Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Gabriele Martinelli

  • Vaticano, il cardinale Comastri si difende: «Non ci furono abusi nel pre-seminario, le indagini partirono subito dopo le lettere anonime»

    Vaticano, il cardinale Comastri si difende: «Non ci furono abusi nel pre-seminario, le indagini partirono subito dopo le lettere anonime»

    CITTA’ DEL VATICANO – «A me non risulta che ci siano stati abusi». Pausa. «Feci fare due indagini immediatamente dopo aver ricevuto le lettere anonime». Pausa. «Non ho mai saputo di ragazzi molestati». Il cardinale Angelo Comastri si difende. In questi giorni ha tranquillizzato diversi genitori che hanno mandato i figli a studiare al pre-seminario in Vaticano, una specie di collegio prestigioso nato negli anni Cinquanta grazie ad un lascito della diocesi di Como per coltivare future vocazioni. Sulla sua scrivania c’è un corposo fascicolo. «Si prenda il tempo necessario e guardi le carte per favore». La vicenda dei chierichetti del Papa è al centro di un caso scabroso, dai contorni sfilacciati. Si trascina sulla base delle rivelazioni di un ex allievo polacco, Kamil Jarzembowski, che ha raccontato in tv e nel libro di Gianluigi Nuzzi di essere stato testimone di giochi erotici tra due compagni all’interno del convitto. Quando la sera le porte delle stanze si chiudevano, avrebbe visto in azione per 140 volte il molestatore, un ragazzo di qualche anno più grande, in seguito ordinato prete. Le rivelazioni di Kamil hanno portato il Vaticano ad aprire a gennaio scorso un supplemento di indagine. Comastri ha trasmesso agli inquirenti il fascicolo contenente tutti i documenti dell’epoca.

    LETTERE ANONIME La prima lettera anonima venne imbucata a Torino il 22 agosto 2012. La firma è illeggibile, uno scarabocchio. Chi scrive dice di essere la mamma di un bambino di 11 anni che ha frequentato per 20 giorni la colonia estiva. Non fornisce nomi, né recapiti per potersi mettere in contatto con chi accusa. «Mio figlio mi ha raccontato che don Enrico ha compiuto gesti nei suoi confronti poco morali ed etici». Don Enrico Radice è il superiore del convitto incaricato di fare da tutor ai bambini. La signora chiede che venga spostato ad un altro incarico, altrimenti, scrive, sarò «costretta ad andare in tv e a rivolgermi alle autorità giudiziarie competenti; ho moltissimi amici che mi intervisterebbero subito su un argomento come questo». Ricevuta la lettera,  Comastri ordinò all’allora vescovo di Como, Diego Coletti – giuridicamente responsabile dello staff del pre seminario – di attivarsi immediatamente per verificare le accuse. Il 27 agosto Coletti informò di avere convocato don Enrico Radice e il suo superiore don Angelo Magistrelli. Entrambi sotto giuramento riferirono di non avere mai sentito di disagi o situazioni morbose.  Coletti fa notare che «la calligrafia della firma è diversa da quella dell’indirizzo sulla busta e sorprendentemente uguale a quella usata da un ex alunno del pre seminario che si esercitò due anni or sono in una abbondante e devastante esercizio di lettere anonime con firme false anche di cardinali per accusare molti ecclesiastici». Per Coletti sembra sufficiente per archiviare il caso. Comastri però insiste e richiede altre misure di precauzione, tra cui il ricambio dello staff al pre seminario. In quel periodo,  di lettere anonime ne circolavano parecchie, per screditare, gettare fango, insinuare dubbi. Venne anche individuato come autore un sacerdote abruzzese che puntava ad entrare nella struttura del pre-seminario. Il Vaticano provvede ad allontanarlo, ma le lettere anonime continuano.

