Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Giorgio Napolitano

  • Uno Stato così poco Sovrano che i cittadini reclamano i propri diritti costituzionali al Sovrano di uno Stato estero

    Uno Stato così poco Sovrano che i cittadini reclamano i propri diritti costituzionali al Sovrano di uno Stato estero

    Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un susseguirsi di scandali che hanno coinvolto la chiesa cattolica, in tutto il mondo, per l’impunità e per le coperture che questa ha sistematicamente, fornito ai preti pedofili. Dagli Stati Uniti dove abbiamo visto fallire intere diocesi per indennizzare le vittime, allo scandalo Irlandese dove lo Stato ha assunto posizioni forti contro la chiesa, a quello australiano dove la giustizia non si è fatta remore nel mettere alla sbarra uno dei potenti del C9, il cardinale George Pell che, sostenuto dalla diocesi, ha persino avuto la sfrontatezza di avviare una colletta per pagarsi il prestigioso team di avvocati che lo difende.

    C’è poi il caso argentino di don Nicola Corradi, che coinvolge direttamente papa Francesco e che, poche settimane fa, ha visto le vittime denunciare alla magistratura proprio coloro che il Vaticano aveva inviato per fare luce sul caso, formalmente accusati di reticenza. Poi il caso cileno che sembra essere diventato un bel grattacapo per Bergoglio che, questa volta, non se la cava con qualche pubblica scusa di circostanza, no: vittime ed opinione pubblica hanno apprezzato le scuse ma pretendono anche i fatti concreti.

    Tutti casi dove vediamo una forte presenza delle istituzioni, dei media che informano e sensibilizzano l’opinione pubblica, la quale reagisce e non si limita ad indignarsi, ma si unisce alle vittime chiedendo atti concreti al Governo e alla chiesa.

    L’Italia, invece, dal Quirinale in giù ha poco da essere fiera, e gli italiani poco da rallegrarsi.

    Noi possiamo ricordare un tristissimo Giorgio Napolitano, con Governo a seguito, che nel 2010, dimenticandosi dei cittadini italiani vittime dei sacerdoti, offrivano la loro solidarietà al papa per quella che definirono  «la inqualificabile campagna diffamatoria contro la Chiesa e il Papa».

    Sempre nel 2010, ricordiamo l’ispezione ordinata dall’allora guardasigilli Angelino Alfano nell’ufficio  procuratore di Milano Pietro Forno, che si era permesso di denunciare le coperture da parte delle autorità ecclesiastiche.

    Sempre nel 2010, troviamo un Rocco Buttiglione all’attacco della Procura della Repubblica di Savona, a suo dire troppo severa con don Luciano Massaferro, poi condannato in terzo grado a otto anni.

    Dopo il 2010, viste le decine di casi che emergevano anche in Italia, Istituzioni e politica prendono le distanze e preferiscono non mettersi più in discussione e… vedendo il tenore del pregresso, c’è da dire che almeno qui l’abbiamo scampata.

    Certo l’assenza delle istituzioni, della politica e l’informazione spesso distorta, ha creato una certa confusione negli italiani che, smarriti, si ritrovano a implorare le proprie garanzie costituzionali addirittura al capo di quello Stato estero che li ha costretti vittime, quello stesso Stato che, ai tempi di Wojtyla, fu accusato e condannato perché insabbiava i casi e trasferiva i preti permettendogli di continuare ad abusare e che, 18 anni dopo, continua a fare quello che faceva ai tempi di Wojtyla… ma la disperazione dei cittadini in cerca di giustizia, di fronte alla latitanza dei governi che si sono susseguiti in questi anni, è tale da trovare, come unici interlocutori, i propri carnefici.

    Uno Stato tanto poco Sovrano da non provare vergogna nemmeno nel vedere i propri cittadini costretti a supplicare i diritti che la costituzione garantisce, al Sovrano di una monarchia assoluta che a discrezione, deciderà se concedere o meno la grazia.

    Zanardi

    Consiglio la lettura di “Messe nere sulla riviera ligure”, fatti degli inizi del 900 quando dietro lo scandalo dei Salesiani di Varazze (Liguria) con i pochi e scarsi mezzi di informazione dell’epoca, l’Italia insorse da nord a sud in una sorta di guerra civile.

    Messe nere sulla riviera ligure

  • Violenza su minori, non scatterà l’arresto per gli episodi «di lieve entità»

    Violenza su minori, non scatterà l’arresto per gli episodi «di lieve entità»

    Idv: «solerzia incomprensibile»
    Violenza su minori, non scatterà l’arresto per gli episodi «di lieve entità»
    Emendamento dei senatori del centrodestra al ddl sulle intercettazioni: «Necessario contro incostituzionalità»

    idv: «solerzia incomprensibile»

    Violenza su minori, non scatterà l’arresto per gli episodi «di lieve entità»

    Emendamento dei senatori del centrodestra al ddl sulle intercettazioni: «Necessario contro incostituzionalità»

    ROMA – Tra gli emendamenti presentati dai senatori del Pdl al ddl sulle intercettazioni ce n’è uno che parla di violenza sui minori. Non è tra le proposte di modifica pubblicate sul sito Pdlsenato.it. L’emendamento prevede che nei casi di violenza sessuale «di lieve entità» nei confronti di minorenni non scatti l’obbligo dell’arresto in flagranza.

