Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Pedofilia in parrocchia, arriva il “colpo di spugna”

    Pedofilia in parrocchia, arriva il “colpo di spugna”

    Giovanni Ciolina – Il Gip del tribunale costretto ad archiviare il fascicolo perchè i reati sono ormai prescritti. Il diacono Briano non pagherà per gli abusi dei quali era accusato

    Savona. Archiviato per sopraggiunta prescrizione dei reati. Una pietra tombale, un “colpo di spugna” sulle accuse di pedofilia nei confronti di Franco Briano, 63 anni, diacono e assistente di don Lupino nella parrocchia di San Dalmazio a Lavagnola.

    Il giudice delle indagini preliminari Fiorenza Giorgi ieri non ha potuto far altro che ratificare le conclusioni a cui era giunto il sostituto procuratore della Repubblica Alessandra Coccoli a seguito dell’inchiesta avviata in seguito alle denunce di Francesco Zanardi, una delle vittime della pedofilia che alla fine degli anni ’90 ha infestato la curia savonese.

    «Si tratta di fatti accertati e ammessi da Briano che risalgono al ’76. È tutto prescritto, anche l’ultimo episodio che ha coinvolto un maggiorenne nel 1996» ha spiegato il gip. Briano in un drammatico interrogatorio di un anno fa in procura ha ammesso gli addebiti, ha raccontato di aver toccato i ragazzini che frequentavano la parrocchie, i campi scout, i campi estivi, infilandosi nelle brande al momento di andare a dormire. E per convincere le sue giovani potenziali vittime a partecipare all’attività esterna non esitava a fare regali.

    Per poi entrare in azione con i suoi squallidi giochini al momento dell’adunata per andare a letto. E quei terribili momenti sono stati raccontai da Briano, ma anche dalle vittime dell’epoca che ora sono quarantenni di successo. Briano che non sembra essere sfuggito allam terribile “legge” che «gli abusanti di oggi sono gli abusati di ieri»,

    La prescrizione ha cancellato quei reati, non assolto Franco Briano che invece dovrà rispondere di possesso di materiale pedopornografico, reati di competenza della procura di Genova. Sul pc di Briano, infatti, sono state ritrovate immagini di bambini nudi che l’assistente della parrocchia di san Dalmazio ha scaricato da internet. E per quel reato sarà processato.

    Ma il buco nero della curia savonese nel campo della pedofilia ha coinvolto anche altri parroci: don Nello Giraudo, don Achille, don Rebagliati, quest’ultimo sotto inchiesta per favoreggiamento della prostituzione.

    E i destini giudiziari di molti di loro pauiono destinati tutti alla stessa conclusione: prescrizione. Al momento il sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro non ha ancora adottato provvedimento ufficiali, ma nonostante la gravità dei fatti contestati anche le accuse nei confronti di don Nello Giraudo, ora fuori dalla Curia, sono prescritte. Al pari di quelle per don Achille. Violenze datate nel tempo che se penalmente non avranno ripercussioni, dal punto di vista sociale mettono in luce uno spaccato preoccupante all’interno della chiesa savonese negli anni ’80 e ’90.

    Don Rebagliati, infine. Sarà interrogato forse la settimana prossima dal pm.

  • Don Seppia: il chierichetto che riceveva gli sms porno dal prete è attendibile

    Don Seppia: il chierichetto che riceveva gli sms porno dal prete è attendibile

    Il chierichetto che avrebbe subito violenze sessuali da parte di Don Riccardo Seppia in almeno due occasioni sarebbe “attendibile” secondo il perito nominato dal tribunale Renata Rizzitelli che ha effettuato la valutazione psichiatrica sul ragazzo. il ragazzino “E’ perfettamente in grado di riferire con lucidità e logica quanto gli è accaduto” con l’ex parroco della chiesa dello Spirito Santo di Genova Sestri Ponente
    La prima volta il prete lo avrebbe abbracciato tentando forzatamente di baciarlo, imentre la seconda il parroco gli avrebbe accarezzato esplicitamente una gamba durante una confessione. Ma, soprattutto, Don Seppia avrebbe inviato al giovane numerosi sms dal contenuto decisamente hard e inequivocabile. Intanto in settimana il legale di don Seppia, l’avvocato genovese Paolo Bonanni, deciderà quale rito scegliere per il processo: Don Riccardo Seppia è stato infatti rinviato a giudizio e insieme a lui è stato disposto il giudizio anche per l’ex seminarista Emanuele Alfano, suo amico, confidente e complice. La prima udienza e’ stata fissata il 12 gennaio di fronte ai giudici del tribunale ordinario.
    Seppia deve rispondere di tentata violenza sessuale pluriaggravata per i palpeggiamenti ad un chierichetto, plurime offerte di cocaina, anche a minori, offerta di cocaina al complice e amico Emanuele Alfano, tentata induzione alla prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Quattro invece i capi di imputazione per Alfano: induzione alla prostituzione minorile; favoreggiamento della prostituzione minorile; prostituzione minorile; detenzione di materiale pedopornografico.

