Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Giacomo Ruggeri

  • Chiuse le indagini su don Ruggeri: atti sessuali, ma senza violenza

    Chiuse le indagini su don Ruggeri: atti sessuali, ma senza violenza

    L’ex parroco di Orciano era stato arrestato dopo essere stato filmato in atteggiamenti compromettenti con una minore di 14 anni
    Orciano (Pesaro-Urbino), 18 maggio 2013 – Il sostituto Sante Bascucci sta depositanto, in queste ore, l’avviso di chiusura delle indagini su don Giacomo Ruggeri, l’ex parroco di Orciano arrestato nel luglio scorso dopo essere stato filmato mentre compiva atti sessuali con una minorenne di anni 14, sua parrocchiana, sulla spiaggia di Torrette. Il religioso è ora in stato di libertà, con obbligo di dimora a Perugia.

    La Procura ha integrato le indagini, aggiungendo ai filmati, espliciti, dell’incontro tra i due, le deposizioni di altre persone (le amiche della ragazza), oltre ai genitori, ma quello che diventava importante era capire se la Procura avesse mantenuto l’imputazione originaria, cioè l’articolo 609 quater del codice penale, gli atti sessuali con minore, anche di 14 anni, come in quel caso, che non prevedeva l’uso della violenza e della costrizione da parte del prete; oppure se, come poteva essere, dopo le deposizioni abbastanza drammatiche della ragazzina nell’estate scorsa, la Procura imputasse don Ruggeri del reato che prevede, invece, l’uso della violenza o l’abuso di autorità per compiere quegli atti sessuali.

    La cosa cambia: sia in termini di eventuale pena, sia in termini di risarcimento in sede civile. La Procura ha deciso di mantenere l’imputazione originaria: forse anche giudicando dai filmati, nei quali la ragazzina non sembra subire un atto violento. Sarà comunque il giudice del dibattimento a stabilire poi qual è stato il reato effettivamente commesso.

    http://www.ilrestodelcarlino.it/fano/cronaca/2013/05/18/890416-pedofilia-don-ruggeri-chiusa-indagine.shtml

  • Prete accusato di pedofilia per sesso con 13enne: ora rimesso in servizio a Perugia

    Prete accusato di pedofilia per sesso con 13enne: ora rimesso in servizio a Perugia

    Don Ruggeri, 44 anni, nell’estate scorsa si fece beccare a fare del sesso su una spiaggia di Torrette con una 13enne della sua parrocchia. A metà aprile chiuderà l’inchiesta ma lui è ancora in servizio: trasferito in Umbria
    Redazione 15 aprile 2013

    E’ pensantemente accusato di pedofilia Don Giacomo Ruggeri – 44 anni – ed è stato trasferito a Perugia dove lavora direttamente nella biblioteca della diocesi. Un luogo di fatto destinato ad essere a contatto con il pubblico anche se questa situazione varia a secondo delle mansioni e non si conoscono quelle del parroco. Don Ruggeri è stato filmato, seguito e arrestato da agenti in borghese dopo che aveva fatto del sesso sulla spiaggia di Torrette con una minorenne di 13 anni della sua parrocchia.

    Dal dicembre scorso è stato rimesso in liberà ed è in servizio al Vescovado di Perugia. E tutto questo quando il Pm intorno al 20 aprile deciderà di chiudere le indagini e molto probabilmente chiedere il rinvio a giudizio. Molte le polemiche in questi giorni arrivano anche dalle Marche, sponda Fano, dato che il prete dopo essere stato sospeso dalla Curia di Fano e stato riportato in servizio in quella perugina.

    Don Ruggeri era stato denunciato dal bagnino testimone delle effusioni con la minore, una delle parrocchiane del sacerdote ad Orciano. Il 2 agosto scorso la tredicenne era stata ascoltata con la formula dell’incidente probatorio e l’assistenza di una psicologa. Una testimonianza secretata, nella quale la vittima avrebbe descritto un rapporto privilegiato con il sacerdote. “Non so cosa mi sia successo”: ha sempre detto agli inquirenti l’ indagato, che all’epoca dei fatti era anche direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali e della web tv della Diocesi, oltre che assistente regionale delle Scolte Scout. E adesso sta da noi.

    http://www.perugiatoday.it/cronaca/prete-sesso-spiaggia-minori-don-ruggeri.html

  • Abusi sessuali: le strane parole di don Sergio Carettoni su Facebook

    Abusi sessuali: le strane parole di don Sergio Carettoni su Facebook

    E’ da poco calata l’attenzione sulla triste vicenda di pedofilia che ha visto coinvolto l’ex portavoce del vescovo di Fano, don Giacomo Ruggeri, ma un nuovo dibattito si sta sollevando attorno alle parole postate il 10 settembre sul suo profilo Facebook da Don Sergio Carettoni, parroco di Lucrezia.