    «ERRORE MATERIALE» – Una nota del gruppo del Pdl al Senato spiega che la norma relativa alla pedofilia, modificata con un emendamento del centrodestra al ddl intercettazioni era solo la «correzione a un errore materiale commesso in precedenza». «La commissione Giustizia del Senato – si legge nel comunicato – ha con grande senso di responsabilità ulteriormente ampliato i casi di arresto obbligatorio in flagranza prevedendo che anche nelle ipotesi di atti sessuali con minorenni si applichi la stessa normativa della violenza sessuale». «Per un mero errore materiale – prosegue la nota – non era stata prevista la non applicabilità dell’arresto obbligatorio nei casi di minore gravità così come già avviene per la violenza sessuale. Tale omissione avrebbe reso la norma incostituzionale sia per la disparità con la violenza sessuale, sia perché la pena nel minimo, nei casi di minore gravità, è ampiamente al di sotto della soglia della sospensione condizionale e dell’affidamento in prova». «Con tale previsione, quindi – conclude il Pdl -, si statuisce un deciso inasprimento in tema di custodia cautelare a protezione dei minorenni, ancorché non si tratti di episodi di violenza».

    IDV: INCOMPRENSIBILE – «È davvero strana tutta questa sensibilità giuridica su una norma di un disegno di legge che è, a dir poco, incostituzionale e pieno di contraddizioni. Il responsabile giustizia dell’Idv Luigi Li Gotti commenta così la spiegazione che il gruppo del Pdl a Palazzo Madama dell’emendamento presentato dal centrodestra sulla violenza per i minori. «È davvero incomprensibile – prosegue – come si ponga attenzione su un possibile rilievo di incostituzionalità tra gli “atti di violenza” e la “violenza sessuale” sui minori. Mi sembra una sottigliezza giuridica senz’altro eccessiva in un provvedimento al quale mancano le basi, pieno di lacune e norme incostituzionali». «La spiegazione del Pdl, insomma – conclude il senatore dell’Idv -, suscita sospetti e non convince affatto».

    NAPOLITANO – Pochi giorni fa, intervenendo a un convegno dell’associazione Telefono Azzurro, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva chiesto alla politica di «intervenire tempestivamente e perfezionare, anche sul piano sanzionatorio, tutte le misure dirette a combattere ogni forma di violenza sui minori».

    Redazione online
    28 maggio 2010

    http://www.corriere.it/politica/10_maggio_28/intercettazioni-arresto-violenza-minori_8639e8e2-6a88-11df-bd58-00144f02aabe.shtml

  • Napolitano al papa: “affettuosa vicinanza del popolo italiano”

    Napolitano al papa: “affettuosa vicinanza del popolo italiano”

    Nel saluto portato prima del concerto che ha offerto al papa nell’Aula Paolo VI del Vaticano, in occasione del quinto anniversario del pontificato di Benedetto XVI, il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano ha espresso l’auspicio che Joseph Ratzinger possa “ben cogliere la intensa, affettuosa vicinanza nostra e del popolo italiano”. Il concerto, rende noto il sito del Quirinale*, è stato definito da Napolitano “un’offerta di serenità nei tempi non facili, e spesso aspri, che tutti viviamo”. Benedetto XVI ha espresso “vivo ringraziamento”: “In questo atto premuroso vedo anche un ulteriore segno dell’affetto che il popolo italiano nutre nei confronti del Papa, affetto che fu così fervido in Santa Caterina da Siena, patrona d’Italia, di cui oggi ricorre la festa”.
    * www.quirinale.it/index.aspx

    http://www.uaar.it/news/2010/04/30/napolitano-papa-affettuosa-vicinanza-del-popolo-italiano/

  • Attacchi inqualificabili contro il Papa

    Attacchi inqualificabili contro il Papa

    CITTÀ DEL VATICANO – La torta di mele che piace tanto anche al fratello don Georg, alcuni libri molto apprezzati, telefonate e messaggi di auguri. Il Papa ha festeggiato ieri i suoi 83 anni con una mezza giornata riservata alle udienze, mentre l’ altra metà è stata dedicata a preparare i discorsi per il viaggio di oggi a Malta. Benedetto XVI era sereno anche se il suo compleanno è capitato nel vortice delle polemiche sui casi di pedofilia nella Chiesa. E al ritorno da La Valletta, Joseph Ratzinger festeggerà i cinque anni di pontificato con un grande pranzo offerto lunedì sera dai porporati nella sala ducale del Palazzo apostolico.

    Cogliendo la sua preoccupazione per il momento difficile che sta vivendo la Chiesa, il governo italiano ha inviato a Benedetto un messaggio in cui si è schierato incondizionatamente dalla sua parte. «Solidarietà» è stata espressa al pontefice per «la inqualificabile campagna diffamatoria contro la Chiesa e il Papa». Molti gli auguri da tutto il mondo politico. Dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ai vertici di Camera e Senato, al sindaco di Roma («devotae profonda solidarietà – ha scritto Gianni Alemanno – in un momento in cui alcuni organi di stampa hanno abbandonato il loro primo obiettivo che è quello di comunicare la verità per servire una logica pericolosa, basata sul dileggio e su insinuazioni gratuite e fuori luogo»).

