Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Don Giovanni Gatto lascia il sacerdozio: «Così non potevo più vivere»

    Don Giovanni Gatto lascia il sacerdozio: «Così non potevo più vivere»

    MONTEBELLUNA – Dopo vent’anni di ministero e a 51 anni, don Giovanni Gatto ha deciso di lasciare il sacerdozio. Non per una perdita di fede né per uno strappo improvviso, ma al termine di un lungo percorso di discernimento personale, si legge in questi giorni nelle pagine dei media locali.

    Da circa un anno e mezzo ha avviato la procedura canonica per la dispensa dai voti, che è attesa a breve e segnerà la conclusione formale del suo cammino nella Chiesa. Parroco a Tempera, frazione dell’Aquila, è stato per anni un punto di riferimento costante per la comunità, soprattutto dopo il terremoto del 2009. In quei mesi e negli anni successivi ha affiancato famiglie colpite, seguito le prime fasi della ricostruzione e affrontato anche gravi pressioni criminali, denunciate senza esitazioni. Minacce e paura non lo hanno mai fatto arretrare.

    La scelta di oggi nasce invece da una frattura interiore: l’impossibilità di continuare a vivere “diviso”, tra il ruolo pubblico e un desiderio personale rimasto a lungo inascoltato. Il bisogno di condivisione, di una relazione affettiva e di una vita pienamente assunta ha progressivamente prevalso sul silenzio imposto. «Non è stata una fuga», ha spiegato, ma un atto di onestà verso se stesso.

    Nei prossimi mesi tornerà a Montebelluna, suo paese d’origine. Un ritorno alle radici, lontano dai ruoli che lo hanno definito per anni, per ricominciare senza più nascondersi. Per lui non è una resa, ma il tentativo di rimettere insieme i pezzi e di vivere, finalmente, senza vivere “a metà”.

    https://www.oggitreviso.it/don-giovanni-gatto-lascia-sacerdozio-%C2%ABcos%C3%AC-non-potevo-pi%C3%B9-vivere%C2%BB-au23898-370590

  • Don Giovanni Gatto – Montebelluna

    Don Giovanni Gatto – Montebelluna

    Don Giovanni Gatto – Montebelluna

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  • “I preti onesti ci sono, sei un esempio per tutti”

    “I preti onesti ci sono, sei un esempio per tutti”

    Centinaia di messaggi di solidarietà per don Giovanni, che ha rivelato di essere stato vittima di abusi

    MONTEBELLUNA – Oltre 700 messaggi di solidarietà in poche ore da tutta Italia, per don Gatto. «Chiedo scusa a tutti perché non riesco a rispondere a tutti i messaggi di solidarietà che mi stanno arrivando. Sono quasi 700 messaggi. Chiedo scusa ma vi ringrazio di cuore tutti. Dio vi benedica. Ho tanti impegni se no risponderei a tutti ben volentieri. Vi abbraccio forte. Gesù è con noi e ci ama!».

    La notizia delle minacce si è sparsa rapidamente e in molti hanno voluto testimoniare la loro vicinanza al sacerdote. Sommerso da telefonate, mail e messaggi sui social, don Gatto, posta l’articolo di Oggi Treviso e manifesta tutta la sua soddisfazione per la vicinanza delle persone: «Grazie mille di cuore a chi mi sta dimostrando tanta solidarietà. Siete tantissimi. Vi benedico».

    «I preti onesti ci sono. Forza don Giovanni Gatto continua a denunciare, le persone oneste ti sosterranno sempre – commenta Maria a cui fa eco Lino – Avanti sempre, con coraggio e coscienza! Sei un esempio per tutti noi!». Testimonianze di solidarietà che hanno rincuorato il sacerdote che nella sua denuncia di minacce e aggressione verbale, per aver detto di essere stato molestato da un pedofilo quand’era ragazzino, ha fatto anche qualche riferimento alle forze dell’ordine, per avvertire i suoi detrattori che non intende subire alcune pressione e intimidazione.

    http://www.oggitreviso.it/preti-onesti-ci-sono-sei-un-esempio-tutti-206130?fbclid=IwAR0BbJMaGgKQwmaaW5qdMol6dsFPIuQquB3mM77EsYLte6ekX94Ep5YK8Wc

  • Don Giovanni, vittima di un pedofilo, attaccato e minacciato per aver detto di essere stato abusato da bambino

    Don Giovanni, vittima di un pedofilo, attaccato e minacciato per aver detto di essere stato abusato da bambino

    MONTEBELLUNA – Don Giovanni Gatto, il prete che poche settimane fa ha raccontato di essere stato abusato da bambino è stato attaccato e minacciato per aver fatto outing. «Mi hanno criticato con dei messaggi privati e mi hanno pure detto che sbaglio a espormi pubblicamente contro la pedofilia». Ma don Gatto ribadisce: «No all’omertà».

    Originario di Caonada, dove è ancora molto forte il legame con parenti ed amici, da tempo vive in Abruzzo ed è parroco di Tempera, frazione di L’Aquila. Quando di recente Papa Francesco ha iniziato il summit contro la pedofilia ha trovato il coraggio di raccontarsi pubblicamente sui social, destando grande clamore anche a Montebelluna.

    «Sono molto sereno e confido sempre in Gesù, anche se, due persone, tramite messaggio privato, mi hanno criticato perché io e don Vinicio Albanesi, abbiamo pubblicamente confessato di essere stati abusati tanti anni fa da dei pedofili. Io da un laico, quindi non prete, invece don Vinicio è stato abusato quando era in seminario. Queste due persone, di cui non faccio il nome per rispetto della privacy, mi hanno pure scritto che io, don Vinicio Albanesi e don Fortunato Di Noto, presidente e fondatore di Meter, sbagliamo a esporci pubblicamente contro la pedofilia …».

    Un lungo sfogo in cui don Gatto rammenta anche quando, qualche anno fa, venne preso di mira dalla mafia per aver denunciato infiltrazioni nel tessuto economico della sua parrocchia: ne seguì un’inchiesta che ha portato in carcere chi voleva speculare sulla ricostruzione post terremoto de L’Aquila. Le sue dichiarazioni di poche ore fa hanno scatenato decine di messaggi di solidarietà e vicinanza da ogni parte d’Italia al prete coraggioso che ora, con l’associazione Meter, lavora per aiutare le vittime di pedofilia.

    http://www.oggitreviso.it/don-giovanni-vittima-di-un-pedofilo-attaccato-minacciato-aver-detto-di-essere-stato-abusato-da