    Dopo il recente episodio del parroco di Orciano, don Giacomo Ruggeri, accusato di abusi sessuali su una tredicenne, prima arrestato, poi scarcerato e oggi agli arresti domiciliari in un convento francescano di Fabriano, si sollevano i sospetti su situazioni analoghe.

    Lo sfogo virtuale di Don Sergio Carettoni sembra alludere ad altri casi simili. Ecco il testo del post:

    “… che delusione, che amarezza, quando la verità sul passato di Lucrezia e le cicatrici ancora sanguinanti delle vittime di molestie o abusi sessuali vengono nuovamente calpestate dal delirio inarrestabile di onnipotenza dei loro stessi carnefici… che vergogna, immensamente grande, quando proprio gli stessi carnefici siedono beffardi in mezzo a noi e, attori del Male compiuto, fanno di tutto per occupare ancora una volta il centro della scena del dramma che stiamo vivendo… impotente di fronte alla forza di questi lupi, ancora travestiti da agnelli, non mi resta che esprimere piena solidarietà alle vittime dei loro esecrandi misfatti; ma da ogni angolo del cuore auguro vergogna e infamia eterna a tutti i carnefici del passato, ai loro complici e agli immancabili ecclesiastici protettori… che schifo!”.

    di Sabrina Giovanelli
    redazione@viverefano.com

  • Parroco riapre scenari a luci rosse In passato abusi anche a Lucrezia?

    Parroco riapre scenari a luci rosse In passato abusi anche a Lucrezia?

    La denuncia su Facebook da parte di don Sergio Carettoni
    Don Sergio Carettoni, parroco di Lucrezia

    Fano, 6 ottobre 2012 – STANNO suscitando un certo clamore e molti interrogativi le parole pubblicate dal parroco di Lucrezia, don Sergio Carettoni, sul suo profilo Facebook anche perché il sacerdote sembra far balenare altri abusi sessuali oltre a quello che ha visto coinvolto don Giacomo Ruggeri: «…che delusione, che amarezza, quando la verità sul passato di Lucrezia e le cicatrici ancora sanguinanti delle vittime di molestie o abusi sessuali vengono nuovamente calpestate dal delirio inarrestabile di onnipotenza dei loro stessi carnefici… che vergogna, immensamente grande, quando proprio gli stessi carnefici siedono beffardi in mezzo a noi e, attori del Male compiuto, fanno di tutto per occupare ancora una volta il centro della scena del dramma che stiamo vivendo… impotente di fronte alla forza di questi lupi, ancora travestiti da agnelli, non mi resta che esprimere piena solidarietà alle vittime dei loro esecrandi misfatti; ma da ogni angolo del cuore auguro vergogna e infamia eterna a tutti i carnefici del passato, ai loro complici e agli immancabili ecclesiastici protettori…. che schifo».

    Don Sergio perché questo sfogo, è a conoscenza di qualche reato?
    «In questo momento sono in una fase di ascolto. Non posso dire altro, non sarebbe corretto. Non cerco la notorietà, la mia preoccupazione è ascoltare e capire, guarire le ferite o i graffi per riprendere il cammino nella chiesa».

    Perché proprio su Facebook?
    «Certe parole non potevo certo pronunciarle dall’altare, ma come prete devo dire da che parte sto».

    Un modo per invitare chi sa a rivolgersi a lei?
    «Anche questo».