    La visita apostolica di due giorni a Malta, dove l’ isola si prepara ad accogliere in festa Benedetto XVI, non sarà però immune dai pensieri del caso pedofilia. Non è prevista per ora nessuna deroga al programma, ma le vittime maltesi di abusi vedono rafforzata la loro speranza di un incontro nelle prossime ore con il pontefice. Gli undici uomini hanno anche riferito della disponibilità data dal promotore di Giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede, monsignor Charles Scicluna, maltese, a vederli presto. Un incontro previsto probabilmente per giugno.

    Anche ieri i giornali cattolici hanno continuato a fare muro. L’ Osservatore Romano ha puntato il dito contro i media che si «irritano» perché il Papa non si cura di quel che scrivono di lui. A Benedetto XVI, invece, «interessa solo fare bene il Papa, cioè la guida spirituale dei cattolici. Ed è questo che disturba tanto il mondo e i potenti padroni dell’ informazionee della politica».

    Durissimo, poi, l’ intervento dello storico Massimo Introvigne, sotto il titolo “Goebbels e l’ operazione preti pedofili”, pubblicato da Avvenire, in cui si sottolinea la somiglianza tra il caso di oggi sulla pedofilia nella Chiesa e la campagna scatenata negli anni ‘ 30 dal ministro della propaganda del Terzo Reich per «screditare la Chiesa cattolica». Così, davanti a un’ altra torta guarnita di fragola e kiwi su cui campeggiava la scritta “Happy birthday Holy Father”, offerta dalla Papal Foundation, fondazione americana, il pontefice non ha evitato i riferimenti all’ attualità. «Il male- ha detto- non ha mai l’ ultima parola».

    MARCO ANSALDO

    https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/04/17/attacchi-inqualificabili-contro-il-papa.html

  • Pedofilia: il Vaticano si sente accerchiato, il Governo italiano lo soccorre

    Pedofilia: il Vaticano si sente accerchiato, il Governo italiano lo soccorre

    Un comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri
    Il governo: «Inqualificabile campagna diffamatoria contro il Papa e la Chiesa»
    Benedetto XVI oggi compie 83 anni. Nessuna celebrazione sino a lunedì, quinto anniversario del pontificato
    Un comunicato ufficiale del Consiglio dei ministri

    Il governo: «Inqualificabile campagna diffamatoria contro il Papa e la Chiesa»

    Benedetto XVI oggi compie 83 anni. Nessuna celebrazione sino a lunedì, quinto anniversario del pontificato

    Benedetto XVI (Ansa)
    ROMA – Nel giorno del suo 83mo compleanno, Benedetto XVI ottiene un sostegno pieno e inequivocabile da parte dell’Italia. Il Consiglio dei ministri in un comunicato ha «confermato la solidarietà del governo per l’inqualificabile campagna diffamatoria contro la Chiesa e il Papa». Il comunicato spiega che il Consiglio ha anche rivolto «un caloroso augurio di buon compleanno al pontefice».

    AUGURI – Joseph Ratzinger ha ricevuto auguri da tutto il mondo, tra questi anche quelli del presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano, ha espresso al Papa «i più fervidi voti augurali con profonda considerazione per il suo alto magistero», rende noto un comunicato del Quirinale. In Vaticano non è previsto nessun festeggiamento particolare, in quanto lunedì prossimo ci saranno le celebrazioni per il quinto anniversario di pontificato, giorno festivo in Vaticano. Sabato pomeriggio Benedetto XVI partirà per la visita a Malta di due giorni. Al suo rientro, lunedì, un pranzo in suo onore gli verrà offerto nella sala Ducale dei Palazzi Vaticani dai cardinali.

    http://www.corriere.it/politica/10_aprile_16/governo-sostegno-papa_faa4c06e-4957-11df-af35-00144f02aabe.shtml

    Il commento di rammarico alle Istituzioni di Francesco Zanardi, vittima, fondatore e Presidente dell’unica  realtà associativa italiana di sopravvissuti agli abusi del clero, esprime disgusto.

    Al di la di essere vittima che come troppe non ha ricevuto giustizia e tutela dallo Stato, pur comprendendo malgrado le gravissime circostanze che per l’entità dovrebbe quanto meno avviare accertamenti, in Italia mai neppure calendarizzati, rispettosi della doverosa diplomazia tra stati, il fatto che il Governo, oltre a schierassi incostituzionalmente e in sfregio dei cittadini; della Costituzione e delle responsabilità imposte dalla stessa a chi riveste un ruolo nello Stato e nelle cariche istituzionali di rappresentante della Repubblica, ma che agisce tradendola in favore di uno stato estero criminale, i cui membri più volte in tutto il modo hanno subito condanne, la cui impunità è stata privilegio non degli attori ma di chi ha ha coperto il carnefice, trasformato anche lui in vittima della chiesa che rappresenta. Il fatto che al di la dei motivi pur diplomatici il Governo nell’occasione storica quanto unica in quanto l’unica ancora oggi, dopo 11 anni, nei quali non ha pronunciato  ancora una sola frase in favore dei cittadini vittime.