  • Pedofilia, minorenne davanti al gip: “Don Seppia mi telefonò offrendomi della coca”

    Pedofilia, minorenne davanti al gip: “Don Seppia mi telefonò offrendomi della coca”

    Genova. Durante l’incidente probatorio che si è svolto davanti al gip, la presunta vittima delle attenzioni di Don Seppia, il parroco arrestato a maggio nell’ambito dell’inchiesta su droga e presunti abusi su minori, ha ammesso le telefonate con l’ex sacerdote, l’offerta di cocaina in cambio di sesso.

    “Ho ricevuto delle telefonate da Don Seppia – ha raccontato il 16enne davanti al gip – Lui aveva il mio numero perché una volta il mio amico marocchino lo chiamò dal mio cellulare e lui se lo memorizzò. Don Seppia mi telefonò offrendomi della coca, ma io in un primo momento pensai alla Coca Cola. Poi lui specificò che si trattava di cocaina. Avevamo fissato anche un appuntamento con don Riccardo, per avere rapporti sessuali. Ma poi lui mi chiamò per dirmi che aveva degli impegni e che non poteva più venire. Così saltò tutto”.

    Martedì prossimo proseguirà l’incidente probatorio con l’esame del perito che ha incontrato il chierichetto, il ragazzino di 15 anni che secondo le accuse avrebbe subito le attenzioni del sacerdote. Don Seppia e Emanuele Alfano, l’ex seminarista arrestato nella stessa indagine, sono stati rinviati a giudizio. L’udienza è fissata per il 12 gennaio.

    http://www.genova24.it/2011/11/pedofilia-m…ella-coca-23117

  • Pedofilia, Don Seppia: la Procura di Genova valuta il giudizio immediato

    Pedofilia, Don Seppia: la Procura di Genova valuta il giudizio immediato

    Articolo n° 21987 del 25/10/2011 – 18:54

    Pedofilia, Don Seppia: la Procura di Genova valuta il giudizio immediato

    Genova. Sia per l’ex parroco di Sestri Ponente, Don Riccardo Seppia, sia per l’ex seminarista Emanuele Alfano sono prossimi alla scadenza i termini di carcerazione preventiva, e per questo la Procura sta valutando la possibilità di chiedere il giudizio immediato. Entrambi sono stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta su presunti abusi sessuali su minori, tentata induzione alla prostituzione e cessione di stupefacenti.

    Don Seppia è detenuto nella sezione “sex offenders” del carcere di Sanremo, riservata a chi è accusato di reati sessuali, mentre Alfano si trova nella casa circondariale di Marassi, a Genova. Ieri la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del difensore di Don Seppia che aveva chiesto l’annullamento dell’ordinanza del tribunale del riesame che, nel luglio scorso, aveva respinto la richiesta di arresti domiciliari. Oggi invece doveva svolgersi l’incidente probatorio tra Alfano e uno dei minorenni che avrebbero subito abusi. L’esame davanti al gip è stato rinviato al 15 novembre a causa dell’impedimento di uno degli avvocati dell’ex seminarista.

    www.genova24.it/2011/10/pedofilia-d…immediato-21987

  • «Addolorati e solidali con le vittime»,i somaschi dopo la bufera su don Vito

    «Addolorati e solidali con le vittime»,i somaschi dopo la bufera su don Vito

     Genova – Dopo la bufera che ha investito il collegio degli Emiliani di Nervi perché l’ex segretario, padre Vito Beatrice, è stato accusato di pedofilia da un ventiseienne di Roma che sostiene di essere stato circuito dall’età di 8 anni, la Comunità ha diramato una nota in cui chiarisce la sua posizione e il suo sentire. La pubblichiamo integralmente di seguito.