    Sa se ci sono indagini in corso da parte della magistratura?
    «Se ci sono non ne sono a conoscenza».Non si pronunciano in Curia anche se il vicario generale, don Giuseppe Tintori sembra esserne a conoscenza: «Ma sono già state cancellate….». E ancora: «Credo che don Sergio questa mattina (ieri per chi legge ndr) sia a colloquio con il vescovo. In realtà le parole di don Sergio sono tuttora sul suo profilo e sono lì dal 10 settembre di quest’anno, vedremo se ci saranno anche nei prossimi giorni o saranno cancellate. Parole che hanno registrato 41 «mi piace» e ricevuto diversi commenti a sostegno della presa di posizione di don Sergio, del tenore «prese di posizione coraggiose e coerenti con tutto il tuo operato e, soprattutto, scaturite da un profondo dolore». Don Sergio, comunque, è restio a parlare perché non vuole che si scateni la caccia alle persone e ai volti. In ogni caso si tratta di riferimenti che pongono una serie d’interrogativi: a quale verità si riferisce don Sergio? Se le cicatrici sono ancora sanguinanti, vuol dire che sono recenti? Chi sono i carnefici che siedono beffardi tra noi?

    http://www.ilrestodelcarlino.it/fano/cronaca/2012/10/06/782743-parroco_riapre_scenari_luci_rosse.shtml

  • La messa di Don Giacomo, il prete accusato di atti sessuali continua ad officiare il rito

    La messa di Don Giacomo, il prete accusato di atti sessuali continua ad officiare il rito

    Intanto gli hacker attaccano il suo sito. I pirati informatici hanno violato la cassetta postale online di don Ruggeri

    Fano (Pesaro-Urbino), 16 settembre 2012 – DON Giacomo Ruggeri continua a dire messa. Non è stato sospeso dal suo ministero sacerdotale, contrariamente a quanto affermato dalla curia nei momenti successivi all’arresto del 13 luglio scorso. Ha solo ridotto, per ovvie ragioni, essendo agli arresti domiciliari in un convento, la sua esposizione pubblica. Ma è certo che non ha nessun impedimento per le celebrazioni religiose che avvengono ogni giorno nel convento di Fabriano dove i giudici hanno stabilito che don Ruggeri rimanga agli arresti in attesa dell’evolversi dell’indagine. E’ confermata dunque la scelta dello stesso vescovo Trasarti di non deludere le aspettative dell’ex parroco di Orciano che ha dichiarato in sede di interrogatorio, di voler continuare ad essere un prete anche dopo la conclusione di questa vicenda, che lo vede accusato di aver molestato sessualmente, in un luogo pubblico (la spiaggia di Torrette), una parrocchiana di 13 anni. Un comportamento che ha portato all’arresto del parroco e alla sua carcerazione per oltre un mese per poi esser dirottato nel convento di Fabriano con la misura degli arresti domiciliari.

    INTANTO, dei pirati informatici hanno violato la cassetta postale online di don Giacomo Ruggeri. Autore del cyber-attacco il gruppo di haker «Anonymous», che ha diffuso una missiva elettronica contenete un collegamento per scaricare oltre due gigabyte di email dell’account di don Ruggeri. Messaggi di posta elettronica sia inviati che ricevuti, del periodo 2011-2012, dai quali non sembra emergere nulla di compromettente ai danni del sacerdote. L’intento di «Anonymus», d’altronde, leggendo il comunicato diffuso dai blogger, appare più ampio di una mera condanna nei confronti del prete di Orciano, nel mirino c’è tutta la Chiesa. E poi insulti all’ex portavoce del Vescovo: «Don Ruggeri, il tuo comportamento è deplorevole. Hai tentato di occultare la vergognosa vicenda che ti ha visto come protagonista nell’abuso di minori. Nonostante ciò, prendiamo atto che con grande spavalderia continui a ribadire di voler dirigere la diocesi in nome della vocazione. In realtà, la tua vocazione è una sola: quella della viltà». L’avvocato del religioso, Gianluca Sposito, dichiara al riguardo: «La gragnola di commenti, esasperati e essi stessi talvolta violenti, su fatti non adeguatamente conosciuti e sulla persona del sacerdote, appaiono condanne premature».

    http://www.ilrestodelcarlino.it/fano/cronaca/2012/09/16/772802-pedofilia-don-ruggeri-messa.shtml

  • Anonymous vs Don Ruggeri, hacker pubblicano mail prete: il comunicato

    Anonymous vs Don Ruggeri, hacker pubblicano mail prete: il comunicato

    giovedì 13 settembre 2012 | Scritto da Michele Pacella

    Anonymous: mail Don Ruggeri online Anonymous all’attacco del clero.
    La nota rete di hacktivisti ha infatti appena pubblicato online le mail di Don Giacomo Ruggeri, un prete recentemente protagonista di una vicenda legata a presunti abusi su minori.