     

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webpwp-content/uploads/2025/02/chiesa-e-pedofilia-la-condanna-del-card-pell-in-australia-lalto-prelato-mai-sfiorato-dalla-magistratura-ecclesiastica.webpwp-content/uploads/2025/02/domenica-15-a-celle-ligure-gianluigi-nuzzi-presenta-il-suo-ultimo-libro-inchiesta-peccato-originale-interverra-francesco-zanardi-presidente-della-rete-labuso.webpwp-content/uploads/2025/02/preti-pedofili-e-adulti-complici-il-corto-di-cammuso-illumina-la-sala-farina-gesti-orrendi-camuffati-da-abito-religioso.webpwp-content/uploads/2025/02/dettagli-abusi-su-minori-in-nome-di-dio-da-piu-di-25-anni-ad-aci-bonaccorsi-la-comunita-che-plagiava-le-giovani-il-video.webpwp-content/uploads/2025/02/caso-vitale-processo-rinviato-a-dicembre-messere-a-telemolise-fatti-gravissimi-perche-commessi-da-chi-ha-una-funzione-educativa.webpwp-content/uploads/2025/02/chi-lha-visto-affronta-il-prete-che-ha-abusato-di-lui-la-risposta-preghiamo-insieme-un-caso-denunciato-dalla-rete-labuso.webpwp-content/uploads/2024/09/il-primo-film-sui-preti-pedofili-girato-a-savona-e-verona-sara-al-bari-international-film-festival-domenica-6-aprile.webpwp-content/uploads/2025/02/conclave-2013-petizione-contro-il-cardinale-domenico-calcagno-non-denuncio-prete-pedofilo-non-e-degno-del-conclave-il-secolo-xix-ratzinger-sapeva-video.webp2010/04/02/pedofilia-forno-non-ho-mai-voluto-criminalizzare-chiesa/

  • Pedofilia: malumori cattolici, reazioni e nuove rivelazioni

    Pedofilia: malumori cattolici, reazioni e nuove rivelazioni

    (per tutti i links andare all’articolo originale, ndr)

    Lo scandalo-pedofilia continua a tenere banco. I malumori serpeggiano, e non sono ormai limitati soltanto all’eterno dissidente Hans Kung, del quale Repubblica ha pubblicato ieri l’articolo Benedetto XVI ha fallito, i cattolici perdono la fiducia. Di “strategia fallimentare” parla anche la BBC, citando esponenti cattolici. In Germania, il paese natale di Joseph Ratzinger, le apostasie stanno aumentando a ritmo allarmante: la diocesi di Friburgo ha comunicato che 2.711 fedeli hanno lasciato la Chiesa nel solo mese di marzo, una cifra più che doppia rispetto allo stesso mese del 2009; 2676 invece le defezioni nella diocesi di Rottenburg-Stoccarda, molte più che a gennaio (921) e febbraio (1.011).
    Di fronte al malumore dei fedeli, il papa ha invitato ieri la Chiesa a fare “penitenza”. Ma la Chiesa ha anche deciso di serrare le fila, pur a costo di suscitare nuove polemiche. Il vescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi, per esempio, ha fatto cancellare la rubrica delle “lettere dai lettori” del settimanale diocesano Vita Nuova soltanto perché aveva ospitato le lettere di nove sacerdoti “controcorrente”: Claudio Magris ha scritto una lettera aperta al vescovo, il quale gli ha risposto definendo la soppressione “una salutare provocazione”, anche perché il giornale “vende poco e costa alla poverissima Diocesi di Trieste una barca di soldi”.
    Tornando alla questione degli abusi sessuali commessi da sacerdoti, nuove rivelazioni continuano ad aggiungersi. La Associated Press ha elencato l’altro ieri trenta casi di sacerdoti cattolici accusati di abusi sessuali che sono stati trasferiti in altro luogo. Due di questi sono finiti in Italia: padre Mario Pezzotti, ‘attivo’ in Amazzonia, ora residente a Parma, e don Vijay Vhaskr Godugunuru, trasferito presso la diocesi di Montepulciano. Su quest’ultimo caso La Libre rileva il silenzio del Vaticano: il vescovo, mons. Rodolfo Cetoloni, si difende affermando alla AP che non gli erano state date “sufficienti evidenze per provare le accuse”. A Foggia, don Nicolangelo Rossi è stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver palpato quattro ragazzine in un confessionale. Il 24 maggio comincerà invece il processo contro Don Luciano Massaferro, arrestato lo scorso dicembre e difeso a spada tratta dal vescovo (cfr. Ultimissima del 29 dicembre 2009). Il sito francese Golias ha nel frattempo rintracciato e pubblicato una lettera del 1991 dell’allora prefetto della Congregazione del Clero, il cardinale colombiano Dario Castrillon Hoyos, con la quale il porporato si congratulava con il vescovo di Bayeux, mons. Pierre Pican, fresco di condanna a tre mesi per non aver denunciato un prete pedofilo: il porporato si congratulava con lui per aver “agito bene”, preferendo rischiare la prigione piuttosto che denunciare “il suo figlio-prete”. Il Vaticano ha rilasciato in proposito una nota ambigua: “Questo documento è una riprova di quanto fosse opportuna l’unificazione della trattazione dei casi di abusi sessuali di minori da parte di membri del clero sotto la competenza della Congregazione della Dottrina della Fede, per garantirne una conduzione rigorosa e coerente, come avvenne infatti con i documenti approvati dal Papa nel 2001″.
    Non mancano tuttavia le reazioni: Radio Vaticana ha diffuso le dichiarazioni di padre Thomas Brundage, vicario giudiziale dell’arcidiocesi di Milwaukee dal 1995 al 2003, che ha accusato di “antipapismo” il New York Times per aver voluto affidarsi alle “menzogne di mons. Rembert Weakland, il grande accusatore, una persona fatta passare per testimone credibile, costretto a lasciare la guida dell’arcidiocesi di Milwaukee dopo il coinvolgimento in una storia omosessuale con un ex studente di teologia”.
    In questo difficile momento le gerarchie ecclesiastiche possono comunque sempre contare sul sostegno della politica italiana: il presidente Giorgio Napolitano, in occasione degli 83 anni di Benedetto XVI, compiuti oggi, ha fatto pervenire al papa la sua “profonda considerazione per il suo alto magistero”. Il consiglio dei ministri ha invece espresso “solidarietà per l’inqualificabile campagna diffamatoria contro la Chiesa e il Papa”.

