Giolitti e piazza dei Cinquecento e, spesso, proprio nelle viscere di Termini, fra sottopassi e bagni pubblici, tra corridoi e gallerie, di binario in binario.

    Le telecamere installate hanno aiutato la polizia ferroviaria a identificare le persone coinvolte. Agli atti dell’inchiesta ci sono foto, filmati e intercettazioni telefoniche. Nei prossimi giorni si svolgeranno gli interrogatori di garanzia, mentre uno dei difensori, l’avvocato Gianluca Nicolini, annuncia che ricorrerà al tribunale del riesame per la scarcerazione del suo cliente.

    Prete e scrittore porno: «Ci dava anche 50 euro a volta»

    Tra gli arrestati c’è anche un sacerdote, l’ormai famoso Don Dino. Il parroco delle chiese viterbesi di Vallebona e Montecalvello.

    In casa, oltre a 1700 foto hard di minori, gli agenti hanno trovato libri erotici scritti sotto lo pseudonimo di Gabriele Doni.

    Una delle vittime ha raccontato: «In stazione gira sulla scala mobile, sul binario per Fiumicino, è venuto davanti al Mc Donald’s con la macchina, siamo andati a mangiare e dopo sono andato a casa con lui». Sempre secondo la stessa testimonianza, il parroco pagava «quaranta o cinquanta euro» ogni volta.

    «Si prostituivano anche nella Basilica»

    Ma non è l’unico, secondo una delle testimonianze agli atti delle indagini, quella di una donna che si prostituiva in zona: «È un prete che due o tre anni fa lavorava presso la chiesa Santa Maria degli Angeli in Piazza della Repubblica – a riguardo sono certa delle mie affermazioni in quanto all’epoca lavoravo ancora come meretrice proprio zona della citata Piazza della Repubblica – e, in alcune occasioni, la sera, ho notato lo stesso che faceva entrare dei ragazzini romeni da un’entrata secondaria della struttura.

    Poi, scambiando qualche parola con uno di quei ragazzini, ho appreso che quell’uomo lì pagava 20 euro per consumare rapporti sessuali» ha raccontato.

    In un caso è emerso che uno dei testimoni, un nomade dei campi fuori città, aveva mentito. E qui, secondo l’ordinanza «in base anche a quanto si è potuto accertare dalle obiezioni del minore la sua cultura non accetta l’omosessualità, per cui i minori temono di dimostrare veri e propri rapporti consolidati di tale tipologia per non essere additati come le gay nel gruppo di appartenenza».

    Parlando di un habitué, uno tra quelli che si prostituivano, ha raccontato di un incontro: «Poi lui mi ha fatto fare la doccia, siamo usciti, siamo andati in un ristorante e dopo sono andato al treno e sono andato a casa. Sono andato una sola volta con lui, siamo andati con la moto ad Albano. Questo signore si faceva chiamare Stefano. Questi clienti, ecco, alcuni sono dei Castelli».

    Un altro ancora, stavolta più piccolo, racconta i rapporti sessuali avuti con il sessantaduenne arrestato. Recidivo, l’uomo, ha già scontato tre settimane per un’altra violenza, solo pochi mesi fa: «Una volta l’ho avuto anch’io un rapporto con lui. È successo quest’ estate dentro il bagno del bar che si trova accanto al McDonald di via Giolitti, il bagno si trova nel piano interrato del bar lui mi ha chiesto di fargli… alla fine mi ha dato 25 euro».

  • Prostituzione minorile, il racconto choc: «Pagati per fare sesso nei bagni di un bar a Termini»

    Prostituzione minorile, il racconto choc: «Pagati per fare sesso nei bagni di un bar a Termini»

    di Ilaria Sacchettoni

    «Frequento quotidianamente la stazione Termini, in quanto mi procuro il denaro necessario al mio sostentamento, offrendo ai clienti dello scalo aiuto per l’acquisto dei biglietti presso le biglietterie automatiche. Prima di compiere i diciotto anni, cioè quattro mesi fa, mi è capitato di essere quasi sempre nei pressi dell’uscita da voi citata (il binario 29, dove, secondo gli investigatori, sarebbe avvenuta la maggior parte degli incontri sessuali, ndr) con diversi uomini che frequentano la stazione ferroviaria e che so essere omosessuali. Con alcuni di loro avuto rapporti sessuali a pagamento, tra i 20 e i 30 euro». Così ha detto il ragazzo, uno zingaro del campo nomadi di Aprilia, ascoltato nel corso di un’audizione protetta in Procura.