    Con un apposito comunicato diffuso sul blog ufficiale di Anonymous Italia e su varie pagine su Facebook collegate all’associazione di hacktivisti, sono stati pubblicati diversi link nei quali sarebbero contenuti, a detta degli autori dell’azione compiuta sul web, ben 2GB di mail private del prete accusato di presunte violenze.
    Foto Anonymous: mail Don Ruggeri online

    Il furto dei dati contenuti nella casella di posta elettronica di Don Ruggeri sarebbe stato compiuto nello specifico da AntiSec, come sottolineato anche dal titolo del post di rivendicazione diffuso in rete:

    “#AntiSec Vs Clero: Trasparenza Vs Insabbiamento. Pubblicati 2Gb di mail di Don Giacomo Ruggeri: we are watching you.”

    Nel comunicato da parte di Anonymous sono stati pertanto spiegati i motivi all’origine del gesto appena compiuto.
    Ecco un estratto del post in questione:

    “Anonymous intende provare a far luce sul vostro losco mondo, membri del Clero.
    Ancora una volta siete teatro di oscurantismi, crimini ai danni dei più deboli, corruzione e crociate omofobe.
    La vicenda di Don Ruggeri è l’ennesima dimostrazione di come la vostra Istituzione abbia affossato i principi ai quali dovrebbe ispirarsi. Fomentate odio e stigma verso chiunque mostri un orientamento sessuale differente da quello che voi definite “naturale”, in linea con un modello di società patriarcale e discriminante. La vera innaturalità sta nel vostro disgustoso modus operandi. La vostra avidità, la vostra cupidigia sono disdicevoli.”

    In calce al comunicato sono stati poi pubblicati i link per effettuare il download dei contenuti prelevati dalla mail di Don Ruggeri.
    Nella Galleria Fotografica del presente articolo tutti i dettagli del post pubblicato da Anonymous sulla vicenda.

    Il comunicato sul blog ufficiale di Anonymous Italia
    Guarda le foto Anonymous: mail Don Ruggeri online
    Foto Anonymous: mail Don Ruggeri online

    La rete di hacktivisti ha pubblicato online le mail di Don Ruggeri, prete accusato di presunte violenze su minori

    mercoledì 12 settembre 2012
    #AntiSec Vs Clero: Trasparenza Vs Insabbiamento. Pubblicati 2Gb di mail di Don Giacomo Ruggeri: we are watching you.

    Anonymous intende provare a far luce sul vostro losco mondo, membri del Clero.
    Ancora una volta siete teatro di oscurantismi, crimini ai danni dei più deboli, corruzione e crociate omofobe.
    La vicenda di Don Ruggeri è l’ennesima dimostrazione di come la vostra Istituzione abbia affossato i principi ai quali dovrebbe ispirarsi. Fomentate odio e stigma verso chiunque mostri un orientamento sessuale differente da quello che voi definite “naturale”, in linea con un modello di società patriarcale e discriminante. La vera innaturalità sta nel vostro disgustoso modus operandi. La vostra avidità, la vostra cupidigia sono disdicevoli.
    Con quale coraggio, La Chiesa, che sempre più spesso si rivela una congrega di pedofili, può permettersi di giudicare della sessualità e della vita altrui?
    Con quale autorità morale, La Chiesa impone di non usare anticoncezionali, trincerando dietro severi ammonimenti e sermoni una vera e propria campagna di disinformazione i cui effetti nefasti sono ormai palesi?
    Sferrate continui attacchi alla libertà delle donne, contribuendo a minare ciò che è stato conquistato grazie a dure lotte.
    Pensiamo ad un contesto come quello Africano, dove l’AIDS dilaga: lì, il divieto degli anticoncezionali ha un chiaro intento genocida. Pensiamo anche al contesto generale, dove i giovani (e non solo) dovrebbero aver diritto a una corretta informazione sessuale, nonchè agli strumenti necessari atti a tutelare la propria salute e poter gestire e al meglio la propria sessualità. La vostra politica repressiva è complice di numerose piaghe sociali.
    E con quale coraggio, con quale coerenza di fronte a tutto ciò, gerarchi e gregari della Chiesa Cattolica possono predicare l’amore per il prossimo, quando sono i primi a scagliarsi contro il principio dell’Amore universale?
    Don Ruggeri, il tuo comportamento è deplorevole. Hai tentato di occultare la vergognosa vicenda che ti ha visto come protagonista nell’abuso di minori. Nonostante ciò, prendiamo atto che con grande spavalderia continui a ribadire di voler dirigere la diocesi in nome della vocazione. In realtà, la tua vocazione è una sola: quella della viltà.