    Il Vaticano ai ferri corti con il mondo 
    di Alessandro Capece [15 apr 2010]

    Le denunce degli abusi sui minori sono in costante aumento. Le strategie adottate finora per riprendere in mano il gregge allo sbando si sono rivelate inefficaci. Le gerarchie ecclesiastiche sembrano smarrite davanti alla scelta tra riconoscere le proprie colpe, ammettendo implicitamente che gli abusi sono stati occultati, e denunciare i colpevoli alla magistratura, concorrendo alla distruzione definitiva della sua immagine, oppure continuare a sorvolare.
    Addossare la colpa agli omosessuali è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il Segretario Generale della Conferenza dei vescovi cattolici ha precisato – riporta il Telegraph – che la pedofilia non ha niente a che fare con l’orientamento sessuale e che l’abuso è una fissazione che nasce dalla difficoltà di sviluppare relazioni mature con gli adulti e dalla conseguente necessità di focalizzare le pulsioni sessuali sui bambini.

    Un attivista di “Outrage!”, l’associazione che difende le vittime della pedofilia, ha aggiunto che arroccarsi in una difesa aggressiva mentre il gregge scappa danneggia la reputazione della Chiesa più degli attacchi che subisce.

    La rabbia dei fedeli per quello che sta accadendo – riporta il sito Voz Nueva (www.lavozcolorado.com) – ha fatto crescere il numero dei detrattori del Papa, scioccati dalla constatazione che la Chiesa ha tenuto nascosto i suoi scheletri nell’armadio chissà per quanto tempo senza curarsi minimamente di punire i colpevoli e risarcire le vittime.

    Questa inarrestabile crisi di fiducia non può avere che due sbocchi: un rinnovamento profondo della Chiesa Cattolica o la perdita definitiva del suo prestigio.

    http://www.uaar.it/news/2010/04/16/pedofilia-malumori-cattolici-reazioni-nuove-rivelazioni/

  • Preti pedofili. Il Vaticano è contro la legge

    Preti pedofili. Il Vaticano è contro la legge

    Extra ecclesiam nulla salus: il diritto sospeso tra potere e sovranita’

    Le dichiarazioni dell’avvocato Shea, primo promotore delle cause istruite dalla giustizia americana contro Ratzinger. L’inchiesta parte dai presunti casi di pedofilia avvenuti negli Stati Uniti. Cosa fa l’Unione Europea, cosa ne pensa don Di Noto.
    4/5/2007

    inchiesta di Silvio Nocera

    Continua la via crucis della Chiesa cattolica: un attacco mediatico di portata rilevante ha investito nelle scorse settimane i più alti porporati vaticani ed è culminato nelle intimidazioni subite da Mons. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, cui sarebbe stata recapitata un busta contenente un proiettile.
    Lo scorso 30 aprile Giorgio Napolitano ha dichiarato al Corriere della Sera che “l’Italia non lascerà solo monsignor Angelo Bagnasco di fronte alle inammissibili, vili minacce di oscura provenienza di cui è stato fatto oggetto”.
    Le minacce restano, l’attacco frontale altrettanto. E, se la miccia che ha acceso la polveriera potrebbe essere la querelle sui DICO e le bagarres parlamentari che ne sono seguite, le posizioni oltranziste su cui si è arroccato il nuovo papato non rendono facile il dialogo in un momento in cui l’Italia avrebbe bisogno di quel clima di concordia auspicato qualche tempo addietro dal Presidente della Repubblica.
    Così, se gli attacchi laici si moltiplicano, l’Osservatore Romano tuona, in merito alle dichiarazioni fatte da Andrea Rivera durante il concerto del primo maggio, che “è terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell’amore, l’amore per la vita e l’amore per l’uomo. È vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile. Ed usando argomenti risibili, manifestando la solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur facendo tutt’altro mestiere”.