    Nelle viscere della stazione: «Poi lui mi ha fatto fare la doccia»

    Sotto la perpetua rotazione commerciale, Termini, resta un luogo di precarietà inquietante. La confessione dell’adolescente (e quella di altri, ragazzini fra i 13 e 17 anni d’età) è confluita nell’ordinanza del giudice che, giovedì scorso, ha portato all’arresto di otto persone per reati sessuali nei confronti di minori. Si tratta di fatti avvenuti tra il 2012 e il 2014 fra via Giolitti e piazza dei Cinquecento e, spesso, proprio nelle viscere di Termini, fra sottopassi e bagni pubblici, tra corridoi e gallerie, di binario in binario. Le telecamere installate hanno aiutato la polizia ferroviaria a identificare le persone coinvolte. Agli atti dell’inchiesta ci sono foto, filmati e intercettazioni telefoniche. Nei prossimi giorni si svolgeranno gli interrogatori di garanzia, mentre uno dei difensori, l’avvocato Gianluca Nicolini, annuncia che ricorrerà al tribunale del riesame per la scarcerazione del suo cliente. Parlando di un habitué, uno tra quelli che si prostituivano, ha raccontato di un incontro: «Poi lui mi ha fatto fare la doccia, siamo usciti, siamo andati in un ristorante e dopo sono andato al treno e sono andato a casa. Sono andato una sola volta con lui, siamo andati con la moto ad Albano. Questo signore si faceva chiamare Stefano. Questi clienti, ecco, alcuni sono dei Castelli».

    Sesso con un adolescente vicino al Mc Donald’s di via Giolitti

    Un altro ancora, stavolta più piccolo, racconta i rapporti sessuali avuti con il sessantaduenne arrestato. Recidivo, l’uomo, ha già scontato tre settimane per un’altra violenza, solo pochi mesi fa: «Una volta l’ho avuto anch’io un rapporto con lui. È successo quest’ estate dentro il bagno del bar che si trova accanto al McDonald di via Giolitti, il bagno si trova nel piano interrato del bar lui mi ha chiesto di fargli… alla fine mi ha dato 25 euro».

    Prete e scrittore porno: «Ci dava anche 50 euro a volta»

    Tra gli arrestati c’è anche un sacerdote. Il parroco delle chiese viterbesi di Vallebona e Montecalvello, P.G. In casa, oltre a 1700 foto hard di minori, gli agenti hanno trovato libri erotici scritti sotto lo pseudonimo di Gabriele Doni. Una delle vittime ha raccontato: «In stazione gira sulla scala mobile, sul binario per Fiumicino, è venuto davanti al Mc Donald’s con la macchina, siamo andati a mangiare e dopo sono andato a casa con lui». Sempre secondo la stessa testimonianza, il parroco pagava «quaranta o cinquanta euro» ogni volta.

    «Si prostituivano anche nella Basilica»

    Ma non è l’unico, secondo una delle testimonianze agli atti delle indagini, quella di una donna che si prostituiva in zona: «È un prete che due o tre anni fa lavorava presso la chiesa Santa Maria degli Angeli in Piazza della Repubblica – a riguardo sono certa delle mie affermazioni in quanto all’epoca lavoravo ancora come meretrice proprio zona della citata Piazza della Repubblica – e, in alcune occasioni, la sera, ho notato lo stesso che faceva entrare dei ragazzini romeni da un’entrata secondaria della struttura. Poi, scambiando qualche parola con uno di quei ragazzini, ho appreso che quell’uomo lì pagava 20 euro per consumare rapporti sessuali» ha raccontato. In un caso è emerso che uno dei testimoni, un nomade dei campi fuori città, aveva mentito. E qui, secondo l’ordinanza «in base anche a quanto si è potuto accertare dalle obiezioni del minore la sua cultura non accetta l’omosessualità, per cui i minori temono di dimostrare veri e propri rapporti consolidati di tale tipologia per non essere additati come le gay nel gruppo di appartenenza».