  • Pedofilia: prete Fano ai domiciliari In un luogo fuori dalla provincia di Pesaro Urbino

    Pedofilia: prete Fano ai domiciliari In un luogo fuori dalla provincia di Pesaro Urbino

    27 agosto, 14:31

    Pedofilia: prete Fano ai domiciliari (ANSA) – ANCONA, 27 AGO – Il Tribunale della liberta’ di Ancona, accogliendo l’appello dell’avv. Gianluca Sposito, ha disposto la scarcerazione di don Giacomo Ruggeri, l’ex portavoce del vescovo di Fano arrestato per atti sessuali su una 13enne, concedendogli i domiciliari in un luogo fuori dalla provincia di Pesaro Urbino. Don Ruggeri, parroco di Orciano, era stato arrestato il 13 luglio dalla polizia dopo che – a seguito della denuncia di un bagnino – gli agenti ne avevano filmato le avances alla minore in spiaggia.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/08/27/Pedofilia-prete-Fano-domiciliari_7384074.html

  • Pedofilia, anche il sindaco di Orciano scarica don Giacomo Ruggeri. Le spine della chiesa

    Pedofilia, anche il sindaco di Orciano scarica don Giacomo Ruggeri. Le spine della chiesa

    L’ex parroco e la sua voglia di protagonismo. Nominata la psicologa che dovrà assistere la 13enne durante l’incidente probatorio

    di Sandro Franceschetti – Fano (Pesaro-Urbino), 24 luglio 2012 – “Lo conoscevo per il suo gran bisogno di emergere e di mettere se stesso davanti ad ogni cosa”. E’ la stoccata del sindaco di Orciano Stefano Bacchiocchi nei confronti dell’ex parroco don Giangiacomo Ruggeri, finito in carcere con l’accusa di aver compiuto atti sessuali con una minore di 14 anni e atti osceni in luogo pubblico.

    L’incontro in carcere
    Don Giacomo era pedinato appena usciva dalla chiesa Il vescovo ‘a casa’ di don Giacomo: “Mi assumo le colpe dei figli” Don Giacomo, le ‘acrobazie’ in mare con la 13enne e una sua amica Il vescovo: “Non dimenticate il bene compiuto da don Ruggeri” Pedofilia, spunta un precedente per don Ruggeri Il padre della ragazzina abusata: “Don Ruggeri pedofilo? Non ci credo” Pedofilia, don Ruggeri al gip: “Non ero lucido, non sapevo dov’ero” Don Ruggeri senza pudore: baci ed effusioni in spiaggia Flirt in spiaggia con la 13enne, arrestato sacerdote

    “Naturalmente — riprende il primo cittadino — questo non c’entra nulla con quello che è successo e con ciò che gli viene contestato, ma io notavo la sua indole a mettersi in evidenza. Esempio: subito dopo il nevone del febbraio scorso, è stato lui per primo ad organizzare la cena per tutti quelli che si erano impegnati a fronteggiare l’emergenza e a mandare la relativa nota ai giornali; magari sarebbe stato più logico che lo avesse fatto un rappresentante dell’amministrazione comunale”.

    Bacchiocchi, poi, per quanto riguarda l’ipotesi di reato a carico del ‘Dongi’ aggiunge: “Aspettiamo il lavoro della magistratura, condotto in maniera estremamente seria; le reali responsabilità emergeranno di sicuro”. E subito dopo rivolge un pensiero alla ragazzina presunta vittima delle attenzioni di don Giacomo e alla sua famiglia: “Pur non sapendo chi siano, partecipo al loro dolore in questa esperienza molto difficile e al contempo esprimo la mia vicinanza a tutte le persone che soffrono per situazioni di questo tipo”.