    La lettera episcopale e il Crimen Sollicitationis
    Extra ecclesiam nulla salus: eppure, oggi più che mai, sotto la pressione di un laicismo dilagante, dell’avanzata musulmana, dell’allontanamento progressivo della società civile dai precetti dottrinali, il suo ecumenismo vacilla. E riemergono le vecchie ferite aperte nel grembo di Santa Madre Chiesa.
    Una recente inchiesta di Pino Nicotri, apparsa su Blog di Repubblica l’8 aprile scorso, ha denunciato in un lungo articolo il comportamento del Vaticano riguardo i presunti casi di pedofilia avvenuti negli Stati Uniti da parte di sacerdoti che, secondo la magistratura texana, sarebbero stati coperti, direttamente o indirettamente, dall’allora cardinale Ratzinger. A margine, tra l’altro, dello scandalo sull’epidemia di Aids che ha coinvolto un gran numero di prelati americani.
    La lettera episcopale “De Delictis Gravioribus” inviata il 18 maggio 2001 dall’allora capo della Congregazione per la Dottrina della fede, Joseph Ratzinger, per dettare il procedimento da seguire nel caso in cui si appurino crimini di natura sessuale perpetrati da un prelato, e in base a cui i giudici texani hanno chiesto la sua incriminazione, richiamava il Crimen Sollicitationis del 1962.
    Tale istruzione, rimasta segreta fino al 6 agosto 2003, data in cui la rete americana CBS la ha reso nota, veniva indirizzata a tutti i Patriarchi, gli Arcivescovi, i Vescovi e Ordinari di altre sedi, anche di Rito Orientale, sul modo di procedere nelle cause di sollecitazione, fornisce tassative istruzioni da adottare in materia di crimini sessuali commessi da membri del clero nei confronti di fedeli.

    Commissione Europea: non interferiamo con gli affari nazionali.
    Nella sua interrogazione al Parlamento Europeo del 20 agosto 2003, l’on. Maurizio Turco dichiarava che da tale documento emerge che la Santa Sede ha prescritto, adottato e fatto adottare, proposto ed imposto alle suddette autorità ecclesiastiche comportamenti volti a sottrarre ad ogni pubblica conoscenza e alla giustizia gli abusi sessuali compiuti da membri del clero, pena la scomunica.
    Con la lettera apostolica del 30 aprile 2001 “Motu Proprio Datae Quibus Normae De Gravioribus Delictis” a firma di Giovanni Paolo II e con l’epistola citata, risultavache la “Crimen Sollicitationis è stata, almeno in queste recenti occasioni, richiamata e ribadita a fronte dell’estendersi ed aggravarsi nei decenni di questa vera e propria piaga del mondo ecclesiastico cattolico e degli scandali conseguenti”.
    E concludeva che, “a riprova, anche se non necessaria, da molte parti vengono denunciati il rifiuto di collaborare con la giustizia e con le indagini di polizia, nonché l’ostruzione della giustizia”.
    E se, da una parte, la Commissione rispondeva di non avere “la competenza per adottare i provvedimenti suggeriti dagli onorevoli parlamentari, né di intervenire nelle relazioni diplomatiche degli Stati membri”, l’avvocato Shea, primo promotore delle cause istruite dalla giustizia americana contro Ratzinger in seguito ai fatti di pedofilia in seno alla chiesa cattolica statunitense, ha affermato che “la reale esistenza di tale documento rivela gli enormi problemi che ha la Chiesa in relazione all’integrità del confessionale in cui spesso e volentieri, ad esempio, i fedeli vengono sollecitati a conversazioni sessuali. In secondo luogo, il Crimen costituisce un manuale che indica come costruire un processo fasullo e segreto per i preti colpevoli di detti reati di modo da farli uscire puliti”.

    Sovranità e diritto: le parole di Bertone
    Una questione di diritto. E di sovranità. Perché proprio in occasione di una seconda interrogazione parlamentare del 25 luglio 2006, questa volta al Parlamento Italiano, lo stesso on. Turco ricorda che il cardinale Tarcisio Bertone, all’epoca dei fatti Segretario della «Congregazione per la dottrina della Fede, in una intervista rilasciata nel febbraio 2002 al mensile «30 giorni», diretto dal sen. Giulio Andreotti, ebbe a dire che «Le Norme di cui stiamo parlando si trovano all’interno di un ordinamento giuridico proprio, che ha un’autonomia garantita, e non solo nei Paesi concordatari. Non escludo che in particolari casi ci possa essere una forma di collaborazione, qualche scambio di informazioni, tra autorità ecclesiastiche e magistratura. Ma, a mio parere, non ha fondamento la pretesa che un vescovo, ad esempio, sia obbligato a rivolgersi alla magistratura civile per denunciare il sacerdote che gli ha confidato di aver commesso il delitto di pedofilia. Naturalmente la società civile ha l’obbligo di difendere i propri cittadini. Ma deve rispettare anche il «segreto professionale» dei sacerdoti, come si rispetta il segreto professionale di ogni categoria, rispetto che non può essere ridotto al sigillo confessionale, che è inviolabile».

    Tra documenti segreti e verita’ taciute
    E dato che il Crimen fu allora segretato per molto tempo e mai pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Santa Sede in conformità con il canone 8 § 1 del Titolo I del «Codice di diritto canonico» («Le leggi ecclesiastiche universali sono promulgate con l’edizione nella Gazzetta ufficiale degli Acta Apostolicae Sedis, a meno che in casi particolari non sia stato stabilito un modo diverso di promulgare …»), i dubbi si infittiscono. Tanto più che l’Istruzione era destinata ad essere «diligentemente conservato nell’archivio segreto della curia», con la quale si impone il silenzio perpetuo, pena la sospensione «a divinis», a tutte le persone coinvolte in processi in materia di crimini sessuali commessi da membri del clero.
    La Chiesa intanto resta cauta da quando la questione è tornata alla ribalta con i fatti recenti che hanno scatenato una bufera sulla Curia di Firenze. Ma, se, secondo Shea, “è vero che la lettera episcopale del 2001 richiama il Crimen e la sua nota 3, e’ importante sottolineare come, nella formula E dell’Istruzione, il processo di interrogazione e’ manipolato in modo da condurre la vittima ad affermare che il motivo per cui sta smascherando il prete e’ quello di liberare la propria coscienza”.