    ACCUSE Un altro ex seminarista nel luglio di quell’anno fece al vescovo di Como il nome di un allievo più grande, divenuto in seguito sacerdote. Lo stesso seminarista accusato anche da Kamil. Coletti ritorna a Roma per raccogliere altre deposizioni sotto giuramento, incontra gli insegnanti, gli inservienti del convitto, i sacerdoti. Il rapporto finale porta la data del 17 gennaio 2014. Coletti scrive: «In merito ai fatti, ho costatato personalmente la loro infondatezza. Le informazioni raccolte depongono in quella linea. Ci sono più di 50 persone disponibili a difendere Gabriele Martinelli mostrando la pretestuosità delle accuse, come pure la macchinazione ordita da XX (il sacerdote abruzzese ndr). Ritengo dunque non sussistere fumus alcuno della gravità dei fatti di cui accusano le persone nelle lettere, ritengo dunque in coscienza non sia necessario procedere ad ulteriora». I genitori sono sconcertati. Le voci all’interno del collegio varcano i confini. Stavolta è una mamma polacca a farsi viva per difendere il collegio. «Noi tutti sappiamo da mio figlio che non sono mai successi in pro seminario casi di pedofilia (…) Voglio dire questa verità perché ci sono persone che vogliono calunniare don Enrico solo per vendicarsi, visto che e’ stato costretto per motivi importanti a mandare via Kamil». I motivi importanti li spiega il cardinale Comastri:  «Kamil scappò per qualche giorno dal collegio per inseguire un ragazzo in una città del Nord Italia».  Il figlio della signora, Michal Brywczinski, descrive i suoi otto anni nel convitto «positivamente. Mai sentito di storie di abusi o molestie quando c’ero io. Mai ascoltato voci nemmeno dopo. Siamo tutti perplessi per quello che sta accadendo. E’ sconcertante». E Kamil? «Quando lui è arrivato per frequentare la prima media io ero già all’ultimo anno di liceo. Ho parlato tanto con lui. Non mi ha mai riferito nulla. Il clima era buono».  Cosa c’è di vero? Cosa è accaduto in quelle stanze? E’ forse venuta a mancare una vigilanza appropriata da parte dello staff interno alla struttura? Dal quadro che emerge sembra che la struttura sia finita nella trama di inconfessabili vendette trasversali interne. Macigni, insinuazioni  terrificanti, ormai difficili da togliere di mezzo anche se ogni passaggio in questi ultimi anni, nel pre seminario, è stato passato sotto la lente d’ingrandimento attraverso due differenti fasi di indagini e una terza aperta da otto mesi. Il cardinale Comastri, sgomento, pensa anche a  Kamil. «Quando venne allontanato, sapevo che aveva difficoltà per poter continuare gli studi, e lo ho aiutato. Lo ho fatto più volte e lo rifarei ancora».

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/vaticano_pre_seminario_chierichetti_papa_abusi_molestie_comastri_lettere_anonime-3383213.html

  • Sacerdote accusato di molestie sessuali in Vaticano, ecco chi è

    Sacerdote accusato di molestie sessuali in Vaticano, ecco chi è

    La persona, che ora è un sacerdote, accusata di molestie sessuali all’ombra del Vaticano sarebbe don Gabriele Martinelli. Ecco chi sostiene questa ipotesi

    Le Iene – nell’ultimo servizio mandato in onda ieri sera – non hanno oscurato il volto del sacerdote inseguito da Gaetano Pecoraro, lo stesso che sarebbe stato accusato di molestie sessuali, quand’era solo un preseminarista, all’interno del San Pio X.