    Il sindaco, infine, fa un accenno al suo incontro, domenica mattina, con il vescovo Armando Trasarti dopo la seguitissima celebrazione eucaristica svoltasi nella chiesa di San Cristoforo e presieduta proprio dal capo della diocesi di Fano, Fossombrone, Pergola e Cagli: “Ci siamo detti che adesso bisogna ricostruire la piena credibilità delle istituzioni ecclesiastiche locali, perché alcuni punti di riferimento sono venuti meno. In un piccolo paese come il nostro la società civile, in gran parte, si identifica nella parrocchia, per cui serve una figura esemplare che aiuti la gente a ritrovare fiducia fino in fondo nei rappresentanti della parrocchia stessa”.

    Oggi, in tribunale a Pesaro, si è tenuta la nomina da parte del gip Mussoni della psicologa che dovrà assistere la minorenne durante l’incidente probatorio per sentire dalla sua voce (il 2 agosto) cos’è successo ai bagni Torrette il 10 e il 12 luglio scorsi. Si tratta di Anna Cavallini di Ferrara. Non sono stati presenti né la 13enne, né i suoi familiari (indicati dalla Procura come parte offesa), né don Ruggeri.

    di Sandro Franceschetti

    http://www.ilrestodelcarlino.it/fano/cronaca/2012/07/24/748406-pedofilia-don-giacomo-ruggeri-scaricato-dal-sindaco-di-orciano.shtml

  • “Don Giacomo, il sacerdote che parlava di ‘ragazzi malati’”

    “Don Giacomo, il sacerdote che parlava di ‘ragazzi malati’”

    23 luglio 2012 ·

    Riceviamo e pubblichiamo sulla vicenda che riguarda l’ex portavoce del vescovo di Fano, don Giacomo Ruggeri, arrestato con le accuse di aver compiuto atti sessuali con una minore di 14 anni ed atti osceni in luogo pubblico, un articolo di Maddalena Robustelli.

    “E’ già trascorso un anno da quando scrissi e pubblicai su Noi donne “Lettera aperta alla Diocesi di Fano”, in occasione di un brutto episodio di violenza sessuale perpetrato da due adolescenti ai danni di una loro coetanea. In tale articolo rivolsi parole ferme e risolute nei riguardi del portavoce del vescovo Trasarti, don Giacomo Ruggeri, che aveva attribuito le ragioni degli stupri al modo di abbigliarsi delle donne ed alla mancata vigilanza dei genitori sulle loro figlie, mostrando quel malcelato senso di condanna che cala come una scure sulla vittima di violenza sessuata. Quel che risultò ai miei occhi particolarmente riprovevole fu l’affermazione del sacerdote, secondo la quale i ragazzi colpevoli di tali nefandi comportamenti erano malati e conseguentemente, per venire incontro alle esigenze dei loro coetanei con pulsioni similari, la Diocesi avrebbe organizzato campi scuola per far sì che imparassero a vivere in maniera sana il rapporto tra il loro corpo e quello dell’altro.

    L’anno scorso espressi una marcata condanna per il comunicato stampa di don Giacomo Ruggeri e nel contempo chiesi ai rappresentanti ecclesiastici di essere più umili nel proferire giudizi, che per una ragazza di quindici anni avrebbero avuto l’amaro, anzi, amarissimo sapore di una sentenza capace di bollarla per tutta la vita. Oggi, però, alla luce delle ultime vicende che hanno riguardato lo stesso sacerdote, quelle sue parole contenute nel comunicato stampa ufficiale della Diocesi di Fano assumono ben altro significato e valore. Difatti don Giacomo Ruggeri, a cui chiesi di essere personalmente vicino alla ragazza violentata nella sua funzione specifica di educatore, è stato sorpreso a tenere atteggiamenti di inequivocabile molestia nei confronti di una tredicenne in un luogo pubblico, ossia una spiaggia del litorale marchigiano. Se non fosse che i proprietari del lido balneare lo conoscessero, i comuni bagnanti avrebbero avuto davanti agli occhi un quarantatreenne in costume profondere effusioni ad una ragazzina, che già altre volte aveva avuto l’ardire di portare in spiaggia da sola. Alle forze dell’ordine, a cui erano arrivate altre segnalazioni del caso in questione, non è restato altro che appostarsi ed intervenire al momento opportuno, cogliendo don Giacomo alla sprovvista.