    Mecacci: la questione dell’immunità papale
    Qualora fosse vero due piani distinti verrebbero a sovrapporsi pericolosamente: quello morale e quello giudiziario. Un prete che si macchia di pedofilia si rende due volte colpevole: prima di fronte a Dio e poi di fronte agli uomini. E se la morale è di competenza della Chiesa, i crimini pertengono alla giustizia laica. Matteo Mecacci, osservatore del partito radicale transnazionale alle Nazioni Unite, afferma in proposito che “il fatto che la Chiesa Cattolica e i suoi atti siano, in alcuni casi, equiparati a quelli di uno Stato, fa si’ che gli esponenti politici che rappresentano questo Stato-Chiesa godano di privilegi ed immunità che sono negati a tutte le altre confessioni religiose. La vicenda dall’immunità garantita dal Governo statunitense a Papa Ratzinger, in quanto Capo di Stato del Vaticano, dal processo avviato dall’avvocato Shea in Texas con l’accusa di aver ostruito la giustizia dal poter perseguire le violenze sessuali commesse da esponenti della Chiesa, ne è la prova manifesta”.

    Don Di Noto: la lotta alla pedofilia e la posizione della Chiesa
    Per parte sua Don Fortunato Di Noto, sacerdote impegnato sul problema pedofilia e presidente dell’associazione Meter, per parte sua afferma di “non essere convinto che la Chiesa non si sia esposta: le diocesi americane si son dissanguate per risarcire le vittime di abusi sessuali e le loro famiglie. Se la Chiesa ha una colpa, questa risiede nel fatto che non e’ stata in grado di gestire il caso”. Anche perché “i nomi dei 4962 preti pedofili statunitensi sono stati pubblicati in un elenco a disposizione su internet (?)”. E sulla questione della competenza giuridica e giudiziaria sottolinea che “noi preti siamo cittadini degli stati sovrani in cui risiediamo. Non facciamo parte di uno stato a se stante. Per cui siamo soggetti alla giurisdizione della procura civile laddove il Tribunale ecclesiastico si occupa di questioni religiose”. Ci tiene a sottolineare, Don Di Noto, che la posizione della Chiesa a riguardo è sempre stata netta fin dal IV sec. d.C. quando “fu stabilita con il Concilio di Elvira l’espulsione dei prelati che abusano dei bambini”. Ma aggiunge che “un vescovo che venga a sapere di un ipotetico crimine di pedofilia commesso da un suo sacerdote ha il dovere di disporre accertamenti per quanto è in suo potere e a partire da una presunzione di innocenza. Che poi quel vescovo non sia in grado di gestire la faccenda, è un altro paio di maniche”.

    Diritto, dogma e fede
    Eppure la posta in gioco è molto più alta dell’accusa o della punizione di un singolo sacerdote. Perché si tratta di una questione di sovranità: è vero che un prete è cittadino dello stato sovrano di cui ha la cittadinanza, ma è altrettanto vero che un cardinale risponde solo al Vaticano. Ed è vero che quest’ultimo ha un ordinamento giuridico proprio, riconosciuto non solamente dai paesi concordatari, che, in quanto tale, si fonda sul principio di autonomia. Ed in maniera indiretta su quello di non ingerenza. Ora, il fatto che un vescovo non sia tenuto ad informare le autorità civili competenti rispetto ad un caso di presunta pedofilia di un parroco, è assolutamente coerente con i principi giuridici esposti dal cardinale Bertone: è, per dirla in gergo, una questione di primarietà di fonti del diritto. Un diritto che, se da una parte si scontra con la magistratura civile, dall’altra si trincera dietro il segreto inviolabile del confessionale. Segreto, quest’ultimo, che aggiunge la morale alla naturale deontologia richiesta da qualsiasi altra categoria professionale.
    E quando il dogma si insinua nei fatti umani le possibilità sono solo due: accettarlo o rifiutarlo in toto. Perché Dio vede e provvede per ieri, oggi e domani. A divinis. Ma se Lui perdona, gli uomini no.

    Silvio Nocera

    Fonti

    http://associazionemeter.it
    http://corriere.it
    http://nicotri.blogautore.espresso.repubbl…ovinereste-mai/

    Approfondimenti

    Per il testo integrale dell’istruzione Crimen Sollicitationis:

    Allegato

    Il testo integrale della lettea episcopale.

    «LETTERA inviata dalla Congregazione per la dottrina della fede ai vescovi di tutta la Chiesa cattolica e agli altri ordinari e prelati interessati, circa I DELITTI PIU’ GRAVI riservati alla medesima Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001

    Per l’applicazione della legge ecclesiastica, che all’art. 52 della Costituzione apostolica sulla curia romana dice: “[La Congregazione per la dottrina della fede] giudica i delitti contro la fede e i delitti più gravi commessi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti, che vengano a essa segnalati e, all’occorrenza, procede a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche a norma del diritto, sia comune che proprio”, era necessario prima di tutto definire il modo di procedere circa i delitti contro la fede: questo è stato fatto con le norme che vanno sotto il titolo di Regolamento per l’esame delle dottrine, ratificate e confermate dal sommo pontefice Giovanni Paolo II, con gli articoli 28-29 approvati insieme in forma specifica.