    La storia – portata inizialmente alla ribalta dal libro di Gianluigi Nuzzi – è ormai conosciuta dai più. L’identità di quello che sino ad ora era stato chiamato genericamente “seminarista” – però – potrebbe essere stata svelata. La Rete “L’Abuso” ha scritto questo articolo, nel quale si può leggere: “Sembra proprio lui, don Gabriele Martinelli il sacerdote accusato dalla trasmissione “LE IENE” nel servizio di Gaetano Pecoraro, di presunte molestie nel Preseminario San Pio X in Vaticano”. E ancora: “Don Gabriele (come si evince anche dall’articolo de IL GIORNO di Sondrio a firma di Susanna Zambon) è nato a Chiavenna ma ha trascorso l’infanzia a Lanzo d’Intelvi per poi trasferirsi a Città del Vaticano dove ha frequentato il Preseminario San Pio X”. Il tutto, ovviamente, va preso con le pinze. Ma un altro articolo, questo de Il Giorno, sembra confermare l’ipotesi sull’identità della persona al centro delle accuse: “Il chiavennasco, che a luglio è stato ordinato sacerdote dal vescovo Oscar Cantoni, è stato accusato di utilizzare la propria posizione, il fatto di essere un seminarista che sarebbe entrato a far parte dell’Opera Don Folci, la stessa che gestisce la struttura San Pio X in Vaticano, per avere rapporti non consenzienti con almeno un ragazzo poco più giovane di lui, che all’epoca dei primi presunti episodi aveva solo 13 anni”. Il quotidiano milanese e il sito che si occupa – tra le altre cose – di creare dei veri e propri database sui casi di pedofilia nella Chiesa cattolica – insomma – sembrano riferirsi al medesimo sacerdote: entrambi gli articoli, infatti, fanno riferimento ad una persona nata a Chiavenna.

    Don Gabriele Martinelli è stato ordinato sacerdote per la diocesi di Como il 10 giugno del 2017. Le testimonianza mostrate da Le Iene in queste settimane mostrerebbero come “il seminarista”, oltre ad infilarsi nei letti dei suoi compagni di seminario al fine di pretendere prestazioni sessuali, utilizzasse anche la sua vicinanza ad alcuni suoi superiori per influire sui compiti assegnati ai chierichetti durante le celebrazioni. Il Vaticano, nel frattempo, avrebbe riaperto le indagini e accertato la reale esistenza di casi di molestie sessuali all’interno del San Pio X.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sacerdote-accusato-molestie-sessuali-vaticano-ecco-chi-1465322.html

  • Caso molestie in Vaticano, “ecco chi ha insabbiato”

    Caso molestie in Vaticano, “ecco chi ha insabbiato”

    Molestie in Vaticano, arrivano nuove testimonianze. Secondo quanto mostrato da Le Iene potrebbero esserci stati degli insabbiamenti

    Arrivano ulteriori sconcertanti rivelazioni sul caso riguardante le molestie sessuali che sarebbero avvenute in Vaticano, nel preseminario San Pio X.

    La vicenda pubblicata nel libro di Gianlugi Nuzzi è stata approfondita in queste settimane da Le Iene. Il programma di Italia Uno – durante i servizi mandati in onda nelle recenti puntate – ha fatto emergere una serie di testimonianze che confermerebbero la veridicità delle accuse mosse nei confronti di un ex seminarista, lo stesso che ora presterebbe servizio come sacerdote presso la diocesi di Como. Una storia potenzialmente sconcertante, che coinvolgerebbe persone all’epoca minorenni. Il primo ad essere stato intercettato da Gaetano Pecoraro de Le Iene è stato Kamil, un possibile testimone chiave che aveva segnalato le presunte molestie sessuali mediante un esposto caduto nel vuoto. Pecorario ha poi intervistato la prima presunta vittima, che ha confermato pienamente quanto raccontato dal giovane testimone polacco.

    Nelle puntate successive, la Iena ha intervistato una seconda presunta presunta vittima e un sacerdote. Entrambi hanno aggiunto particolari utili a chiarire una storia che appare sempre più sconvolgente. Tuttavia, il vescovo di Como Diego Coletti sembra non essere dello stesso parere: “…Mi è parso di capire che molte delle cose avevano un nucleo di verità ma erano arricchite da fantasie. Io ho fatto un paio di visite specifiche su questo punto al seminario cercando di mettermi a disposizione di chi aveva qualcosa da denunciare o da lamentarsi o da dire – ha dichiarato Coletti a Le Iene – Venivano a parlare con me a quattrocchi, ho cercato di ascoltare gli altri e non è venuto fuori nessun riscontro…”. Secondo Marco – la prima presunta vittima ascoltata da Le Iene – Coletti non avrebbe mai ascoltato ufficialmente i chierichetti del preseminario San Pio X, almeno durante gli anni nei quali lo stesso Marco è stato presente in Vaticano. Sarebbe stata la vittima, in realtà, a recarsi da Monsignor Coletti per segnalare le presunte molestie.