    http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_maggio_22/prostituzione-minorile-termini-racconto-choc-pagati-fare-sesso-bagni-mc-donald-s-e3709c42-00c2-11e5-9620-f7b479d580d7.shtml

  • Salgono a 2 i sacerdoti coinvolti. Prostituzione minorile a Roma Termini: don Dino, parroco nel viterbese, scriveva anche romanzi pornografici

    Salgono a 2 i sacerdoti coinvolti. Prostituzione minorile a Roma Termini: don Dino, parroco nel viterbese, scriveva anche romanzi pornografici

    Le vittime erano ragazzini rom tra i 13 e i 17 anni. I clienti uomini di mezza età, tra i 35 e gli 80 anni. Tra loro tanti viaggiatori di passaggio alla Stazione Termini, lo scalo principale di Roma, un professionista e anche un parroco 68enne di due chiese nel Viterbese. In casa del prete, don Dino, arrestato assieme ad altre sette persone, durante una perquisizione è stato trovato un archivio di pedopornografia: foto, video, file di ragazzini ritratti in atteggiamenti inequivocabili. Un altro dettaglio inquietante della storia, come racconta Repubblica, è che il prete, padre Placido Greco, scriveva anche racconti a sfondo sessuale sotto pseudonimo.

    A sancire definitivamente lo sdoppiamento di personalità è lo pseudonimo di don Dino. Il prete infatti scriveva romanzi pornografici sotto il nome di Gabriele Doni. Gabriele, come il santo patrono dei bambini.

    Ma non è l’unico religioso ad essere coinvolto nell’inchiesta. Un ex parroco, originario della Toscana, è stato infatti denunciato. L’uomo era stato allontanato dalla parrocchia di cui era titolare in seguito ad altri reati. I ragazzini si prostituivano anche nei pressi dei binari e vicino ai negozi della galleria. Anche di giorno. Per una manciata di euro, tra i 10 e i 50, seguivano i clienti nei bagni della stazione e persino sui treni in sosta. Dietro di loro, è convinta la Procura di Roma e la Polfer, non c’era una vera e propria organizzazione. Ma un disgustoso passaparola tra i clienti, moltissimi habituè, che adescavano i ragazzini. È la drammatica storia di prostituzione minorile portata alla luce dall’operazione Meeting Point della polizia che ha fatto scattare le manette nei confronti di otto persone non solo nel Lazio, ma anche a Napoli, Chieti e Vigevano, dove sono state eseguite anche le perquisizioni domiciliari.

    Il punto d’incontro che ha dato il nome all’inchiesta è la stazione Termini di Roma, crocevia di migliaia di persone ogni giorno. Tra loro si celavano anche insospettabili passeggeri alla ricerca di sesso, tra cui anche un pr dei locali sul litorale, commercianti ed operai. Si facevano trovare nell’area delle scale mobili dove attendevano i minori, poi si appartavano in albergo, nelle loro abitazioni, nei parchi ma anche nei bagni pubblici e a bordo dei treni fermi in stazione. Per avere i contatti con i ragazzini era bastato il passaparola, che in breve tempo aveva però messo in allerta gli uomini della polizia ferroviaria, insospettiti da uno strano viavai e da quegli incontri immortalati nelle telecamere di sorveglianza. Proprio dall’analisi dei telefonini dei minori gli agenti hanno avuto la certezza dei rapporti che ogni giorno si consumavano alla stazione, anche in pieno giorno. I minorenni, in tutto una quindicina tra ragazzi e ragazze, venivano infatti contattati dai “clienti” attraverso telefonate o sms.

    http://www.huffingtonpost.it/2015/05/22/prete-arrestato-prostituzione-minorile-roma-termini_n_7419176.html