    La comunità dei Padri Somaschi del Collegio Emiliani di Genova Nervi, venuta a conoscenza dell’accusa di pedofilia nei confronti del padre Vito Beatrice, relativa a gravi fatti che sarebbero avvenuti all’inizio degli anni Novanta, profondamente colpita e addolorata, esprime innanzitutto piena solidarietà al giovane e alla sua famiglia. Il presunto reato di cui è accusato il religioso, impiegato per anni nella segreteria scolastica del Collegio Emiliani e animatore culturale, è certamente da deplorare perché intacca i fondamenti del nostro progetto educativo che ha il suo fulcro nell’attenzione ai piccoli e agli ultimi, mortificando la nostra vocazione di “padri degli orfani” che si meritò il nostro santo fondatore, Girolamo Emiliani. Si intende offrire alla magistratura la massima collaborazione affinché si giunga al più presto ad appurare la verità dei fatti. Relativamente alla tempesta mediatica che si è abbattuta in questi giorni e che ha coinvolto la nostra comunità ci teniamo a sottolineare la netta distinzione fra i gravi fatti che potrebbero essere accaduti nei quali è coinvolto un uomo prima ancora che un religioso e ciò che l’istituzione scolastica del Collegio Emiliani ha rappresentato e rappresenta tuttora per le centinaia di famiglie che vi iscrivono i loro figli. Nonostante l’accaduto, oggi più che mai, ci teniamo a ribadire in maniera ancor più forte e sentita che il nostro progetto educativo, quello che ci è stato tramandato dalla Congregazione dei Padri Somaschi, rimane per noi un punto fermo e irrinunciabile: esso si concretizza oggi attraverso l’attuazione di diverse attività che hanno come obiettivo ultimo la crescita umana dei nostri studenti e l’attenzione costante su tanti aspetti della loro vita. Oggi, come già da qualche anno a questa parte, una esperta psicologa incontra periodicamente i nostri ragazzi e se necessario le famiglie per ascoltare i loro problemi e aiutare a superarli, collaborando con il corpo docente, laico e religioso, e con la Direzione del Collegio. Presso il nostro Istituto sono inoltre attivati progetti per i ragazzi con disturbi dell’apprendimento e neurolinguistici e si avviano i ragazzi alla solidarietà e al volontariato. Professori laici altamente qualificati e formati, oltre a trasmettere la loro cultura, si impegnano attivamente nell’ascolto e nel dialogo con gli studenti, prestando il loro servizio professionale anche in orari extra-scolastici, quando è necessario. Questo è e sarà l’Emiliani! Noi, comunità somasca dell’Emiliani, affronteremo uniti la prova con serenità e fiducia, certi che l’opinione pubblica comprenderà, al di là delle conclusioni della giustizia sul caso Beatrice, che i valori fondanti della nostra istituzione continueranno a splendere nonostante le difficoltà che in questo momento stiamo incontrando. Nonostante l’amarezza che facilmente si potrà leggere tra queste righe, ci sentiamo di ringraziare le tante persone che in questi giorni ci hanno manifestato con attenzione e sensibilità la propria stima, fiducia e comprensione per vicende umane che, direttamente o indirettamente, colpiscono nel profondo dell’animo chiunque si trovi a viverle.

    http://www.ilsecoloxix.it/Facet/print/Uuid/4d414e7a-f779-11e0-83ee-416e6479e662/Addolorati_e_solidali_con_le_vittime_i_somaschi_dopo_la_bufera_su_don_Vito_somasco_pedofilo.xml

  • France 3. Pellegrinaggio per la verità

    France 3. Pellegrinaggio per la verità

    Il pellegrinaggio di Francesco Zanardi contro gli abusi dei preti pedofili è iniziato il 22 settembre scorso dalla Torretta di Savona.

    Attualmente è fermo a Chiavari, visto che, durante la sua permanenza a Genova, Francesco ha riscontrato e verificato molte segnalazioni da parte di vittime che l’hanno contattato o affiancato nel suo percorso.