    Ma è un’altra la testimonianza che rischia di scuotere le mura vaticane: Gaetano Pecoraro ha raggiunto don Andrea Stabellini, vicario giudiziale. Il giudice del tribunale ecclesiastico – secondo quanto raccontato da una fonte a Le Iene – si sarebbe recato a Roma, in passato, per rimuovere Mons. Radice, proprio per via delle lettere sui presunti casi di abusi avvenuti nel preseminario. Radice – ai tempi – era superiore del San Pio X. Ma Strabellini – dice il sacerdote intervistato sul caso degli abusi – sarebbe rimasto al suo posto grazie al Cardinale Comastri, vicario generale del Papa, che avrebbe detto al giudice ecclesiastico di “cestinare tutto”.

    Strabellini, intervistato da Pecoraro, ha dichiarato di non avere la competenza di rimuovere nessuno, di aver avuto però l’intenzione di sostituire Monsignor Radice e di aver portato il suo parere al vescovo riguardo la vicenda delle presunte molestie sessuali. Le frasi che Le Iene carpiscono a Strabellini abbassando la telecamera, però, sembrano svelare l’esistenza di alcune possibili coperture: “Bisognava procedere con i gradi giusti di giudizio. Ho provato a risolvere il caso diversamente, il mio giudizio era che c’era sostanza sufficiente per procedere”. E ancora: “Io le assicuro che non sono un disonesto. Io avevo il ragionevole dubbio che si dovesse procedere…Diego Coletti chiese di non dar luogo a procedere. Dice di aver fatto ulteriori indagini e che il caso è risolto così…Mi disse di aver sentito due persone… hanno parlato Comastri e Coletti”. Pecoraro, che incalza con le domande, a quel punto chiede a Strabellini: “Chi ha insabbiato tra Coletti e Comastri?” Il vicario giudiziale risponde: “Entrambi”.

    Nel frattempo è partita la caccia via web alla persona che sarebbe al centro di tutta questa storia, quella accusata di molestie sessuali. Secondo alcuni, il sacerdote in questione sarebbe don Gabriele Martinelli.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/caso-molestie-vaticano-ecco-chi-ha-coperto-1464969.html

  • Don Gabriele Martinelli è il prete accusato di abusi nel seminario minore in Vaticano (non ancora rivelato da LE IENE) Bergoglio sia coerente e trasparente

    Don Gabriele Martinelli è il prete accusato di abusi nel seminario minore in Vaticano (non ancora rivelato da LE IENE) Bergoglio sia coerente e trasparente

    Sembra proprio lui, don Gabriele Martinelli il sacerdote accusato dalla trasmissione “LE IENE” nel servizio di Gaetano Pecoraro, di presunte molestie nel Preseminario San Pio X in Vaticano.

    Don Gabriele (come si evince anche dall’articolo de IL GIORNO di Sondrio a firma di Susanna Zambon) è nato a Chiavenna ma ha trascorso l’infanzia a Lanzo d’Intelvi per poi trasferirsi a Città del Vaticano dove ha frequentato il Preseminario San Pio X.

    Malgrado le accuse, non solo di molestie ma anche di aver utilizzato la propria posizione di potere per esercitare pressioni sulle presunte vittime, a luglio 2017 è stato ordinato sacerdote dal vescovo di Como Oscar Cantoni.

    Come riporta IL GIORNO, da giovedì scorso, quando «Le Iene» lo hanno raggiunto per tentare di intervistarlo, non si è più visto in paese e dintorni.

    Sotto il profilo giuridico, una bomba esplosa in casa per papa Francesco, che questa volta non potrà nascondersi dietro a nessuna scusa, perché la competenza giuridica del presunto reato non è della magistratura civile, ma essendo avvenuto nello Stato della Città del Vaticano, trova li anche la competenza territoriale e anche la serietà e la concretezza della “tolleranza zero” tanto acclamata nel pontificato di Bergoglio.

    Attendiamo…