    Quasi nel medesimo tempo la Congregazione per la dottrina della fede con una Commissione costituita a tale scopo si applicava a un diligente studio dei canoni sui delitti, sia del Codice di diritto canonico sia del Codice dei canoni delle Chiese orientali, per determinare “i delitti più gravi sia contro la morale sia nella celebrazione dei sacramenti”, per perfezionare anche le norme processuali speciali nel procedere “a dichiarare o a infliggere le sanzioni canoniche”, poiché l’istruzione Crimen sollicitationis finora in vigore, edita dalla Suprema sacra Congregazione del Sant’Offizio il 16 marzo 1962, doveva essere riveduta dopo la promulgazione dei nuovi codici canonici.

    Dopo un attento esame dei pareri e svolte le opportune consultazioni, il lavoro della Commissione è finalmente giunto al termine; i padri della Congregazione per la dottrina della fede l’hanno esaminato più a fondo, sottoponendo al sommo pontefice le conclusioni circa la determinazione dei delitti più gravi e circa il modo di procedere nel dichiarare o nell’infliggere le sanzioni, ferma restando in ciò la competenza esclusiva della medesima Congregazione come Tribunale apostolico. Tutte queste cose sono state dal sommo pontefice approvate, confermate e promulgate con la lettera apostolica data in forma di motu proprio Sacramentorum sanctitatis tutela.
    I delitti più gravi sia nella celebrazione dei sacramenti sia contro la morale, riservati alla Congregazione per la dottrina della fede, sono:

    • I delitti contro la santità dell’augustissimo sacramento e sacrificio dell’eucaristia, cioè:
      1° l’asportazione o la conservazione a scopo sacrilego, o la profanazione delle specie consacrate:
      2° l’attentata azione liturgica del sacrificio eucaristico o la simulazione della medesima;
      3° la concelebrazione vietata del sacrificio eucaristico assieme a ministri di comunità ecclesiali, che non hanno la successione apostolica ne riconoscono la dignità sacramentale dell’ordinazione sacerdotale;
      4° la consacrazione a scopo sacrilego di una materia senza l’altra nella celebrazione eucaristica, o anche di entrambe fuori della celebrazione eucaristica;
    • Delitti contro la santità del sacramento della penitenza, cioè:
      1° l’assoluzione del complice nel peccato contro il sesto comandamento del Decalogo;
      2° la sollecitazione, nell’atto o in occasione o con il pretesto della confessione, al peccato contro il sesto comandamento del Decalogo, se è finalizzata a peccare con il confessore stesso;
      3° la violazione diretta del sigillo sacramentale;
    • Il delitto contro la morale, cioè: il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età.

    Al Tribunale apostolico della Congregazione per la dottrina della fede sono riservati soltanto questi delitti, che sono sopra elencati con la propria definizione.

    Ogni volta che l’ordinario o il prelato avesse notizia almeno verosimile di un delitto riservato, dopo avere svolte un’indagine preliminare, la segnali alla Congregazione per la dottrina della fede, la quale, a meno che per le particolari circostanze non avocasse a sé la causa, comanda all’ordinario o al prelato, dettando opportune norme, di procedere a ulteriori accertamenti attraverso il proprio tribunale. Contro la sentenza di primo grado, sia da parte del reo o del suo patrono sia da parte del promotore di giustizia, resta validamente e unicamente soltanto il diritto di appello al supremo Tribunale della medesima Congregazione.

    Si deve notare che l’azione criminale circa i delitti riservati alla Congregazione per la dottrina della fede si estingue per prescrizione in dieci anni. La prescrizione decorre a norma del diritto universale e comune: ma in un delitto con un minore commesso da un chierico comincia a decorrere dal giorno in cui il minore ha compiuto il 18° anno di età.

    Nei tribunali costituiti presso gli ordinari o i prelati possono ricoprire validamente per tali cause l’ufficio di giudice, di promotore di giustizia, di notaio e di patrono soltanto dei sacerdoti. Quando l’istanza nel tribunale in qualunque modo è conclusa, tutti gli atti della causa siano trasmessi d’ufficio quanto prima alla Congregazione per la dottrina della fede.

    Tutti i tribunali della Chiesa latina e delle Chiese orientali cattoliche sono tenuti a osservare i canoni sui delitti e le pene come pure sul processo penale rispettivamente dell’uno e dell’altro Codice, assieme alle norme speciali che saranno date caso per caso dalla Congregazione per la dottrina della fede e da applicare in tutto.
    Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio.

    Con la presente lettera, inviata per mandato del sommo pontefice a tutti i vescovi della Chiesa cattolica, ai superiori generali degli istituti religiosi clericali di diritto pontificio e delle società di vita apostolica clericali di diritto pontificio e agli altri ordinari e prelati interessati, si auspica che non solo siano evitati del tutto i delitti più gravi, ma soprattutto che, per la santità dei chierici e dei fedeli da procurarsi anche mediante necessarie sanzioni, da parte degli ordinari e dei prelati prelci sia una sollecita cura pastorale.

    Roma, dalla sede della Congregazione per la dottrina della fede, 18 maggio 2001.

    Joseph card. Ratzinger, prefetto.
    Tarcisio Bertone, SDB, arc. em. di Vercelli, segretario»

    autore: Silvio Nocera