  • ROMA, STUPRATO DA FRATE: 26ENNE TENTA IL SUICIDIO

    ROMA, STUPRATO DA FRATE: 26ENNE TENTA IL SUICIDIO

    ROMA – Prestava servizio come padre francescano nella chiesa di Sant’Alessio, all’Aventino, nel cuore di Roma,l’ennesimo sacerdote coinvolto in una turpe storia di pedofilia finora avvolta nel silenzio. Padre V. B. è da tempo stato trasferito dai suoi superiori, per altri motivi, in Liguria. Ma le violenze che avrebbe commesso (la denuncia parla di reciproci rapporti completi), a partire dal lontano 1991, si sarebbero verificate, secondo chi l’accusa, proprio nel suo ufficio di Roma e nella sua residenza all’Aventino. Il religioso da circa un anno è indagato a piazzale Clodio in un’ inchiesta condotta dal pm Santucci: i carabinieri, un mese fa, avrebbero anche trovato a casa del prete materiale pedopornografico.

    La vittima che accusa il sacerdote, un giovane operaio abitante in Ciociaria oggi 26enne, all’epoca aveva appena 8 anni e poi un adolescente e fino a un anno fa non aveva mai confidato a nessuno quanto gli era capitato. La triste storia è venuta a galla perché l’anno scorso il giovane, oppresso dalla vergogna, una notte di febbraio ha tentato il suicidio, gettandosi in un fiume, a Frosinone, dopo essersi allontanato, con la scusa di dover fare pipì, da una discoteca dove era in compagnia della sua fidanzata. Quest’ultima lo aveva trovato ad annaspare nell’acqua e aveva chiamato i soccorsi.

    I genitori del giovane hanno deciso di farsi assistere dal noto avvocato Carlo Taormina e sono determinati a ottenere giustizia: conoscevano molto bene padre V., perché questi era diventato negli anni un amico di famiglia, tant’è che spesso il loro figlio veniva mandato dal sacerdote a trascorrere le vacanze presso il Collegio Emiliani di Genova dove il prete ha lavorato in questi ultimi anni, come insegnante ed educatore dei ragazzi. Dello scandalo è stato informato subito dalla famiglia il diretto superiore di don V., un padre Priore, che in attesa che la giustizia faccia il suo corso ha spedito il presunto pedofilo in un convento. Da quanto dichiarato ai carabinieri dai familiari del ragazzo, che si sono presentati in caserma con una registrazione della loro conversazione col Priore, il religioso una volta smascherato, per paura di essere aggredito avrebbe confessato al Priore le sue malefatte.


    IL RETTORE: “NON POSSO CREDERCI” Padre Bruno, Rettore in carica nella basilica di Sant’Alessio all’Aventino, che cosa ne pensa delle accuse che coinvolgono Padre V.?
    «Non sono stato informato di quanto è accaduto. Da anni ormai non lo vedo ma ricordo bene il periodo in cui, insieme, frequentavamo il seminario. Sinceramente non lo credo capace di una colpa tanto tremenda».
    Qual è il suo ricordo di quest’uomo?
    «Siamo coetanei e ai tempi degli studi eravamo ragazzi normali, come tanti altri: nei momenti liberi giocavamo a calcetto insieme. Negli anni, comunque, non ho mai avuto alcun sospetto sulla sua persona».
    Nessuno è venuto da lei a riportarle indiscrezioni?
    «No, tra i parrocchiani nessuno. Veramente non so nulla di questa brutta storia».
    Ci sono preti, oggi, che potrebbero sapere qualcosa di più di quegli anni?
    «Nessuno dei frati presenti ora nella Basilica ha avuto modo di incontrarlo, È andato via da anni ormai».
    Che ne pensa dello scandalo della pedofilia nella Chiesa?
    «Innanzitutto ogni caso va esaminato singolarmente. Credo comunque che il ruolo che siamo chiamati a coprire è importantissimo: può essere portato avanti solo con la sincerità e la correttezza. Ci vuole schiettezza, altrimenti che predichi a fare?». (di Lorena Loiacono)