    A questo sacerdote, che solo nel giugno del 2011 aveva parlato di “ragazzi malati”, vorrei chiedere se quel giudizio più che a costoro fosse rivolto a sé stesso. Aveva, cioè, già allora contezza di quel che avrebbe fatto oggi a quella tredicenne, o ritiene di essere in preda a istinti irrefrenabili a cui non riesce a porre un argine? Indubbiamente vicende del genere indignano e, se solo penso che i testimoni di quelle effusioni hanno allertato i soggetti istituzionalmente preposti al caso in questione, mi rincuora quel senso di protezione nei confronti della ragazzina, che è sfociato successivamente in un forte moto di rabbia e di riprovazione. Possibile che don Giacomo si ritenesse immune da critiche per quei comportamenti palesemente pedofili e nel contempo fosse capace di avanzare, senza dubbio alcuno, i giudizi espressi nel comunicato stampa dell’anno scorso? Strano episodio di transfert si potrebbe dire, perché pare che chi giudichi malati gli stupratori sia egli stesso malato! Quel che non sembra ma è, invece, effettivamente reale è l’essere stati colti in flagranza di un reato alquanto grave. Sicuramente spetterà agli inquirenti definire il profilo umano del sacerdote, il contesto in cui ha commesso gli atti illeciti e, soprattutto, come abbia potuto coinvolgere quella adolescente in siffatta situazione.

    D’altronde è altrettanto certo che ora incomba sulla Diocesi di Fano l’obbligo di spiegare la vicenda ed offrire ai propri fedeli, ed anche a chi tale non è, una sua presa di distanza nonché ferma condanna dell’accaduto. Condanna, a cui inequivocabilmente dovrebbe conseguire un atteggiamento altrettanto risoluto sulle eventuali protezioni e connivenze di cui avrebbe potuto godere don Giacomo. Senza tale percorso di verità ed impegno ogni altra sua azione, quale, ad esempio, la sospensione del sacerdote dalle proprie mansioni ufficiali, ne uscirà delegittimata, senza contare un ulteriore elemento che peserà come un macigno sulla diocesi, ossia la onerosa riprovazione sociale sulle sue omertà.

    Se un anno fa scrissi una lettera aperta, ora sento chiaro e netto il diritto di aspettarmi azioni altrettanto nette e chiare da parte del vescovo Trasarti e nel contempo provo forte l’obbligo di pretenderle per conto di quella adolescente, che stava lì a subire le pesanti attenzioni del suddetto sacerdote. Non oso immaginare le devastazioni che un domani nel suo intimo proverà, so che per l’oggi chiederà agli adulti spiegazioni di quel che le è successo e noi, distanti da lei personalmente, potremo aiutarla esigendo a nostra volta dalla Diocesi di Fano le dovute chiarificazioni, tali da farla assurgere degnamente al ruolo che le è attribuito. Avvertendo chi di dovere che il tempo, che eventualmente passerà inutilmente, peserà come un gravoso macigno non solo sull’intera comunità di riferimento, ma anche su quanti al riguardo necessitano di comportamenti doverosamente congrui e palesemente integerrimi da parte dell’intero ordine ecclesiastico della curia marchigiana. E non solo …..”

    Ultimo aggiornamento: 23-07-2012

  • Due volte vittima: prima lo stupro, dopo l’omelia

    Due volte vittima: prima lo stupro, dopo l’omelia

    Sul sito di FanoTv è riportata la notizia di un odioso fatto di cronaca avvenuto nella “notte bianca” coincidente con la festività del Corpus Domini durante la quale tre giovani, poi identificati, hanno violentato una ragazza di 15 anni. Durante l’omelia celebratasi il giorno dopo il delegato del vescovo per la diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, don Giacomo Ruggeri, dopo avere espresso vergogna per il grave episodio, si è rivolto direttamente alla ragazza e alla sua famiglia condannando la “ pseudo emancipazione che le ragazze di oggi hanno acquisito rispetto alle loro coetanee di alcuni anni fa” e la “sempre più accentuata esibizione del proprio corpo”, invitando i genitori ad essere più attenti “alle modalità di vestirsi” dei propri figli.
    Stefano Marullo

    http://www.uaar.it/news/2011/07/23/due-vol…ro-dopo-omelia/