    SGOMENTO NEL QUOARTIERE DI BENIGNI E TORNATORE Tra le zone più eleganti e prestigiose di Roma, una vera e propria terrazza sulla Capitale arricchita da quattro Basiliche storiche: è l’Aventino, dove vivono le stelle del cinema come Benigni, Tornatore e De Sica. Un’importante fetta della Roma bene, dunque, che resta sgomenta di fronte alle accuse su Padre V. B. «Sono cresciuto in zona, in comitiva nel giardino di Sant’Alessio – racconta Mirco, 31enne – non pensavo potessero accadere cose simili».
    Tra i tanti turisti che scrutano la Cupola di San Pietro dal buco della serratura, anche una giovane coppia: «Abitiamo a San Saba e conosciamo la chiesa di Sant’Alessio, non sapevamo nulla di questa brutta storia». E su una panchina nel Parco degli Aranci, un anziano commenta: «Questi sono tempi difficili, non ci si può fidare di nessuno». (L.Loi./ass)

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/10/12/news/abusi_su_bimbo_di_9_anni_indagato_frate_s_alessio-23105689/

  • Violentato dal frate francescano Lo denuncia dopo 20 anni

    Violentato dal frate francescano Lo denuncia dopo 20 anni

    Roma – Violentato per anni dal frate francescano al quale l’avevano affidato i genitori, ha deciso, dopo 20 anni, di liberarsi della vergogna e di rivelare il suo segreto alla polizia. Ora è un ragazzo, un operaio di 28 anni originario della provincia di Frosinone, che ha deciso di denunciare padre V.B., frate francescano presso la chiesa di Sant’Alessio, nella zona dell’Aventino a Roma e ora trasferito in Liguria. All’epoca era un bambino, aveva appena otto anni nel 1991.

    Era un amico di famiglia, padre V.B., tanto che spesso d’estate i genitori del bambino lo mandavano a trascorrere le vacanze al collegio degli Emiliani di Genova, dove il prete ha insegnato in questi anni. La storia è raccontata dal freepress Leggo.

    Le violenze sarebbero avvenute nel convento romano, dove spesso il bambino rimaneva ospite la notte. Una storia andata avanti per anni. Per altri motivi, poi, il frate è stato trasferito dai suoi superiori in Liguria, in una località ancora non nota. Una storia che il ragazzo ha deciso di rivelare alla polizia perché sia fatta giustizia. Lo ha fatto l’anno scorso, dopo che, vittima anche della vergogna e dell’umiliazione, aveva tentato di suicidarsi gettandosi in un fiume a Frosinone.

    Al momento gli inquirenti, coordinati dal pm Silvia Santucci, stanno effettuando delle audizioni e a breve potrebbero disporre una perizia. Stando a quanto riporta Angela Camuso, per l’edizione di Roma di Leggo, un mese fa a casa del sacerdote era stato trovato anche del materiale pedopornografico. Don V., una volta scoppiato lo scandalo, è stato trasferito in un convento dal suo superiore.

    Nella denuncia, che gli inquirenti definiscono molto circostanziata, il giovane afferma di essere stato violentato in più di una circostanza. Gli inquirenti, nei giorni scorsi, hanno ascoltato i genitori della presunta vittima. I due, assistiti dal noto avvocato Carlo Taormina, avrebbero riferito di non aver mai sospettato nulla di quanto denunciato dal figlio e di aver affidato il bambino al frate per dei soggiorni a Roma in totale fiducia.

    www.ilsecoloxix.it/p/genova/2011/10…_denuncia.shtml

    Indagato prete pedofilo ex segretario Emiliani
    Un ragazzo romano confessa che quando aveva 8 anni un sacerdote l’ha violentato. Il religioso, poi trasferito al collegio di Nervi è stato infine indirizzato un anno e mezzo fa ad un convento di Torino. La denuncia dopo che la vittima, oggi 28enne, ha tentato il suicidio
    di BRUNO PERSANO

    Indagato prete pedofilo ex segretario Emiliani
    Fino ad un anno e mezzo fa era il segretario del collegio Emiliani a Nervi. Dopo la denuncia di un ragazzo di Roma che lo accusa di averlo violentato, padre V. B. è stato trasferito dal priore in un convento a Torino.

    Bruno aveva otto anni quando fu abusato la prima volta. Allora il sacerdote celebrava messa nella chiesa di Sant’Alessio all’Aventino, nel cuore di Roma. I genitori del piccolo conoscevano bene il religioso e di lui avevano piena fiducia. Il loro piccolo mai gli aveva confidato quello che accadeva nella casa del sacerdote. Lasciavano che il loro figlio frequentasse la parrocchia all’Aventino; anzi: quando la congregazione spostò il confratello al collegio degli Emiliani a Genova, furono proprio i genitori a mandare il bambino a Nervi perchè trascorresse “dall’amico sacerdote” le vacanze scolastiche.

    Vent’anni ha tenuto nascosto in cuore quei brutti momenti vissuti con il sacerdote; poi un giorno, quando di anni ne aveva già 28, Bruno si lanciato in un fiume dalla finestra di una discoteca a Frosinone. La fidanzata l’ha trovato che annaspava nell’acqua gelida, quasi assiderato. La verità è emersa tutta, drammatica e violenta. C’è pure una registrazione telefonica del priore superiore che ammette di aver raccolto la confessione del religioso.

    Ora anche la famiglia del ragazzo ha capito chi era veramente quel sacerdote e non ha avuto remore a denunciare alla magistratura gli abusi sul figlio. Li difende l’avvocato Carlo Taromina e sono deteminati ad ottenere giustizia. Hanno
    le prove di ciò che hanno sottoscritto: c’è la confesione del figlio e quella registrazione del priore. E poi in casa del sacerdotre i carabinieri hanno trovato parecchio materiale pedopornografico.

    http://genova.repubblica.it/cronaca/2011/1…ofilo-23115918/

  • Francesco Zanardi consegna un dossier a Bagnasco ecco i preti pedofili

    Francesco Zanardi consegna un dossier a Bagnasco ecco i preti pedofili

    Francesco Zanardi consegna un dossier a Bagnasco: ecco i preti pedofili Un dossier contenente i nomi di circa 200 sacerdoti pedofili, condannati dalla magistratura in tutta Italia e alcuni casi relativi alla Spagna, insieme ad una mappa delle regioni a rischio pedofilia.

    E’ questo il database consegnato oggi a Genova dall’attivista Francesco Zanardi, portavoce della rete l’Abuso, al cardinale Angelo Bagnasco.

  • Preti pedofili,elenco in Curia

    Preti pedofili,elenco in Curia

    29 settembre 2011

    Francesco Zanardi, presidente dell’associazione l’Abuso, che da anni denuncia casi di pedofilia all’interno del clero, ha consegnato all’Arcidiocesi di Genova, questa mattina nel capoluogo ligure, una lettera indirizzata al presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, con i nomi dei quasi 200 sacerdoti italiani condannati per pedofilia tra il 1998 e il 2011. “Da questo dossier – spiega Zanardi a TM News – purtroppo sono esclusi tutti i sacerdoti, che pur avendo commesso abusi, non sono stati ancora condannati dalla magistratura. La lettera contiene inoltre una serie di denunce ben circostanziate di cui avevo parlato al cardinale Bagnasco, durante un incontro che avevo avuto con lui lo scorso maggio, che non ha avuto alcun esito”. “Nei confronti dei preti pedofili segnalati al cardinale -sottolinea il presidente dell’associazione l’Abuso – non è stato infatti preso alcun provvedimento anche se il vescovo di Savona, Vittorio Lupi, ha incontrato le vittime di questi abusi. Di questo -afferma Zanardi- chiediamo conto al presidente della Cei”. Nei giorni scorsi, proprio per denunciare l’omertà e l’indifferenza della Chiesa davanti agli abusi sessuali commessi da sacerdoti, Zanardi ha cominciato un lungo pellegrinaggio a piedi con partenza da Savona, la sua città natale e arrivo in Vaticano, dove chiede di essere ricevuto dal Papa. “L’obiettivo di questa marcia – dichiara il presidente dell’associazione l’Abuso, che ha denunciato a sua volta le violenze subite da parte di un sacerdote – è anche quello di convincere le vittime, durante le varie tappe del pellegrinaggio, a denunciare le violenze subite perché purtroppo in Italia c’è ancora tanta paura ad uscire allo scoperto”.